Smart, è ufficiale: Daimler e Geely costruiranno le piccole elettriche in Cina

In una nota congiunta, le due aziende hanno spiegato che verrà formata entro fine 2019 una joint venture paritetica: ingenierizzazione e produzione spetteranno al gruppo guidato da Li Shufu in un nuovo impianto cinese, e i tedeschi cureranno il design. Attesi tre nuovi modelli entro il 2022, mentre lo storico stabilimento di Hambach sfornerà una compatta Mercedes EV

Le anticipazioni dei giorni scorsi hanno trovato conferma: gruppo Daimler e Zhejiang Geely Holding Group formeranno una joint venture con il 50% di quote a testa per la proprietà di Smart, che dunque prende la Via della Seta e lascerà lo storico stabilimento di Hambach (dove verrà prodotta una compatta Mercedes elettrica) per essere ingegnerizzata e costruita in un nuovo impianto Cina. Al centro stile del gruppo tedesco resterà la responsabilità di curare il design.

In una nota ufficiale, le due aziende hanno chiarito che il board incaricato di guidare la joint venture sarà composto da sei top manager, tre cinesi e tre tedeschi. Il numero uno Li Shufu in persona, insieme con il presidente e AD di Geely An Conghui e con il direttore finanziario Daniel Donghui Li. Per quanto riguarda Daimler, saranno coinvolti il responsabile per la Cina del gruppo Hubertus Troska, il membro del Divisional Board of Management di Mercedes-Benz Markus Schäfer e Britta Seeger, responsabile Marketing e vendite di Mercedes-Benz Cars, con un passato anche nella filiale italiana della Stella.

La strategia è quella di produrre una generazione nuova di veicoli a batteria che consenta “l’espansione di Smart come marchio puramente elettrico“, e che arrivi sul mercato nel 2022. In particolare si parla ditre nuove auto: la due e quattro posti tradizionali, più un terzo modello più grande. La joint venture vedrà la luce entro la fine del 2019.

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Emilia 4: l’auto italiana che fa rifornimento direttamente dal sole

«Siamo un team eterogeneo: dal manutentore dell’officina dov’è nata l’associazione, all’ingegnere energetico specializzato. Nella squadra ci sono studenti di 18 anni, ricercatori di 30, lavoratori in carriera e pensionati di 80 anni. Ognuno fa la sua parte: chi usa le sue competenze ultra specifiche e chi organizza le grigliate». Da Onda Solare, associazione nata una quindicina di anni fa per lo sviluppo di veicoli a energia solare, descrivono così il gruppo di persone che ha contribuito alla creazione di Emilia 4: la prima auto italiana a quattro posti sospinta dal sole.Un milione di euro di fondi europei per lo sviluppo regionale Por Fesr 2014-2020, più i finanziamenti dell’Università di Bologna e di aziende del settore, hanno consentito l’ideazione e la produzione di un veicolo italiano che pone le basi per la mobilità sostenibile del futuro. Ma Emilia 4 è soprattutto il risultato della sinergia di persone appassionate di autoveicoli che hanno trovato nella Motor Valley, la terra dei motori che attraversa l’Emilia Romagna, il luogo per dimostrare che il made in Italy dell’automobile è tra i più veloci al mondo. E dopo la vittoria della “American Solar Challenge”, anche il più sostenibile.

McLaren Senna, omaggio al mito Ayrton

E’ la più leggera, la più veloce, la più esclusiva McLaren stradale mai realizzata. Solo 500 esemplari per celebrare l’indimenticato e amatissimo campione

Non solo meccanica: nello spaziale centro progettazione di Woking, Surrey, in Inghilterra, per far nascere a nuova McLaren Senna hanno iniziato a studiare il credo di Ayrton, la sua filosofia, il suo modo di guidare, di raggiungere la perfezione.

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E da qui, dopo diverse analisi hanno cercato di tradurre in termini automobilistici i concetti di concentrazione, massimo impegno, il “dare tutto, assolutamente tutto” tipici del pensiero un po’ mistico di Ayrton. Senna, si sa, parlava con Dio e non sappiamo se alla McLaren siano arrivati a tanto per la loro GT. Di certo, per “dare tutto quello che si può” la contropartita richiesta è 900 mila euro: tanto costa uno dei 500 esemplari della Mclaren “più estrema di sempre” come l’hanno battezzata a Woking.

Ma una macchina che porta il nome del leggendario pilota di Formula 1, Ayrton Senna, non può che essere speciale: qui si tratta di onorare il mito e quindi questa McLaren è una vera e propria macchina da corsa legalizzata per l’uso stradale.

Si comincia dalla leggerezza, vera caratteristica di ogni vettura da pista: la Senna ferma la lancetta della bilancia a 1.198 kg diventando così la GT stradale più leggera di sempre dopo l’iconica McLaren F1 (ma quelli erano altri tempi, senza dispositivi di sicurezza e anti-inquinamento). E si finisce, al solito, per il cuore, il motore: un V8 biturbo da 800 Cv e 800 Nm di coppia.

Si raggiunge così ad un rapporto peso / potenza straordinario, vero biglietto da visita per prestazioni mai viste prima. Prestazioni, ovviamente, da sfruttare in pista dove la Senna può far valere tutto il suo know how tecnologico.

Ma torniamo alla filosofia di Ayrton: per rendere la guida degna della leggenda e per limitare il peso, sono state fatte scelte drastiche: trazione solo posteriore, alleggerimenti massimi sia dell’abitacolo che della carrozzeria, uso forsennato di materiali speciali. Il risultato è una GT che promette uno straordinario rapporto pilota/macchina, proprio come faceva Ayrton con la sua McLaren da F1.

Per l’Osservatorio Findomestic 2017 l’auto rimane un oggetto del desiderio

2554383_1934_lamborghini_veneno_4.jpgMILANO – È un Osservatorio davvero privilegiato quello che Findomestic, leader europeo del credito al consumo che nell’automobile ha uno dei target più gettonati, propone ogni anno. Una radiografia non solo del mercato, ma anche e soprattutto delle tendenze che gli atteggiamenti dei consumatori lasciano intravedere.

L’edizione 2017 dell’Osservatorio Auto, frutto di oltre 9.000 interviste a un campione rappresentativo dei consumatori dei 15 principali mercati automobilistici mondiali, parte da un dato inconfutabile: i 91 milioni di auto vendute nel mondo nel 2016, in crescita del 45% rispetto all’anno precedente, dicono che la grande crisi – che nel 2009 aveva fatto precipitare il mercato globale a 62,2 milioni – è ormai ampiamente dimenticata e che il traguardo dei 100 milioni potrebbe essere tagliato nel 2020.

Una prospettiva che sembra contraddire le affermazioni (e le speranze) dei detrattori secondo cui l’automobile avrebbe ormai imboccato irreversibilmente il viale del tramonto. A rafforzare la sensazione concorrono anche le risultanze dell’indagine condotta da Tns-Sofres per conto di Findomestic, secondo cui l’88% degli intervistati nei 15 Paesi vede nell’auto un insostituibile strumento di mobilità individuale e di libertà. Percentuale addirittura superiore (90%) in Italia, dove l’83% degli intervistati ha anche ammesso di assaporare il piacere della guida.

Una ripresa generale che non è solo numerica, ma anche qualitativa, visto che l’auto continua a rappresentare uno oggetto del desiderio per il 47% del campione che si dichiara disponibile a sostenere un esborso maggiore pur di acquistare una vettura più trendy, con punte largamente superiori nei mercati di nuova motorizzazione (93% in Cina, 71% in Turchia, 66% in Brasile) dove il ruolo di status symbol delle quattro ruote appare decisamente più incisivo.

Queste aspirazioni legate all’affermazione del successo personale trovano parziale conferma nei dati di mercato, che registrano ovunque un netto incremento delle auto più elevato valore aggiunto come i Suv, che per quanto riguarda l’Italia sono passati tra il 2010 e il 2016 dall’11 al 27% delle immatricolazioni, e i marchi premium cresciuti dall’11 al 15% nello stesso arco di tempo. Sempre in ottica nazionale, da rilevare la persistente importanze dei km zero che nel 2016, a fronte di un mercato cresciuto del 16% a quasi 1,87 milioni hanno registrato un +27,2%, e nei primi 5 mesi del 2017 hanno registrato un’ulteriore, impressionante accelerazione: +71,9% in un mercato che, con il +8% nel periodo, mostra sintomi di rallentamento soprattutto a casa della retromarcia delle vendite a privati (-1,3%).

Dando uno sguardo al futuro, si profilano delle tendenze destinate a condizionare l’offerta delle case. Per quanto riguarda gli equipaggiamenti irrinunciabili per gli italiani, in pole position troviamo i dispositivi di sicurezza, seguiti dai sistemi di assistenza alla guida e dalle soluzioni di connettività, mentre l’aumento delle prestazione sembra perdere importanza. Interessante il raffronto in tema di motorizzazioni tra le intenzioni d’acquisto della prossima scelta e quelle ipotizzate per il 2030, con il diesel in frenata dal 31 al 15%, l’impennata dell’elettrificazione (ibride dall’21 al 39%, elettriche pure dal 4 al 17), il calo delle alimentazioni a gas e la sostanziale tenuta (dal 12 all’11%) dei motori a benzina.

Roma, arrestato il piromane di Roma sud: incendiò più di 100 auto

Scoperto dai Carabinieri della Compagnia di Pomezia l’autore di oltre 100 incendi di auto che la scorsa estate terrorizzò i residenti dei quartieri nell’area sud della Capitale. Si tratta di un 31 enne romano che era stato già fermato nel mese di luglio, subito dopo aver dato fuoco a delle auto nella zona dell’Eur.

Si rovesciano con l’auto: tre giovani feriti

La più grave è una 19enne di Celano, ricoverata nel reparto di neurochirurgia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila

01-WEB.jpgELANO. Perde il controllo dell’auto, una Fiat Punto, e si cappotta finendo la sua corsa dentro una scarpata. L’incidente è accaduto la notte tra mercoledì e giovedì tra mezzanotte e mezza e l’una, sulla Tiburtina Valeria, nel territorio di Celano. Coinvolti nell’incidente tre ragazzi: J.C., che era alla guida, di 21 anni , O.A.M. di 19, un ragazzo e una ragazza entrambi di Aielli, e una giovane di Celano, M.M. (19). Ad avere la peggio è stata la ragazza celanese, la quale è stata trasferita nel reparto di neurochirurgia del San Salvatore dell’Aquila, dove è tenuta in osservazione mentre la sua prognosi rimane riservata. Appena dopo l’incidente, si sono fermati alcuni automobilisti, per soccorrere i tre e dare l’allarme.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della stazione di Pescina e quelli di Celano. Ancora non è chiara la dinamica dell’incidente e i militari hanno eseguito i rilievi del caso e ora stanno ascoltando eventuali testimoni, che potrebbero dare informazioni importanti su come sia avvenuto l’incidente.
Sono intervenuti anche mezzi e personale medico di soccorso del 118, i giovani sono stati trasportati prima all’ospedale di Avezzano e subito dopo trasferiti a quello dell’Aquila.
Le loro condizioni sono state considerate serie, ma nessuno fortunatamente corre pericolo di vita. La notizia dell’incidente si è diffusa subito sia a Celano che ad Aielli dove i ragazzi sono molto conosciuti. Due comunità rimaste con il fiato sospeso.
Si tratta di giovani con la testa sulle spalle, così vengono descritti da tutti, reduci da una cena. Le cause dell’incidente, su cui come detto sono in corso accertamenti, non sono ancora state chiarite, ma nei prossimi giorni sarà possibile avere un quadro più definito della dinamica dello schianto.

Chieti, pedinamenti e bonifica: così la banda rubava le auto di lusso

 

CHIETI. C’era chi pedinava i proprietari delle macchine di lusso fino a quando parcheggiavano; chi “disturbava” la chiusura elettronica con un dispositivo elettronico; chi era capace di sbloccare la centralina e far partire le macchine dal valore di oltre 100 mila euro che poi finivano nascoste nei garage dei palazzoni di Monza. L’inchiesta sul traffico di auto di lusso che martedì scorso ha portato a 15 arresti tra Monza, Milano e Bergamo toccando anche Chieti e Pescara racconta come si rubano le auto e dove finiscono. Secondo l’accusa, dei 17 indagati, due si muovevano anche tra Chieti e Pescara e uno, Alberto Mondanese, sarebbe tra le menti del gruppo: dava ordini anche durante un periodo di detenzione nel carcere San Donato di Pescara. Tra le vittime dell’organizzazione anche gli imprenditori teatini Walter e Luca Tosto: nel febbraio scorso, a Bergamo, proprio ai Tosto era stato rubato un Range Rover che gli indagati, al telefono, definivano «il mostro» per il suo equipaggiamento speciale.
L’indagine dei carabinieri del Nucleo investigativo di Monza rivela tutti i vari passaggi, dai furti al riciclaggio. Secondo l’accusa, i ladri pedinavano le macchine da rubare: Range Rover, Bwm, Audi e Jaguar. Un altro arrestato, Antonio Mondanese, fratello di Alberto, dice l’ordinanza di arresto, «veniva impiegato in veri e propri servizi di osservazione nei confronti dei proprietari delle auto che il gruppo aveva intenzione di rubare». Quando il proprietario parcheggiava l’auto e la chiudeva elettronicamente, i ladri entravano in azione con un dispositivo chiamato jummer: si tratta di un disturbatore che disattiva il telecomando dell’auto anche se all’apparenza la macchina sembra chiusa. Poi, con il proprietario ormai lontano, i ladri aprivano tranquillamente la portiera, collegavano una centralina alla presa di diagnosi e avviavano elettronicamente la macchina. Poi, con il dispositivo jummer sempre acceso per evitare la localizzazione della vettura via gps, la macchina veniva portata «in box adibiti a imbosco, posti ai piani interrati di vari complessi in maniera da rendere impossibile il funzionamento di eventuali antifurti». Cominciava, a questo punto, la pulizia dei veicoli e tra gli indagati c’è anche un elettrauto di Milano «in grado di procedere all’alterazione del computer di bordo delle Range Rover in maniera tale che dalla consultazione delle centralina principale non si potesse risalire, attraverso il codice del numero di telaio elettronico, al veicolo di provenienza delittuosa». Erano complicati i lavori di «bonifica» con la «rimozione» dei dispositivi di allarme e localizzazione satellitare; l’«azzeramento» delle centraline con la ricodifica generale; la «punzonatura» del telaio con l’«alterazione» dei numeri del telaio nelle varie parti delle auto; apposizione di targhe alterate o contraffatte, anche estere. Alberto Mondanese, dice l’accusa, «aveva la materiale disponibilità delle chiavi per l’apertura dei box di Monza dove erano nascoste le vetture». Poi, c’era la fase della vendita con gli intermediari: le vetture di solito finivano in Germania, Albania e Montenegro. Per vendere la macchina dei Tosto a un marocchino, Mondanese avrebbe ricavato circa tremila euro secondo le intercettazioni: «Sono disperato, per fortuna ho racimolato qualcosa, 3.100 euro».

Auto in comodato: stessa concessionaria contratti diversi per Comune e Regione Similitudini e differenze per l’utilizzo gratuito di auto blu istituzionali

PESCARA. Due macchine in comodato d’uso gratuito consegnate lo stesso giorno, a giugno scorso, a condizioni però diverse.

I beneficiari scelti (non si sa con quali criteri) da una concessionaria di San Giovanni Teatino sono stati il Comune di Pescara e la Regione Abruzzo. A ricevere le chiavi il sindaco Alessandrini e il presidente Luciano D’Alfonso.

Una buona pratica che farebbe risparmiare soldi pubblici grazie ai privati che originariamente stipulavano un contratto di sponsorizzazione (chiedendo in cambio pubblicità e visibilità del loro marchio).

1500641862773_1507703638.jpg--auto_in_comodato__stessa_concessionaria_contratti_diversi_per_comune_e_regione.jpgNei giorni scorsi si è appreso che il Presidente della Regione (ed il sindaco di Pescara) aveva partecipato all’inaugurazione di una concessionaria ritirando personalmente l’auto e stipulando un contratto verbale.

Una anomalia per una istituzione pubblica giustificata e avallata da una dirigente regionale poi il contratto è diventato scritto dopo un certo pressing dei media.

Il documento lo abbiamo pubblicato nei giorni scorsi ed è dunque di dominio pubblico.

Il contratto del Comune di Pescara, invece, è ancora ‘top secret’. Non è stato possibile visionarlo dopo una apposita richiesta ufficiale di accesso agli atti, totalmente ignorata, e non è reperibile nemmeno on line.

Si trova però un contratto di comodato d’uso datato febbraio 2016 sempre con la stessa concessionaria.Stando a quanto scritto sulla pagina Facebook del Comune di Pescara il giorno della consegna la nuova macchina sarebbe il frutto di una proroga di un contratto precedente: «un accordo che si rinnova con la concessionaria per “veicolare” un messaggio di mobilità che non pesa all’ambiente».

Quale contratto? Quello del 2016?

Per la vettura fornita al governatore postilla speciale alla voce multe (deve essere nota la collezione da guinness), periodo di concessione più lungo e ‘controlli a sorpresa’ per verificare le condizioni dell’auto.

Abbiamo provato a mettere a confronto i due documenti e la differenza più eclatante è quella alla base del prestito della vettura.

Nel caso del Comune ci sono finalità di marketing esplicitate, chiare e lampanti sia sull’auto che nel contratto, nel caso della Regione non ci sono motivazioni e il comodato è una sorta di donazione a tempo.

Non si chiarisce, dunque, perché un privato metta a disposizione gratuitamente dell’ente regionale una propria vettura anche se nel tempo D’Alfonso ha dato prova di saper smuovere la generosità altrui.

Vediamo dunque le differenze.

LE PARTI

Il Comune di Pescara ha stipulato il contratto di comodato d’uso con la Hy Energie Srl, ovvero la concessionaria Toyota che, come si scopre leggendo il documento di febbraio 2016, ha proposto al Comune di sfruttare una loro vettura per «promuovere sul territorio la conoscenza della gamma di modelli ibridi del brand».

La Regione, invece, ha stipulato il contratto (tardivo) di comodato d’uso della Lexus Rx Hybrid con la Toyota Motor Italia spa di Roma.

Nel contratto si chiarisce pure che la vettura era già oggetto di contratto di locazione con la società Ald Automotive Italia Srl, ovvero una società leader mondiale del noleggio a lungo termine (divisione della holding bancaria francese Gruppo Société Générale).

I “puristi” del diritto amministrativo sostengono persino che possa essere non del tutto corretta la procedura che di fatto (soprattutto in caso di sponsorizzazione) avvantaggerebbe un solo operatore. Meglio e più vantaggioso per il pubblico sarebbe stato pubblicare un avviso e scatenare la generosità di tanti e magari ottenere un parco auto a condizioni vantaggiosissime.

LA PUBBLICITA’

Nel contratto con il Comune di Pescara è chiarito che sull’automobile dovrà esserci un  logo Toyota con l’indicazione del modello della vettura, il sito internet della concessionaria, il logo del Comune. In più dovrà esserci anche il messaggio promozionale sull’uso dei veicoli con ridotte emissioni inquinanti come concordato con l’ente. Già perchè proprio le basse emissioni (ma quanto basse nessuno lo sa) sono state pubblicizzate con vanto dai beneficiari.

Si chiede anche di impegnarsi a garantire una pubblicità corretta, lecita e non lesiva dell’immagine del Comune. Sull’ultima auto consegnata a giugno il messaggio era «Toyota Hybrid migliora la vita nella tua città» ed è stato incollato a spese della concessionaria.

Sulla vettura della Regione non c’è nessuna scritta pubblicitaria. L’eleganza è intatta senza messaggi promozionali di sorta. E’ stato D’Alfonso, qualche settimana fa a chiarire che il comodato è scattato in «un’ottica di marketing» ma nulla c’è sulla questione neppure sul contratto, magari potrebbe trattarsi del primo caso di “cripto-marketing”, ulteriore frontiera della pubblicità occulta…

CHI PAGA?

Nel contratto col Comune di Pescara si chiarisce che la concessionaria si è fatta carico di tutti i costi di gestione (escluso il carburante) compresi bollo, assicurazione furto, incendio e Kasko, manutenzione ordinaria e straordinaria. Al Comune spetteranno le franchigie assicurative.

Nel contratto con la Regione, invece, stessa sorta per i costi di gestione (la benzina la paga l’ente pubblico).

Sulla manutenzione straordinaria ed ordinaria non è chiarissimo chi paga: si chiede solo alla Regione di recarsi in caso di necessità alle autofficine autorizzate (altrimenti si rischiano penali). In caso di incidente bisognerà subito chiamare la Toyota che indicherà «l’autofficina più vicina».

LA DURATA

Al Comune di Pescara la macchina è stata offerta per 6 mesi rinnovabili con una percorrenza massima di 10 mila km a semestre.

Alla Regione si chiarisce che la macchina potrà essere utilizzata per 12 mesi e una percorrenza massima di 50 mila km raggiunti i quali la macchina dovrà essere restituita.

Dopo i 12 mesi, in caso di ritardo nella consegna, è stata stabilita una penale di 500 euro per ogni mese di ritardata consegna. In caso del superamento dei km, invece, è prevista una penale di 0,04 euro per ogni chilometro in eccedenza.

In tutti e due i casi se dovessero essere riscontrate violazioni del contratto o usi impropri le società hanno la facoltà di richiedere la restituzione entro 30 giorni prima della data di recesso.

LA CUSTODIA

Al Comune di Pescara viene chiesto di custodire l’auto «con la dovuta diligenza» e di rispettare le norme del codice della strada e di avvertire subito in caso di danni, difetti, furti o altre mancanze.

Alla Regione viene chiesto di  custodire l’auto in un luogo «chiuso e protetto». Insomma, tenetela in garage.

LE MULTE

Se nel contratto del Comune non si parla di multe, nel contratto della Regione c’è una specifica parte (articolo 7 più un allegato) dedicata alle multe e si ricorda che è tutto a carico della Regione.

Anche eventuali mancati pagamenti di pedaggi autostradali, parcheggi… Sempre in questo contratto la Toyota Italia dice di poter controllare, tramite i propri incaricati, lo stato e la corretta utilizzazione della vettura e che la Regione il 10 di ogni mese deve comunicare la percorrenza totale. Difficile spiegare il perchè di questa disparità di trattamento del privato verso due istituzioni pubbliche.

 

 

Addio alla California: ecco Ferrari Portofino

Festeggiati come si conviene i 70 anni del brand, alla Ferrari è sempre di attualità l’ampliamento della gamma.

ferrari-kPL--835x437@IlSole24Ore-Web.jpgOrmai non è più un segreto che la Casa di Maranello stia iniziando a tracciare le prime idee per un modello diverso dalle GT e dalle sportive a motore centrale di oggi: l’utility vehicle di cui si parla insistentemente non è più solo un sogno e anche la descrizione dei connotati del futuro modello appare molto precisa. Si tratterà di un inedito concetto di vettura non ancora presente sul mercato, ma la “nuova” Ferrari non sarà una suv simile ai tanti che già oggi sono sul mercato, perché la sportività non è la priorità di nessuno di loro. A Maranello, piuttosto, pensano ad una Ferrari più versatile, anche se ad oggi non c’è niente di pronto e neppure di approvato. Invece, sì all’ibrido e un no fermo all’elettrico. Con i vincoli imposti dall’alimentazione a batteria la possibilità di realizzare una sportiva “vera” a zero emissioni, non trova d’accordo i tecnici Ferrari. Ci vorranno tempo e innovazioni per ottenere non solo le stesse performance dei motori tradizionali, ma anche lo stesso piacere di guida. Ecco perchè l’unica strada praticabile è quella dell’ibridizzazione. Identica valutazione sull’automazione della guida. Via libera ai sistemi di assistenza al servizio delle prestazioni, ma nessun progetto di raggiungere anche soltanto il livello 3.

Non c’è fretta, però, di pensare al futuro visto che le vendite e i profitti delle “rosse” vanno a gonfie vele. Del resto nei primi sei mesi del 2017 il numero di vetture consegnate è cresciuto del 6%, con la domanda trainata dai modelli a 12 cilindri, mentre i ricavi netti si sono attestati a 920 milioni di euro. Merito del costante rinnovo della gamma che nel 2018 vedrà il debutto dell’affascinante Portofino. E’ l’erede della California T, ma la nuova Ferrari ribattezzata Portofino appare più slanciata, in particolare nella vista laterale. La coda rimane alta per contenere il tetto quando è ripiegato, ma ora è più filante e meglio integrata nelle fiancate. La nuova Portofino dà poi l’impressione di essere un vero coupé a tetto chiuso. Per segnare un’ulteriore svolta col precedente modello lanciato nel 2008 alla Ferrari hanno deciso di cambiarne il nome, anche se la nuova “rossa” conserva la stessa impostazione di base: motore V8 anteriore, carrozzeria coupé spider e un abitacolo 2+2 comodo anche per i lunghi viaggi come si addice ad una vera gran turismo. Non mancano dei dati record: con i suoi 600 cv e accelerazioni da 0 a 100 km/h in soli 3,5 secondi e una velocità di punta è da autentica superar, 320 km/h, la Ferrari Portofino è, infatti, la più potente “scoperta” in circolazione ad offrire il tetto rigido retrattile, ma anche un bagagliaio capiente e una grande abitabilità a cui si aggiungono due posti posteriori da usare sia pure per brevi percorrenze. Sotto al cofano della Portofino c’è sempre il noto V8 biturbo che ora è stato riveduto e corretto per aggiungere più cavalli, 40 come detto e soprattutto un “sound” più coinvolgente. Per la prima volta su questa categoria di Ferrari troviamo il differenziale posteriore elettronico che, integrato col controllo della trazione, migliora la tenuta dell’auto anche in condizioni limite. Lo sterzo beneficia di una risposta più diretta, grazie alla riduzione del rapporto del 7%, merito dell’adozione del servosterzo elettrico, altra primizia per una Ferrari granturismo. Le sospensioni magnetoreologiche fanno il “miracolo” di ridurre il rollio oltre che di assicurare un buon assorbimento delle asperità stradali, aumentando il confort a bordo. Visto poi che la Portofino finirà in mano a fortunati acquirenti va detto che la capote si apre anche in movimento e che all’interno c’è uno schermo “touch screen” da 10,2”, oltre ad essere disponibile un nuovo climatizzatore studiato per funzionare con capote aperta e che i sedili sono a regolazione elettrica e che un “wind deflector” riduce del 30% il flusso d’aria nell’abitacolo oltre a limitarne pure la rumorosità aerodinamica. Infine dettaglio non trascurabile, il prezzo che per il mercato italiano è di circa 200mila euro.

Auto più veloci al mondo, fino a 1.600 km/h oltre il muro del suono

Ecco tre delle auto più veloci al mondo: la Thrust SSC, Bloodhound SSC e la Devel Sixteen. Auto in grado di superare aerei supersonici con una tecnologia dei caccia da guerra e dal costo sbalorditivo

La ThrustSSC è attualmente l’auto più veloce al mondo, ma la ricerca della velocità estrema ha da sempre accompagnato lo sviluppo della tecnologia automobilistica. Da quando l’automobile è stata inventata l’uomo ha sempre cercato di stabilire nuovi record di velocità. I primi tentativi risalgono addirittura al 1898 quando Gaston de Chasseloup-Laubat riuscì ad arrivare a 63.15 km/h con la sua vettura elettrica Jeantaud Duc. Con il passare degli anni ed il progredire della tecnologia le velocità sono aumentate a dismisura con veicoli addirittura in grado di abbattere il muro del suono. Scopriamo, quindi, l’auto più veloce al mondo e altri due veicoli che promettono prestazioni incredibili; ecco la ThrustSSC, la Bloodhound SSC e la Devel Sixteen.

AUTO PIÙ VELOCE AL MONDO: THRUSTSSC

Il Thrust SSC (Super Sonic Car) è attualmente l’auto più veloce al mondo, con un record di 1227,99 km/h stabilito il 15 ottobre 1997; è stato inoltre il primo veicolo terrestre a superare la velocità del suono grazie alle sue particolari caratteristiche tecniche ed aerodinamiche riprese direttamente dal mondo dei caccia supersonici.

L’auto più veloce al mondo adotta, infatti, un design che ricorda da molto vicino i Jet da combattimento con due giganti motori a reazione Rolls-Royce Spey disposti ai lati, gli stessi utilizzati dalle versioni inglesi del cacciabombardiere F-4 Phantom II. I due motori della ThrustSSC sviluppano una potenza di 110.000 cavalli con un peso complessivo dell’auto di 10.500 kg. Alla guida di questo mostro è stato chiamato non un semplice pilota di auto, ma il Comandante inglese della RAF, Andy Green, che prima di guidare la ThrustSSC era al comando di un caccia Tornado F3.

AUTO PIÙ VELOCE AL MONDO: BLOODHOUND SSC

Il record di 1227,99 km/h della ThrustSSC potrebbe essere presto battuto dalla Bloodhound che punta a diventare l’auto più veloce al mondo. Si tratta di un particolare veicolo, attualmente in via di sviluppo, dietro cui ci sono sempre gli stessi detentori del record attuale, i britannici Richard Noble, come progettista, e Andy Green, pilota. L’obiettivo del team del Bloodhound Project è quello di battere il precedente record di ben il 33% e di raggiungere la velocità di 1600 km/h. Bloodhound utilizzerà sempre forme e tecnologie mutuate dal mondo dei caccia supersonici con un design più raffinato ed una motorizzazione più evoluta rispetto alla ThrustSSC.

Questa macchina impiega un motore a reazione, utilizzato anche negli aerei Eurofighter, che consentirà di raggiungere i 500 chilometri orari; poi toccherà ad un razzo portare la Bloodhound oltre i 1.600 km/h all’ora. Un terzo motore, a benzina, derivato dalla Formula 1 e con 750 CV, verrà invece utilizzato come unità di alimentazione ausiliaria e per azionare la pompa comburente per il razzo. La potenza sprigionata sarà di circa 135.000 cavalli con un’accelerazione da 0 a 1.600 km/h in 55 secondi. Per quanto riguarda il sistema di frenata, sarà necessario ricorrere ad un sistema di aerofreni che verranno attivati a 1.300 km/h con un paracadute che si aprirà a 970 km/h; successivamente saranno impiegati particolari freni a disco utilizzati al di sotto dei 400 km/h.

Bloodhound SSC, lunga 13 metri e mezzo e realizzata con pannelli in fibra di carbonio, alluminio, titanio e acciaio, è il frutto della collaborazione tra il governo britannico e più di 280 compagnie a livello internazionale, con la partecipazione anche di alcuni membri della British Royal Air Force. A guidare questo bolide sarà il detentore del precedente record di velocità sulla ThrustSSC, Andy Green, che tenterà il superamento delle mille miglia orarie, ossia 1609 km/h dopo aver superato diversi test che saranno svolti nei prossimi mesi.

AUTO PIÙ VELOCE AL MONDO: DEVEL SIXTEEN

Presentata nel 2013 e ancora in via di sviluppo, la Devel Sixteen potrebbe essere presto l’auto di serie più veloce del mondo. I suoi progettisti dichiarano, infatti, una velocità massima di 560 km/h ed un motore in grado di sprigionare ben 5000 cavalli. Sviluppata negli Emirati Arabi, la Devel Sixteen è spinta da un motore V16 di 12,3 litri di cilindrata con 4 turbocompressori, in grado di far scattare questa vettura da 0 a 96 km/h in soli 1,8 secondi. Sarà inoltre possibile selezionare diversi settaggi del motore che ne limitano la potenza a 1200 cavalli per l’utilizzo giornaliero oppure a 2500 cavalli, per una guida più sportiva, e infine la potenza massima di 5000 cavalli.

Il design è estremo come le sue prestazioni con linee tese ed aggressive che ricordano direttamente una delle auto viste nei film di Batman; in particolare colpiscono gli enormi scarichi posteriori ispirati quelli di un jet da combattimento. Anche il prezzo è da record, si parla infatti di una cifra superiore al milione di dollari. Al momento sono molte le incognite che riguardano questa supercar, in particolare le caratteristiche dichiarate con lo sviluppo della vettura che sembra procedere a rilento.