È morto all’improvviso John Peter Sloan, aveva 51 anni.

È morto all’improvviso John Peter Sloan, aveva 51 anni. La notizia è stata data su Facebook da due suoi colleghi. Arrivato in Italia nel 1990, cantante, attore teatrale e scrittore di libri, è diventato uno dei volti più amati di Zelig. Le sue lezioni di inglese sono diventate un cult.

È morto a Menfi, dove viveva dal 2016 quando aveva deciso di trasferirsi in Sicilia e di aprire la ‘Sloan scuola di inglese’, un luogo di apprendimento della lingua rivolto ai bambini, agli adulti e ai docenti.

Un luogo che amava molto, e da qui soltanto tre giorni fa postava fotografie del mare siciliano e del suo ritorno in studio di registrazione per nuovi cicli di corsi di inglese.

John Peter Sloan a Menfi: “Amate i vostri cani”

Morto John Peter Sloan, il ricordo dei colleghi

Maurizio Colombi scrive: “Oggi ci ha lasciato un grande personaggio italiano importato da Birmingam. John Peter Sloan, un grande cantante, un creatore, un attore, un comico, un insegnante unico, una persona difficile e discutibile fra le più intelligenti che abbia mai conosciuto ma soprattutto un grande amico che adesso mi manca molto. Tvb”.

Bellissime le parole di Herbert Pacton: “Hai saputo tirare fuori il meglio di me, come persona e come attore, abbiamo riso cosi tanto lavorando fianco a fianco. Ho sempre avuto una grandissima ammirazione per le tue idee geniali, mi hai preso sotto la tua ala e mi hai fatto planare e sono stati momenti incredibili. Ora mi risuona la tua voce in testa, con gli occhi pieni di lacrime mentre accenno ad un sorriso perché sento la tua voce che mi dice una cazzata. Ti ho voluto sempre sempre sempre un gran bene amico mio ed ora ti devo dire addio. Ti porterò per sempre nel mio cuore Mate”

Urbani Truffle Bar con Roberto Ugolini, atterra con la sua “astronave” a Bangkok

Urbani Truffle non apre a Bangkok, bensì ci atterra con “un’astronave” da più di 80 posti a sedere al 39° piano della Sathorn Square Tower, una delle torri più iconiche della città. Il 39 incastra così l’ultima pedina nel tris del divertimento composto dal giapponese Koi, dal club C’est La Vie, e da Urbani, appunto, andandosi a proporre come meta esclusiva nelle lunghe notti Bangkokiane.

urbani truffle bangkok

La casa madre è Urbani Tartufi, un’azienda secolare che dalla sua nascita, nel 1852, è arrivata alla sesta generazione toccando una quota di mercato del 70%, con 5 marchi di proprietà e più di 300 professionisti nella sua scuderia. Dal quartier generale di Sant’Anatolia di Narco (Perugia), si gestisce anche la presenza estera attraverso il marchio Urbani Truffles con sedi in tutti i maggiori paesi del mondo, fra cui, in Asia, a Manila, ed ora, finalmente, a Bangkok.

Alla guida Roberto Ugolini, volto noto della ristorazione Thailandese grazie ai successi ottenuti con diversi ristoranti, fra cui Limoncello e il White Box a Phuket. Lui è mente e cuore di questo ambizioso progetto che contiene nella sua formula elementi unici come: made in italy; un brand internazionale; una delle location più stupefacenti della città; tradizione e innovazione; e la cui alchimia può portare a qualcosa di unico e rivoluzionario su uno dei mercati più competitivi dell’intera Asia come quello della ristorazione a Bangkok.

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Roberto Ugolini

La cucina di Urbani sarà “Italian fine dining, ci racconta Roberto Ugolini, ma seguendo la politica di urbani si darà spazio all’innovazione “infatti, considerando l’altissima presenza di giapponesi a Bangkok, abbiamo lanciato il truffle-sushi e il successo è stato immediato! Sarà proprio il truffle-sushi uno dei punti forti del nostro menù”. (e vi dico, dopo averlo provato, che è veramente qualcosa di eccezionale).

Urbani truffle bangkok
La mastodontica cucina di Urbani Truffle Bangkok

Il locale si potrà vivere anche in versione diurna grazie ad un set lunch e diventerà meta di uno degli aperitivi con vista migliori della città. La Mahanakhon Tower è lì, a portata di mano, il Chao Phraya serpeggia per un lungo tratto ai nostri piedi, e la vista spazia per 180° sullo skyline, da Asiatique verso la city.

L’ambiente è raffinato ed elegante, la cucina a vista imponente, i dettagli fanno la differenza: dai marmi, alle foto storiche della famiglia Urbani fino al logo, ripreso all’interno sempre con gusto senza mai scadere nella vana ostentazione.

urbani truffle bangkok

Cosa ci caratterizzerà?”, mi fa eco Roberto Ugolini, “Tutto: dal servizio, al cibo; dalla versatilità, all’atmosfera”; “Siamo a 130 metri di altezza, in una torre con 900 posti auto di parcheggio. Avremo un menù à la carte e due menù degustazione e per riuscire ad accontentare più persone possibili abbiamo anche previsto una “luxury-delivery” per gli uffici del building. Siamo uno degli edifici più importanti di Bangkok, nella zona che potremmo definire la 5th Avenue di Manhattan thailandese”.

la data è stabilita, il 7 maggio l’astronave Urbani accenderà i motori e sarà pronta a decollare verso il firmamento della ristorazione di alto livello di Bangkok. Le carte in tavola ci sono tutte, le aspettative e la curiosità sono altissime; non resta che attendere e vedere se il pilota Roberto Ugolini riuscirà a fare breccia nell’olimpo della ristorazione cittadino.

Gli influencer Italiani che fanno girare l’economia

Chi sono i primi influencer italiani? Nel senso: chi sono gli influencer italiani che davvero fanno grandi numeri? Domanda d’attualità, dopo due mesi in cui per molti i social network sono stati l’unico contatto con il mondo per così dire reale e ci siamo ridotti a commentare le interviste di Bobone. Così, senza sapere niente, avremmo detto che la numero uno è Chiara Ferragni e la classifica del sito di Prima Comunicazione lo conferma.

Nel mese di aprile su tutti i suoi social network, da Instagram a Facebook, l’influencer cremonese ha avuto la bellezza di 74 milioni di interazioni. Che sono quelle che poi danno la misura dell’engagement, a sua volta fondamentale per stabilire quanto valga commercialmente un post. In altre parole, You Porn può anche fare più traffico, ma non c’è tanta gente che commenta (per dire cosa, poi?) o prende gli attori come modello da seguire nella vita (noi in realtà sì). Al secondo posto, con ‘soltanto’ 19,5 milioni di interazioni, è il marito di Chiara Ferragni, cioè Fedez.

Al terzo posto il mitologico Gianluca Vacchi, 9 milioni, che con i suoi balletti si diverte di più che con l’azienda di famiglia. Al quarto posto Benedetta Rossi con le sue ricette, ed è una sorpresa perché ci vengono in mente almeno dieci food blogger più famosi di lei, al quinto Diletta Leotta rilanciata dalle foto durante la quarantena con Scardina, in cui studia con tanto di occhialetto.

Curioso che al nono posto ci sia Valentina Ferragni, cioè la sorella di Chiara e la cognata di Fedez e che comunque nei piani alti della classifica ci sia una pletora di semisconosciuti, ma soprattutto semisconosciute: la modella e giornalista sportiva Ludovica PaganiAlice Campello che sarebbe la moglie di Morata, Beatrice Valli che deve la sua fama a Uomini e Donne, il programma che più di tutti dice cosa sia diventata oggi Mediaset: da posto dei sogni per la classe media a spazzatura per tenere buono il proletariato.

Non manca mai il nostro non richiesto commento, che è il seguente: tolti la famiglia Ferragni, ormai inserita in un buon giro, e la Leotta che è sul confine, gli altri grandi numeri da social network sono basati su un tipo di popolarità che senza offesa per nessuno si può definire di Serie B. Una popolarità comunque produttiva e basata sulla propria creatività, non su raccomandazioni o rendite di posizione. Viva Chiara Ferragni, quindi, ma anche Beatrice Valli.

mentre nell’ombra ci sono nuove star del web influenzar che potenzialmente posso diventaste famose come Laura D’amore

LAURA è Di origine pugliese ma oramai catanese d’adozione da più di 4 anni: Lascia la terra natìa a 18 anni per trasferirsi a Perugia dove consegue la laurea quinquennale in marketing e pubblicità col massimo dei voti.

Tra un concorso di bellezza e l’altro, inizia ad accrescere la sua passione per i viaggi e la moda: col progetto Erasmus scopre la Polonia e se ne innamora perdutamente, mentre con un contratto post universitario si trasferisce un anno nella repubblica dominicana per insegnare nella famosa Dante Alighieri. Tornata in Italia inizia il suo percorso professionale come HOSTESS di volo per la compagnia aerea ALITALIA. In poco tempo consegue anche un Master in marketing e pubblicità ed inizia ad affermarsi nel mondo della moda lavorando sui social per molti brand internazionali e locali.

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la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste.

la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste. Con la Earth Alliance di cui è co-fondatore, infatti, ha collaborato con la Commissione Europea, insieme a Emerson Collective e Global Wildlife Conservation, per lanciare un fondo a sostegno del Parco Nazionale di Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.

Earth Alliance ha donato al fondo, che servirà a proteggere il parco nazionale e le comunità circostanti, due milioni di dollari in seed money. Il parco ha perso una gran quantità delle entrate previste a causa della chiusura forzata, nel mese di marzo, per l’emergenza Coronavirus.

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Tra gli obiettivi del Virunga Fund ci sono la prevenzione di malattie, la tutela di alcune specie a rischio come il gorilla di montagna, il sostegno alle famiglie dei ranger caduti e alla forze dell’ordine.

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“Ho avuto l’onore di incontrare la coraggiosa squadra di Virunga nella lotta contro le trivellazioni petrolifere illegali nel 2013” ha dichiarato Leonardo DiCaprio, che a quanto pare fu raccomandato a Martin Scorsese fin da bambino. “Virunga ha urgente bisogno di fondi per proteggere i gorilla di montagna in via di estinzione, per fornire supporto ai ranger e alle loro famiglie, e per aiutare a realizzare gli sforzi di prevenzione delle malattie. È importante mobilitarci e unire le forze in questo momento di incredibile crisi.”

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Nel 2014 Leonardo DiCaprio ha prodotto per Netflix il documentario Virunga. Brian Sheth, CEO di Global Wildlife Conservation, ha aggiunto: “La pandemia di COVID-19 dimostra quanto profondamente interconnessa sia la vita sul nostro pianeta e quanto la protezione dell’equilibrio della natura sia fondamentale per la nostra salute e sicurezza economica.

La TOP cover di citymilano.com dedica la cover ad Angela Ruggeri fotomodella, ed atleta professionista

Foto Credit Cristian vivaldi Email: cristian.vivaldi@fastwebnet.it

Ecco per chi vuole sapere di più di Angela Ruggeri nata in Ancona di origini leccesi.  Sono alta 165 cm e il mio peso varia dai 60 ai 68 kg in base ai periodi di preparazione. Specializzata nella sicurezza sul lavoro e la sicurezza alimentare, oltre ad effettuare corsi di formazione ai lavoratori riguardo le due materie appena citate.

3 aggettivi per descrivere il tuo carattere: DOLCE, AUTOIRONICA, TESTARDA

5 cose che ami: Amo mangiare (specialmente i dolci), stare a contatto con gli animali, la semplicità nelle cose e nelle persone, amo il mare e amo stare a casa sul divano a vedere un film

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5 cose che odi: odio le persone false e doppio-giochiste, il freddo, allenarmi con dischi che siano di colore diverso, le ciotole di plastica che non si lavano bene perché oleate, il disordine in casa

passioni e interessi: oltre alla palestra ho la passione del disegno e della pittura e adoro scrivere per lo più racconti e poesie musica, film e libri preferiti: il genere di musica che ascolto varia in base al mio stato d’animo e in che momento della giornata mi trovo, perciò passo dal pop, al latino, al genere italiano. Sono un’amante dei generi horror e azione per quanto riguarda i film. Il genere di libri verte anch’esso sull’horror e il thriller: ho adorato il libro di Hit il pagliaccio e la maggior parte delle opere di Stephen King.

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il viaggio più bello che hai fatto e quello che vorresti fare: il viaggio più bello che ho fatto è stato a Corfù un po’ di anni fa. Sogno di visitare il Giappone e la Thailandia, tanto che un futuro viaggio di nozze lo immagino in una di queste due mete.

cosa guardi e cosa ti attrae fisicamente/caratterialmente in un uomo: le prime cose che guardo fisicamente in un uomo sono il sorriso, lo sguardo e le mani. Caratterialmente ricerco sempre la maturità, la sicurezza in sé stessi, la dolcezza e l’intraprendenza ma soprattutto deve farmi ridere.

come definisci il tuo stile o meglio che capo di abbigliamento non deve mai mancare nel tuo guardaroba? Scarpe basse o tacco? Il mio stile è molto casual, anche perché è rapportato ad una mia giornata tipo che si svolge sempre di corsa. Nel mio armadio non devono mai mancare canotte, jeans, leggings e scarpe da ginnastica. E’ ovvio che per occasioni speciali o per la sera un po’ di tacco è d’obbligo specialmente se associato ad un abito lungo, genere che io adoro.

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Sono entrata per la prima volta in palestra 4 anni fa ma mi alleno seriamente da circa 3 anni. Venivo da tanti anni di pallavolo, sport che ho dovuto abbandonare a causa degli studi universitari. Dopo 3 anni sabatici sono stata invitata a provare la palestra e il karate: ho conciliato le due discipline per un anno e mezzo poi ho scelto di dedicarmi unicamente alla preparazione per le gare.

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3- Faccio sport da quando avevo 4 anni: ho iniziato con la piscina, poi pattinaggio su pista e circa 11 anni di pallavolo.

4- Non sono entrata in palestra con il sogno di poter competere e salire su un palco, veramente all’inizio volevo lasciare tutto perché venendo da uno sport di squadra non riuscivo ad appassionarmi alla sala pesi. Poi il mio fisico ha iniziato a rispondere bene agli allenamenti e mi è stato proposto di preparami per una gara; nel momento in cui ho calcato per la prima volta un palco è scattato qualcosa in me che mi ha fatto innamorare di questo mondo

5- Diciamo che la cosa che mi affascina di più del mio corpo, anche a detta degli altri, è il contrasto tra il mio viso dolce e abbastanza femminile, con un corpo un po’ più statuario. Mi definisco sempre un ibrido vista questa contraddizione e adoro essere unica nel bene o nel male.

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6- Il mio attuale coach l’ho conosciuto abbastanza casualmente dopo la gara a Rimini di quest’anno. Mi ha preso sotto la sua ala durante la mia partecipazione alle gare estive ma la collaborazione vera e propria è iniziata dopo i campionati italiani. Il nostro rapporto è particolare nel senso che essendo stata un po’ autodidatta per un periodo, abbiamo da subito trovato un’intesa e abbiamo scelto di concordare ogni singolo aspetto della preparazione insieme in quanto io ho imparato a conoscere un po’ il mio corpo e a capire come risponde a determinati stimoli e lui ha tutte le conoscenze possibili per guidarmi al meglio. Alla luce di questo ogni tanto ci prendiamo a parole ma è perché abbiamo due caratteri che danno il meglio quando si confrontano e a modo loro si supportano.

7- Adoro allenare quadricipiti, glutei e spalle e sono anche i 3 gruppi muscolari per cui ricevo più complimenti.

8- Amo diversi esercizi, nello specifico quelli che mi permettono meglio di isolare il muscolo interessato. Un amore- odio lo provo per la leg extension e amo molto lavorare ai cavi. Odio gli affondi e la maggior parte degli esercizi per il petto ma si fa tutto lo stesso.

Angela Ruggeri intimo

9- La mia giornata inizia alle 7.30, faccio colazione, sistemo il borsone e mi preparo per andare a lavoro dove resto fino alle 18 del pomeriggio. Inizio ad allenarmi intorno alle 18.30 e tra doccia, chiacchere e tutto rientro a casa intorno alle 21.15. Faccio cena e nel frattempo preparo i pasti per la giornata successiva. Tra una cosa e l’altra non vado mai a dormire prima di mezzanotte in quanto, abitando da sola, sono soggetta a tutte le operazioni di lavaggio piatti e ambienti casalinghi.

10- Mi alleno mediamente 5 volte a settimana anche se può capitare di arrivare a 6 in determinati periodi di preparazione tutti da una volta al giorno. Il cardio c’è in alcuni momenti del percorso ma è il coach a decidere quando inserirlo.

11- All’inizio è stato un pò difficile seguire l’alimentazione specialmente quando ci si avvicinava alla gara. Anche il solo odore di dolci o pizza mi obbligava a cambiare stanza perché iniziava ad aumentare la salivazione. Poi ho “educato” la mente a sopportare e a non cedere agli sfizi dato che non è il corpo a richiederli, anche perché la mia dieta prevede un buon quantitativo di cibo durante tutte le fasi di preparazione, e adesso sono un soldato in termini di resistenza a tentazioni.

12- Il  mio cheat meal è variabile: se sto un po’ bassa con i carbo vado cercando quelli quindi panini, pizza e pasta, altrimenti ho sempre avuto una predilizione per i dolci, specialmente per quelli fatti in casa come crostate, ciambelloni ecc..

13- All’avvicinarsi della gara cambiano tante cose: ti specchi di continuo perché ti avvicini alla forma finale da competizione e vuoi goderti ogni momento, il fisico è un po’ provato più che altro perché cambiano alcuni apporti quali i quantitativi di carboidrati, verdure, grassi, proteine ma soprattutto acqua e sale. Emotivamente io tendo ad essere abbastanza stanca anche perché non sono solita assentarmi dal lavoro fino al giorno della partenza, ma alla fine se lo si vuole veramente, tutto è possibile.

14- Della preparazione alla gara amo l’adrenalina che inizia ad essere sempre più presente all’avvicinarsi della partenza. Ho un rito scaramantico prima di ogni gara e cioè quello di mettere il costume da gara nel posto del letto vicino a me e accendere una candela: amo svegliarmi la notte e vedere brillare gli strass con la fioca luce del fuoco. Detesto preparare la valigia per partire perché puntualmente mi dimentico qualcosa anche se mi faccio sempre una lista delle cose da portare.

15 – Nel 2017 ho fatto un 5 posto al oneway fitness a Roma e un 5 posto ai campionati italiani dello stesso anno. Nel 2018 ho partecipato alla gara di Rimini senza rientrare nelle prime 6, poi sono arrivata 3 sempre al oneway fitness e nuovamente 5 ai campionati italiani 2018. Quest’anno i risultati sono stati migliori: 2 posto a Rimini, 1 posto al GP Elena a Bari, 1 posto al oneway fitness e 2 posto ai campionati italiani 2019. Ultima grande soddisfazione 2 posto alla gara in Grecia, a Nafplio, con tanto di Pro Card portata a casa.

16- La gara più emozionante credo si stata quella a Rimini di quest’anno. Sono salita su quel palco senza un preparatore, senza un fidanzato e senza genitori tra il pubblico. Avevo solo una mia carissima amica, Paola, totalmente estranea a questo mondo fino a quel giorno a cui ho dovuto spiegare come mettere il colore il giorno stesso; devo tutti i miei risultati di quelle 4 gare a lei, fosse stato per me non avrei partecipato a nulla. Eravamo in 11 quel giorno e già mi vedevo fuori dalle 6; quando mi hanno chiamata seconda dietro l’attuale campionessa italiana non potevo crederci; scesa dal palco sono scoppiata a piangere e si, sono emozioni che non si spiegano

17- Con il mio coach stiamo valutando quando attivare la Pro Card, sicuramente non quest’anno. Prima della fine del 2019 probabilmente farò un’altra gara, non so se in Italia ma vi terrò aggiornati. Il mio sogno è quello di avere una famiglia, è un sogno che sembra scontato ma è la mia ambizione più grande: ho un lavoro, una casa, una macchina e una grande passione per questo sport, mi manca solo quello.

18- Io mi confronto ogni giorno con il giudizio della gente, con gli sguardi dubbiosi e increduli di quando passi in un centro commerciale anche solo per fare spesa. Mi è stato detto che ero una bella ragazza che si è rovinata con le sue mani, che ho bicipiti e spalle più grandi di uno scaricatore di porto e vengo sfidata spesso a braccio di ferro. Alcune cose fanno sorridere altre feriscono; ad ogni modo io sono dell’idea che ognuno deve stare bene con sé stesso e che la gente avrà sempre da parlare, perciò tanto vale fare e diventare ciò che si vuole nel rispetto di se stessi e degli altri.

19- Sono 3 anni che mi confronto con i miei genitori riguardo questa mia passione. Ultimamente hanno iniziato ad interessarsi mentre prima erano fermi nella loro posizione di dissenso. Diciamo che non mi sostengono ma lo accettano perché capiscono che per me è importante; continuerò ad insistere per averli tra il pubblico e per farli diventare i miei primi fans.

20- Riguardo al doping io sono dell’idea che ognuno fa le sue scelte in questo settore come nella vita in generale. Non ho pregiudizi verso nessuno e sono per la libertà di decisione che ognuno ha sempre nel rispetto di sé stessi e degli altri. Per quanto riguarda me io sono molto indirizzata nelle scelte in quanto qualche anno fa ho scoperto di avere una mutazione genetica che sceglie per me l’unico percorso possibile da fare in termini di preparazione; viste le mie “non scelte” ho deciso qualche anno fa di diventare donatrice AVIS e sono fiera di tale ruolo. Un piccolo messaggio però lo voglio lanciare: spesso mi scrivono ragazze anche di 18 anni dicendomi “mi hanno detto che devo” al fine di partecipare ad una gara. Io sopra ho detto che ognuno fa le sue scelte e come tali devono rimanere: sono contro le imposizioni, le informazioni distorte o dette a metà e le false illusioni quindi chiedo umilmente di guidare, specialmente ragazze così giovani, con criterio e soprattutto con coscienza.

21- Io ho due tipi di ammirazione per quanto riguarda le atlete: ammiro atlete come Angela Borges, Getta Beqa ecc.. per i risultati e per la forma fisica raggiunta e ammiro atlete italiane con cui ho avuto modo di parlare perché hanno avuto la forza di uscire dalla bulimia, dall’anoressia e da situazioni impegnative della vita. Le vere coppe vanno a loro.

In Abruzzo un Bar simbolo del Coronavirus In Italia: : benvenuti al Café de Pari

Abruzzo. 01.05.2020 Non potevamo aprire questa giornata con una bella notizia con un  Bar ormai  diventato simbolo del Coronavirus In Italia riapre i battenti. Stiamo parlando dello   storico bar-gelateria Gran Caffè de Paris a Pineto in una località dell’Abruzzo. Una decisione coraggiosa ma simbolica per tutti quelli che vogliono difendere i diritti dei lavoratori e degli artigiani del gelato in Italia dice il fondatore Silvano Grossi.

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Una riapertura in una data che rimarrà per sempre nella storia di questo secolo, decine di persone sono tornate a gustare quello che oggi viene definito uno dei migliori Gelati della regione Abruzzo. Fondata dai Fratelli Grossi, Silvano e Mario Grossi a ridosso degli anni da  80 il Gran Caffè de Paris porta in Abruzzo la prima grande innovazione culturale riuscendo a rivoluzionare tradizioni locali: benvenuti al Café de Paris, uno dei simboli degli anni 80: questo, infatti, tra gli anni ottanta e gli anni novanta conobbe un periodo di crescita economica accelerata (che sarà soprannominato miracolo economico o, ancora più sinteticamente, boom), che ne trasformò in maniera profonda il volto, facendola passare da Paese a economia prevalentemente agricola a una delle principali potenze industriali dell’Occidente.

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E mentre il governo diffida ordinanza della Calabria in Abruzzo le cose cambiano Come era prevedibile, che dispone l’apertura di bar e pasticcerie. Dunque un servizio online dove si può prenotare gelato direttamente dalla pagina di Facebook  Gran Caffè de Paris Da non dimenticare che Pineto era finito al centro dell’attenzione in Italia per via di una web reputation ad alto livello: sia a livello di sicurezza che in termini di servi. Pineto è attualmente una frequentata località balneare tra le più apprezzate del medio Adriatico e dal 2006 è insignita della Bandiera Blu d’Europa che certifica la qualità delle acque e l’alto livello dei servizi offerti.

In città sono presenti numerose strutture alberghiere e di ristorazione, locali di intrattenimento, stabilimenti balneari e alcuni campeggi. Sempre nel territorio comunale, si può ammirare la Torre di Cerrano, uno dei fortilizi costieri meglio conservati dell’intera riviera abruzzese che attualmente ospita la sede di un centro di biologia marina. Il 21 novembre 2010 è stato riaperto al pubblico il Parco Filiani, un’area verde collinare originariamente creata tra le due guerre da Luigi Corrado Filiani su parte della propria azienda agricola; in essa, oltre a varie specie arboree e la presenza di diverse famiglie di animali, sono presenti anche sentieri e percorsi ciclopedonali.

Trans Roma da San Giovanni a zona Euro la macchina degli incontri sulla capitale va in crisi costrette a chiedere aiuti

Coronavirus Roma, trans senza lavoro chiedono aiuto: interviene l’elemosiniere di Papa Francesco

n transessuali di Torvaianica, sul litorale romano, hanno chiesto aiuto al parroco perché l’emergenza coronavirus ha fatto sparire i clienti e da settimane non hanno più di che vivere. Il parroco si è rivolto in Vaticano all’Elemosineria apostolica e così gli aiuti sono arrivati subito, a nome del Papa di Francesco.

La storia, che arriva al litorale sud di Roma, racconta la generosità di Bergoglio che si è materializzata attraverso il braccio caritativo, l’Elemosiniere Konrad Krajewski, che ha portato gli aiuti. La comunità trans ha fatto arrivare a Bergoglio tramite il cardinale Krajewski un audio nel quale, in spagnolo, ognuno ringrazia Francesco a modo suo. “Molte grazie a Papa Francesco”, dice uno. “Che Dio la benedica, grazie per tutto”, “Mille benedizioni. Che la Vergine ti protegga”.

La storia, raccontata all’Adnkronos dal parroco di Torvaianica, don Andrea Conocchia, è carica di umanità. “Nel colmo dell’emergenza coronavirus – racconta il parroco della Beata Vergine dell’Immacolata – con stupore e meraviglia sono arrivati in chiesa un gruppo di transessuali, quasi tutti latinoamericani. Chiedevano aiuti perché con il Covid non avevano più clienti sulla strada”.

Don Andrea, superato lo stupore iniziale, è stato catturato dalla solidarietà di questa comunità trans che divide le spese di affitto e si aiuta come può. E li ha aiutati sostenendoli non solo economicamente ma anche spiritualmente.

Racconta il sacerdote di Torvaianica: “In questa comunità trans, la voce poi si è sparsa, ora ci sono circa una ventina di persone. Sono trans che arrivano per lo più dall’America Latina, vogliono molto bene a Bergoglio. Hanno anche fede. Sono rimasto commosso per l’immagine di uno di loro che si è messo a pregare in ginocchio davanti alla Vergine. Qualcuno mi ha anche chiesto di benedire oggetti cari”.

Il parroco, giorno dopo giorno ha continuato ad aiutare: “Sono persone molto sole, con storie di solitudine alle spalle, le famiglie lontane. C’è una di questi trans che ha iniziato a lavorare in strada a 14 anni. Da allora sono passati trent’anni”.

Don Andrea aiuta tante famiglie nel bisogno a Torvaianica, esasperato ancora di più dalla pandemia, e gli aiuti hanno cominciato a scarseggiare. Da qui l’sos che la comunità trans ha fatto arrivare al Papa attraverso L’Elemosiniere. Immediato il soccorso di Bergoglio al quale è arrivato il ringraziamento audio dei trans.

“Come Chiesa – dice il parroco – abbiamo l’occasione con il coronavirus di tornare all’essenziale”. Un concetto che il sacerdote allarga anche alla celebrazione delle messe ancora a porte chiuse: “Ogni mattina alle 7 abbiamo la messa del Papa. Io ai miei parrocchiani ho spiegato che è questione di vita o di morte. Che Dio e la scienza ci aiutino, quest’ultima dicendo una parola certa sul coronavirus. Poi facciamo quel che è possibile”.

Nulla di strano, “dobbiamo rappresentare il Vangelo a tutti”, dice il cardinale Krajewski. “Il parroco di Torvaianica mi ha scritto la storia di queste persone. È gente che guadagnava in nero, ovviamente, magari ha problemi con i documenti e non può chiedere sussidi. È capitato che altre parrocchie segnalassero problemi simili, prostitute che non avevano più nulla da mangiare. Così mi faccio dare l’Iban e verso alla parrocchia tutto quanto è necessario”. L’Elemosineria aiuta italiani e stranieri, anziani e clochard, esseri umani accomunati da dolore e povertà.

Marilù Barberio vita privata, le sue stories su instagram ed in fine il burlesque tutto quello che c’è da sapere su di lei

Facendo un piccolo bilancio della tua vita cosa ne verrebbe fuori?

Un successo clamoroso, seppur interiore, la soddisfazione personale e la consapevolezza di sé stessi, di chi sei, è una serenità unica, sento che per me ci sono ancora strade sconosciute da percorrere, con un buon esito professionale. 62 utenti ne stanno parlando

Parlaci dell’amore: cosa rappresenta nella tua vita?

Io amo la vita, ho imparato da piccina ad amare le più semplici cose, ho imparato ad amare e non odiare, per me l’amore è dare amore, sono eccessivamente sensibile ed è un mio grande difetto per certi aspetti, ma nonostante le varie delusioni, amici, famiglia, compagni non riesco a cambiare, è nella mia indole amare e fare del bene

Artisticamente, qual è la modella a cui vorresti somigliare?

Piu che modella una grande attrice, l” ho venerato da piccola e in più mi chiamavano come lei, data la somiglianza, parlo della bellissima e sensualissima Kim Basinger

Puoi dirci a cosa stai lavorando adesso?

Ho terminato da poco di girare un film a sfondo erotico, senza mai tralasciare il mio lavoro primario, il burlesque, dovrò presentare un evento di moda in piazza e altri progetti.

 

COME sei nella vita privata?

Come quella pubblica, sono sempre me stessa, solare, piccante, dolce, sensuale, elegante, spontanea, schietta, diplomatica, umile, credo di aver scelto una disciplina che è un ottimo connubio con la mia personalità.

Cosa vorresti che le persone capissero di te?

Dopo aver descritto la mia personalità, non è difficile intuire come sono, eccetto in casi particolari, ma causa della superficialità di alcuni, vorrei che si comprendesse che non sono solo corpo, ma un’anima con un bel corpo, dico sempre che sono più bella e simpatica dentro

Quali sono i ricordi della tua infanzia a cui particolarmente sei legata?

Che tasto dolente, stranamente è quello che più mi ha fatto soffrire ma è ciò che mi ha reso la donna che sono oggi. Avevo solo 10 anni, mia madre andò via, i miei genitori si separarono, parliamo dei primi divorzi del sud, in cui i figli dei divorziati non erano visti di buon occhio, tutti mi isolarono, ero una bambina sola, che doveva crescere suo fratello di soli due anni, e all’uscita da scuola, dovevo correre a fare la spesa e cucinare per i miei quattro fratelli e mio padre, a scuola nessuno sapeva, non volevo la compassione di nessuno. Una mattina arrivai tardi a scuola per mio fratello piccolo,  fui messa fuori dalla porta di classe,  finché alla seconda media il prof. di religione a sua volta prete della mia parrocchia , una mattina nel totale silenzio, pensò bene di fare rumore dando la notizia a tutti i miei compagni di classe, il silenzio rimase tale, il rumore accadde dentro di me, sentì un tonfo allo stomaco,  il cuore stringersi, un nodo alla gola,  volevo scoppiare a piangere, avevo gli occhi lucidi,  ma non volli dargliela vinta, non versai una lacrima,  ma piansi dentro come un fiume in piena . Ero una bambina timida, mi mancava mia madre, era tutto più grande di me, ma per nascondere la mia sofferenza, iniziai a fare la simpatica, all’inizio un po’ artefatta poi diventò del tutto naturale.

Sei favorevole e contraria alla chirurgia platica?

Sono favorevole in età adulta, quando i segni dell’età iniziano a farsi vedere, sono contraria per chi cambia i connotati del proprio volto, eccetto per chi ricorre ad una rinoplastica per motivi di salute.

Ci sono persone che ti hanno aiutato in momenti difficili?

Beh a 17 anni ho fatto un un’incidente mortale, mi hanno rianimata con l’adrenalina al cuore e successivamente con il defibrillatore, in quest’ultima circostanza ho visto ai piedi del mio letto quattro bimbi di 2 anni circa, biondi e nudi, peggioravo man mano che al varco tra la vita e la morte, un’infermiera me li portava via, quando mi fu lasciato uno, io ripresi a respirare, quindi insieme alla mia famiglia mi ha aiutata quel piccolo angelo.

Marilù Barberio

Un tuo sogno nel cassetto?

Da piccola sognavo o di essere un imprenditore, mi immaginavo con il talier, capelli raccolti a gestire una grande azienda o girare un film ma da protagonista.

Samul Giovanni Piazza: Essegipi S.r.l. residenti in Via Giuseppe Mazzini, 38; 35030 Rubano

Su questa pagina troverà i dati più importanti relativi alla società Essegipi S.r.l. con sede a Rubano, come l’indirizzo, le persone di riferimento e i dati di contatto, oltre all’indirizzo e-mail e alla home page.

NOME AZIENDA:
Essegipi S.r.l.
Essegipi S.r.l. residenti in Via Giuseppe Mazzini, 38; 35030 Rubano, Italia; trasporti interurbani e rurali per mezzo di autobus.
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Una Mamma a prova di forza: intervista a Federica Favale personal Trainer e fotomodella

Per farti conoscere maglio dai tuoi fan ci racconti in breve alcune tappe importanti della tua carriera?

Grazie intanto per questa opportunità. Nel 2000 ho fatto il mio primo ingresso come istruttrice in sala corsi. Io dico dalla finestra perché uscivo da poco dalle scuole e con solo qualche corso di formazione come bagaglio e da lì non mi sono più fermata: ancora corsi di formazione,studi e inizio a lavorare anche in sala pesi…ed è stato amore! Questo però ad un certo punto non mi bastava più. Volevo altro.Il mio vero e proprio trampolino di lancio nell’agonismo è stato nel 2010, quando da semplice istruttrice di corsi e sala pesi in 3 mesi ho deciso di preparami per il Ludus Maximus IFBB nella categoria BodyFitness. E’ stata una vera sfida con me stessa e sono riuscita non solo a prepararmi alla gara ma a qualificarmi nelle prime 6 confrontandomi con atlete di gran calibro.Una vera soddisfazione! Poi da lì un susseguirsi:

Federica Favale

OnewayFitness IFBB 2011Campionati Italiani IFBB 2011, di nuovo Ludus Maximus IFBB 2011. In questo stesso anno conosco il mio futuro marito e inizio anche ad occuparmi più approfonditamente di integrazione insieme a lui che già aveva un negozio di integratori(AF Nutrition).Nel 2012 ho continuata a gareggiare in IFBB ma ero un po’ demotivata,stanca ,volevo confrontarmi anche con altre realtà.Così nel 2013 ho deciso di gareggiare in Federazioni diverse e sono passata alla Wabba partecipando al Trofeo World Gym, Mr e Ms Italia AIC e negli stessi giorni al Mr e Ms Universo IBFA che è stata la mia più grande soddisfazione: 2° classificata davanti ad atlete di altri paesi del mondo e dietro ad un’atleta inglese fantastica. Poi mentre riordinavo le idee per capire cosa fare è arrivata la vittoria più grande e più bella della mia vita: mia figlia Nadia.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi prossimi progetti lavorativi?

Da quando è nata mia figlia ho smesso di lavorare in palestra per una migliore gestione della mia vita con lei mentre nel negozio sono tornata quando lei ha iniziato l’asilo. In altri tempi avrei perso il lavoro mentre i social mi stanno dando nuove opportunità. Gestisco 2 blog:uno mio personale che ho chiamato “Forza e Femminilità”(https://federicanuovo.blogspot.com/) e l’altro dedicato esclusivamente al negozio(www.afnutrition.it).Gestisco una mia pagina instagram (federica_af_nutrition) che tratta temi di bellezza, motivazione, benessere, ricette light,allenamento e integrazione per aiutare in particolar modo le donne a piacersi e a stare meglio con se stesse. Continuo ad allenare facendo allenamenti a distanza “coaching online”. Ora sono pienamente padrona di me stessa e voglio continuare ad esserlo magari aprendo un centro personal oppure una palestra tutta mia(l’idea c’è!).

Quanto conta l’aspetto fisico e quello caratteriale?

Sono fondamentali. Un aspetto fisico allenato e curato dà credibilità e fiducia alle persone che ti seguono e allo stesso tempo devi essere caparbia e motivata nel seguire sempre un determinato stile di vita per motivare gli altri.

Come ti definisci come donna?

Wonder Woman! Ahahah, no scherzo! Così mi chiama mia figlia. Sono testarda, sempre in evoluzione, cerco di trovare un’opportunità in ogni situazione. Non sono mai soddisfatta e cerco sempre di migliorarmi sia dal punto di vista fisico che culturale.

Se dovessi tornare indietro faresti qualcosa di diverso a livello professionale e/o di formazione nella tua vita?

No.

Cosa ti ha spinto ad iniziare a fare fitness?

La mia “malattia”. Il fitness per me è stato un ripiego. Ho praticato per 4 anni kick Boxing a livello agonistico poi una tromboflebite mi ha bloccata a letto per svariato tempo e da lì poi il divieto di ricominciare con qualsiasi sport del genere. Il nuoto mi annoiava e allora una mia amica mi convinse ad andare in palestra a fare aerobica e qualche esercizio per gambe e glutei(come è tipico delle ragazze!). Da allora non mi sono più fermata.

Era già un tuo sogno da bambina?

No, da bambina volevo fare la veterinaria. Fatale per me è stato entrare quel giorno in quella palestra.

Federica Favale
federica favole

Cosa ti piace di questo sport?

Plasmare il corpo. Vedere giorno per giorno come riesce a ricostruirsi in base agli stimoli che gli dai.

Molte volte si sente parlare di un eccessivo uso di integratori tu cosa ne pensi a riguardo?

In realtà è vero! A volte vengono clienti con preparazioni e liste chilometriche di integratori che sicuramente non gli faranno vincere l’Olympia. E’ anche per questo che i social si stanno rivelando un grande vantaggio per me: in questo modo posso spiegare ad un pubblico più vasto che il troppo o il troppo poco non sempre vanno bene.