Monica Gabetta Tosetti, la presentazione nella Capitale della Collezione By Nicole e una nuova sinergia all’orizzonte

Monica, bentrovata. Poco tempo fa siamo rimasti incuriositi da una tua recente partecipazione nella Capitale. La terza settimana di marzo, infatti, ti abbiamo visto a Roma alle prese con una sfilata di gran rilevo, in occasione della presentazione della nuova collezione By Nicole. E poi sappiamo che è in atto una nuova collaborazione, una vera e propria sinergia tra Tosetti Sposa e Nicole Fashion Group.

Quali sono intanto i caratteri preminenti e quali i colori dominanti per il 2020? Che ruolo nello specifico hai rivestito nella Capitale?

I colori predominanti anche per il 2020 saranno ancora il colore naturale della seta ed il rosa cipria…Affiancati dal nude!

Il mio ruolo era di buyer (ma anche blogger) ed infatti dal mese di aprile l’atelier Tosetti Spose di Como diventa Best Partner di Nicole Fashion Group, unico in città e nella provincia comasca, che sarà un punto vendita privilegiato delle Collezioni 2020 della Maison, con tutti i suoi marchi: Alessandra Rinaudo, Nicole Spose, Jolies, Colette, Romance, oltre a Pronovias e St. Patrick.


Che sensazioni ti ha lasciato l’evento nel complesso?

Mi ha lasciato sensazioni favolose! La sfilata di Nicole Spose a Palazzo dei Congressi di Roma è stata davvero emozionante, un catwalk che ha raccontato il percorso di Nicole, la primogenita della stilista Alessandra Rinaudo, in una narrazione di eccellenza tutta italiana; bellezza e professionalità allo stato puro, a partire dal video che ha aperto il fashion show con la visione di una Nicole ‘bambina’, che si muove fra il profumo di gesso e borotalco, e il ticchettio regolare delle macchine da cucire, per arrivare a una storia che sa di magia nella quale ci ritroviamo da sempre.

Gli abiti erano splendidi ed è stato memorabile il finale della sfilata; mi è sembrato di vedere tre generazioni susseguirsi e…Soprattutto mi è sembrato proprio di vedere il sogno italiano avverarsi.
‘Un sogno italiano’, infatti, è quello di Alessandra Rinaudo e della figlia Nicole che si muove fra bridal outfit dalle linee Fifties con gli scolli omerali che sottolineano le spalle, le maniche a sbuffo che sembrano ali, il punto vita disegnato da cinture metalliche, le divertenti mantelline di pizzo o gli abiti dalle code leggere che creano movimento nell’incedere per poi arrivare a una sposa dal mood giovane e fresco, in grintosi abbinamenti di gonne di tulle e felpe, abiti corti e stivali di pizzo o micro bolerini su pantaloni dal taglio impeccabile.
Insomma una collezione preziosa, versatile, che interpreta la femminilità nelle sue infinite sfaccettature e che Tosetti Sposa non vede l’ora di mostrare alle future spose.

Roma, spari fuori da un bar a Cinecittà in pieno giorno: due gambizzati

È successo davanti al bar Petit, davanti a molti testimoni: due uomini a bordo di uno scooter hanno esploso colpi di arma da fuoco. Indagano i carabinieri

di RORY CAPPELLI

Spari in strada a Roma. Erano le 16 quando davanti al bar Petit in via Flavio Stilcone, a Cinecittà, è arrivato rombando uno scooter con due uomini a bordo, il volto coperto da un casco. Si sono fermati un attimo, hanno tirato fuori una pistola ed esploso colpi di arma da fuoco in direzione di altri due uomini, fermi davanti al locale.

I due sono stati feriti alle gambe e trasportati subito in ospedale. Gli assalitori sono poi fuggiti. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. È arrivata un’auto dei carabinieri della Compagnia Roma Casilina, che indaga sulla vicenda, mentre per i rilievi tecnico scientici si attende l’arrivo dei militari del nucleo scientifico di via In Selci.

Il 4 marzo a un distributore di benzina della Q8 c’era stata un’altra sparatoria, questa volta per una rapina, e non troppo lontana da qui, in via Santa Maria del Buon Consiglio, al Quadraro. Tutto era avvenuto in pochissimi secondi, davanti agli occhi di decine di testimoni, quando un uomo, italiano, aveva estratto una pistola, aveva sorpreso alle spalle un militare dell’aeronautica militare di 55 anni mentre stava per fare rifornimento di benzina, pretendendo di farsi consegnare le chiavi dello scooter e il portafogli.

fonte:repubblica.it

Torrita Tiberina, si ribalta con il trattore: muore uomo di 42 anni

E’ accaduto intorno alle 12.30 in località Cava dei Sassi. Inutili i soccorsi

Un uomo di 42 anni è morto schiacciato dopo essersi ribaltato con un trattore nel terreno di proprietà del padre a Civitella San Paolo, vicino Roma. E’ accaduto intorno alle 12.30 in località Cava dei Sassi. Inutili i soccorsi. Sul posto i carabinieri di Torrita Tiberina.

Roma, in 50 si affrontano armati di bastoni: maxi rissa al pub

E’ successo nella tarda serata di sabato in un locale di viale della Primavera a Centocelle

Maxi rissa la scorsa notte in un pub di viale della Primavera a Centocelle, alla periferia di Roma. Sul posto, intorno alle 23.30, è intervenuta la polizia per la segnalazione di una rissa tra 50 persone armate di bastoni. A quanto si apprende si tratterebbe di una resa dei conti tra ultrà della Roma per attriti che risalgono allo scorso derby.

Giunti sul posto gli agenti non avrebbero trovato partecipanti né feriti. Il locale non è stato danneggiato anche se, nel parapiglia sono stati lanciati a terra bicchieri e rovesciati tavoli.

Precipita aereo acrobatico, muore il chirurgo Flavio Saccomanno

Il medico, 71 anni, era presidente dell’Associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica. L’incidente a Castel Viscardo, in Umbria

Flavio Saccomanno, un chirurgo plastico di origini brasiliane ma residente a Roma, presidente dell’associazione italiana di chirurgia plastica ed estetica, di 71 anni, è morto nel pomeriggio di oggi dopo essersi schiantato al suolo nei pressi dell’aviosuperficie di Castel Viscardo, nell’Orvietano, mentre stava pilotando un aereo acrobatico monomotore monoposto.  L’uomo, esperto pilota era decollato pochi minuti prima dalla struttura. L’aereo stava compiendo un’esercitazione acrobatica, quando è precipitato, in un campo a qualche centinaio di metri dall’aviosuperficie, per cause in corso di accertamento da parte dei carabinieri. 

Roma, paura per il fumo da una scala mobile interna alla stazione Termini

È successo intorno alle 14. Per un’ora l’area della Terrazza e quella sottostante sono rimaste off-limits. L’origine del guasto: “Si era rotto il motore”

di RORY CAPPELLi

Ancora un guasto a una scala mobile. Questa volta però non interna a una metropolitana. Si è trattato infatti di una delle scale che dalla sala della stazione Termini di fronte ai binari porta a Terrazza Termini, dove si trovano ristoranti e negozi.

Intorno alle 13.30-14 è scattato l’allarme e la sicurezza della stazione ha velocemente sgomberato tutta l’area della Terrazza, facendo confluire impiegati, camerieri, commessi e clienti in piazza dei Cinquecento. Abbondante fumo, infatti, fuoriusciva da una delle scale mobili, una di quelle di collegamento che si trova proprio di fronte al ristorante Fresco.

È intervenuta anche la Polfer. Non sono stati, invece, chiamati i vigili del Fuoco. L’evacuazione è durata oltre un’ora. I tecnici della ditta di manutenzione hanno lavorato per circa un’ora e hanno stabilito che si fosse rotto il motore.

“Bella Roma”, dal parco di Colle Oppio a Ostia: tremila volontari per ripulire la città

Dal centro della città al litorale passando per largo Fratelli Lumière e piazza Ragusa, i cittadini hanno ridipinto, colorato, riqualificato quattro spazi in occasione della Giornata della Terradi GIULIA ARGENTI, VALENTINA LUPIA, SALVATORE GIUFFRIDA, LAURA VENUTI

Un unico obiettivo: ripulire la Capitale. Per questo oltre tremila volontari (VIDEO)  si sono dati danno appuntamento questa mattina alle 9 in quattro luoghi, a cui sono stati associati i quattro elementi: parco del Colle Oppio (terra), piazza Ragusa (aria), largo Fratelli Lumière (fuoco) e il Canale dei Pescatori di Ostia (acqua). . È “Bella, Roma”, la più grande operazione di rigenerazione urbana fatta dai volontari del decoro, lanciata da Retake in occasione della Giornata della Terra.

Colle Oppio – VIDEO 
Un migliaio di pettorine blu hanno ripulito il parco del Colle Oppio, luogo a cui Retake ha associato l’elemento terra. E, infatti, i volontari, armati di paletta e rastrello si sono presi cura dell’area verde all’ombra del Colosseo. “Una partecipazione incredibile – dice Raffaele Malizia di Retake -. Almeno l’80 per cento dei volontari sono giovani, ragazzi che hanno deciso di dedicare il tempo libero alla loro città”. Tanti anche gli amici a quattro zampe che hanno affiancato i padroni nella pulizia del parco. I retakers hanno sistemato le panchine e l’area giochi per i bambini, curato le aiuole e raccolto i rifiuti. “Tra cui più di cinquanta siringhe” continua Malizia. “Grazie a tutti i ragazzi che sono venuti ad aiutarci a pulire Roma – ha detto la sindaca Virginia Raggi, che ha fatto visita ai volontari a lavoro -. Stiamo cercando di coordinare sempre di più gli uffici di Ama con loro per tenere la nostra città più pulita e decorosa”.

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Dalla terra all’aria, simbolo scelto per Piazza Ragusa: “Uno spazio soffocato dall’inquinamento, a tal punto che molte mamme evitano di portare qui i loro figli – spiega Alfredo Mancia di Retake, mentre è impegnato a coordinare i vari gruppi di volontari. Speriamo che il nostro intervento aiuti a purificare un po’ l’aria che si respira qui”. I volontari hanno pulito e ridipinto il muretto, sistemato l’area giochi, messo a dimora 80 nuove piantine e rimosso adesivi e manifesti politici abusivi. Alle 10 è partita una visita guidata al deposito di Atac a cura dell’Archeomitato.

Largo Fratelli Lumière
Giochi di prevenzione, pitture a terra, campane educative, ginnastica e tanto altro si sono aggiunti alle canoniche attività di pulizia, decoro e riqualificazione, in largo Fratelli Lumière, nel III municipio. Oltre trecento i retakers partecipanti, tra cui tanti bambini. Agli anziani del quartiere, ora, toccherà prendersi cura dell’orticello e delle piante aromatiche, mentre i piccoli hanno da oggi un nuovo spazio dove giocare. Fiori e sassolini rendono il giardino più bello, insieme a vasi dipinti di verde. “Un evento spettacolare, il bello e il buono della città”, ha detto Giovanni Caudo, presidente civico del III municipio, in visita nella mattinata. Verso le 13.50 la sindaca Virginia Raggi si è presentata a Vigne Nuove. Insieme al presidente Giovanni Caudo ha fatto un giro della piazza, complimentandosi coi volontari.

Canale dei pescatori di Ostia
A Ostia si sono radunati più di 300 retakers per pulire la pineta e le sponde del canale dei pescatori intorno alla foce e sul lungomare: hanno raccolto più di 50 sacchi pieni di barattoli di vernice vuoti, bottiglie, pneumatici, biciclette arrugginite, materiali di risulta, plastica, materassi. I volontari hanno anche verniciato le strutture in ferro del ponte sul canale e hanno mostrato i sacchi dei rifiuti alla sindaca Raggi, in visita a metà mattina con al guinzaglio il cagnolino Puffo. “Stiamo lavorando”, ha risposto Raggi ai volontari che le facevano notare la sporcizia e la poca collaborazione di Ama. 

Mafia nel Lazio, minacce in aumento: “Amministratori denunciate”

Il report di Avviso pubblico: ” Roma e Latina sotto tiro, episodi cresciuti del 50 per cento”

di SALVATORE GIUFFRIDA

Altro che fenomeno nascosto e strisciante: la mafia nel Lazio c’è e si vede. Anzi, è in aumento. Soprattutto da Roma in giù. E dopo Mafia Capitale, i centri più esposti alle infiltrazioni mafiose sono le piccole e medie città di provincia intorno a Roma e Latina: Pomezia, Anzio, Nettuno, Formia, Ponza. È sufficiente dare uno sguardo a uno degli indicatori più utili a misurare la capacità dei clan di infilarsi nella gestione di appalti e nell’economia di un territorio: le intimidazioni e le minacce contro gli amministratori locali.

Nel 2018 ne sono stati censiti più di 35, ritenuti gravi e attendibili: dodici in più rispetto ai 24 del 2017. L’aumento, preoccupante, è di almeno il 50%. E nel 2019 non va meglio: sono almeno 4 le intimidazioni censite nei primi tre mesi dell’anno, oltre ad alcuni attentati a imprese balneari e legate ai rifiuti da Anzio a Pomezia. L’allarme arriva dall’associazione antimafia Avviso pubblico, che raccoglie 470 Comuni e 10 regioni impegnate nella protezione degli amministratori locali, spesso i più esposti alle infiltrazioni mafiose. Avviso pubblico presenterà venerdì il rapporto nazionale del 2018, ma lancia l’allarme: degli oltre 35 casi nel Lazio, 20 sono avvenuti in provincia di Roma e almeno 10 in quella di Latina.

Nel 2017 erano rispettivamente 17 e 3. In un solo anno i casi nella provincia pontina sono più che triplicati e Roma è entrata nella classifica delle prime cinque province a maggior rischio di infiltrazione mafiosa. Poco più di 5 i casi fra Rieti, Frosinone e Viterbo, a rischio sono soprattutto le città sulla costa e intorno alla capitale: le aree di Anzio, Nettuno o Formia sono molto più permeabili perché il controllo sugli amministratori è più frastagliato e le opportunità di business sono svariate, a partire da appalti, gestione dei rifiuti e del patrimonio, attività balneari, commercio e trasporti.

E bisogna anche capire chi è una vittima e chi un colluso. “Dai dati del rapporto emerge che la provincia di Roma è tra le più bersagliate d’Italia – spiega Roberto Montà, presidente di Avviso pubblico – Non è normale finire nel mirino di criminali, mafiosi e cittadini violenti. Tutti gli amministratori sotto tiro devono denunciare “. Ad agosto la consigliera comunale di Anzio, Lina Giannino, trova le ruote della sua macchina squarciate da chiodi; a settembre l’assessore all’urbanistica di Formia, Paolo Mazza, è vittima di una aggressione per le pressioni sul rilascio di una autorizzazione: minacciati anche il sindaco e altri consiglieri; il 17 ottobre l’ex segretaria del Comune di Anzio, Marina Inches, riceve una busta con un proiettile; il 20 novembre a Colleferro un uomo è arrestato a causa di pressioni e minacce sul sindaco; il 28 dicembre a Ponza l’esponente dell’opposizione Danilo D’Amico è colpito con calci e pugni nei pressi della sua abitazione.

La lista potrebbe continuare. Il clima di violenza non accenna a diminuire neanche nel 2019. Minacce ad Artena il 19 gennaio contro il sindaco, a Nettuno a febbraio contro un candidato, a Sutri contro il primo cittadino e il leader dell’opposizione Lillo Di Mauro. Per non citare i quattro camion andati a fuoco di una società impegnata nella raccolta dei rifiuti a Pomezia.

Emblematico su tutti il caso di Marina Inches. La busta a lei indirizzata con un proiettile e un biglietto con scritto “stai zitta” è stata intercettata dai carabinieri. Fino a poco fa Marina era il responsabile dell’anticorruzione dell’ente e ha segnalato atti irregolari in vari settori dell’amministrazione. Che ad Anzio, anche secondo le inchieste, è a dir poco opaca soprattutto negli appalti e sulla gestione del patrimonio: ristoranti, palestre, stabilimenti balneari. ” La minaccia era finalizzata a farmi andare via – spiega Inches – non so quali interessi ho toccato. Il problema è che ci si può imbattere in situazioni poco chiare anche inconsapevolmente. L’importante è denunciare. Lo Stato fa quel che può, ma non basta. Manca la tutela, la paura c’è e anche la percezione che queste cose succedano molto spesso”. Dopo quella lettera minatoria Marina è andata via da Anzio e non lavora più in quel comune.

Detenuto uccide compagno di cella nel carcere di Viterbo

La vittima è un uomo di 61 anni. A colpirlo a morte durante una lite è stato un cittadino indiano, recluso da febbraio per tentato omicidio

Un detenuto indiano, arrestato lo scorso febbraio per tentato omicidio, ha ucciso un altro detenuto, un uomo italiano di 61 anni, suo compagno di cella nel carcere di Viterbo, dopo averlo colpito con uno sgabello. La lite sarebbe scoppiata per futili motivi.

L’episodio, avvenuto nella serata di ieri, è stato denunciato dal segretario generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci. Il decesso dell’uomo è stato dichiarato alle 3 di questa notte all’ospedale Belcolle di Viterbo.

“Questo fatto gravissimo – fa sapere Leo Beneduci – è l’ennesimo segnale che il sistema penitenziario è ormai allo sfascio e che tale situazione è sicuramente dovuta anche al lassismo e permissività da parte degli organi amministrativi penitenziari: è l’effetto delle politiche scellerate del passato che, di fatto, hanno sguarnito l’organico del Corpo di Polizia Penitenziaria, abbandonandolo a sè stesso, senza adottare i dovuti provvedimenti che, nel corso degli anni e anche di questo inizio 2019, continuiamo a chiedere invano alla parte politica e amministrativa”.

Per il leader dell’Osapp, “invece di adottare soltanto politiche di rieducazione, spesso tramutate in aggressioni ai poliziotti penitenziari e a risse anche tra glistessi detenuti e campagne di delegittimazione del personale di polizia penitenziaria di Viterbo, è ora che si adottino anche seri provvedimenti relativi alla sicurezza del personale e delle strutture penitenziarie stesse”.

Metro chiuse a Roma, i pm: “Via i sigilli a Repubblica”. Sit in dei negozianti: “Riaprite subito”

Selezione per 20 nuovi tecnici. Biglietti al tornello con il bancomat, si spera nello sponsor

di LORENZO D’ALBERGO

Tre rimedi per uscire dall’imbarazzo. Tre strategie da mettere in campo nel breve, nel medio e nel lungo periodo per lasciarsi alle spalle il disastro delle scale mobili che ha eliminato dalla linea A le stazioni di Repubblica, Barberini e Spagna. Atac prova a uscire dall’angolo e a recuperare il terreno perduto negli ultimi mesi tra gli improperi dei commercianti che ieri hanno manifestato in piazza, degli impiegati del centro storico e degli studenti. Costretti a levatacce immeritate per arrivare in tempo a scuola o al lavoro, attendono novità dalla municipalizzata dei trasporti.

Ieri le prime notizie. La più importante è il dissequestro da parte della procura dei due impianti, quello collassato e l’altro che si vede nei video pubblicati su internet, protagonisti dell’incidente dello scorso ottobre che per vittime ha avuto gli ultrà del Cska Mosca in trasferta a Roma. Atac si metterà subito al lavoro su quegli impianti, con l’obiettivo di riaprire la stazione il prima possibile.

L’azienda di via Prenestina giovedì ha stretto un accordo con Otis, il produttore delle gradinate automatiche, per un piano straordinario di controlli. Partenza martedì da Spagna, chiusa per ” precauzione ” dal direttore di esercizio, per poi trasferirsi a Repubblica e da lì alle altre fermate del centro. Da San Giovanni a Flaminio, ogni fermata ha almeno un impianto ko. ” Al termine verrà rilasciata dal costruttore una documentazione che attesti l’efficienza degli impianti ” , spiegano dagli uffici di Atac. Per poi promettere uno sprint anche su Repubblica: lì si punta a riaprire, una volta ottenuto il via libera del ministero dei Trasporti, dopo aver rimesso in sesto le quattro scale mobili rimaste fuori dall’incidente dei tifosi russi. L’obiettivo è di rendere la fermata disponibile ai passeggeri prima del previsto, prima di metà maggio. Un piccolo sconto di pena per pendolari e turisti a cui l’azienda chiede “scusa per i disagi”.

Fin qui la prima mossa. La seconda prevede la sostituzione in massa dei responsabili d’esercizio degli impianti di traslazione. Dominus del servizio, capaci di deciderne le sorti con una sola firma, si sono dimessi in 10 subito dopo lo scoppio delle polemiche sugli impianti di risalita e adesso, per sostituirli, Atac ne cerca 20 con una selezione interna. Dovranno avere le giuste competenze per passare gli esami del Mit, la fedina penale pulita e la residenza a Roma per evitare futuri inconvenienti con i turni.

Ultimo passo, guardando al futuro e riprendendo la lezione londinese, è il progetto di rilanciare il servizio della metropolitana con una revisione dei tornelli. Atac cerca aziende in grado di modificarne 700 a fronte di una spesa da almeno 1,9 milioni di euro per permettere ai passeggeri di acquistare biglietti singoli o giornalieri strisciando la carta di credito direttamente ai varchi delle stazioni delle metro A, B e C, della linea Roma- Lido e della Roma-Viterbo. Un progetto a costo zero per la municipalizzata, da presentare entro la metà di settembre e sperimentare per almeno un anno e mezzo dall’entrata a regime. Così l’azienda, ancora immersa nel caos delle scale mobili, proverà ad attrarre nuovi passeggeri.