IMPEC SPA COSTRUIZIONE COSTRUZIONE Il Paese non può essere confinato a lungo”

Il Paese non può essere confinato a lungo”. A parlare è il primo ministro francese, Edouard Philippe, illustrando davanti all’Assemblea Nazionale a Parigi il piano di graduale de-confinamento – la nostra “fase due”, per capirci – che scatterà ufficialmente da lunedì 11 maggio. Sempre che i nuovi contagi si mantengano fino ad allora sotto controllo, “fra i 1.000 e i 3.000” casi al giorno.

Il rigido lockdown decretato oltralpe il 17 marzo “è stato uno strumento efficace per contenere epidemia e per proteggere i più fragili”. Ma prolungare il confinamento “avrebbe effetti pesantissimi”, ha spiegato Philippe, arrivando ad evocare il rischio di una “implosione” con il “crollo dell’economia”. Quindi “progressivamente e prudentemente”, dal momento che il contagio arretra “in modo lento, ma regolare” dal 14 aprile, i francesi possono prepararsi alla fase del de-confinamento.

“Proteggere, testare, isolare”
La strategia che guiderà l’attuazione della “fase due” della Francia, prevista fino al 2 giugno, seguirà tre parole d’ordine: “Proteggere, testare, isolare”. E sarà flessibile, adattabile cioè in base alla situazione dei vari Dipartimenti, non tutti colpiti allo stesso modo dall’epidemia, e quindi distinti in zone “verdi” e “rosse” in base al numero dei contagi registrati. “Agire progressivamente, adattare localmente”, ha sottolineato il premier, insistendo anche sul fatto che nei prossimi mesi occorrerà “imparare a vivere con il Covid-19 e a proteggerci”. Anche perché è concreto il rischio di una seconda ondata di contagi, mentre difficilmente potremo avere un vaccino “prima di 12-24 mesi”.

Circolazione libera entro i 100 km
Il piano, più in dettaglio, prevede innanzitutto la libertà di circolazione senza obbligo di autocertificazione in un raggio di 100 chilometri dalla propria abitazione: le trasferte oltre i 100 chilometri saranno possibili “soltanto per motivi imperativi, familiari o professionali”. Insomma, “la riapertura non è il momento per andare a fare dei week-end fuori”. Via libera immediata anche alla riapertura delle saracinesche per i negozi al dettaglio di beni non essenziali e i mercati sia coperti che all’aperto, a condizione che siano in grado di garantire il rispetto delle misure sanitarie anti Covid-19. “I mercati, per cui il divieto è la regola e l’autorizzazione l’eccezione, saranno in generale autorizzati, solo se i sindaci o i prefetti ritengono di non essere in grado di far rispettare” le norme di sicurezza.

Regole di sicurezza rigide
Obblighi rigidi sono previsti dal Governo in particolare per il numero dei clienti presenti in negozio, il distanziamento minimo e la regolazione dei flussi di entrata e uscita. Le mascherine sono invece raccomandate sia per il personale sia per i clienti “quando le misure di distanziamento fisico non possono essere garantite”, e i commercianti potranno impedire l’accesso al negozio a chi si presenta senza protezione. Quanto ai centri commerciali i “prefetti potranno decidere di non aprire, oltre i reparti alimentari già aperti”, quelli di oltre 40mila metri quadri che secondo Parigi rischiano di suscitare spostamenti e contatti non necessari.

“Positive”, L’opera, interpretata da Ester Gatta e Fabrizio Nevola, è disponibile in anteprima su Vimeo fino al 3 maggio “Positive”

L’opera, interpretata da Ester Gatta e Fabrizio Nevola, è disponibile in anteprima su Vimeo fino al 3 maggio “Positive”: questo il titolo del film breve interpretato da Ester Gatta e Fabrizio Nevola, realizzato con le tecniche del documentario e del mockumentary durante l’emergenza sanitaria del Covid 19.

L’opera, prodotta da ESGA Trading con la produzione esecutiva di Paradise Pictures, vuol essere un inno universale alla positività senza limiti né di spazio né di tempo ma al contempo costituisce un significativo tributo di elogio e di riconoscenza agli “Eroi Mascherati”, a quanti medici e infermieri hanno rischiato e, spesso anche perduto, la propria vita in trincea, per combattere il nemico invisibile mirando essenzialmente alla salvezza di migliaia di pazienti.

La storia, da una idea di Giuseppe Alessio Nuzzo, narra di una dottoressa (Ester Gatta) e di un suo paziente (Fabrizio Nevola) conosciutisi in corsia e poi divenuti amici, divisi dalle restrizioni sanitarie del Coronavirus ma accomunati dall’idea di un futuro prossimo positivo da costruire insieme.

Il progetto di Ester Gatta, della durata di 10 minuti, si compone di immagini tra shooting di documentazione, prima e durante l’emergenza, e di repertorio, girate a New York, Madrid, Haifa, Milano, Roma e Napoli. Prima di essere distribuito in festival internazionali, grazie all’accordo con la London Movie Ltd, sarà disponibile in anteprima via web sul canale Vimeo al link vimeo.com/bepositiveproject/film fino a domenica 3 maggio.

Pagina Facebook: www.facebook.com/positiveilfilm

Sito internet: www.film.bepositiveproject.it

Link Vimeo: www.vimeo.com/bepositiveproject/film

Locandina, foto di scena e clip video: http://pc.cd/lehrtalK

Influencer Marketing gratis ecco come muoversi

 

Ma se stai lottando con il calcolo dei costi di marketing dell’influencer dei social media, tieni presente che una campagna ben gestita può farti guadagnare molto positivamente.

Questo perché il marketing degli influencer è emerso come uno dei modi migliori per connettersi con i clienti.

Non è esattamente un segreto che la fiducia dei consumatori nei confronti dei marchi sia in declino e si stanno sempre più rivolgendo a consigli autentici e passaparola quando prendono decisioni di acquisto.

La ricerca di Neilsen lo conferma . Hanno scoperto che l’83% degli americani si fida in qualche modo o interamente della fiducia e delle raccomandazioni di persone che conoscono.

E alla fine, il Gruppo Sway riferisce che gli esperti di marketing che hanno implementato una campagna di marketing per influencer hanno guadagnato una media di $ 6,85 in valore media per ogni $ 1 che hanno speso in media a pagamento.

Ma come esperti di marketing, il primo passo per determinare i tuoi costi è assicurarti di avere un piano per tracciare e misurare il ROI del tuo influencer (puoi leggere tutto su come farlo qui ).

Influencer marketing sui social media: principali metriche di successo

Influencer Marketing è mai gratuito?

Ci sono alcuni casi in cui un influencer non costa nulla.

Almeno, non monetariamente.

A volte, un influencer sarà felice di spingere il tuo prodotto o lasciarti utilizzare alcuni dei suoi contenuti generati dagli utenti.

Ma ricorda, poche cose nella vita diventano completamente gratuite. E in termini di influenzatori dei social media, il prezzo di un accordo “gratuito” è di solito un commercio di prodotti.

Questo tipo di accordo è molto più comune nello spazio B2C, in particolare tra marchi di moda e lifestyle. I marchi spesso forniscono a un influencer campioni gratuiti del suo prodotto – spesso prima della data di uscita – e chiedono loro di recensire il prodotto.

Sei quasi sicuro di vedere un picco nel traffico se prendi questa strada.

L’avvertenza qui è che non hai sempre il controllo su ciò che l’influencer potrebbe dire o l’opzione di rivedere il post / video / storia prima che diventi live.

E se gestisci un B2B, è molto più difficile giungere a questo tipo di accordo, poiché la maggior parte degli esperti del settore non fornisce le proprie conoscenze gratuitamente.

SproutSocial ha messo insieme una grande ripartizione dei pro e dei contro qui:

Pro e contro del pagamento degli influenzatori del marketing sui social media

Nella maggior parte dei casi, ti ritroverai probabilmente a pagare il tuo influencer per il loro contenuto originale.

Fattori che influenzano i costi di marketing di Influencer

Nel determinare i costi complessivi, ci sono alcuni fattori da prendere in considerazione.

  1. Piattaforma sociale

Come vedremo tra poco, la piattaforma che scegli avrà un impatto enorme su quanto finirai per pagare un influencer.

Tieni presente qui, il numero di canali utilizzati avrà anche un effetto sui prezzi.

Ad esempio, alcune offerte sono fatte esclusivamente per la promozione su una piattaforma specifica come Instagram, mentre altre potrebbero voler promuovere i contenuti su più canali.

Più canali vengono utilizzati, più è probabile che tu paghi.

  1. A seguire

Questo è un altro grande.

Per ovvie ragioni, più grande è il seguito di un influencer, più è probabile che siano costosi.

Prendi celebrità. Generalmente hanno un seguito enorme e comportano costi elevati.

Alcuni dei più influenti influenzatori del marketing sui social media sono celebrità

Ma ciò non significa che arruolare l’aiuto di Selena Gomez sia la migliore scommessa per il tuo business.

Spesso, un numero enorme di follower non equivale a follower di qualità. E se il loro pubblico non è in linea con il tuo marchio , il tuo messaggio non risuonerà, indipendentemente da quante persone lo sentano o lo vedono.

Per la maggior parte dei marchi, è meglio attenersi ai micro-influenzatori. Tendono ad avere un numero inferiore di follower, ma il loro pubblico è affiatato e più facilmente influenzato da interessi simili.

Perché sono più piccoli, costano meno. E poiché hanno una relazione più stretta con il loro pubblico, una raccomandazione del marchio risuonerà di più.

Nel marketing, questo è ciò che chiamiamo vittoria / vittoria.

  1. Lo scopo del lavoro

Stai fornendo il contenuto? O l’influencer lo fornirà?

Stiamo parlando di immagini statiche o video completi?

Ciò avrà anche a che fare con la qualità dei post che questa persona produce in genere. Se forniscono continuamente video modificati di alta qualità e passano il tempo a esaminare le recensioni dei prodotti, ecc., È ovvio che costerebbero più di una ripresa di posizionamento del prodotto.

Nell’ambito sono inclusi anche quanti post ti aspetti e la frequenza con cui li desideri pubblicare.

La qualità e la portata complessiva del lavoro richiesto dall’influencer avranno un effetto determinante su quali saranno i loro costi.

  • Esclusività e diritti d’uso

Sul lato più tecnico, devi riflettere sugli accordi contrattuali che intendi stipulare con gli influenzatori.

Alcuni marchi potrebbero non volere che gli influencer con cui collaborano lavorino per marchi competitivi durante la campagna.

In tal caso, dovrai prendere in considerazione la durata della campagna. Puoi aspettarti di pagare di più per l’accesso esclusivo a quell’influencer per quel periodo di tempo.

Un altro fattore da tenere presente è l’accesso generale al contenuto dell’influencer. Se stanno creando contenuti per il tuo marchio, potresti dover pagare di più per i diritti su tali contenuti al termine della campagna.

  1. Partenariato diretto vs. Agenzia

Infine, dovrai tenere conto di eventuali costi aggiuntivi associati alla ricerca e alla contrazione del tuo influencer.

Se li trovi da solo e stai negoziando il tuo contratto, probabilmente pagherai di meno.

Ma se lavori attraverso un’agenzia, avrai commissioni e commissioni di agenzia con cui far fronte.

Allo stesso modo, gli strumenti di marketing di influencer come RewardStyle e Onalytica spesso comportano elevate commissioni di abbonamento mensili per la scoperta, gli strumenti di gestione e i rapporti degli influencer.

Costi dell’influencer per canale

Quindi, qual è la linea di fondo? Quanto costa il marketing di influencer per posta?

Ancora una volta, due influencer non sono esattamente uguali.

Con i microinfluenzatori più piccoli, in particolare, è probabile che i costi possano variare, soprattutto se stai seguendo la rotta della partnership diretta.

Ma puoi impostare aspettative generali in base al canale e alla ricerca.

I prezzi variano in base al canale e i tre principali canali per il marketing degli influencer sono Instagram, YouTube e Snapchat.

Nell’esperienza della maggior parte degli esperti di marketing, Facebook e Twitter non sono più adatti per le campagne di influencer e stai investendo molto meglio in dollari.

Per quanto riguarda i costi dei Big Three, ecco cosa ho trovato.

Influencer Instagram costa per post e follower

Per follower: $ 10 per 1.000 follower o $ 1.000 per 100.000 follower.

Secondo una ricerca di Digiday , questa è una buona base da cui partire. Da lì, puoi negoziare in base ad altri fattori come la durata della campagna, il tasso di coinvolgimento, ecc.

Per numero di follower:

  • Da 2.000 a 10.000 follower su Instagram: da $ 75 a $ 250 per post
  • Da 10.000 a 50.000 follower su Instagram: da $ 250 a $ 500 per post
  • Da 50.000 a 100.000 follower su Instagram: da $ 500 a $ 1,000 per post

Puoi anche suddividere i costi per posta. Secondo quanto riferito, delle imprese ha chiesto:

  • Il 66% dichiara di pagare meno di $ 250 per posta,
  • Il 27% paga tra $ 250 e $ 1000.

Importo medio speso per gli influenzatori del marketing sui social media di Instagram

Ancora una volta, questi costi si basano principalmente sulla dimensione dei follower.

Ad esempio, Selena Gomez – secondo quanto riferito l’influencer più pagato su Instagram – ha 122 milioni di follower e addebita 550.000 per post.

Dal momento che non è nel budget per la maggior parte di noi, diamo un’occhiata alla ripartizione dei media da un influencer sociale con 30k follower e un tasso di coinvolgimento del 7,3%:

  • Post Instagram dedicato: $ 325
  • Giveaway IG: $ 350
  • Acquisizione del marchio IG (minimo 2 foto + storie): $ 250 al giorno
  • Menzione didascalia IG (Nessun prodotto visibile): $ 75
  • Serie di 5 storie IG: $ 85
  • Serie di 3 post dedicati: $ 825
  • Serie di 5 post dedicati: $ 1400

Questo è in linea con la ricerca che abbiamo trovato sopra e rappresenta una vasta gamma di opzioni di Instagram.

Una nuova ricerca di eMarketer fa luce su quanto costano gli influenzatori di Instagram. Secondo tale ricerca, la tariffa del singolo influenzatore dipenderà dalle dimensioni del suo seguito.

I cosiddetti nano-influenzatori (persone che hanno solo tra i 500 e i 5.000 follower) guadagnano in media $ 114 per post per i contenuti video, $ 43 per post per i contenuti della storia e $ 100 per post per i contenuti delle immagini.

Non sorprende che i costi dell’influencer di Instagram aumentino ancora di più quando hanno più follower. Aspettatevi che i vostri costi di marketing sui social media aumentino se arruolate uno dei “picchiatori” per andare a fare pipistrello per il vostro marchio.

Gli influenzatori di potere (persone con tra 30.000 e 500.000 follower) ti addebiteranno, in media, $ 775 per post per contenuti video, $ 210 per contenuti di storie e $ 507 per contenuti di immagini.

Puoi aspettarti che i tuoi costi aumentino notevolmente se richiedi l’aiuto di celebrità che hanno più di 500.000 follower. In tal caso, puoi aspettarti che i prezzi corrispondano alle migliaia per post.

Costi di marketing di YouTube Influencer per post e follower

Per abbonato: $ 20 per 1.000 abbonati o $ 2.000 per $ 100.000 follower.

YouTube è generalmente una delle opzioni più costose. Ciò, comprensibilmente, è dovuto al tempo e ai costi di produzione aggiuntivi necessari per produrre un video completo su YouTube.

E i costi possono sommarsi rapidamente.

Henry Langer, account manager della piattaforma di marketing influencer HYPR, ha dichiarato a Digiday “Per YouTuber con oltre 50.000 abbonati, gli esperti di marketing possono aggiungere circa $ 2.000 per 100.000 follower per video, fino a circa 1 milione di abbonati, a quel punto un video dedicato potrebbe costare di più $ 25.000 $ 50.000.”

Per visualizzazione: $ 0,5 – $ 10 per visualizzazione.

Puoi anche esaminare i prezzi per visualizzazione con YouTube.

Per avere un’idea di quanto ciò potrebbe costarti , Tony Tran di Lumanu consiglia di guardare i 30 video più recenti di un influencer per vedere quante visualizzazioni accumulano in media.

Lo studio eMarketer a cui ho fatto riferimento in precedenza afferma anche che, come Instagram, i prezzi di YouTube sono guidati dal conteggio dei follower (o, in questo caso, degli abbonati).

I nano-influenzatori ti addebiteranno, in media, $ 315 per video di YouTube. Gli influencer di potenza ti addebiteranno $ 782 per video.

Come puoi vedere, le tariffe variano non solo per canale ma anche per numero di follower. Le tariffe dei video di Instagram per i nano-influenzatori sono un po ‘più economiche di quanto addebiteranno le loro controparti su YouTube. Tuttavia, sono più o meno le stesse per gli influenzatori del potere.

Costi di marketing di Snapchat Influencer per post e follower

Per visualizzazione: $ 0,10 – $ 35 per visualizzazione.

Snapchat è un po ‘più complicato.

Potresti pensare che, poiché i post scompaiono in 24 ore, costerebbero meno.

Non così.

È difficile creare un solido seguito di Snapchat e i follower di Snapchat sono considerati i più coinvolti di qualsiasi piattaforma di social media.

Da qui il prezzo elevato.

In effetti, non è raro che i marchi paghino influenzatori Snapchat tra $ 500 e $ 10.000 per una campagna di 24 ore.

Influencer di marketing sui social media di Snapchat

Shaun McBride, un influencer di Snapchat con circa 700.000 follower, ha dichiarato al New York Times che non è insolito che qualcuno con il suo conteggio di follower addebiti un marchio di $ 10.000 per una storia.

Ma poiché le dimensioni del pubblico non sono prontamente disponibili sulla piattaforma, la maggior parte delle offerte si basano su visualizzazioni.

L’influencer di Snapchat Cyrene Quiamco ha condiviso le seguenti tariffe con Digiday:

  • $ 500 per 1.000-5.000 visualizzazioni
  • $ 1.000- $ 3.000 per 5.000-10.000 visualizzazioni
  • $ 3.000- $ 5.000 per 10.000-20.000 visualizzazioni
  • $ 5.000- $ 10.000 per 30.000-50.000 visualizzazioni
  • $ 10.000- $ 30.000 per 50.000-100.000 visualizzazioni

Costi di marketing di Facebook Influencer per post e follower

Gli influencer di Facebook potrebbero addebitare una media di $ 25 per post, per 1000 follower

  • Un influencer con 10.000 follower potrebbe addebitare $ 250 per post
  • Un influencer con 100.000 follower potrebbe addebitare $ 2500 per post
  • Un influencer con 1.000.000 di follower potrebbe addebitare $ 25.000 per post

Costi di marketing di influencer di Facebook

fonte

Una cosa grandiosa del marketing di influencer di Facebook è che si mescola autenticamente con i contenuti quotidiani degli utenti della famiglia e degli amici. Non ci sono tag “sponsorizzati” come gli spettacoli di Facebook Ads. Ciò crea una perfetta integrazione nei feed del pubblico.

altre considerazioni

L’intero costo delle campagne di marketing di un influencer non si basa esclusivamente sul prezzo dell’influencer.

Per avere un’idea del quadro generale, è necessario calcolare tutti i costi associati alla campagna.

Ciò include qualsiasi costo del lavoro da parte tua o di un membro del team: ricerca di influencer, contatto con loro, negoziazione di contratti e strategia di campagne, ecc.

Include inoltre campioni di prodotto o costi di produzione di contenuti relativi a immagini o altri contenuti multimediali a cui è possibile inviare un influencer per la promozione.

Per ottenere una visione più accurata dei costi complessivi, prova a capire bene quali saranno i costi per la tua azienda prima di aggiungere le commissioni dei singoli influenzatori.

Avvolgendo

In conclusione: non vi è alcuna risposta chiara e asciutta quando si tratta di costi di marketing degli influencer.

Varia in base a canale, settore, numero di follower e singolo influencer.

Ma puoi avere un obiettivo in mente basato sulla ricerca disponibile e avvicinarti ai tuoi influenzatori ideali con quello che hai trovato essere un prezzo equo.

Coronavirus, Tiso(Labor): Ruolo centrale dei patronati

“Su tutto il territorio italiano continua senza sosta l’impegno degli operatori del patronato Labor a sostegno delle istanze dei cittadini italiani, in questo difficile momento economico e sociale. In particolare, in queste settimane, ci siamo concentrati sulle recenti misure del Governo Conte, contenute nel decreto Cura Italia, che prevede tra le altre cose, il bonus di 600 euro per partite iva e lavoratori autonomi. Una indennità una tantum che ha registrato numerose criticità procedurali, sopratutto legate all’invio della domanda che ha mandato in tilt in sistema informatico dell’Inps. Problematica alla fine risolta. Dunque, è anche grazie al lavoro silenzioso e delicato di tanti patronati, come Labor, se milioni di lavoratori potranno usufruire del bonus dei 600 euro. Voglio ringraziare tutti i nostri operatori che con umiltà e professionalità hanno fornito e stanno fornendo assistenza gratuita a migliaia di cittadini. Quando l’emergenza Coronavirus sarà terminata, ci auguriamo che il governo nazionale comprenda davvero il ruolo centrale di patronati come il nostro”. Così, in una nota, Carmela Tiso, presidente del patronato Labor, con una rete di centinaia di sedi in tutta Italia, promosso e sostenuto dalla Confeuro, la Confederazione degli agricoltori europei e del mondo.

Torino, pensionato di 68 anni accoltellato a morte in casa a San Salvario

Un uomo di 68 anni, Mario Trimboli, è stato assassinato nella sua abitazione a San Salvario, in via Ribet. L’assassino  lo ha colpito probabilmente con un coltello. Il medico legale e i militari della sezione investigazioni scientifiche sono sul luogo del delitto.

Dopo qualche ora è stato fermato, per accertamenti, il figlio che soffre di disturbi psichici.  I carabinieri del comando provinciale indagano sull’accaduto. Al momento non escludono nessuna pista.

La fashion blogger Teresa Morone per il secondo anno consecutivo impegnata nella lotta al bullismo

La fashion blogger Teresa Morone per il secondo anno consecutivo impegnata nella lotta al bullismo e alla violenza di genere La blogger campana Teresa Morone scende in campo per lottare contro la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo.

La fashion blogger, 28 anni, originaria del Sannio Beneventano, spesso impegnata in eventi che riguardano la moda e la bellezza ha deciso di aderire per il secondo anno consecutivo al progetto di lotta al bullismo, cyberbullismo e alla violenza di genere promosso dall’unione sportiva ACLI Benevento. “Bisogna mantenere alta la guardia. La nostra è un’epoca ricca di contraddizioni, leggiamo spesso di episodi di cyberbullismo e di violenza sulle donne, questi sono anche i pericoli dei social network. Le distanze si accorciano ed è più facile colpire qualcuno. Ringrazio il presidente USACLI Benevento per la sua lungimiranza e la delegata Immacolata Petrillo per avermi voluta in squadra.” Per questo – conclude la blogger campana “tramite i miei canali social cerco di denunciare gli episodi di bullismo, cyberbullismo e violenza di genere. Io stessa da piccola sono stata vittima di episodi di bullismo e so molto bene quanto ci si può sentire emarginati e inadeguati. Per molti anni mi sono sentita inadeguata, poi ho capito che il problema non ero io. Mi ricordo che quando aprii il mio blog fui sommersa da insulti anonimi sui social. Spesso blogger è sinonimo di ragazza superficiale, io faccio tante cose non sono solo questo. Spero di poter dare il mio contributo per un’Italia diversa che non ha paura. Mi documento sui casi di femminicidio e gli episodi di bullismo in Italia, conosco le statistiche e nei convegni a cui partecipo ne parlo spesso. Sogno una nazione lontana dalle discriminazioni, aperta al dialogo e al confronto.

L’evento
Il primo convegno sarà promosso nella città di Telese Terme dalla delegata U.S. Acli Benevento Immacolata Petrillo, avrà luogo a data da destinarsi (causa Coronavirus) nel salone dell’Istituto Comprensivo Telese Terme-Solopaca (scuole elementari), parteciperanno il presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe, lo scrittore sannita Gerardo Biscardi con il suo libro “Con le tasche piene di felicità” edito da Edizioni 2000diciassette, l’avvocato Roberto Marino,la dottoressa Angela Rita Rotondi, la dottoressa Maria Vittoria Crocco e il maestro di pugilato Clemente Di Crescenzo. Al termine dell’evento organizzato dall’unione sportiva ACLI provincia di Benevento, tutti i partecipanti potranno assistere in maniera del tutto gratuita ad una lezione di pugilato e di difesa persona femminile a cura del team Boxic del maestro Clemente Di Crescenzo e della Boxing Maddaloni.

Trans Milano: Luxuria contro la canzone di Fedez: “Parli di trans

MILANO – La quarantena ha fatto tornare la voglia di musica anche a Fedez, dopo circa un anno di pausa dalle scene. Ma la canzone Le feste di Pablo, scritta a quattro mani con la collega Cara, ha fatto storcere il naso a Vladimir Luxuria che su Twitter esprime si mostra indignata per un verso contenuto nel brano che l’ha lasciata perplessa.

A dare fastidio all’attivista Lgbt sono state in particolare queste parole: “Mi dà una busta tipo quella della spesa/Pablo sei un pacco tipo tipa con la sorpresa”.

“Nel brano di Fedez e Cara – scrive Luxuria – si allude alle trans: è vero, noi trans sappiamo sorprendervi con la nostra umanità per coloro che hanno la sensibilità artistica di raccontarci come fece De André e non di denigrarci”.

Molti i commenti dei fan, alcuni a sostegno di Luxuria, altri che prendono le difese del rapper. “Fedez non è De André”, sottolinea qualcuno. “E chi lo raggiunge Faber?”, aggiunge un altro. Ma c’è chi assicura: “Non credo sia stato fatto apposta per denigrare”. E ancora: “E’ un tipo di linguaggio, uno stereotipo semplicistico che non ha una volontà crudele”.

Da Fedez al momento nessuna risposta. Ma non è escluso che nelle prossime ore non decida di esprimersi al riguardo, con la solita schiettezza. (Fonte: Twitter)

Ristoranti coronavirus

Cautela. L’unica misura sicura ad oggi quando si parla di riapertura di bar, ristoranti e pizzerie guardando alla fase 2 dell’emergenza Coronavirus che è stata fissata al momento per il 4 maggio.

Il calendario che avevamo ipotizzato qualche giorno fa è sostanzialmente confermato. Tra il 18 e il 25 maggio le attività di ristorazione potranno ritornare in campo.

Ecco in breve l’ipotesi più accreditata (al momento).

Il calendario delle riaperture

calendario

4 maggio inizia la fase 2: è possibile uscire da casa ma seguendo le misure di precauzione cioè indossare la mascherina e rispettare il metro di distanza interpersonale. Le prime riaperture delle attività commerciali riguarderanno negozi che generano meno assembramenti come quelli di arredamento o di abbigliamento, ma gli ingressi saranno scaglionati e su prenotazione. Ancora fermi i centri commerciali.

11 Maggio: riaprirebbero i tribunali e gli uffici professionali.

18 Maggio: riapertura delle attività di ristorazione con in evidenza l’obbligo di rispettare le distanze

25 maggio: riapertura di barbieri, parrucchieri, centri estetici con l’obbligo di ingressi singoli nei locali e utilizzo di mascherine. Potrebbe essere anche questa la data di riapertura di tutte le attività di ristorazione senza differenza tra asporto e servizio al tavolo.

31 Maggio: ripartenza del campionato di calcio e di altri sport collettivi.

Giugno-luglio: Inizia la fase 3 con la riapertura dei centri sportivi ma solo per sport individuali o lezioni con basso assembramento. Via libera agli stabilimenti balneari.

Settembre: riapertura solo per le scuole superiori con divisione turni, lezioni online e utilizzo delle mascherine se dovesse ancora essere necessario. Per materne ed elementari si vedrà.

Le misure per riaprire negozi, ristoranti e pizzerie

distanze dei tavoli

Come si riaprirà, cioè con quali misure da rispettare per chef, brigate, addetti e clienti di ristoranti e pizzerie è il tema da mettere a punto per non farsi trovare impreparati all’appuntamento del 18 – 25 maggio.

Noi vi abbiamo detto quanto accade in Cina, a Shanghai, grazie all’intervento di Bruno Ferrari che ha alcuni ristoranti italiani nel Paese che per primo ha dovuto affrontare la crisi da Coronavirus e al quale ci siamo ispirati (come tutti) con il lockdown.

Fiorenza Sarzanini, che sul Corriere della Sera segue da vicino i lavori del Comitato Tecnico Scientifico per la definizione dei provvedimenti da adottare, ha stilato un vademecum.

Eccolo.

1. Mantenimento del distanziamento interpersonale in sala come in cucina.

2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno.

3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.

4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani (vicino al bancomat, ad esempio).

5. Le mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.

6. Uso dei guanti «usa e getta», particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.

7. Accessi regolamentati e scaglionati:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata. Il decreto del governo aggiorna anche le regole igienico-sanitarie:
a) lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
b) evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
c) evitare abbracci e strette di mano;
d) mantenere, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
e) praticare l’igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
f) evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attività sportiva;
g) non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
h) coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
i) non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
l) pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

Come vedete ci sono alcune prescrizioni che faranno la differenza per le attività di ristorazione.

Nei locali fino a 40 metri quadri possono accedere solo due operatori alla volta e un cliente. Si tratta di una disposizione per la vendita, ma occorre comprendere se il limite di 3 persone per superficie come cambierà in una cucina o ai forni. Sarà sufficiente la sola distanza “fissa”, cioè con una postazione, di un metro tra operatore e operatore.

In 40 metri quadri possono entrare 3 persone, ma veramente sembrerebbe troppo trasportare la disposizione per la vendita alla ristorazione.

Per i locali di dimensioni superiori a 40 metri quadri l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.

Ma per ristoranti, bar e pizzerie varrà la regola della distanza: almeno un metro tra lavoratore e cliente al bancone (quindi anche per l’asporto) mentre nelle sale la distanza tra i tavoli dovrà essere di almeno due metri per garantire il passaggio in sicurezza dei camerieri.

La variabile da tenere in conto è l’ingresso della task force guidata da Vittorio Colao che potrebbe dare impulso a nuovi concept di ristorazione oltre a più precise indicazioni.

E veniamo alle possibilità che si aprono per la ristorazione.

Delivery, cioè consegna a domicilio

Fin dal primo momento dell’emergenza, la consegna a domicilio ci è sembrata una possibilità per evitare di inchiodare del tutto la macchina di un ristorante o di una pizzeria.

L’obiezione di chi è contrario è stata fortissima soprattutto in ragione del rendimento economico che un tale sistema genera per chi non aveva questo sistema.

Le ragioni del delivery riguardano però soprattutto la necessità di non interrompere del tutto il rapporto con il cliente. Non mi vedi, non esisti più nella mia scala di priorità o di scelte. Il marketing deve spostarsi necessariamente dal ti faccio vivere un’emozione nel mio locale a ti faccio vivere un’emozione a casa tua.

Non è una differenza da poco, sia chiaro, anche perché presuppone uno stravolgimento del concetto di socialità al ristorante e in pizzeria.

Reso ancora più difficile dalla necessità di avere un database di contatti e di clienti per solleticare la domanda. È questa la funzione cui rispondono le piattaforme come Deliveroo, Just Eats, Glovo e Uber Eats. Accanto al servizio di trasporto, garantiscono visibilità al ristorante e alla pizzeria. Ovviamente il servizio costa in termini percentuali, ma chi ha aperto solo in modalità delivery non ha potuto fare altro che affidarsi a loro.

Il sistema di consegna per l’occupazione

tavola rotonda Scatti di Gusto

Con la riapertura del solo delivery in combinato con le misure da adottare in cucina si crea un problema di sostenibilità economico. Servono meno persone considerata la lavorazione e le possibili vendite. Quindi va tagliato il personale e alcuni dovranno restare a casa.

L’esempio della pizzeria è lampante: Alessandro Condurro, Massimo Di Porzio, Ciro Salvo, Gino Sorbillo che hanno partecipato alla tavola rotonda organizzata da Scatti di Gusto e da Pizza Napoletana hanno evidenziato questo aspetto. Meno persone a lavorare e preoccupazione su come gestire l’eccedenza di personale.

Una possibile soluzione che ho ventilato è quella di impiegare la forza lavoro a disposizione per creare una rete di trasporto autarchica e condivisa tra più pizzerie.

Portare l’emozione a casa sarebbe affidato a chi normalmente faceva servizio al tavolo: una faccia conosciuta, insomma. C’è da approfondire un sistema del genere e in un momento in cui si parla solo di distanziare, questa potrebbe essere un’attività di condivisione tra più pizzerie in quadranti di territorio. Certo, equivarrebbe per la pizzeria del centro di lasciare clienti a quella della periferia, ma la necessità ora è di fare la guerra al virus e non ai competitor per cercare di mantenere intatto il capitale in quantità, cioè in clienti disposti a mangiare una pizza fatta in pizzeria.

Lo stesso ragionamento vale per tutte le attività di ristorazione.

Le Ghost Kitchen, cioè le cucine fantasma

Qualche esempio di nuova apertura (che non sia Il Parlatorio) lo abbiamo già. A Milano soprattutto con Via Archimede, ma anche con Glovo che sta puntando proprio sul “ti porto l’emozione a casa” andando ad occupare il punto della filiera che non era il suo core business.

Trasformazione effettuata anche a Roma da Retrobottega o a Avellino dalla pizzeria Daniele Gourmet.

Approntare una nuova linea di cucina è però visto malissimo da molti chef e pizzaioli che pensano a un piatto snaturato. Chiaro che non può essere la stessa cosa, basta guardare l’esempio di Alinea, ristorante tre stelle Michelin e al suo filetto alla Wellington da riscaldare nel forno di casa.

Estrarre i piatti dal menu che possono svolgere appieno la funzione ti porto l’emozione a casa è il primo passo. Molti già lo fanno negli show cooking durante fiere e manifestazioni.

Lino Scarallo paccheri al ragù
LIno Scarallo ragù

Mi viene in mente la “sacca del sangue” di Lino Scarallo, ovvero il ragù sottovuoto che finisce sui paccheri in piedi che hanno estasiato i partecipanti del Sigep. E che ha condito anche la pizza di Davide Ruotolo nella nostra “Pizze di Primavera”.

Mi aspetterei anche i tagliolini di calamaro con le vongole in due sottovuoto pronti a finire nel piatto.

La pizza ha dato buone speranze con Giuseppe Maglione, anche se in questo sistema sono avvantaggiate le aziende come Primo Taglio di Giovanni Amodio.

Ma perché non pensare a una marinara di Michele a Forcella, imbustata e con il pomodoro a parte da riscaldare in forno che potrebbe arrivare ovunque.

O a una più semplice modifica dei packaging della “pizza da asporto” per rendere più sicuro, soprattutto psicologicamente, la consegna a domicilio.

L’asporto

filetto alla wellington

In fase 2 venire a prendere il piatto o la pizza sarebbe un’altra possibilità.

Un mercato di prossimità che si andrebbe a saldare a quello dell’asporto e potrebbe, soprattutto per le pizzerie, alzare i rendimenti in combo con la consegna a domicilio e con migliore marginalità per la più semplice gestione della logistica.

Il menu da asporto potrebbe essere leggermente più complicato di quello del delivery soprattutto per rendere concreto quel riavvicinamento del cliente al tavolo.

Questione semplicità e prezzi

spaghetti al pomodoro

La voce quasi unanime di chef e pizzaioli riguarda la semplificazione dei menu per la consegna a domicilio.

Il motivo è soprattutto per il minor numero di addetti alle lavorazioni.

La leva prezzo è quella più difficile da comprendere: abbassare il prezzo perché siamo tutti più poveri è la logica che accompagna la dichiarazione.

Ma come abbiamo visto, i costi del servizio di trasporto sono equiparabili a quelli del servizio al tavolo. Logistica e pack costano al pari della necessaria pubblicità per far conoscere ai propri clienti la possibilità e anche la gestione degli ordini, se si vuole mirare a quantità rilevanti, non è pensabile con blocchetto, telefono e matita all’orecchio.

Occorre riguardare anche siti, newsletter, elenchi. Ci va del lavoro.

L’effetto psicologico del mi tengo basso che stiamo sulla stessa barca che imbarca acqua va ovviamente in direzione opposta al “ti porto l’emozione a casa”.

Per mangiare, nutrirsi, già c’è la spesa – anche online – e pure i tutorial per preparare la migliore carbonara del mondo o la migliore pizza del creato.

In fase 2 ma anche in fase 3, ci avventureremo al ristorante per mangiare gli spaghetti al pomodoro con misure che non sembrano invogliare alla socialità o cercheremo quello che ci fa sognare?

foie gras

Per andare da Milano a Napoli possiamo usare la 500 o la Ferrari, sempre ci arriviamo, ma la differenza sul come non sarà secondario.

La tentazione è allargare la propria base di clienti erosa dal lockdown. Prova ne è che a chiedere gli aiuti alimentari alle banche del cibo negli Stati Uniti sono i proprietari di lussuosi suv. Proprietari del debito contratto con l’affitto del veicolo, più che altro.

Ma forse sarebbe logico puntare sui propri clienti. Se mangiavo abitualmente foie gras forse non cercherò a tutti i costi di mangiare carbonara. E ovviamente il contrario.

Restare quanto più possibile se stessi ed evitare downgrade repentini per ritrovarsi a competere solo sulla leva prezzo è una strategia difficile, ma chi ha seminato bene con i propri clienti dovrebbe sforzarsi a mantenerli piuttosto che a cercarne di nuovi.

Servizio al tavolo. Riduzioni e opportunità

servizio al tavolo

Tra il 18 e il 25 maggio la riapertura “normale” imporrebbe l’attuazione delle misure di prevenzione e di distanziamento in sala.

Peppe Aversa, chef del ristorante stella Michelin Il Buco di Sorrento, sta studiando come effettuare la riapertura con indicazioni da prendere in considerazione.

La sua ricetta ipotetica prevede

  • introduzione microtelecamere termiche per il controllo della temperatura
  • ozonizzazione dei bagni a rotazione
  • controlli sanitari per i dipendenti
  • utilizzo di prodotti per la sanificazione a base alcolica

I vetri da parlatorio hanno fatto molto effetto nell’immagine costruita da un (al momento) ignoto autore.

La separazione nel momento della convivialità è come maneggiare il fuoco in un deposito di esplosivi.

Piuttosto che mangiare con mascherine e vetri è meglio restare a casa, è stata la tendenza nei commenti lenita da una buona percentuale di “per mangiare come si deve va bene anche questo”.

La voglia di un ritorno alla normalità è quella che spinge tutti noi a stare seduti sul divano di casa e la possibilità di fare qualcosa come mangiare un buon piatto o una buona pizza è il premio che potremmo darci dal 18 maggio.

Le limitazioni potrebbero essere il propellente per nuove opportunità.

Con previsioni di medio lungo termine di convivenza con il virus e l’arrivo di un vaccino che mettesse la parola fine all’emergenza, ci sarebbe da gestire solo un periodo di transizione prima di ritornare “all’antico”.

Sulla lunghezza di questo periodo si giocano le possibilità della ristorazione.

Che senso avrebbe sbattersi per il delivery se tra un mese sarà tutto come prima?

La domanda da farsi è come prepararsi se questo periodo sarà più lungo considerato che per il vaccino si prospettano tempi di un anno.

E quindi occorre attrezzarsi per questo periodo di transizione sperando che non si verifichi la sfiga dei contagi di ritorno.

Oltre ai riti scaramantici ci sono da considerare i riti della nuova tavola.

Innanzitutto la necessità di spalmare su un arco ampio di giorni le attività della ristorazione evitando l’assembramento del fine settimana.

Poi l’introduzione della prenotazione con penale in caso di show down.

Il tempo di occupazione del tavolo è parimenti necessario per consentire una gestione della fila, che dovrà diventare virtuale, con orari precisi e maggiore possibilità di turnazione.

La necessità di contrattare gli affitti in essere secondo parametri diversi che potrebbero svantaggiare chi è in zone centrali senza possibilità di parcheggio, ad esempio.

Manodopera flessibile perché bisogna considerare anche la strada come una sala e la porta di casa del cliente come il bordo del tavolo.

sommelier

Mi immagino il maître che apre il tavolino, poggia le confezioni e spiega come preparare piatto ed emozione.

Ma in maniera più pratica, bisognerà sommare gli effetti di consegna a domicilio, asporto, servizio al tavolo con misure per proseguire in un’attività che diventerà per forza di cose nuova.

Fino ad immaginare nuove realtà con nuovi spazi condivisi in zone periferiche organizzati da competitori amici che lavorano in ampie metrature e con sistemi di logistica tecnologici e affidabili sia in sala che con la consegna a domicilio. I super ristoranti e le super pizzerie del futuro, anche se tutti speriamo di ritornare al piccolo che è bello.

Emergenza Covid-19: nel vortice proprietari e inquilini Confabitare e Assocasa presentano il “Progetto Caronte”.

Confabitare Roma e Assocasa Roma e Lazio, per tutelare la continuità degli affitti dei negozi e delle botteghe artigiane, in attesa delle agevolazioni definitive del Governo, hanno ideato il “Progetto Caronte”, un protocollo innovativo con funzione di “scialuppa di salvataggio” per le locazioni commerciali. L’emergenza Coronavirus e il lockdown stanno trascinano locatori e conduttori in una spirale che, se non fronteggiata subito, interromperà la catena finanziaria fino ad arrivare ai Mutui gravanti sugli immobili. Eugenio Romey, Presidente della Sede Provinciale di Roma di Confabitare, ci spiega che ci sono modi migliori del “non pagare subito il canone” o di “chiedere subito una riduzione del canone”, senza ad oggi conoscere quali agevolazioni definitive ci saranno e di quale entità.

L’organizzazione dei proprietari Confabitare Roma e quella dei conduttori Assocasa Roma e Lazio, hanno studiato un protocollo innovativo in più fasi che, analizzata la singola situazione, consente di: • non far perdere l’attuale Credito d’imposta del 60% per conduttori di locali C/1, usufruendone anche qualora venisse prorogato per i mesi successivi a Marzo; • non porre in essere inadempimenti del Contratto; • riequilibrare gli assetti contrattuali nell’arco complessivo dell’anno 2020, mettendo in campo appunto una “scialuppa di salvataggio” del Contratto che lo traghetti fino all’inizio del 2021, nella prospettiva che a quella data i naturali flussi finanziari si siano ristabiliti.
Fabio Ronghi, Segretario Provinciale di Assocasa, precisa che gli scenari che il Progetto Caronte vuole evitare, con la supervisione delle organizzazioni, sono le cause civili, i risarcimenti, le azioni esecutive e, soprattutto, l’improduttività legata ai locali che si ritroverebbero sfitti per tempi, ad oggi, difficilmente prevedibili. Un protocollo per superare il momento più difficile dal dopoguerra, nell’interesse di entrambe le parti.

Link per maggiori info: https://youtu.be/qZTWtHLWSmk https://www.confabitareroma.it/progetto-caronte/

CORONAVIRUS, ASSOTUTELA: “PREOCCUPATI PER PALAZZO OCCUPATO A LA ROMANINA. PRONTA DENUNCIA QUERELA”

“Questa associazione apprende con molta preoccupazione della situazione sanitaria in atto in un palazzo occupato a La Romanina, nella zona sud di Roma. Un palazzo con all’interno circa 800 migranti, dichiarato zona rossa dalla Regione Lazio in seguito alla positività al Coronavirus di due persone. Un provvedimento che reputiamo giusto e responsabile ma che non allontana i timori su quanto sta accadendo. Anzi, tutto questo accende i riflettori mediatici sugli altri stabili occupati, dislocati nel territorio capitolino. Ci chiediamo se sia stata eseguita una mappatura precisa, e se sia in programmazione un monitoraggio sanitario degli occupanti di questi edifici, dove spesso si vive in condizioni strutturali ed igieniche precarie. Ne va del diritto alla salute di tante persone. Auspichiamo che Comune di Roma e Regione Lazio procedano con gli opportuni controlli al fine di evitare nuovi focolai per la diffusione del pericoloso virus. Se non arriveranno risposte istituzionali, sarà nuova cura depositare una denuncia querela alla Procura della Repubblica di Roma”.
Così, in una nota, il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato.