“Rai 1” colpisce ancora Roberta Ammendola e Pino Strabioli con “Il Caffè’ di Raiuno”

“Rai 1” fa centro con Roberta Ammendola e Pino Strabioli

con “Il Caffè’ di Raiuno”

E’ partito alla grande “Il Caffè di Raiuno”, condotto dalla brillante coppia Roberta Ammendola e Pino Strabioli, hanno superato il primo appuntamento in modo eccellente, dando prova di essere non solo sorridenti e attenti, ma di essere competenti e rispettosi delle idee degli altri. Insomma Rai 1 ha decisamente fatto centro, la coppia ha dimostrato in questo primo appuntamento, quello che dovrebbero fare tutti i bravi conduttori, non hanno pensato a se stessi, ma al pubblico.

Un pubblico italiano che oggi più che mai ha bisogno di ripartire e ritrovarsi, nella semplicità e nella competenza non sempre scontata.

 Il programma tratterà il mondo della cultura a 360°: teatro, musica, cinema, spettacoli, eventi e iniziative di grandi e piccole realtà. Tutte le storie parleranno di un’Italia che, nonostante le grandi difficoltà, prova a ripartire puntando proprio sulla cultura e sulla sua bellezza.

Ad unire questa straordinaria coppia, oltre alla classe e alla gentilezza, la passione per il teatro. Pino Strabioli è regista teatrale, attore e conduttore televisivo, Roberta Ammendola conduttrice e giornalista di settore. Il Caffè di Raiuno” darà ai telespettatori un buongiorno tutto nuovo, sia per la collocazione in palinsesto che per la durata e i contenuti.

Da oggi 4 Luglio e per le successive tre puntate, l’appuntamento con i due conduttori sarà di un’ora, dalle 8.30 alle 9.30. Da fine luglio lo spazio raddoppierà la sua durata, con una prima parte dalle 7.00 alle 8.00 per riprendere, dopo il telegiornale, dalle 8.30 alle 9.30, fino al 4 settembre.

Il programma tratterà il mondo della cultura a 360 °: teatro, musica, cinema, spettacoli, eventi e iniziative di grandi e piccole realtà italiane. Tutte le storie parleranno di un’Italia che, nonostante le grandi difficoltà, prova a ripartire puntando sulla cultura e sulla sua bellezza.

Numerosi gli ospiti in studio e i collegamenti dall’esterno. Ci saranno i protagonisti di “ieri e oggi”, grazie alla preziosa collaborazione con le teche Rai. Si parlerà dei festival in programma, dei concerti e degli spettacoli in partenza, dei teatri che si sono riorganizzati con coraggio e dei grandi artisti che ritornano nelle grandi piazze.

 

Spazio anche ai libri e all’arte, in sintesi, tutto perfetto per “Il Caffè di Raiuno”, pronto a regalarci tante sorprese e sorrisi.

Foto Assunta Servello per Rai

 

Gabriella Chiarappa

Mercoledì scorso, 24 giugno, i carabinieri della sezione radiomobile di Verona hanno arrestato un cittadino di nazionalità tunisina

Arresto | Carabinieri | Corso Milano | Verona | Zoppica | Spaccio | Eroina

Mercoledì scorso, 24 giugno, i carabinieri della sezione radiomobile di Verona hanno arrestato un cittadino di nazionalità tunisina per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Le iniziali del nome dell’arrestato sono K.M.. L’uomo ha 42 anni ed ai carabinieri risulta coniugato, pregiudicato e nullafacente.

Ad attirare l’attenzione dei militari di pattuglia in Corso Milano sarebbe stata la particolare andatura claudicante dell’uomo. Gli operanti conoscevano già il 42enne e, vedendolo zoppicare sul marciapiede vicino ad un locale pubblico, l’hanno bloccato per un controllo. L’intuito dei militari ha colto nel segno. Attraverso la perquisizione, i carabinieri hanno trovato 19 dosi di eroina nascoste negli slip di K.M., oltre a 250 euro in contanti, trovati nelle tasche dei pantaloni e nel portafogli.

Arrestato e condotto in cella a dispozione dell’autorità giudiziaria, K.M. è stato processato con rito direttissimo. E, a seguito della convalida, è stato gravato dalla misura cautelare dell’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria, in attesa della prossima udienza fissata per il prossimo 19 novembre.

D https://www.veronasera.it/cronaca/zoppica-spaccia-eroina-slip-corso-milano-verona-27-giugno-2020.html

 

Alberto Prada Torino:Abbiamo trovato il fondoschiena perfetto dell’estate 2000. A chi appartiene? Ad Alessia Marcuzzi

Alberto Prada Torino il gioa blogger parla del fondoschiena perfetto dell’estate 2000. A chi appartiene? Ad Alessia Marcuzzi, conduttrice tv, attrice e imprenditrice, che non smette di entusiasmare i follower con scatti strepitosi che valorizzano il suo fisico statuario. Nell’ultima immagine pubblicata in vacanza non ce n’è per nessuna: la 47enne romana, per cui il tempo sembra scorrere al contrario, è ritratta di schiena. Le gambe sinuose salgono dei gradini in muratura. Ha addosso soltanto il pezzo di sotto di un bikini bianco che finisce tutto nel lato B perfetto. Il costume minimal eccita, lascia libero sfogo alla fantasia…

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Alessia Marcuzzi Instagram lato B perfetto, seminuda non ha rivali: «Esagerata, che bomba»

Maestra di seduzione Alessia Marcuzzi, conduttrice tv famosa per programmi come ‘L’Isola dei famosi’ e ‘Temptation Island Vip’. La splendida bionda ha pubblicato qualche ora fa uno scatto superlativo che la mostra seminuda di schiena. In primo piano il fondoschiena che pare scolpito nel marmo tanto è rotondo. In quest’immagine tanto provocante, possiamo dirlo senza troppi giri di parole, Alessia Marcuzzi non ha rivali. Bellezza disarmante la sua e sex appeal da vendere: oltre 200mila mi piace e decine di complimenti. Interazioni positive non solo dai fan, anche dai colleghi: «Se vabbè ciao», ha scritto la cantante Giorgia, evidenziando quanto la Marcuzzi sia inarrivabile; «Peccato che il mare sia leggermente increspato», ha postato Rudy Zerbi con ironia; «Che bona», ha dichiarato Emma Marrone. Il partner di lavoro suo a ‘Le Iene’, Nicola Savino, ha tirato in ballo Totò: «Questa faccia non mi è nuova», citando una celebre battuta del maestro della risata.

«Altro che ventenni…», incantati fan e colleghi

Anche i follower si sono scatenati. D’altronde come si fa a restare indifferenti di fronte ad uno scatto tanto audace? «Esagerata. Sei bellissima», ha scritto un fan; «Architettura greca», ha osservato un ammiratore; «Che bomba. Pazzesca», ha concluso un altro. E ancora: «Altro che le ventenni…», «Sei stupenda!», «Illegale proprio…».

Lorenzo Lerose: il mio obbiettivo è quello di portare avanti la mia azienda

Lorenzo Lerose,   a capo della società IGES SRL oggi ci racconterà la sua storia, l’attività della sua azienda e come è nata la sua voglia di emergere.

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Cosa ti ha spinto a diventare un imprenditore?

Sicuramente l’ambizione, conseguito il diploma geometra ho capito fin da subito quale fosse la strada che avrei voluto intraprendere, infatti, già all’età di 20 anni ero amministratore della mia azienda IGES srl. nella quale sono direttore tecnico dal 2014.

Com’è nata la tua passione per l’edilizia?

Già nella scelta scolastica avevo le idee ben chiare, ma chi mi ha spronato a realizzare il mio obbiettivo è sicuramente mio padre, infatti, l’impresa edile stradale IGES srl è una realtà famigliare che vanta un esperienza trentennale nel settore, con un’intensa voglia di rinnovamento di generazione in generazione. Con attrezzature all’avanguardia che consento di svolgere nel minor tempo possibile qualsiasi tipo di lavorazione richiesta dal cliente, basandosi sulle norme vigenti del settore e nel completo rispetto dell’ambiente e della sicurezza sul lavoro.

Perché hai scelto questo nome per la tua azienda?

Il nome della nostra azienda nasce proprio dalla volontà di chiarezza, infatti lo dice l’acrostico stesso, che riprende appunto le parole fondamentali inerenti al nostro settore ovvero Impresa Generale Edilizia Stradale.

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Quando hai iniziato la tua attività è stato difficile?

Difficile no. Ma l’inizio è stato intenso e lo è ancora tutt’oggi, proprio perché essendo in giovane età per acquisire credibilità ci vuole molta pazienza soprattutto quando si lavora con grandi enti, sia pubblici che privati, che comportano responsabilità maggiori nella conduzione dei lavori. Per questo motivo, ci consideriamo molto competitivi nel settore, infatti sono numerosissimi i rapporti lavorativi intercorsi con le P.A. per il tramite di affidamenti diretti o subappalti.

Quali sono i vostri servizi principali?

Ci occupiamo principalmente delle seguenti attività:
_Costruzioni di edifici civili ed industriali; Scavi;_Realizzazione opere di urbanizzazione;_Opere stradali sia in ambito pubblico che privato;Costruzione e manutenzione reti idriche; Demolizioni;Movimento terra;_Posa di pavimentazione;_Servizio neve.

Qual’è la caratteristica principale della tua azienda?

La professionalità e la garanzia del rispetto delle tempistiche da rispettare. E’ importantissimo mantenere la fiducia conquistata negli anni di lavoro con i vari enti. Per questo nel tempo abbiamo conquistato varie certificazioni.

Quali sono queste certificazioni?

La SOA per le seguenti categorie: 1. OG1 la I classificazione; riguardante la costruzione di edifici civili e industriali 2. OG3 la II classificazione; riguardante la costruzione di strada, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie e metropolitane Inoltre, siamo in possesso della certificazione QS UNI EN ISO 9001:2015. Tale documento consiste nel fornire un sistema di gestione per la qualità all’impresa richiedente.

Un ultima domanda.  Quale sarà il tuo prossimo obbiettivo?

Il mio obbiettivo sarà sicuramente quello di portare avanti la mia filosofia aziendale.  Non bastano solo buone idee, ma bisogna avere anche la capacità di metterle in atto.
IGES srl infatti propone una consulenza ed una assistenza personalizzata efficiente e flessibile, mirando alla puntualità ed alla soddisfazione del cliente al fine di stabilire rapporti di fiducia e a lungo termine con la clientela portando risultati visibili in tutta Italia.

Consigli per le spose: arriva a Como il programma “Happy Wedding Challenge” ideato da Monica Gabetta Tosetti

“Dovrò rimandare il matrimonio o riuscirò a sposarmi solo nel 2021?” Ormai è diventato un quesito ricorrente per le future spose. Perciò, Monica Gabetta Tosetti, titolare dell’Atelier Tosetti di Como e da sempre attenta alle sue spose e clienti, ha pensato ad un progetto che è sfociato nel programma HAPPY WEDDING CHALLENGE.

Monica, nello specifico, affiancata da un’equipe di professionisti ha creato una rete di supporto per le spose, per aiutarle a raggiungere ciò che hanno sempre sognato.

E’ così che nasce il programma “Happy Wedding Challenge”, con cui Monica, un po’ come per la sua BB Clinique, desidera accompagnare le pazienti dai migliori professionisti nel settore estetico, per guidarle nelle scelte più giuste dell’abito, non solo presso il proprio Atelier, ma anche presso altri negozi, adattandoli al momento particolare che stiamo vivendo (con servizi di acquisto, rimessa a misura di un abito vintage di famiglia, outlet e realizzazione di capi sartoriali).

In questo modo, non legando le spose all’acquisto presso il proprio Atelier, Monica si mette nei panni delle spose, consigliandole al meglio:

L’errore classico che fanno tante spose è saltare da una parte all’altra della propria provincia, alla ricerca di Atelier, sarte o abiti esclusivi, oppure scontati, senza riuscire a fare le scelte giuste per loro” racconta Monica.

Per questo l’imprenditrice comasca ha dato il via al nuovo servizio, in modo da mettere a disposizione delle spose, la sua conoscenza e la propria rete di contatti, facendo risparmiare loro tempo e fatica.

Un’idea innovativa, grazie a cui la professionalità e la collaborazione tra il suo Atelier, e le aziende e sartorie del settore, formano insieme una rete di professionalità al servizio delle spose, per rendere più semplice, sicuro ed economico scegliere l’abito giusto.

Per maggiori info si può contattare Monica Gabetta Tosetti recandosi sul suo sito internet http://www.monicagabettatosetti.it.

IL NUOVO EP di OGNIBENE “IL VARIETÀ SULLA NATURA UMANA, VOL. 1” OUT IL 12 GIUGNO PER LAPOP

Il nuovo EP di OGNIBENE uscito lo scorso 12 giugno sarà presto accompagnato dall’uscita del videoclip del singolo “L’amore coi robot”, diretto da Francesco Boni. Il brano descrive in maniera satirica una realtà non troppo difficile da immaginare nella quale i rapporti e i sentimenti umani rischiano di diventare sottoprodotti surrogati.
“Il varietà sulla natura umana” è il primo capitolo del nuovo progetto cantautorale di OGNIBENE. Un’EP che in questi tempi di crisi e incertezza, prende e porta via. L’artista in cinque tracce tratteggia un quadro vivace che diventa una finestra interiore, dove si esplora la complessità dei rapporti contemporanei e delle emozioni e fragilità umane, con un pizzico di ironia e tanta poeticità.
Le canzoni de “Il varietà sulla natura umana”, sono tutte scritte in collaborazione con Simone Pozzati, già autore di narrativa e saggistica, la sua ultima pubblicazione editoriale è infatti “Il testo e la figura del paroliere” (Arcana) un saggio/manuale sull’importanza delle parole all’interno delle canzoni.

A proposito dell’EP, Ognibene afferma: “Il varietà sulla natura umana” non è altro che un contenitore di racconti. Ci sono personaggi nei quali vediamo riflesso il nostro volto ed anime che ci somigliano. Ogni brano si focalizza su un’emozione e sulle sfumature del nostro essere”.

A proposito del singolo “L’amore coi robot”, Pozzati afferma: “Io e Ognibene abbiamo scritto questo brano circa due anni fa e da molti mesi sapevamo avrebbe fatto parte dell’Ep. Insomma non ha nulla a che vedere con il lockdown che ci siamo trovati a vivere. Ironia della sorte, nel testo ho cercato di raccontare un futuro distopico, dove il distanziamento sociale è una sorta di libera scelta indotta dalla società”.

OGNIBENE, all’anagrafe Davide Ognibene, è un cantautore classe ’86 nato e cresciuto nella cittadina emiliana di Modena. Fin da bambino sviluppa una fervida immaginazione e la capacità di romanzare qualsiasi cosa. Inizia a suonare la chitarra a dodici anni scoprendo una predisposizione nella composizione che, unita al suo romanzare, lo porta a sviluppare l’arte della scrittura musicale. Suona e canta per undici anni con i REMIDA, band modenese con la quale realizza tre album, diversi successi radiofonici e quattro tour nazionali. Dopo la lunga esperienza nei REMIDA, OGNIBENE da una svolta alla sua carriera musicale e si scopre cantautore, intraprendendo un nuovo percorso solista sancito nel 2020 dall’uscita del suo progetto d’esordio per l’etichetta indipendente LaPOP, anticipato dal singolo “Cinque anni”.

Simone Pozzati è scrittore e autore di canzoni. il suo primo libro “Labbra Blu” (Diamond Editrice 2015), è una raccolta di storie nere, di inusuale follia, che rievocano le dantesche e infernali cantiche. Il drago di Carta (Augh Edizioni 2017) è una favola per bambini volta a far riflettere sul valore dei sogni. Presto diventata spettacolo teatrale. Ha collaborato come autore all’ultimo disco dei Remida “In bianco e nero” (Radiocoop Edizioni). E firmato tra le altre il singolo d’esordio di Ognibene “Cinque anni” classificatosi secondo al Fatti Sentire Festival. Il suo ultimo libro è “Il testo e la figura del paroliere”(Arcana).

Filippo Manelli: Le Marin” di Picasso alla mostra di prevendita di Christie’s ad Hong Kong nel 2018, poco prima di essere danneggiata

Le Marin” di Picasso alla mostra di prevendita di Christie’s ad Hong Kong nel 2018, poco prima di essere danneggiata

La compagnia assicurativa di Christie’s ha aperto una causa contro la società responsabile del danneggiamento di Le Marin di Pablo Picasso. L’opera è stata oggetto di danno accidentale da parte di un dipendente nel 2018 prima della mostra che avrebbe consacrato l’opera come il «Dipinto di Picasso più costoso di sempre».

Il danno accidentale

Nel 2018, la tela a olio Le Marin avrebbe dovuta essere la protagonista indiscussa della mostra di prevendita di Christie’s nel Rockefeller Center di Manhattan, New York. Stimata a 70 milioni di dollari, si credeva potesse essere il «Dipinto di Picasso più costoso di sempre».

Le Marin è stata però rovinata accidentalmente da un dipendente dell’azienda T.F. Nugent, assunta per occuparsi dell’imbiancatura delle pareti delle gallerie di Christie’s. Il distratto impiegato danneggiò l’opera facendo cadere un rullo di vernice, squarciandola e creando un buco di considerevoli dimensioni (12 centimetri circa). 

La famosa casa d’aste inglese ha deciso di ritirarne la vendita e restaurare l’opera in accordo con il suo proprietario, il miliardario statunitense Steve Wynn, collezionista d’arte e proprietario di una catena di alberghi e casinò a Las Vegas.

La compagnia di assicurazioni, che ha rimborsato Christie’s, ha aperto oggi una causa contro la T.F. Nugent. Il dipinto, prima dello spiacevole accaduto, era stato valutato fino a 100 milioni di dollari. Ora il suo valore è diminuito del 20%, considerata «L’entità del danno fisico».

Steadfast Insurance Co., la compagnia assicurativa di Christie’s, ha dovuto rimborsare 18 milioni di dollari per «atti negligenti» eseguiti senza «Ragionevole cura nell’esercizio delle loro funzioni» da parte della società T.F. Nugent. In seguito all’incidente, la casa d’aste ha speso 487.645 dollari per riparare la tela. 

Gli incidenti di Steve Wynn

Non è la prima volta che un dipinto di Picasso subisce danni nelle mani di Steve Wynn. Nel 2006, il magnate stesso ha «Danneggiato accidentalmente» il ritratto Le Rêve del 1932, raffigurante l’amante dell’artista, Marie-Therese Walter. La costosa disavventura è avvenuta nell’ufficio di Wynn, il quale ha dato una gomitata al dipinto, mentre lo mostrava fieramente ad un gruppo di interlocutori. Le Rêve, valutato a 70 milioni di dollari, è stato riparato e venduto dal collezionista miliardario Steven Cohen per 155 milioni di dollari, nel 2013.

“Le Rêve” di Picasso battuta all’asta di Christie’s nel 1997. In 2006, Steve Wynn l’ha accidentalmente colpita.

Le Marin

Realizzato da Picasso nel 1943, Le Marin è un autoritratto dell’artista che offre una delle visioni più profonde della sua psiche. «Dalla profondità e alla forza espressiva della sua camicia bretone a righe, Le Marin è un ritratto straordinariamente vivido dell’artista», sostiene Adrien Meyer, co-presidente di Christie’s New York. Seppur fosse convinto di rimanere in Francia nel 1943, Picasso viveva nel timore di essere deportato. Come testimonia una lettera datata 16 settembre 1943, appena cinque settimane prima di dipingere Le Marin, i nazisti progettarono di deportare Picasso in un campo di concentramento. 

La tela a olio riflette il disagio emotivo e psicologico del Maestro del Cubismo. «Non ho dubbi sul fatto che la guerra sia presente nei miei dipinti», dichiarò nel 1944. L’artista fu salvato dagli amici André Louis Dubois, Jean Cocteau e dallo scultore preferito di Hitler, Arno Breker. 

Il dipinto è apparso l’ultima volta all’asta nel 1997, come parte fondamentale della leggendaria vendita di Christie’s dalla collezione di Victor e Sally Ganz. Nella collezione dei Ganz, Picasso è l’artista più ricorrente. Furono i proprietari di Les Femmes d’Alger, l’opera più costosa mai venduta sino al 2015, con un valore di 179,4 milioni di dollari. 

Imprenditori e artisti a cena: primo tavolo tra amici Vip al ristorante SAMBAMAKI a Roma

La giornalista Roberta Nardi dieci giorni fa ha ricominciato con la versione soft delle cene-stampa e per la sua prima “riunione di più persone” ha scelto un ristorante di fiducia, SAMBAMAKI.

Al tavolo c’era un imprenditore di Roma nel settore della Bellezza Michele Spanò, un giornalista e organizzatore di eventi nelle migliori location e roof della Capitale Lorenzo Panunzio, un regista e redattore Emanuele Ajello e…Naturalmente era presente il fotografo di fiducia di Roberta, Carlo Piersanti.

Le prelibatezze preparate dietro le quinte dallo chef Angelina ci hanno stupito : è un ristorante in grado di coniugare perfettamente sapori leggeri e gusto intenso.

L’eleganza degli ambienti e la cordialità del personale sono stati i pregi del luogo notati da Michele.

“Tutti davvero disponibili e gentili, ci hanno fornito un servizio veloce e di qualità” così ha commentato Lorenzo a fine serata.

Emanuele e Carlo, invece, non hanno resistito al dessert e hanno commentato le peculiarità dei piatti assaggiati ma anche lo stile super dell’organizzazione:

Infatti Thiago, il gestore del Sambamaki è stato impeccabile e lo consigliamo vivamente ai nostri lettori.

Roma SAMBAMAKI – Viale regina margherita 170

GRANDE SUCCESSO PER MATTEO SICA CON IL SUO PRIMO EP

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Matteo Sica pubblica il suo primo Ep dal titolo “Nel Paese dei Balocchi”. Grande attesa per il lavoro che sancisce il lancio del giovane cantautore romano, già vincitore ed ospite in occasioni d’importanza nazionale quali il palco di Radio Deejay e, per ben due volte, Bollino Rosso da Fiorello. Matteo Sica, per il suo stile di scrittura, è stato definito il “Cantautore PopPoeta”, proponendo testi con parole semplici ma costruiti in frasi colme di poesia ed eleganza come nella sua musica. Un giovane in forte controtendenza con lo stile in voga attualmente: niente parolacce, niente volgarità, niente eccessi, niente ritmi ripetitivi ed omologati. Il lockdown ha fatto slittare di circa un mese la fine della lavorazione degli ultimi due brani per completare l’uscita, il 12 giugno, del primo EP dal titolo “Nel Paese dei Balocchi”, in versione digitale su tutti i digital stores ed in supporto fisico con un limitatissimo numero di copie di cd, solo su prenotazione nei profili dell’artista. Un Ep in cui si parla di tematiche giovanili e sociali, di sogno e di desiderio, che tocca le corde delle emozioni, proprio quelle che la quarantena non ci ha concesso di vivere.

<< “Nel Paese dei Balocchi” rappresenta un luogo dell’anima, la casa dei sentimenti in cui accade tutto il caos delle emozioni. E noi tutti siamo come Pinocchio alla scoperta di un mondo fantastico che si rivela qualcosa di diverso, che delude le aspettative di fanciullo ed in cui Mangiafuoco impersonifica la crudezza della realtà. “Nel Paese dei Balocchi” è quello spazio tutto nostro che può essere ovunque ci sia Musica, ovunque ci sia la voglia di sognare, ovunque ci sia la voglia di esprimersi. La via per andarci prima o poi si trova ma la voglia deve venire da dentro >>

Così il cantautore presenta il suo Ep composto da sei brani ognuno con un significato ben preciso.

Track 1 – Traffico – l’indifferenza nell’amore e nella vita è il tema principale e, come primo brano, indirizza all’ascolto dell’Ep

Track 2 – Nella mia Giornata – un brano accattivante ed estivo sulla disparità tra il valore che si da al nostro “chiodo fisso” e quel che si riceve in cambio

Track 3 – Sabato Sera – è stato definito la storia di tutte storie: la delusione delle aspettative e della mancanza in una relazione tormentata

Track 4 – Ti Porterei – il sogno ed il desiderio della persona amata (quasi ad anticipare quel che sarebbe successo di li a poco con tutte le coppie divise per via della pandemia).

Track 5 – Nel Paese dei Balocchi – un testo fortemente autobiografico in cui si mette a nudo il concetto di nostalgia, il desidero di rivivere momenti del passato in quel luogo della mente e del cuore in cui c’è sempre la speranza ed è tutto utopistico

Track 6 – Fino a Tre – traccia con cui ha vinto il prestigioso contest di Radio Deejay nel 2018, e che racconta di un amore nei riguardi di una persona distratta e superficiale

TITOLO EP – NEL PAESE DEI BALOCCHI

Etichetta RavOro di Marcello Cirillo

Produzione Esecutiva di Italian Music News di Sara Lauricella

Arrangiamenti Matteo Costanzo

Rec Mix e Mastering Toni Pujia e Marco Mattiuzzo della T-Recs Music

Rec Mix e Mastering “Fino a Tre” Sts Recording

Distribuzione digitale di Artist First

Videoclip team della Andrew Superwiev

Grafiche di Simone Pardi.

Instagram @mattewsica

Facebook @matteosicaofficial

Spotify Matteo Sica

Twitter @matteosica

Le riflessioni ci circondano ogni giorno, eppure non le vediamo di Corrado Giacomazzi

come racconta in questo articolo Corrado Giacomazzi “Le riflessioni ci circondano ogni giorno, eppure non le vediamo”, ha detto in un’e-mail. “Devo concentrarmi molto, osservare e sentire esattamente quando è il momento della massima compressione”. 
Cadendo da qualche parte tra un collage Photoshopped e un sogno surreale, ciascuna delle foto di Stünkel suggerisce una narrazione, l’effetto stratificato che insinua connessioni che non sono davvero lì. E sebbene Stünkel abbia attraversato il globo per la serie, la posizione geografica sembra irrilevante. Una foto che cattura i colori e i volti di una strada piena di negozi potrebbe essere stata scattata ovunque. Una donna che trascina una valigia attraverso i riflessi di viaggiatori indaffarati e luci fluorescenti potrebbe essere una scena da qualsiasi aeroporto o stazione ferroviaria. 
Mentre esplora l'universalità delle esperienze umane, Stünkel ha scelto di non identificare le posizioni nei titoli delle immagini.

Mentre esplora l’universalità delle esperienze umane, Stünkel ha scelto di non identificare le posizioni nei titoli delle immagini. Credito: cortesia di Franziska Stünkel
Questo è in gran parte il punto. È la ragione per cui Stünkel non nomina né etichetta le sue foto per data o luogo. (Invece, sono semplicemente chiamati “Tutte le storie” e numerati.)
“Le mie fotografie sono un simbolo di convivenza globale. Voglio dare un’idea della complessità del mondo e dell’essere umano”, ha detto. Guardandoli, siamo costretti a riconoscere le somiglianze dei nostri ambienti, piuttosto che le differenze. 
Una delle oltre 100 immagini nel nuovo libro di Stünkel, "Coexist".

Una delle oltre 100 immagini nel nuovo libro di Stünkel, “Coexist”. Credito: cortesia di Franziska Stünkel
Stünkel, che si divide tra le città tedesche di Hannover e Berlino, ha iniziato a girare la serie nel 2009, quando ha visitato Shanghai per il suo festival cinematografico internazionale. Mentre vagava per le strade da sola, fu colpita da come diversi riflessi – di commensali, macchine, alberi che costeggiavano la strada – si sovrapponevano alla finestra di un ristorante.
“Mi ha mostrato che, in qualche modo, tutto è collegato e che non sono mai solo”, ha detto. L’immagine che ha scattato lì è diventata “All the Stories 01.” 
Le foto presentano più livelli di riflessi in un unico riquadro della finestra.

Le foto presentano più livelli di riflessi in un unico riquadro della finestra. Credito: cortesia di Franziska Stünkel
Ora, Stünkel ha raccolto 110 foto nel suo nuovo libro “Coexist”, pubblicato dall’editore tedesco Kehrer Verlag. Con brevi testi accademici che esplorano il concetto di convivenza in diversi contesti – dalla linguistica alla robotica sessuale – mostra il mondo attraverso gli occhi di Stünkel, interrogando il modo in cui vediamo le nostre relazioni reciproche.
In un momento in cui il mondo sta affrontando infinite crisi internazionali, dalla diffusione del coronavirus, che fa isolare gli individui nelle loro case, fino alle crisi climatiche e migratorie in corso, Stünkel ha riflettuto sul tema più che mai. Guardando come le persone si sono separate e si sono unite negli ultimi mesi, è fiduciosa che impareremo ad agire “insieme in solidarietà e con empatia”. 
Il fotografo e il regista hanno affermato che le immagini mostrano come "tutto è collegato".

Il fotografo e il regista hanno affermato che le immagini mostrano come “tutto è collegato”. Credito: cortesia di Franziska Stünkel
“Non possiamo guardarci da soli … abbiamo la responsabilità reciproca”, ha detto. “Questo non deve essere un peso, può anche essere un’esperienza meravigliosa sentire questo potere di stare insieme”.