GRANDE SUCCESSO PER MATTEO SICA CON IL SUO PRIMO EP

https://lnk.to/MatteoSicaNPDB

Matteo Sica pubblica il suo primo Ep dal titolo “Nel Paese dei Balocchi”. Grande attesa per il lavoro che sancisce il lancio del giovane cantautore romano, già vincitore ed ospite in occasioni d’importanza nazionale quali il palco di Radio Deejay e, per ben due volte, Bollino Rosso da Fiorello. Matteo Sica, per il suo stile di scrittura, è stato definito il “Cantautore PopPoeta”, proponendo testi con parole semplici ma costruiti in frasi colme di poesia ed eleganza come nella sua musica. Un giovane in forte controtendenza con lo stile in voga attualmente: niente parolacce, niente volgarità, niente eccessi, niente ritmi ripetitivi ed omologati. Il lockdown ha fatto slittare di circa un mese la fine della lavorazione degli ultimi due brani per completare l’uscita, il 12 giugno, del primo EP dal titolo “Nel Paese dei Balocchi”, in versione digitale su tutti i digital stores ed in supporto fisico con un limitatissimo numero di copie di cd, solo su prenotazione nei profili dell’artista. Un Ep in cui si parla di tematiche giovanili e sociali, di sogno e di desiderio, che tocca le corde delle emozioni, proprio quelle che la quarantena non ci ha concesso di vivere.

<< “Nel Paese dei Balocchi” rappresenta un luogo dell’anima, la casa dei sentimenti in cui accade tutto il caos delle emozioni. E noi tutti siamo come Pinocchio alla scoperta di un mondo fantastico che si rivela qualcosa di diverso, che delude le aspettative di fanciullo ed in cui Mangiafuoco impersonifica la crudezza della realtà. “Nel Paese dei Balocchi” è quello spazio tutto nostro che può essere ovunque ci sia Musica, ovunque ci sia la voglia di sognare, ovunque ci sia la voglia di esprimersi. La via per andarci prima o poi si trova ma la voglia deve venire da dentro >>

Così il cantautore presenta il suo Ep composto da sei brani ognuno con un significato ben preciso.

Track 1 – Traffico – l’indifferenza nell’amore e nella vita è il tema principale e, come primo brano, indirizza all’ascolto dell’Ep

Track 2 – Nella mia Giornata – un brano accattivante ed estivo sulla disparità tra il valore che si da al nostro “chiodo fisso” e quel che si riceve in cambio

Track 3 – Sabato Sera – è stato definito la storia di tutte storie: la delusione delle aspettative e della mancanza in una relazione tormentata

Track 4 – Ti Porterei – il sogno ed il desiderio della persona amata (quasi ad anticipare quel che sarebbe successo di li a poco con tutte le coppie divise per via della pandemia).

Track 5 – Nel Paese dei Balocchi – un testo fortemente autobiografico in cui si mette a nudo il concetto di nostalgia, il desidero di rivivere momenti del passato in quel luogo della mente e del cuore in cui c’è sempre la speranza ed è tutto utopistico

Track 6 – Fino a Tre – traccia con cui ha vinto il prestigioso contest di Radio Deejay nel 2018, e che racconta di un amore nei riguardi di una persona distratta e superficiale

TITOLO EP – NEL PAESE DEI BALOCCHI

Etichetta RavOro di Marcello Cirillo

Produzione Esecutiva di Italian Music News di Sara Lauricella

Arrangiamenti Matteo Costanzo

Rec Mix e Mastering Toni Pujia e Marco Mattiuzzo della T-Recs Music

Rec Mix e Mastering “Fino a Tre” Sts Recording

Distribuzione digitale di Artist First

Videoclip team della Andrew Superwiev

Grafiche di Simone Pardi.

Instagram @mattewsica

Facebook @matteosicaofficial

Spotify Matteo Sica

Twitter @matteosica

In forma con la FINP: è iniziato oggi il primo di una serie di appuntamenti live di workout

A partire dal 29 aprile alle ore 11.00 si è tenuto il primo di una serie di appuntamenti live di workout proposti dallo Staff Tecnico Nazionale della Federazione Italiana Nuoto Paralimpico sulla pagina ufficiale Instagram.

E’ stato trasmesso in diretta web sull’ account finp_nuotoparalimpico l‘incontro con il tecnico nazionale Matteo Poli che ha introdotto l’allenamento svolto dalla campionessa mondiale dei 50 farfalla, Arianna Talamona.

Gli appuntamenti dei prossimi giorni:

venerdì 1 maggio alle ore 17.00 con Angela Procida

lunedì 4 maggio ore 11.00 con Giulia Ghiretti

mercoledì 6 maggio ore 11.00 con Federico Bicelli

giovedì 7 maggio ore 17.00 con Simone Barlaam

venerdì 8 maggio ore 11.00 con Carlotta Gilli

LA VIE EN BLANC ATELIER A FIANCO DEL PERSONALE SANITARIO CHE COMBATTE IL COVID 19

LA MAISON DI VIALE DELLE MILIZIE A ROMA HA DECISO DI OFFRIRE UN PARTICOLARE TRATTAMENTO ALLE FUTURE SPOSE DEL 2020 APPARTENENTI A TUTTO IL PERSONALE SANITARIO OGGI IMPEGNATO NELLA BATTAGLIA CONTRO IL CORONAVIRUS.

Sono i nostri angeli, i nostri eroi in prima linea. Dal nord ferito ma mai domo, fino al sud della Penisola, il personale sanitario impegnato contro il Covid 19 sta scrivendo un pezzo della storia del Paese. Sono uomini e donne che stanno combattendo contro un nemico che aggredisce le nostre vite, i nostri affetti, il nostro mondo fatto di piccole e grandi certezze che, senza di loro, si sarebbero dissolte come neve al sole.

Ognuno di noi, in cuor suo, sa di dovergli tanto.

La narrazione di questi giorni ci ha raccontato le storie di moltissime donne; madri, mogli ma anche di molte giovani ragazze che, per dedicarsi agli altri, hanno riposto nel cassetto il sogno di un matrimonio, della loro favola personale rimandandolo ad un momento in cui tutto tornerà come prima.

La Vie En Blanc Atelier, azienda di produzione Made in Italy di abiti da sposa in Roma, nello stringere  idealmente queste giovani donne vuole trasformare questo ideale abbraccio in un gesto concreto: “ Come giovane donna e giovane imprenditrice mi sento in dovere – afferma la titolare dell’Atelier Giorgia Albanese – di concretizzare la mia personale gratitudine e quella di tutto lo staff della mia azienda verso queste giovani donne che come delle moderne eroine del Risorgimento Italiano hanno deciso di accantonare il loro sogno di future spose per il bene di tutta la collettività. Per questa ragione non ci vogliamo dimenticare di Loro, una volta finita questa notte buia. Per questa ragione come azienda vogliamo riservargli, per il loro giorno più bello, uno speciale trattamento economico consistente in un importante risparmio sul costo dell’abito. Un piccolo gesto di gratitudine per queste Grandi Donne che stanno combattendo anche per noi”.

Con questo gesto La Vie En Blanc Atelier conferma la grande attenzione alle tematiche sociali e, attraverso la grande sensibilità delle donne del suo staff, esprime concretamente la propria gratitudine verso le donne impegnate in questa battaglia e che prenoteranno il proprio abito da sposa entro l’anno 2020.

La Vie En Blanc Atelier

Viale delle Milizie, 34 – Roma Prati (Rm)

371.1201000

www.lavieenblanc.it — info@lavieenblanc.it

“Sto lavorando ad un nuovo progetto”: sarà una primavera di grandi novità per Vincenzo Giannone

Ciao Vincenzo, cominciamo con qualche curiosità per i nostri lettori. Innanzitutto di cosa ti occupi? Qual’è la tua formazione e quale sarebbe il tuo più grande sogno nel cassetto?
Io mi occupo non solo di regia ma anche di sceneggiatura, montaggio, recitazione, direzione della fotografia, sono una sorta di “tutto fare”; questa capacità che ho di spaziare nelle varie discipline del cinema non sempre viene considerata una cosa ‘buona e giusta’ in quanto il cinema è molto settoriale, ma i grandi registi come Giuseppe Tornatore mi hanno consigliato di imparare a fare tutto.

Ho iniziato il mio percorso artistico in un laboratorio di recitazione per un progetto scolastico, poi mi sono iscritto al teatro ridotto di Salerno per un corso di recitazione musical diretto da Gaetano Stella, poi l’anno successivo mi sono iscritto all’accademia del musical di Baronissi sempre gestita da Gaetano Stella.

In 4 anni di accademia ho fatto spettacoli con professionisti e stage di musical di altissimo livello con Manuel Frattini (che ad ottobre ci ha lasciato), Andrea Verzicco, Lena Biolcati, Silvia di Stefano, Stefano D’orazio (il batterista dei Pooh) poi uno stage di living theatre con Gary Bracket (allievo di Judith Malina, Julian Beck), e una serie di rivisitazioni storiche con Sebastiano Somma. Ricordo anche gli anni passati al Giffoni Film Festival e delle masterclass fatte e dei tanti volti dello spettacolo conosciuti, da Vittorio Storaro a Sergio Castellitto.

Dopo queste esperienze mi sono deciso a partecipare ai primi stage di recitazione a Roma, tra cui quello di Francesco Apolloni e Volfango de Biasi; da là mi sono iscritto ad un’Accademia di cinema e contemporaneamente ad un corso di recitazione del teatro Elettra diretto da Alberto Buccolini, Giorgia Serrao e Carla Corsi.

La doppia esperienza recitativa tra teatro e cinema mi ha regalato grandi emozioni, per la regia sono un autodidatta.

Il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un’artista completo e dare emozioni al mio pubblico; poi c’è una parte di questo sogno che è la mia missione: poter creare una mia casa di produzione e dare lavoro a più perone possibili e infine…Il più grande sogno, quello di vincere l’Oscar.

Lo scorso autunno ti abbiamo visto nell’organizzazione di un festival di cinema in Campania. Di che Festival si trattava? Ce ne parli brevemente?
Il Picentia Short film festival è un festival di cortometraggi internazionale organizzato da noi ragazzi di un piccolo paese della Campania, ogni anno l’evento diventa sempre più importante e ha un ‘parterre di ospiti di prestigio. Il Picentia vede la collaborazione di altri festival tra cui: L’Ariano international film festival, Corto e a Capo di Venticano, Tulipani di seta nera di Roma, World film fair di New york, il festival di jaipur in India e altri festival che collaborano con noi. Ogni anno diventa sempre più difficile perchè le risorse sono poche e le attività aumentano, dallo scorso anno abbiamo aggiunto anche le masterclass. La forza di questo evento è la compattezza di un team molto professionale, questo è il quarto anno e abbiamo aggiunto la sezione Green in collaborazione con Legambiente, le sezioni di concorso sono: Horror & Thriller, Drama & Social, Comedy & Comic, Past & Future, Docs & Discovery, Green & Nature e Music & Videos. Per me e per tutto lo staff è stato un onore avere come nostri ospiti giornalisti e uffici stampa affermati nonchè attori già conosciuti a Los Angeles come Roberto Luigi Mauri e ancora coautori di libri e speaker radiofonici come Mauro Stroppa.

Due anni fa l’attore, regista Francesco Apolloni ha definito questo festival come un festival familiare perché chiunque partecipa si sente a casa, si sente in una famiglia per il calore umano che oggi altrove un pò manca; questo festival lo ha invece riscoperto con la sua grandezza e al contempo semplicità.

Dimenticavo: i vincitori andranno al World film fair di New York e sul Morandini di cinema; è dunque un festival che offre tante possibilità.

Abbiamo saputo che attualmente stai lavorando ad un nuovo progetto. Cosa ci puoi anticipare al riguardo?
Si, sto lavorando ad un cortometraggio che ha un tema molto attuale, noi attori, registi, sceneggiatori, tecnici del settore cinema e teatro non siamo valorizzati come dovremmo, lo Stato non ci tutela e rischiamo di non avere una pensione…Sembra assurdo, infatti il mio nuovo progetto è una sorta di inno alla valorizzazione dei mestieri artistico/culturali.

Il titolo del cortometraggio è Al dì là di tutto, cioè al dì la di tutto quello che non ci viene riconosciuto noi lottiamo e intratteniamo il pubblico cercando di far lasciare loro i problemi a casa e di farlo riflettere quando è possibile. Tutti coloro che stanno al potere parlano di arte e cultura ed io spesso mi chiedo se sanno davvero cosa significano queste parole. Il corto è un’opera che ha una sfumatura politica e di riflessione. Essendo una docu-fiction ha in se un cortometraggio e due documentari che danno l’inizio e la fine all’opera. L’idea non parte solo da me ma anche da Maria Spinicchia per gli amici Mascia. Il cast e’ di due tipologie: quello della parte cortometraggio (Mascia Spinicchia, Valerio Ricci, Eva Sgalia) e quello della parte documentario (Cristina De Felici, Roberto Luigi Mauri, Felice Modica, Luca Iervolino, Antonio Moscatiello, Manuel Stabile, Marcello D’ambrosio e tanti altri). Vanta la collaborazione di Tecnofilm due di Alessandro Perrella (diplomato al Centro Sperimentale di Cinematografia  nel biennio 1967-69, è stato assistente di R.Rossellini, di L. Visconti e di numerosi altri registi.) e della Terrazza (associazione cinematografica) mentre la produzione è dell’associazione di produzione cinematografica indipendente ACT Production.

Roberta Nardi

Truffa dei finti casting ed agenzie dello spettacolo in fuga

DECINE di agenzie di casting che promettono tutto e non garantiscono nulla. Centinaia di scuole di recitazionee portamento, senza alcuno sbocco professionale. Un esercito di aspiranti attori, ballerini, cantanti, showman e vallette pronto a pagare pur di sfondare nel “mondo dello spettacolo”. È la fabbrica delle illusioni: un giro d’ affari di oltre 10 milioni di euro l’ anno, tra costosi book fotograficie alte quote d’ iscrizione. Basta un numero per capire: sono ben 110mila gli italiani che oggi affidano i propri sogni ai database delle agenzie di casting.

Curriculum, fotografie, lunghe e inutili attese accanto al telefono. E l’ ingaggio non arriva mai. Come si riconoscono le truffe? Quali sono i trucchi delle agenzie? E chi sono i padroni di questo mercato? ASPIRANTI ARTISTI E SELEZIONI DI FACCIATA Anita Ceccarelliè romana, ha 26 annie fa la ballerina. Il suo è un caso tipico: «Lo scorso settembre ho letto un annuncio su un periodico. Un’ agenzia cercava ballerini per alcune produzioni televisive. Ho chiamato e ho preso appuntamento per un provino. Ho fatto un pezzo di ballo modern jazz. Tutto è andato bene, finché non si è arrivatia parlare di soldi: mi hanno chiesto mille euro per le foto. Ho risposto che avevo già un book fotografico professionale e dunque non avevo bisogno di altro. L’ agenzia ha insistito: solo con le loro foto avrebbero potuto garantire di farmi lavorare. Erano molto persuasivi, ma la loro insistenza mi ha insospettita e alla fine non ho accettato.

Uscita da lì ho telefonato all’ Unione nazionale consumatori e ho capito che ero stata a un passo dal farmi fregare. Oggi studio comunicazione all’ università Cattolica di Milano». Ma per una come Anita che non ci casca, tanti sono quelli pronti a pagare pur di iscriversi a un database o farsi fare un inutile book. «Fino a due anni fa, sono stato casting director per una grande agenzia romana, che lavora ancora oggi». A parlare è F. D.: ha deciso di raccontare come funziona la macchina delle illusioni. «Quando qualche produzione televisiva o cinematografica ci mandava una cast list, il mio compito era quello di girare loro le facce migliori del nostro database. Ma questo accadeva assai di rado: era, diciamo così, la nostra copertura legale. Per capirci, durante tutto il tempo che ho lavorato in agenzia avrò piazzato al massimo 5-6 persone, tra cui tre comparse per Un medico in famiglia e un solo ruolo di un certo peso per un film.

Ben poca cosa, se pensiamo che avevamo oltre 12mila profili nel database. Il nostro business era un altro: fare numero, prendere tutti quelli che si presentavano, senza nessuna selezione e fare cassa con i soldi delle iscrizioni». Il meccanismo è semplice: l’ agenzia di F. D. pubblica su internet e giornali locali degli annunci generici di ricerca di attori o ballerini. Le persone chiamano e prendono appuntamento in agenzia. «Venivano oltre venti candidati al giorno, anche da lontano, soprattutto dal Sud Italia: ricordo per esempio una coppia arrivata a Roma dalla Puglia. Noi promettevamo di iscriverli nel nostro database, con qualche dato del loro profilo e una fotografia. Nulla di più. In cambio dovevano sborsare 78 euro a testa per due anni, ma ora la quota è arrivata a 98 euro. In gran parte in nero. Prendevamo tutti. Una volta si è presentata una famiglia intera per iscrivere il figlio minorenne. Noi li abbiamo convinti a iscriversi tutti e quattro, dicendogli che avevano buone possibilità nel mondo dello spettacolo. Quasi tutta quella gente era improponibile. Ma che ce ne fregava? A noi interessavano solo i soldi dell’ iscrizione, poi i loro profili potevano pure andare perduti». Per F. D. non si trattava di una truffa in senso tecnico, «in fondo noi promettevamo solo di inserirli nei database, nei contratti non si parlava mai di lavoro. Dunque, in qualche modo, mantenevamo le promesse. E poi in giro c’ è ben di peggio: ci sono agenzie che si fanno pagare tremila o quattromila euro per book fotografici che non servono a nulla». Ma qual è il giro d’ affari dei falsi casting? E quanti italiani finiscono vittime dei loro trucchi? UN ESERCITO DI RAGGIRATI Il giro d’ affari è grosso: per il casting director F. D. «oggi oltre 110 mila italiani sono dentro le banche dati delle varie agenzie: un esercito di illusi». Dati confermati dalle associazioni dei consumatori. «Le segnalazioni che riceviamo riguardanti truffe nel mondo dello spettacolo sono numerosissime – chiarisce Sonia Galardo dell’ Unione nazionale consumatori, che ha denunciato il fenomeno anche davanti alle telecamere della trasmissione Rai, Apprescindere-i giovano restano le vittime predilette, gli annunci sono sempre molto generici, tipo «cercasi nuovi volti per il cinema», in modo da raggiungere il massimo bacino di utenza. Poi si guadagna sulle iscrizioni all’ agenzia e su costosissimi book fotografici. A caderciè un esercito di aspiranti attori, modelli, ballerine, che spera in un lavoro e rimarrà invece a bocca asciutta». Solo a Roma, come racconta Ilaria Ravarino in un articolo per il mensile romano Nuovo Paese Sera, sono migliaia gli aspiranti attori che ogni anno si affidano a un’ agenzia di casting della città. Non mancano poi agenzie solo on-line, che fanno affari d’ oro grazie a internet. Qui neppure c’ è bisogno di prendere appuntamento e recarsi presso un ufficio. Basta connettersi per trovare decine di offerte: «Mandaci foto e dati personali e ti metteremo sulla nostra bacheca on-line a disposizione dei professionisti dello spettacolo». Costo medio di un “pacchetto professional” (con il massimo di visibilità tra i tanti candidati e la possibilità di caricare video personali): 120-180 euro l’ anno. Un bell’ affare, a costo (per l’ agenzia) zero. E anche qui, accanto a poche agenzie serie, molte non garantiscono alcun contatto reale col mondo del lavoro. La regola per evitare fregature è una sola: non pagare mai un euro in anticipo. «Le agenzie vere non chiedono soldi d’ iscrizione, né obbligano l’ artista a pagare a peso d’ oro il book presso un determinato fotografo o gli impongono un qualche corso – spiega Aldo Emanuele Castellani, regista, attoree autore di un blog molto seguito, “casting-aperti.blogspot.com” – le agenzie serie guadagnano solo in un modo: prendono una percentuale sui lavori effettivamente trovati». Quanto? «Il 10% per ingaggi nel cinema e in tv e il 20% in caso di spot pubblicitari. Per questo effettuano una selezione reale degli artisti. Tutte le altre si limitano a lucrare sull’ ingenuità dei ragazzi». LA RABBIA SUI FORUM Internet è una miniera di storie e speranze tradite. Scrive sul “forum.alfemminile.com”, Ester di Bolzano: «Ho dato a un’ agenzia la somma di 10mila euro per book fotografici della mia bambina. Mia figlia Emily, mi dicevano, era addirittura idonea sul piano internazionalee mi hanno fatto fare la bellezza di 800 foto per coprire tutto il campo, promettendomi contratti su contratti. A luglio mi hanno detto che era arrivato il primo lavoro e che quindi avrei dovuto versare la cauzione di 3mila euro. Fatto sta che sono passati 7 mesie del lavoro niente. Neanche un contratto da firmare. Niente di niente. Ho contattato altre agenzie per farmi dare dei consigli. Tutte sono dell’ idea che sono stata pesantemente truffata». Sullo stesso forum Jonesd racconta la sua esperienza presso un’ agenzia di modelle di Milano: «Ci sono stata ieri per un colloquio di lavoro. Ho conosciuto una ragazza brasiliana (brutta e pretenziosa) che mi offriva un lavoro che consisteva nel cercare nuovi volti, giovani ragazze che vogliono fare le modelle, e cercare di vendere loro book e servizi. Quando ho chiesto se dopo le ragazze avrebbero effettivamente lavorato, lei si è messa a ridere, dicendo che quello che conta è solo vendere più book fotografici possibili, non importa se sono ragazze belle o brutte. Per loro l’ importanteè il numero. Anche perché non c’ è un salario fisso, guadagno sui book che vendo. Insomma un’ altra fregatura nel mondo della moda milanese. State lontano da gente così se volete lavorare, invece di essere lavorate». IL MITO DEI CASTING APERTI Il problema è anche un altro. Oggi raramente i casting sono davvero aperti. «Le grandi produzioni non fanno annunci pubblici, se non in rari casi e per ruoli molto specifici – sostiene Castellani- per il resto si affidano sempre allo stesso giro di agenti o di raccomandati. Anche perché, va detto, c’ è un tal numero di persone interessate a recitare che in caso di casting aperti fioccherebbero a migliaia le domande». Non solo. Accade anche che alcuni casting siano solo di facciata: i ruoli già sono tutti presie le selezioni vengono fatte solo per giustificare voci di spesa nelle produzioni che accedono ai finanziamenti pubblici allo spettacolo. «In effetti molte cast list non girano più tra le agenzie, sono circuiti chiusi – conferma Simona Tartaglia, tra le più importanti casting director italiane, moglie del regista di fiction Giorgio Capitani e da oltre 25 anni nel mondo dello spettacolo – e non mancano accordi sotto banco tra produzioni e singole agenzie». Ma cosa fa davvero un casting director? «Il nostro lavoro- risponde Tartaglia- ha avuto un riconoscimento professionale solo 5-6 anni fa, prima a fare i casting erano gli assistenti alla regia. Noi riceviamo la sceneggiatura, estraiamo i ruoli, inviamo alle varie agenzie la cast list e riceviamo le loro proposte. Per ogni ruolo facciamo provini a circa dieci candidati, montiamo tutto su dischetto e portiamo al regista e al produttore cinque proposte per ogni ruolo. Questo è quello che fa il vero casting director. E una cosa è certa, nessuno deve pretendere soldi dall’ attore: noi veniamo pagati dalla produzione, l’ agente o l’ agenzia dell’ attore guadagna solo grazie alla percentuale sull’ ingaggio». Non è tutto. «Un altro ambiente opaco – avverte Tartaglia – è quello delle tante scuole di recitazione, che promettono l’ impossibile». Ma quali sonoi corsi seri?E come funziona il business delle scuole? SCUOLE E CORSI FANTASMA «Tempo fa ho seguito un corso della durata di poche ore, sabato e domenica, in una scuola al centro di Roma – racconta Fabrizio, un giovane attore – eravamo in venti e abbiamo pagato 250 euro a testa. In sede abbiamo trovato quattro sedicenti casting director. La promessa era un abboccamento con questi professionisti, che ci avrebbero poi fatto lavorare. Ciascuno di noi portava un pezzo e si esibiva davanti a loro. Una svolta? Macché, dopo quel weekend non si sono fatti più sentire. Roma è piena di scuole che ti illudono e ti riempiono di inutili attestati». L’ importanteè non crederea chi promette di farti svoltare: «Io partecipo a workshop per professionisti – fa sapere Tartaglia – ma mai e poi mai in questi incontri promettiamo un lavoro». A leggere i giornali, gli annunci on-line o i manifesti affissi in ogni città, si trovano corsi davvero per tutti: aspiranti attori, modelle, cantanti, presentatori, ballerini. Corsi intensivi, annuali, professionali, amatoriali. Scuole fai-da-te o riconosciute da Regione e Provincia, che rilasciano certificati di frequenza o attestati di studio. «All’ Unione nazionale consumatori – racconta Sonia Galardo – ci arrivano diverse segnalazioni. L’ ultima riguardava un corso di formazione a pagamento per diventare telecronisti sportivi. La promessa, solo verbale, era di venire assuntia fine corso. Promessa che, naturalmente, non veniva mai mantenuta». Insomma, fondamentale è non cedere alle sirene di chi garantisce un impiego sicuro. Dare numeri è impossibile. Limitandosi alle scuole di recitazione, le Pagine gialle ne riportano 146. Ma sono molte di più quelle che ogni anno nascono nel nostro Paese. «In Italia ci sono le scuole più importanti, come l’ accademia nazionale Silvio D’ Amicoo il Centro sperimentale di cinematografia – spiega Aldo Emanuele Castellani – ma accanto a queste sono cresciute come funghi decine di scuole amatoriali, dove la recitazione è per lo più ridotta a hobby. Nulla di male, per carità, purché i responsabili non promettano inesistenti sbocchi professionali e gli studenti sappiano che quei corsi non garantiscono nulla».VLADIMIRO POLCHI

Non è l’arena, Briatore su Ferragni: “Chi dà 650 euro a ‘sti deficenti per una foto?”

Flavio Briatore ospite di Massimo Giletti a “Non è l’arena” commenta l’evento organizzato da Chiara Ferragni a Milano, una masterclass di make up con la influencer e il suo truccatore di fiducia Manuel Mameli. “Vorrei sapere chi è che da 650 euro a ‘sti deficenti”, si chiede l’imprenditore riferendosi alla possibilità, per chi acquista il pacchetto vip, di entrare in camerino e scattare una foto con Ferragni in carne e ossa. Per chi paga meno, solo selfie con cartonato.

video La7 / Non è l’Arena

Arrestato Giuliano Castellino, il leader romano di Forza Nuova

Arrestati dalla polizia Giuliano Castellino, leader romano di Forza Nuova, e Vincenzo Nardulli, esponente di spicco di Avanguardia Nazionale. Secondo quanto si è appreso, sono ritenuti tra i responsabili dell’aggressione a un cronista e a un fotografo dell’Espresso avvenuta al cimitero del Verano lo scorso 7 gennaio mentre documentavano la celebrazione per l’anniversario dei morti di Acca Larentia. Ad occuparsi delle indagini la Digos di Roma. A quanto accertato, le due vittime sarebbero state accerchiare, aggredite e una anche minacciata di morte nel tentativo di impossessarsi del materiale registrato. Castellino e Nardulli si trovano ora ai domiciliari.

Smart, è ufficiale: Daimler e Geely costruiranno le piccole elettriche in Cina

In una nota congiunta, le due aziende hanno spiegato che verrà formata entro fine 2019 una joint venture paritetica: ingenierizzazione e produzione spetteranno al gruppo guidato da Li Shufu in un nuovo impianto cinese, e i tedeschi cureranno il design. Attesi tre nuovi modelli entro il 2022, mentre lo storico stabilimento di Hambach sfornerà una compatta Mercedes EV

Le anticipazioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma: gruppo Daimler e Zhejiang Geely Holding Group formeranno una joint venture con il 50% di quote a testa per la proprietà di Smart, che dunque prende la Via della Seta e lascerà lo storico stabilimento di Hambach (dove verrà prodotta una compatta Mercedes elettrica) per essere ingegnerizzata e costruita in un nuovo impianto Cina. Al centro stile del gruppo tedesco resterà la responsabilità di curare il design.

In una nota ufficiale, le due aziende hanno chiarito che il board incaricato di guidare la joint venture sarà composto da sei top manager, tre cinesi e tre tedeschi. Il numero uno Li Shufu in persona, insieme con il presidente e AD di Geely An Conghui e con il direttore finanziario Daniel Donghui Li. Per quanto riguarda Daimler, saranno coinvolti il responsabile per la Cina del gruppo Hubertus Troska, il membro del Divisional Board of Management di Mercedes-Benz Markus Schäfer e Britta Seeger, responsabile Marketing e vendite di Mercedes-Benz Cars, con un passato anche nella filiale italiana della Stella.

La strategia è quella di produrre una generazione nuova di veicoli a batteria che consenta “l’espansione di Smart come marchio puramente elettrico“, e che arrivi sul mercato nel 2022. In particolare si parla ditre nuove auto: la due e quattro posti tradizionali, più un terzo modello più grande. La joint venture vedrà la luce entro la fine del 2019.

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Facebook non elimina i gruppi d’odio neonazisti: “Non violano le regole”


I contenuti sono molto lontani dal politically correct: si va dall’apostrofare come ‘parassiti’ i non appartenenti alla razza bianca, agli omosessuali ‘degenerati’, fino a simboli fascisti e foto di Hitler

Il neonazismo non viola le regole di Facebook: non è uno scherzo, ma la realtà emersa dalle segnalazioni ad alcuni gruppi neonazisti che sostengono la supremazia bianca, come sottolinea un rapporto del Counter Extremism Project, di cui parla oggi il quotidiano britannico Independent.
Alcuni di questi gruppi, chiamati Combat 18 o Misantrophic Division, sono stati più volte segnalati, ma Facebook si è rifiutata di rimuoverne i contenuti chiedendo ai segnalanti (cioè i ricercatori) di togliere il follow alle pagine o di bloccarle se le ritenevano offensive.
Stesso destino per Be Active Front Usa, un gruppo di skinhead, e per i neonazisti britannici.
I contenuti in questione erano oggettivamente molto lontani dal politically correct: si va dall’apostrofare come ‘parassiti’ i non appartenenti alla razza bianca, agli omosessuali ‘degenerati’, fino a simboli fascisti e foto di Hitler.
La pagina Combat 18 aveva come immagine di copertina un uomo che eseguiva un saluto nazista di fronte ad una svastica disegnata su un muro.
La stessa Combat 18, che ha proseliti in diverse nazioni (e i cui componenti sono stati coinvolti o sospettati in omicidi di migranti e minoranze etniche) dopo l’attacco terroristico in Nuova Zelanda hanno lamentato il martellamento dei media e della sinistra.
Altre pagine che vendono invece merchandising a sfondo neonazista, allo stesso modo, restano online, generando peraltro profitti e finanziamenti per questi estremisti.
La polemica è nata dopo che ci è voluto diverso tempo per far rimuovere il video in streaming live dell’attentatore neozelandese, che ammazzava le persone come in un vidoegame.
«Facebook e altre piattaforme consentono a questi gruppi di odio di creare reti e avere eco in tutto il mondo – ha commentato all’Independent Hans-Jakob Schindler, che ha guidato la ricerca – Il modello di business di Facebook è questo, e non vedremo progressi significativi a meno che non ci sia una pressione pubblica chiara contro la questione dell’estremismo di destra».  

fonte:
https://www.globalist.it/

Ecco come funziona la cittadinanza per merito e chi l’ha già ottenuta

Nel 2015 il presidente Mattarella ha firmato il decreto per Yassine Rachid atleta di origina marocchina.

Il 17 giugno 2015, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella firmava il decreto di cittadinanza Yassine Rachik, atleta marocchino, 22 anni, da 12 in Italia. Il ragazzo aveva lanciato anche una petizione online con l’obiettivo di essere riconosciuto italiano per poter rappresentare il nostro paesi ai campionati europei di atleta. La sua è stata una delle ultime concessioni di cittadinanza per meriti. Oggi il tema è tornato al centro del dibattito con la storia di Rami, il ragazzo che ha sventato la strage dello scuolabus di San Donato milanese. Ed ha aperto a una serie di interrogativi: come funziona la procedura? E’ possibile dare la cittadinanza a un minore senza che i genitori siano riconosciuti italiani?

La cittadinanza per particolari meriti è prevista dall’articolo 9 della legge 91/92. E viene concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato e previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro degli affari esteri. Lo straniero in questo caso deve aver “reso eminenti servizi all’Italia”, oppure deve esserci “un eccezionale interesse dello Stato”. Nel caso di Yassine Rachid, il campione di atletica aveva già vinto più di 25 titoli nazionali, la cittadinanza arrivò per meriti sportivi. Nel caso di Rami Shelata, invece, si parla di meriti civili. Un caso analogo a quello del ragazzo milanese ha riguardato anche un ragazzo maliano Mamoudou Gassama, in Francia. Lo “spiderman sans papier”, venne chiamato dopo aver salvato (arrampicandosi su un balcone) un bambino che rischiava di cadere giù. Il presidente Emmanuel Macron gli conferì subito la cittadinanza. 

Nelle ultime ore, però, il ministro dell’Interno ha fatto sapere che l’iter non verrà portato avanti perché mancano le condizioni. In particolare, spiega Matteo Salvini: “Stiamo facendo tutti gli approfondimenti del caso. Purtroppo ad ora non ci sono gli elementi per concedere la cittadinanza. Le cittadinanze non le posso regalare e per darle ho bisogno di fedine penali pulite. Non parlo dei ragazzini di 13 anni, ma se qualcuno la cittadinanza non l’ha chiesta e non l’ha ottenuta dopo 20 anni, fatevi una domanda e datevi una risposta sul perché”. Il ministro ha lasciato intendere che uno stretto parente del ragazzino abbia avuto più di un problema con la giustizia. In una dichiarazione succesiva, però, Salvini ospite al Maurizio Costanzo show ha fatto un passo indietro “è come se fosse mio figlio e ha dimostrato di aver capito i valori di questo paese – ha detto -, ma il ministro è tenuto a far rispettare le leggi. Per atti di bravura o coraggio le leggi si possono superare”. 

Nei fatti la concessione della cittadinanza ai minori non comporta l’estensione della cittadinanza all’intero nucleo familiare. Come accade già, sempre secondo la legge in vigore (91/92) per alcuni casi straordinari: come i figli degli apolidi, per i quali si applica il principio dello ius soli alla nascita. Secondo l’articolo 1 della legge sulla cittadinanza italiana, infatti, è cittadino per nascita:  il figlio di padre o di madre cittadini;  chi è nato nel territorio della Repubblica se entrambi i genitori sono ignoti o apolidi, ovvero se il figlio non segue la cittadinanza dei genitori secondo la legge dello Stato al quale questi appartengono. È considerato cittadino per nascita anche il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza. (ec)

fonte:
https://www.globalist.it/news/2019/03/26/ecco-come-funziona-la-cittadinanza-per-merito-e-chi-l-ha-gia-ottenuta-2039240.html