L’app con centinaia di specializzati: «Contrastiamo le fake news e siamo di supporto ai numeri di utilità pubblica per evitare l’intasamento delle linee telefoniche» 

L’app con centinaia di specializzati: «Contrastiamo le fake news e siamo di supporto ai numeri di utilità pubblica per evitare l’intasamento delle linee telefoniche» 

L’applicazione SOS Medico inserisce una nuova funzione per far fronte alle numerose richieste sul Coronavirus. Un’area dedicata dove gli utenti possono entrare in contatto con medici qualificati e preparati sulla malattia che risponderanno a tutte le domande e i dubbi degli utenti a riguardo, oltre eventualmente ad elargire consigli utili per aiutare a salvaguardare la salute di tutti.

Nata da una idea del dottor Silvio Savoia, medico specializzato in nefrologia e medicina legale, e realizzata da Pushapp srl e JamStudio, agenzie napoletane specializzate nello sviluppo di app, Sos Medico (www.sos-medico.com) aiuta a gestire le emergenze mediche o richiedere consulenze a specialisti qualificati, attraverso un consulto telefonico. «In un periodo di ansia e timori – spiega il Founder Silvio Savoia – abbiamo deciso di estendere le funzioni della nostra app per venire incontro alle richieste degli utenti fornendo loro informazioni certe, per contrastare le numerose fake news che viaggiano sui social network. In tal modo potremmo anche essere di supporto ai numeri di utilità pubblica per evitare che le linee telefoniche vengano intasate».

A seconda del tipo di account creato, è possibile operare come “Paziente” o come “Medico”: i primi avranno la possibilità di richiedere una consulenza scegliendo tra un’ampia scelta di specializzazioni; i secondi avranno la possibilità di impostare la propria disponibilità durante la settimana per ricevere richieste di consulti da parte dei pazienti.

Medici qualificati a disposizione 24/7, sono stati scrupolosamente selezionati per qualsiasi sia l’esigenza. SOS Medico fornisce un’ampia scelta di specializzazioni, come ad esempio cardiologia, chirurgia, odontoiatria e tante altre. Tramite chiamata VOIP si entra in contatto con il primo medico disponibile per una consulenza immediata. L’app è scaricabile gratuitamente su App Store e Google Play, il costo delle chiamate è un costo fisso al minuto che varia soltanto in base alle fascia oraria.

Enea, biopesticidi hi-tech per “silenziare” i geni degli insetti dannosi

Allo studio l’impatto ambientale dei biopesticidi di nuova generazione in grado di “silenziare” specifici geni degli insetti che causano danni alle coltivazioni. Condotta nell’ambito del progetto europeo “iPlanta”, coordinato dall’Università Politecnica delle Marche, la ricerca del Centro Enea di Trisaia, in Basilicata, prevede test sull’interazione tra gli insetti trattati con l’innovativo biopesticida e i loro predatori naturali utilizzati nella lotta integrata, che è un tipo di agricoltura caratterizzato da una drastica riduzione di fitofarmaci. “Questa tipologia di biopesticidi presenta diversi vantaggi: prima di tutto agisce in modo mirato su poche specie di insetti, in particolare i coleotteri, e garantisce una bassa persistenza nell’ambiente naturale, oltre a minori rischi per gli agricoltori”, spiega il ricercatore Enea Salvatore Arpaia, uno dei due referenti italiani del progetto. Questi nuovi bioinsetticidi sono basati sulla tecnica detta RNAi (RNA-interferente), che sfrutta un meccanismo naturale presente in organismi vegetali e animali per portare alla perdita di funzionalità di un gene bersaglio, fondamentale per la sopravvivenza o la fertilità dell’insetto.

Da uomo a cyborg? Basta la melanina

ROMA Siamo vicini ai cyborg misti uomo-robot? Non esattamente, ma un altro passo assolutamente decisivo in questa direzione è stato fatto. Qualcosa – per restare in un ambito più concreto e meno controverso – che potrà prestissimo avere importanti applicazioni nella medicina. Infatti già abbiamo nei corpi umani dei dispositivi bio-meccanici e bio-elettronici, dal pacemaker ad altre realtà. Ma essi sono ancora realizzati in materiali estranei al corpo e che come tali danno problemi. Il metallo ad esempio a contatto con le cellule lascia comunque una piccola cicatrice. A volte tali meccanismi vengono rivestiti con altri materiali appositi, per minimizzare i danni, ma anche questo ha delle controindicazioni.

La capacità conduttiva

Ma ora la soluzione potrebbe essere – letteralmente – a portata di mano, e la svolta è italiana, anzi napoletana. Un gruppo di ricercatori napoletani infatti ha dimostrato la capacità conduttiva della melanina, per cui sarà possibile realizzare meccanismi che trasmettano impulsi elettrici nel corpo “fabbricandoli” con la pelle umana. “Ci sono tutta una serie di motivi – dice a Metro il dottor Alessandro Pezzella dell’Università di Napoli, autore della ricerca con il dottor Paolo Tassini dell’Enea – per cui è importante avere materiali in grado di trasferire impulsi elettrici verso una realtà biologica.  Un esempio è il pacemaker, ma esistono dispositivi di lettura elettrica intercranica, letture dei potenziali elettrici intercellulari, fino alla recente invenzione di una sinapsi artificiale. La problematica principale è la reazione dei tessuti all’elettrodo. La reazione più comune è una reazione fibrotica. Se invece si potesse usare materiale organico comincerebbe tutta un’altra storia. Per questo le ricerche sulla melanina hanno una storia lunga, ma finora si era concluso che aveva basse capacità di condurre elettricità”.

Approccio capovolto

Ma proprio con questa ricerca italiana tutto è cambiato, e si è arrivati a un nuovo inizio. Come è stato possibile? “Noi – continua Pezzella – abbiamo capovolto l’approccio. Invece di individuare come sempre nell’acqua il fattore incrementante della conduzione elettrica, abbiamo eliminato l’acqua sotto vuoto, e abbiamo scoperto che la melanina in quelle circostanze subisce una riorganizzazione strutturale per la quale aumenta moltissimo la conducibilità elettronica. Questo apre alla possibilità di usare la sostanza naturale della melanina come interfaccia della comunicazione di stimoli elettrici da e per le cellule. Così diventa davvero più concreta l’entrata nel mondo della bioelettronica, del cyborg, dell’interfaccia uomo-macchina. Qualcosa che può dare una svolta in molti ambiti medici, a partire ad esempio da malattie come il Parkinson. Questa elettronica riassorbibile, e volendo biodegradabile (persino programmando in anticipo la tempistica del ciclo vitale del meccanismo) chiude il ciclo in senso virtuoso”.

Made in Napoli

È un risultato di enorme livello internazionale, e i ricercatori ci tengono a sottolineare come sia “made in Napoli”. “Aver studiato questo fenomeno in Italia è n risultato di grande soddisfazione, e ancor di più per l’area di ricerca napoletana, la quale dimostra ancora una volta il suo valore su cui investire nonostante le difficoltà, e in più rinnova una tradizione che nel campo degli studi sulla pelle ha una secolare tradizione all’avanguardia nel mondo”. Basti infine ricordare che la melanina esiste in grandi quantità in tutti i corpi umani, ed è ad esempio quella che dà il colore nero a occhi e capelli (ma ce l’hanno tutti, anche chi ha colori diversi), ed è diffusa nella pelle, dove i nei sono appunto accumuli di melanina. Anche se adesso per questi studi essa viene sintetizzata in laboratorio a partire dal suo precursore, perché è persino più semplice che prenderla dal corpo umano. Che ancora una volta si dimostra la miglior macchina esistente.

fonte:http://www.metronews.it/19/03/26/da-uomo-cyborg-basta-la-melanina.html

OSVALDO BALDACCI

Non solo streaming. Tv, news, carta di credito, videogame: ecco le nuove sfide di Apple

BENVENUTI nella nuova offerta Apple, che va dall’informazione ai pagamenti. La prima novità tra le tante presentate allo Steve Jobs Theatre, in California, dà la dimensione della rivoluzione in corso a Cupertino: è Apple News+ che offre ai nuovi lettori digitali ben 300 magazine in un’edicola digitale di tutto rispetto, oltre ad alcuni quotidiani, come il Los Angeles Times e il Wall Street Journal, e alcuni dei principali servizi di informazione online. I magazine sono disegnati per poter essere visti negli iPhone e negli iPad nella maniera migliore, il design è pensato per i device, hanno in alcuni casi le copertine animate, le foto in alta risoluzione e una grafica adatta ai diversi formati. Apple News+ non si limita a offrire testate giornalistiche complete, ma ha anche un esercito di curatori che sceglie le storie e le notizie da proporre ai lettori e ovviamente ha anche degli algoritmi di personalizzazione per proporre storie rilevanti a chi legge.

Apple Card: paghi con l’iPhone

La seconda novità, tutt’altro che piccola, è la Apple Card, ovvero la “reinvenzione” della carta di credito: la card è integrata con iPhone, offre un servizio di supporto immediato, il cashback, offerte e promozioni, nessuna firma, nessuna scadenza, nessun codice, puntuali report sulla situazione finanziaria. Apple la propone in partnership con Goldman Sachs, e la si appoggerà sul circuito MasterCard, per essere subito accettata dagli esercenti di tutto il mondo.

I videogame di Apple Arcade

Poi arriva (in autunno) Apple Arcade, per portare il live gaming nelle tasche, oltre che nelle case, dei possessori di device Apple e quindi l’attesissimo annuncio su cinema e tv: la nuova Apple Tv+ App, che gira su tutti idevice di Cupertino ma anche, ed è questa la notizia principale, come app per smart tv, uscendo quindi dall’universo delle macchine con la Mela. Apple Tv+ offre tutto quello che Tim Cook è riuscito a mettere insieme, e non è poco: “tutte le nuove uscite cinematografiche”, dicono dal palco, ma anche un grandissimo catalogo di film del passato, molti canali accessibili solo via cavo o satellite, e i servizi di altre piattaforme, come Hulu, PlaystationVue o Amazon Prime Video. Oltre alla nuova feature “Apple tv channels” che permette di vedere molti altri canali, pagando solo per quello che voglio vedere, – tutto on demand – con Hbo, Showtime, Starz, Cbs All access, Mubi, e molti altri, con un sistema di editor che scelgono e consigliano gli utenti oltre all’immancabile machine learningche impara dalle nostra abitudini e ci offre suggerimenti dedicati.

La nuova applicazione sarà disponibile per Apple TV, iPad, iPhone, con supporto al 4K ma anche su le tv Samsung, LG, Sony e sui device Amazon e Roku. Il lancio è previsto per maggio, in dieci Paesi, ma arriverà in oltre cento nei prossimi mesi. E sarà anche su macOs entro l’autunno.

Film e fiction: Apple Tv+, il catalogo è questo

Ma non basta, Cook presenta Apple Tv+, un nuovo servizio dedicato “alle più belle storie mai raccontate”, dicono dal palco, realizzato mettendo insieme dei grandi storytellers: Steven Spielberg, Sofia Coppola, Ron Howard, Jennifer Aniston attori, sceneggiatori, registi, una buona parte di Hollywood ha morsicato la mela e scelto di lavorare con Cook a un nuovo servizio. Sale sul palco Steven Spielberg, presenta il progetto di “Amazing Stories”, una serie ‘fantascientifica’ che aveva già avuto una seconda vita per merito di Spielberg qualche anno fa; dopo di lui arrivano le biondissime Jennifer Aniston e Reese Whiterspoon, con “The morning show”, vengono raggiunte da Steve Carell, un trio davvero notevole per una serie che cercherà di raccontare i rapporti tra uomini e donne e l’America di oggi. E l’elenco si allunga: sono gli show originali prodotti da Apple, la chiave di volta per combattere il colosso Netflix sul suo stesso terreno, sapendo bene che è sui contenuti creati appositamente per la piattaforma che l’azienda di Tim Cook può sperare di conquistare non solo una fetta di pubblico più ampia ma, soprattutto, pensare a come ‘reinventare’ il cinema nel prossimo futuro, strada che Netflix ha già intrapreso con le sue serie interattive.

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inRead invented by Teads

C’è una nuova serie con Jason Momoa Alfre Woodward per “Horizon Zero Dawn”, poi sale in scena un comedian Kumai Najiani, e c’è qualcosa anche per bambini, perché sul palco ci sono anche i pupazzi di Sesame Street, con uno show totalmente nuovo, un ‘pre-school show’ in cui il centro è il coding, la capacità di scrivere linee di codice per realizzare programmi e app. Ma c’è spazio per qualche altro annuncio, quello di “Little Voice”, con J.J. Abrams Sara Bareilles in scena e quest’ultima pronta a cantare dal vivo la canzone tema della serie.

L’elenco delle star hollywoodiane coinvolte nel progetto è veramente lungo, anche perché le serie che occuperanno la programmazione al lancio, in 100 paesi, in autunno, dovranno garantire non solo la partenza del servizio ma anche il proseguimento dell’operazione, con una grande quantità di materiale non solo americano, dunque, ma studiato e realizzato in diversi paesi, così come fa Netflix. Il ‘colpo grosso’, per quello che riguarda il mercato televisivo anglosassone e in particolare quello americano è il coinvolgimento di Oprah Winfrey, la indiscussa stella della tv statunitense, che approda a Cupertino.

Così Apple punta su privacy e sicurezza

Reinventare, non inventare. La parola d’ordine di Apple è questa. E non è una parola d’ordine casuale, ma il ‘core business’ dell’azienda. E dato che Apple è un’azienda digitale e che nel mondo binario ogni bit è uguale all’altro, sia che si tratta di un bit di denaro digitale, un bit, di musica, di informazione, di spettacolo, o di qualsiasi altra cosa al mondo, Apple può, se vuole, reinventarla. Così oggi la Apple ha presentato le sue nuove reinvenzioni. Magazine, edicole, carte di credito, cinema e tv e via discorrendo. Un altro passo nel nuovo mondo, applecentrico, basato sui suoi device, smartphone, tablet, orologi, pod di ogni ordine e grado, dove tutto quello che si faceva prima si fa in un altro modo. Un mondo che non ha difetti, se non uno, quello di funzionare unicamente nel mondo Apple. E’ un giardino chiuso, che ha poche e ben controllate porte verso l’esterno, perché Apple non vuole correre rischi. Non tracciare i lettori, il wallet più sicuro del mondo, la più volte affermata volontà di non condividere i dati degli utenti con altre aziende per necessità di marketing: Apple punta su privacy e sicurezza per dire, chiaro e tondo, che con Facebook e le sue logiche non c’è parentela, che con Google e i suoi sistemi di ‘personalizzazione’ non vuole avere a che fare.

Focus dei commercialisti sulla “Blockchain”

NAPOLI – “Tecnologie Innovative applicate ai sistemi aziendali: “Blockchain” aspetti organizzativi, legali e comunicativi” è il tema del forum organizzato dalla Fiddoc (Federazione Italiana Donne Dottori Commercialisti) con il patrocinio del Comune di Napoli, nell’ambito della Rassegna Marzo Donna 2019  sul tema “Se tutte le Donne del mondo…”, che si è svolto nella sala conferenze dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta

E’ un evento dedicato all’applicazione della nuova tecnologia “Blockchain” che si sta diffondendo in diversi settori, da quello assicurativo a quello legale che ha indotto il legislatore italiano, uno dei primi in Europa, ad intervenire con il Decreto Semplificazioni 2019 per stabilire una prima regolamentazione al fenomeno.

L’approccio delle donne alle nuove tecnologie  deve essere considerato una diversa prospettiva da cui guardare allo sviluppo – ha sostenuto Moretta – che può rivelarsi determinante per risvegliare la coscienza critica di uomini e donne nei confronti della tecnologia, proponendo nuovi percorsi e adottando nuovi linguaggi più centrati sulle relazioni umane, sulla qualità della vita e sulla critica “all’innovazione a tutti i costi.

Per Antonella La Porta, numero uno della Fiddoc “nella lotta per la definizione, la progettazione e le modalità d’uso della tecnologia, il ruolo delle donne è stato spesso messo da parte e questo ci ha confermato quanto, non solo la distribuzione delle risorse e del potere tenda ancora ad escludere il genere femminile, ma anche quanto la cultura della tecnologia si sia formata su specifici interessi, modelli e punti di vista di genere”.

Le tecnologie possono diventare fonte di nuovi rischi di discriminazione per le donne – ha evidenziato – Bianca Bosco, segretario della Fiddoc – ma, perdendo le donne, le stesse tecnologie si escludono da un contributo che sicuramente apporterebbe valore e contenuti più ampi allo sviluppo degli artefatti. Le tecnologie prodotte riflettono il punto di vista della cultura in cui si sviluppano e possono per questo portare a gravi forme di discriminazione non solo rispetto al genere, ma anche rispetto a classe, etnia e razza”.

“Le nuove tecnologie si sono sviluppate all’interno di un preciso contesto sociale, storico, economico e culturale e sono per questo attraversate da modelli sociali, stereotipi e pregiudizi. In questo processo – ha osservato Vincenzo Tiby, consigliere dell’Odcec di Napoli –  è particolarmente influente il sistema di genere nella misura in cui pervade, con le sue differenze e asimmetrie, l’intera vita sociale: l’universo della tecnologia ne porta necessariamente l’impronta. Proprio per questa stretta interdipendenza tra tecnologia, società e genere, esaminare il rapporto delle donne con le nuove tecnologie ci consente di studiare un particolare spaccato della condizione femminile nella società contemporanea”.

Sono intervenuti al dibattito Antonio Tafuri (presidente COA Napoli), Maurizio Bianco  (consigliere Ordine avvocati di Napoli), Roberto Vona (direttore del Dipartimento di Economia, Managment, Istituzioni  dell’Università Federico II di Napoli), Felice Balsamo (coordinatore del gruppo di lavoro Napoli Blockchain), Achille Aurora (consulente IT – Blockchain), Rocco Agrifoglio (ricercatore di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope,) Claudio Ciotola (presidente dell’Associazione Giornalisti Flegrei) e Raffaella Papa  (Presidente “Spazio alla Responsabilità”).

Come mandare messaggi dal computer (e come leggerli)

Mandare messaggi dal computer è una comodità, in particolare per chi passa molte ore davanti allo schermo. Ecco come inviarli e come leggerli facilmente.

Mandare messaggi dal computer, e più in generale poter controllare tutte le nostre chat e i sistemi di messaggistica senza dover guardare lo schermo dello smartphone ogni due minuti è senza dubbio una comodità.

Fino a poco tempo fa era qualcosa di riservato ad esperti e appassionati di tecnologia, visto che richiedeva complicate configurazioni o programmi costosi. Oggi per fortuna possiamo leggere e inviare messaggi dal computer senza fatica e in modo semplice, collegando il nostro telefono al computer. Ecco come fare.

Android Messages è la soluzione integrata di Android per inviare SMS dal computer

Se il nostro smartphone ha un sistema operativo Android il modo più semplice e immediato per inviare SMS dal PC è Android Messages. Si tratta dello strumento predefinito per la messaggistica su Android.

Android Messaggi attivazione

Il funzionamento è davvero semplice. Android Messages infatti funziona direttamente dal browser. Per scrivere e leggere sms da pc è sufficiente collegarsi al sito Android Messages, messages.android.com e seguire le istruzioni per collegare il cellulare al PC.

iMessage permette di inviare e leggere gli SMS fra iPhone e Mac

Come Sappiamo, Apple non permette l’uso di client alternativi per gli SMS, ma questo piccolo limite ha un grande vantaggio. Infatti la App predefinita dispone di una funzione integrata di sincronizzazione via Cloud, che ci permette già di inviare e ricevere messaggi attraverso il nostro Mac attraverso la app di messaggistica integrata.

come mandare messaggi dal mac iphone
Fonte foto: pixabay.com/it/photos/iphone-smartphone-telefono-cellulare-2618717/

L’unica cosa che dobbiamo fare perché tutto funzioni è attivare iCloud Sync sul nostro iPhone. Per farlo apriamo le Impostazioni, selezioniamo il nostro account, apriamo iCloud e attiviamo i Messaggi. Naturalmente il Mac che usiamo deve essere collegato alla stessa Id Apple.

Pushbullet, la soluzione di terze parti che permette (anche) di inviare SMS

Abbiamo già parlato di Pushbullet come comodo strumento per trasferire file da Android a Mac. Per la verità questo servizio ci permette di collegare numerosi servizi del nostro smartphone al computer, sia se questo usa Windows sia se usa il sistema operativo di casa Apple.

Trasferire file pushbullet

Fra le diverse funzioni disponibili, c’è anche quella che ci mostra gli SMS che riceviamo e ci permette di rispondere rapidamente

Inviare messaggi dal computer, praticamente tutte le App hanno una versione Web

Gli SMS hanno ancora un loro margine di utilizzo, ma ormai sappiamo tutti che il grosso dei messaggi si scambia attraverso le App dedicate. La buona notizia è che praticamente tutte hanno il proprio sistema “Web” che ci permette di inviare e ricevere i messaggi direttamente dal PC. O, per essere più precisi, da qualsiasi dispositivo che sia in grado di far girare un browser.

Il meccanismo è sempre lo stesso: ci colleghiamo alla pagina del servizio Web, poi effettuiamo l’accesso con il nostro account (oppure colleghiamo il nostro telefono seguendo le istruzioni). In pochi secondi potremo scambiare messaggi e conversazioni direttamente dal browser. Ecco gli indirizzi per collegarsi a tutti i principali sistemi di messaggistica via Web.

ServizioIndirizzo
WhatsAppweb.whatsapp.com
Telegramweb.telegram.org
Facebook Messengermessenger.com
Skypeweb.skype.com
WeChatweb.wechat.com

Oggi il internet compie Trent’anni: e da qui il nuovo mondo

Al CERN di Ginevra un’idea che ci avrebbe cambiato la vita: ne parliamo con il filosofo Maurizio Ferraris – SONDAGGIO

Trent’anni fa nasceva al CERN di Gineva un’idea che ci avrebbe cambiato la vita: il web. Frutto delle menti di un ricercatore inglese, Tim Berners-Lee e di un suo collega belga, Robert Caillou, che volevano migliorare il sistema di comunicazione tra scienziati, il World Wide Web oggi mette a disposizione di tutti (o meglio: di tutte le persone connesse online) un immenso spazio elettronico che ha ampliato in maniera impressionante i nostri orizzonti di conoscenza e di esplorazione, diventando parte integrante delle nostre esistenze. Ne parliamo con il filosofo Maurizio Ferraris, professore ordinario di filosofia teoretica presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Torino.

Jeff Bezos denuncia: “Tabloid vicino a Trump minaccia di pubblicare mie foto osé”

Il numero uno di Amazon denuncia un “ricatto” del National Enquirer, l’editore del tabloid risponde: “Agito legalmente, comunque indagheremo”

No grazie Mr Pecker”, dice Jeff Bezos su Medium e denuncia di essere stato oggetto di “ricatto” e di un “tentativo di estorsione” da parte del National Enquirer, il tabloid scandalistico controllato dalla American Media Inc (Ami) di proprietà di David Pecker, alleato e amico di vecchia data di Donald Trump. “No grazie, Mr Pecker” scrive dunque il Ceo di Amazon prima di aggiungere con una punta di ironia: “Mi è stata fatta un’offerta che non potevo rifiutare. O almeno questo è quello che pensavano le persone migliori del National Enquirer. Sono contento che lo abbiano pensato, perché li ha incoraggiati a mettere tutto per iscritto”

“Nel coprire la storia di Jeff Bezos crediamo di aver agito legalmente” si difende American Media, l’editore del tabloid National Enquirer, guidato proprio da Pecker. La replica alla pubblica denuncia fatta dal Ceo di Amazon continua promettendo un’indagine interna: “Vista comunque la natura delle accuse abbiamo deciso che indagheremo tempestivamente e scrupolosamente sui fatti, riservandoci di prendere tutte le azioni necessarie”.

Bezos fornisce le prove. L’atto di accusa è infatti contenuto in un lungo post in cui vengono pubblicate e-mail che non lasciano dubbi: lettere in cui si minaccia la diffusione di foto imbarazzanti di lui e della sua fidanzata Lauren Sanchez, ex giornalista televisiva. Foto personali scambiate via sms tra lo stesso Bezos e la Sanchez, alcune delle quali ritrarrebbero l’uomo più ricco del mondo completamente nudo.

Il motivo della minaccia emerge chiaramente da una delle e-mail inviate dal legale della Ami a uno dei più stretti collaboratori di Bezos: si chiede di fermare le indagini avviate dal proprietario di Amazon per scoprire come il National Enquirer abbia ottenuto messaggi e foto personali nel servizio in cui il tabloid svelò la relazione con la Sanchez. Creando non pochi disagi dal punto di vista dell’immagine visto che Bezos sta divorziando dalla moglie MacKenzie.

Nello specifico si chiedeva a Bezos di “usare buon senso” e di dichiarare pubblicamente di non avere in mano elementi per dire che lo scoop del National Enquirer nasconda motivazioni politiche. Un ricatto, appunto, al quale Beozos non ha però ceduto svelando tutto. E di fatto, per la prima volta, puntando il dito direttamente verso Donald Trump: “La mia proprietà del Washington Post è una cosa molto complicata. E’ inevitabile – scrive Bezos – che certe persone potenti che sono oggetto della copertura del giornale pensino che io sono un loro nemico. E il presidente Trump è una di queste persone, come appare ovvio dai suoi tanti tweet”.

Bezos nel post prende di mira non solo la passata cooperazione tra la Ami e il tycoon, ma anche le note connessioni tra il gruppo editoriale e il governo dell’Arabia Saudita, nel mirino per l’assassinio dell’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi, un episodio su cui il giornale della capitale conduce indagini senza sosta per arrivare alla verità.

“Naturalmente non voglio che foto personali vengano pubblicate ma non voglio nemmeno partecipare alla loro ben nota pratica di ricatti, favori politici, attacchi politici e corruzione”, scrive quindi Bezos, spiegando che per quanto sia complicato possedere un giornale come il Washington Post non si pente affatto del suo investimento in una “istituzione fondamentale che ha una missione fondamentale”: la verità.

Facebook, record di utili a 6,88 miliardi di dollari

I ricavi del social network sono saliti del 30%. In forte rialzo anche Apple

Facebook oltre gli scandali e soprattutto oltre le attese del mondo economico. Il social network più famoso al mondo registra infatti un utile record nel quarto trimestre. Il colosso di Mark Zuckerberg archivia il quarto trimestre con un utile netto in aumento a 6,88 miliardi di dollari, o 2,38 dollari per azione, sopra i 2,18 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono saliti del 30% a 16,91 miliardi di dollari, decisamente al di sopra dei 16,39 miliardi su cui scommetteva il mercato. La reazione in Borsa ai risultati sopra le attese è stata immediata: i titoli sono arrivati a guadagnare l’8,43%. Debole invece Microsoft, con una trimestrale in linea con le attese che non convince con ricavi per 32,5 miliardi di dollari e un utile per azione di 1,08 dollari. Dopo una seduta chiuso con il segno più, i titoli del colosso di Redmond perdono l’1,5% a Wall Street.

“La nostra comunità e il nostro business continuano a crescere. Abbiamo cambiato in modo fondamentale come gestiamo la società concentrandoci sui grandi temi sociali e investendo di più nelle nuove modalità per connettere le persone” afferma Mark Zuckerberg. Nel quarto trimestre gli amici di Facebook sono aumentati: gli utenti attivi giornalieri sono stati in media 1,52 miliardi nel dicembre 2018, il 9% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli utenti quelli mensili sono saliti del 9% a 2,32 miliardi. I ricavi da pubblicità sui dispositivi mobili hanno rappresentato il 93% del totale ricavi per il quarto trimestre 2018.

In forte rialzo anche Apple, che chiude la seduta in progresso del 6,83% dopo conti che hanno non hanno deluso Wall Street. La trimestrale di Cupertino rassicura pur senza nascondere nè mascherare le sfide e le difficoltà che Cupertino si trova ad affrontare. I numeri non lasciano adito a dubbi: per la prima volta da dieci anni Apple ha registrato un calo dell’utile e dei ricavi negli ultimi tre mesi dell’anno, quelli delle festività di Natale e quindi dello shopping sfrenato.

Apple ha chiuso gli ultimi tre mesi del 2018 con ricavi in calo del 5% a 84,31 miliardi di dollari, e un utile netto in leggera contrazione a 19,97 miliardi di dollari. I ricavi da iPhone sono scesi del 15% a 51,98 miliardi, mentre quelli della divisione servizi sono saliti del 19% a 10,88 miliardi. E sono proprio i servizi il nuovo motore di Apple: pur non essendo ancora in grado di bilanciare la frenata dell’iPhone hanno tassi di crescita elevati e prospettive più promettenti. Tim Cook spiega il calo dei ricavi dell’iPhone con il fatto che chi ne ha uno tende a cambiarlo meno con un dispositivo Apple nuovo fiammante: più della metà degli iPhone venduti da sempre sono ancora oggi in uso. Questo vuol dire che 900 milioni di persone si tengono stretto il loro iPhone e tendono a cambiarlo con una frequenza minore rispetto al passato. A pesare sulle vendite di iPhone – ammette Cook – è pero anche il prezzo: “è un fattore” soprattutto sui mercati emergenti, dove Apple sconta anche l’effetto del dollaro forte. Nonostante questo Cook è ottimista: “il nostro ecosistema è più forte che mai”.

FONTE: REPUBBLICA.IT

Facebook, i cofondatori di Instagram lasciano la società

Kevin Systrom Mike Krieger, i co-fondatori di Instagram, lasciano la società: si sono dimessi e prevedono di uscirne nelle prossime settimane.

Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali le due uscite sollevano dubbi sul futuro di Instagram in un momento in cui Facebook si trova ad affrontare molte sfide. Systrom, amministratore delegato di Instagram, e Krieger, il chief technical officer dell’app, non hanno offerto spiegazioni sul perché del loro addio.

Instagram é uno dei gioielli della corona di Facebook, che l’ha acquistata nel 2012 per 1 miliardo di dollari.