Terremoto: scossa 3.7 avvertita a Roma, epicentro a 3 km da Colonna

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 3.7 è stata avvertita tra Lazio e Abruzzo. 

Secondo l’Ingv, l’epicentro della scossa di terremoto avvertita alle 22.43 si trova a 3 chilometri dal comune di Colonna (Roma), ad una profondità di 9 chilometri. Tra i Comuni vicini all’epicentro, anche San Cesareo, Gallicano nel Lazio, Zagarolo e Monte Compatri. La scossa è stata avvertita anche a Roma.

“Stiamo facendo delle verifiche perché qualche edificio in centro risulta lesionato. Per ora non abbiamo segnalazioni di feriti. C’è stata tanta paura in paese, stanno tutti in strada”. Così all’ANSA il sindaco di Colonna Fausto Giuliani sulla scossa di terremoto di stasera. L’epicentro è stato a soli 3 chilometri di Colonna.

La forte scossa di terremoto delle 22.43 è stata avvertita distintamente, oltre che a Roma, anche in alcune zone del litorale romano, tra Ostia e Fiumicino. Molte le segnalazioni sui social network ma, per il momento, non sono stati segnalati problemi.

Al momento, riferiscono i vigili del fuoco, non ci sono segnalazioni di danni o richieste di intervento ai vigili del fuoco in seguito alla scossa di magnitudo 3.7 avvertita in provincia di Roma.

“Metro C: circolazione temporaneamente interrotta per verifiche dopo scossa di terremoto”. Lo comunica l’Atac, l’azienda dei trasporti pubblica di Roma, in seguito alla scossa avvenuta alle 22.43.

Gente in strada nel quadrante est della Capitale e tantissime chiamate che continuano ad arrivare al Numero di emergenza 112. Paura a Roma per la forte scossa di terremoto avvertita stasera. In alcuni quartieri della periferia est gli abitanti spaventati sono scesi in strada. Molti i cittadini che stanno contattando in questi minuti il 112. Si tratta principalmente di persone che chiedono informazioni. Al momento non sono arrivate segnalazioni di feriti o danni.

Squadre della Protezione civile regionale del Lazio e dei Comuni, in collegamento con la sala operativa regionale, stanno già effettuando dei monitoraggi nei centri storici delle città dei Castelli romani, a seguito della scossa di terremoto delle 22,43. Non sono segnalati crolli o danni a persone.

Londra, nuovo allarme: evacuata stazione metro Fulham Broadway

Un’operazione di polizia è in corso oggi a Sunbury-on-Thames, nel Surrey (Inghilterra), nell’ambito delle indagini sull’attentato alla metropolitana di Londra avvenuto ieri. Lo riportano i media britannici. Nel corso del blitz, riporta la Bbc, la polizia ha fatto evacuare «per ragioni precauzionali» un edificio dalle persone che vi abitano, in Cavendish Road. Sono in corso controlli e perquisizioni. Sunbury-on-Thames, come dice il nome stesso, é una piccola località sulle rive del Tamigi, non lontana da Londra. Nuovo allarme anche alla stazione Fulham Broadway, evacuata e chiusa per dei controlli: l’allerta sarebbe scattata al Vue cinema all’interno di un centro commerciale.
La polizia britannica ha reso noto che gli inquirenti che stanno indagando sull’attentato della metropolitana di Londra hanno arrestato un ragazzo di 18 anni a Dover. Il giovane è stato arrestato questa mattina dalla polizia del Kent nella zona del porto della cittadina sulla Manica. È sospettato di aver piazzato in prima persona l’ordigno rudimentale che ieri ha provocato una trentina di feriti nella metropolitana di Londra. Lo riferisce un giornalista della Bbc.
Il fermato attualmente si trova nel commissariato locale in attesa di essere trasferito a Londra. Gli inquirenti britannici ritengono che il sospetto stesse cercando di imbarcarsi su un traghetto per lasciare la Gran Bretagna. Lo scrive il sito del Guardian, precisando che lo Stato Islamico ha già usato in passato il porto sulla Manica per far entrare ed uscire persone dal Paese, dal momento che la sicurezza per l’imbarchi sui traghetti di Dover viene considerata molto debole.
Gli investigatori hanno rivolto un appello affinché chiunque abbia informazioni, immagini o video relativi all’attacco terroristico alla stazione della metropolitana di Londra di Parsons Green contatti immediatamente le autorità. «La nostra indagine sta proseguendo a grande velocità, e la nostra priorità è identificare, localizzare ed arrestare i responsabili», ha dichiarato il vice capo della polizia Mark Rowley, a capo dell’anti-terrorismo.
Nella giornata di ieri gli inquirenti hanno ascoltato 45 testimoni ed acquisito 77 video ed immagini, ha dichiarato ancora spiegando che «centinaia di agenti stanno seguendo diverse piste, analizzando ore di riprese delle telecamere di sicurezza e parlando con i testimoni».
«Chiunque abbia informazioni è invitato a chiamare il numero verde dell’antiterrorismo o il numero delle emergenze – ha poi aggiunto – chiunque abbia immagini o video dell’attacco è esortato a scaricarli sui sito della polizia www.ukpoliceimageappeal.co.uk per essere analizzati dagli inquirenti».
Sono già centinaia, intanto, i militari britannici dispiegati in queste ore a protezione di obiettivi sensibili nell’ambito dell’operazione Tempora, annunciata ieri dalla premier Theresa May dopo l’attentato alla metropolitana di Londra e parallelamente all’innalzamento del livello di allerta nazionale a “critico”, che presuppone minacce d’altri attacchi imminenti.
«Questa mattina abbiamo fatto un importante arresto nell’ambito della nostra inchiesta, ma pur essendo compiaciuti dei progressi fatti, l’indagine continua e il livello di allarme rimane al livello critico». Lo ha dichiarato Neil Basu, uno dei responsabili dell’anti-terrorismo britannico, commentando l’arresto avvenuto oggi a Dover. «La gente deve continuare a rimanere vigile mentre i nostri agenti continuano a lavorare a questa indagine complessa», ha poi aggiunto.
«In questo momento non cambieremo le misure protettive di sicurezza e i passi intrapresi per permettere la presenza di altri agenti armati», ha detto ancora confermando quindi le misure scattate dopo l’innalzamento dell’allerta terrorismo al livello massimo. «Questo arresto porterà ad altre azioni da parte dei nostri investigatori», ha aggiunto senza però fornire ulteriori dettagli. «Per impellenti ragioni investigative noi non daremo nessuna ulteriore informazione al momento sull’uomo arrestato», ha spiegato.

Amazon, all'interno della struttura già si opera: entro un mese l'apertura da subito impiegate 600 persone

di Raffaella Di Claudio
RIETI – Circa 50 auto (foto allegata) davanti al centro di distribuzione Amazon testimoniano come le attività lavorative all’interno del mega capannone siano già partite.
Pare che da giorni, a porte chiuse, stiano lavorando gli specialisti di processo, i primi ad essere assunti a tempo indeterminato. In questa prima fase – al via entro un mese, al amssimo – saranno 600 le persone impiegate, la maggior parte delle quali provenienti dalla Sabina reatina, molte altre da quella romana e alcuni dal capoluogo Rieti.

Debutta il Movimento animalista di Brambilla: "I cacciatori? Sono anziani, e gli trema la mano"

Prima direzione nazionale con 250 dirigenti della nuova forza politica lanciata da Berlusconi. E corteo anti caccia alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria. L’ex ministra: “Basta, togliamo i fondi e alziamo le tasse. Visita di idoneità per chi spara”

Debutta il Movimento animalista di Brambilla: "I cacciatori? Sono anziani, e gli trema la mano"
E’ nato. Il Movimento animalista, forza politica presieduta da Michela Vittoria Brambilla e benedetta dall’ex premier Silvio Berlusconi, ha fatto il suo debutto a Milano dove si è svolta la sua prima direzione nazionale al teatro Dal Verme e il corteo ‘anti caccia’ alla vigilia dell’apertura della stagione venatoria. ‘Difendi la vita’ il titolo della giornata dedicata al lancio della nuova “forza trasversale e indipendente da qualunque altra formazione politica”, come ha spiegato Brambilla; forza che per i sondaggisti potrebbe valere tra il 3 e il 5 per cento del mercato elettorale. Missione: “Dire basta allo sfruttamento degli animali e metterli al centro del dibattito politico”.

L’ex ministra ha aperto i lavori con una relazione sull’organizzazione e il percorso del partito nei prossimi mesi, fino al traguardo elettorale. Circa 250 i dirigenti (nazionali regionali e provinciali) provenienti da tutta Italia per discutere ed approvare le linee programmatiche del Movimento, che intende schierare il proprio simbolo nelle elezioni locali e generali della prossima primavera. “Oggi siamo qui per aprire la campagna elettorale – ha annunciato Brambilla – c’è chi dirà che è troppo presto ma noi siamo convinti di essere perfettamente in orario. Intendiamo schierare il nostro simbolo in tutte le competizioni sia nazionali, sia locali, fino al comune più piccolo d’Italia. Ci sono io, come ci sono esponenti dei Verdi (un caso lo strappo di Rinaldo Sidoli, il dirigente dei Verdi con delega agli animali passato con la nuova formazione, ndr), e diamo rappresentanza a un mondo importante, a tutti i delusi delle politiche ambientaliste e animaliste di questo governo”. In Italia, aveva spiegato Berlusconi annunciando la novità politica, “sono 7,5 milioni di famiglie che hanno un animale in casa, e sono la metà delle famiglie italiane”.

Per la fondatrice del Movimento c’è “un vuoto assoluto” della politica attuale su questi temi che “non interessano ai partiti ma interessano molto alla gente. A noi non interessano le ideologie. Parleremo con tutte le forze che vorranno confrontarsi su questi temi. Sentirete parlare di noi”.
La caccia tema sensibile. “Deve finire – sentenzia l’ex ministra – ci metteremo tanto, forse ci vorrà un referendum, ma in ogni caso bisogna ridurre questa benedetta caccia. Noi abbiamo diritto

a passeggiare per i boschi senza che ci sparino. Riduciamola due giorni alla settimana, e rendiamo obbligatoria una visita di idoneità, perché questi cacciatori sono anziani, gli trema la mano: visitiamoli, vediamo in che stato sono”. E ancora: “Alziamo la tassazione per il possesso delle licenze, ma soprattutto togliamo i fondi che il ministero elargisce ogni anno alle associazioni di cacciatori. Perché a loro i soldi e a noi no? Sto parlando di milioni”.

M5s, le regole per le candidature a premier non piacciono agli "ortodossi"

Il deputato Luigi Gallo lo dice chiaramente su Facebook: il sistema farà di Di Maio il capo indiscusso dei 5 stelle. “Dal Movimento di Beppe Grillo al Movimento di Luigi Di Maio”

Il primo a venire allo scoperto è il deputato Luigi Gallo. Le regole per scegliere il candidato premierdel Movimento 5 stelle pubblicate ieri sul blog hanno sconvolto l’ala “ortodossa”. Quella che – nell’ultimo anno – si è contrapposta piiù o meno apertamente allo stile e alle decisioni di Luigi Di Maio. Perché se davvero – com’è scritto – il candidato premier diventerà automaticamente il capo politico dei 5 stelle, il vicepresidente della Camera (che sabato prossimo si appresta a una vittoria bulgara) non sarà solo colui che sceglie i ministri e detta la linea politica. Ma anche, ed è questo che su Facebook scrive Gallo, il dominus assoluto degli affari interni del Movimento.
“Dal Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio”, è il titolo del post del parlamentare, che si è occupato in questi anni di scuola e cultura. “E’ quello che accadrà con la prossima votazione degli iscritti del M5S. E’ per questo che tutti devono sapere quali sono i poteri del capo politico definiti dal regolamento interno” (quello modificato alcuni mesi fa per cercare di metterlo al riparo dai sempre più frequenti ricorsi degli espulsi. E per salvare la sindaca di Roma Virginia Raggi dalle dimissioni per le indagini sul suo conto).
Gallo li sintetizza così: “Il capo politico del Movimento 5 Stelle indice le votazioni in rete; sceglie i temi da mettere in votazione; può far ripetere un voto per le modifiche al non statuto e al regolamento e ripetere votazioni che in prima istanza erano state limitate agli iscritti di una città o di una regione estendendole”. E ancora: “Sceglie il collegio dei probiviri da sottoporre agli iscritti sul blog , ma può – con un altro voto in rete – cancellare una decisione dei probiviri o del comitato d’appello”.
A voi i commenti, scrive il parlamentare. Ma ancora nessuno dei suoi colleghi condivide il post o mette like. Arrivano quelli di semplici attivisti, o di persone già uscite come il livornese Marco Vagnozzi. Alcuni lo sostengono, “la parola capo mi fa venire l’orticaria”. Altri lo attaccano:”Se non ti sta bene vai via”. Lui risponde ricordando i principi base con cui il Movimento si era presentato agli italiani:”Il Movimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di

legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi”. Che invece – chiosa – “è quello che stiamo facendo qui”.

Frosinone / “Operazione Intoccabili”, sequestro patrimoniale di oltre 2 milioni di euro per 10 arrestati

Frosinone / “Operazione Intoccabili”, sequestro patrimoniale di oltre 2 milioni di euro per 10 arrestati
FROSINONE – Nella giornata odierna, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frosinone unitamente ai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, quale prosecuzione dell’operazione “Intoccabili”, hanno eseguito l’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina.
L’Autorità Giudiziaria, condividendo a pieno le risultanze investigative della Polizia Giudiziaria operante, le quali avevano accertato che alcuni degli arrestati, per  il reato di “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti aggravata”, possedevano beni, anche per interposta persona, di valore nettamente sproporzionato rispetto al loro reddito dichiarato, ha disposto il sequestro di conti correnti, ville, appartamenti, terreni e auto, il cui valore è stato stimato in  oltre 2 milioni di euro.
I beni, consistenti in 3 ville di cui 2 con piscina, 3 appartamenti, 1 SUV, terreni per 12.000 metri quadrati e conti correnti, si trovano nei comuni di Frosinone, Supino, Ferentino, Morolo e Boville Ernica, sono il frutto dei guadagni della fiorente attività illecita e vanno a sommarsi a quelli già requisiti durante l’attività investigativa e in sede di esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare, portando così il complessivo valore dei beni in sequestro a quasi 3 milioni di euro.
sequestri sono stati eseguiti nei confronti di:

Londra, esplosione nel metrò, 29 feriti. L'Isis rivendica.

 Alzata l’allerta: “Rischio attacco imminente”

Londra, esplosione nel metrò, 29 feriti. L'Isis rivendica. Alzata l'allerta: "Rischio attacco imminente"
Una donna ferita nell’esplosione nella metropolitana di Londra (ansa)

La deflagrazione presso la stazione Parsons Green, vicino a Fulham. La polizia conferma: una bomba collegata a un timer. Nessuna delle persone coinvolte è in pericolo di vita. Identificato un sospetto. Il livello d’attenzione passa da “severo” a “critico”, il più alto. Militari in strada

“Scafarto e Ultimo, metodi da matti”. I carabinieri di Consip sotto accusa

La deposizione shock al Csm di Lucia Musti, procuratore di Modena. “Erano esagitati. Mi dissero: scoppierà un casino, arriviamo a Renzi”

ROMA –  «Quei due sono veramente dei matti. Abbiamo fatto bene a liberarcene subito». «Le loro intercettazioni? Fatte coi piedi». Le informative? «Roba da marziani». Parola del procuratore di Modena Lucia Musti che il 17 luglio, davanti alla prima commissione del Csm, parla così del colonnello del Noe Sergio De Caprio e del capitano Gianpaolo Scafarto, lamentando le continue pressioni di Scafarto per incontrarla. La lunga audizione del magistrato, già sbobinata dopo una settimana, è rimasta per tutto agosto nei cassetti del Csm, e solo il 14 settembre, con una posta certificata, è partita alla volta della procura di Roma, che ha messo Scafarto sotto inchiesta. Un’attesa, motivata dalle ferie, decisamente troppo lunga e che già solleva più di un interrogativo.
“FINALMENTE L’HANNO PRESO” È un atto d’accusa pesantissimo quello di Musti contro Scafarto e De Caprio. Tant’è che, la sera in cui si diffonde la notizia dell’incriminazione di Scafarto, come lei stessa riferisce al presidente della prima commissione Giuseppe Fanfani, ai relatori Luca Palamara e Aldo Morgigni, a consiglieri come Antonello Ardituro e Piergiorgio Morosini che la interrogano, eccola commentare: «Mi è venuto un colpo, perché ho detto “uno più uno fa due, finalmente l’hanno preso”, punto, fine. Perché il modo di fare di questo capitano era assolutamente spregiudicato, ma non solo il suo, anche quello del colonnello che lo comandava allora, De Caprio».
“DVD SENZA CAUTELA” Nella primavera 2015 Musti riceve da Napoli, dal pm Henry John Woodcock, gli atti di Cpl Concordia. Ma è Scafarto in persona, come dice Musti al Csm, a portarle l’informativa: «Erano due Dvd e non avevano alcuna forma di particolare cautela, assolutamente no. Non c’erano dei sigilli». Prosegue Musti tra le insistenze dell’ex pm Ardituro: «Vede consigliere, ripeto, io non ho mai visto un’informativa così, perché entra subito nel merito. Cioè comincia subito a raccontare i fatti. Quelle a cui ero abituata io, per vent’anni, avevano scritti gli indagati e i reati». Fanfani le chiede «se questo è un modo di trasmettere gli atti». Musti: «Lui veniva per nome e per conto di Woodcock, che mi aveva telefonato e mi aveva detto: “Ti mando Scafarto”».
ESPLODE IL CASO ADINOLFI La telefonata tra l’ex premier Renzi e il generale Adinolfi viene pubblicata sui giornali. Non era omissata nel dvd consegnato dai carabinieri a Musti. Ma lo era nelle carte dei pm. Musti: «Ho parlato con Woodcock quando la notizia è uscita, è lui che ha chiamato me, non sono io che ho chiamato lui. Mi ha chiamato per minimizzare, era piuttosto turbato, agitato, preoccupato. Io l’ho lasciato sfogare, punto e basta. In realtà ero piuttosto arrabbiata, mi sono confrontata con Pignatone dicendo: “Ma in che pasticcio sono andati a metterci?”. Sono sincera, ho detto questo».
“INTERCETTAZIONI COI PIEDI” Musti non fa sconti ai carabinieri: «Queste intercettazioni erano fatte coi piedi, dove sulla base di un’informazione del tipo “questo lampadario è verde”, allora si diceva che il lampadario era verde perché erano venuti marziani che avevano corrotto e sulla base di un lampadario verde si facevano delle costruzioni di reato».
“SONO DEI MATTI” Musti, con due colleghi, partecipa a una riunione al reparto operativo dei Cc di Roma, con Scafarto e De Caprio. Chiosa al Csm: «Mi sembravano molto spregiudicati, con un delirio di onnipotenza, soprattutto il colonnello e il capitano, perché poi c’era questo maggiore De Rosa che mi sembrava più equilibrato, ma gli altri due erano veramente matti. Scusi, matti no, erano esagitati, non mi piaceva neanche il rapporto con l’autorità giudiziaria che avevano, perché a me avevano detto: “Dottoressa, lei se vuole ha una bomba in mano, lei se vuole può far esplodere la bomba”».
Il presidente Fanfani chiede: «Chi glielo disse?». Musti: «Il colonnello De Caprio mi disse: “Lei ha una bomba in mano, se vuole la può fare esplodere”». Fanfani: «Ma in riferimento a cosa?». Lei: «Ma cosa ne so? Cioè, io non lo so perché erano degli agitati. Io dovevo lavorare su Cpl Concordia, punto, su quest’episodio di corruzione. Dissi ai miei, “prima ci liberiamo di questo fascicolo meglio è”. Nel frattempo, secondo me, il colonnello pensava che io chissà cosa potessi potuto fare, forse il burattino nelle sue mani, io non lo so cosa avesse in mente».
“SUCCEDERA’ UN CASINO”
Musti dedica molte risposte alle insistenti pressioni di Scafarto per incontrarla. «E va bene, cosa gli devi dire, di no? Una volta gli ho detto di sì, la seconda pure, la terza volta no, e ho ancora il suo ultimo messaggio al quale dissi “faccia come vuole, ma io non ho tempo”». Ma nell’ultimo incontro ecco la frase shock di Scafarto. Racconta Musti: «Lui mi ha parlato del caso Consip, un modo di fare secondo me poco serio, perché un capitano, un maresciallo, un generale sono vincolati al segreto col loro pm, non devi dire a me che cosa stai facendo con un altro. Quindi, quando lui faceva lo sbruffone dicendo che sarebbe “scoppiato un casino”, io dentro di me ho detto “per l’amor di Dio”. Una persona seria non viene a dire certe cose, quell’ufficiale non è una persona seria». Fanfani vuole dettagli: «De Caprio ha detto “Ha una bomba in mano”, mentre Scafarto “succederà un casino”?». Musti risponde: «Scoppierà un casino, arriviamo a Renzi».

A luglio nuovo record del debito. Vola a 2.300 miliardi

 © ANSA

Nuovo record del debito delle pubblico: a luglio è stato pari a 2.300 miliardi, in aumento di 18,6 miliardi rispetto al mese precedente. Lo comunica la Banca d’Italia spiegando che l’incremento ha riflesso l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (per 32,9 miliardi, a 85,6; erano pari a 101,0 miliardi a luglio 2016), in parte compensato dall’avanzo di cassa delle Amministrazioni pubbliche (13,3 miliardi).
Il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 19 miliardi, in calo di 400 milioni quello delle amministrazioni locali.
A compensare l’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, scrive via Nazionale nel fascicolo “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”, è anche l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio (1,1 miliardi). Quanto agli enti di previdenza il debito “è rimasto pressoché invariato”.

Corea del Nord lancia nuovo missile intercontinentale. Seul: 'Possiamo annientarli'

In meno di tre settimane, due missili balistici nord-coreani hanno sorvolato l’isola giapponese di Hokkaido, la più settentrionale. Ancora una volta, questa mattina all’alba, un missile di Pyongyang ha seminato il panico nell’impero del Sol levante, irritando e preoccupando il mondo intero. Gli Stati Uniti in primis, ma anche l’alleato cinese che neppure lui riesce a controllare la follia di Kim Jong-un. A Seul, il presidente sud-coreano Moon Jae-in ha immediatamente convocato una riunione urgente del Consiglio di sicurezza nazionale.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha indetto una riunione d’emergenza. Le consultazioni a porte chiuse avranno luogo oggi pomeriggio su richiesta degli Stati Uniti e del Giappone, rende noto l’Onu.
Immediata la reazione della Corea del Sud: il presidente del Paese, Moon Jae-in ha dichiarato che Seul possiede una capacità di fuoco in grado di distruggere la Corea del Nord “in modo irrecuperabile”. Moon ha aggiunto che il dialogo con Kim Jong-un è “impossibile in una situazione come questa”. Lo riporta l’Independent, che cita l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.
Secondo i militari sud coreani citati dalla Yonhap, questa volta il missile ha avuto una gittata ben superiore rispetto a quello di fine agosto, già considerato dagli esperti un missile intercontinentale potenzialmente in grado di trasportare una mini testata nucleare verso gli Stati Uniti e l’Europa. Ed è di pochi giorni fa – il 3 settembre – il sesto test nucleare nord coreano, che secondo alcuni esperti, anche americani, ha fatto esplodere una bomba all’idrogeno, provocando un terremoto di una intensità superiore alla magnitudo sei della scala di Richter.
Oggi il missile lanciato dai pressi della capitale Pyongyang ha volato per ben 3.700 chilometri, affondando verosimilmente nel Pacifico Nord, e ad una altezza di circa 770 chilometri. Il missile precedente, quello del 28 agosto, un Hwasong-12, aveva avuto una gittata di circa 2.700 chilometri, volando ad una altitudine di circa 550 chilometri e si era spezzato in tre parti nel mare del Giappone. E proprio in queste ore, nello stesso Mar del Giappone, sarebbero in corso manovre della marina sud coreana, secondo fonti di Seul. Manovre che potrebbero aver spinto Kim Jong-un ad anticipare il nuovo test odierno rispetto alle previsioni. Poche ore prima del lancio del nuovo missile la Corea del Nord attraverso la sua agenzia di stampa ufficiale aveva minacciato direttamente il Giappone, ricorda il Washington Post online. “Le quattro isole dell’arcipelago (giapponese) dovrebbero essere affondate da (una nostra) bomba atomica”, aveva dichiarato la commissione nordcoreana per la pace nel Pacifico asiatico, aggiungendo: “il Giappone non deve più esistere accanto a noi”.
Lunedì scorso il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una serie di nuove sanzioni contro la Corea del Nord, per la nona volta dal 2006, anno del primo test nucleare di Pyongyang.
Mosca, da Washington retorica aggressiva – Sulla Corea del Nord Mosca sta dimostrando “non solo la nostra contrarietà verso questi lanci illegali” ma anche “il nostro desiderio di risolvere la situazione nella penisola coreana”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova alla radio Govorit Moskva. “Purtroppo da Washington viene solo retorica aggressiva”, ha aggiunto.
La Russia è profondamente preoccupata per le ulteriori azioni provocatorie della Corea del Nord e le condanna con forza perché possono portare a una escalation. Così il Cremlino citato dalla Tass