Governo, Bellanova bersaglio dei social: “Quel vestito rispecchiava il mio stato d’animo”. Poi sfoggia i pois e incassa solidarietà Conte

La neoministra dell’Agricoltura risponde su Twitter alle critiche sull’abito sfoggiato al Quirinale e al titolo di studio. Arriva la solidarietà da destra a sinistra. Carfagna: “Chi la insulta si vergogni”. Decaro: “Bellanova ha difeso i braccianti e lavorava nei campi: gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno”. E lei twitta ironica con un nuovo vestitodi ANNA PURICELLA

La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. Teresa Bellanova, neoministra all’Agricoltura risponde su twitter agli haters che l’hanno attaccata per l’abito scelto per il giuramento ieri al Quirinale. Bellanova ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv che ha “approvato” il suo look.E lei risponde con molta ironia.

Questa la risposta, ironica e positiva, a un web che ieri si era scatenato senza risparmiare insulti e offese a Bellanova, soprattutto su Twitter. Dove figura ad esempio lo sgradevole affondo di Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali e poi portavoce del Popolo della libertà: “Carnevale? Halloween?”, scrive in un tweet, ma la sua ironia gli si ritorce contro. #TeresaBellanova diventa il primo hashtag nei trending topic di Twitter in Italia, in tanti replicano esprimendo solidarietà alla nuova ministra e in poche ore diventa virale anche l’hashtag #qualcosadiblu.

“Ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età – il commento di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia – Combatterò contro i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”.

POLITICA

Critiche social alla ministra Bellanova: “Ha la terza media”. Ma il Pd la difende: “Ne ha tutto il diritto”

Altro punto attaccato dagli hater, quest’ultimo: Bellanova ha la licenza media, ha lavorato nelle campagne pugliesi come bracciante ma sin da ventenne era impegnata nel sindacato e si è battuta a lungo per contrastare il caporalato. Nella sua carriera è stata anche viceministra dello Sviluppo economico, sia nel governo Renzi che nel governo Gentiloni. “Quelli che non hanno argomenti fanno così, ti attaccano sul vestito, le scarpe, i capelli e il peso – scrive Laura Boldrini rivolgendosi direttamente a Bellanova – Si accaniscono sul corpo pensando di farti soffrire, ma forse non hanno idea di che persona sei e quale sia la tua tempra”.

Capezzone denuncia di aver ricevuto minacce di morte dopo il suo tweet, intanto la solidarietà nei confronti di Bellanova non fa che crescere: le inviano messaggi di sostegno tanti politici – Matteo Renzi, Dario Stefano, Piero Fassino tra gli altri – e semplici cittadini. “Sono laureata, ho un dottorato, insegno all’università – scrive ad esempio Monica – Non riesco a indignarmi perché Teresa Bellanova è diventata ministro con la terza media. Sarà che sono circondata da “professoroni” che potrebbero giusto portarle la borsa”.

E anche la sua Puglia non manca all’appello. In un lungo post il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci Antonio Decaro interviene sul caso: “Teresa Bellanova ha difeso i braccianti per tutta la vita e da ragazza lavorava nei campi come mia nonna. Come lei è serena, determinata e tosta. Gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno. Io qualche volta ci ho litigato, faccia a faccia. Non lo consiglio a nessuno”. Dal canto suo, Magda Terrevoli (presidente Comitato unico di garanzia della Regione Puglia, già presidente della commissione regionale Pari opportunità) aggiunge: “Teresa ha una bellissima storia ricca di impegno e di visione. Quanti di voi possono dire altrettanto?”.

Con il passare delle ore arriva la solidarietà di quasi tutto il mondo politico. Dalle donne del Pd ad altre esponenti di Forza Italia. Parla anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani: “Caro ministro, ‘non ragionar di loro, ma guarda e passa’. Ti giudicheremo sui fatti. Buon lavoro”, dice. Solidarizza il mondo sindacale. indacato. Dalla sinistra che pur critica la Bellanova per la sua adesione al renzismo (“Insulti sessisti e classisti, ma il paragone con Giuseppe Di Vittorio non regge” per Rifondazione comunista).

Dai neoalleati di governo del M5S: “Gli insulti rivolti in queste ore alla neoministra Teresa Bellanova sono atti ignobili che offendono tutta l’Italia. In politica la dialettica può raggiungere anche alti livelli di scontro e tensione, ma deve essere sempre un confronto su idee differenti. Tante volte a noi del Movimento 5 Stelle è capitato di dissentire esplicitamente da quanto sostenuto da Teresa Bellanova e dal Partito democratico – scrive la delegazione del M5s della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere – Chi invece rinuncia a stare nel campo dei contenuti e si lascia andare a volgari attacchi alla persona qualifica il suo stesso comportamento: indegno. Troppo spesso questi comportamenti scaturiscono per il solo fatto che l’obiettivo è una donna. Inaccettabile”.

Si concentrano sul sessismo degli insulti anche dalla Fondazione Iotti. Ma nella levata di scudi in difesa di Bellanova ci sono pure Renato BrunettaGiorgia Meloni Maurizio Gasparri: la loro solidarietà però si associa alla constatazione polemica di essere stati sempre oggetti di attacco e di non avere ricevuto solidarietà da sinistra. E c’è anche chi non c’è la fa proprio a cambiare registro. “Fai il ministro con la terza media e ti lamenti pure? Almeno il pudore del silenzio, altro che solidarietà”, twitta Francesco Storace. Mentre Carlo Calenda, appena uscito dal Pd, per difendere Bellanova attacca Di Maio: “Non può neanche allacciarle le scarpe, non si possono fare paragoni con il curriculum di Bellanova”.

trovato cadavere a Montesilvano : era scomparso a Pineto circa un mesa fa

(ANSA) – PESCARA, 24 MAG – Il cadavere di un uomo è stato trovato ieri sera in mare da un diportista, al largo di Montesilvano (Pescara), a circa un miglio e mezzo dalla foce del fiume Saline. Ricevuta la segnalazione, la zona è stata raggiunta dalla Guardia Costiera, intervenuta con una motovedetta e con l’elicottero. Il corpo è stato trasportato in obitorio ed è stato sottoposto a sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al momento non è possibile procedere al riconoscimento, per via dell’avanzato stato di decomposizione. Degli accertamenti si occupa la Capitaneria di Porto di Pescara.
    Sono in corso verifiche sulle persone scomparse in zona negli ultimi tempi. Mentre si attendono gli accertamenti del medico legale.
    Tra gli scomparsi anche Roberto Sciarra, istruttore di fitness di 42 anni di cui si erano perse le tracce nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 aprile scorsi a Pineto (Teramo).

Uccise padre violento a Monterotondo, Deborah torna libera. Il procuratore: “Ha agito per difendersi”

La giovane di 19 anni che domenica scorsa ha sferrato un colpo fatale al padre che da tempo vessava la famiglia con violenze e aggressioni, era ai domiciliari. L’accusa derubricata in eccesso colposo di legittima difesa

Torna libera Debora Sciacquatori, la ragazza di 19 anni che domenica scorsa ha sferrato un colpo fatale al padre, poi morto, che da tempo vessava la famiglia con violenze e aggressioni a Monterotondo, vicino a Roma.

DALLA NOSTRA INVIATA MARIA ELENA VINCENZILa Procura di Tivoli ha firmato il decreto di remissione in libertà. Debora era ai domiciliari: l’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa.

DI MARCO LODOLI
“Papà fermati, non fare più niente”.  Prima di colpirlo e ucciderlo la ragazza aveva scongiurato e implorato l’uomo di fermarsi. Un tentativo disperato quanto vano. Le parole della 19enne sono confermate dal procuratore di Tivoli e riferite da alcuni testimoni.

“Al momento la ragazza è indagata per eccesso colposo di legittima difesa, ma non è escluso che, nelle prossime 2 settimane, si possa chiedere al gip l’archiviazione perché la ragazza, allo stato degli atti a nostra conoscenza, ha agito per difendersi”, ha detto il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto. Che ha aggiunto: “Non possiamo colpevolizzare Deborah per non averlo denunciato prima e neanche sua madre, forse siamo responsabili anche noi, le istituzioni che non sono riuscite a riscuotere la fiducia necessaria”.

Una denuncia che in realtà era stata presentata da Antonietta, mamma di Deborah, nel 2014. Per quell’episodio Lorenzo Sciacquatori, l’ ex pugile di 41 anni, era stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti.

Milano, forte grandinata a Malpensa: piste imbiancate e voli bloccati per quasi un’ora

Una coppia di ragazzi, tra cui una studentessa universitaria, sono stati identificati per aver contestato la proposta sostenuta da Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, di reintrodurre la leva civile e militare obbligatoria. Un’idea rilanciata durante l’adunata degli Alpini in corso a Milano. “Non vogliamo il servizio militare non lo vogliamo, vogliamo un altro tipo di educazione” hanno detto i due contestatori che hanno accompagnato le frasi con dei ‘buuu’ e ‘vergogna’. La coppia è stata subito identificata dalla Digos. La mini contestazione è avvenuta tra gli stand della manifestazione in piazza del Cannone.

Nuovo video del ladro colpito da proiettile: esce dall’ospedale minaccioso, ma è una bufala

Spunta in queste ore in Rete un nuovo video che ci mostra il ladro colpito da proiettile e pronto a tornare a fare quello che gli riesce meglio, nonostante quello che a suo dire gli sarebbe capitato dopo che è stata promossa la legge sulla legittima difesa. Esattamente come abbiamo evidenziato nella giornata di ieri, quando sulle nostre pagine abbiamo preso in esame il primo video di questa mini serie (lo trovate qui), occorre sottolineare subito che siamo davanti ad una bufala bella e buona.

Il protagonista del video in questione, infatti, non è un ladro colpito da proiettile, ma Saolini. Per chi non lo sapesse, si tratta di un noto troll che è solito fingersi personaggio del momento, a seconda dei temi di attualità che potenzialmente possono far più presa presso il pubblico. Dopo le recenti novità legislative sulla legittima difesa, non a caso, ha deciso di fingersi malvivente per far percepire a tutti quali siano le controindicazioni di una legge che potrebbe accentuare l’effetto far west in Italia.

Il tutto, ovviamente, con qualche esagerazione ed una punta di ironia, per rendere il contenuto più divertente. Da sempre Saolini agisce così, secondo quanto dichiarato dal diretto interessato, per sensibilizzare i cosiddetti analfabeti funzionali che di volta in volta ci cascano sempre. Resta il fatto che la sostanza non debba mai essere dimenticata dagli internauti. E in questo caso ci dice che il ladro colpito da proiettile post legge sulla legittima difesa non esiste.

Così come trae in inganno il secondo video che potete apprezzare qui di seguito, nel quale emerge un personaggio che si limita a prendere in giro coloro che tendono a ricondividere di tutto sui social, senza verificare l’autenticità di un documento come quello che trovate qui di seguito.

https://www.optimagazine.com/

fonte:
https://www.optimagazine.com/

Allarme “vermi del sushi”. ​Ecco cosa è il parassita “Anisakis”

“L’infezione da Anisakis è una malattia crescente nei paesi occidentali”. La causa? Eccessivo consumo di sushi, spesso di bassa qualità

L’allarme per i vermi da sushi è esploso ieri e continua ad allarmare i cittadini italiani che amano il cibo giapponese ma che potrebbero scivolare nelle conseguenze di un alimento troppo spesso trattato senza i doverosi controlli.

Ecco i vermi del sushi

La rivista scientifica ‘Bmj Case Reports’, infatti, in questi giorni ha pubblicato un rapporto sui rischi che corre l’uomo dal consumo di sushi, che può produrre nel tratto digestivo superiore la formazione di parassiti filiformi. A riportare la notizia è stato l’Adnkronos. Le foto realizzate dai gastroenterologi fanno impressione ed hanno già girato tutto il web. Nelle immagini si vedono i parassiti filiformi attaccati alla mucosa dell’intestino. Una presenza che può provocare nell’uomo vomito, dolori addominali lancinanti e febbre. Come successo a molti individui, anche se non si era mai arrivati a parlare di un “caso sushi” a livello accademico internazionale.

“A causa dei cambiamenti nelle abitudini alimentari, l’infezione da Anisakis è una malattia crescente nei Paesi occidentali – scrivono i medici autori del rapporto, gastroenterologi dell’Hospital de Egas Moniz e dell’Hospital da Luz di Lisbona – dovrebbe essere sospettata nei pazienti con una storia di consumo di pesce crudo”. Un caso choc di un 32enne portoghese ha permesso che a livello internazionale si tornasse a parlare del fatto che, complice la passione dilagante per il sushi, l’impatto di patologie scatenate dall’Anisakis è in crescita.

“Se la maggior parte dei casi sono stati descritti in Giappone proprio in virtù delle abitudini alimentari, tuttavia la patologia viene sempre più riconosciuta nei paesi occidentali”, scrivono gli esperti. “I pazienti possono avere sintomi allergici come angioedema, orticaria e anafilassi. I sintomi gastrointestinali includono dolori addominali, nausea e vomito e complicazioni come sanguinamento digestivo, ostruzione intestinale, perforazione e peritonite”.

Pensionato ucciso a Manduria, il pm: «Quei video giravano in tutto il paese»

«Polizia», «Carabinieri»: urla disperato Antonio Stano, il 66enne morto il 23 aprile scorso dopo essere stato bullizzato, rapinato, torturato e picchiato in più occasioni da un gruppo di giovani, otto dei quali (sei minori e due maggiorenni) oggi sono stati sottoposti a fermo a Manduria. Il pensionato viene accerchiato per strada dalla baby gang e cerca di difendersi urlando, mentre quei ragazzini lo prendono in giro e ridono «siamo qua, siamo qua», e lo prendono a calci e pugni fino ad ammazzarlo.APPROFONDIMENTIPrevious

La Polizia ha diffuso uno dei video delle aggressioni. Proprio quelle immagini girate con un telefonino da uno dei gli indagati, hanno consentito di attribuire responsabilità precise agli otto giovani (6 minori di 17 anni e due maggiorenni di 19 e 22 anni) sottoposti a fermo dalla Polizia. Altri sei minori restano indagati in stato di libertà. La misura cautelare non riguarda l’ipotesi di omicidio preterintenzionale perché si attende il responso dell’autopsia eseguita dal medico legale Liliana Innamorato per stabilire l’eventuale nesso di causalità tra violenze e decesso, o se le percosse abbiano aggravato lo stato di salute di Stano fino a determinarne la morte.

Le contestazioni che hanno portato al fermo sono relative ai reati di tortura, danneggiamento, violazione di domicilio e sequestro di persona aggravati. I giovani, secondo gli inquirenti, durante gli assalti nell’abitazione dell’uomo e per strada si sarebbero ripresi con i telefonini – poi sequestrati dagli investigatori – mentre sottoponevano la vittima a violenze e torture con calci, pugni e bastoni di plastica, per poi diffondere i video nelle chat di Whatsapp. I componenti della baby gang, che si facevano chiamare «gli orfanelli», si erano accaniti contro il pensionato, ex dipendente dell’Arsenale militare, che soffriva di un disagio psichico ed era incapace di difendersi e di reagire.

«Quei video circolavano non solo nelle chat ma in tutta la cittadina di Manduria. In tanti sapevano», ha detto il procuratore del tribunale per i minori Pina Montanaro illustrando i dettagli dell’inchiesta sulla morte del 66enne pensionato di Manduria.«Chi ha visto e sentito quella violenza inaudita, non ha chiamato le Forze dell’ordine»

«Noi – ha aggiunto Montanaro – abbiamo acquisito diverso materiale probatorio a seguito dei sequestri dei cellulari di tutti gli indagati. Da questo materiale, con l’ausilio di una consulenza tecnica, stiamo estraendo non solo file video ma anche audio. L’insieme delle conversazioni in chat che i ragazzi avevano. Cosa emerge da questo primo esame del materiale? Un uso distorto del web. Queste ragazzi utilizzavano il web per esaltare, condividere le loro nefandezze». La visione «dei video e l’ascolto dei file audio – ha precisato il magistrato inquirente – evidenzia come la crudeltà e la violenza si autoalimentasse e aumentasse in maniera esponenziale laddove le nefandezze venivano diffuse all’interno del web, non soltanto nelle chat di cui gli indagati facevano parte ma in tutta la cittadina, su altri telefoni. La quasi totalità della cittadina manduriana era a conoscenza di quello che accadeva e aveva modo di visionare queste crudeltà che sistematicamente venivano poste in atto».

Terremoto di magnitudo 3.1 con epicentro a Collelongo: torna la paura

Un terremoto di magnitudo 3.1 è stato registrato in Abruzzo, localizzato dalla sala sismica Ingv con epicentro 3 km a ovest di Collelongo (L’Aquila) alle 15:42, a una profondità di 15 km.

Le località entro i 10 km. dall’epicentro sono Villavallelonga, Civita d’Antino, Trasacco, San Vincenzo Valle Roveto, Morino, Ortucchio, Balsorano, Luco dei Marsi (L’Aquila).

Fiera cannabis a Milano, il manifesto “Io non sono una droga” scatena polemiche. Sala: “Messaggio sbagliato e pericoloso

Lo striscione che annuncia la quarta edizione dell’Hemp Fest, in via Mecenate dal 3 al 5 maggio, raffigura una foglia di cannabis con la scritta “Io non sono una droga”. La giunta presenta un esposto all’Agcom. Gli organizzatori: “Invito a riflettere sulle proprietà della pianta”

L’immagine stilizzata di una foglia di marijuana sovrapposta a quella del Duomo di Milano. E una scritta in maiuscolo: “Io non sono una droga”. È il manifesto pubblicitario, comparso in questi giorni per le strade della città meneghina, che ha trasformato in un caso politico la 4.20 Hemp Fest – International Cannabis Expo, la fiera internazionale della canapa prevista dal 3 al 5 maggio agli East End Studios di via Mecenate. Una manifestazione – giunta al quarto anno consecutivo – tutta dedicata alla cannabis legale, quella con percentuale di tetra-idro-cannabinolo (Thc) inferiore allo 0,5: una pianta dalle mille risorse, dicono gli organizzatori, dall’uso terapeutico fino alle applicazioni nei settori dell’edilizia, del tessile e dell’energia. Tre giorni di musica, conferenze e workshop, con 150 espositori provenienti da ogni parte d’Europa e gli interventi di avvocati, medici ed esponenti politici (tra cui Lello Ciampolillo del Movimento 5 Stelle, Elena Grandi dei Verdi e Barbara Bonvicini di Più Europa).

Non che gli anni scorsi la kermesse fosse passata inosservata: alla seconda edizione, nel 2017, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia Riccardo De Corato invocò addirittura retate di cani antidroga. Stavolta però, per colpa dei cartelloni, sul festival milanese si sono abbattuti anche gli anatemi della politica nazionale. In particolare è stata Giorgia Meloni a tuonare, nel giorno della Liberazione, dal proprio account Facebook: “Fratelli d’Italia chiede al Ministero dell’Interno e al Comune di Milano di bloccare immediatamente l’International Cannabis Expo. Bisogna fermare subito questa manifestazione e bloccare questa ignobile propaganda della droga libera”. Il giorno dopo a rilanciare è Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.  “Siamo chiamati a un gesto di responsabilità: il Festival della cannabis deve essere vietato”, dichiara. “A Milano, una delle città dove si consuma e si spaccia più droga in Europa, servono educazione, informazione, prevenzione. Non certo l’apologia di uno tra gli stupefacenti arcinoti tra i giovani per essere la prima tappa nelle tossicodipendenze”, argomenta.

Ma a condannare la campagna non sono solo volti del centrodestra. Anzi, a sollevare per prima la polemica è stata Alice Arienta, consigliera comunale del Pd: “Io ritengo che questa sia pubblicità ingannevole perché fa leva solo sull’aspetto naturale e innocuo delle foglie quando sappiamo che non è così. Al momento la marijuana è ancora considerata una droga. Per questo ho interpellato sia l’Agcom sia lo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria, ndr)”, scriveva il 22 aprile. E nella mattinata di sabato ha detto la sua anche il sindaco Giuseppe Sala, con parole nette: “Il manifesto è sbagliato, odioso e pericoloso, perché un ragazzo giovane non distingue, vede una foglia di canapa” e può arrivare a pensare che la marijuana sia legale”. “Ci siamo rivolti all’Agcom, che non ha ancora risposto, segnalando il manifesto – ha spiegato – e poi ho chiesto al vicesindaco di parlare direttamente con i promotori del festival, chiedendo loro di intervenire immediatamente”.

“Rispetto il sindaco Sala perché rappresenta tutti e ha il dovere di dar voce a tutte le istanze”, dice al fattoquotidiano.it Marco Russo, titolare del primo hemp shop milanese in viale Umbria e organizzatore del festival, “ma non mi sarei aspettato questi termini da lui. Lo slogan è un invito a riflettere sulle proprietà delle cannabis, sempre occultate dal suo uso più stupido, se vogliamo, che è quello ricreativo. Non c’era alcun secondo fine, semplicemente lo abbiamo pensato e ci ha convinto. Sapevamo che era un’espressione forte e qualcuno avrebbe storto il naso, ma non ci saremmo mai immaginati un polverone simile”. E rispondendo a chi chiede lo stop alla fiera: “Non so se la Meloni e gli altri siano in buona fede o abbiano colto l’occasione per fare campagna elettorale. Di certo sono state fatte critiche poco costruttive e sconfortanti, perché ignorano le potenzialità della canapa, che vanno ben al di là dello ‘sballo’. L’olio di semi di canapa è un biocombustibile. La dichiarazione d’indipendenza americana è stata scritta su carta di canapa, come di canapa sono le vele dell’Amerigo Vespucci. Abbiamo fatto un grosso investimento prendendo impegni con espositori da tutta Europa, se davvero dovessero impedire la manifestazione agiremo fermamente per vie legali”.

E, paradossalmente, la stessa Giorgia Meloni ha ricevuto una valanga di commenti negativi al proprio post su Facebook, da parte di utenti che si dichiarano simpatizzanti del suo partito. “Ti consiglio uno studio approfondito della materia, perché in questo caso non sai quello che dici. Non farne una questione di principio! Una non fumatrice di destra”, scrive Karen. E Flavio: “Giorgia il Medioevo è passato, io sono orgogliosamente di destra ma ho imparato a leggere e ad informarmi, i benefici della Cannabis sono molteplici e una tua apertura mentale sarebbe uno schiaffo impressionante alla sinistra bigotta”. C’è persino chi associa a questa presa di posizione la scelta di non votare più Fratelli d’Italia: “Ne terrò conto – scrive Salvo – sono sempre stato di destra, ho votato persino Casapound, simpatizzo per la Lega e Fdi, ma dopo questa dichiarazione tutta la mia stima per Giorgia Meloni finisce. Non si può fare discorsi da “ignoranti”, nel senso che ignorano, che la canapa non è una droga ma bensì una pianta dalle mille risorse, che darebbe lavoro a migliaia di persone e che risolverebbe migliaia di problemi anche a livello ambientale. Prima di fare proclami bisognerebbe studiare e informarsi un pochettino, perché altrimenti si rischia di perdere consensi anche da quelli che hanno sempre votato a destra”.

Monterotondo, spara ai ladri e ferisce un sedicenne: colpito mentre scardinavano la grata di una finestra

Sorpende i ladri nel salone e spara ferendo il pìù giovane della banda. Quattro i colpi esplosi, Il malvivente, un albanese di sedici anni, è stato abbandonato dai suoi complici al pronto soccorso del Gemelli. Il proiettile, che lo ha ferito all’ altezza dell’inguine è stato estratto dai medici. Il ragazzo non è in pericolo di vita, ma la prognosi è ancora riservata.

E’ il primo caso di uso delle armi a difesa della proprietà e della persona dopo la modifica della legge sulla “Legittima Difesa” proposta dalla Lega e fortemente voluta dal Vicepremier Matteo Salvini e firmata nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il ragazzo che ha sparato non è stato ancora indagato dalla procura di Tivoli, ma non si esclude che nelle prossime verrà iscritto sul registro degli indagati come atto dovuto. ( nella foto in basso di Emilio Orlando, Andrea Pulone il ragazzo che ha sparato ai ladri).

Erano entrati in casa dopo aver scardinato e divelto una grata metallica al piano terra. Sprezzanti del rischio di essere sorpesi, probabilmente perchè violenti e pronti a tutto, erano entrati in azione prima delle 19 nonostante fosse ancora giorno e su quella strada a quell’ ora c’ è ancora molto passaggio. Pensavano che in casa non ci fosse nessuno. ( in basso nella foto di Emilio Orlando i carabinieri sul luogo della sparatoria).

Il bersaglio della banda di ladri albanesi, non era la classica villa isolata, ma un villino a due piani nel centro di Monterotondo, una cittadina di quaranta mila abitanti, sulla Salaria alle porte di Roma. Terrorizzati da quanto stava accadento, in casa c’erano Andrea Pulone e la fidanzata. Se li sono trovati davanti. Il figlio venticinquenne dei proprietari del villino che in quel momento erano in vacanza in Portogallo, se li è trovati davanti. Tre sagome che rovistavano in salone in cerca di gioielli e contanti. In casa, regolarmente denunciata c’ era una pistola semiatomatica Glock 21 calibro 40. ( nella foto di Emilio Orlando in basso il villino in via di San Matteo 32).

Le indagini dei carabinieri di Monterotondo hanno collegato i due episodi; il furto in casa con la sparatoria ed il giallo del sedicenne scaricato sanguinante al Gemelli, con una ferita d’ arma da fuoco alla gamba. La squadra mobile della questura capitolina, aveva inizialmente preso in carico il caso del misterioso ferimento. 
«E’ molto provato e scioccato per l’ accaduto. Andrea è un ragazzo molto tranquillo e perbene – racconta un amico di famiglia. vicende come queste le aveva sempre viste e sentite nei telegiornali e mai avrebbe pensato di diventarne protagonista». A Monterotondo i residenti puntano il dito sull’ insicurezza diffusa, frequenti furti e rapine da parte di bande di stranieri dell’ est che imperversano nella zona. A gennaio del 2015, tra Mentana e Monterotondo,Lucio Giacomoni un medico condotto in pensione venne massacrato di botte a mani nude nella sua villa per un bottino di poco meno di duemila euro euro in contanti, un tablet e un iphone. Ad assassinarlo furono tre romeni componenti di una banda di feroci rapinatori.

fonte:leggo.it