GIUSEPPE ANASTASI IN CONCERTO AL LEGEND CLUB DI MILANO IL 18 MARZO 2019

Giuseppe Anastasi,  autore e compositore di alcune tra le più famose hit italiane, da “La notte” di Arisa a “Il diario degli errori” di Michele Bravi, prosegue il Live Tour 2019 “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” facendo tappa il 18 marzo presso uno dei piu’ noti locali di Milano, il Legend Club, Viale Enrico Fermi 98.

In questa data l’artista sarà accompagnato sul palco da Valter Sacripanti (batteria), Antonio Lusi (basso), Elvis Damiano (chitarre) e Cristian Pratofiorito (tastiere).

E’ iniziata, ormai da giorni, l’attesa e la curiosità del pubblico anche per la presenza di due ospiti speciali della serata: il noto cantautore Giovanni Caccamo ed il cantante nonchè grande produttore discografico Mauro Ermanno Giovanardi.

Il concerto comincerà alle ore 21.30. Ad aprire il concerto saranno le splendide Charlotte Ferradini e Nyvinne.

I biglietti sono acquistabili anche su Ticketone al seguente LINK.

Lo spettacolo di Giuseppe Anastasi è incentrato sulle canzoni del suo album “Canzoni ravvicinate del vecchio tipo”, che si compone di 11 brani. Attraverso i suoi testi, l’autore analizza la vita, la società e le persone, riflette sui ritmi meccanici apportati da Internet e dal consumismo, racconta storie realmente vissute ed esprime il legame con la sua terra, la Sicilia, descrivendo la sua perfezione ed imperfezione.

Canzoni ravvicinate del vecchio tipo” è un album “old style”, acustico, suonato in tutte le parti, con poca elettronica che Giuseppe ci ripropone insieme alla sua band dal vivo aggiungendo alcuni brani di successo da lui scritti per Arisa.

Giuseppe Anastasi è autore e compositore, nato a Palermo nel 1976. Nel suo percorso professionale e  artistico, vanta numerose ed importanti collaborazioni. Fra le principali quelle con Mogol, Arisa, Cheope, Noemi, Emma, Anna Tatangelo, Michele Bravi, Tazenda, Mauro Ermanno Giovanardi, Francesco Baccini, Mietta, Alexia, Mauro Pagani, Adriano Pennino, Tony Bungaro, Cesare Chiodo, Mario Lavezzi, Ferdinando Arnò, Federica Abbate, Amara. Nel 2006 è tra i vincitori di Musicultura e nel 2009 vince il suo primo Sanremo Giovani con la canzone “Sincerità”, interpretata dalla cantante Arisa, brano estratto dall’omonimo album scritto interamente dal cantautore siciliano. Nel 2010 partecipa nuovamente a Sanremo con la canzone, interpretata sempre da Arisa,  “Malamorenò”, brano estratto dall’album omonimo di cui Giuseppe è autore e coautore di tutti i testi. Nel 2012 è la volta del suo terzo Sanremo e partecipa con la nota canzone “La notte”, che arriva seconda in classifica. “La notte” è vincitrice di 4 dischi di platino e canzone italiana più venduta del 2012, è estratta dall’album “Amami” dove Giuseppe è autore e coautore di 8 brani, tra i quali “L’amore è un’altra cosa” ed “Il tempo che verrà”; quest’ultima è stata inserita nel film di Ricky TognazziTutta colpa della musica”. Sempre nel 2012 Giuseppe Anastasi scrive insieme all’amico e collega Alfredo Rapetti Mogol (Cheope) il manuale Scrivere una canzone”, edito dalla Zanichelli, e pubblica il brano “Meraviglioso amore mio” canzone inserita nel film Pazze di me” di Fausto Brizzi e vincitrice di due dischi di platino. Nel 2014, alla quarta partecipazione, sempre con Arisa, grazie alla canzone “Controventovince il suo secondo Sanremo.  Il 2016 è l’anno della sua quinta partecipazione e disco d’oro con “Guardando il cielo”. Nel 2017 partecipa per la sesta volta al festival dei fiori con la canzone “Il diario degli errori” scritta c Cheope e Federica Abbate e portata al successo da Michele Bravi. Sempre nel 2017 Giuseppe è autore della canzone “Democrazia” inserita nel film “L’ora legale” di Ficarra e Picone e della canzone “Ho perso il mio amore”, scritta con Cheope e Federica Abbate e inserita nel film “La verità, vi spiego, sull’amore”, e partecipa come autore e produttore tra le nuove proposte con il brano “Insieme”, interpretato da Valeria Farinacci.

www.facebook.com/Giuseppe-Anastasi www.twitter.com/peppeanastas 

Milano, 11 marzo 2019

Ufficio Stampa: Roberta Nardi (dott.ssarobertanardi@gmail.com)

Booking: Jm Production-Manuel Clava (manuel@jmproduction.it) Management /Promo Radio & Tv: Prosincro – Antonio Laino

Tappa spoltorese al Loft128 per il tour del cantautore fiorentino Giulio Wilson

Il cantautore fiorentino Giulio Wilson sarà in concerto a Spoltore presso il Loft128 domenica 17 febbraio dove presenterà il suo nuovo album “Futuro Remoto”.   

Giulio Wilson sarà accompagnato dai musicisti Marco Confetti, Adriano Arena, Tiziano Pellegrino e Alessio Norelli.

Il moderno locale Rock – dove ferro e legno si sposano con luci soffuse e musica selezionata – è di Alessio Rosi.

E’ uscito il 18 gennaio il nuovo album del cantautore Giulio Wilson dal titolo “FUTURO REMOTO” ed il singolo “Modigliani”

La tournée 2019 si è aperta il 26 gennaio a Torino. Il nuovo Disco di Giulio Wilson è stato presentato alla Stampa il 27 gennaio a Milano .

Il 6 febbraio Giulio ha suonato al Club Tenco a Sanremo e in altri locali e occasioni in concomitanza con i giorni dedicati al noto Festival della canzone italiana.

L’8 febbraio, non appena rientrato, Giulio si è esibito a Prato presso il Wallace ed è stato, come del resto in tutti i suoi live, un grande successo.

Oggi 16 febbraio si esibisce a Potenza, domani 17 febbraio sarà a Pescara.

La successiva tappa di Giulio Wilson sarà il 21 febbraio a Bologna.

Altri locali a Febbraio? Il 22 febbraio sarà la volta di Perugia – Bad King, il 23 febbraio Giulio sarà a a Verona presso il The brothers ed i24 febbraio a Vigevano – Pick wick.

Giulio Wilson nasce a Firenze nel 1983. Si trasferisce a Milano all’età di 5 anni, studia a Novara per poi ritornare maggiorenne a vivere a Firenze.

Si laurea in Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria di Firenze e diventa uno dei produttori importanti di vino in Toscana.

Apre Vivanda, un noto ristorante biologico a Firenze.

Scrive musica e testi per altri artisti, numerose le sue collaborazioni artistiche:  

Bobby Solo per il quale scrive e duetta nel brano “dove corre il tempo”;

Roberto Piumini, celebre scrittore con il quale firma alcuni testi;

Vinicio Capossela per il quale ha suonato il sassofono contralto durante il tour 2009;

Enzo Iacchetti, primo produttore di Wilson nel 2016;

Vincitore assoluto del Premio Lauzi 2018, conferisce il premio Enrico Ruggeri.

Vincitore del premio speciale MEI MIGLIOR CANTAUTORE 2017, premio consegnato da Giordano Sangiorgi.

Vincitore di “Materiale Resistente 2.0”, evento promosso da MEI con il brano “MIA BELLA CIAO”, premio consegnato al Teatro Masini di Faenza da Giordano Sangiorgi.

Finalista ad Area Sanremo per due anni consecutivi: nel 2017 e nel 2018. 

Finalista a Musicultura 2018 e L’isola Non Trovata 2018.

Vincitore assoluto di BMA Bologna Musica D’autore 2017, premio consegnato da Leopoldo Cavalli.

Valter Sacripanti attuale produttore artistico.

Antonio Laino attuale manager.

Pubblica “FUTURO REMOTO” primo album interamente scritto da Wilson, prodotto da Fonoprint, ritenuto dagli esperti uno delle migliori produzioni artistiche del 2019.

Da Gennaio è in tour in tutta italia nei teatri e club con JM Production.

Ufficio stampa: Roberta Nardi – dott.ssarobertanardi@gmail.com

Booking: Manuel Clava per JM PRODUCTION – manuel@jmproduction.it

Management: Antonio Laino per Prosincro – antonio@prosincro.com +39 3356821192

Francesco Renga: “Le donne al festival? Di meno perché gli uomini hanno voci più belle”

Il cantante scatena una durissima polemica rispondendo alla domanda sul perché sono solamente sei le donne in gara. Claudio Baglioni: “Potete dissociarvi da questo commento”

Al dopofestival si parla di canzoni, Baglioni rivendica il merito di averle rimesse al centro della scena e di aver privilegiato la musica rispetto allo spettacolo: “Il festival è un grande evento televisivo ma non un programma televisivo”. Poi arriva la domanda che insegue il direttore artistico dal giorno in cui ha annunciato il cast, non lo coglie di sorpresa: “Perché sono soltanto sei le donne su 24 artisti in gara?”.

Colpa delle canzoni presentate? Baglioni risponde che sono arrivate meno proposte femminili, un fatto statistico, niente di più. Sembra finita lì e invece Francesco Renga lo interrompe, prende la parola per dare la sua “spiegazione fisica, di vocalità: la voce maschile è più armoniosa, più gradevole; invece, le voci femminili aggraziate, belle, dolci sono sicuramente poche, molte di meno di quelle maschili”.

“Potete dissociarvi”, si smarca subito Baglioni. Il pubblico rumoreggia, la conduttrice Anna Foglietta ricorda che il problema delle quote rosa riguarda anche il cinema, il Parlamento, insomma tutta la società, Renga vuol chiarire meglio: “Non è un caso che ci siano molti più cantanti maschili, è che la voce maschile ha una gradevolezza migliore, quella femminile ha frequenze diverse, vengono apprezzate veramente solo quando sono davvero speciali”.

Amy Winehouse, Celine Dion, Nina Simone, Aretha Franklin, Mina, Angelique Kidjo, Whitney Houston, Beyoncé, Solange, Lauryn Hill, Fiona Apple, LP, Mia Martini, Arisa, Irene Grandi, Giorgia: quanta varietà, quanti stili e timbri diversi, quanta qualità.   

Adriano Celentano è influenzato, stop ad ‘Adrian

Lo comunicano i vertici del Clan e di Mediaset: “Fermo per almeno due settimane, così come prescritto dai medici”

Adrian si ferma momentaneamente per problemi di saluti di Adriano Celentano. Clan e Mediaset, infatti, in una nota congiunta comunicano che “Adriano Celentano, a causa di un malanno di stagione, non potrà dirigere Aspettando Adrian Adrian la serie per almeno due settimane, così come prescritto dai medici curanti. Durante questo periodo Aspettando Adrian e Adrian la serie non andranno in onda”.

La terza puntata del programma sul Molleggiato, animata (e molto criticata) su disegni firmati da Milo Manara, era andata in onda su Canale 5 lo scorso 28 gennaio. Protagonisti del cartoon, Adrian, “italiano, 1,77, occhi castani, sguardo attento, bocca ripida, segni particolari: nessuno”, convinto che “non è con la violenza che si mettono a posto le cose del mondo”, come recitano gli spot, e Gilda, ovvero la moglie Claudia Mori.

fonte:repubblica.it

Palloncini rossi e fuochi d’artificio, Laura Pausini alla conquista di Roma

E’ la prima donna a esibirsi al Circo Massimo. “Colosseo negato a Beyoncé? Meglio così, prima gli italiani. Però solo nella musica, sia chiaro”. Stasera si replica

“E dopo tutto questo, cos’altro potrei volere? Vorrei prendermi il Colosseo. Non ho più paura. Sarà l’età, a 44 anni ci si gioca gli ultimi colpi, almeno sul palco”. E’ una baldanzosa Laura Pausini quella che incontra la stampa poco prima di salire sul palco del Circo Massimo, per il primo dei due concerti in programma tra le rovine della Roma imperiale. E a chi ribatte dicendo che il Colosseo è stato già negato a Beyoncé, lei replica con una battuta: “Meglio così, prima gli italiani. Però solo nella musica, sia chiaro”. Dopo essere stata la prima donna a cantare a San Siro nel 2007 e la prima artista a tenere un tour negli stadi nel 2016, la Pausini aggiunge così un altro primato alla sua carriera, 25 anni di musica come le ricordano i fan con una improvvisata coreografia di palloncini rossi.

E’ la prima artista donna a tenere uno show al Circo Massimo aperto finora solo ai concerti di colleghi uomini, per ultimo Roger Waters una settimana fa di fronte a quasi 50 mila spettatori. “Poco fa ho detto che non ho più paura ma ora me la sto facendo sotto”, dice lei correndo sulla passerella. L’allestimento della platea e degli spalti prevede soltanto posti a sedere, sono circa 15mila ma la Pausini si esibirà per due sere consecutive e alla fine gli spettatori potranno raggiungere la cifra complessiva di 30 mila anche se, dopo il sold out di sabato, per la serata di domenica ci sono ancora posti disponibili.
Il concerto è un compendio di melodia italiana, di canzoni d’amore urlate al cielo, a tratti anche di dance e di musica latina. Inizia letteralmente con il botto, tra fuochi d’artificio ed esplosioni, con i ballerini in bicicletta e pattini sulla passerella che si allunga nella platea. Ma finisce poi con mille siparietti, con il pubblico chiamato sul palco come fosse in un programma tv, e infatti a un certo punto la Pausini rivela: “Stiamo registrando tutto perché, non so ancora quando, il concerto verrà trasmesso da Canale 5”.

“Sono tornata a Roma e non riesco ancora a credere a quello che succederà qui, diamo insieme il massimo a questo Circo!”, aveva scritto sul suo profilo Facebook alla vigilia del concerto. Promessa mantenuta sin dalle prime battute: si inizia sulle note di Non è detto, primo singolo da 30 milioni di visualizzazioni su YouTube del nuovo disco Fatti sentire, poi il concerto prende il volo con il tormentone estivo E.STA.A.TE con l’ingresso dei ballerini mentre sul pubblico cade una pioggia di coriandoli sparati da decine di cannoni e il cielo si riempie di fuochi di artificio.

Il palco delle due anteprime mondiali del “Fatti sentire world tour”, il giro di concerti che dal 26 luglio porterà la Pausini negli Stati Uniti, in Sudamerica e dall’8 settembre nei palasport italiani, è un trionfo di tecnologia: la scena cambia continuamente grazie alle grafiche proiettate su un particolare sistema di schermi che incorniciano la scena. Con la Pausini sul palco ci sono sette musicisti, dodici ballerini e cinque coristi che ad un certo punto si prendono la scena per una serie di cover, da Shape of you di Ed Sheeran a Can’t stop the feeling di Justin Timberlake e Sorry di Justin Bieber.

Tutto e subito, sembra dire la scaletta, e infatti con il primo medley arrivano i tre successi Primavera in anticipoLa mia risposta e Le cose che vivi. La Pausini punta dritto al cuore dei suoi fan, li blandisce: “Mi fate dimenticare i momenti difficili, siete voi a darmi la forza”. E’ il tripudio del pop, incrocia gli stili più disparati e li rende nella formula più semplice e diretta possibile. Oltre che nella dimensione più consona, con le novità tecnologiche come le fontane di luce che la circondano mentre canta Simili, il brano che l’anno scorso l’ha portata ad un soffio dal secondo Grammy.

Si finisce cantando in spagnolo, con Nuevo e Nadie ha dicho. Del resto a 44 anni la Pausini è tra gli artisti italiani più amati nel mondo, specialmente nel mercato latino.Il tour mondiale è stato già acquistato in prevendita da 330 mila spettatori, sottolineano gli organizzatori di F&P Group. Ma è anche vero che, quando gioca in casa come questa settimana con l’album Fatti sentire, è lei l’unica che in classifica riesca a tenere testa al rap e alla carica dei cantanti sfornati dai talent tv.

Musica: XXXTentacion, suoni dal rapper

XXXTentacion, chi era il controverso rapper

Scriveva musica da anni XXXTentacion, una combinazione di hip-hop ed emo, deprimente e devastante. Una musica che rifletteva una vita vissuta nel disprezzo per il genere umano, a partire da se stesso. Il suo vero nome era Jahseh Dwayne Onfroy. Originario della Florida, è stato ucciso nel corso di una sparatoria la scorsa notte a Deerfield Beach. Aveva 20 anni.

In molti, tra i colleghi, lo definiscono uno dei più grandi talenti della sua generazione. “Non ti ho mai detto quanto tu sia stato capace di ispirarmi: grazie per la tua esistenza”, ha scritto su Twitter Kanye West. “Sono senza parole”, è stato il commento secco su Instagram del batterista dei Blink-182, Travis Barker sottolineando: “Ci siamo parlati solo qualche settimana fa. Mi è piaciuto collaborare con te e considero un onore averti avuto come amico. Eri un vero artista, uno dei più fottutamente talentuosi della tua epoca. La tua musica vivrà per sempre”.

La sua è una di quelle vite vissute a 100 all’ora, caratterizzata da una violenza nichilista. Uno dei suoi maggiori successi è la canzone ‘Look at Me’. Con il suo primo disco, ’17’, uscito nell’agosto del 2017, aveva debuttato ai vertici della Billboard 200 degli Stati Uniti, diventando uno dei più seguiti rapper della nuova generazione. Il suo secondo album, ‘?’ uscito a marzo, aveva esordito direttamente al numero 1 della classifica.

Ma il gran talento procedeva a braccetto con droga, violenza e problemi persistenti con la legge si legge sul ‘Guardian’. Era costantemente nei guai per il suo comportamento violento, sin da quando era adolescente. Era stato in carceri minorili per due volte accusato di possesso di arma da fuoco, rapina a mano armata, resistenza all’arresto e possesso di farmaci non autorizzati.

Dopo aver lasciato la prigione minorile, aveva iniziato a fare musica. Onfroy faceva parte di una nuova ondata di artisti, a volte denominata ‘soundcloud rap’, la cui musica incarnava una disconnessione con le norme sociali e abbracciava la cultura di internet e il pesante uso di ansiolitici.

Nello stesso momento in cui la sua carriera stava crescendo, iniziò una relazione con una donna che secondo il tribunale ha picchiato brutalmente più volte, anche quando era incinta, ha tentato di strangolarla, presa a calci e ferita con arma da taglio. E davanti a lei avrebbe anche minacciato di togliersi la vita. Onfroy è stato arrestato per questi crimini e, posto inizialmente agli arresti domiciliari, finì poi di nuovo in prigione. E’ in questo periodo che diventò ancora più famoso.

Nei suoi ultimi mesi, era stato accusato di aver cercato di comprare i testimoni e di far pressione sulla sua ex fidanzata per far cadere le accuse contro di lui. Aveva cercato di riabilitare la sua immagine, donando (secondo lui, ma non ci sono prove) 100.000 dollari a un’organizzazione contro la violenza domestica. Ma la gravità dei crimini di cui era accusato non sembrava mai allontanarsi da lui, e così spesso tornava a quel linguaggio violento nello stesso istante in cui cercava di ‘ripulire’ il suo nome.

Torino, Vasco Rossi: buona la prima. E oggi si replica

Grande Entusiamo allo stadio Olimpico per il primo due concerti torinesi. “Qui  mi sento come a casa”

Migranti nella Tuscia, le presenze stabili a 1.700, calano gli ospiti all’ex Fiera

Il vicario del prefetto di Viterbo, Salvatore Grillo
di Federica Lupino
Migranti nella Tuscia, gli invii si sono arrestati. Il numero dei richiedenti asilo attualmente ospitati in provincia è fermo a 1.700, ovvero gli stessi livelli dei primi di agosto. Gli sbarchi in Italia si sono molto ridotti rispetto ai mesi precedenti, di conseguenza sono calate anche le assegnazioni alle province. A differenza di giugno, quando si registravano centinaia di arrivi nell’arco di pochi giorni, i flussi sono rientrati nella normalità.  “Questo – commenta Salvatore Grillo, il vicario del prefetto Nicolò D’Angelo – ci consente di lavorare di più per migliorare la qualità dell’accoglienza, che comunque nella Tuscia è già alta”.

Significa che la Prefettura si sta impegnando per riequilibrare le presenze nei Cas, i centri di accoglienza straordinario gestiti da 16 tra cooperative e reti di imprese, autorizzate dal bando del 2017. “Già la prossima settimana – fa sapere – ridurremo ulteriormente la presenza nel centro dell’ex fiera”, dove sono rimaste 12 persone. Ma spostamenti avvengono anche per venire incontro alle esigenze lavorative di quei migranti che sono riusciti a trovare un impiego.
“Molti – racconta Grillo – trovano lavoro soprattutto nel settore dell’agricoltura con contratti stagionali che non consentono certo di raggiungere le soglie economiche per essere autosufficienti ma sono comunque un’ottima esperienza per avvicinarli al mondo del lavoro, acquisire competenze e integrarsi nel tessuto locale”. Capita, quindi, che dietro richiesta dei migranti la Prefettura disponga il loro trasferimento nelle strutture più vicine al luogo di impiego, ma solo dopo aver verificato che sia tutto in regola. I contratti spesso durano pochi giorni e sono legati al ciclo dei campi, ma l’agricoltura non è l’unico comparto in cui vengono impiegati i rifugiati.

Esistono, infatti, anche alcuni Comuni del Viterbese che hanno stretto protocolli d’intesa col Palazzo del Governo proprio allo scopo di favorire l’inserimento dei richiedenti asilo nelle comunità in cui vengono ospitati. Così in alcuni centri, come Valentano, Acquapendente, Proceno e Graffignano, svolgono lavori socialmente utili. Nel primo comune, ad esempio, stanno lavorando alla manutenzione del cimitero cittadino.

Lunedì 18 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 14:32

La dolce vita/Musica, fuochi e burlesque per i 50 anni di Spinelli (Siae)

FROSINONE

Musica dal vivo, fuochi d’artificio, spettacolo e un pizzico di burlesque per una serata dal sapore della Dolce Vita. Questi gli ingredienti di una serata speciale, organizzata, a Veroli, per i 50 anni di Sandro Spinelli, mandatario Siae di Frosinone. A festeggiarlo tutte le massime autorità provinciali, dal Prefetto al Presidente della Provincia, per finire ai sindaci di Frosinone, Veroli, Ripi… Naturalmente non mancava il Direttore della Siae di Roma, dottor Alessandro Bracci.
E poi tanti, tantissimi esercenti titolari dei locali di intrattenimento. Loro che, ogni sera, propongono spettacoli musicali, quasi sempre dal vivo. E che si sforzano per proporre sempre più musica di qualità. Esercenti che rappresentano il cuore pulsante della «Ciociaria musicale» e che quotidianamente si confrontano con una istituzione come la Siae. «Ma attenzione – confidano tutti – in Sandro Spinelli troviamo un amico. Colui che ci dà ottimi suggerimenti. Non certo un esattore».
E lui, il Superfesteggiato (impeccabile in un completo blu con farfallina) non riposa un attimo. E mentre il prefetto parla fitto-fitto con il presidente della Provincia, lui, lo spumeggiante Sandro, da un tavolo all’altro dell’Antico Palazzo Filonardi, si lascia andare a centinaia di selfie, mentre nel cortile interno del Palazzo Filonardi si prepara il dopo cena. O meglio: una infinità di dolci e champagne con musica dal vivo e intantevole spettacolo di burlesque. Direttamente dal Salone Margherita di Roma. Il tutto sotto l’attenta regia di Vincent Tatangelo. Cinquant’anni difficili da dimenticare