Terremoto di magnitudo 3.1 con epicentro a Collelongo: torna la paura

Un terremoto di magnitudo 3.1 è stato registrato in Abruzzo, localizzato dalla sala sismica Ingv con epicentro 3 km a ovest di Collelongo (L’Aquila) alle 15:42, a una profondità di 15 km.

Le località entro i 10 km. dall’epicentro sono Villavallelonga, Civita d’Antino, Trasacco, San Vincenzo Valle Roveto, Morino, Ortucchio, Balsorano, Luco dei Marsi (L’Aquila).

«Meghan Markle è in travaglio»: ecco gli indizi che hanno allertato i sudditi

di Alessia Strinati

Meghan Markle potrebbe essere in travaglio. Secondo alcuni fan della duchessa di Sussex ci sarebbero degli indizi che fanno pensare all’imminente nascita del royal baby. Sarebbe presente infatti una pattuglia di scorta fuori dal palazzo, oltre a un via vai di auto che avrebbe destato dei sospetti.

Meghan ha scelto, infatti, di partorire in casa, prevedendo però un’ambulanza fuori dal palazzo nel caso in cui dovessero esserci complicanze. La presenza di diversi mezzi avrebbe fatto pensare quindi al momento del travaglio che potrebbe essere iniziato e che porebbe aver allertato l’organizzazione. Il tragitto dei mezzi avvistato da diversi sudditi, come riporta anche il Mirror, dovrebbe essere quello della duchessa dalla sua abitazione all’ospedale, ma per ora non si sono visti altri movimenti.

Grande Fratello 2019, Guendalina Canessa contro Francesca De Andrè

Un’ambulanza avvistata nei pressi della residenza reale non era in realtà destinata a Meghan e quindi sicuramente l’ex attrice non si è recata in ospedale. Potrebbe però darsi che qualcosa inizi a muoversi e che il Baby Sussex abbia intenzione di venire al mondo, quindi il parto potrebbe essere a giorni, addirittura a ore. 

Arriva in Italia Elizabeth Maciel: cantante, fotomodella super sexy


Fare la modella, sogno di molte ragazze, come si inizia? E come funziona? Forse mai come oggi, dove ormai grazie alla tv ed ai social ad imporsi sono le immagini, tantissime ragazze sognano di diventare modelle. Fin da piccole siamo portate a considerare come modello, come icona di femminilità le Barbie che ci vengono regalate. Nel mio caso, l’icona di femminilità l’avevo addirittura in famiglia. Ricordo che mi piaceva un sacco aprire l’armadio di mia zia ed iniziare ad indossare i suoi vestiti, e così giocare a fare la ragazzina alla moda. Per non parlare poi dei suoi rossetti e delle sue scarpe col tacco che mi facevano sentire la più stilosa di tutte. Ad oggi posso dire che quei giochi da bambina hanno finito per essere una sorta di allenamento, visto che al liceo sono stata eletta a più riprese reginetta di bellezza. Fu proprio negli anni dell’adolescenza che realizzai che mi piaceva molto mettermi in posa dinanzi una macchina fotografica; insomma fu una vera e propria presa di coscienza la mia. Parlo di presa di coscienza perché avevo le idee chiare: non mi interessava sfilare sulle passerelle, volevo invece di volta in volta interpretare personaggi diversi per l’occhio meccanico della camera.
Ricordo ancora il primo servizio fotografico che feci. Il fotografo era entusiasta degli scatti e non smetteva di ripetermi che la macchina fotografica mi amava. Io non potevo credere alle mie orecchie ed ai miei occhi. A quelle prime fotografie – prova che veramente la macchina fotografica mi amava – ne seguirono tante altre. La mia carriera di modella mi portò a lasciare la mia piccola città natale per trasferirmi a Buenos Aires. Chi fa l’artista lo sa: le città più sono grandi e più ti offrono opportunità.

Cosa ti ha spinto a fare la modella. Era già un tuo sogno da bambina?

Sicuramente io avevo una predisposizione piuttosto marcata visti i miei giochi da bambina con i vestiti di mia zia, ma devo dire che non avrei mai potuto avere una vera e propria consapevolezza senza l’influenza di mia madre. Non perché lei desiderava che divenissi modella, ma perché era solita comprare un sacco di riviste piene zeppe di fotografie di star internazionali, corredate dalle loro biografie. Lei le leggeva avidamente e mi bastava vedere come i suoi occhi si riempivano di ammirazione per sentir crescere in me il desiderio che mia madre potesse un giorno essere orgogliosa di aver una figlia ritratta sulle quelle riviste.


Che sensazioni hai provato durante il tuo primo servizio fotografico? Per quanto possa sembrare incredibile, posso affermare che mi sentivo assolutamente a mio agio; era come se non avessi fatto altro nella vita. Le mie pose erano spontanee ed espressive, con un tocco di sensualità. L’essere sempre molto naturale negli scatti, mi ha spesso permesso di scegliere io la tematica del book fotografico. Molti fotografi, od almeno quelli che mi hanno concesso questa possibilità, hanno così potuto apprezzare anche la mia creatività e la mia vena imaginifica.


Una domanda frivola. Qual è il tuo outfit preferito? Non posso dire di avere un outfit preferito o che c’è outfit con cui mi sento maggiormente a mio agio. Che sfoggi un look casual, sportivo od elegante, sto sempre attenta che non manchi mai un tocco di sensualità.

In un mondo sempre + social Quale il tuo la rapporto con instagram? Instagram mi piace molto perché è di fatto un social crossmediale, facile da usare. Sul mio profilo infatti pubblico un po’ di tutto: selfie, qualche performance casalinga come ballerina di raggaeton, fotografie di paesaggi, oppure le mie riflessioni sulla vita; il tutto accanto alla riproposizione di alcuni scatti dao servizi fotografici che ho fatto e continuo a fare. Insomma ogni giorno provo a raccontarmi ai miei followers. È come se dicessi loro: “Sono qui ed oggi sto facendo questo; oppure questo è il mio umore”.


Che importanza dai hai social network? A questo domanda non posso rispondere in maniera assoluta, con un “molta” o con un “poca”; dipende… Se sto di buon umore li do molta importanza; però non perdo mai di vista il fatto che la vita vera è quella reale. Ad ogni modo, rispetto ad instagram e facebook, trovo che twitter sia un social più freddo; le persone, le emozioni, le sensazioni, i sogni non possono esprimersi con un tweet di pochi caratteri


C’è un fotografo con cui vorresti lavorare? A dire il vero mi piacerebbe lavorare con tutti i migliori fotografi; quindi non farò mai un nome specifico. L’unica cosa davvero importante è che siano molto esigenti con me, come del resto lo sono anche io. Solo dall’incontro di due persone esigenti può uscire fuori un lavoro eccellente.


Modelle e Fotomodelle: quanto conta l’aspetto fisico e quanto invece quello caratteriale per il successo in questo lavoro? Sicuramente la prima cosa è  l’aspetto fisico, ma altrettanto importanti sono la personalità, il carisma, la sensualità, l’umiltà, la pazienza e la perseveranza. Poi bisogna saper arrivare al publico… Io ad esempio sempre punto a diventare un’icona per il pubblico; non soltanto attraverso i calendari, ma perché no anche come madrina di una società sportiva o come testimonial di un prodotto – che bello sarebbe accogliere i viaggiatori dall’alto di un cartellone pubblicitario di quelli che si vedono all’ingresso delle città. Il tutto però senza accantonare mai i miei sogni e progetti di attrice, cantante e presentatrice. Questo perché ad un’artista poliedrica non le si può chiedere di sognare in piccolo

Fiera cannabis a Milano, il manifesto “Io non sono una droga” scatena polemiche. Sala: “Messaggio sbagliato e pericoloso

Lo striscione che annuncia la quarta edizione dell’Hemp Fest, in via Mecenate dal 3 al 5 maggio, raffigura una foglia di cannabis con la scritta “Io non sono una droga”. La giunta presenta un esposto all’Agcom. Gli organizzatori: “Invito a riflettere sulle proprietà della pianta”

L’immagine stilizzata di una foglia di marijuana sovrapposta a quella del Duomo di Milano. E una scritta in maiuscolo: “Io non sono una droga”. È il manifesto pubblicitario, comparso in questi giorni per le strade della città meneghina, che ha trasformato in un caso politico la 4.20 Hemp Fest – International Cannabis Expo, la fiera internazionale della canapa prevista dal 3 al 5 maggio agli East End Studios di via Mecenate. Una manifestazione – giunta al quarto anno consecutivo – tutta dedicata alla cannabis legale, quella con percentuale di tetra-idro-cannabinolo (Thc) inferiore allo 0,5: una pianta dalle mille risorse, dicono gli organizzatori, dall’uso terapeutico fino alle applicazioni nei settori dell’edilizia, del tessile e dell’energia. Tre giorni di musica, conferenze e workshop, con 150 espositori provenienti da ogni parte d’Europa e gli interventi di avvocati, medici ed esponenti politici (tra cui Lello Ciampolillo del Movimento 5 Stelle, Elena Grandi dei Verdi e Barbara Bonvicini di Più Europa).

Non che gli anni scorsi la kermesse fosse passata inosservata: alla seconda edizione, nel 2017, il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Lombardia Riccardo De Corato invocò addirittura retate di cani antidroga. Stavolta però, per colpa dei cartelloni, sul festival milanese si sono abbattuti anche gli anatemi della politica nazionale. In particolare è stata Giorgia Meloni a tuonare, nel giorno della Liberazione, dal proprio account Facebook: “Fratelli d’Italia chiede al Ministero dell’Interno e al Comune di Milano di bloccare immediatamente l’International Cannabis Expo. Bisogna fermare subito questa manifestazione e bloccare questa ignobile propaganda della droga libera”. Il giorno dopo a rilanciare è Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.  “Siamo chiamati a un gesto di responsabilità: il Festival della cannabis deve essere vietato”, dichiara. “A Milano, una delle città dove si consuma e si spaccia più droga in Europa, servono educazione, informazione, prevenzione. Non certo l’apologia di uno tra gli stupefacenti arcinoti tra i giovani per essere la prima tappa nelle tossicodipendenze”, argomenta.

Ma a condannare la campagna non sono solo volti del centrodestra. Anzi, a sollevare per prima la polemica è stata Alice Arienta, consigliera comunale del Pd: “Io ritengo che questa sia pubblicità ingannevole perché fa leva solo sull’aspetto naturale e innocuo delle foglie quando sappiamo che non è così. Al momento la marijuana è ancora considerata una droga. Per questo ho interpellato sia l’Agcom sia lo Iap (Istituto di autodisciplina pubblicitaria, ndr)”, scriveva il 22 aprile. E nella mattinata di sabato ha detto la sua anche il sindaco Giuseppe Sala, con parole nette: “Il manifesto è sbagliato, odioso e pericoloso, perché un ragazzo giovane non distingue, vede una foglia di canapa” e può arrivare a pensare che la marijuana sia legale”. “Ci siamo rivolti all’Agcom, che non ha ancora risposto, segnalando il manifesto – ha spiegato – e poi ho chiesto al vicesindaco di parlare direttamente con i promotori del festival, chiedendo loro di intervenire immediatamente”.

“Rispetto il sindaco Sala perché rappresenta tutti e ha il dovere di dar voce a tutte le istanze”, dice al fattoquotidiano.it Marco Russo, titolare del primo hemp shop milanese in viale Umbria e organizzatore del festival, “ma non mi sarei aspettato questi termini da lui. Lo slogan è un invito a riflettere sulle proprietà delle cannabis, sempre occultate dal suo uso più stupido, se vogliamo, che è quello ricreativo. Non c’era alcun secondo fine, semplicemente lo abbiamo pensato e ci ha convinto. Sapevamo che era un’espressione forte e qualcuno avrebbe storto il naso, ma non ci saremmo mai immaginati un polverone simile”. E rispondendo a chi chiede lo stop alla fiera: “Non so se la Meloni e gli altri siano in buona fede o abbiano colto l’occasione per fare campagna elettorale. Di certo sono state fatte critiche poco costruttive e sconfortanti, perché ignorano le potenzialità della canapa, che vanno ben al di là dello ‘sballo’. L’olio di semi di canapa è un biocombustibile. La dichiarazione d’indipendenza americana è stata scritta su carta di canapa, come di canapa sono le vele dell’Amerigo Vespucci. Abbiamo fatto un grosso investimento prendendo impegni con espositori da tutta Europa, se davvero dovessero impedire la manifestazione agiremo fermamente per vie legali”.

E, paradossalmente, la stessa Giorgia Meloni ha ricevuto una valanga di commenti negativi al proprio post su Facebook, da parte di utenti che si dichiarano simpatizzanti del suo partito. “Ti consiglio uno studio approfondito della materia, perché in questo caso non sai quello che dici. Non farne una questione di principio! Una non fumatrice di destra”, scrive Karen. E Flavio: “Giorgia il Medioevo è passato, io sono orgogliosamente di destra ma ho imparato a leggere e ad informarmi, i benefici della Cannabis sono molteplici e una tua apertura mentale sarebbe uno schiaffo impressionante alla sinistra bigotta”. C’è persino chi associa a questa presa di posizione la scelta di non votare più Fratelli d’Italia: “Ne terrò conto – scrive Salvo – sono sempre stato di destra, ho votato persino Casapound, simpatizzo per la Lega e Fdi, ma dopo questa dichiarazione tutta la mia stima per Giorgia Meloni finisce. Non si può fare discorsi da “ignoranti”, nel senso che ignorano, che la canapa non è una droga ma bensì una pianta dalle mille risorse, che darebbe lavoro a migliaia di persone e che risolverebbe migliaia di problemi anche a livello ambientale. Prima di fare proclami bisognerebbe studiare e informarsi un pochettino, perché altrimenti si rischia di perdere consensi anche da quelli che hanno sempre votato a destra”.

Si nasconde in cantina, ma scoreggia e viene arrestato

Non è riuscito a trattenersi e la scoreggia gli è costata l’arresto. La notizia, riportata dalla stampa locale, arriva da Piacenza: nel comune di Cadeo un 40enne è stato raggiunto ieri mattina presso la propria abitazione dalla polizia, poiché su di lui pendeva un mandato di arresto per due furti commessi in Germania.PUBBLICITÀ

L’uomo, quando ha visto arrivare gli agenti della squadra mobile, si è gettato dal balcone del primo piano e si è nascosto in cantina. Dove, convinto forse di essere al sicuro, l’ha mollata così forte da farsi sentire dagli agenti. I quali grazie a quel rumore inconfondibile hanno trovato il fuggitivo.

Mamme social e family influencer, Eva Spampinato: «Raccont

di Pierangela Cannone

Giornalista e conduttrice televisiva catanese, da anni ha dato una svolta social alla sua professione. Ancor di più da quando è diventata mamma

Catania – All’inizio fu il fashion. Il primo settore esplorato e depredato dagli influencer, con a capo la “guru” mondiale Chiara Ferragni. Adesso la tendenza vira verso la famiglia e anche qui Ferragni si inserisce a gamba tesa, complici papà Fedez e il figlio Leone.  Ma come nasce questa tendenza? «Tutto ebbe inizio con le mamme blogger – spiega Eva Spampinato, giornalista e conduttrice tv catanese, riscopertasi “family influencer” – che, in occasione dell’attesa e dell’arrivo di un figlio, hanno iniziato a condividere online la propria esperienza, creando una “community di supporto”, online. Quasi a volere azzerare il gap di una rete sociale e familiare sempre più disgregata. Alcune mamme, però, cogliendo le potenzialità di business, sono andate alla deriva, trasformandosi in “televenditrici” di qualunque prodotto gli arrivi in casa gratis…». 

Com’è avvenuta la sua evoluzione da giornalista a influencer?

«Credo sia stato un passaggio naturale. Ma non chiamatemi influencer! Mi è già bastato un intero inverno di influenza con Elda. Tutto iniziò da Facebook. Con l’ex direttore di Antenna Sicilia, Rino Lodato, pensammo di utilizzare il web per interagire in diretta con il pubblico da casa».

Quando la svolta social?

«Circa 3 anni fa, quando le mie prospettive lavorative cambiarono e rimasi incinta di Elda. Il mondo social mi piaceva molto, soprattutto Instagram. Ho fiutavo margini di sviluppo e ho seguito diversi corsi, reinventandomi social media manager. Capii di poter crescere anche io, ma dovevo individuare una nicchia di settore. Mi bastò abbassare lo sguardo per trovarla: il mio pancione. Instagram è il social del momento. Nel 2011 gli amici mi prendevano in giro perché scattavo foto al cibo o agli outfit. Adesso lo fanno tutti e molte aziende utilizzano l’influencer marketing per pubblicizzare i propri prodotti. Nel 2016 iniziai a studiare il settore family e kids, lanciando l’hashtag #mammecatanesi, che adesso raggruppa circa 4mila foto. È come un secondo lavoro e occorrono tempo, creatività, professionalità».

Cosa racconta?

«I lati positivi e negativi della gravidanza, le corse in pista di Elda e la nostra passione per i centrifugati».

Sembra, però, che le mamme si siano un po’ perse nella rete. È triste…

«Forse sì. Molte lo fanno per pura vanità, altre per solitudine. È sufficiente, però, ricordare che non è tutto oro ciò che luccica sui post».

A brevissimo nascerà il maschietto di casa. Lo sapremo dai social?

«Sì, ma senza fare dirette!». D’altra parte, la vita non propone repliche.

fonte:

https://www.lasicilia.it/news/sicilians/238234/mamme-social-e-family-influencer-eva-spampinato-racconto-la-mia-gravidanza.html

Gessica Notaro: «Giustizia è stata fatta». E pubblica le foto col volto sfigurato

‘Nessuna frustrazione attenua la gravità’. Giustizia è stata fatta. Solamente una parola.. GRAZIE». Con un messaggio pubblicato su Facebook, Gessica Notaro commenta le motivazioni della sentenza di appello che ha condannato a 15 anni, cinque mesi e 20 giorni il suo ex fidanzato, Edson Tavares, che il 10 gennaio 2017 la sfregiò aggredendola con l’acido.

La showgirl riminese cita una frase della sentenza e accompagna il post con due sue foto di mesi fa, poco dopo l’aggressione, che la ritraggono senza bende, con il volto sfigurato.


fonte_leggo.it

Monterotondo, spara ai ladri e ferisce un sedicenne: colpito mentre scardinavano la grata di una finestra

Sorpende i ladri nel salone e spara ferendo il pìù giovane della banda. Quattro i colpi esplosi, Il malvivente, un albanese di sedici anni, è stato abbandonato dai suoi complici al pronto soccorso del Gemelli. Il proiettile, che lo ha ferito all’ altezza dell’inguine è stato estratto dai medici. Il ragazzo non è in pericolo di vita, ma la prognosi è ancora riservata.

E’ il primo caso di uso delle armi a difesa della proprietà e della persona dopo la modifica della legge sulla “Legittima Difesa” proposta dalla Lega e fortemente voluta dal Vicepremier Matteo Salvini e firmata nei giorni scorsi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il ragazzo che ha sparato non è stato ancora indagato dalla procura di Tivoli, ma non si esclude che nelle prossime verrà iscritto sul registro degli indagati come atto dovuto. ( nella foto in basso di Emilio Orlando, Andrea Pulone il ragazzo che ha sparato ai ladri).

Erano entrati in casa dopo aver scardinato e divelto una grata metallica al piano terra. Sprezzanti del rischio di essere sorpesi, probabilmente perchè violenti e pronti a tutto, erano entrati in azione prima delle 19 nonostante fosse ancora giorno e su quella strada a quell’ ora c’ è ancora molto passaggio. Pensavano che in casa non ci fosse nessuno. ( in basso nella foto di Emilio Orlando i carabinieri sul luogo della sparatoria).

Il bersaglio della banda di ladri albanesi, non era la classica villa isolata, ma un villino a due piani nel centro di Monterotondo, una cittadina di quaranta mila abitanti, sulla Salaria alle porte di Roma. Terrorizzati da quanto stava accadento, in casa c’erano Andrea Pulone e la fidanzata. Se li sono trovati davanti. Il figlio venticinquenne dei proprietari del villino che in quel momento erano in vacanza in Portogallo, se li è trovati davanti. Tre sagome che rovistavano in salone in cerca di gioielli e contanti. In casa, regolarmente denunciata c’ era una pistola semiatomatica Glock 21 calibro 40. ( nella foto di Emilio Orlando in basso il villino in via di San Matteo 32).

Le indagini dei carabinieri di Monterotondo hanno collegato i due episodi; il furto in casa con la sparatoria ed il giallo del sedicenne scaricato sanguinante al Gemelli, con una ferita d’ arma da fuoco alla gamba. La squadra mobile della questura capitolina, aveva inizialmente preso in carico il caso del misterioso ferimento. 
«E’ molto provato e scioccato per l’ accaduto. Andrea è un ragazzo molto tranquillo e perbene – racconta un amico di famiglia. vicende come queste le aveva sempre viste e sentite nei telegiornali e mai avrebbe pensato di diventarne protagonista». A Monterotondo i residenti puntano il dito sull’ insicurezza diffusa, frequenti furti e rapine da parte di bande di stranieri dell’ est che imperversano nella zona. A gennaio del 2015, tra Mentana e Monterotondo,Lucio Giacomoni un medico condotto in pensione venne massacrato di botte a mani nude nella sua villa per un bottino di poco meno di duemila euro euro in contanti, un tablet e un iphone. Ad assassinarlo furono tre romeni componenti di una banda di feroci rapinatori.

fonte:leggo.it  

Luciano Nardozza venerdì 26 aprile esce il nuovo singolo “beata ingenuità’” che anticipa l’album “fuori luogo”

Luciano Nardozza, cantautore, compositore e chitarrista lucano residente in Lombardia, da venerdì 26 aprile torna in radio, sugli store in digital download e sulle piattaforme streaming con il  nuovo singolo Beata Ingenuità (B3 Productions/Pirames International), che anticipa il suo secondo Album: “Fuori Luogo”.

Alla registrazione di “Beata Ingenuità”, presso i Massive Arts Studios di Milano, hanno preso parte i noti musicisti Gianluca Misiti (tastierista per Daniele Silvestri e Max Gazzè) e Piero Monterisi (batterista della PFM, Tiromancino, Daniele Silvestri).

Il brano Beata Ingenuità” sarà accompagnato da un videoclip diretto da Leopoldo Caggiano e disponibile sul canaleyoutube e Vevo dell’Artista.

Il singolo racconta il disagio di un bimbo, poi ragazzo, che vede le sue certezze andare in frantumi. Come si fa a scegliere se andare a vivere con la mamma o con il papà? Un brano pop rock dai ritmi incalzanti, che arriva a due anni dallalbum di esordio Di Passaggio” e con cui lAutore affronta un ambito emozionale molto delicato: quello che vive chi sperimenta la rottura di ununione punto di riferimento familiare e di vita. Da qui il senso di frustrazione, di rabbia, quasi di vendetta nei confronti della vita. Al tempo stesso la promessa, a se stessi, di andare oltre per ritrovare la propria integrità, non guardando più al di fuori, ma sempre più in profondità.

Luciano Nardozza ha svolto per 15 anni lattività di compositore e chitarrista in diversi progetti. Dal 2017 avvia la sua attività di artista Pop con il suo primo disco, Di Passaggio, un concept album sulle emozioni che caratterizzano le varie fasi di una storia damore. Lalbum è stato portato in giro  live in oltre 30 città d’Italia. LArtista con lo stesso progetto ha ottenuto un premio al Varigotti Festival 2018 ed è risultato finalista alledizione 2019 del prestigioso Premio Fabrizio De André

www.lucianonardozza.it

LA MODA FEMMINILE A ROMA HA UNa NUOVA FORMA, MA LO STESSO NOME, FLAIR – IL TUO STILE!

L’elegante Concept Store di Marzia Capponi, al Centro Commerciale Odissea 2000 a Le Rughe propone, con un evento di lancio, il suo nuovo personalissimo stile californiano e una proposta fashion sempre al Top!

La moda passa, lo stile resta”. Facendo propria la più famosa citazione di Coco Chanel, Marzia Capponi, elegante titolare del Concept Store “Flair – il tuo stile”, aggiorna l’immagine della sua boutique, affidandola al gusto femminile dell’architetto Doriana Caporale, che gli restituisce un’immagine glam e decisamente cosmopolita, dominata da un elegante mood “jungle” con elementi esotici e dai moderni contrasti cromatici. Un nuovo elegante stile, in linea con l’attualità delle proposte moda che verrà lanciato con l’evento “New Style, Same Flair”, ideato ed organizzato da Tiziana Amorosi d’Adda. Prestigiosa madrina dell’opening l’attrice Milena Miconi che, con il suo innato glamour e il raffinato charme che la contraddistingue, ben rappresenta la Donna “Flair”.

La madrina giungerà a bordo di una fiammante berlina di MTR Autonoleggi all’evento del quale la event designer Silvia Jacopini curerà gli allestimenti. “Flair – il tuo stile, non è semplicemente un negozio di abbigliamento – afferma Marzia Capponi – ma è un luogo d’incontro, di sorrisi, di condivisione, di shopping, di momenti sereni tra amiche, da vivere con leggera e vitale spensieratezza. Lo store ha una proposta fatta di mille sfumature che accarezzano la personalità delle tante donne che rappresentano e compongono un universo femminile estremamente variegato, fatto di manager, di fashion blogger, di casalinghe, di imprenditrici, ma anche di madri, figlie, nonne e mogli. Tante personalità femminili diverse, tante singole anime che si riconoscono in uno stile unico e personale con il quale creare per sé stesse la propria immagine, per sentirsi belle e felici, in armonia con il mondo”. Un nuovo spirito, una nuova energia sono i primi elementi che colpiscono nello store rinnovato.

Il sorriso contagioso di Marzia, di sua mamma Paola, della sorella Katia e di tutto lo staff, lasciano trapelare la sicurezza che riescono ad infondere nelle donne che si affidano a loro, consapevoli della ricerca degli stili cosmopoliti più attuali. Marzia, infatti, riesce a creare con un gioco sapiente di mix & match, mille mood diversi per mille personalità femminili, suggerendo accostamenti, forme, colori e armonie per esaltare la bellezza di ogni donna con il giusto outfit per ogni occasione, scegliendo tra le importanti aziende partner come Paola T., Think Believe, Operà Fashion, Giorgia & Johns e Influencer.

Per le sue clienti, Marzia ha voluto un servizio in più: grazie alla collaborazione con l’azienda di cosmesi Niyo&Co., le eleganti frequentatrici dello Store potranno essere ancora più belle, attraverso un servizio di make up professionale ed ai prodotti di bellezza proposti. A testimoniare l’intimo legame con il mondo della moda, la collaborazione con Accademia del Lusso nell’evento che sarà reso indimenticabile dagli scatti fotografici senza tempo di Walter Karuc. Appuntamento quindi il 4 maggio alle 17,30, per un cocktail reso ancora più spumeggiante da una selezione di bollicine di Maltese Food & Wine, in un evento cui non mancheranno sorprese, omaggi e mille attenzioni tutte al femminile.

Questi gli hasthag per le pubblicazioni social: #flairiltuostile #belleefelici #glamourinside

Press Office: Max Press