Ora legale, il cambio c’è ancora (fino al 2021) e avviene nella notte fra il 30 e il 31 marzo

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Slitterà al 2020 o all’anno successivo la riforma che vorrebbe l’abolizione del cambio dell’ora. Per ora lancette avanti nel fine settimana e 60 minuti di sonno in meno

Tranquilli, non cambia niente: ancora una volta nell’ultima domenica di marzo torna l’ora legale. E non sarà neanche l’ultima volta. Il Consiglio dell’Unione Europea ha raggiunto un accordo sulla riforma dell’ora legale per un rinvio e l’atteso addio al cambio dell’ora che sarebbe dovuto partire nel 2019 slitterà almeno al 2021.

La risoluzione legislativa approvata dai deputati dice che dal 2021 gli Stati membri manterranno il diritto di decidere il proprio fuso orario: ora legale o solare tutto l’anno.

 Non più il cambio due volte l’anno. L’idea dell’abolizione del cambio era stata supportata da un sondaggio, soprattutto di cittadini tedeschi, che per l’84% avevano votato per l’abolizione del passaggio all’ora legale, quella convenzioneper cui durante l’estate l’orario di tutta l’Europa viene spostato un’ora avanti, per sfruttare al meglio le ore di luce durante la giornata.

Per quest’anno il cambio resta e funziona come gli altri anni nell’ultima domenica di marzo c’è il ritorno dell’ora legale in tutta l’Unione Europea. Nella notte fra il 30 e il 31 marzo si spostano in avanti le lancette dell’orologio e fra un’ora diventa adesso.

QUANDO
Alle 2 della mattina di domenica 31 marzo le lancette dell’orologio vanno portate avanti di un’ora. Un’ora di sonno in meno nella notte del passaggio, un’ora di luce in più, la sera, nelle giornate a seguire perché si posticipano di un’ora alba e tramonto. Conviene regolare l’ora prima di andare a dormire, anche se la maggior dei dispositivi elettronici lo fa automaticamente.

PERCHÉ DI NOTTE
Il motivo principale del cambio d’ora in orario notturno è che questo è l’orario con minore circolazione di bus, treni e mezzi di trasporto in generale. Il disagio è minore e minore il numero dei cambi da fare. La questione dei cambi da fare è quella che si pone anche su un futuro possibile cambiamento dell’alternarsi dell’ora solare e legale. Per esempio nei voli aerei bisognerebbe ripianificare i piani di tutte le compagnie e se non ci fosse sincronizzazione nell’ora legale o solare fra gli stati la difficoltà sarebbe ancora maggiore.

CONVENZIONE
L’ora legale è una convenzione stabilita oltre un secolo fa per risparmiare prima di tutto energia: la luce solare più a lungo fra pomeriggio e sera permette di utilizzare meno quella elettrica. Tutti i paesi dell’Unione Europea adottano l’ora legale che scatta l’ultima domenica del mese di marzo alla stessa ora: all’una, alle due o alle tre della notte in base al fuso orario. Lo fa dal 1996 nello stesso giorno. In Italia era arrivata nel 1920, è stata riproposta nel 1940 e definitivamente nel 1966. L’ora solare torna domenica 27 ottobre 2019.

Nell’Unione Europea sono gli stati del Sud a beneficiare di più dell’ora legale. La durata delle giornate non avrebbe variazioni enormi fra estate e inverno anche con l’ora solare, invece lo spostamento avanti delle lancette regala luce fino a tarda sera. Diverso il caso dei paesi del Nord dove le giornate estive sono naturalmente molto più lunghe di quelle invernali e i risparmi energetici non so paragonabili a quelli dei paesi più a Sud.

In Italia, Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, ha stimato che dal 26 marzo al 29 ottobre 2017 l’Italia abbia risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora. È il consumo medio annuo di elettricità di oltre 200 mila famiglie.

CHI CI HA PENSATO PER PRIMO?
Il primo a pensarci è stato Benjamin Franklin. L’inventore del parafulmine pensò al cambio dell’ora per risparmiare energia nel 1784, ma soltanto nel Novecento ci fu un’applicazione pratica. La ripropose William Willet nel 1907 e per la prima volta nel 1916 si istituì il British Summer Time, ora è Daylight Saving Time.

COSA FANNO GLI ALTRI?
Gli Stati Uniti sono già passati all’ora legale che, per loro, è Daylight Saving Time. Il passaggio è stato fatto nella notte fra 9 e 10 marzo con il presidente Trump che, all’opposto dell’Europa, lo vorrebbe mantenere sempre, idea venuta anche alle isole Baleari. In Africa non è adottata quasi da nessun paese e in particolare i paesi sulla fascia dell’equatore non hanno vantaggio nel cambio perché la variazione di ore di luce durante i mesi dell’anno non è significativa. Anche in Asia non la adotta quasi nessun paese e neanche in Sud America (solo Uruguay, Cile e Paraguay, le regioni meridionali e la regione di Bahia del Brasile). La Russia l’ha abolita nel 2011, per volontà del presidente Putin in tutti gli 11 fusi orari del paese.

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