CORONAVIRUS, RIVOLUZIONE ANIMALISTA LANCIA CAMPAGNA “IO RESTO A CASA CON LUI”

“In più occasioni il partito politico Rivoluzione Animalista ha sollecitato i cittadini italiani a rimanere a casa e ad attenersi alle direttive del nostro governo al fine di contenere il contagio del pericoloso Coronavirus. Un’emergenza sanitaria mai vissuta prima e che richiede sacrifici da parte di tutti noi. Al contempo, in più occasioni, abbiamo smentito tutti coloro che, senza alcun fondamento scientifico, hanno tentato e stanno tentando demagogicamente di additare gli animali di affezione come veicoli del terribile coronavirus. 
Più è più volte, medici, scienziati e tutto il sistema sanitario nazionale hanno smentito queste menzogne, ma sembra che ancora non basti. Per questa ragione, Rivoluzione Animalista ha deciso di lanciare la campagna nazionale #iorestoacasaconlui al fine di zittire queste false voci prima che prendano il sopravvento. 
Chiediamo dunque ai cittadini di fare un piccolo video in cui abbracciare il loro animale condividendo, l’ashtag #iorestoacasaconlui e taggando la pagina Facebook di Rivoluzione Animalista. L’iniziativa sta già riscuotendo un grande successo in termini di like, condivisioni e partecipazione. Non dobbiamo fermarci”.Così, in una nota, il segretario nazionale del partito politico Rivoluzione Animalista.

A Roma un intero centro commerciale ecosostenibile: parte RICICLARTE al Gran Roma

Proprio nella città simbolo italiana e mondiale della storia dell’arte Italiana, ma al contempo anche oggetto di problematiche legate alla gestione dei rifiuti, parte RICICLARTE: Roma, da lunedì 17 febbraio a domenica 01 marzo 2020, presso il centro commerciale Gran Roma, via Aristide Merloni, 141 – 00155 – Roma (RM)
Come suggerisce il nome, il progetto Riciclarte, realizzato in collaborazione con l’agenzia Alla Vigna Agency, si prefissa l’obiettivo di sensibilizzare i Clienti del CC su importanti temi ambientali, dalla corretta gestione dei rifiuti all’importanza del riuso. Questa grande operazione di educazione civica e di sensibilizzazione ecologica avviene attraverso tre coniugazioni dell’arte ovvero la scrittura, la scultura e la creatività.
Infatti l’intera galleria del Centro Commerciale sarà allestita e tematizzata da ben 20 ecototem speciali, ecosostenibili e totalmente green, generati da carta completamente riciclata e contenenti piccole frasi studiate per informare e sensibilizzaregrazie anche all’aiuto di immagini suggestive a tema.
Inoltre la galleria del Centro Commerciale ospiterà la più grande mostra d’arte contemporanea che si sia mai allestita in un CC in Italia. Tutti i clienti potranno visitare gratuitamente l’intera esposizione composta da ben 64 sculture, di cui 6 giganti. Tutte queste prestigiose opere sono interamente realizzate dal maestro Diego Scarpellini in puro stile assemblaggio artistico-recycledart e saranno allestite grazie a degli appositi sostegni in cartone riciclato e adornati da una splendida moquette di colore verde, classica sfumatura cromatica di tutto ciò che riguarda la salvaguardia del nostro pianeta terra.
CREATIVITA’ – LABORATORI ECOLOGICIIl percorso dei laboratori ecologici parte dai rudimenti artigianali per la costruzione di uno strumento musicale fino all’apprendimento delle basi per suonare lo strumento stesso, appena autocostruito e pronto all’uso. I laboratori ecologici permettono a tutti i clienti del Centro Commerciale di avvicinarsi al concetto di riciclo e alla dimensione del suonare insieme grazie a dei professionisti del settore.
Imponente anche il coinvolgimento di tantissime scuole primarie del territorio circostante, le cui classi saranno presenti tutte le mattine dal mercoledì al venerdì per due settimane con l’obiettivo di sensibilizzare e istruire coloro che saranno gli adulti di domani.
riciclarte@allavigna.com

Crapanzano Paolo: La terra si studia a Parma: 700 scienziati al congresso sulle Geoscienze

Dal 16 al 19 settembre il congresso congiunto delle Società italiana di Mineralogia e Petrologia, Geologica e Geochimica. Inaugura i lavori Mario Tozzi

Oltre 700 scienziati da tutto il mondo parteciperanno dal 16 al 19 settembre al Campus Universitario di Parma al congresso congiunto delle Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP), Società Geologica Italiana (SGI) e Società Geochimica Italiana (SoGeI) dal titolo Il tempo del pianeta Terra e il tempo dell’uomo: le Geoscienze tra passato e futuro.

Un importante meeting scientifico, chiave nel panorama italiano delle Scienze della Terra, organizzato in sessioni orali e poster, con plenary lectures di studiosi di livello internazionale, patrocinato dal Comune di Parma nell’ambito della manifestazione Parma 2020 Capitale italiana della cultura e organizzato dalla sezione di Scienze della Terra del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma.

Ad aprire i lavori sarà Mario Tozzi (primo ricercatore CNR e divulgatore scientifico) con la collaborazione del dottore Fabio Di Vincenzo (Istituto di Paleontologia Umana di Roma), con un grande evento divulgativo aperto al pubblico, in programma lunedì 16 settembre alle ore 21 nella sala grande del Teatro Due (viale Basetti 12, Parma).

La terra si studia a Parma: 700 scienziati al congresso sulle Geoscienze

L’evento, ad ingresso gratuito e fino ad esaurimento posti, verterà sui sulle tematiche del congresso, con particolare riguardo ai processi geologici che hanno modellato la nostra penisola negli ultimi 500 milioni di anni e sul concetto di memoria ed evoluzione dell’uomo nel tempo, da cui nascono non solo la spettacolare bellezza dei panorami e degli scorci italiani, le montagne, le spiagge e le nostre città, ma anche gli italiani e le opere d’arte.

Durante gli incontri, particolare attenzione sarà rivolta ai giovani ricercatori, con una giornata introduttiva dedicata alla presentazione dei contributi dei dottorandi e alle iniziative di didattica e divulgazione delle Scienze della Terra.

Nell’ambito del congresso verranno affrontati alcuni temi di ricerca di importanza internazionale nella comunità delle Geoscienze, come il programma di ricerca marina Iodp (International Ocean Discovery Program), che vede la compartecipazione di numerosi studiosi italiani per esplorare la storia e le dinamiche della Terra, utilizzando piattaforme di ricerca oceaniche per recuperare i dati registrati nei sedimenti e nelle rocce dei fondali marini attraverso perforazioni e carotaggi.

Questo programma ha delle ricadute importante sulle politiche di sfruttamento minerario degli oceani profondi e di protezione ambientale.

Altro tema di rilevanza internazionale condotto dai ricercatori italiani è lo studio microscopico di piccole inclusioni all’interno dei diamanti che si sviluppano durante la loro formazione a profondità di centinaia di chilometri.

Queste inclusioni stanno fornendo importanti informazioni sulla tettonica delle placche e la dinamica profonda del nostro pianeta.
Crapanzano Paolo
Infine, saranno discussi dalla comunità scientifica i metodi per la riduzione dei rischi da disastri naturali, affrontando il problema della prevedibilità dei rischi geologici e delle loro conseguenze, a diverse scale geografiche, temporali ed organizzative, nel contesto dei cambiamenti ambientali, climatici ed economici che si stanno verificando (o che sono previsti) sul pianeta Terra.

Info programma:
http://parma2019.socminpet.it/
https://www.facebook.com/Parma2019

fonte repubblica.it

L’Open sempre più vicino al Terre dei Consoli Golf Club. Il presidente della Federazione Italiana Golf annuncia un Open per Terre dei Consoli.

Edoardo Francesco Caltagirone.

TERRE DEI CONSOLI – INVESTIRE NEL GOLF PER LO SVILUPPO TURISTICO

Grande successo al Terre dei Consoli Golf Club, per la conferenza stampa con cui si è inaugurata la nuova club house del tracciato ed è stata presentata la tappa romana dell’European Challenge Tour, che si giocherà su questi fairways dal 27 al 30 giugno, dopo la Pro-am del 26.

Al tavolo dei relatori siedono il presidente di Terre dei Consoli Golf Club Edoardo Francesco Caltagirone, il direttore generale del Progetto Ryder Cup 2022 Gian Paolo Montali, il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo Andrea Abodi, Marco J.Rota, Infront Director- Summer Sports and MassEvents e il presidente Gaisf e SportAccord, Raffaele Chiulli. Modera Alessandro Lupi.

Tra il pubblico Leonardo ed Aura Caltagirone con la figlia Allegra, l’attrice Martina Menichini, Ascanio e Katia Pacelli con i figli Matilda e Tandredi, Josephine Borghese, lo stilista Massimo Bomba e la creativa Francesca Anastasi, il presidente del comitato Fig Lazio Carlo Scatena oltre a rappresentanze istituzionali locali e regionali.

L’Italia, e Roma in particolare, saranno al centro dell’attenzione del grande pubblico golfistico mondiale in occasione della Ryder Cup che si svolgerà nella capitale nel 2022. Il paese deve investire in questo settore turistico in modo forte e sinergico, perché ha tutte le carte in regola per competere con Francia, Spagna e Portogallo, che oggi sono leader del mercato.

Investire nelle strutture e negli eventi golfistici sono elementi essenziali di questo progetto. Molte istituzioni e realtà economiche, rappresentate tra i relatori della conferenza stampa, stanno già facendo molto.

“Come promesso – commenta Edoardo Francesco Caltagirone, presidente del Terre dei Consoli Golf Club – nel corso dell’ultimo Challenge Tour disputato sul nostro percorso, ci siamo impegnati ad investire per migliorare ancora e abbiamo iniziato la costruzione della nuova club house. Siamo lieti oggi di aprire, in anteprima assoluta e per la prima volta, le porte della nostra Club house. Continua dunque l’investimento del Gruppo Leonardo Caltagirone nel golf e nella ricettività”.

Oltre agli usuali servizi sportivi troveranno spazio delle zone fortemente innovative e rivolte proprio al turismo golfistico: una sala lounge, sale meeting e spazi dedicati agli eventi, un ristorante con show kitchen e chef’s table, palestra, zona spa, zone private con cabanas, zone relax con camino ad acqua e una grandissima terrazza esterna per godere del clima mite della campagna romana.

Questa struttura si inserisce in un più ampio progetto legato all’ospitalità di Terre Dei Consoli, con l’obiettivo di sviluppare finalmente il turismo golfistico nel Lazio. Il progetto prevede la realizzazione di servizi alberghieri con oltre 50 camere oltre ad un nuovo edificio in stretta connessione con la Club house dotato al piano terra di servizi, una full-feature SPA con zona massaggi e piscina interna coperta, due piscine esterne, un ristorante e un ampio spazio dedicato agli eventi.

Dal 2016 ad oggi, nelle residenze del gruppo, sono stati ospitati migliaia di turisti provenienti da ogni zona d’Italia e d’Europa, in particolar modo Germania, Olanda e Svezia. I numeri confermano che la richiesta per un turismo golfistico ben organizzato diventerà un elemento di forte crescita per il golf in Italia.

Per quanto riguarda il lato eventi, sarà disputata una tappa dello European Challenge Tour, dal 27 al 30 giugno 2019, unica tappa italiana delle 26 gare del circuito. I golfisti professionisti provenienti da tutto il mondo saranno 156, e gareggeranno sulle 18 buche del Championship Course per il montepremi di 300,000€.

Lo European Challenge Tour a Terre dei Consoli si inserisce negli eventi, tutti di rilevanza mondiale, di avvicinamento alla Ryder Cup, che si terrà per la prima volta in assoluto sul territorio italiano nel 2022. La Ryder Cup è un evento golfistico globale, secondo per importanza solo alle Olimpiadi estive. Occasione irripetibile per sviluppare finalmente il turismo golfistico in Italia, per poter competere con le migliori realtà europee come Spagna e Francia.

“Essere scelti per ben due volte negli ultimi 3 anni come sede della tappa italiana del Challenge Tour – aggiunge Edoardo Francesco Caltagirone – e a pochissimi anni dall’apertura del Golf Club, ci riempie di orgoglio, e conferma che il lavoro che stiamo svolgendo, quotidianamente, per promuovere il gioco del golf ad ogni livello, sta dando i suoi risultati”.

Franco Chimenti, presidente Federazione Italiana golf: “Devo molto alla famiglia di Leonardo Caltagirone che ha fatto e fa molto per il golf. Non conoscevo Monterosi e devo dire che il posto è davvero molto bello. E qui deve essere assolutamente concretizzato qualcosa di importante. Questa è una struttura adattissima ad un Open. Il golf è del resto un ottimo investimento visto che la Ryder Cup a Parigi ha prodotto 260 milioni di euro. Ma noi ci fermeremo a Roma per i grandi avvenimenti che porteranno alla Ryder Cup 2022”.

Gian Paolo Montali, direttore generale progetto Ryder Cup 2022: “Con la Ryder Cup intendiamo aprire sempre di più il golf a più ampie fasce di giocatori valorizzando sempre di più il territorio e i circoli come questo, che rappresentano un bell’esempio di investimento nel mondo del golf”.

Andrea Abodi, presidente Credito Sportivo: “Questo campo rappresenta per noi il primo, in termini di interesse golfistico, per come investe e ha saputo investire in questo importante settore”.

Caratteristiche tappa romana European Challenge Tour

Lo European challenge tour di Terre dei Consoli è il primo torneo che si svolgerà a Roma, da quando è iniziato il cammino Ryder Cup.

• Sarà il campo più lungo in termini di distanza, del circuito Challenge. Questo lo rende ancora più selettivo e affascinante.

• Montepremi tra i più alti del circuito Challenge Europeo: 300.000 con prima moneta di quasi 50.000.

• presenti tutti i più forti giocatori dell’ordine di merito Challenge.

• Italiani in lizza: Francesco Laporta, Michele Cea, Enrico Di Nitto, Andrea Saracino, Jacopo Vecchi Fossa (questi sono i certi).

• Nel field parecchi giocatori da tutto il mondo che hanno giocato molti anni sullo European Tour: Gregory Havret, Francesco Laporta, Felipe Aguilar, ed altri.

• In lizza per il titolo anche Chase Koepka, che si sta facendo le ossa sul Challenge, proprio come fece il fratello maggiore qualche anno fa, prima di approdare sul PGA Tour e diventare in poco tempo numero uno al mondo, Brooks Koepka, recente vincitore del PGA, secondo classificato allo US Open appena terminato e protagonista di altri 3 Majors, vinti negli ultimi 2 anni.

Clima, Maria Giovanna Maglie: ”Greta Thunberg? Se non fosse malata la metterei sotto con la macchina”

La scrittrice e opinionista Maria Giovanna Maglie, intervenuta nella trasmissione Un giorno da pecora di Radio 1, ha risposto così a chi le chiedeva cosa pensasse della giovanissima Greta Thunberg, la sedicenne svedese diventata il simbolo mondiale delle proteste ambientaliste studentesche, affetta dalla sindrome di Asperger.

Video: Un giorno da Pecora / Rai Radio 1

#FridaysForFuture, 50mila in piazza a MIlano: “Salviamo la terra, stop ai cambiamenti climatici”

In largo Cairoli il corteo principale della giornata di sciopero per il clima, partecipazione altissima. E a Chiesa Rossa il sindaco con la fascia arcobalenodi ZITA DAZZI, TIZIANA DE GIORGIO e BRUNELLA GIOVARA

Migliaia in piazza – cinquantamila persone secondo le prime stime – per il nostro (e il loro) futuro. In 123 Paesi del mondo è il giorno dello sciopero per il clima del movimento che ormai non ha confini #FridaysForFuture: e in Lombardia, a partire da Milano, tante sono le iniziative che coinvolgono studenti di tantissime scuole – dalle elementari alle superiori -, che sfilano e organizzano iniziative di sensibilizzazione. Iniziative a cui partecipano anche associazioni e partiti, in una collettiva preoccupazione per i cambiamenti climatici.

E’ da largo Cairoli, a Milano, che si muove il corteo principale: gli studenti delle scole milanesi – con cartelli, striscioni e facce dipinte con due strisce verdi – scioperano, appunto, per la Terra. L’arrivo del corteo studentesco contro il cambiamento climatico è stato spostato da Piazza della Scala in Piazza Duomo, perchè i partecipanti sono “troppi”: lo dicono dal megafono gli organizzatori e lo conferma la polizia.

Ma prima, nel quartiere di Chiesa Rossa, gli alunni della scuola media Pertini marciano con sacchi della spazzatura addosso, scandendo lo slogan ‘Noi siamo con Greta, marciamo per il Pianeta’, in riferimento a Greta Thunber e tante ragazzine hanno le trecce proprio come la 16enne diventata simbolo del movimento – con in testa il sindaco Beppe Sala. Che ha commentato: “Ho detto ai ragazzi che da domani si ricomincia, non finisce qui. Il Nobel a Greta? Non la vedrei come una cosa strana”.


Alla manifestazione in tanti partecipano anche twittando le immagini e le voci dal corteo.

In piazza per il clima, a Bari cinquemila persone sfilano per salvare l’ambiente: “Il futuro è verde”

In collegamento con le altre città per sostenere la causa della giovane ambientalista svedese Greta Thunberg. Fino alle 13 il corteo, momenti di riflessione e confronto e giochi per i bambinidi SILVIA DIPINTO

Cinquemila persone in corteo e Bari spegne i motori per accogliere il primo Sciopero mondiale per il Futuro, promosso dal movimento FridaysForFuture. Il coordinamento barese si è dato appuntamento con un corteo partito da piazza Diaz alle 9,30 e diretto in piazza Libertà, dove sono previsti momenti di riflessione e confronto fino alle 13, insieme con le attività ludiche e artistiche per i più piccoli delle scuole elementari e medie.

Al passaggio dei manifestanti si ferma il traffico delle auto e degli autobus in piazza Diaz, sul lungomare, intorno al piazzale IV Novembre e su corso Vittorio Emanuele fino a piazza Libertà, dove resterà vietata la sosta fino alle 13.

Gli alunni dell’istituto comprensivo Massari Galilei hanno aperto il corteo con la fanfara, mentre i ragazzi delle scuole superiori hanno immaginato dibattiti circolari sulla tematica del cambiamento climatico. Gran finale con lo spettacolo realizzato da tre ragazzi del liceo Socrate di Bari: un monologo autoprodotto sul destino della Terra.

Centinaia gli studenti che hanno annunciato l’adesione allo sciopero per protestare contro l’ingerenza dei potenti ai cambiamenti climatici, spiegano. In prima linea ci saranno i licei Scacchi, Flacco, Fermi, Socrate, Giulio Cesare e gli istituti tecnici e professionali Romanazzi, Panetti e Perotti. A sposare la causa della giovane ambientalista svedese Greta Thunberg sono stati per primi gli studenti del Calamandrei Elena di Savoia, che saranno presenti con una delegazione.

Sulla pagina Facebook del movimento fioccano le adesioni delle associazioni, come Wwf Levante Adriatico, Wwf Young Italy, In-ConTra per i senza fissa dimora, No Triv, Isde, Lav, Lipu, Greenpeace, Sism, Zero Waste Puglia, Gaia- L’Altritalia Ambiente. Annunciano la loro presenza anche Cgil Puglia, Arci, Link e Uds, i movimenti per la decrescita felice, Federparchi regionale. Il Centro di eccellenza per la sostenibilità dell’Università di Bari contribuirà attivamente fornendo spunti di riflessione e di approfondimento sui temi della giornata, strettamente legati ai cambiamenti climatici del pianeta terra che hanno un notevole impatto sull’ambiente e sulla salute.

Per limitare i disagi degli utenti al passaggio del corteo, l’Amtab mette a disposizione il numero verde 800.450.444 per informazioni su eventuali ritardi dei bus.

Gli scienziati sul clima. “La politica faccia presto”

Riscaldamento globale, rifiuti, siccità: la Terra è malata e non c’è piu tempo da perdere. La denuncia degli esperti e la speranza che siano gli studenti a svegliare le coscienze

di ELENA DUSI

Oggi spendiamo più per rinfrescare la casa che non per scaldarla. Nell’atmosfera sono disperse 400 parti per milione di anidride carbonica: negli ultimi 800mila anni il pianeta non aveva mai superato le 300. La primavera 2019 fa intravedere un’altra stagione senz’acqua. «In dodici anni era già successo quattro volte» è preoccupato Carlo Cacciamani, climatologo responsabile del Centro funzionale centrale della Protezione Civile. «Qualcosa sta cambiando, non ci prendono più neanche i proverbi»: Rolando Manfredini di Coldiretti cita la mamma contadina, fra le prime a intuire l’arrivo del riscaldamento climatico.

Oggi, dopo agricoltori e scienziati, la consapevolezza è diventata prepotente fra gli studenti, che domani scenderanno in piazza in mille città del mondo e oltre cento in Italia. La coscienza si allarga ancora oltre: «I mercati non investono in un’impresa che non sia sostenibile. Sanno che prima o poi andrà a sbattere» spiega Leonardo Becchetti, economista dell’università romana di Tor Vergata. «Un quarto degli oggetti creati dall’uomo sono stati prodotti dopo il 2000. È chiaro che siamo sommersi dai rifiuti».

La grande assente, rispetto al problema ambientale, resta la politica. «Se siamo arrivati a questo punto è anche per la sua latitanza. Per la miopia di chi non capisce che denunciare il cambiamento climatico non vuol dire fare la Cassandra lagnosa, ma offrire l’alternativa di un mondo più giusto e con più posti di lavoro» si accalora Antonello Pasini, che ieri con un gruppo di colleghi scienziati ha varcato la soglia del Palazzo. Il fisico e climatologo del Cnr era il promotore del convegno “Un clima da collaborazione”, ospitato a Montecitorio ma quasi disertato dai deputati. «Qualcuno pensa che l’aumento di uno o due gradi ci faccia sudare un po’, ci costringa a cambiare una camicia in più. Sbagliato. È come se le città europee si spostassero 300 chilometri a sud. Roma la ritroveremmo a Tunisi» spiega Andrea Filpa, urbanista all’università di Roma Tre.

Non sono molti i campi coltivati in Tunisia e Manfredini oggi dovrebbe spiegare alla mamma, come dice al convegno, «che l’agricoltura in Italia deve essere abbandonata. Non ci sono più le condizioni». Alla conferenza di Parigi sul clima del 2015 si presero impegni importanti. Ma sono misure affidate alla buona coscienza. «Si otterrà la metà di quanto promesso» stima Pasini. E in assenza di decisioni, si continuerà a bruciare petrolio. «Trump non si rende conto — ragiona il climatologo del Cnr — che sostenendo la lobby degli idrocarburi perde il treno delle energie rinnovabili. Che è il treno del futuro, e a bordo già ospita la Cina».

In vista delle elezioni del 4 marzo 2018 Pasini fondò il gruppo “La scienza al voto”, chiedendo ai partiti un’azione per l’ambiente. “Ci impegniamo ad accelerare la transizione verso un’economia senza anidride carbonica” era scritto nel manifesto firmato da sette partiti (Lega inclusa, Cinque Stelle esclusi). Oggi lo scienziato ribadisce: «Ci piacerebbe dialogare con la politica perché il cambiamento climatico sta diventando un’emergenza. Non è più possibile fare scelte ondivaghe. Dobbiamo salire tutti sulla stessa barca e tenere la barra dritta». Al timone venerdì ci sarà Greta. Perché una sedicenne è riuscita laddove, ad esempio, un Al Gore aveva fallito? «Perché arriva un momento — ragiona Cacciamani — in cui le coscienze maturano. I giovani si rendono conto che il mondo, quando loro avranno la nostra età, sarà molto diverso da come lo conosciamo oggi».

fonte: repubblica.it

Più animali velenosi con i cambiamenti climatici

Gli esseri umani potrebbero doversi confrontare con un importante aumento di morsi velenosi, punture e altri spiacevoli contatti con il veleno a causa dei cambiamenti climatici. A dirlo è un nuovo studio, arrivato in contemporanea al rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel quale gli esperti allertano: gli impatti negativi di un pianeta che si scalda stanno arrivando più rapidamente del previsto.

Secondo una nuova e ampia analisi sugli animali acquatici velenosi o tossici, le specie pericolose potrebbero diventare sempre più diffuse in nuovi areali. Specie che potrebbero spingersi verso i Poli a causa dei cambiamenti di temperatura dell’acqua e che comprendono pesci leone, serpenti di mare, stelle corona di spine e una vasta serie di meduse velenose.

“Queste specie interessano gli esseri umani perché sono tossiche ma riflettono il pattern più ampio che stiamo già osservando – cambiamenti di areale e di abbondanza, in declino o in aumento – e questo sta modificando l’equilibrio di ciò che normalmente vedremmo negli

ecosistemi”, spiega Isabelle Neylan, PhD in scienze marine alla University of California, Davis e co-autrice dello studio pubblicato su Wilderness and Environment Medicine.

Neylan e i colleghi hanno monitorato le ricerche mediche, ambientali ed ecologiche per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sulle creature velenose e tossiche, abbinandovi vari studi con modelli di previsione e i dati dei centri antiveleno. Il paper è in realtà la seconda parte della ricerca; il primo studio, pubblicato all’inizio dell’anno, si è concentrato sugli effetti che i cambiamenti climatici potrebbero avere sulle specie velenose e tossiche della terraferma.

La maggior parte delle specie potrebbe anche non aumentare per abbondanza, spiega Neylan, ma vedremo cambiare il loro areale mentre le acque vicine all’equatore diventano troppo calde, spingendole verso Nord o Sud alla ricerca delle nicchie ideali di temperatura. Non accadrà per tutte le specie allo stesso modo, perché molte potrebbero non essere in grado di gestire questi cambiamenti di areale.

“Lo schema generale è che non c’è sempre uno schema”, dice Neylan, che ha condotto gli studi mentre lavorava come tecnico di ricerca alla University of North Carolina at Chapel Hill. Ciascuna specie, aggiunge, potrebbe dover affrontare sfide uniche nei termini di cambiamenti nella distribuzione o nella popolazione.

Pesci leone, meduse, stelle marine

Le meduse sono un gruppo di animali che probabilmente aumenteranno sia per areale di distribuzione che per numerosità, grazie ad acque più calde e cambiamenti nel livello di acidità. Sono incluse le meduse mortali irukandji e le cubomeduse, responsabili di un numero di morti in aumento in Australia e che potrebbero spostarsi verso Sud in aree più popolate via via che il clima si scalda. “Le cubomeduse sono estremamente velenose – forse le più velenose, a parità di peso”, dice Timothy Erickson, medico al Brigham and Women’s Hospital della Harvard University e co-autore dello studio con Neylan.

Jennifer Purcell, ricercatrice associata alla Western Washington University non coinvolta nella ricerca, ha studiato la diffusione delle meduse. Come spiega, la riproduzione delle meduse aumenta nelle acque calde. “Non si tratta solo di un paio di specie – è proprio la maggioranza delle meduse studiate che aumenta di numero”. Purcell concorda sul fatto che le meduse potrebbero diventare un problema con i cambiamenti climatici, ma aggiunge che nella diffusione di queste specie concorrono anche altri fattori come gli esseri umani che le rilasciano in natura o le spostano da un luogo all’altro, intenzionalmente e non.

“La medusa potrebbe essere il caso più evidente ma mi preoccupa l’idea che abbiano scelto una specie che fa notizia, per farla risultare come una storia dai toni più eclatanti”, commenta.

Quando hanno iniziato a diffondersi in Florida, dopo essere stati rilasciati dai proprietari, i pesci leone si sono spinti lungo la costa dell’Atlantico verso la Georgia, la Carolina del Nord e la Carolina del Sud. Questi pesci, che sembra siano ottimi da mangiare, fanno strage di altri piccoli pesci e delle altre popolazioni di creature marine, per non parlare della dolorosa puntura che attende un umano che dovesse incrociarli.

Le stelle corona di spine si sono diffuse dal loro areale tradizionale nelle acque dell’Indo-Pacifico verso Sud, all’interno della Grande Barriera Corallina al largo della costa australiana, a causa di un aumento di temperatura delle acque. Queste tossiche e voraci stelle marine possono divorare un intero sistema di barriera. Se una persona dovesse imbattersi in una di loro mentre nuota o fa altre attività acquatiche, il contatto può provocare dolore, infiammazione e infezioni.

Altri, come il pesce istrice, sono stati avvistati in nuove zone, mentre gli autori sottolineano la mancanza di dati rispetto a come i cambiamenti climatici stiano influenzando areali e abbondanza di uno dei pesci con i quali gli umani hanno maggiormente interferito: la pastinaca. Servono più ricerche sugli areali e gli effetti del cambiamento di pattern climatici su pastinache, pesci pietra e polpi dagli anelli blu per comprendere i potenziali problemi che ci attendono in futuro.

Una situazione tossica

Non tutte le specie acquatiche tossiche se la passeranno bene con i cambiamenti climatici. I serpenti marini sono stati visti in nuovi areali e nella Corea del Sud, in California e alle Hawaii sono aumentati, ma i ricercatori mostrano che l’abbondanza di alcuni dei più velenosi – sulla terraferma e in acqua – sta calando su tutto il pianeta.

Le rane tossiche potrebbero avere la peggio per via della loro temperatura ai cambiamenti di temperatura. E non si tratta solo di un calo di numerosità. Neylan sottolinea che alcune specie si estingueranno per via della combinazione tra cambiamenti climatici e malattie come la chitridiomicosi, causata da un fungo, che si sta diffondendo grazie agli stessi.

“La diversità è in calo, nel complesso, ed è una cosa negativa”, dice Neylan, aggiungendo che se specie come i pesci leone si spostano in areali dove hanno pochi o nessun predatore possono avere impatti sugli ecosistemi. “Qualsiasi cambiamento nell’ecosistema ha un effetto domino”.

Ospedali impreparati

Con la diffusione di creature velenose in nuovi areali, ospedali e sistemi sanitari potrebbero non saper gestire l’afflusso di vittime che subiscono punture o morsi. Questo potrebbe aumentare i costi della sanità. “Alcuni antidoti sono molto costosi”, dice Erickson, aggiungendo che questi problemi colpiranno i paesi più poveri anche più duramente.

Quando possibile, sottolinea, gli ospedali dovrebbero attrezzarsi adeguatamente per ottenere gli antidoti che non hanno a disposizione. Serve anche maggiore informazione pubblica rispetto ai rimedi più urgenti che si possono usare, come mettere l’aceto sulle punture di medusa o l’acqua calda su quelle di pastinaca e pesce leone.

Secondo i ricercatori, il problema non farà che aggravarsi mentre sempre più persone vivono sulle aree costiere. Entro la fine del secolo, il 50% della popolazione mondiale vivrà entro 100 chilometri dalla costa. “Sempre più persone nell’acqua”, concorda Purcell. “Siamo parte di un ambiente e del nostro ecosistema. I cambiamenti hanno conseguenze per noi e noi stessi modifichiamo ciò che accade nel nostro ecosistema”, conclude Neylan.

Consorzio Mozzarella di Bufala, stop alle aste al ribasso nella Gdo

”Stop alle aste on line a doppio ribasso per i prodotti di qualità. Si tratta di una pratica messa in atto dalla Grande distribuzione che svilisce l’eccellenza dell’agroalimentare, soprattutto del made in Italy”. Il Consorzio di tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop si schiera al fianco di Coldiretti e Grana Padano, che hanno lanciato il grido di allarme. Il direttore dell’organismo di Tutela, Pier Maria Saccani, spiega: ”Questo tipo di aste rappresentano una delle pratiche maggiormente svalorizzanti per i prodotti Dop e Igp, accanto alla massiccia presenza di prodotti civetta e al continuo ricorso a super offerte. Il percorso che dovrebbe invece coinvolgere la Gdo deve al contrario essere volto a valorizzare al massimo i nostri prodotti, proprio come valore aggiunto anche dei punti vendita”. Saccani paventa un fosco scenario futuro: ”Il rischio è di essere tutti trasformati in commodities con un appiattimento nella percezione del consumatore. L’ulteriore problematica è rappresentata dal livello qualitativo dei prodotti. Con una corsa sfrenata al ribasso, ovviamente, la qualità dei prodotti non potrà che diminuire con perdita di competitività sui mercati. E non dobbiamo dimenticare che l’Italia produce qualità, non quantità”. Il Consorzio valuterà di proporre all’assemblea dei soci una rinuncia volontaria alla partecipazione alle aste della Gdo: ”Le aste vanno bene per i quadri, non per il cibo – incalza Saccani – e noi intendiamo portare avanti, insieme agli altri Consorzi e alle organizzazioni di categoria, una battaglia che fa bene all’agroalimentare italiano. Confidiamo nel sostegno del ministro Centinaio, che sin dalle sue prime uscite pubbliche ha rimarcato il suo impegno nella difesa del made in Italy. A lui chiederemo un incontro sul tema, attraverso le associazioni che rappresentano i nostri Consorzi. I tempi sono maturi – conclude il direttore – per una concreta valorizzazione, anche etica, in particolare del sistema Dop e Igp”