Gli influencer Italiani che fanno girare l’economia

Chi sono i primi influencer italiani? Nel senso: chi sono gli influencer italiani che davvero fanno grandi numeri? Domanda d’attualità, dopo due mesi in cui per molti i social network sono stati l’unico contatto con il mondo per così dire reale e ci siamo ridotti a commentare le interviste di Bobone. Così, senza sapere niente, avremmo detto che la numero uno è Chiara Ferragni e la classifica del sito di Prima Comunicazione lo conferma.

Nel mese di aprile su tutti i suoi social network, da Instagram a Facebook, l’influencer cremonese ha avuto la bellezza di 74 milioni di interazioni. Che sono quelle che poi danno la misura dell’engagement, a sua volta fondamentale per stabilire quanto valga commercialmente un post. In altre parole, You Porn può anche fare più traffico, ma non c’è tanta gente che commenta (per dire cosa, poi?) o prende gli attori come modello da seguire nella vita (noi in realtà sì). Al secondo posto, con ‘soltanto’ 19,5 milioni di interazioni, è il marito di Chiara Ferragni, cioè Fedez.

Al terzo posto il mitologico Gianluca Vacchi, 9 milioni, che con i suoi balletti si diverte di più che con l’azienda di famiglia. Al quarto posto Benedetta Rossi con le sue ricette, ed è una sorpresa perché ci vengono in mente almeno dieci food blogger più famosi di lei, al quinto Diletta Leotta rilanciata dalle foto durante la quarantena con Scardina, in cui studia con tanto di occhialetto.

Curioso che al nono posto ci sia Valentina Ferragni, cioè la sorella di Chiara e la cognata di Fedez e che comunque nei piani alti della classifica ci sia una pletora di semisconosciuti, ma soprattutto semisconosciute: la modella e giornalista sportiva Ludovica PaganiAlice Campello che sarebbe la moglie di Morata, Beatrice Valli che deve la sua fama a Uomini e Donne, il programma che più di tutti dice cosa sia diventata oggi Mediaset: da posto dei sogni per la classe media a spazzatura per tenere buono il proletariato.

Non manca mai il nostro non richiesto commento, che è il seguente: tolti la famiglia Ferragni, ormai inserita in un buon giro, e la Leotta che è sul confine, gli altri grandi numeri da social network sono basati su un tipo di popolarità che senza offesa per nessuno si può definire di Serie B. Una popolarità comunque produttiva e basata sulla propria creatività, non su raccomandazioni o rendite di posizione. Viva Chiara Ferragni, quindi, ma anche Beatrice Valli.

mentre nell’ombra ci sono nuove star del web influenzar che potenzialmente posso diventaste famose come Laura D’amore

LAURA è Di origine pugliese ma oramai catanese d’adozione da più di 4 anni: Lascia la terra natìa a 18 anni per trasferirsi a Perugia dove consegue la laurea quinquennale in marketing e pubblicità col massimo dei voti.

Tra un concorso di bellezza e l’altro, inizia ad accrescere la sua passione per i viaggi e la moda: col progetto Erasmus scopre la Polonia e se ne innamora perdutamente, mentre con un contratto post universitario si trasferisce un anno nella repubblica dominicana per insegnare nella famosa Dante Alighieri. Tornata in Italia inizia il suo percorso professionale come HOSTESS di volo per la compagnia aerea ALITALIA. In poco tempo consegue anche un Master in marketing e pubblicità ed inizia ad affermarsi nel mondo della moda lavorando sui social per molti brand internazionali e locali.

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Chiara Ferragni e Fedez: influencer italiani molto seguiti sui social. Ecco le posizioni aggionate

Fedez ha finalmente raggiunto sua moglie in testa alla classifica: lei è prima (come sempre) e lui secondo. Ecco nel dettaglio anche gli altri nomi

omplice il lockdown, Chiara Ferragni e Fedez (e il piccolo Leone, non dimentichiamolo) hanno conquistato i social. Non si tratta di una rivoluzione visto che l’anima di The Blonde Salad e influencer di moda, è in testa alla classifica già da tempo con i suoi 74 milioni di interazioni. Ma Fedez era separato da lei da Gli Autogol, che ad aprile sono invece scivolati in sesta posizione.

In queste settimane Chiara e Fedez hanno condiviso la loro vita in ‘quarantena’, le sfide nei balletti e gli scherzi, i giochi del figlioletto di due anni, l’impegno con le raccolte di fondi contro la Pandemia da Coronavirus. E il loro impegno è stato premiato portandoli a dominare la classifica con Fedez posizionato al secondo posto con 19,5 milioni di interazioni.

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La classifica prosegue con al 3° posto l’ineffabile Gianluca Vacchi e i suoi balletti social (9 milioni di interazioni) e con al 4° posto la foodblogger Benedetta Rossi, 8,5 milioni di interazioni grazie al successo del suo Fatto in casa da Benedetta”.

Segue al 5° posto la conduttrice televisiva di Diletta Leotta, con 8,2 milioni di interazioni, protagonista anche dei giornali per la love story con il pugile Daniele Scardina. A seguire al 6° postoGli Autogol, 6,4 milioni di interazioni,  e al 7° posto la modella Paola Turani (5,9 milioni di interazioni).

All’8° posto troviamo ClioMakeUp che tra l’altro ad aprile ha conquistato i social con la nascita della seconda figlia Joy. La beauty blogger più amata ha avuto 5,2 milioni di interazioni. Infine al 9° posto troviamo Valentina Ferragni, sorella di Chiara (4,5 milioni) e al 10° l’attrice della serie baby Alice Pagani con 4,1 milioni di interazioni.

Poi c’è la nuova appena arrivata Laura D’Amore: età, biografia, influencer su facebook e instagram nonché Grande fan di Laura Chiatti.  Classe 82, tra i suoi sogni in primis c’è quello di avere figli e un matrimonio Hollywoodiano.

LAURA è Di origine pugliese ma oramai catanese d’adozione da più di 4 anni: Lascia la terra natìa a 18 anni per trasferirsi a Perugia dove consegue la laurea quinquennale in marketing e pubblicità col massimo dei voti.

Tra un concorso di bellezza e l’altro, inizia ad accrescere la sua passione per i viaggi e la moda: col progetto Erasmus scopre la Polonia e se ne innamora perdutamente, mentre con un contratto post universitario si trasferisce un anno nella repubblica dominicana per insegnare nella famosa Dante Alighieri. Tornata in Italia inizia il suo percorso professionale come HOSTESS di volo per la compagnia aerea ALITALIA. In poco tempo consegue anche un Master in marketing e pubblicità ed inizia ad affermarsi nel mondo della moda lavorando sui social per molti brand internazionali e locali.

La pagina INSTAGRAM @lauradamore_ vanta più di 360mila followers in poco più di un anno ed anche i suoi tanti amici di FACEBOOK E TWITTER la seguono costantemente con ammirazione, apprezzando e condividendo i suoi contenuti social.
Adora lo YOGA, La lettura e LAURA PAUSINI; le sue canzoni preferite italiane ed internazionali sono: fatti sentire, la solitudine, la soledad, víveme, benvenuto, “le cose che vivi” e tutto il repertorio di Sia e dei Coldplay. Spesso usa Laura Biagiotti ROMA parfum, ama alla follia le scarpe col tacco alto e le snickers, gli stivali, le scarpe pittarosso, gli stivaletti e tutte le borse colorate ed eleganti: ma soprattutto ama CATANIA, città cosmopolita e ricca di vibranti energie.
Recentemente è apparsa sulla prestigiosa cover break magazine e su podcast di rilievo, rilasciando interviste interessanti e a tratti molto simpatiche: una donna solare e determinata, questa è la vera Laura D’Amore.

 

A Verona la prima riapertura in Italia della catena di palestre McFIT

Il brand tedesco, numero uno in Europa, ha ripreso le attività nel nostro Paese partendo dal Veneto, alla presenza di Vito Scavo, CEO di McFIT Italia

Finalmente anche in Italia gli appassionati di fitness possono tornare ad allenarsi in palestra, e McFIT ha già iniziato a riaccogliere i primi abbonati. Il 19 maggio, infatti, in seguito all’ordinanza della Regione Veneto, è stata riaperta la prima palestra a Verona. Quella nella città veneta era stata anche la prima palestra inaugurata in Italia nel 2014 dalla catena tedesca numero uno in Europa, con oltre 2 milioni di abbonati. Negli ultimi sei anni McFIT ha aperto 35 centri in tutta Italia. I centri fitness in Italia del gruppo RSG GROUP sono 36 (35 McFIT, 1 John Reed).

Per l’occasione era presente anche Vito Scavo, CEO di McFIT Italia e COO di RSG Group GmbH, che in prima persona ha illustrato i protocolli di sicurezza adottati per consentire ai clienti di tornare ad allenarsi in sicurezza e nel pieno rispetto delle regole.

Siamo molto felici di poter finalmente riaprire in sicurezza per abbonati e dipendenti in un luogo sicuro, sanificato, igienizzato e controllato. Il nostro obiettivo è di accogliere i nostri abbonati in totale sicurezza, e lo facciamo partendo proprio da Verona, nel primo centro aperto in Italia nel 2014, quindi in una palestra che per noi ha un significato speciale, in una giornata dal forte valore simbolico. “WELCOME HOME”, come cita il nostro claim di oggi”, ha dichiarato Vito Scavoal termine dell’evento.

Vito è un “self made man” nato a Bari nel 1975 e trasferitosi a 10 anni in Germania e oggi amministratore di McFIT Italia e RSG Group GmbH, la più grande multinazionale del fitness in Europa per numero di abbonati, 2 milioni in oltre 300 palestre in Europa. L’RSG GROUP è un gruppo interamente di proprietà con i brand McFIT, John Reed e High 5 (https://www.rsggroup.com/en/left-side/brands) è leader di mercato in Germania e in Europa, e ad un passo dall’ingresso nel mercato negli USA. 

I centri fitness McFIT a Verona sono 2 e oggi è stato realizzato il reopening di entrambi (Via Manin e Viale del Lavoro). L’evento è stato realizzato nella palestra in Viale del Lavoro 23/B, la prima palestra McFIT aperta in Italia nel 2014.

Le aperture McFIT in base alle disposizioni delle varie Regioni saranno:

– 19.05 Verona;

– 20.05 Veneto, Friuli, Catania (era possibile aprire in queste regioni già dal 18.05);

– 25.05 Campania, Puglia, Emilia Romagna;

– Lombardia, Piemonte, Lazio e Umbria (in attesa disposizioni delle rispettive regioni).

Queste le norme che dovranno rispettare gli abbonati McFIT nel Veneto, dunque Verona, in McFIT (disposizioni contenute nel D.P.C.M. del 17.05.2020 e nella relativa Ordinanza della tua Regione):

a. È obbligatorio usare la mascherina. Puoi toglierla solo se mantieni almeno due metri di distanza dagli altri (ad es. sugli attrezzi);

b. Lava spesso le mani anche attraverso le soluzioni disinfettanti a disposizione all’interno del centro fitness;

c. Mentre non stai svolgendo attività fisica mantieni una distanza interpersonale di almeno un metro e ciò anche negli spogliatoi;

d. Durante lo svolgimento di attività fisica mantieni una distanza interpersonale di almeno due metri;

e. Puoi prenotare il tuo allenamento tramite l’area personale (non è obbligatorio);

f. Verifica l’affluenza prima di recarti nel centro fitness tramite il sito web;

g. Ti saremo grati se conterrai il tuo allenamento entro un arco temporale di 75 minuti;

h. È obbligatorio, dopo ogni utilizzo, pulire le macchine, superfici e attrezzi utilizzati con i disinfettanti a disposizione all’interno del centro fitness;

i. Starnutisci e/o tossisci in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie (se non hai un fazzoletto starnutisci e/o tossisci nella piega interna del gomito);

j. È vietato l’uso promiscuo di borracce, bottiglie, bicchieri e scambiare con altri Abbonati oggetti quali asciugamani o altro;

k. È obbligatorio utilizzare apposite calzature all’interno del centro fitness;

l. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la propria borsa prima di depositarla nell’armadietto;

m. Non è consentito l’uso promiscuo degli armadietti;

n. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;

o. Ricordiamo che chi ha un’infezione respiratoria caratterizzata da febbre (maggiore di 37,5° C) deve rimanere presso il proprio domicilio, contattando il medico curante.

Ti raccomandiamo, inoltre, di utilizzare e soffermarti il meno possibile negli spogliatoi e nelle docce, sarebbe auspicabile recarsi in palestra indossando già l’abbigliamento sportivo.

Ti chiediamo di attenerti alle disposizioni che verranno impartite dal personale per far rispettare le prescrizioni sopra indicate.

la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste.

la star Leonardo DiCaprio continua a interessarsi a tematiche ambientaliste. Con la Earth Alliance di cui è co-fondatore, infatti, ha collaborato con la Commissione Europea, insieme a Emerson Collective e Global Wildlife Conservation, per lanciare un fondo a sostegno del Parco Nazionale di Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo.

Earth Alliance ha donato al fondo, che servirà a proteggere il parco nazionale e le comunità circostanti, due milioni di dollari in seed money. Il parco ha perso una gran quantità delle entrate previste a causa della chiusura forzata, nel mese di marzo, per l’emergenza Coronavirus.

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Tra gli obiettivi del Virunga Fund ci sono la prevenzione di malattie, la tutela di alcune specie a rischio come il gorilla di montagna, il sostegno alle famiglie dei ranger caduti e alla forze dell’ordine.

arturo salvatore di caprio frosinone

“Ho avuto l’onore di incontrare la coraggiosa squadra di Virunga nella lotta contro le trivellazioni petrolifere illegali nel 2013” ha dichiarato Leonardo DiCaprio, che a quanto pare fu raccomandato a Martin Scorsese fin da bambino. “Virunga ha urgente bisogno di fondi per proteggere i gorilla di montagna in via di estinzione, per fornire supporto ai ranger e alle loro famiglie, e per aiutare a realizzare gli sforzi di prevenzione delle malattie. È importante mobilitarci e unire le forze in questo momento di incredibile crisi.”

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Nel 2014 Leonardo DiCaprio ha prodotto per Netflix il documentario Virunga. Brian Sheth, CEO di Global Wildlife Conservation, ha aggiunto: “La pandemia di COVID-19 dimostra quanto profondamente interconnessa sia la vita sul nostro pianeta e quanto la protezione dell’equilibrio della natura sia fondamentale per la nostra salute e sicurezza economica.

L’Agenzia spaziale australiana raddoppia, anzi triplica. Ad Adelaide, nel sud dell’Australia, ha inaugurato il suo nuovo quartier generale.

SYDNEY – L’Agenzia spaziale australiana raddoppia, anzi triplica. Ad Adelaide, nel sud dell’Australia, ha inaugurato il suo nuovo quartier generale. Il primo ministro Scott Morrison, presente all’evento, ha descritto la nuova base come “componente centrale della visione dell’Australia come parte di rilievo nella crescente economia spaziale”. L’obiettivo è che le attività di base che si svolgeranno nel centro contribuiscano a triplicare le dimensioni dell’industria spaziale nazionale.

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Morrison ha aggiunto che l’Agenzia offrirà alle imprese locali opportunità per avvantaggiarsi della partecipazione australiana nei piani della Nasa per lanciare missioni umane su Marte. Il riferimento è alla sua visita in Usa lo scorso anno, quando Morrison ha impegnato 150 milioni di dollari (93 milioni di euro) per aiutare aziende australiane a partecipare ai piani del presidente Usa Donald Trump, per le missioni sulla Luna e su Marte. La direttrice dell’Agenzia, Megan Clark ha detto che il nuovo quartier generale includerà dal prossimo anno un centro di controllo delle missioni, specializzato in satelliti, che permetterà una più forte collaborazione con altre agenzie spaziali.

Corsa allo spazio, sulla rotta verso Marte c'è anche l'Australia

Il quartiere tecnologico del centro ospiterà, insieme alle sedi dell’ente nazionale di ricerca Csiro e del consorzio SmartSat CRC di organizzazioni dell’industria e della ricerca spaziale, anche l’italiana Sitael di Bari, la maggiore compagnia spaziale privata in Italia, leader nel settore dei piccoli satelliti. La sede sarà dedicata alla progettazione, costruzione e produzione di satelliti di classe 50-300 kg.

Eliminare informazioni da google: ECCO COME FARE

Dopo una rapida ricerca su Google, ti sei reso conto che il Web pullula di informazioni sul tuo conto, a causa dei dati che, ingenuamente, hai rilasciato in fase di registrazione a siti, portali e social network. Stanco e quasi terrorizzato da questa situazione, hai deciso di correre ai ripari e di fare la cosa che, in questo momento, più ritieni opportuna: eliminare da Internet le tracce sulla tua persona, così da poter ricominciare, per quanto possibile, a prenderti cura della tua privacy.

Lascia che te lo dica fin da subito: cancellarsi definitivamente dal Web richiede una serie di attente valutazioni, oltre che una gran quantità di tempo e molta, molta pazienza. Tra l’altro, nell’epoca odierna in cui tutto è connesso, qualche informazione potrebbe sempre sfuggire al controllo e rimanere lì, impressa sui server di questo o quel portale. Ciò, però, non significa che non valga la pena tentare, anzi!

Se è davvero tua intenzione tutelare te stesso, le tue informazioni personali e la tua vita privata, tenendo il tutto al sicuro da sguardi indiscreti, dovresti provare a intraprendere questo percorso: di seguito ti fornirò una serie di dritte e consigli utili a cancellare dal Web le proprie informazioni personali, sempre nei limiti del possibile, agendo su aspetti come social network, iscrizioni a forum e portali Web, mailing list, caselle email e risultati di ricerca. Il risultato non sarà di certo immediato ma posso garantirti che, dopo qualche tempo, la tua presenza su Internet inizierà a farsi sentire!

Indice

Eliminare gli account social

Senza ombra di dubbio, la prima cosa da fare per cancellare la tua presenza da Internet è quella di sbarazzarti dei profili dei social network associati a te. Lo so, distruggere in un solo colpo anni e anni di conversazioni, post, immagini e video può sembrarti doloroso, ma è una rinuncia necessaria: Facebook, Instagram, Twitter e tutta la schiera dei social sono basati, in qualche modo, sulla condivisione della propria vita e delle proprie esperienze, pubbliche o private che siano.

Dunque, far parte di un social network significa irrimediabilmente essere potenzialmente reperibile per chiunque bazzichi nel Web: basta una ricerca ben mirata su qualsiasi motore e la pagina è lì, a prescindere dal livello di privacy impostato in fase di iscrizione.

Giusto per chiarirti i limiti delle impostazioni sulla privacy disponibili nelle reti sociali, voglio farti un esempio pratico: immagina di avere un profilo Facebook con pochi e selezionati amici e di averlo chiuso alla perfezione, impedendo, dunque, l’accesso alle tue informazioni per tutti gli altri membri di Facebook. Se uno dei tuoi contatti dovesse visualizzare una tua foto tramite Facebook, egli potrebbe accedere con poche difficoltà al link diretto dell’immagine (è sufficiente aprirla, fare clic destro sulla stessa e scegliere la voce Copia link immagine dal menu che si apre) e diffonderlo a chiunque, senza che tu te ne renda conto e, soprattutto, senza aver in alcun modo effettuato una pratica illegale o non permessa.

Quello che ti ho sottoposto è, purtroppo, soltanto un esempio, poiché esistono metodi ben più semplici per operare in questo senso. Ti basti pensare allo screenshot: chiunque ottenga l’accesso alla tua pagina sociale potrebbe “fotografarla” e mostrarla al mondo, pubblicando e condividendo le schermate in posti non consoni, o, peggio ancora, usarle per rubare la tua identità. Per questi motivi, se vuoi davvero scomparire da Internet e non lasciare tracce di te, devi necessariamente abbandonare tutti i social network a cui sei iscritto (o, quantomeno, quelli contenenti le tue informazioni reali).

Ciò, però, non significa eliminare completamente tutta l’attività accumulata negli anni! La maggior parte dei social netwok, infatti, prevede la possibilità di scaricare i backup (sotto forma di archivi compressi) di tutto ciò che si è scritto o condiviso nel corso del tempo: post, foto, link, immagini, video e informazioni personali, lista di amici/contatti e, in qualche caso, anche le conversazioni abbinate, il tutto con pochissimo sforzo e senza ricorrere a procedure complesse o fuori dalla propria portata.

Come dici? Ora sei proprio convinto di volerti eliminare dai social network ma non hai la più pallida idea di come fare? Allora lascia che ti dia qualche indicazione in merito. Le procedure di cancellazione variano da portale a portale, ma tutte hanno un approccio abbastanza comune: in genere, dopo aver effettuato l’accesso, devi entrare nella sezione dedicata alle impostazioni dell’account e, da lì, procedere al download del backup cliccando sull’apposita sezione e seguendo le istruzioni fornite a schermo.

Una volta ricevuto il backup (solitamente tramite email), provvedi a scaricarlo e a salvarlo in un posto sicuro; soltanto in seguito, puoi eliminare completamente il tuo profilo: sempre nella sezione dedicata alle impostazioni del profilo, cerca il link per l’eliminazione dell’account (solitamente esso si “nasconde” in basso) e procedi seguendo alla lettera i passaggi che ti vengono proposti. L’eliminazione definitiva potrebbe impiegare anche più giorni, durante i quali non dovrai più effettuare l’accesso al profilo.

Per semplificarti la vita, di seguito ti indico alcune delle mie guide dedicate alla cancellazione dei più noti profili social portali di incontri; nella maggior parte dei casi, sono inoltre specificati i passaggi necessari per scaricare il backup contenente l’intera attività.

Social network

Portali di incontri

Eliminare i profili personali su forum e siti Internet

Un altro passo fondamentale per eliminare completamente le proprie informazioni da Internet è quella di “far sparire” le proprie tracce dai forum e dai siti Internet a cui ci si è iscritti nel corso del tempo. Lo so, è un’operazione lunga e che richiede tanta pazienza, ma posso garantirti che non è difficile e che il risultato saprà soddisfarti!

La prima cosa che ti consiglio di fare, dunque, è di annotare la lista dei siti Internet a cui sei iscritto; puoi ottenere questo risultato in diversi modi: consultando la cronologia del browser che sei solito utilizzare oppure dando un’occhiata alle password salvate nello stesso oppure nel gestore separato di cui ti servi. Se hai bisogno di una mano in tal senso, sentiti libero di leggere la mia guida su come conoscere i siti a cui si è iscritti, in cui ho raccolto una serie di tecniche utili a raggiungere il risultato di cui necessiti.

Una volta ottenuta la lista, procedi nel modo più appropriato in base al sito da cui devi cancellarti: se si tratta di un forum, provvedi innanzitutto a eliminare manualmente tutti i post, thread e i sotto-forum che hai creato; è un’operazione necessaria per eliminare le tracce dei tuoi interventi, poiché gli amministratori potrebbero rifiutarsi di eliminare i messaggi che hai scritto, una volta cancellato l’account (ne avrebbero tutto il diritto).

Quando hai finito, accedi all’area di amministrazione del tuo profilo, cerca il link dedicato alla cancellazione dei tuoi dati e clicca sullo stesso: potrebbe esserti chiesto di riconfermare la tua password, di confermare l’operazione tramite un link inviato nell’email e di non tentare più di effettuare l’accesso al portale, per un certo numero di giorni.

La procedura di cancellazione da tutti gli altri tipi di siti Web (ecommerce, streaming, portali dedicati alle recensioni e così via), non si discosta molto da quanto visto in precedenza: in genere, tutto ciò che devi fare è cliccare sull’avatar del tuo profilo, accedere alla sezione delle Impostazioni e, successivamente, selezionare l’opzione per procedere alla cancellazione dei dati. Nella maggior parte dei casi, l’operazione è irreversibile e viene portata a termine immediatamente.

Purtroppo non posso essere molto preciso sui passaggi esatti da compiere, poiché essi possono differire da sito a sito; ciò che posso fare, però, è mostrarti una serie di guide che ho realizzato nel corso del tempo, dedicate proprio al tema della cancellazione dai più conosciuti e usati siti Internet.

Shopping

Servizi di streaming

Viaggi, ristorazione e recensioni

Altro

Purtroppo non ho la possibilità di fornirti istruzioni precise per tutti i siti Internet del mondo, poiché sono davvero tantissimi! Ciò che posso fare, però, è indirizzarti verso servizi come JustDelete.me: quest’ultimo, in particolare, racchiude le procedure di cancellazione relative a tantissimi siti Web, specificando da subito il grado di difficoltà della procedura e fornendo, ove possibile, i link relativi ai moduli da compilare per ottenere il risultato sperato. Ti ho parlato di questi servizi nella mia guida su come eliminare la registrazione da un sito, che ti invito calorosamente a consultare.

Cancellarsi dalle mailing list

Altro importante passo da compiere per eliminare le proprie tracce da Internet è quello di cancellarsi dalle mailing list, cioè dalla ricezione periodica di email da parte di un preciso sito Web: in questo modo, risulterà possibile eliminare i riferimenti alla propria casella di posta elettronica dai servizi a cui ci si è iscritti, sempre secondo le condizioni d’uso accettate in fase di registrazione.

Farlo è abbastanza semplice: per prima cosa, accedi alla tua email e cerca eventuali messaggi provenienti da una mailing list; fatto ciò, aprili uno per volta e individua, a margine del messaggio stesso, il link dedicato all’annullamento dell’iscrizione (ad es. Unsubscribe, Annulla iscrizione, Cancellami, Interrompi la ricezione, etc.). Per procedere, clicca sul link e, se necessario, conferma la volontà di procedere pigiando l’apposito bottone collocato nella pagina che va ad aprirsi. Ripeti la procedura con i vari messaggi provenienti dalle mailing list a cui ti sei iscritto (almeno uno per sito Web). Tutto qui!

Eliminare le caselle email e i profili di messaggistica istantanea

Un altro importantissimo passaggio per cancellarsi definitivamente dal Web è quello di far sparire le proprie caselle di posta elettronica, eliminando per intero i profili utente a cui esse sono abbinate: in questo modo, non soltanto si diverrà irrintracciabili, ma si avrà la sicurezza che le informazioni personali verranno rimosse dai server dei vari provider (salvo diversamente indicato nei termini d’uso del servizio scelto).

Prima di procedere con quest’operazione, ti consiglio comunque di verificare che agli indirizzi di posta elettronica che ti appresti a cancellare non siano abbinate utenze o servizi fondamentali (ad es. la ricezione delle bollette digitali, la generazione di password monouso per servizi di home banking e così via): in caso affermativo, abbi cura di modificare le modalità di ricezione delle informazioni e, se necessario, di creare un indirizzo di posta elettronica alternativo da usare per lo scopo. Chiaramente, dovrai aver cura di tenere assolutamente segreto il nuovo indirizzo che ti appresti a creare, altrimenti i tuoi sforzi non saranno serviti a nulla!

Ad ogni modo, la procedura di cancellazione di un account di posta elettronica è molto simile a quanto visto in precedenza: devi individuare la pagina relativa alle impostazioni dell’account, recarti nella sezione dedicata alle informazioni personali e cliccare sul link preposto alla cancellazione del profilo, per poi completare la procedura seguendo le istruzioni mostrate a schermo. Qui in basso ti elenco una serie di guide che ho realizzato appositamente per lo scopo, dedicate ai più noti servizi di posta elettronica.

Inoltre, ti consiglio di dare un’occhiata anche alle pagine del servizio JustDelete.me, di cui ti ho parlato in una delle precedenti sezioni di questa guida, poiché esso contiene le istruzioni per cancellarsi da un gran numero di servizi di posta elettronica internazionali.

Come ulteriore misura di sicurezza, potresti inoltre eliminare i profili abbinati alle app di chat e messaggistica istantanea che funzionano tramite Internet: non è una misura indispensabile, ma rappresenta comunque un modo per eliminare dalla Rete una discreta quantità di informazioni personali. Di seguito ti indico una serie di tutorial dedicati alla cancellazione dei più noti profili di “instant messagging”.

Richiedere il diritto all’oblio su Google (e altri motori di ricerca)

Se sei giunto fin qui è perché, con molta pazienza e altrettanto impegno, sei riuscito a cancellare le tue tracce da siti Internet, portali di posta elettronica, newsletter e social network. Prima ancora di andare avanti, voglio farti i miei complimenti: il grosso è praticamente fatto!

Tuttavia, devi sapere che il lavoro non è ancora terminato: se è tua reale intenzione “sparire” completamente dal Web, devi fare in modo che le informazioni su di te non compaiano più tra i risultati di ricerca di GoogleBing o altri motori simili (cosa che potrebbe succedere digitando su di essi il tuo nome e cognome, un tuo n

Dammi 10 Euro e vedi cosa ti faccio vedere… instagram dilaga la prostituzione

Non è di certo la prima volta che capita su internet. Sesso, social e tanti, davvero tanti soldi. Ma quello che si è scoperto qualche giorno fa su Instagram è dannatamente un nuovo modo di fare: una parola chiave, un profilo, un messaggio privato e un buono regalo o un codice di pochi euro. Tre minuti, al massimo cinque, per avere in cambio foto e video porno. Di maggiorenni e minorenni. Non nel profondo del web, ma su Instagram, il social network fotografico, la vetrina mondiale di vip e di uomini e donne — anche 13enni — che scambiano materiale proibito per 5, 10 o 20 euro. Sfruttando metodi di pagamento creati per altri scopi come i buoni Amazon o PaySafe Card.

È quanto emerge da un’inchiesta che il Corriere ha svolto per mesi seguendo l’attività dei profili su Instagram (di proprietà di Facebook e che a giugno ha toccato il miliardo di utenti), raccogliendo testimonianze e seguendo le “transazioni”. E quindi “Profilo hot! Video, foto, videochiamate in chat! In scambio per buoni Amazon o altri pagamenti”, spiega nella descrizione del suo profilo Francesca (i nomi sono stati cambiati per non renderli riconoscibili, ndr) con account privato, un solo post pubblicato e circa tremila persone che la seguono. (Continua dopo la foto)

Massimo Caputi lancia la App Cronista Digitale per tutti gli aspiranti tele-radio-web cronisti

Sarà disponibile, gratuitamente, su tutti i device Android e iOS.

Il giornalista: “Un’accademia virtuale, con nozioni e consigli utili, per avviare sé stessi oppure ripensarsi in un mestiere dal fascino irresistibile

È stata lanciata il 5 maggio sulle piattaforme Android e iOS, la App Cronista Digitale. Fortemente voluta dal giornalista sportivo e volto noto della tv Massimo Caputi e progettata da IQUII, Digital Consulting Company, l’applicazione nasce come valido strumento per tutti i tele-radio-web cronisti che vorranno fare di questa passione la loro professione, oppure abbiano l’esigenza di ripensarsi all’interno dei new media.

La App Cronista Digitale mette a disposizione le basi della formazione giornalistico-sportiva in tutte le sue forme, dal giornale alla televisione, dalla radio all’informazione web. Particolare focus sarà dato anche alle fasi di preparazione delle partite da commentare, alla modulazione corretta della propria voce o ancora alla realizzazione di un servizio con gli highlights della gara.

Ogni sezione di Smart Learning avrà il suo corrispettivo podcast con la voce di Massimo Caputi, oltre a pagine di approfondimento con regole e consigli preziosi. Al termine di ogni modulo, infine, un quiz di valutazione, con domande a risposta multipla, verificherà l’apprendimento dell’utente.

Con questo progetto voglio trasmettere la mia esperienza ai tele-radio-web cronisti di domani, con suggerimenti tratti dalla mia lunga carriera di giornalista sportivo – afferma Massimo Caputi – Ho iniziato negli anni ’80 con le telecronache raccogliendo informazioni sui calciatori da almanacchi e album delle figurine. In questi anni sono entrato a far parte anch’io di una dimensione di comunicazione digitale, nuova e in continuo mutamento, imparando ad utilizzare i social network e a gestire i rapporti con i membri della mia community composta da coloro che, come me, amano il calcio”.

La App rientra all’interno del Progetto omonimo Cronista Digitale, ideato nel 2017 dallo stesso Massimo Caputi e DMTC, l’agenzia di PR e Media Relations guidata da Marco Del Checcolo. Dopo aver creato la piattaforma (https://www.massimocaputi.it/cronista-digitale/), ricca di contenuti, tra i quali i commenti alle tele-radiocronache degli aspiranti giornalisti, nel 2019 un terzo player è entrato a far parte del progetto: IQUII. L’agenzia di Digital Marketing, guidata da Fabio Lalli, ha lavorato insieme a DMTC al posizionamento digital di Caputi e alla progettazione della App.

Con il progetto Cronista Digitale, e in particolare con la App – continua Caputil’obiettivo è fornire a chi intraprende questa professione tutte le nozioni che ho imparato e perfezionato in questi anni in cabina di telecronaca, davanti al microfono della radio, davanti alla telecamera di uno studio televisivo o attraverso le pagine di un quotidiano. Dare vita ad un’accademia virtualedi aspiranti telecronisti per dare consigli, spronarli a migliorare mi ha sempre ispirato e mi auguro che la App Cronista Digitale possa essere un valido aiuto. Il prossimo step – conclude Caputi – sarà quello di realizzare un vero e proprio corso di formazione diretto dal sottoscritto con insegnanti qualificati in materia di giornalismo e digital communication”.

DMTC è fondata da giornalisti e predilige pertanto le forme di comunicazione che rispettino i mezzi di informazione. Forti di un posizionamento chiaro, definito nel settore Sport e sulla dimensione Italia, abbiamo trovato in IQUII un partner naturale, profondo conoscitore delle tecnologie e delle più avanzate formule di marketing digitale. I valori di Massimo sono i valori che verranno trasmessi alla nascitura Community” dichiara Marco Del Checcolo.

Mentre Fabio Lalli, Chief Business & Innovation Officier IQUII, ha aggiunto: “La grande sfida affrontata con Massimo Caputi è stata quella di riconoscere e applicare modelli nuovi nel campo della formazione, elaborando una soluzione in linea con le nuove norme di social distancing e con i nuovi bisogni degli appassionati del mondo dello sport offrendo la possibilità, a chiunque, di entrare a stretto contatto con il know-how del Cronista Digitale attraverso una formazione nuova, in Smart Learning. Con l’app, vogliamo valorizzare il talento di Caputi e rafforzare il suo rapporto con la Community, e farlo con gli strumenti di domani, anticipando i tempi e le tendenze”.

L’applicazione, disponibile per iOS e Android, è scaricabile ai seguenti link:

iOS: https://bit.ly/CronistaDigitaleIOS

Android: https://bit.ly/CronistaDigitaleAndroid

Patrik Ountre: L’innovazione non è sempre il risultato di serendipità o eventi fortunati

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La storia dell’innovazione è piena di intuizioni e scoperte fortuite che hanno influenzato positivamente (e qualcosa di negativo) la nostra vita. Dalla penicillina alla colla post-it, queste invenzioni sono nate dal genio degli innovatori che quindi stavano lottando per risolvere altri problemi e bisogni. Ma pensiamo per un istante:
E se l’innovazione fosse solo il risultato di scoperte fortunate e sporadiche o di percorsi di innovazione non strutturati?
Come sarebbe la nostra società? In che modo ciò influirebbe sull’abbondanza di risorse e opportunità che oggi possiamo fortunatamente sfruttare?
La realtà è che i progressi che possiamo sperimentare oggi sono il risultato di un modo coerente in cui le aziende hanno gestito il modo in cui innovano.
Il 78% dei dirigenti che hanno aderito al nostro sondaggio (Fonte: sondaggio Global CEO 2016 di PwC) ha confermato l’importanza indiscutibile di avere un approccio strutturato e sistematico per innovare per essere competitivi e sostenibili a lungo termine.
L’innovazione quindi è una disciplina complessa che richiede un approccio equilibrato che considera diversi strati e componenti. Nella nostra esperienza un’azienda per innovare con successo dovrebbe:
• Costruire un modello di innovazione coerente: da una chiara strategia di innovazione a una governance, un’organizzazione e un processo ben definiti in grado di trasformare le ambizioni nei risultati.
• Comportarsi in realtà come un’azienda innovativa che guida una trasformazione culturale, favorendo un cambiamento di mentalità, creando un ambiente in cui l’innovazione può prosperare come incentivata e il fallimento non è un peccato, ma è un momento di apprendimento.
• Puntare sulle iniziative più promettenti in grado di massimizzare l’afflusso di opportunità di innovazione trasformando semplici intuizioni e contributi in risultati fattibili e preziosi.
Come una ricetta da chef stellato, tutti questi elementi devono essere ben bilanciati e mescolati in quello che chiamiamo un “modello di innovazione sostenibile”, un approccio sistematico e ragionato all’innovazione che combina gli elementi in modo armonico:

Esploriamo di più questa formula:
• Avere una strategia di innovazione ben definita, una governance adeguata e processi agili, non è sufficiente per guidare i risultati all’interno di un’azienda se:
1. I dipendenti non sono incentivati ​​a unirsi al percorso di innovazione e all’ambizione dei dirigenti, o peggio se i dirigenti spazzano il fallimento sotto il tappeto o assegnano la colpa e cercano di punire coloro che hanno fallito.
2. non vengono lanciate iniziative per favorire l’afflusso di innovazione
In questo scenario, gli investimenti fatti nella creazione di un modello e regole chiare per gestire l’innovazione non generano il rendimento e il rischio previsti per creare disillusione.
• Dall’altro lato, il lancio di iniziative speciali per aumentare le opportunità di innovazione senza avere quindi un approccio sistematico per trasformare tali idee in valore per l’azienda (qualunque essa sia – entrate aggiuntive da nuovi prodotti o risparmi sui costi per un miglioramento del processo, …) , potrebbe sicuramente compromettere l’impatto complessivo dell’iniziativa e il risultato atteso. Cosa potrebbe fare una società con centinaia di idee che rimangono nell’iperuranio senza generare valore reale per la società stessa o per qualsiasi soggetto interessato?
• Pensiamo infine a un’azienda in cui sono stati fatti investimenti rilevanti (non solo monetari) per creare un ambiente innovativo fiorente in cui le persone hanno finalmente aperto la loro mentalità, acquisito nuove competenze sui metodi di innovazione ma poi una mancanza di strategia di innovazione, lungimirante di promettenti esistono domini innovativi, regole per selezionare e dare priorità in modo efficace alle iniziative (e così via …). Quell’azienda sarebbe in grado di innovare con successo in modo sistematico?
In pillole:
Facciamo leva su intuizioni intelligenti, il genio del nostro collaboratore e scoperte fortuite, ma abbracciamo l’innovazione come disciplina che richiede

Se il 2020 sarà l’anno della morte degli influencer la Ferragni sopravviverà perché autentica (di L. Varlese)

Niente più foto su spiagge bianchissime in paradisi lontani, né sorseggiando champagne in locali modaioli indossando l’ultimo vertiginoso tacco 12 della futura collezione del più cool dei designer di scarpe. Se il Coronavirus e il conseguente lockdown hanno spostato (se ce ne fosse ancora bisogno) le nostre vite completamente sui social, è anche vero che hanno dato un colpo di grazia a chi faceva del racconto virtuale della sua vita, un vero e proprio lavoro. Eminenti strateghi del marketing, infatti, hanno individuato nel 2020 l’annus horribilis degli influencer di tutto il mondo. Una pandemia democratica, direte voi. Può darsi. Ma al di là del discorso etico, sta di fatto che anche una delle attualmente più potenti “industrie” veicolo di pubblicità piange “miseria”.

Lo dicono i numeri. Secondo quanto riporta The Guardian in un recente articolo, infatti, gli influencer costretti in casa perdono appeal per le aziende, che non sono più disposte ad investire su di loro per dare visibilità ai propri prodotti. Succede così che quasi la metà delle società di marketing ha già speso (e a questo punto buttato) quasi il 20% del proprio budget in post degli influencer che, numeri alla mano, hanno mosso nel 2019 circa 6 miliardi e mezzo di dollari in pubblicità e che ora si ritrovano a bocca asciutta. Un solo post di un influencer sopra il milione di follower viene pagato dall’azienda che vuole sponsorizzare il proprio prodotto circa 10 mila dollari. Ma converrete che non si può pubblicizzare l’ultimo abito da sera di Valentino sdraiati sul divano di casa!

E il problema è anche un altro. Lo spiega bene a The Guardian Shane Barker, stratega digitale che offre servizi di consulenza alle aziende che utilizzano i social media per rafforzare il proprio marchio e aiuta gli influencer, che sperano di raggiungere le aziende giuste, a monetizzare il proprio numero di follower.

“A causa dell’interruzione delle operazioni commerciali, molte aziende si trovano ad affrontare sfide finanziarie enormi. Alla luce di ciò, stanno riducendo tutte le spese inutili. Alcuni riescono a malapena a pagare i propri dipendenti, figuriamoci ad assumere influencer”. Come ovviare? Ma come sta facendo Chiara Ferragni, of course. La “nostra”, infatti, ha convertito la sua attività spostando il focus e passando da una vita glamour, tutta eventi, lustrini, paillettes e viaggi da sogno, a quella della ragazza della porta accanto.

 

 

“Oggi Chiara Ferragni potresti essere tu”, sta dicendo dal suo super-attico a City Life, direte voi: beh sì, ma la forza di questa “imprenditrice digitale”, come ama definirsi, è da sempre la naturalezza con cui “condivide” la propria vita. Ed è questa caratteristica a farla vincere anche oggi. Chiusa in casa da oltre 50 giorni, passa il tempo, cucina, gioca con il figlio, litiga e fa la pace con suo marito. E non fa finta che vada tutto bene nella sua torre d’avorio. Piange, anche. Ha momenti di sconforto e cerca di tirarsene fuori. Ecco il punto: è autentica.

Dice Michael Solomon, professore di marketing e autore di Social Media Marketing. “Laddove possibile, gli influencer devono tornare a un messaggio più altruistico e trovare modi per aiutare a superare la crisi con suggerimenti costruttivi. In tempi di instabilità, le persone guardano a modelli autentici e quelli che restituiranno questa autenticità, saranno ricordati dopo che la crisi sarà finita”. Chiara Ferragni lo sa: per questo collabora con la Champion per realizzare indumenti sportivi e comodi, ideali per questo lungo periodo dentro casa. Per questo sponsorizza dei biscotti, il cui ricavato andrà totalmente in beneficienza per l’emergenza coronavirus. Per questo organizza un crowdfunding (per cui stanzia 100 mila euro, ndr) per la nascita di una terapia intensiva in Lombardia, per questo esce di casa solo per consegnare beni di prima necessità ai bisognosi.

Ma quel che più conta è che prima che per lavoro e per ritorno in immagine, dà l’impressione di farlo perché è una persona vera. Non sapremo mai se è realmente così o se è soltanto l’ennesimo colpo di genio di questa 30enne cremonese, ma lo vogliamo credere. Perché in tempi di dolore e miseria, immaginare che esistano dei benefattori e sapere che anche i ricchi piangono come noi, aiuta e fa sentire meno soli.