La Cina con l’imbroglio suo dai: ora è boom contagi.

La pessima gestione dell’emergenza provoca la caduta dei vertici del Partito Comunista Cinese, sia quelli della provincia di Hubei sia quelli del centro dell’epidemia, la città di Wuhan.

Va precisato però che il balzo nel conteggio dei contagi è conseguente alla decisione delle autorità sanitarie cinesi di cambiare il sistema di classificazione dei nuovi casi nell’area più colpita, l’Hubei, questa volta probabilmente dietro indicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità. Molti esperti infatti avevano criticato che, qualche giorno fa, Pechino avesse deciso di circoscrivere il numero dei nuovi contagi soltanto ai pazienti con sintomi evidenti, febbre e tosse, escludendo quelli positivi al test ma asintomatici. Un criterio che aveva di fatto rallentato la crescita della curva delle infezioni. Ma il calo appunto in realtà era dovuto ad una sorta di escamotage ed ecco perché, variando di nuovo il sistema dai circa 45mila casi di mercoledi sera la National Health Commission del governo cinese è passata a segnalarne oltre 60mila ieri mattina. Boom che si spiega con la decisione delle autorità cinesi di inserire tra i casi confermati della provincia di Hubei anche quelli riferiti a pazienti con diagnosi clinica di Covid- 19 ma non ancora sottoposti al test, in particolare coloro che presentano le lesioni interstiziali tipiche della polmonite. Un decisione, assicurano i sanitari, finalizzata ad una «diagnosi precoce» che possa «garantire a tutti i pazienti nella provincia di Hubei » cure immediate.

E che ora finalmente le autorità sanitarie si siano decise ad aggredire il coronavirus con più forza nell’epicentro dell’epidemia è confermato dall’appello a donare il sangue lanciato ai guariti. Zhang Dingyu, direttore del Jinyintan Hospital di Wuhan, ha spiegato che stanno conducendo ricerche «sul plasma dei pazienti guariti che ha molti anticorpi e questo potrebbe aiutarci con la ricerca e forse nella cura dei pazienti».

E nella città di Huanggang son stati sigillati interi complessi residenziali: gli abi tanti non possono uscire senza autorizzazione. Nelle altre zone dell’infezione i criteri di classificazione restano quelli precedenti conseguenti al test specifico, come spiega Mike Ryan, responsabile delle emergenze per l’Organizzazione mondiale della sanità. «La Cina ha segnalato 13.332 casi clinicamente confermati di Covid19 nella Provincia di Hubei ma la maggior parte di questi casi si riferisce agli inizi dell’epidemia e d è dovuto a un cambio nel metodo di diagnosi e conteggio dei casi».

L’Oms ieri ha anche confermato che fuori dalla Cina sono stati registrati 447 casi in 24 Paesi e due morti: dopo il primo decesso nelle Filippine ieri il primo morto in Giappone. L’Oms comunque intende monitorare con attenzione quanto sta accadendo nei paesi considerati più «vulnerabili» perché meno attrezzati come quelli dell’Asia centrale.

Le ultime decisioni delle autorità sanitarie di Hubei sono comunque tardive e dunque non bastano per salvare le teste dei responsabili. Rimossi ieri il segretario del partito comunista di Hubei, Jiang Chaoliang, sostituito da Ying Yong già sindaco di Shanghai. Il Global Times riferisce che anche il capo del partito comunista cinese di Wuhan, Ma Guoqiang è stato sostituito con Wang Zhonglin, segretario del partito di Jinan, capoluogo della provincia di Shandong.

Rimpasto anche ai vertici dell’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao.

Viterbo, dimessa da ospedale, ragazza di 16 anni trovata morta nel suo letto

L’adolescente, che accusava problemi di salute da diversi giorni, ieri era stata portata in ospedale. I sanitari, dopo alcuni controlli, l’avevano dimessa

Indagano i carabinieri sulla morte di Aurora G., 16 anni, trovata senza vita questa mattina nel suo letto dai genitori a Montefiascone, comune in provincia di Viterbo. L’adolescente, che accusava problemi di salute da diversi giorni, ieri era stata portata in ospedale. I sanitari, dopo alcuni controlli, l’avevano dimessa.

Sul corpo della giovane, che è stato messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria, sarà probabilmente disposta l’autopsia per stabilire la causa della morte.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

La cantante è scomparsa a Modena dopo una lunga malattia. Avrebbe compiuto 85 anni tra pochi giorni. Era l’ultima delle grandi eredi di Callas e Tebaldi

di ANGELO FOLETTO

Sorella di latte di Luciano Pavarotti di cui poi fu amica e compagna di palcoscenico speciale, Mirella Freni (Modena il 27 febbraio 1935) è stata la più schietta interprete della grande scuola sopranile italiana post-Callas/Tebaldi.

Bambina prodigio per le pioneristiche telecamere Rai, consigliata nello studio del canto da Beniamino Gigli, esordiente il 3 febbraio 1955 al Comunale della sua città (Micaela in Carmen di Bizet, uno dei suoi personaggi caratterizzanti) ha cantato per cinquant’anni esatti, salutando il palcoscenico dal Metropolitan di New York dove fu assidua e amatissima per decenni con uno straordinario Galà nel 2005.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni con un giovane Luciano Pavarotti

Allieva di Luigi Bertazzoni e Ettore Campogalliani, maestri di vecchia, impeccabile, e intransigente, scuola vocalistica, orientata musicalmente da Leone Magiera (suo primo marito), come cantante e interprete non ha sbagliato nulla; “e se è successo, non ci ho pensato un attimo a tornare indietro”. Il secondo personaggio della vita, Mimì, lo fece per la prima volta al Regio di Torino nel 1958. Seguirono gli esordi a Glyndebourne nei ruoli mozartiani di Susanna e Zerlina (Don Giovanni lo registrò nel 1966 con Otto Klemperer) e nel 1962, Nannetta in Falstaff, cantava per la prima volta alla Scala.

Quando questo ‘suo’ teatro le dedicò una grande-serata omaggio nel 2015, l’applauso che l’accolse all’entrata in scena dimostrò ch’era ancora considerata di casa, e una regina. L’ammirazione si mescolava alla gratitudine per una carriera artistica di serietà e coerenza ferree. “Lirico” per (auto)definizione – “un soprano col colore e la bellezza della voce, che deve cantare bene senza forzare; sono sempre stata onesta nei confronti della mia voce” – ha messo a disposizione tecnica e intelligenza a un repertorio vario. E dopo una prima fase di esplorazione dei personaggi naturali, tra cui FaustMireille e Roméo et Juliette di Gound, ha azzardato confronti arditi (Elvira in Ernani, Violetta in Traviata ad esempio) salvo poi lasciarli decantare, abbandonarli del tutto s’era meglio oppure (è il caso di Tosca e Cio-Cio San) destinarli allo studio di registrazione. Imponendo la semplicità empatica e disarmante della non-diva e una professionalità senza compromessi: accorta ma perspicace nelle decisioni; intransigente anzitutto con se stessa.

Morta Mirella Freni, grande soprano e sorella di latte di Pavarotti

Mirella Freni (a destra) nel 1998 all’inaugurazione del teatro comunale di Modena. Con lei, da sinistra, Raina Kabaivanska, Luciano Pavarotti, Nicolaj Ghiaurov

La sua musicalità duttile al di là della bellezza e tornitura riconoscibili tra mille della voce, l’ha resa il soprano dei grandi direttori. Da Herbert von Karajan, con cui in gioventù creo una Mimi idiomatica (nell’edizione fatta nel 1963 alla Scala con Franco Zeffirelli; insieme anche nella poco apprezzata Traviata dell’anno successivo; e negli anni Settanta Desdemona, Elisabetta del Don Carlo e Aida al Festival di Salisburgo) a Giuseppe Sinopoli che la volle nei suoi radicali Puccini. Da Riccardo Muti (con lui Elvira nei Puritani e in Ernani, in una delle otto inaugurazioni di stagione della Scala; ancora in Don Pasquale e Leonora della Forza del destino) a Gianandrea Gavazzeni che negli ultimi anni ne stuzzicò e plasmò la personalità da tragedienne in Adriana Lecouvrer e soprattutto Fedora, suo ultimo ruolo in Scala (14 giugno 1996). Senza dimenticare gli incontri storico-verdiani con Claudio Abbado (Amelia nel Simone Boccanegra e Elisabetta, nel Requiem), Carlo Kleiber (che migliorò ancora la Desdemona ‘di’ Karajan), Riccardo Chailly (Matilde in Guillaume Tell) o Seiji Ozawa e Vladimir Delman per Eugene Onegin di Tchajkovskij.

Favorita anche dalla vicinanza del grande basso Nicolai Ghiaurov, suo marito dagli anni Ottanta, Tatiana fu sua più toccante e credibile identificazione nei grandi personaggi del compositore russo, di cui cantò anche Dama di Picche e Pulzella di Orleans che a Washington, nel 2005, fu la sua ultima opera cantata in teatro.

La Sices corp sa di Vincenzo Pompeo Bava il vanta di grandi appalti nazionali e internazionali

Vincenzo Pompeo Bava: Appalto da 4 milioni per la raffineria ENI e progetti internazionali.

La Sices corp sa di Vincenzo Pompeo Bava vanta diversi appalti nazionali e internazionali tra cui la Raffineria di Sannazzaro. La Raffineria di Sannazzaro di proprietà della ENI ha dato in appalto alla Sices di Vincenzo Pompeo Bava il progetto da 4 milioni per i lavori di ammodernamento e manutenzione della raffineria. Il gruppo Sices ha svolto lavori meccanici, di isolamento e di verniciatura per diverse unità della raffineria. La raffineria produce circa 45 varietà di carburanti tra cui GPL, butano di elevata purezza, miscele propano / butano, prodotti petroliferi, cherosene, diesel, carburante per jet, carburante per bunker, bitume e zolfo. La produzione viene esportata principalmente nei mercati nord-occidentali di Italia e Svizzera. La raffineria Si trova nel triangolo industriale Torino-Milano-Genova, nella pianura padana. L’impianto, di proprietà di Eni, ha una capacità di raffinazione di 180.000 barili al giorno. Oltre la Eni troviamo anche la Telecom Italia dove la Sices ha installato Oltre 80km di rete a banda larga. La rete internet che servirà più di 1000 imprese del territorio della provincia di Lucca e che va ad aggiungersi a quella già presente. Tra i progetti Internazionali invece troviamo la Staatsolie (National Oil Co.) dove il gruppo Sices ha iniziato i lavori di costruzione per l’ampliamento della raffineria Tout Lui Faut, situata 20 km a sud di Paramaribo, la capitale del Suriname, nel febbraio 2012. La SICES ha costruito 24 impianti di confezionamento con un accordo di € 27 milioni ($ 36,68 milioni) aggiudicato a gennaio 2012 per la Mangalore Refinery e Petrochemicals Limited (MRPL) nella città di Mangalore a circa 350 km da Bangalore, nello stato del Karnataka, in India. Il progetto di espansione della raffineria è costruito su un’area di nove ettari situata ad est della raffineria esistente. La società ha ordinato circa 600 componenti su misura per l’uso durante il progetto da produttori situati in tutto il mondo. Un reattore per idrocracker da 700 t produce gasolio, mentre una torre da vuoto da 180 t viene utilizzata come modulo di alimentazione. La nuova raffineria è dotata di compressori Tribune di Hitachi. I compressori a idrogeno utilizzati per le unità a benzina sono stati costruiti da Dresser Rand. Altre strutture di supporto come un impianto di trattamento delle acque reflue, un disaeratore termofisico, griglie per tubi, serbatoi di stoccaggio e caldaie a pacchetto di carburante sono state costruite nell’ambito dell’iniziativa di espansione della raffineria. La Sices svolge L’attività di EPC (‘Engineering, Procurement and Construction’ ossia ‘Ingegneria, Acquisti e Montaggi’) e general contractor in progetti impiantistico-industriali complessi, la progettazione in proprio, la costruzione, la prefabbricazione, con relativi montaggi e manutenzione d’impianti chimici, petrolchimici, raffinerie, impianti industriali su skid ed eretti in opera e più in generale d’impianti per la produzione di energia, di centrali idrauliche, termiche ed elettronucleari, di caldaie e cicli termici e relativi accessori, di gasdotti ed oleodotti, d’impianti di depurazione, d’impianti per la produzione di energia da fonti alternative, di valvole industriali, di componenti industriali e strutture metalliche. Esercitare tutte le attività commerciali, finanziarie o di altro genere che siano in relazione con lo scopo della società, in special modo l’attività d’ingegneria in genere, l’attività di trading, l’attività di noleggio, l’attività di consulenza, sviluppo, assistenza, supporto commerciale, l’attività di prestazione di servizi engineering, qualità, sicurezza, formazione, selezione, project management, planning, construction management o altre attività/servizi specialistici per i settori impiantistici, chimico, petrolchimico, oil&gas, energetico ed ecologico. Partecipare ad altre imprese. Acquisire, possedere e vendere beni immobili.  L’amministratore delegato Vincenzo Pompeo Bava della Sices corp sa ci parla della società, mettendo in risalto l’esperienza acquisita attraverso anni di eccellenza operatività. Oggi la SICES Corp SA punta a far avanzare la sua presenza internazionale.
La società di Vincenzo Pompeo Bava si avvicina a nuovi paesi e nuovi scenari di mercato con cura e flessibilità, rispettando le norme e gli standard locali, coinvolgendo persone e venditori locali, integrando la propria attività nelle comunità locali.

Deraglia treno alta velocità nei pressi di Lodi, morti i due macchinisti. Ci sono 27 feriti. Il prefetto: “Poteva essere carneficina”

lcune vetture si sarebbero ribaltate: incidente nel comune di Ospedaletto Lodigiano, nei pressi del casello della A1. Circolazione sospesa sulla Milano-Bologna. Sequestrata l’intera area

di MAURO RANCATI

Treno deragliato a Lodi, la dinamica dell’incidente

E’ stata ricostruita una prima parziale dinamica del deragliamento del Treno Av 9595, il primo Frecciarossa del mattino partito da Milano alle 5.10, avvenuto stamani. Secondo le forze dell’ordine la motrice del convoglio, dopo essere sviata dai binari per cause ancora da chiarire, sarebbe uscita completamente dalla sede finendo prima contro un carrello o qualche mezzo analogo che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio avrebbe invece proseguito la corsa ancora un pò con la seconda carrozza che ad un certo punto si sarebbe ribaltata. Dalle prime informazioni sembra che la notte scorsa fossero in corso lavori di manutenzione sulla linea. “La manutenzione viene fatta costantemente, associare una manutenzione all’evento tragico mi pare assolutamente prematuro”: è quanto ha risposto il prefetto di Lodi Marcello Cardona a chi gli ha chiesto se ci sono stati lavori di manutenzione nella notte lungo la linea dove è deragliato un treno dell’alta velocità. “C’è il magistrato sul posto e la Procura ha individuato i due tecnici per chiarire le dinamiche del gravissimo incidente. Tutto deve essere valutato, repertato e quindi non sono questioni che si dipanano dopo dieci minuti o dopo un’ora”, ha aggiunto Cardona, spiegando che “sarà un lavoro certosino, già in atto come ho riferito al ministro dell’Interno”

Treno Frecciarossa deragliato a Lodi, ritardi sulla circolazione

Dalle 5.30 la circolazione è stata sospesa sulla linea AV Milano – Bologna per lo svio (questo il termine tecnico di deragliamento) del treno 9595 Milano-Salerno nei pressi della stazione di Livraga (Lodi). Sul posto i Vigili del Fuoco e i mezzi di soccorso. Tutti i treni, in entrambe le direzioni, sono stati instradati sulla linea convenzionale Milano-Piacenza con ritardi fino a 60 minuti.

 

Treno deragliato a Lodi, il precedente due anni fa a Pioltello

Il 25 gennaio 2018 a Pioltello (Milano) il treno dei pendolari di Trenord numero 10452 – 350 pendolari a bordo – che collega Cremona a Milano Porta Garibaldi – esce dai binari ad alcuni chilometri dalla stazione di Pioltello, sbatte contro un palo della luce e deraglia. Muoiono tre passeggere, decine i feriti. Le indagini sono state chiuse a ottobre, anche se sono in corso altri accertamenti: disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, in vista della richiesta di processo, a carico di 12 persone, ovvero 2 manager e 7 tra dipendenti e tecnici Rfi (Rete ferroviaria italiana), la stessa società, e 2 ex vertici dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza.

Cancellare una notizia da internet e da google ecco a chi rivolgersi

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Oggi per la rubrica dedicata al business abbiamo incontrato il reputation manager Cristian Nardi, fondatore della piattaforma web che si occupa del delicato compito di rimuovere contenuti indesiderati dal WEB. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti individui e professionisti: stiamo parlando della web reputation o meglio comunemente chiamata gestione reputazione Online. Con questa intervista vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della gestione della reputazione lasciando spazio ad un esperto in materia di rimozione di contenuti lesivi dalla rete.

privacy garantita
privacy garantita

Vorrei iniziare nel rivolgere a Cristian questa prima domanda: cosa è privacy garantita?

C.N Ci tengo a specificare che Privacy Garantita è stata pensata per rispondere ad un aspetto fondamentale che i greci definivano con la parola “anánki” quello che oggi traduciamo con il termine “necessità”, ed è proprio sulla base di questa necessità che nasce questo servizio, che ci ha permesso di comprendere, tra le tante cose, la complessità e le difficoltà che tanti imprenditori ed altre categorie affrontano ogni qual volta entrano in contatto con i media online. D’altronde, il nostro slogan di www.privacygarantita.com è “la reputazione prima di tutto”.

Quanto è importate oggi la reputazione?

C.N.  Determinate, basta immaginare che un datore di lavoro o un istituto di credito prima di prendere qualsiasi decisione su un possibile candidato o finanziamento da concedere tiene molto conto di ciò viene riportato in rete: le informazioni trovate nel web potrebbero influenzare positivamente o negativamente qualsiasi scelta.

web reputation

Qual è l’errore più grande che si commette quando si tenta di autogestire la propria reputazione online?

C.N.  La gestione della reputazione è una cosa molto seria, improvvisarsi in questo settore non è così semplice, ci sono dinamiche ed imprevisti che possono causare danni irreparabili, oltre al fatto che sarebbe molto difficile e dispendioso in termini di tempo per qualcuno che non ha familiarità con SEO (acronimo inglese di Search Engine Optimation ovvero tutte le attività volte a migliorare il posizionamento dei risultati sui motori di ricerca nel web) o meglio ancora con strumenti legali, ecco perché in molti casi la cura migliore è la prevenzione. Voglio ricordare che essere ben posizionati nelle prime pagine di Google è strategico poichè il 96% delle persone non guarda oltre la prima pagina dei risultati, quindi, gestire la prima pagina su Google è fondamentale.

Chi dovrebbe essere interessato a contattare la vostra società?

C.N. La gestione della reputazione Online per molti aspetti riguarda tutti: privati professionisti, aziende, medici, manager, personaggi dello spettacolo ecc, poiché  tutti hanno il diritto di difendere l’onore e la propria reputazione, quindi la cura dell’immagine on line in un’era così tecnologica è fondamentalePurtroppo, c’è da dire che in Italia la tendenza è quella di correre ai ripari solo quando il danno è già stato fatto, tutto sotto gli attenti occhi dei dipendenti, dei partner e dei potenziali clienti.  Cioè in altri termini quando qualcuno digita il tuo nome su Google verificando i contenuti “sfavorevoli”, la prima cosa che scatta in automatico nella mente è di evitare qualsiasi rapporto professionale con la persona lesa.  In effetti la nostra azienda è nata per fare fronte a questo tipo di situazioni ed emergenze dove ad avere la peggio è l’immagine. Cerchiamo di dare informazioni accurate e aggiornate condividendo la nostra esperienza nel settore del web reputation.  Nel nostro nuovo sito potete trovare i servizi ed altri approfondimenti ovvero un’ opportunità per conoscere meglio il nostro modus operandi. Basta sfogliare le pagine nella sezione  CHI SIAMO per sapere chi siamo e cosa facciamo.

In che modo un’azienda o un individuo può trarre vantaggio dai vostri servizi?

C.N.  Vuoi diventare un leader in un qualsiasi settore? o essere tra le prime pagine di Amazon con la vendita di un prodotto? Esiste un modo e noi possiamo farlo, questa è la nostra ricetta. Come ho detto pocanzi viviamo in un’epoca dove la presenza online sta diventato rilevante, sempre più persone utilizzano i motori di ricerca per fare business online, per offrire suggerimenti al consumatore e per avere un’idea di un qualsiasi soggetto o società.

Quanto tempo occorre per riparare ad un danno d’immagine?

C.N Ogni caso è unico e dipende dalla gravità del danno, a tutti piacerebbe che le notizie negative potessero sparire in una notte ma non è così. La maggior parte delle reputazioni online può migliorare su una tempistica di 6-12 mesi.

Qual è il miglior consiglio che potresti dare a qualcuno che inizia a muovere i primi passi verso il web reputation?

C.N Non mi sento di dare un consiglio vero e proprio, ma è fondamentale far comprendere alle persone “nel vero senso della parola” che quando si tratta di reputazione online stiamo parlando di un mondo “virtuale” dove tutto è “potenzialmente” possibile: aziende come la nostra sono specializzate nel riparare i danni subiti a seguito di una lesione dell’immagine, sotto questo punto di vista ci sono molte aziende SEO o PR che affermano di fare “gestione della reputazione” come quelle che offrono la de-indicizzazione, ovvero rimuovere completamente i risultati nei motori di ricerca. Ma in realtà quando si entra nel vivo dell’operazione le cose sono diverse e soprattutto molto delicate, in special modo se bisogna gestire i rapporti con i quotidiani Online e con le notizie riportate dalla stampa.cancella una notizia da google

Confessa l’omicida di Francesca Fantoni: a incastrarlo una felpa con il sangue della donna trovata nel parco di Bedizzole

Ha confessato dopo due giorni Andrea Pavarini, l’uomo che lunedì era stato fermato per l’omicidio di Francesca Fantoni, la 39enne trovata morta in un parco pubblico a Bedizzole nel bresciano. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità nel corso dell’interrogatorio che si è tenuto questa mattina in carcere a Brescia.

A farlo crollare sarebbe stato un dato fornito dagli inquirenti: il sangue sulla felpa che indossava sabato sera Andrea Pavarini e che è stata trovata a casa dell’uomo fermato corrisponde al profilo genetico di Francesca Fantoni. Lo hanno stabilito le analisi effettuate dagli inquirenti e il dato è contenuto nella richiesta di convalida del fermo presentata dalla procura al gip che questa mattina in carcere a Brescia ha interrogato il 32enne accusato di omicidio volontario.

Governo, Bellanova bersaglio dei social: “Quel vestito rispecchiava il mio stato d’animo”. Poi sfoggia i pois e incassa solidarietà Conte

La neoministra dell’Agricoltura risponde su Twitter alle critiche sull’abito sfoggiato al Quirinale e al titolo di studio. Arriva la solidarietà da destra a sinistra. Carfagna: “Chi la insulta si vergogni”. Decaro: “Bellanova ha difeso i braccianti e lavorava nei campi: gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno”. E lei twitta ironica con un nuovo vestitodi ANNA PURICELLA

La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. Teresa Bellanova, neoministra all’Agricoltura risponde su twitter agli haters che l’hanno attaccata per l’abito scelto per il giuramento ieri al Quirinale. Bellanova ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv che ha “approvato” il suo look.E lei risponde con molta ironia.

Questa la risposta, ironica e positiva, a un web che ieri si era scatenato senza risparmiare insulti e offese a Bellanova, soprattutto su Twitter. Dove figura ad esempio lo sgradevole affondo di Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali e poi portavoce del Popolo della libertà: “Carnevale? Halloween?”, scrive in un tweet, ma la sua ironia gli si ritorce contro. #TeresaBellanova diventa il primo hashtag nei trending topic di Twitter in Italia, in tanti replicano esprimendo solidarietà alla nuova ministra e in poche ore diventa virale anche l’hashtag #qualcosadiblu.

“Ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età – il commento di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia – Combatterò contro i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”.

POLITICA

Critiche social alla ministra Bellanova: “Ha la terza media”. Ma il Pd la difende: “Ne ha tutto il diritto”

Altro punto attaccato dagli hater, quest’ultimo: Bellanova ha la licenza media, ha lavorato nelle campagne pugliesi come bracciante ma sin da ventenne era impegnata nel sindacato e si è battuta a lungo per contrastare il caporalato. Nella sua carriera è stata anche viceministra dello Sviluppo economico, sia nel governo Renzi che nel governo Gentiloni. “Quelli che non hanno argomenti fanno così, ti attaccano sul vestito, le scarpe, i capelli e il peso – scrive Laura Boldrini rivolgendosi direttamente a Bellanova – Si accaniscono sul corpo pensando di farti soffrire, ma forse non hanno idea di che persona sei e quale sia la tua tempra”.

Capezzone denuncia di aver ricevuto minacce di morte dopo il suo tweet, intanto la solidarietà nei confronti di Bellanova non fa che crescere: le inviano messaggi di sostegno tanti politici – Matteo Renzi, Dario Stefano, Piero Fassino tra gli altri – e semplici cittadini. “Sono laureata, ho un dottorato, insegno all’università – scrive ad esempio Monica – Non riesco a indignarmi perché Teresa Bellanova è diventata ministro con la terza media. Sarà che sono circondata da “professoroni” che potrebbero giusto portarle la borsa”.

E anche la sua Puglia non manca all’appello. In un lungo post il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci Antonio Decaro interviene sul caso: “Teresa Bellanova ha difeso i braccianti per tutta la vita e da ragazza lavorava nei campi come mia nonna. Come lei è serena, determinata e tosta. Gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno. Io qualche volta ci ho litigato, faccia a faccia. Non lo consiglio a nessuno”. Dal canto suo, Magda Terrevoli (presidente Comitato unico di garanzia della Regione Puglia, già presidente della commissione regionale Pari opportunità) aggiunge: “Teresa ha una bellissima storia ricca di impegno e di visione. Quanti di voi possono dire altrettanto?”.

Con il passare delle ore arriva la solidarietà di quasi tutto il mondo politico. Dalle donne del Pd ad altre esponenti di Forza Italia. Parla anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani: “Caro ministro, ‘non ragionar di loro, ma guarda e passa’. Ti giudicheremo sui fatti. Buon lavoro”, dice. Solidarizza il mondo sindacale. indacato. Dalla sinistra che pur critica la Bellanova per la sua adesione al renzismo (“Insulti sessisti e classisti, ma il paragone con Giuseppe Di Vittorio non regge” per Rifondazione comunista).

Dai neoalleati di governo del M5S: “Gli insulti rivolti in queste ore alla neoministra Teresa Bellanova sono atti ignobili che offendono tutta l’Italia. In politica la dialettica può raggiungere anche alti livelli di scontro e tensione, ma deve essere sempre un confronto su idee differenti. Tante volte a noi del Movimento 5 Stelle è capitato di dissentire esplicitamente da quanto sostenuto da Teresa Bellanova e dal Partito democratico – scrive la delegazione del M5s della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere – Chi invece rinuncia a stare nel campo dei contenuti e si lascia andare a volgari attacchi alla persona qualifica il suo stesso comportamento: indegno. Troppo spesso questi comportamenti scaturiscono per il solo fatto che l’obiettivo è una donna. Inaccettabile”.

Si concentrano sul sessismo degli insulti anche dalla Fondazione Iotti. Ma nella levata di scudi in difesa di Bellanova ci sono pure Renato BrunettaGiorgia Meloni Maurizio Gasparri: la loro solidarietà però si associa alla constatazione polemica di essere stati sempre oggetti di attacco e di non avere ricevuto solidarietà da sinistra. E c’è anche chi non c’è la fa proprio a cambiare registro. “Fai il ministro con la terza media e ti lamenti pure? Almeno il pudore del silenzio, altro che solidarietà”, twitta Francesco Storace. Mentre Carlo Calenda, appena uscito dal Pd, per difendere Bellanova attacca Di Maio: “Non può neanche allacciarle le scarpe, non si possono fare paragoni con il curriculum di Bellanova”.