I sapori della cucina Mediterranea incontrano la creatività di quella francese :Positano Gourmet, a cena con le stelle”, la rassegna culinariache venerdì 13 settembre alle ore 20,30 .

I sapori della cucina Mediterranea incontrano la creatività di quella francese in una serata a picco sul mare della Costiera Amalfitana. Terzo appuntamento con “Positano Gourmet, a cena con le stelle”, la rassegna culinariache si svolge da tre anni al ristorante stellato Michelin “La Serra” dell’Hotel Le Agavi di Positano (via G. Marconi, 169 – www.leagavi.it – 089 81 19 80) con l’incontro di venerdì 13 settembre alle ore 20,30 tra l’executive chef Luigi Tramontano e lo chef Romain Barthe dell’Auberge de Clochemerle nel Beaujolais.

Pur avendo due filosofie diverse di cucina entrambi gli chef brillano per creatività e rispetto della stagionalità dei prodotti. Tramontano, ad esempio, ha scelto come aperitivo un tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta.  Barthe punta su un bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone. La “sfida” proseguirà tra funghi, manzo e salsa genovese per poi culminare nei dolci con fichi e cioccolata fondente. A “La Serra” tutto sarà accompagnato come di consueto dai vini selezionati da Nicoletta Gargiulo.

Sfruttando gli ultimi scampoli d’Estate, gli ospiti potranno ancora optare per una tavolo in terrazza dove è possibile ammirare tutta la splendida baia di Positano. Mentre chi sceglie di restare in sala rimarrà incantato dai suoi colori, dalle cupole decorate con foglie dorate al pavimento in maiolica azzurra.

Ultimo appuntamento con “Positano Gourmet” il 10 ottobre con lo chef Angelo Carannante del Caracol a Bacoli.

Menù del 13 settembre

Aperitivo

–        Tonno marinato con pistacchi, salsa di frutti di bosco e meringhe salate alla menta (Chef Luigi Tramontano)

–        Cubo di lardo, con caviale Oscietra e salsa Bercy  (Chef Luigi Tramontano)

–        Tartelletta con cheese cake caprese (Chef LuigiTramontano)

–        Bonbon di cavolfiore alla vaniglia e gel al limone (Chef Romain Barthe)

Menu

–       Fungo, fungo, fungo… (Chef Luigi Tramontano)

–        Fagottelli ripieni di salsa  genovese con pollanca e cipolla ramata di Montoro  (Chef Luigi Tramontano)

–        Filletto di manzo arrosto alla noce di cocco, semola speziata con uvetta di Corinto, confettura di melanzane e cumino (Chef Romain Barthe)

–        Fichi e fichi d’india (Chef Luigi Tramontano)

–       Variazione di cioccolato fondente della Maison Valrhona (Chef Romain Barthe)

Governo, Bellanova bersaglio dei social: “Quel vestito rispecchiava il mio stato d’animo”. Poi sfoggia i pois e incassa solidarietà Conte

La neoministra dell’Agricoltura risponde su Twitter alle critiche sull’abito sfoggiato al Quirinale e al titolo di studio. Arriva la solidarietà da destra a sinistra. Carfagna: “Chi la insulta si vergogni”. Decaro: “Bellanova ha difeso i braccianti e lavorava nei campi: gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno”. E lei twitta ironica con un nuovo vestitodi ANNA PURICELLA

La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna. Teresa Bellanova, neoministra all’Agricoltura risponde su twitter agli haters che l’hanno attaccata per l’abito scelto per il giuramento ieri al Quirinale. Bellanova ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv che ha “approvato” il suo look.E lei risponde con molta ironia.

Questa la risposta, ironica e positiva, a un web che ieri si era scatenato senza risparmiare insulti e offese a Bellanova, soprattutto su Twitter. Dove figura ad esempio lo sgradevole affondo di Daniele Capezzone, ex segretario dei Radicali e poi portavoce del Popolo della libertà: “Carnevale? Halloween?”, scrive in un tweet, ma la sua ironia gli si ritorce contro. #TeresaBellanova diventa il primo hashtag nei trending topic di Twitter in Italia, in tanti replicano esprimendo solidarietà alla nuova ministra e in poche ore diventa virale anche l’hashtag #qualcosadiblu.

“Ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età – il commento di Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia – Combatterò contro i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”.

POLITICA

Critiche social alla ministra Bellanova: “Ha la terza media”. Ma il Pd la difende: “Ne ha tutto il diritto”

Altro punto attaccato dagli hater, quest’ultimo: Bellanova ha la licenza media, ha lavorato nelle campagne pugliesi come bracciante ma sin da ventenne era impegnata nel sindacato e si è battuta a lungo per contrastare il caporalato. Nella sua carriera è stata anche viceministra dello Sviluppo economico, sia nel governo Renzi che nel governo Gentiloni. “Quelli che non hanno argomenti fanno così, ti attaccano sul vestito, le scarpe, i capelli e il peso – scrive Laura Boldrini rivolgendosi direttamente a Bellanova – Si accaniscono sul corpo pensando di farti soffrire, ma forse non hanno idea di che persona sei e quale sia la tua tempra”.

Capezzone denuncia di aver ricevuto minacce di morte dopo il suo tweet, intanto la solidarietà nei confronti di Bellanova non fa che crescere: le inviano messaggi di sostegno tanti politici – Matteo Renzi, Dario Stefano, Piero Fassino tra gli altri – e semplici cittadini. “Sono laureata, ho un dottorato, insegno all’università – scrive ad esempio Monica – Non riesco a indignarmi perché Teresa Bellanova è diventata ministro con la terza media. Sarà che sono circondata da “professoroni” che potrebbero giusto portarle la borsa”.

E anche la sua Puglia non manca all’appello. In un lungo post il sindaco di Bari e presidente nazionale Anci Antonio Decaro interviene sul caso: “Teresa Bellanova ha difeso i braccianti per tutta la vita e da ragazza lavorava nei campi come mia nonna. Come lei è serena, determinata e tosta. Gli insulti dei leoni da tastiera non la abbatteranno. Io qualche volta ci ho litigato, faccia a faccia. Non lo consiglio a nessuno”. Dal canto suo, Magda Terrevoli (presidente Comitato unico di garanzia della Regione Puglia, già presidente della commissione regionale Pari opportunità) aggiunge: “Teresa ha una bellissima storia ricca di impegno e di visione. Quanti di voi possono dire altrettanto?”.

Con il passare delle ore arriva la solidarietà di quasi tutto il mondo politico. Dalle donne del Pd ad altre esponenti di Forza Italia. Parla anche l’ex presidente del Senato Renato Schifani: “Caro ministro, ‘non ragionar di loro, ma guarda e passa’. Ti giudicheremo sui fatti. Buon lavoro”, dice. Solidarizza il mondo sindacale. indacato. Dalla sinistra che pur critica la Bellanova per la sua adesione al renzismo (“Insulti sessisti e classisti, ma il paragone con Giuseppe Di Vittorio non regge” per Rifondazione comunista).

Dai neoalleati di governo del M5S: “Gli insulti rivolti in queste ore alla neoministra Teresa Bellanova sono atti ignobili che offendono tutta l’Italia. In politica la dialettica può raggiungere anche alti livelli di scontro e tensione, ma deve essere sempre un confronto su idee differenti. Tante volte a noi del Movimento 5 Stelle è capitato di dissentire esplicitamente da quanto sostenuto da Teresa Bellanova e dal Partito democratico – scrive la delegazione del M5s della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e sulla violenza di genere – Chi invece rinuncia a stare nel campo dei contenuti e si lascia andare a volgari attacchi alla persona qualifica il suo stesso comportamento: indegno. Troppo spesso questi comportamenti scaturiscono per il solo fatto che l’obiettivo è una donna. Inaccettabile”.

Si concentrano sul sessismo degli insulti anche dalla Fondazione Iotti. Ma nella levata di scudi in difesa di Bellanova ci sono pure Renato BrunettaGiorgia Meloni Maurizio Gasparri: la loro solidarietà però si associa alla constatazione polemica di essere stati sempre oggetti di attacco e di non avere ricevuto solidarietà da sinistra. E c’è anche chi non c’è la fa proprio a cambiare registro. “Fai il ministro con la terza media e ti lamenti pure? Almeno il pudore del silenzio, altro che solidarietà”, twitta Francesco Storace. Mentre Carlo Calenda, appena uscito dal Pd, per difendere Bellanova attacca Di Maio: “Non può neanche allacciarle le scarpe, non si possono fare paragoni con il curriculum di Bellanova”.

Venezia 76, applausi a Meryl Streep, vedova-coraggio nella commedia ‘dark’ di Soderbergh sui Panama Papers: “Lui è capace di fare spettacolo con qualcosa di così vero”

)Nalla nuova “commedia nera” che sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre, ‘Panama Papers’, ci sono anche Gary Oldman e Antonio Banderas, ma è l’attrice che incarna una vedova borghese a far applaudire la sala in un film che racconta lo scandalo delle società offshore

Venezia applaude Meryl Streep protagonista dell’ultima capriola, come un acrobata che mostra il nuovo numero, l’ennesimo coup de théâtre che lascia il pubblico senza parole. Dopo essere stata la glaciale suocera in Big Little Lies, in Panama Papers(lavanderia a gettoni, dalla pratica di riciclare il denaro) di Steven Soderbergh, in concorso, la regina delle attrici incarna la vedova Ellen, una signora borghese che per quarant’anni ha condiviso la vita con il marito e che da un giorno all’altro si trova non soltanto sola, ma travolta dall’ingiustizia. Il marito muore per incidente durante una crociera in barca, Ellen vorrebbe usare i soldi dell’assicurazione per comprare un appartamentino a Las Vegas che le ricordi il primo incontro con l’uomo della sua vita, ma quando viene fuori che l’assicurazione non pagherà perché coinvolta in una frode e un trust dalle origini misteriose le soffia sotto il naso la casa pagando in contanti per lei inizia una personale battaglia per smascherarli. Sulla sua strada incontrerà due personaggi, ispirati ai veri soci in affari Jürgen Mossack (Gary Oldman) e Ramon Fonseca (Antonio Banderas).

“Credo che il dolore sia una grande una grande motivazione, che il lutto sia un motore per fare molte cose. I genitori i cui figli sono stati uccisi nelle varie sparatorie in Connecticut o in Ohio non si fermano nel tentativo di cambiare il mondo. Contiamo sulle persone a cui veramente importa, quando qualcosa è personale non ci si ferma”: così è per questa signora settantenne dai golfini fiorati e buffi cappellini. Seguendo la personale inchiesta di Ellen il film racconta quello che è stato definito il caso dei Panama Papers, quando nel 2016 un fascicolo di più di 11 milioni di documenti venne consegnato alla stampa da una gola profonda per smascherare un sistema di paradisi fiscali in tutto il mondo. Basato su Secrecy World: Inside the Panama Papers Investigation of Illicit Money Networks and the Global Elite di Jake Bernstein (che ha collaborato alla sceneggiatura, firmata da Scott Z. Burns) il film è una commedia nera “perché ci vuole un film così per avere più chance di rimanere nella mente dello spettatore – dice Soderbergh – eravamo convinti che, come ha fatto Kubrick con Il dottor Stranamore, per un tema tanto serio fosse necessario lo scherzo, la battuta. Non volevamo che il pubblico si sentisse educato ma intrattenuto”.

Concorda Meryl Streep: “Volevo lavorare con Steven Soderbergh da tempo e sapevo che solo lui, o al più Bertold Brecht, sarebbe stato capace di fare spettacolo con qualcosa di così vero, così complicato e così drammatico. Noi ne abbiamo fatto una commedia, un film divertente senza dimenticare mai però che c’era dietro un crimine, un crimine non privo di vittime. Sui Panama Papers hanno lavorato più di 300 giornalisti investigativi, qualcuno di loro è morto, come la giornalista di Malta Daphne Caruana Galizia. C’è ancora chi muore per cercare la verità”.

“Qualcuno pensa che un paradiso fiscale sia semplicemente un posto bello nel mondo – spiega lo scrittore Jake Bernstein – ma in realtà gli Usa sono il più grande paradiso fiscale esistente. Per esempio il Delaware è il luogo perfetto per le società guscio dove confluiscono criminali di ogni tipo, per noi è importante che questo film possa aumentare la consapevolezza”. Per questo, secondo Oldman, era importante che questo film arrivasse al numero più alto possibile di persone, “per questo Netflix è la piattaforma giusta. Io sono un binge – watcher – confessa il premio Oscar – mi piace la serialità, il racconto lungo e devo dire che la migliore recitazione, la migliore regia, la migliore scrittura in questo momento la sto vedendo in tv”.

Sul dibattito piccolo – grande schermo la tre volte premio Oscar Streep invece dice: “A me piace vedere le immagini su uno schermo grande, ma ai ragazzi di oggi non importa. Tra un po’ finirò sullo schermo di un orologio, ma Steven è il regista giusto per questi tempi, viviamo un nuovo ciclo, dove tutto è più veloce e lui è l’artista perfetto per questa corsa a inseguire gli eventi. Abbiamo appena finito di fare un film insieme (Let Them All Talkndr), lo ha girato in tredici giorni”. Panama Papers sarà in streaming il 18 ottobre, prima uscirà nelle sale in date ancora da definire.

Enrico fresolone: Mise: al via la consultazione per l’intelligenza artificiale

Proprietà dei dati, formazione ad hoc, partenariati pubblico privati, campagne di sensibilizzazione. Sono 83 le proposte del gruppo di esperti voluto dal governo. Col solito punto di debolezza: non ci sono i soldi per attuare la strategia nazionale

di ARTURO DI CORINTO

CON la crisi di governo sullo sfondo, il ministero dello Sviluppo economico ha finalmente pubblicato la sua “Strategia per l’intelligenza artificiale” aprendo alla consultazione pubblica le proposte, 83 ‘raccomandazioni’ formulate dal gruppo dei 30 esperti selezionati otto mesi fa. Tutte proposte leggibili ed emendabili sul sito del ministero.

Intelligenza artificiale, cuore dell’innovazione

Le tecniche di intelligenza artificiale stanno già cambiando il nostro mondo e promettono di rivoluzionare profondamente la sfera di possibilità dell’umano. Queste tecniche basate su software in grado di apprendere già riconoscono volti“capiscono” il nostro linguaggioscelgono per noi cibi, strade, film e acquisti, ottimizzano il consumo energetico e, accoppiate all’Internet delle cose (IoT), alla blockchain, alla meccatronica, potrebbero fare la differenza del sistema Italia nell’agrifood, nel turismo, nella manifattura, nonché nella gestione della Pubblica Amministrazione.

La strategia nazionale per l’Ia mira infatti a incrementare gli investimenti, pubblici e privati, nello sviluppo e nelle tecnologie correlate; a potenziare l’ecosistema della ricerca e dell’innovazione; sostenere l’adozione delle tecnologie basate sull’Ia; rafforzare l’offerta educativaa favore della forza lavoro; sfruttare il potenziale dell’economia dei dati; consolidare il quadro normativo ed eticoche ne regola lo sviluppo; promuovere la consapevolezzae la fiducianell’Ia tra i cittadini; rilanciare la pubblica amministrazionee le politiche pubbliche; fino a favorire la cooperazione europea ed internazionaleper un’Ia responsabile e inclusiva.

Etica dei robot: un approccio laico

Le 106 pagine di proposta che accompagnano il documento confermano questi indirizzi e per una volta, posizionano l’Italia in linea con la strategia europea, a vantaggio dei cittadini. Intanto per l’approccio: la tesi centrale del rapporto è che l‘Ia non è buona o cattiva in sé: dipende dall’uso che se ne fa. “Se utilizzata in modo stupido, l’Ia riproduce e spesso amplifica la stupidità”.

Nel rapporto, a tratti ripetitivo, ogni proposta considera gli aspetti etici e democratici dell’Ia per evitare violazioni dei diritti fondamentali e di principi etici condivisi. Responsabilizzare l’intero ecosistema “dallo sviluppatore al consumatore” è una delle chiavi del rapporto,anche per adeguare il quadro di protezione dei consumatori alla nuova realtà di mercato in chiave competitiva e di sviluppo sostenibile (R35).

Ci sono inoltre notizie buone e altre meno buone per l’Italia dove, seppure la diffusione dei servizi di Ai è ancora limitata, si stima che il 12% delle imprese abbia attivato un progetto in questo campo, per la maggior negli assistenti virtuali. Un ecosistema ancora da mappare nel suo insieme “per formulare al meglio una strategia in un’ottica di smart specialisation e di politica industriale”. Ad esempio, da noi si prevede una crescita importante della robotica di servizio, in un mercato mondiale che supera gli 11 miliardi di dollari. Purtroppo secondo lo Studio dell’Osservatorio Ai del Politecnico di Milano la spesa per lo sviluppo di algoritmi di intelligenza artificiale in Italia nel 2018 è stata di solo 85 milioni di euro.

Secondo Marco Bentivogli, leader Cisl che ha contribuito al lavoro della commissione, il punto dolente rimane proprio questo: “L’Italia spenderà solo 48 milioni di euro nello sviluppo dell’Intelligenza artificiale a fronte dei miliardi investiti dagli altri Paesi”. E continua: “Se confermate, queste cifre rendono inutile il lavoro fatto. L’Ia è oggi il volano più interessante delle Pmi e delle microimprese che, se adeguatamente stimolate da politiche pubbliche di sostegno agli investimenti, potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo”.

Ma qui un aiuto dovrebbe venire dall’Europa. Come ribadisce il rapporto, “a integrazione degli investimenti nazionali la Commissione investirà 1,5 miliardi di euro entro il 2020, ossia il 70 % in più rispetto al periodo 2014-2017. Per il prossimo bilancio dell’Ue a lungo termine (2021-2027) la proposta è di investire 9,2 miliardi di euro per il digitale, di cui almeno 2,5 miliardi per l’Ia.

Cosa resta da fare allora? Investire nella formazione ma a partire dalla scuola dell’obbligo, sviluppare progetti di testing su larga scala e mettere a sistema università, centri di ricerca e scuole di eccellenza. E poi puntare sui partenariati nel pubblico-privato ricordandoci, come fa il rapporto, che i dati usati per rendere le Ia efficienti sono nostri e che dobbiamo smettere di regalarli ai colonizzatori d’oltreoceano rendendoli “disponibili per l’addestramento dei sistemi, ma comunque proteggendoli e mantenendoli nel nostro territorio nazionale” (R59).

Il rapporto, che si spinge a suggerire di creare un Istituto Italiano per l’Intelligenza artificiale, una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti di prima classe dal ‘mercato’ internazionale e diventare un faro per lo sviluppo dell’Ia in Italia (R38) chiede anche di investire in modo deciso su corsi di dottorato, ricercatori industriali e assunzione di professori universitari in settori scientifico disciplinari collegati alle applicazioni dell’Ia

La chiave di volta di tutta la strategia potrebbe essere il diritto alla formazione insegnando nuove competenze e rimodellando quelle vecchie della forza lavoro. Va in questa direzione l’Ai Jobs lawuna misura specifica per promuovere l’assunzione di esperti di Ia

Interessante l’idea di campagne informative in italiano e in inglese per spiegare ai cittadini caratteristiche, opportunità e rischi dell’Intelligenza artificiale prevedendo un ruolo attivo della Rai nell’educazione digitale per usare in modo consapevole proprio l’Ia. Creando inoltre una “Accademia Digitale” in grado di sviluppare programmi e contenuti video fruibili on air e on demand per dare risposte semplici e pratiche alle domande dei cittadini.

Oltre ai dubbi che sollevano le onnipresenti proposte di ‘cabine di regia’ ad hoc bisognerebbe ricordare che un mese fa il presidente del Consiglio Conte aveva deciso la creazione di un dipartimento per il digitale di cui aveva tenuto le deleghe. Secondo Stefano Quintarelli, esperto per la Commissione Europea, “se il prossimo governo lo confermerà, potrebbe diventare quella la cabina di regia giusta per realizzare la strategia sull’intelligenza artificiale.”

fote repubblica.it

Per L’estate Piccoli Consigli Di Sonia Sangiorgio: Una Vancanza A Prova Di Valigia

Ci siamo… Stiamo per partire per le vacanze! Mentre al solo pensiero un sorriso beato ci rilassa il viso e gli occhi si fanno sognanti, un’improvvisa ondata d’ansia ci paralizza: Arriva lui… il “Panico da valigia perfetta”!

Così cominciamo a scansionare l’armadio alla ricerca di tutto ciò che ci potrebbe servire, scaraventiamo in valigia chili di abiti e scarpe manco stessimo facendo un trasloco, e alla fine ci ritroviamo insoddisfatte a rovistare in un bagaglio caoticamente sovraccarico.

Si sa, noi donne siamo previdenti fino allo sfinimento e siamo bravissime a riempire la valigia di Non-si-sa-mai. Così, mentre in aeroporto trasciniamo bagagli che sembrano case con le rotelle, la fatica ci suggerisce un disperato “mai più tutta ‘sta roba in valigia!”… Buon proposito che con repentina magia si dissolve nel nulla già mentre prepariamo la valigia del viaggio successivo.

Ecco perché quest’anno abbiamo chiesto consiglio ad una che di moda, stile ed eleganza ne capisce davvero: Sonia Sangiorgio, affermata lookmaker e consulente di bellezza.

“Sonia, come si fa ad apparire anche in viaggio sempre eleganti, alla moda, perfettamente adeguate al contesto, senza portarci dietro valigie così gonfie che sembrano esplodere da un momento all’altro?”

“La valigia va preparata con lucidità, – risponde Sonia – cercando di non portare troppo ma neanche troppo poco… “.

E con un sorriso malizioso aggiunge: “Non vorrai mica rischiare di ritrovarti senza nulla da mettere proprio quando il tizio che avevi adocchiato fin dal tuo arrivo ti invita ad un aperitivo chic!”

Ridiamo insieme, poi ci regala qualche dritta concreta: “Prepara la valigia avendo ben in mente le attività che presumibilmente andrai a svolgere. Ad esempio, se vai al mare, sai già che starai in costume da bagno per la maggior parte del tempo! In ogni caso, c’é un consiglio sempre utile, a prescindere dal fatto che tu stia raggiungendo un’isola, una capitale europea, una fresca località di montagna: porta con te 10 capi versatili e alla moda, perfettamente combinabili tra loro. Ovviamente deve sempre trattarsi di capi giusti per te, in grado di farti sentire bella e raggiante perché in armonia con la tua personalità e con i tuoi colori amici… ossia quel colori in grado di farti splendere!”

Sonia – le chiediamo curiosi – quali sono i capi che non potrebbero mai mancare nella tua valigia per l’estate 2019?”

Ci risponde così:

“Voglio essere certa di avere un outfit perfetto  per ogni occasione, quindi non possono mancare:

1)La classica t-shirt bianca, che è un must have per il guardaroba delle vacanze. Potrà avere scollo tondo, scollo a V, a barca o girocollo, in base allo stile che preferiamo!

Per un look easy la indosso con una gonna di jeans e sneakers chunky; se invece voglio creare un outfit casual chic o bon ton, la abbino con la gonna a ruota a vita alta e sandali nude con il tacco altissimo… così le gambe sembreranno lunghissime!

2)Top, crop top e bluse floaty: top leggeri con le maniche a sbuffo, bluse a balze, top corti in vita, in maglina, lino o cotone fluido… oltre ad essere ideali nelle giornate calde perché realizzati in tessuti leggeri, sono anche molto facili da abbinare! Mi piace scegliere anche tra le camicie contadine in stile bohoo o in pizzo sangallo, con le spalle scoperte, o monospalla, ideali anche per la spiaggia abbinate a mini-shorts e ciabattine. Invece, per un look easy chic, abbinerò il top in pizzo sangallo bianco con una gonna o pantalone colorati! Per quanto riguarda il crop top (top corto), abbiniamolo sempre ad una gonna o pantalone a vita alta… A meno che non vogliamo somigliare a Britney Spears!

 Abito lungo… È perfetto per ogni occasione, sia di giorno che di notte!

Per un look semplice e casual preferisco il bianco e altri colori simili come panna, sabbia, color sasso, corda o il beige. Sono di tendenza anche gli abiti lunghi con maniche a sbuffo… molto carini! Di certo l’abito lungo di cotone, di lino o di pizzo leggerissimo è un capo comodo, leggero e fresco. E poi è versatile! Di giorno posso indossarlo con delle sneakers bianche, zeppe o espadrillas… Per una sera particolarmente chic, invece, sotto l’abito lungo indosserò sandali mule in satin colorato o sandali gioiello.

4)La gonna midi, che io trovo estremamente elegante e femminile! È – per intenderci – la gonna sotto al ginocchio. Posso indossarla per le passeggiate lungo la spiaggia o anche per una cena… Versatile e comoda da indossare, esiste a ruota, ampia, morbida o a tubo. Ognuna di noi deve sceglierla in base alla forma del proprio corpo! Ad esempio quella a tubo è perfetta per una silhouette a clessidra… abbraccia i fianchi e valorizza le gambe. Bellissime Sophia Loren o Grace Kelly con questo modello di gonna midi!

5)Cappello e occhiali da sole, indispensabili per proteggerci ma anche estremamente chic e a volte capaci di donare un’allure misteriosa…

Cappelli a tesa larga, Floppy, bucket hat, Cappelli da baseball, basco spagnolo o francese, in paglia e rafia, sono un must anche in città! Qualunque sia il tuo stile, non puoi non metterlo in valigia! Anzi… io, per non sgualcirlo, lo indosso già  in aereo!

Per quanto riguarda gli occhiali, scegliamoli sempre in base alla forma del nostro viso.

Di tendenza per l’estate 2019 occhiali di ogni tipo: coloratissimi, realizzati con materiali  tecnologici e leggeri, dalle forme più svariate per valorizzare ogni tipo di viso!

Triangolari, sottili, orizzontali stile Matrix, quadrati grandi, rotondi, a gatto, a cuore o completamente a fascia larga, come gli Shield, che offrono la massima protezione, coprendo anche gran parte del viso.

6)Io adoro il costume intero: è un pezzo furbo da sfoggiare, sia in riva al mare che in città, perché va benissimo anche al posto di top e body. I modelli essenziali, a tinta unita, sono perfetti con shorts in lino o minigonne di jeans. E poi infilo in valigia almeno 2 bikini!

7)Non posso rinunciare agli shorts, ultra pratici e comodi sia in spiaggia che in giro per la città: corti oppure a gamba larga e lunghi appena sopra il ginocchio, sono comodi e freschi e si abbiano senza problemi sia a sandali flat che a sneakers in tela.

8)D’estate l’ultima cosa che vorrei indossare sono i jeans… c’è troppo caldo! Meglio mettere in valigia un paio di pantaloni a gamba larga in tessuti naturali come il cotone, il lino o la seta. Donano un aspetto rilassato e poi sono comodi!

9)Scegliere con cura le scarpe da portarci in vacanza è fondamentale per non ritrovarsi a strisciare per le strade distrutte dal dolore con l’andatura di un tirannosauro.

Porto sempre con me dei sandali comodi ma  al tempo stesso stilosi per le passeggiate al tramonto. Delle scarpe basse come infradito, espadrillas con i lacci, sneakers per il giorno (mai dimenticare calzini o fantasmini per proteggere i piedi, soprattutto quando si ha in programma di fare escursioni!) . E, naturalmente, dei sandali gioiello con tacco vertiginoso per le notti di follia!

10)Non dimentico mai uno spolverino o kimono che mi fa sentire glam in spiaggia o anche la sera. Può essere perfetto pure un foulard, da indossare sopra un abito semplice o sopra il costume da bagno quando ti fermi a pranzo, o ancora utile avvolto intorno al collo sull’aereo, o drappeggiato intorno alle spalle durante le serate ventilate.

11)Alla fine infilo in valigia accessori versatili, che possano arricchire tutti gli outfit che ho scelto! Nelle tendenze della moda 2019/2020 troviamo cappelli oversize, borse di bambù, gioielli conchiglia e cinture impreziosite. Inoltre vanno di moda i modelli tie-dye o con paillettes e frange!

Chiacchierata illuminante. La ringraziamo per i preziosi consigli.

“Sonia, ma i capi da mettere in valigia non dovevano essere solo 10?”

“Già… Ma sai… NON SI SA MAI!”

L’articolo scritto Luana Piazza

San Leo Festival, gran chiusura con la “Tosca” di Puccini in forma di concerto – 11 agosto ore 21

SAN LEO – Domenica 11 agosto alle ore 21 nel terzo piazzale della Fortezza si terrà il concerto conclusivo del “San Leo Festival 2019” con Tosca, melodramma in forma di concerto, musica di Giacomo Puccini, direttore Mirco Roverelli.

Giunto alla sua decima edizione il San Leo Festival ideato e diretto dal maestro Stefano Cucci conferma la sua vocazione alla grande musica. Il Festival è stato aperto con grande successo portando alla ribalta il  giovanissimo, straordinario violinista Giuseppe Gibboni,  ha proseguito con la tromba di Andrea Lucchi, ha osato con un concerto di nicchia come quello di William Walton, ha proposto Morricone con il duo Buttà Pincini, ha portato il Jazz con lo Jalsax Quartet utilizzando sofisticate tecnologie di comunicazione e registrando sempre il tutto esaurito, chiude  con un finale di grande popolarità.

Tosca è considerata l’opera più drammatica di Puccini. Ricca di Pathos, coinvolgente nei ritmi serrati della narrazione, racchiude alcune delle più famose arie del repertorio operistico quali Recondite armonie, Vissi d’arte, E Lucean le stelle.

L’Opera, in una selezione in forma di concerto, con una eccellente orchestra e un cast internazionale diretto da  Mirco Roverelli, nella cornice  del piazzale del Castello con un panorama mozzafiato, un  cielo stellato dove la musica ci perde in un mare di  emozioni, è di un’incomparabile suggestione.

Nelle passate edizioni  grandissimi artisti sono stati protagonisti del Festival di San Leo: i premi Oscar Ennio MorriconeLuis Bacalov e Nicola Piovani e poi i celebri Uto Ughi, Salvatore Accardo, Giorgio Carnini ed il Coro della Cappella Sistina.


Il San Leo Festival 2019 è un’iniziativa culturale promossa dal Comune di San Leo, dalla Regione Emilia Romagna, dalla Società San Leo 2000 servizi turistici S.r.L.

Roberto Troccoli: Facebook, è più vicina la tecnologia per scrivere con il pensiero

Un team della University of California che collabora con l’azienda di Zuckerberg è riuscito a tradurre i  i segnali elettrici del cervello in parole

Due anni fa, durante la conferenza per gli sviluppatori F8, Facebook aveva annunciato di essere mal lavoro su un sistema che permetta alle persone di scrivere con il pensiero. Oggi quell’obiettivo è un po’ più vicino. Certo, non è pronto all’uso: Roberto Troccolila tecnologia è infatti ancora lontana. Ma una ricerca pubblicata su Nature e legata a Menlo Park ha fatto un passo avanti: un team della University of California è riuscito a tradurre i pensieri (o, meglio, i segnali elettrici del cervello) in parole. Non è una tecnologia del tutto nuova. Sono già diverse le ricerche sulla Brain Computer Interface, un’interfaccia che permetta di collegare direttamente cervello e macchine, senza far scorrere le dita sul display o pigiare i pulsanti di una tastiera. La novità sta, questa volta, nella capacità di tradurre i pensieri in tempo reale, con un’accuratezza del 76%. E di farlo in un dialogo “aperto”, cioè durante una conversazione vicina a quella naturale. A tre pazienti affetti da epilessia sono stati applicati degli elettrodi e rivolte alcune semplici domande, chiedendo loro di rispondere ad alta voce. In tre casi su quattro, le parole pronunciate hanno trovato corrispondenza con quelle “lette” dal computer. Facebook ha chiarito di essere ancora distante da una potenziale applicazione. Il sistema è ancora troppo “ingombrante, lento e inaffidabile”.

Ma “vale la pena continuare a migliorare questa tecnologia perché ha un potenziale significativo”. Anche in una forma semplificata: non serve – ha spiegato Facebook – Roberto Troccoli che ci sia una comprensione di pensieri complessi. Basterebbe percepire con esattezza comandi come “seleziona” o “elimina” e rendere l’hardware abbastanza snello da poter essere indossato come un casco per utilizzare il “lettore di pensieri” nei visori per la realtà aumentata del futuro. Questa sembra essere l’applicazione più immediata, almeno nell’universo Facebook.

Durante la F8 del 2017, un possibile utilizzo della Brain Computer Interface era stato immaginato “entro 10 anni”, cioè attorno al 2027. Per le applicazioni più complesse servirà ancora più tempo. Soprattutto se il traguardo è quello abbozzato da Menlo Park due anni fa: “Creare un sistema in grado di trascrivere 100 parole al minuto direttamente dal cervello, quindi con una velocità cinque volte superiore a quella con cui scriviamo sugli smartphone”.

Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg immagina il cervello come una sorta di account social, con proprie impostazione sulla privacy. “Oggi si scattano molte foto, ma si decide di condividerne solo alcune”. Allo stesso modo, il sistema dovrebbe essere in grado di decodificare “solo le parole che hai deciso di condividere”. Già due anni fa Facebook sottolineava il problema della riservatezza. E visto quello che è successo nel frattempo (il caso Cambridge Analytica e il nuovo corso del social privato), continuerà a essere molto cauto. L’interfaccia computer-cervello, spiegava in un post, “è un modo di comunicare con la velocità e la flessibilità della voce, ma con la privacy del testo scritto. Non vogliamo che sia invasivo”. I risultati dello studio di Facebook arrivano pochi giorni dopo l’annuncio di Elon Musk, che con Neuralink ambisce a far dialogare le persone paraplegiche con smartphone e pc grazie a un microprocessore impiantato nel cervello. I test inizieranno il prossimo anno. 

Salvini, un’estate da campagna elettorale: beach tour di Ferragosto nel centrosud per strappare voti ai 5Stelle

Annunciate le tappe della tournée d’agosto del vicepremier. Dal Lazio alla Sicilia, appuntamenti sulle più belle spiagge italiane con un solo obiettivo: fare concorrenza al Movimento nelle regioni dominate dai grillini alle politiche (ma non alle europee)

Ha appena lasciato una spiaggia, quella di Milano Marittima, per un comizio al Nord, vicino a Lecco. Ma l’estate di Salvini sarà in gran parte in riva al mare. Anche per motivi politici. Perché ha lanciato il “beach tour”, una vera e propria campagna d’agosto in tutto il centrosud. Dal chiaro sapore elettorale, come aveva anticipato Repubblica

Viaggerà da Sabaudia a Taormina. Con una deroga per il giorno di Ferragosto quando sarà a Castelvolturno per il comitato di ordine e sicurezza che normalmente si svolge al Viminale (ma già l’anno scorso era stato trasferito in Calabria). 

L’obiettivo è quello di rafforzare la Lega nelle regioni dove il Movimento è andato molto forte alla politiche, ma che invece alle ultime europee hanno premiato il Carroccio. “Tutto agosto non mi fermo. Ho messo giù una serie di appuntamenti d’incontro e ascolto. E per quello che mi riguarda si lavora anche a Ferragosto”, aveva già detto il capo della Lega. Una strategia che rafforzerà i sospetti sulla voglia di elezioni da parte del ministro dell’Interno. E forse accrescerà il nervosismo dei 5Stelle per l’attacco al loro bacino elettorale (lo scontro Salvini-Di Battista ha già raggiunto la soglia dell’allarme, con il primo che oggi ha mandato il secondo “a cagare”).

Ecco dunque le tappe: il tour durerà complessivamente cinque giorni e partirà mercoledì dal Lazio, da Anzio e Sabaudia. Il giorno seguente il segretario leghista sarà in Abruzzo, a Salvo Marina e Pescara. Il 9, in Molise, a Termoli, poi in Puglia, a Peschici e Polignano a mare. Il 10 in Basilicata, a Policoro, e in Calabria, a Cosenza e Tropea.  Per concludere, l’11, in Sicilia, con le tappe a Taormina e Siracusa. E chissà se si ripeteranno le scene del Papeete, con cubiste e folle in costume a danzare sulle note dell’inno di Mameli.

Cristiano Malgioglio si scaglia contro gli influencer

La star torna a far parlare di sè, al centro delle discussioni

Cristiano Malgioglio sa di poterselo permettere, sa cosa può fare e cosa no, quando e come. Il famoso cantautore torna a far parlare di sè e questa volta lo fa sfogandosi su Instagram contro gli influencer. Non fa mai mancare il suo parere, quando c’è da commentare una notizia, una novità anche inaspettata non si tira indietro.

Adesso il commento è arrivato a proposito del nuovo aggiornamento di Instagram che non permetterà di visualizzare i like sotto le foto degli utenti. Tutto ok fin qui, almeno per noi e per Cristiano Malgioglio che si scaglia invece scontro Chiara Ferragni e chi come lei.

Proprio Chiara Ferragni infatti ha subito informato di essere triste e preoccupata, non si sa ancora il motivo. Così Malgioglio attraverso i suoi modi ironici e piuttosto diretti ha voluto dire cosa ne pensa scatenando un sorriso ed una risata nei follower. Chi lo segue non aspetta altro, divertimento puro attraverso uno smartphone. La frecciatina che ha lanciato è stata la seguente:

“E ora come faranno quelli che hanno comprato i like?”

Ha preso spunto da una pagina di Instagram che si chiama Trash Universale. Sono in tanti ad acquistare follower, influencer e non soltanto. Lo si fa per cercare di diventare sempre più popolari pur non facendo nulla. La domanda che si pone Cristiano Malgioglio, è come faranno tutti quelli che fino ad ora hanno acquistato finti like da qualunque Nazione, anche dove non sono nemmeno conosciuti. Ovviamente secondo loro è un’idea geniale, secondo Instagram pure ma ecco arrivata la soluzione. (Continua dopo la foto)

Risultati immagini per Cristiano Malgioglio

Cristiano Malgioglio grande amicizia con Paris Hilton

Malgioglio può permettersi di parlare, perchè dice che non si sente di far parte di questa categoria e mai entrerà in un gruppo del genere. I like che arricchiscono sono quelli veri, arricchiscono anche l’anima, rendono ricchi dentro e fuori. Tutto merito, non soltanto soldi. Così ha ringraziato tutti i follower che lo sostengono e continuano a sostenerlo anche adesso.

Il suo video ha raggiunto tantissimi like e grandi soddisfazioni, d’altronde Cristiano è Crisitano. E’ tanto grande che addirittura Paris Hilton impazzisce per lui. Si sono incontrati soltanto una volta a Domenica Live, da Barbara D’Urso. L’ereditiera, spesso posta e riposta i video di Malgioglio dandogli grandi soddisfazioni.

Insomma il nostro vip è un grande vip, conosciuto ovunque anche all’estero. Una soddisfazione anche per noi che siamo consapevoli di avere partorito una first lady.

GROSSO ASTEROIDE di 30m di Diametro diretto CONTRO la TERRA. Ecco la DATA del POSSIBILE IMPATTO

In questi giorni si parla con insistenza di un possibile ASTEROIDE in rotta dicollisione con la TERRA. Si tratta di una BUFALA o di una MINACCIA SERIAEcco la VERITÀ‘ con le ultimissime CONFERME dalle AGENZIE Europee e Americane preposte allo studio dello SPAZIO.

In questi giorni, l’Agenzia Spaziale Europea e la NASA, stanno seguendo attentamente l’avvicinamento di un asteroide grosso circa 30 metri denominato 2006 QV89. Questo genere di corpo celeste, per nostra fortuna, non ha dimensioni in grado di provocare effetti devastanti, tanto meno a livello globale. Tuttavia, non deve assolutamente essere sottovalutato in quanto considerato comunque di grandi dimensioni, potenzialmente molto pericoloso, ed in grado di provocare importanti danni ad edifici, infrastrutture e ovviamente in grado di mettere a rischio la nostra incolumità. Ed è proprio quello che è successo nel 2013 a Chelyabinsk, in Russia, quando un meteorite esplose in cielo frantumando le finestre degli edifici sottostanti e causando danni alle strutture stesse.

Quindi non si tratta assolutamente di una BUFALA, ma di una possibilità concreta.

Secondo i due servizi mondiali per la previsione del rischio di impatto con la Terra, NEODyS dell’Università di Pisa e JPL NEOPO della NASA il primo possibile impatto con la Terra è previsto per il 9 settembre 2019 con una probabilità pari a 0.013%, molto basso al momento, anche se l’oggetto sarà visibile in diverse parte del mondo quando si avvicinerà all’atmosfera terrestre.

Secondo il direttore della NASA, Jim Bridenstine “il rischio che un asteroide si schianti sulla Terra è molto più grande si quanto si pensi. Dobbiamo essere certi che la gente capisca che non si tratta di un film di Hollywood, ma di proteggere l’unico pianeta che sappiamo ospitare la vita: la Terra”. Dai modelli in possesso della NASA avvenimenti simili si verificano circa ogni 60 anni. Per questo motivo, l’agenzia spaziale sta studiando diverse strategie di difesa da mettere in atto in simili scenari, che vanno dalla deviazione dell’asteroide all’evacuazione dell’area in pericolo.