L’Aquila Calcio e Rugby due realtà a forte rischio 

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La società rossoblù in bilico tra vecchi e nuovi soci. Ranucci paga gli stipendi ai giocatori Il club neroverde grazie alla Polisportiva domenica potrà esordire nel campionato di A

 L’AQUILA. Calcio e rugby, rugby e calcio. Due realtà che rappresentano la massima espressione sportiva della città, in piena crisi, economica, organizzativa e di identità. La palla tonda colorata di rosso e blu sta navigando a vista, tra vecchi e nuovi soci, che però non si decidono a entrare. Quella ovale, colorata di nero e verde, domenica muoverà i primi passi – esordio nel campionato di serie A al Fattori con Prato (15.30) – in un oceano tempestoso, dove la barca capitanata da Totò Di Giandomenico (ad), con Vincenzo Troiani Pierpaolo Rotilio, tattico e timoniere, potrebbe affondare da un momento all’altro.
Per ora, a mantenere a galla la società dell’Aquila Calcio ci pensa Antonio Ranucci, che pagherà gli stipendi ai calciatori. E, parola del presidente (perché è ancora lui) Corrado Chiodi, nessuno abbandonerà la nave, in caso non dovessero arrivare i “soccorsi” da Roma (leggasi Fioravanti e soci).
All’Aquila Rugby Club ci ha pensato la consorella Polisportiva del presidente Vincenzo De Masi, sostenuto da Francesco Aloisio. Ieri, nell’incontro con la dirigenza dell’Aquila Rc (l’ad Di Giandomenico e i consiglieri Fulvio Giuliani e Fulvio Angelini) è stato raggiunto un accordo: il debito pregresso della Rc nei confronti della Polisportiva (210 mila euro) si discuterà su un altro tavolo. Ora la società di De Masi ha fornito all’Aquila diversi giocatori e la loro formazione verrà pagata in due tranche. Un accordo tra gentiluomini, a fiducia, con una stretta di mano.
«Piuttosto che perdere una squadra in serie A, una perdita complessiva per una città e la sua cultura, abbiamo deciso di consentire a tutti di essere più sereni rispetto alle tensioni di questi anni», dice Francesco Aloisio. «Abbiamo dato fiducia sulla parola a Giuliani, Angelini e Di Giandomenico: ci verseranno in due rate le indennità di formazione. Unica condizione è che i ragazzi possano giocare in serie A. Non abbiamo indagato sulla situazione economica de club. L’aspetto debitorio è su un altro tavolo. Avremmo potuto dire: o ci pagate il pregresso o non se ne fa nulla». Insomma, se L’Aquila Rc potrà iniziare l’avventura nel campionato di serie A domenica, è soprattutto grazie alla dispobilità della Polisportiva, che conquesto accordo vorrebbe piantare le basi per riunire tutte le forze rugbistiche aquilane, in una struttura piramidale.
E il calcio? Non è la Cenerentola, anzi. Una parte della tifoseria vuole fuori Chiodi, Ranucci, e il direttore Fabio Aureli. Forse è uno dei freni all’ingresso dei nuovi soci romani, probabilmente un po’ infastiditi da questa imposizione. «Noi stiamo onorando il debito di 1,5 milioni con l’erario, secondo i piani, stabiliti già da aprile, con chi dovrebbe rilevare le quote», dice Chiodi. «Ma non sappiamo perché non si chiude l’affare. Forse c’è un ripensamento. Se così fosse, non faremo mancare il nostro apporto. Non a caso sono il presidente più longevo (cinque anni )».

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