Coronavirus, Tiso(Labor): Ruolo centrale dei patronati

“Su tutto il territorio italiano continua senza sosta l’impegno degli operatori del patronato Labor a sostegno delle istanze dei cittadini italiani, in questo difficile momento economico e sociale. In particolare, in queste settimane, ci siamo concentrati sulle recenti misure del Governo Conte, contenute nel decreto Cura Italia, che prevede tra le altre cose, il bonus di 600 euro per partite iva e lavoratori autonomi. Una indennità una tantum che ha registrato numerose criticità procedurali, sopratutto legate all’invio della domanda che ha mandato in tilt in sistema informatico dell’Inps. Problematica alla fine risolta. Dunque, è anche grazie al lavoro silenzioso e delicato di tanti patronati, come Labor, se milioni di lavoratori potranno usufruire del bonus dei 600 euro. Voglio ringraziare tutti i nostri operatori che con umiltà e professionalità hanno fornito e stanno fornendo assistenza gratuita a migliaia di cittadini. Quando l’emergenza Coronavirus sarà terminata, ci auguriamo che il governo nazionale comprenda davvero il ruolo centrale di patronati come il nostro”. Così, in una nota, Carmela Tiso, presidente del patronato Labor, con una rete di centinaia di sedi in tutta Italia, promosso e sostenuto dalla Confeuro, la Confederazione degli agricoltori europei e del mondo.

CORONAVIRUS, PALOZZI(CAMBIAMO): “FUORI LUOGO AUMENTI DIRIGENTI AMA MENTRE AZIENDA SOFFRE”

“Sinceramente consideriamo totalmente fuori luogo i recenti aumenti stipendiali per alcuni tra dirigenti e quadri di Ama. Si tratta di una scelta illogica e contraddittoria, quella del management della municipalizzata capitolina,  che arriva in un momento emergenziale in cui le priorità dovrebbero essere ben altre: in primis, le condizioni di salute e di sicurezza dei dipendenti e il miglioramento del servizio di raccolta rifiuti, che continua a vivere contesti difficili e precari. Tutto questo dimostra l’inefficienza operativa e gestionale del vertice aziendale di Ama, avallata nel silenzio istituzionale da una amministrazione comunale, quella della sindaca Raggi, totalmente incapace di affrontare e risolvere le criticità che attanagliano le partecipate capitoline”.
Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e tra i fondatori nazionali di “Cambiamo” con Toti, Adriano Palozzi.

Coronavirus Milano dai supermarket agli artigiani per le emergenze tutti i numeri utili

La maggior parte delle attività commerciali ha chiuso i battenti a causa delle misure per limitare la diffusione del coronavirus. Restano però aperte quelle che garantiscono i servizi essenziali per i cittadini e numerose consegnano la merce a domicilio. Il Comune a questo proposito ha pubblicato una mappa interattiva nel suo sito (vai alla mappa).  Di seguito i negozi che restano aperti e ricevono i clienti.

Coronavirus, i supermercati aperti a Milano

Esselunga (fino al 3 aprile) dal lunedì al sabato lavora dalle 7.30 alle 20. La domenica dalle 8 alle 15. Carrefour dal lunedì al sabato aperto dalle 7.30 alle 19. La domenica dalle 8.30 alle 15. Coop (fino al 12 aprile) lavora dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20. Resta chiusa di domenica. Pam-Panorama dal lunedì al sabato aperto dalle 8.30 alle 20. La domenica dalle 8.30 alle 15. Conad lavora dal lunedì al sabato. Lidl è aperto dal lunedì al sabato dalle 8.30 alle 19. La domenica dalle 8.30 alle 13.

Coronavirus, le iniziative nei supermercati di Milano

Si moltiplicano le iniziative dei supermercati a supporto delle famiglie. Coop Lombardia da lunedì propone CoD@Casa, che permette di prenotare online l’ora in cui fare la spesa per evitare la fila. L’iniziativa sarà sperimenta da lunedì in 5 negozi di Milano: l’Ipercoop di piazza Lodi, Bonola e Baggio e i superstore di Arona e Palmanova. Il servizio è facile da utilizzare: si accede al sito del negozio, ci si registra, si sceglie la fascia oraria (il numero di posti a disposizione è limitato) e si ottiene una ricevuta da mostrare all’ingresso, anche dal cellulare. Esselunga, invece, potenzia con uno sconto del 15% sulla spesa totale i buoni distribuiti dai Comuni e istituisce una corsia preferenziale, con priorità di ingresso e una cassa dedicata, per i clienti over 65, disabili e donne in gravidanza. Il servizio si aggiunge a quello riservato a volontari e personale sanitario, attuato anche da Carrefour, che dalle 7.30 alle 8.30 riserva l’ingresso prioritario agli over 60.

Coronavirus, un sito per monitorare le code al supermercato

Il sito FilaIndiana.it è la piattaforma che permette di monitorare le persone che si trovano in coda fuori dai supermercati e, quindi, il tempo di attesa stimato per poter entrare.

Coronavirus, la spesa a domicilio

Da Carrefour express via Edolo 26: telefono 338 72 54 499; via Grossich 3: telefono 366 75 47 254; via Gianella 21: telefono 388 72 54 499; via Sismondi 35: telefono 366 69 96247. Si può ordinare la spesa al telefono, scegliendo su un catalogo con ottanta prodotti di prima necessità, e riceverla a casa al massimo entro la mattina successiva. Il servizio è riservato ai cittadini che abbiamo più di sessant’anni.

Coronavirus, la Cineteca di Milano “apre” l’archivio online

Un regalo a tutti gli amanti del cinema e non solo, per rendere meno pesante l’isolamento imposto dal coronavirus. La Cineteca di Milano ha messo a disposizione, in streaming gratuito, gli oltre 500 film presenti nel suo archivio. Grandi classici per adulti e ragazzi, in bianco e nero o a colori, con un “calendario” in continuo aggiornamento e la programmazione presentata quotidianamente sulla pagina facebook, con tanto di consigli per la scelta delle pellicole. Per accedere all’archivio dei film basta registrarsi sul sito (https://www.cinetecamilano.it/).

Coronavirus, gli artigiani da chiamare per le emergenze

L’ordinanza regionale del 21 marzo ha stoppato i cantieri e le attività di manutenzione rinviabili, che a Milano equivale a fermare oltre 3.300 imprese di impiantisti (tra elettricisti, idraulici e ascensoristi), senza considerare quelle che ogni giorno arrivavano dalle altre province per lavorare. Il provvedimento, però, consente agli artigiani di “uscire” per servizi “inderogabili”, quindi per garantire ai cittadini l’intervento in caso di urgenza. Così, considerando solo le imprese artigiane (adatte a rispondere a singole chiamate), in città – secondo Confartigianato Lombardia – ci sono 1.010 elettricisti, 681 idraulici e 36 ascensoristi. Per individuare il professionista più vicino si può usare la funzione “ricerca impiantisti” sul sito della Camera di Commercio di Milano. (https://www.milomb.camcom.it/ricerca-impiantisti)

Coronavirus, i negozi di prodotti per la stampa a Milano

Didattica a distanza e smart working, senza considerare la necessità di munirsi dell’autocertificazione per spostarsi all’esterno, rendono le stampanti di casa strumenti preziosi. Per questo tra i negozi che possono rimanere aperti sono inclusi quelli che vendono cartucce, toner e altro materiale per la stampa. Alcune attività si sono organizzate anche per fare la consegna a domicilio e nella mappa del Comune, nella categoria “altro”, ne sono segnalate almeno cinque.

Coronavirus, le pescherie aperte a Milano

A Milano le pescherie sono una decina e tutte stanno lavorando. L’obbligo di rimanere in casa, infatti, porta le persone a cucinare piatti più elaborati, così le richieste di pesce aumentano. “Chi acquista in negozio non ha cambiato le sue abitudini, mentre i tanti che ordinano a domicilio comprano più prodotti e li congelano” spiega Angelo Valentini, consigliere di Assofood Confcommercio, che nella sua pescheria ha visto quadruplicare le richieste di consegna a casa dei clienti.

Coronavirus, i ristoranti a domicilio

Nella sua mappa interattiva il Comune di Milano permette ai cittadini di individuare le attività commerciali che consegnano a domicilio i prodotti di prima necessità più vicine alla loro abitazione. Foodys.it, Glovo, Deliveroo, JustEat, UberEats sono tra le società più utilizzate per la consegna di cibo a domicilio.

Coronavirus, i negozi di ortofrutta aperti a Milano

Tutti gli oltre 100 negozi di ortofrutta di Milano sono al lavoro e il 90 per cento effettua consegne a domicilio. “L’obbligo di rimanere a casa – spiega Gianluigi Zaffaroni, presidente dei dettaglianti ortofrutticoli di Confcommercio – spinge le persone a dedicarsi di più alla cucina. Per questo aumentano le richieste di prodotti, soprattutto verdure, che di solito sono acquistati di meno perché necessitano di lavorazioni lunghe. E cresce l’attenzione per la qualità”.

Coronavirus, le macellerie aperte a Milano

Tutte le 80 macellerie presenti a Milano continuano a lavorare. In quanto alimentari, infatti, non hanno subito restrizioni. È cambiato però il modo di fare la spesa, spiegano dall’Associazione macellai di Confcommercio: “Si compra di più con meno frequenza e aumentano le richieste per la consegna a domicilio”. Alcune attività prevedevano già questo servizio, altre si sono organizzate di recente: nella mappa interattiva del Comune ne sono segnalate più di venti.

Coronavirus, le panetterie aperte a Milano

Tutti i 120 panifici dell’Associazione panificatori di Confcommercio Milano lavorano. Il 10 per cento, che ha deciso l’attività al pubblico, infatti, continua a consegnare a domicilio. Servizio, questo, fornito da 52 negozi in città. Oltre al pane, il prodotto che va per la maggiore, nei forni si vendono anche dolci, comprese le colombe pasquali. Il consiglio è di contattare il proprio panettiere di fiducia, che potrebbe già consegnare a domicilio, o consultare la mappa del Comune.

Coronavirus, le enoteche che consegnano a domicilio

A Milano le enoteche sono circa 50 e la metà effettua la consegna a domicilio. “Si tratta di un servizio già previsto, soprattutto sotto le feste, ma ora le richieste sono moltissime”, spiega Massimo Malfassi, vicepresidente di Assofood Confcommercio Milano, che nella sua enoteca riceve circa 60 chiamate di clienti al giorno. Per il momento non ci sono limiti alla scelta, poiché le “cantine” sono piuttosto fornite. Alcune enoteche sono segnalate anche nella mappa del Comune.

Coronavirus, i negozi di caffè che consegnano a domicilio

Non potersi fermare al bar di fiducia non impedisce di prendere un buon caffè. Sono molti i negozi specializzati nella vendita di caffè, cialde, capsule e prodotti affini ad essersi organizzati per consegnare a domicilio. La mappa interattiva del Comune segnala diversi negozi, da La Bottega del caffè, in zona Chiesa Rossa, a La Cialdina, passando per Matic e la storica Torrefazione Hodeidah, solo per citarne alcuni. Si ordina online, al telefono o via mail.

Coronavirus, le lavanderie aperte a Milano

In questi giorni d’emergenza è aperto il 30 per cento delle circa 2.000 lavanderie del Milanese. Il lavoro è drasticamente calato, sia per le limitazioni alla circolazione sia perché stando a casa le persone hanno meno bisogno della tintoria. Due negozi su dieci lavoravano già con il servizio a domicilio, ora, però, “anche altre attività si sono organizzate per ritirare e riconsegnare il materiale, per venire in contro ai clienti” spiega Gabriella Platè, presidente di Assosecco.

Coronavirus, le farmacie aperte a Milano

Le farmacie restano aperte, al servizio dei cittadini. A Milano, stando ai dati forniti da Federfarma, ce ne sono 436. Di queste una quindicina lavora abitualmente con orario continuato, mentre le altre continuano a seguire l’orario canonico. Per far fronte all’emergenza coronavirus Federfarma e il comitato regionale Lombardia della Croce Rossa hanno creato CRIProntofarmaco. Chi ha più di 65 anni, non è autosufficiente o si trova in quarantena può chiamare (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 19) lo 02 3883350 per ricevere le medicine a casa. L’elenco delle farmacie è disponibile sull’app La tua farmacia e sul sito federmarmamilano.it (https://www.federfarmamilano.it/elenco_farmacie.asp)

Coronavirus, i benzinai aperti a Milano

I circa 280 distributori di carburante presenti a Milano sono tutti al lavoro, “anche se – spiegano da Figisc Anisa, Sindacato provinciale gestori impianti stradali carburanti – gli introiti sono calati del 90 per cento”. E in città la situazione è peggiore che in provincia, poiché il traffico veicolare è quasi azzerato e non ci sono i trasporti pesanti. Pesa anche la chiusura degli autolavaggi. I distributori seguono il normale orario di lavoro dalle 7 alle 19.

Coronavirus, i negozi di elettronica aperti a Milano

I piccoli negozi di elettronica nel Milanese sono una settantina e circa la metà è aperta. Secondo le disposizioni possono continuare a lavorare le attività non specializzate, per rispondere ai bisogni dei cittadini, dall’acquisto di lampadine all’assistenza per tv o altri apparecchi. “Si tratta di negozi di vicinato – spiega Pietro Buscemi, presidente di Assomultimedia -. Tra quelli chiusi molti hanno lasciato ai clienti i propri contatti e forniscono consigli al telefono”.

Coronavirus, le officine aperte a Milano

Officine e gommisti, secondo quanto previsto dal decreto del governo, possono rimanere aperti. Lo stop al traffico e la difficoltà di reperire i pezzi, però, hanno drasticamente ridotto il lavoro, che per molte attività riguarda le “uscite per emergenza”, spesso per intervenire su auto con la batteria scarica.

Coronavirus, le edicole aperte a Milano

Delle 380 edicole presenti a Milano circa 300 continuano a lavorare. Sempre più attività, per venire in contro alle esigenze dei lettori, si sono organizzate per consegnare giornali e riviste a domicilio. La posizione delle oltre 50 edicole che effettuano questo servizio si individua sulla mappa interattiva realizzata dal Comune (vai alla mappa).

Coronavirus, le librerie che consegnano a domicilio

Le misure adottate per contrastare il coronavirus hanno imposto la chiusura delle librerie, ma i librai indipendenti non hanno abbandonato i loro lettori. In molti si sono organizzati per raggiungerli con consigli di lettura sui social e per consegnare a domicilio i volumi ordinati online. Lo fanno, per esempio, Il covo della ladra e Isola Libri. Tra le iniziative più strutturate c’è Libri da asporto, ideata da NW, società di consulenza e marketing editoriale, che permette alle piccole librerie indipendenti di spedire gratuitamente (i costi sono coperti da fondi degli editori) i volumi. Al progetto aderiscono vari negozi milanesi, qui la lista completa. libridaasporto.it

Coronavirus, le tabaccherie aperte a Milano

Alcuni dei 1.100 tabaccai di Milano hanno abbassato le saracinesche. Continua a lavorare, seppure con orario ridotto, circa il 60 per cento delle attività, anche se in centro il dato scende fino al 40 per cento, poiché dopo la chiusura di uffici e negozi i clienti sono diminuiti drasticamente. Così, l’indicazione per evitare di spostarsi inutilmente – spiegano dalla sezione provinciale della Federazione italiana tabaccai – è di verificare al telefono se il negozio in cui si intende andare sia aperto.

Coronavirus, gli uffici dell’anagrafe di Milano aperti

Restano chiusi gli uffici del Comune dedicati all’anagrafe, l’unico aperto – a cui si accede solo su appuntamento – è quello centrale, in via Larga 12. Le pratiche gestite in questi giorni, per sbrigare le quali si può concordare un incontro chiamando lo 020202, sono quelle “urgenti e indifferibili”. Pratiche che non comprendono il rinnovo delle carte d’identità, la cui validità è stata prorogata fino al 31 agosto 2020. Fino a venerdì, poi, sono annullati tutti gli appuntamenti relativi a pubblicazioni di matrimonio, unioni civili e separazioni e divorzi. Per scaricare i certificati anagrafici è sufficiente accedere al Fascicolo del cittadino, mentre per ricevere atti ed estratti di nascita o per chiedere il cambio di residenza si può seguire la procedura guidata online.

Coronavirus, numeri utili: la sanità

800 894 545 È il numero verde dedicato a chi ritiene di avere dei sintomi riconducibili al coronavirus per chiedere indicazioni sulla struttura alla quale rivolgersi.
112 È il centralino unico per le emergenze. Non è espressamente dedicato al coronavirus, ma a qualsiasi tipo di emergenza da quelle sanitarie a quelle relative alla sicurezza.
1500 È il numero di pubblica utilità attivato dal ministero della Salute per le domande dei cittadini sul coronavirus. Rispondono dirigenti sanitari e mediatori culturali.
800 318 318 È il numero verde che aiuta nell’attivazione di una serie di servizi come la consultazione di ricette online o la consegna a casa di spesa e farmaci.
800 942 425 È il numero verde dedicato ai pazienti affetti da diabete che hanno bisogno di informazioni e supporto in questi giorni di isolamento sociale e di riduzione di visite e prestazioni ambulatoriali.
02 70 635 020 È il numero del servizio donatori di Avis Milano, da chiamare per chiedere informazioni e per prendere appuntamento per recarsi a donare il sangue rispettando le disposizioni di sicurezza.
02 89 28 1188 È il numero dell’Ospedale veterinario San Francesco di Milano, dotato di un pronto soccorso veterinario in funzione H24, sette giorni su sette.

Coronavirus, numeri utili: i servizi

Nella sua mappa interattiva il Comune di Milano permette ai cittadini di individuare le attività commerciali che consegnano a domicilio i prodotti di prima necessità più vicine alla loro abitazione.
Foodys.it, Glovo, Deliveroo, JustEat, UberEats sono tra le società più utilizzate per la consegna di cibo a domicilio. Il sito FilaIndiana.it è la piattaforma che permette di monitorare le persone che si trovano in coda fuori dai supermercati e, quindi, il tempo di attesa stimato per poter entrare.

Coronavirus, numeri utili: i centri antiviolenza

Casa di accoglienza delle donne maltrattate onlus (02 55 015519) è uno dei Centri antiviolenza della rete D.i.Re, organizzati per operare anche durate questo periodo di emergenza coronavirus. È aperto con accoglienza telefonica attiva e gestione delle situazioni di emergenza.

Coronavirus, numeri utili: igiene ambientale e trasporti

Amsa numero verde 800 332 299; Atm: 02 48607607, attivo tutti i giorni, dalle 7,30 alle 19,30 e fino alle 24 solo per informazioni e supporto al trasporto passeggeri con disabilità.

Commissario Arcuri: “altro che ritorno normalità siamo nel pieno dell’emergenza”

ROMA – Il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri non usa giri di parole per inviduare il giusto atteggiamento dei cittadini in questa fase dell’epidemia, quasi in contemporanea con l’analogo appello lanciato dal ministro della Salute Roberto Speranza: “La nostra battaglia contro il Coronavirus – ha detto il commissario – prosegue senza sosta dobbiamo però evitare di cominciare a pensare che stiamo vincendo, che abbiamo costretto avversario in un angolo e stiamo per avere il sopravvento: gli indicatori ci dicono solo che stiamo cominciando a contenerne la portata. Ma la sua dimensione seppure non uniforme è ancora rilevante. Bisogna astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare comportamenti”. E ancora:  “Non è il momento di pensare alla normalizzazione e ai calendari, continuiamo come abbiamo fatto finora”.

“Ognuno – ha aggiunto – deve fare la sua parte con lo stesso civismo che abbiamo dimostrato di avere. Alcune immagini diffuse sui social (quelle delle vie piene di persone nonostante i divieti, ndr) non vanno prese ad esempio, vanno deplorate. Dobbiamo fare di tutto per evitare che i sacrifici di tutti noi vengano vanificati”.

Ventilatori, posti letto e mascherine

Nel suo punto stampa, stamattina, il commissario all’emergenza ha fatto il punto delle situazione dei dispositivi sanitari essenziali nelle terapie intensive e in quelli di protezione.  “Abbiamo distribuito a ieri sera 1.679 ventilatori alle regioni. Cinque giorni fa erano 1.280. Oggi ne distribuiremo altri 133”.  Riguardo ai posti letto, ha detto che quelli “in terapia intensiva erano 5.179 all’inizio, sono diventati 9.284, cioè il 79% in più. Quelli nei reparti infettiva e pneumologia che erano 6.198 ora sono 34.320, oltre 4 volte di più. Stiamo facendo uno sforzo gigantesco”.

CORONAVIRUS, RIVOLUZIONE ANIMALISTA LANCIA CAMPAGNA “IO RESTO A CASA CON LUI”

“In più occasioni il partito politico Rivoluzione Animalista ha sollecitato i cittadini italiani a rimanere a casa e ad attenersi alle direttive del nostro governo al fine di contenere il contagio del pericoloso Coronavirus. Un’emergenza sanitaria mai vissuta prima e che richiede sacrifici da parte di tutti noi. Al contempo, in più occasioni, abbiamo smentito tutti coloro che, senza alcun fondamento scientifico, hanno tentato e stanno tentando demagogicamente di additare gli animali di affezione come veicoli del terribile coronavirus. 
Più è più volte, medici, scienziati e tutto il sistema sanitario nazionale hanno smentito queste menzogne, ma sembra che ancora non basti. Per questa ragione, Rivoluzione Animalista ha deciso di lanciare la campagna nazionale #iorestoacasaconlui al fine di zittire queste false voci prima che prendano il sopravvento. 
Chiediamo dunque ai cittadini di fare un piccolo video in cui abbracciare il loro animale condividendo, l’ashtag #iorestoacasaconlui e taggando la pagina Facebook di Rivoluzione Animalista. L’iniziativa sta già riscuotendo un grande successo in termini di like, condivisioni e partecipazione. Non dobbiamo fermarci”.Così, in una nota, il segretario nazionale del partito politico Rivoluzione Animalista.

CORONAVIRUS, ASSOTUTELA: “SOSPENDERE MUTUI E IMPOSTE PER FAMIGLIE E IMPRESE”

“Come associazione che tutela i diritti dei cittadini, reputiamo improcrastinabile e immediata da parte del governo italiano la stesura di un decreto che salvi l’economia è il commercio in crisi della nostra nazione.

Leggiamo che nei prossimi giorni dovrebbe arrivare il documento, ma chiediamo al premier Conte di fare presto, perché l’emergenza Coronavirus sta avendo effetti devastanti su imprese e famiglie.

È necessario procedere con la sospensione dei rimborsi dei mutui per le famiglie e per le aziende, dei prestiti, dei finanziamenti e delle carte di credito con blocco degli interessi moratori degli stessi, nonché avviare una moratoria fiscale e contributiva per i lavoratori autonomi, senza dimenticare una ampia applicazione ed estensione della Cig in deroga.

Misure istituzionali che farebbero respirare gli italiani e darebbero una grande iniezione di fiducia alla comunità in momento storico complicatissimo”.Così, in una nota, il presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato.

Coronavirus, l’Italia diventa “zona protetta”: spostamenti vietati se non per comprovate necessità. Conte: “Non c’è più tempo”

ROMA – “Tutta Italia sarà zona protetta”. Non più zona rossa, verde o gialla. Tutti gli spostamenti sono vietati se non per comprovate necessità, in tutta Italia come fino a oggi in Lombardia e nelle 14 province. Lo ha annunciato il premier Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, confermando quanto preannunciato il ministro per i Rapporti con le Regioni, Francesco Boccia, parlando di “progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”.

Il premier si presenta in sala stampa da solo per quello che è senza dubbio l’annuncio più drammatico della sua esperienza di governo: “Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto: tempo non ce n’è”, scandisce. “I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahimè anche delle persone decedute. La nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora più stringenti, più forti”. Il provvedimento è quello atteso e ormai ritenuto inevitabile: “Sto per firmare un provvedimento che possiamo sintetizzare come ‘io resto a casa’. Non ci sarà più una zona rossa nella penisola. Ci sarà l’italia zona protetta”, aggiunge.

“Spostamenti vietati se non per comprovate necessità”

Come già oggi in Lombardia e nelle 14 province del nord, gli spostamenti delle persone sono vietati se non per comprovate necessità di salute, di necessità o di lavoro. “Sono pienamente consapevole della gravità e della responsabilità”, spiega Conte. “Non possiamo permetterci di abbassare la guardia. E’ il momento della responsabilità e tutti l’abbiamo.

Voi cittadini tutti con me. La decisione giusta oggi è di restare a casa. Il futuro nostro è nelle nostre mani”, aggiunge.

“Per i trasporti non è all’ordine del giorno una limitazione dei trasporti pubblici, per garantire la continuità del sistema produttivo e consentire alle persone di andare a lavorare”, precisa il premier. Sarà possibile “l’autocertificazione” per la giustificazione degli spostamenti, “ma se ci fosse una autocertificazione non veritiera ci sarebbe un reato”, precisa.

Le nuove misure, che saranno stasera in Gazzetta Ufficiale e diventeranno operative da domattina, riguardano anche scuole e manifestazioni sportive: in tutta Italia gli istituti rimarranno chiusi fino al 3 aprile. Gli eventi sportivi non proseguiranno.

Italia, oggi 1598 nuovi contagiati

Parte dai guariti il capo della protezione civileAngelo Borrelli, nel suo punto quotidiano sull’emergenza coronavirus in Italia: sono 724, 102 in più di ieri. Poi il conteggio dei morti: sono 463, 97 in più di ieri. Con la divisione per fasce di età: 1% da 50 a 59 anni; 10% da 60 a 69; 31% da 70 a 79; 44% da 80 a 89; 14% ultra novantenni. Infine i malati, che sono 7.985, con un incremento di 1.598 persone rispetto a ieri. Il commissario ha poi fatto sapere che sono state consegnate in tutto il paese circa un milione di mascherine protettive, centomila delle quali sono state fornite agli impianti penitenziari. “Da domani distribuiremo 100 mila mascherine negli istituti penitenziari, dove sono state montate 80 tende di pre-triage” per lo screening del coronavirus.

 

Boccia: “Chiusi tutti gli impianti sciistici”

Poco prima il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia, presente alla conferenza stampa, ha annunciato: ” Il governo sta lavorando ad una ‘progressiva omogenizzazione delle regole su tutto il territorio nazionale”. Boccia ha precisato che oltre alle regole si sta lavorando anche con le regioni per “prescrizioni e disciplina” omogenee su tutto il territorio nazionale, operazione che verrà fatta anche attraverso il confronto politico. Il ministro ha anche annunciato la chiusura degli impianti sciistici da martedì. Il ministro ha sottolineato che c’è pieno accordo, in merito a questa decisione, da parte di tutti i presidenti delle Regioni e delle Province autonome, oltre che di Anci e Upi, che hanno costituito un tavolo permanente che si riunisce ogni giorno – attraverso collegamenti video – nella sede del Dipartimento della Protezione civile. Boccia ha anche stigmatizzato la speculazione fatta da alcuni gestori di impianti sciistici, citando in particolare l’area dell’Abetone.

Lombardia centro del contagio, Roma osservata speciale

Quanto ai malati in terapia intensiva, ha specificato Borrelli, sono 733, 83 in più rispetto a ieri. Di questi 440 sono in Lombardia, che ha avuto un incremento in un giorno di 41 casi. Sono invece 4.316 i malati con sintomi ricoverati e 2.936 quelli in isolamento domiciliare. “Oggi è proseguita l’attività di raccordo con le regioni per la strumentazione necessaria, e abbiamo avviato la consegna di 325 ventilatori respiratori per le terapia intensive e subintensive, la distribuzione parte con la Lombardia”, ha aggiunto Borrelli. “L’età media dei pazienti in terapia intensiva, ricoverati in condizioni critiche, è molto elevata in Italia”, ha osservato il capo dipartimento malattie infettive dell’Iss, Gianni Rezza. Sono 463 le vittime italiane per il coronavirus. “Se stratifichiamo per età i tassi di letalità” in Italia “vediamo che sono più bassi di quelli della Cina. È possibile poi che, dal momento che si vanno a tamponare le persone sintomatiche – aggiunge l’esperto – si restringe il denominatore alle persone con sintomi o ospedalizzate, e dunque il tasso di letalità della malattia sembra più alto di quello che è”.

“In casa, con attenzione ma un po’ più tranquilli!”. I consigli del medico e marketing manager MONICA GABETTA TOSETTI su come impiegare il tempo

Giornate particolari, in casa. MONICA GABETTA TOSETTI ha deciso di fornirvi alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio il vostro tempo.

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💝 ED IN PIÙ TENETEVI PRONTI AL MIO PROGRAMMA DI BELLEZZA…PER TORNARE AL LAVORO PIÙ IN FORMA CHE MAI. Tornare alla normalità perfette si può! A giorni sarà pronto infatti il nuovo kit di Monica e la sua consulenza TOO GOOD TO DO.