FLU ANALIZZA CASI DI SUCCESSO DI COMUNICAZIONE FOOD AFFIDATA AGLI INFLUENCER IN QUESTA EMERGENZA

on l’arrivo del Coronavirus si è aperto un dibattito intorno al ruolo degli influencer e sul futuro dell’influencer marketing. Da un lato alcuni sostengono che il 2020 sarà l’anno che sancirà fine di questo fenomeno mentre altri supportano la tesi per cui gli influencer, durante questo periodo di emergenza sanitaria, hanno avuto un ruolo sociale fondamentale diventando sempre più dei punti di riferimento per la diffusione di messaggi positivi e di sensibilizzazione sociale o di importanti iniziative benefiche.

A sostegno di questa tesi FLU, agenzia italiana parte di Uniting Group Holding specializzata in influencer marketing, ha condotto un’analisi dal titolo “Il ruolo sociale dell’influencer ai tempi del Covid-19” che, attraverso esempi di attività social e testimonianze dei diversi player del mercato, racconta come si sono evoluti linguaggi, contenuti e, in generale, lo scenario in cui operano influencer e content creator e quali sono le pratiche corrette per utilizzare al meglio gli strumenti dell’influencer marketing per realizzare campagne efficaci anche in questo periodo di emergenza.

Il periodo di lockdown ha avuto un forte impatto sulla vita di tutti, facendo emergere sempre di più la necessità di comunicare, condividere e stabilire relazioni autentiche attraverso social network, che si sono trasformati sempre di più negli unici luoghi dove poter connettere le persone e stimolare momenti di aggregazione, per continuare sentirsi vicini.

Un trend confermato da tutte le piattaforme che in questi ultimi mesi hanno assistito a un inevitabile incremento del tempo di connessione da parte degli utenti e un aumento senza precedenti di interazioni tra influencer e follower su Facebook, Instagram, Twitter e YouTube.
Anche Pinterest, app di scoperta visiva con oltre 335 milioni di utenti attivi, ha fornito agli influencer un’opportunità di connessione ancora più profonda con la propria community, attraverso la pubblicazione dei propri contenuti e pin,utiliper aiutare le persone a trovare ispirazione per migliorare i momenti della vita quotidiana. Ad oggi il social network continua a vedere i massimi storici in uso in tutto il mondo. Infatti, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, ha registrato un aumento di creazione delle bacheche del 60% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un 40% in più di contenuti salvati su base annua. Per quanto riguarda l’Italia, il social network ha visto un aumento del 79% della creazione di bacheche e un +102% per quanto riguarda le ricerche.

Gli utenti di Pinterest sono alla ricerca di idee da risorse affidabili, che possano aiutarli con soluzioni per l’oggi come lavorare da casa, intrattenere i bambini e nuove ricette da provare. Negli ultimi mesi la priorità di Pinterest è stata quella di garantire agli utenti informazioni affidabili, limitando i risultati delle ricerche su termini come COVID-19 per far emergere solo le informazioni ufficiali delle organizzazioni sanitarie pubbliche e rilasciando una nuova funzione: la scheda “Oggi”, una fonte di ispirazione quotidiana con pin di tendenza, a partire da un focus sulle informazioni relative al Coronavirus” afferma il Creator Team di Pinterest.

Il ruolo sociale degli influencer

Questa evoluzione dei social network ha comportato un aumento esponenziale della visibilità ottenuta dagli influencer ed è emerso sempre di più il loro potere mediatico. Un ruolo di maggiore rilievo utilizzato per sostenere e lanciare iniziative di solidarietà e donazioni per sconfiggere il Covid-19, ma anche per raccontare la propria quotidianità domestica, condividendo con i follower i propri stati d’animo, incertezze e paure, scegliendo di mostrarsi la parte di sé più autentica.

In questo periodo il mio modo di comunicare è cambiato, è diventato più empatico e forse anche più vero, perché, essendo tutti in un momento di bisogno e pieno di paure, avevo anch’io la necessità di sentirmi più vicina ai miei follower. Ho incrementato il numero di Story pubblicate perché, avendo più tempo, mi è venuto naturale farlo, condividere praticamente tutta la mia giornata senza pensare alle visualizzazioni. Ho riscontrato un aumento sia di followers che di interazioni che sono diventate più vere di prima anche nel caso di collaborazioni con i brand, che scelgo solo se perfettamente affini con il mio essere e i miei valori; mi arrivano almeno il triplo dei messaggi rispetto a qualche mese fa” afferma Michela Coppa, web creator, con 252 mila follower su Instagram, conduttrice tv e speaker radiofonica.

Il rapporto di fiducia che si viene a creare con i propri follower, secondo Leonardo De Carli, Youtuber con 950 mila follower e oltre 1,5 milioni di follower su Instagram, nasce e si rafforza attraverso il racconto spontaneo e semplice dei momenti di vita quotidiana sui diversi social. Infatti gli utenti scelgono di seguire i profili che propongono contenuti veri e di qualità, spinti dalla necessità di affidarsi a qualcuno per chiedere consigli o per condividere i propri stati d’animo, proprio come farebbero con un amico.

La qualità è un grosso pallino del nostro mestiere, chi ci segue ha bisogno di essere coinvolto in quello che facciamo e quello che viviamoQuindi ascoltare chi ci segue, potrebbe essere la strategia corretta per creare contenuti sempre migliori. Attraverso l’uso di diverse piattaforme di live streaming, mi è capitato spesso di raccontare ai miei follower come stavo vivendo questa quarantena, condividendo anche i momenti di sconforto e si è creata inconsciamente qualcosa che era appena accennata tra chi mi segue online: confidenza” racconta De Carli.

Anche per Luca Vezil, travel influencer con 927 mila follower su Instagramil cambiamento nella produzione dei contenuti resta un punto centrale. Infatti, il lockdown, nella sua durezza, oltre a essere stato un’opportuni per differenziare i contenuti, diventa anche un’occasione per accorciare le distanze con i propri follower.

Gli eventi per come li abbiamo conosciuti fino ad ora necessiteranno tempo per poter ritornare ad essere organizzati ma può essere utile usare questo periodo per far sì che ci sia una reale differenziazione di contenuti che stavano iniziando a somigliarsi tutti. Inoltre, credo che in questo periodo ci sia stato un avvicinamento dell’influencer al proprio pubblico, attraverso contenuti più naturali. Un avvicinamento che si vede anche a livello di racconto perché, se prima l’influencer era quello dei viaggi in posti meravigliosi, degli eventi mondani, degli abiti all’ultima moda, adesso è come tutti gli altri, in pigiama, a casa, sul divano, tra serie tv e cucina, proprio come i suoi follower” conclude Vezil.

La risposta dei brand all’emergenza Covid-19

Durante la fase di emergenza, le aziende che hanno scelto di affidare agli influencer la comunicazione di campagne di brand awareness e reputation, hanno riscontrato successo proprio perché il messaggio è stato veicolato da persone reali che vivono esperienze comuni, capaci di creare contenuti validi e pertinenti con le esigenze dei loro follower.

Considerato il periodo in cui stiamo vivendo, possiamo dire che due fra i fattori per una comunicazione di valore i più importanti sono l’online e l’autenticità. Il mezzo più efficace e diretto per veicolare messaggi positivi rassicuranti e pertinenti al contesto sociale in cui viviamo è la voce degli influencer, che sono in grado di avvicinare i brand al loro target di riferimento creando empatia. Durante il periodo pasquale abbiamo scelto di sviluppare una campagna di influencer marketing per veicolare il messaggio ‘Il miglior ristorante è casa tua’ è casa tua”, partendo dall’assunto che, nonostante tutto, gli Italiani non hanno dimenticato il piacere di stare insieme, meglio ancora se davanti a una tavola imbandita. Video aperitivi, cene a distanza e brindisi virtuali sono diventati, così, il nuovo modo per condividere il piacere di stare a tavola, anche se lontani. Il Viaggiator Goloso ha voluto quindi rendere omaggio a tutti coloro che, anche solo virtualmente, hanno aperto le porte delle loro cucine, mettendosi alla prova ai fornelli. La campagna #ilmigliorristoranteècasatua, declinata sulle piattaforme digitali, mostra il piacere di stare a tavola, assaporando piatti gustosi e creativi senza dover uscire di casa poiché, grazie ai prodotti de il Viaggiator Goloso, i migliori ristoranti diventano le nostre case. L’attività ha riscontrato un ottimo successo, generando interesse sia in quegli utenti che già conoscevano il brand, sia in quelli che non lo conoscevano che si sono però dimostrati interessati alla gamma attraverso interazioni positive, richieste specifiche e visite al profilo e al sito” ha dichiaratoAlessandro Barchetti, Direttore Marketing e Comunicazione Gruppo Unes

Per le aziende è diventato inoltre fondamentale parlare ai consumatori in modo nuovo e più autentico, capire quando è il momento di comunicare e quando invece è più importante agire in modo concreto in favore dell’emergenza, per instaurare un vero legame emozionale tra brand e consumatore.

In questa fase abbiamo messo in campo diversi progetti finalizzati a continuare a dialogare con i nostri target di riferimento. Abbiamo comunicato con i più giovani tramite un piano editoriale ad hoc in cui il brand ha suggerito programmi “alternativi” per le serate di quarantena. Siamo rimasti in contatto con i bartender attraverso dirette settimanali sul canale IG e tramite Webinar che hanno coinvolto oltre 600 persone da tutta Italia” afferma Marco Leonzi, Assistant Brand Manager di Amaro Montenegro

L’adattamento della comunicazione durante il nuovo scenario imposto dal lockdown è stato complesso e allo stesso tempo sfidante per un brand come Amaro Montenegro che comunica da sempre il piacere di stare insieme e la celebrazione dei momenti autentici da vivere con gli amici. Tra i tanti progetti quello più rilevante e innovativo è stato Human Spirit Network: un’iniziativa social e allo stesso tempo sociale nata con l’obiettivo di unire l’Italia attraverso una forma simbolica di “solidarietà digitale”. Un piccolo gesto di apertura e di condivisione nei confronti degli altri: mettere a disposizione la propria rete Wi-Fi creando una rete Wi-Fi “ospiti” per dare vita a una immensa rete “humanspirit”, grazie alla quale saremo tutti connessi. Il ruolo degli influencer è stato duplice durante l’attività: da una parte Salvatore Aranzulla, il “problem solver” digitale per eccellenza, ci ha aiutato a guidare il pubblico nella configurazione del proprio router rendendo l’attività ancora più credibile anche dal punto di vista tecnico, dall’altra Frank Matano ci ha permesso di raggiungere una fan base molto ampia, comunicando il progetto con un TOV più leggero e più in linea con il target più giovane. Abbiamo ricevuto molti messaggi positivi e la notizia della nostra attività è stata inoltre ripresa da molti media, permettendoci di raggiungere un’audience ampia. L’auspicio è quello di poter tornare quanto prima a brindare insieme ai nostri amici” ha dichiarato Daniele De Angelis, Senior Brand Manager di Amaro Montenegro.

Conclusioni

Lo scenario totalmente inaspettato, verificatosi a seguito dell’insorgere dell’emergenza Covid-19, ha aperto l’influencer marketing a nuove prospettive.

I primi e a cogliere a pieno l’evoluzione dei linguaggi e dei contenuti sono stati, e lo saranno anche per la Fase 2 e 3, quegli influencer che hanno saputo interpretare al meglio il ruolo di content creator, grazie alla pubblicazione di messaggi spontanei e autentici. Si è venuta a creare così una tendenza che pone al centro un diverso approccio che vede gli influencer prendersi cura delle nuove generazioni attraverso la proposta di idee e progetti originali, in grado di restituire sguardi fiduciosi sul futuro.

Ciò che ha dato una spinta al ruolo sociale degli influencer durante il periodo del lockdown è stata proprio la loro capacità di dare vita a messaggi generativi, narrazioni percepite dai propri follower come autentiche, creatrici e curatrici di futuro.Ma non solo, oltre ad intrattenere e a produrre contenuti creativi, il loro ruolo è stato divulgativo e incentrato sul rispetto delle regole in questa nuova fase, su come vivere i ritrovati spazi pubblici condivisi nel rispetto delle normative governative. La sfida d’ora in poi, sia per gli influencer che per i brand, sarà infatti quella di saperci accompagnare nella nuova fase, mantenendo ancora vivo quest’approccio” conclude Rosario Magro, Co-Owner e Sales & Marketing Director di FLU.

A questo LINK (https://bit.ly/3e3ldnk) è possibile scaricare la versione integrale del White Paper di FLU “Il ruolo sociale dell’influencer ai tempi del Covid-19”

Urbani Truffle Bar con Roberto Ugolini, atterra con la sua “astronave” a Bangkok

Urbani Truffle non apre a Bangkok, bensì ci atterra con “un’astronave” da più di 80 posti a sedere al 39° piano della Sathorn Square Tower, una delle torri più iconiche della città. Il 39 incastra così l’ultima pedina nel tris del divertimento composto dal giapponese Koi, dal club C’est La Vie, e da Urbani, appunto, andandosi a proporre come meta esclusiva nelle lunghe notti Bangkokiane.

urbani truffle bangkok

La casa madre è Urbani Tartufi, un’azienda secolare che dalla sua nascita, nel 1852, è arrivata alla sesta generazione toccando una quota di mercato del 70%, con 5 marchi di proprietà e più di 300 professionisti nella sua scuderia. Dal quartier generale di Sant’Anatolia di Narco (Perugia), si gestisce anche la presenza estera attraverso il marchio Urbani Truffles con sedi in tutti i maggiori paesi del mondo, fra cui, in Asia, a Manila, ed ora, finalmente, a Bangkok.

Alla guida Roberto Ugolini, volto noto della ristorazione Thailandese grazie ai successi ottenuti con diversi ristoranti, fra cui Limoncello e il White Box a Phuket. Lui è mente e cuore di questo ambizioso progetto che contiene nella sua formula elementi unici come: made in italy; un brand internazionale; una delle location più stupefacenti della città; tradizione e innovazione; e la cui alchimia può portare a qualcosa di unico e rivoluzionario su uno dei mercati più competitivi dell’intera Asia come quello della ristorazione a Bangkok.

roberto ugolini urbani truffle bangkok
Roberto Ugolini

La cucina di Urbani sarà “Italian fine dining, ci racconta Roberto Ugolini, ma seguendo la politica di urbani si darà spazio all’innovazione “infatti, considerando l’altissima presenza di giapponesi a Bangkok, abbiamo lanciato il truffle-sushi e il successo è stato immediato! Sarà proprio il truffle-sushi uno dei punti forti del nostro menù”. (e vi dico, dopo averlo provato, che è veramente qualcosa di eccezionale).

Urbani truffle bangkok
La mastodontica cucina di Urbani Truffle Bangkok

Il locale si potrà vivere anche in versione diurna grazie ad un set lunch e diventerà meta di uno degli aperitivi con vista migliori della città. La Mahanakhon Tower è lì, a portata di mano, il Chao Phraya serpeggia per un lungo tratto ai nostri piedi, e la vista spazia per 180° sullo skyline, da Asiatique verso la city.

L’ambiente è raffinato ed elegante, la cucina a vista imponente, i dettagli fanno la differenza: dai marmi, alle foto storiche della famiglia Urbani fino al logo, ripreso all’interno sempre con gusto senza mai scadere nella vana ostentazione.

urbani truffle bangkok

Cosa ci caratterizzerà?”, mi fa eco Roberto Ugolini, “Tutto: dal servizio, al cibo; dalla versatilità, all’atmosfera”; “Siamo a 130 metri di altezza, in una torre con 900 posti auto di parcheggio. Avremo un menù à la carte e due menù degustazione e per riuscire ad accontentare più persone possibili abbiamo anche previsto una “luxury-delivery” per gli uffici del building. Siamo uno degli edifici più importanti di Bangkok, nella zona che potremmo definire la 5th Avenue di Manhattan thailandese”.

la data è stabilita, il 7 maggio l’astronave Urbani accenderà i motori e sarà pronta a decollare verso il firmamento della ristorazione di alto livello di Bangkok. Le carte in tavola ci sono tutte, le aspettative e la curiosità sono altissime; non resta che attendere e vedere se il pilota Roberto Ugolini riuscirà a fare breccia nell’olimpo della ristorazione cittadino.

Influencer: la pandemia di Covid-19 sta influenzando “Age of Influence”?

“Sì, no.” Sai quel gioco da ragazzi che ha permesso ai bambini di competere tra loro e quelli che non avevano l’oggetto in questione si sentivano come un “perdente” nella storia? Nel mondo precedente a Covid-19, il marketing influenzato ha funzionato più o meno per alcuni marchi. Era sufficiente che il creatore, l’influencer del contenuto, avesse un numero enorme da mostrare e c’erano tutti i tipi di #ad, pubblicità, publipost – alcuni di essi senza nemmeno essere segnalati al pubblico che consumava le informazioni e inviava Mi piace.

Ma il virus è arrivato e il consumo è cambiato radicalmente. Le persone sono all’interno della casa di fronte a un altro scenario di vita e il contenuto di alcuni influencer ha iniziato a soffrire di uno svuotamento progressivo. È diventato chiaro, ad esempio, che lo stile di vita aspirazionale di viaggi di lusso, oggetti costosi, spazi VIP ai festival, abbigliamento e accessori inaccessibili non aveva più un posto e non era più ciò che si voleva vedere in uno scenario di crescente preoccupazione, incertezza economica, crisi salute, decessi e malattie. C’è stato un creatore, tuttavia, che non ha notato il cambiamento e ha continuato a pubblicare l’ostentazione – fino a quando non è caduto in ridicolo e una pioggia di critiche. Questo è successo a livello internazionale e, in Brasile, il caso più classico è stato quello della blogger Gabriela Pugliese, che perse all’istante la partnership di almeno 17 marchi dopo aver pubblicato storie di una festa privata nel suo appartamento a San Paolo, senza rispettare la quarantena. In un giorno c’erano più di 150 mila non seguiti nel profilo di uno degli influencer più famosi e milionari del paese.

Ciò ha indotto molte persone a chiamare il momento la fine dell ‘”Era dell’influenza” come la conosciamo. Numerosi articoli di pubblicazioni internazionali, principalmente statunitensi, che hanno criticato la totale mancanza di empatia e la nozione di realtà di celebrità e noti creatori digitali, hanno supportato questa analisi. Ma siamo davvero entrati in un’altra “Era”? I marchi rivedranno il loro rapporto con le persone considerate “senza contenuto”? Le agenzie pubblicitarie capiranno meglio come influenzare il marketing senza usare la premessa della frase che apre questo testo?

Per la consulente Liliane Ferrari, specializzata in marketing digitale, relatrice e docente di strategie sui social media, è ancora troppo presto per dire che una “nuova era” sta arrivando quando si tratta del comportamento di marchi e persone nell’universo dell’influenza. E questo si riferisce sia a chi consuma il contenuto sia a chi produce, senza dimenticare chi paga, ovviamente. “Il marketing di influenza è delicato e chirurgico, non sta acquistando i media, non dovrebbe mirare a raggiungere, ma piuttosto generare dialoghi coerenti e qualificati”, afferma Liliane. Segui l’intervista di seguito e rimani aggiornato sullo scenario attuale:

Consumatore moderno: si dice molto su una “New Age” nell’influenza basata sui cambiamenti comportamentali e di vita che la pandemia di coronavirus di Sars-cov-2 ha portato in gran parte del mondo. Potresti contestualizzare per noi che “New Era” sarebbe questa? Cosa c’era prima e cosa dovrebbe essere dopo?

Liliane Ferrari: non credo in una nuova era. Non ho questa visione romantica del momento, è troppo presto per dire che c’è un cambiamento significativo. Quello che vedo è molto più un aspetto più critico e scomodo di alcune persone che si sono sentite attaccate / offese da altre persone, perché sono sempre persone. Persone che hanno una maggiore considerazione per i media e i marchi, pubblicano opinioni e hanno atteggiamenti deplorevoli nel mezzo di una pandemia. Ciò non significa che gli influenzatori non esisteranno più o che solo quelli giusti sopravviveranno. Abbiamo avuto un caso rilevante al riguardo, quello del partito di [Gabriela] Pugliesi ed è ancora troppo prematuro dire che questo è sufficiente per cambiare un intero segmento.

CM: Come specialista di marketing e comunicazione, puoi indicare cosa non è più accettabile fare per coloro che lavorano con influenza?

LF: Essere non etici non è mai stato accettabile e mai lo sarà. Molti influenzatori e marchi sono abbastanza discutibili nei loro metodi e comportamenti, preferendo non segnalare la pubblicità, indipendentemente dalla qualità di ciò che offrono al pubblico. Peggio ancora, ignorano il fatto che ci siano persone colpite dall’altro lato dello schermo. I marchi e gli influenzatori devono essere meno voraci nella pubblicità, per farlo piano.

“In questo momento di crisi, devi scegliere le persone [nel caso dell’influencer o del creatore] in base a affinità, armonia, competenza e non in base al numero di follower”

CM: Credi davvero che ci sarà questo “setaccio” e che avrà più valore solo se hai un vero “contenuto”?

LF: Setaccio non ci credo perché dal momento che il mondo è un mondo di contenuti deboli, futili e ostentati, ha molto successo tra le persone. Spero che il pubblico di questi influencer possa essere più critico nei confronti di ciò che consumano sui social media, cercare contenuti più utili e veritieri, realizzati da persone che hanno cosa dire.

CM: Molto è stato detto sul caso della blogger Gabriela Pugliesi, che ha organizzato una festa a casa sua e l’ha pubblicata nelle storie – questo in piena quarantena. Pensi davvero che Internet sia in grado di mantenere questo tipo di influencer dei contenuti nel limbo senza tornare indietro dopo che il soggetto si è raffreddato?

LF: Nel suo caso, il danno alla reputazione è stato grande, ma nulla dura per sempre con gli algoritmi. Ha creato un vasto pubblico fedele e avrà ancora molti marchi disposti a trarne vantaggio. La prova di ciò è che le sono successi altri errori prima, questi sono casi del 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 … Conar, accusa di pratica illegale, controversie con APAE, pubblico non identificato, quindi vedo un ritorno, sì, ancora uno mea culpa, ma la vita che segue.

CM: È stato detto che il comportamento del viaggio ostentato, del lusso, del cibo, delle case, in breve, di un intero stile di vita inaccessibile alla maggior parte delle persone deve smettere di avere un senso. Qual è il ruolo dei marchi nel fornire questo tipo di contenuto? Perché continua. Un post su Internet dell’influencer Lu Tranchesi è circolato in rete negli ultimi giorni, abbracciando una gigantesca scatola di un marchio televisivo, parlando dei suoi infiniti pollici …

LF: i marchi confondono il contenuto aspirazionale con il contenuto non realistico. Ci sono professionisti che prendono decisioni su marchi completamente ignari del contesto pandemico, suggeriscono con questo tipo di pubblicità che il mondo si sta prendendo una vacanza e non che siamo a casa perché c’è una malattia che uccide 800 persone al giorno in Brasile. C’è una mancanza di sensibilità ed empatia, cose che non possono insegnare a essere o premere un pulsante.

CM: Perché gli utenti dei social network sono così attratti da questo impossibile contenuto aspirazionale (corpo, stile, consumo)? Il Brasile ha delle caratteristiche specifiche, come un mercato, che puoi evidenziare a questo proposito? Voglio dire, abbiamo valutato questo tipo di influenza “impossibile” più di altri paesi?

LF: Non ho uno studio comparativo con altri paesi per dire con correttezza se qui un tipo di contenuto e personalità digitale è valutato più o meno che altrove. Quello che so è che qui la rivista “Caras” ha molto successo, che siamo titolari di record nella chirurgia plastica e che l’aspetto, o meglio, ciò che sembra avere, è un valore importante per la nostra gente secondo storici come Laurentino Gomes. È una strada a doppio senso: ci sono quelli che amano vedere le vite degli altri lontani dai tuoi e quelli che amano mostrare la vita. E i marchi adorano tutto perché è il formato ideale per inserire i propri prodotti e servizi senza troppa vergogna.

“Ci sono professionisti che prendono decisioni su marchi al di fuori del contesto pandemico. Con questo tipo di pubblicità, suggeriscono che il mondo sta prendendo una vacanza e non che siamo a casa perché c’è una malattia che uccide le persone ”

CM: Quale consiglio principale potresti dare a un marchio che vuole utilizzare il marketing influenzale in Covid-19 volte? Di cosa deve tener conto, soprattutto?

LF: Prima di fare marketing influente in questo momento di crisi, è necessario guardare dentro e vedere se c’è qualcosa di rilevante per comunicare all’esterno. Devi scegliere le persone per affinità, armonia, competenza e non per numero di follower (il post non va mai a tutti i follower, quindi quel numero enorme è un’illusione). Il marketing di influenza è delicato e chirurgico, non è l’acquisto dei media, non dovrebbe mirare a raggiungere, ma piuttosto generare dialoghi coerenti e qualificati.

CM: Un recente video di una ragazza di 19 anni è diventato virale quando ha criticato francamente e brillantemente l’attuale copertina della rivista “Vogue” Brasil, che ha proposto come “Novo Normal” nel suo numero di maggio un’immagine del modello Gisele Bündchen che indossa etichette di design molto costoso (Prada, Chloé). Pensi che la generazione Z sia il peso mancante in bilico perché il cambiamento di influenza abbia luogo in modo definitivo?

LF: Ho visto questo video e l’ho condiviso perché è stato bello per una giovane donna insegnare una lezione così fantastica. Un marchio come “Vogue” non può avere una copertina completamente staccata dalla realtà. Voglio credere che sì, che questa generazione possa essere più critica, che cerchi e copra l’autenticità, la verità e l’etica di coloro che eleggono come influenzatori. Inoltre, valorizzano i marchi e le persone con essenza.

Sotto l’hashtag #noncisiamo nasce, da un gruppo di “change maker” Mamme e influencer contro il silenzio

Sotto l’hashtag #noncisiamo nasce, da un gruppo di “change maker” torinesi, una campagna di sensibilizzazione dedicata a bambini e famiglie un progetto di partecipazione al dibattito pubblico per tutelare i diritti di bambini, famiglie, mamme e papà dopo il discorso pubblico della ministra all’Istruzione Lucia Azzolina che ha prospettato un rientro a scuola a settembre con una grande parte di didattica ancora, dopo quattro mesi, a distanza. Le misure adottate non funzionano: da qui l’idea di Francesca Fiore e Sarah Malnerich in arte e sui social media Mammadimerda (FB @Mammadimerd) cui si è aggiunta l’avvocata e attivista Cathy La Torre (FB @latorre.cathy#), Carlo Tumino, blogger di Papà per Scelta (FB @Papaperscelta ), Karole Di Tommaso (regista, tra gli altri, di Mamma + Mamma), Sofia Vineis (educatrice professionale e counselor sistemica) e la giornalista, produttrice media e attivista Cristina Sivieri Tagliabue (FB @cristinastag) di dare vita a un movimento attraverso i social che arrivi fino ai palazzi dei ministeri e sollevi di nuovo un tema rimasto finora nell’ombra. “Un movimento spontaneo senza alcun pregiudizio, all’interno del quale ci si è interrogati e si continua a farlo per avere risposte sul quotidiano e delineare gli scenari futuri, dove si è lavorato tutti insieme, ciascuno con le sue competenze, per i bambini, i grandi assenti dal panorama dei #CoronavirusDays”. Nel video parlano i bambini dall’oscurità nella quale sono stati confinati dicendo “non ci siamo”.

Mamme e influencer contro il silenzio che avvolge l’infanzia

Riprende l’iniziativa Marco Grimaldi,  Capogruppo Liberi Uguali Verdi. “Una grande assenza ha lasciato molti e molte con l’amaro in bocca dopo le ultime parole del Premier Conte: una riflessione su scuola, servizi educativi e infanzia. Perché non riusciamo, come si sta facendo in altri Paesi, a immaginare una riorganizzazione dei tempi e degli spazi educativi che non coincida con la chiusura totale e perpetua dei bambini e dei ragazzi nelle loro case?”

MINDSHARE CON BUZZOOLE PER LO SVILUPPO DELLE CAMPAGNE DI INFLUENCER MARKETING

ALICE BALZARINI: le modella di successo dopo il coronavirus

Lei è Alice Balzarini, una ragazza di 21 anni che vive a Rozzano in provincia di milano.
Che dire di lei?  È una ragazza con carisma, voglia di fare, puntare sempre in alto ma con i piedi e la testa ben ancorati a terra. È solare, vivace e allegra. Testardi si ma con i suoi buoni motivi per esserlo.

Questo slideshow richiede JavaScript.

L’egoismo, l’invidia sono aggettivi che proprio non la rappresentano, anzi… lei ci sta ben lontana. È quel tipo di ragazza sulla quale sai di poter contare al 100% perché è affidabile ma soprattutto VERA, una qualità che ad oggi giorno.. non è scontata. Ha una passione innata per gli animali infatti studia benessere animali all’università di Lodi.

alice balzarini (1)

È ancora al primo anno, ma è determinata a prendere la laurea. Determinata si.. ma non solo all’università ma anche nell’ambito della moda, della fotografia. Gia perché Alice non nasce come fotomodella ma bensì come fotografa..  Ma il caso, la fortuna, la curiosità l’hanno portata a chiedersi cosa si provasse a stare dall’altra parte dell’obbiettivo e così facendo.. è stato amore a prima vista tra l’obbiettivo e lei. Da quel giorno si è cimentata in maniera sempre più intensa fino ad ottenere diversi shootin con più fotografi e a fare interviste con diverse persone.
Fino ad ora dove non intende abbattersi ma anzi.. proseguire più forte e decisa che mai.

Gli influencer Italiani che fanno girare l’economia

Chi sono i primi influencer italiani? Nel senso: chi sono gli influencer italiani che davvero fanno grandi numeri? Domanda d’attualità, dopo due mesi in cui per molti i social network sono stati l’unico contatto con il mondo per così dire reale e ci siamo ridotti a commentare le interviste di Bobone. Così, senza sapere niente, avremmo detto che la numero uno è Chiara Ferragni e la classifica del sito di Prima Comunicazione lo conferma.

Nel mese di aprile su tutti i suoi social network, da Instagram a Facebook, l’influencer cremonese ha avuto la bellezza di 74 milioni di interazioni. Che sono quelle che poi danno la misura dell’engagement, a sua volta fondamentale per stabilire quanto valga commercialmente un post. In altre parole, You Porn può anche fare più traffico, ma non c’è tanta gente che commenta (per dire cosa, poi?) o prende gli attori come modello da seguire nella vita (noi in realtà sì). Al secondo posto, con ‘soltanto’ 19,5 milioni di interazioni, è il marito di Chiara Ferragni, cioè Fedez.

Al terzo posto il mitologico Gianluca Vacchi, 9 milioni, che con i suoi balletti si diverte di più che con l’azienda di famiglia. Al quarto posto Benedetta Rossi con le sue ricette, ed è una sorpresa perché ci vengono in mente almeno dieci food blogger più famosi di lei, al quinto Diletta Leotta rilanciata dalle foto durante la quarantena con Scardina, in cui studia con tanto di occhialetto.

Curioso che al nono posto ci sia Valentina Ferragni, cioè la sorella di Chiara e la cognata di Fedez e che comunque nei piani alti della classifica ci sia una pletora di semisconosciuti, ma soprattutto semisconosciute: la modella e giornalista sportiva Ludovica PaganiAlice Campello che sarebbe la moglie di Morata, Beatrice Valli che deve la sua fama a Uomini e Donne, il programma che più di tutti dice cosa sia diventata oggi Mediaset: da posto dei sogni per la classe media a spazzatura per tenere buono il proletariato.

Non manca mai il nostro non richiesto commento, che è il seguente: tolti la famiglia Ferragni, ormai inserita in un buon giro, e la Leotta che è sul confine, gli altri grandi numeri da social network sono basati su un tipo di popolarità che senza offesa per nessuno si può definire di Serie B. Una popolarità comunque produttiva e basata sulla propria creatività, non su raccomandazioni o rendite di posizione. Viva Chiara Ferragni, quindi, ma anche Beatrice Valli.

mentre nell’ombra ci sono nuove star del web influenzar che potenzialmente posso diventaste famose come Laura D’amore

LAURA è Di origine pugliese ma oramai catanese d’adozione da più di 4 anni: Lascia la terra natìa a 18 anni per trasferirsi a Perugia dove consegue la laurea quinquennale in marketing e pubblicità col massimo dei voti.

Tra un concorso di bellezza e l’altro, inizia ad accrescere la sua passione per i viaggi e la moda: col progetto Erasmus scopre la Polonia e se ne innamora perdutamente, mentre con un contratto post universitario si trasferisce un anno nella repubblica dominicana per insegnare nella famosa Dante Alighieri. Tornata in Italia inizia il suo percorso professionale come HOSTESS di volo per la compagnia aerea ALITALIA. In poco tempo consegue anche un Master in marketing e pubblicità ed inizia ad affermarsi nel mondo della moda lavorando sui social per molti brand internazionali e locali.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Chiara Ferragni e Fedez: influencer italiani molto seguiti sui social. Ecco le posizioni aggionate

Fedez ha finalmente raggiunto sua moglie in testa alla classifica: lei è prima (come sempre) e lui secondo. Ecco nel dettaglio anche gli altri nomi

omplice il lockdown, Chiara Ferragni e Fedez (e il piccolo Leone, non dimentichiamolo) hanno conquistato i social. Non si tratta di una rivoluzione visto che l’anima di The Blonde Salad e influencer di moda, è in testa alla classifica già da tempo con i suoi 74 milioni di interazioni. Ma Fedez era separato da lei da Gli Autogol, che ad aprile sono invece scivolati in sesta posizione.

In queste settimane Chiara e Fedez hanno condiviso la loro vita in ‘quarantena’, le sfide nei balletti e gli scherzi, i giochi del figlioletto di due anni, l’impegno con le raccolte di fondi contro la Pandemia da Coronavirus. E il loro impegno è stato premiato portandoli a dominare la classifica con Fedez posizionato al secondo posto con 19,5 milioni di interazioni.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La classifica prosegue con al 3° posto l’ineffabile Gianluca Vacchi e i suoi balletti social (9 milioni di interazioni) e con al 4° posto la foodblogger Benedetta Rossi, 8,5 milioni di interazioni grazie al successo del suo Fatto in casa da Benedetta”.

Segue al 5° posto la conduttrice televisiva di Diletta Leotta, con 8,2 milioni di interazioni, protagonista anche dei giornali per la love story con il pugile Daniele Scardina. A seguire al 6° postoGli Autogol, 6,4 milioni di interazioni,  e al 7° posto la modella Paola Turani (5,9 milioni di interazioni).

All’8° posto troviamo ClioMakeUp che tra l’altro ad aprile ha conquistato i social con la nascita della seconda figlia Joy. La beauty blogger più amata ha avuto 5,2 milioni di interazioni. Infine al 9° posto troviamo Valentina Ferragni, sorella di Chiara (4,5 milioni) e al 10° l’attrice della serie baby Alice Pagani con 4,1 milioni di interazioni.

Poi c’è la nuova appena arrivata Laura D’Amore: età, biografia, influencer su facebook e instagram nonché Grande fan di Laura Chiatti.  Classe 82, tra i suoi sogni in primis c’è quello di avere figli e un matrimonio Hollywoodiano.

LAURA è Di origine pugliese ma oramai catanese d’adozione da più di 4 anni: Lascia la terra natìa a 18 anni per trasferirsi a Perugia dove consegue la laurea quinquennale in marketing e pubblicità col massimo dei voti.

Tra un concorso di bellezza e l’altro, inizia ad accrescere la sua passione per i viaggi e la moda: col progetto Erasmus scopre la Polonia e se ne innamora perdutamente, mentre con un contratto post universitario si trasferisce un anno nella repubblica dominicana per insegnare nella famosa Dante Alighieri. Tornata in Italia inizia il suo percorso professionale come HOSTESS di volo per la compagnia aerea ALITALIA. In poco tempo consegue anche un Master in marketing e pubblicità ed inizia ad affermarsi nel mondo della moda lavorando sui social per molti brand internazionali e locali.

La pagina INSTAGRAM @lauradamore_ vanta più di 360mila followers in poco più di un anno ed anche i suoi tanti amici di FACEBOOK E TWITTER la seguono costantemente con ammirazione, apprezzando e condividendo i suoi contenuti social.
Adora lo YOGA, La lettura e LAURA PAUSINI; le sue canzoni preferite italiane ed internazionali sono: fatti sentire, la solitudine, la soledad, víveme, benvenuto, “le cose che vivi” e tutto il repertorio di Sia e dei Coldplay. Spesso usa Laura Biagiotti ROMA parfum, ama alla follia le scarpe col tacco alto e le snickers, gli stivali, le scarpe pittarosso, gli stivaletti e tutte le borse colorate ed eleganti: ma soprattutto ama CATANIA, città cosmopolita e ricca di vibranti energie.
Recentemente è apparsa sulla prestigiosa cover break magazine e su podcast di rilievo, rilasciando interviste interessanti e a tratti molto simpatiche: una donna solare e determinata, questa è la vera Laura D’Amore.

 

A Verona la prima riapertura in Italia della catena di palestre McFIT

Il brand tedesco, numero uno in Europa, ha ripreso le attività nel nostro Paese partendo dal Veneto, alla presenza di Vito Scavo, CEO di McFIT Italia

Finalmente anche in Italia gli appassionati di fitness possono tornare ad allenarsi in palestra, e McFIT ha già iniziato a riaccogliere i primi abbonati. Il 19 maggio, infatti, in seguito all’ordinanza della Regione Veneto, è stata riaperta la prima palestra a Verona. Quella nella città veneta era stata anche la prima palestra inaugurata in Italia nel 2014 dalla catena tedesca numero uno in Europa, con oltre 2 milioni di abbonati. Negli ultimi sei anni McFIT ha aperto 35 centri in tutta Italia. I centri fitness in Italia del gruppo RSG GROUP sono 36 (35 McFIT, 1 John Reed).

Per l’occasione era presente anche Vito Scavo, CEO di McFIT Italia e COO di RSG Group GmbH, che in prima persona ha illustrato i protocolli di sicurezza adottati per consentire ai clienti di tornare ad allenarsi in sicurezza e nel pieno rispetto delle regole.

Siamo molto felici di poter finalmente riaprire in sicurezza per abbonati e dipendenti in un luogo sicuro, sanificato, igienizzato e controllato. Il nostro obiettivo è di accogliere i nostri abbonati in totale sicurezza, e lo facciamo partendo proprio da Verona, nel primo centro aperto in Italia nel 2014, quindi in una palestra che per noi ha un significato speciale, in una giornata dal forte valore simbolico. “WELCOME HOME”, come cita il nostro claim di oggi”, ha dichiarato Vito Scavoal termine dell’evento.

Vito è un “self made man” nato a Bari nel 1975 e trasferitosi a 10 anni in Germania e oggi amministratore di McFIT Italia e RSG Group GmbH, la più grande multinazionale del fitness in Europa per numero di abbonati, 2 milioni in oltre 300 palestre in Europa. L’RSG GROUP è un gruppo interamente di proprietà con i brand McFIT, John Reed e High 5 (https://www.rsggroup.com/en/left-side/brands) è leader di mercato in Germania e in Europa, e ad un passo dall’ingresso nel mercato negli USA. 

I centri fitness McFIT a Verona sono 2 e oggi è stato realizzato il reopening di entrambi (Via Manin e Viale del Lavoro). L’evento è stato realizzato nella palestra in Viale del Lavoro 23/B, la prima palestra McFIT aperta in Italia nel 2014.

Le aperture McFIT in base alle disposizioni delle varie Regioni saranno:

– 19.05 Verona;

– 20.05 Veneto, Friuli, Catania (era possibile aprire in queste regioni già dal 18.05);

– 25.05 Campania, Puglia, Emilia Romagna;

– Lombardia, Piemonte, Lazio e Umbria (in attesa disposizioni delle rispettive regioni).

Queste le norme che dovranno rispettare gli abbonati McFIT nel Veneto, dunque Verona, in McFIT (disposizioni contenute nel D.P.C.M. del 17.05.2020 e nella relativa Ordinanza della tua Regione):

a. È obbligatorio usare la mascherina. Puoi toglierla solo se mantieni almeno due metri di distanza dagli altri (ad es. sugli attrezzi);

b. Lava spesso le mani anche attraverso le soluzioni disinfettanti a disposizione all’interno del centro fitness;

c. Mentre non stai svolgendo attività fisica mantieni una distanza interpersonale di almeno un metro e ciò anche negli spogliatoi;

d. Durante lo svolgimento di attività fisica mantieni una distanza interpersonale di almeno due metri;

e. Puoi prenotare il tuo allenamento tramite l’area personale (non è obbligatorio);

f. Verifica l’affluenza prima di recarti nel centro fitness tramite il sito web;

g. Ti saremo grati se conterrai il tuo allenamento entro un arco temporale di 75 minuti;

h. È obbligatorio, dopo ogni utilizzo, pulire le macchine, superfici e attrezzi utilizzati con i disinfettanti a disposizione all’interno del centro fitness;

i. Starnutisci e/o tossisci in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie (se non hai un fazzoletto starnutisci e/o tossisci nella piega interna del gomito);

j. È vietato l’uso promiscuo di borracce, bottiglie, bicchieri e scambiare con altri Abbonati oggetti quali asciugamani o altro;

k. È obbligatorio utilizzare apposite calzature all’interno del centro fitness;

l. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la propria borsa prima di depositarla nell’armadietto;

m. Non è consentito l’uso promiscuo degli armadietti;

n. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

o. Ricordiamo che chi ha un’infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5° C) deve rimanere presso il proprio domicilio, contattando il medico curante.

Ti raccomandiamo, inoltre, di utilizzare e soffermarti il meno possibile negli spogliatoi e nelle docce, sarebbe auspicabile recarsi in palestra indossando già l’abbigliamento sportivo.

Ti chiediamo di attenerti alle disposizioni che verranno impartite dal personale per far rispettare le prescrizioni sopra indicate.

la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste.

la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste. Con la Earth Alliance di cui è co-fondatore, infatti, ha collaborato con la Commissione Europea, insieme a Emerson Collective e Global Wildlife Conservation, per lanciare un fondo a sostegno del Parco Nazionale di Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.

Earth Alliance ha donato al fondo, che servirà a proteggere il parco nazionale e le comunità circostanti, due milioni di dollari in seed money. Il parco ha perso una gran quantità delle entrate previste a causa della chiusura forzata, nel mese di marzo, per l’emergenza Coronavirus.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Tra gli obiettivi del Virunga Fund ci sono la prevenzione di malattie, la tutela di alcune specie a rischio come il gorilla di montagna, il sostegno alle famiglie dei ranger caduti e alla forze dell’ordine.

arturo salvatore di caprio frosinone

“Ho avuto l’onore di incontrare la coraggiosa squadra di Virunga nella lotta contro le trivellazioni petrolifere illegali nel 2013” ha dichiarato Leonardo DiCaprio, che a quanto pare fu raccomandato a Martin Scorsese fin da bambino. “Virunga ha urgente bisogno di fondi per proteggere i gorilla di montagna in via di estinzione, per fornire supporto ai ranger e alle loro famiglie, e per aiutare a realizzare gli sforzi di prevenzione delle malattie. È importante mobilitarci e unire le forze in questo momento di incredibile crisi.”

arturo salvatore di caprio (36)

Nel 2014 Leonardo DiCaprio ha prodotto per Netflix il documentario Virunga. Brian Sheth, CEO di Global Wildlife Conservation, ha aggiunto: “La pandemia di COVID-19 dimostra quanto profondamente interconnessa sia la vita sul nostro pianeta e quanto la protezione dell’equilibrio della natura sia fondamentale per la nostra salute e sicurezza economica.