Fao, fame nel mondo in ripresa, tocca 11% della popolazione 815 milioni gli affamati, +38 mln sul 2015, colpa guerre e clima

ati, +38 mln sul 2015, colpa guerre e clima

La fame nel mondo torna a crescere dopo aver segnato un costante declino da oltre 10 anni nel 2016 ha colpito 815 milioni di persone, ovvero l’11% della popolazione globale. Lo dice il rapporto “The State of Food Security and Nutrition in the World 2017” a cura delle agenzie dell’Onu Fao, Ifad e Wfp, rilevando che i 38 milioni di affamati in più sul 2015 “si devono in gran parte alla proliferazione di conflitti violenti e agli shock climatici”. Si segnalano inoltre varie forme di malnutrizione che riguardano milioni di bimbi.
Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sottosviluppati – sottolinea ancora il rapporto Sofi a cui quest’anno hanno collaborato per la prima volta anche Oms e Unicef -, mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico. Circa 41 milioni di bambini sono invece in sovrappeso. Preoccupano inoltre, secondo il rapporto, l’anemia delle donne e l’obesità degli adulti. Queste tendenze sono una conseguenza non solo dei conflitti e del cambiamento climatico, ma anche dei grandi mutamenti nelle abitudini alimentari e dei rallentamenti economici. Il rapporto è la prima valutazione globale dell’Onu sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione rilasciata dopo l’adozione dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, che mira a porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 come priorità politica a livello internazionale.
“Nel corso degli ultimi dieci anni – si legge nella prefazione del rapporto – i conflitti sono aumentati drasticamente e sono diventati più complessi e di difficile risoluzione. Questo è un campanello d’allarme che non possiamo permetterci di ignorare: non porremo fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 se non affrontiamo tutti i fattori che minano la sicurezza alimentare e l’alimentazione”. Degli 815 milioni di persone che soffrono la fame – evidenzia il rapporto – 489 milioni vivono in paesi colpiti da conflitti e la prevalenza della fame nei Paesi colpiti dal conflitto è di 1,4 – 4,4 punti percentuali superiore a quella di altri Paesi.
Agli inizi del 2017 – rileva ancora il rapporto – per diversi mesi la carestia ha colpito alcune parti del Sud Sudan e c’è il rischio che possa riapparire nel Paese e in altre zone colpite da conflitti, vale a dire nel nordest della Nigeria, in Somalia e nello Yemen. Anche regioni più pacifiche, ma colpite da siccità o da inondazioni legate in parte al fenomeno meteorologico di El Niño, così come dal rallentamento economico globale, hanno visto deteriorarsi la sicurezza alimentare e la nutrizione.

rosinone, il 28 settembre l'inaugurazione del nuovo stadio

Con una nota ufficiale, il Frosinone comunica che il 20 settembre prossimo verrà reso noto l’intero programma riguardante l’inaugurazione dello stadio “Benito Stirpe”, che sarà aperto il 28 settembre alle 17:00. Non solo, il club giallazzurro tiene a sottolineare il lavoro capillare che sta producendo l’intera macchina organizzativa, affinché tutte le componenti che ruotano attorno alla nascita del nuovo impianto di proprietà e gli organismi preposti alle verifiche siano in grado di comunicare le attese risposte nei tempi prefissati.

Maxi truffa in forniture di gasolio

ALDO VINCENT ARRESTATO

L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campani
ROMA – Si aggiudicavano gran parte degli appalti pubblici grazie a vantaggiosissimi ribassi d’asta. Ma quando le autobotti andavano a rifornire i clienti, grazie a contalitri taroccati agli acquirenti finiva dal 30 al 50% di gasolio in meno di quello ufficialmente erogato e contabilizzato.
E’ una megatruffa ai danni di enti pubblici quella scoperta dal nucleo regionale di polizia tributario del Lazio della guardia di finanza: l’operazione, denominata «Dirty diesel», ha portato all’esecuzione di 19 ordinanze di custodia cautelare – di cui sei in carcere – ai danni di altrettanti amministratori e dipendenti di un cartello di imprese facenti capo alla famiglia Lilli di Cappadocia (L’Aquila). Tra le vittime del raggiro, ospedali, asl, scuole, ministeri ma anche caserme dei carabinieri, dell’esercito e della marina.
L’inchiesta, nata dall’esposto presentato due anni fa alla procura di Roma da un funzionario pubblico che aveva maturato dei dubbi sulla regolarità delle forniture, si è presto estesa ad altre regioni: gli indagati sono in tutto 45, mentre le ordinanze di custodia cautelare sono state eseguite tra Lazio, Abruzzo e Campania. Almeno quattro le società coinvolte: la L.M. Petroli Srl di Carsoli (L’Aquila), la Lilli Petroli Spa di Scurcola Marsicana (L’Aquila) e la Petrol Car Srl di Cave (Roma) erano quelle titolari delle forniture irregolari, mentre la Casilina Petroli Srl di Casagiove (Caserta) provvedeva a riciclare il prodotto in eccedenza.
Agli arrestati viene contestato il reato di associazione per delinquere finalizzato alla truffa in danno alla pubblica amministrazione, alla frode in commercio e alla ricettazione, ma un’altra tranche – tuttora aperta – dell’inchiesta mira ad accertare le eventuali connivenze di pubblici ufficiali: tra i sospettati, almeno una decina, ci sarebbero per lo più responsabili amministrativi dei controlli ma anche personale dell’esercito.
«Le prove del raggiro sono numerosissime, e indiscutibili – ha spiegato in una conferenza stampa Brizio Montinaro, procuratore della Repubblica di Avezzano, che ha coordinato le indagini – abbiamo intercettato circa 10mila tra comunicazioni telefoniche e fax, perquisito oltre 50 tra abitazioni e società e acquisito una copiosa documentazione contabile parallela, totalmente in nero». I sequestri operati dagli uomini delle Fiamme gialle hanno riguardato anche un serbatoio da un milione di litri, 37 tra autocisterne e rimorchi utilizzati dalle società per le forniture, due cisterne aeree e le relative colonnine erogatrici.
«Tutto è stato ricostruito nei minimi dettagli – ha sottolineato il procuratore – in sette danni di attività, dal ’97 al 2004, il prodotto petrolifero sottratto illegalmente alla fornitura ha raggiunto i 25 milioni di litri complessivi, mentre quello riciclato supera i 17 milioni di litri».
Ingenti anche i danni arrecati al fisco – 13 i milioni di euro di accise e 18 i milioni di euro di imposte e di Iva evasi – e alle casse di ministeri, regioni e comuni, che anticipavano ingenti somme per gasolio mai arrivato a destinazione.
«Ci sono state persino mancate consegne – ha ricordato il comandante del nucleo regionale di polizia tributaria, colonnello Giovambattista Urso – giustificate da fatture fasulle, ma lo stratagemma più collaudato era quello della consegna parziale, con il contalitri taroccato elettronicamente: la sera prima della consegna, l’autista (ricompensato con 2,5 centesimi a litro, ndr) riceveva precise istruzioni sulla quantità di gasolio da sottrarre e predisponeva l’eprom, l’apposito misuratore montato sull’autobotte».
A consegna ultimata, il gasolio rimasto veniva riciclato ad un secondo acquirente, che nella maggior parte dei casi conosceva l’origine del prodotto ed acquistava in nero (è il caso, tra gli altri, di molti condomini), ma che qualche volta era in perfetta buonafede.
FONTE: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/italia/35270/maxi-truffa-in-forniture-di-gasolio.html

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

Di Giuseppe, Campitelli, Di Nicola

La Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei giorni scorsi, ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini a circa 80 indagati nell’ambito dell’inchiesta Dirty Soccer, tra cui anche quelli relativi alla combine dell’ormai famigerato match del girone B di Lega Pro tra Savona e Teramo giocato lo scorso 2 Maggio allo stadio “Bacigalupo” per la quale il club biancorosso ha già pagato con la revoca della promozione in serie B sul piano sportivo, con conseguente ammissione dell’Ascoli Picchio nel torneo cadetto.
Chiusa quindi l’indagine penale a carico del patron del Teramo Luciano Campitelli, dell’ex direttore sportivo del Diavolo Marcello Di Giuseppe, dell’ex responsabile dell’area tecnica de L’Aquila Ercole Di Nicola, del direttore sportivo Giuliano Pesce, dell’ex consulente di mercato del Savona Marco Barghigiani, dell’ex allenatore del Barletta e del Savona Ninni Corda e dell’ex calciatore dell’Atletico San Paolo Padova Davide Matteini.
Per tutti gli indagati l’accusa è di frode sportiva, tranne che per Ercole Di Nicola al quale viene contestato anche il reato di associazione a delinquere per altre vicende. Adesso le difese potranno prendere visione di tutti gli atti della Procura di Catanzaro e predisporre le memorie difensive, dopodiché i Pubblici ministeri potranno chiedere il rinvio a giudizio al Giudice per le indagini preliminari.

Roma, drone in volo su piazza Pio XII, denunciato turista russo

Avvistato nella notte dai carabinieri della Compagnia San Pietro: violava la “No fly zone” istituita per motivi di sicurezza nel centro storico della CapitaleUn drone in volo nelle immediate vicinanze di piazza San Pietro è stato avvistato nella notte dai Carabinieri della Compagnia Roma San Pietro che sono immediatamente intervenuti per identificare il “pilota” che stava violando la “No fly zone” istituita per motivi di sicurezza nel Centro Storico della Capitale.
I militari sono riusciti a “pizzicare” un cittadino russo di 41 anni, incensurato, che si stava divertendo a scattare foto e girare video da un punto di vista sicuramente privilegiato, ma in violazione dell’Art. 1102 del Codice della Navigazione.
Per

questo motivo, il drone, il radiocomando e la scheda di memoria sono state sequestrate dai Carabinieri e per il turista è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di violazione del divieto di sorvolo.
Si tratta del secondo drone sequestrato dai carabinieri di Roma nelle ultime settimane: il 27 agosto scorso, infatti, stessa sorte era toccata al quadricottero di un 37enne statunitense che stava filmando dall’alto il Pantheon.

FANNY E EMILY photo


D’altronde, quale discoteca può dire di avere sul palco una ex ginnasta professionista? “Il mondo della notte è vario – spiega Fanny – in base alla serata si lavora con persone differenti e bisogna tenere occhi sempre bene aperti”. Ma le strade delle due sorelle iniziano, come detto, dalla Toscana, per poi trasferirsi alle porte di Milano per coltivare il sogno della ginnastica. Un mondo nel quale ci si sono buttate quando ancora erano alla scuola materna, “uno sport che ci ha dato disciplina e insegnato il rispetto dell’avversario” e ha tolto loro altrettanto: “Poca vita sociale, scarsi guadagni, tantissima fatica in palestra per 7 ore al giorno, sette giorni su sette”. Oltre che dal nome fuori dal comune, Fanny ed Emily Armi sono accomunate dalla passione per il ballo latino-americano, per il piacere di sentirsi belle davanti all’obbiettivo della macchina fotografica e per aver vissuto più di metà della loro vita in una palestra alle prese con corpo libero e parallele. Se i loro nomi vi dicono qualcosa, sappiate che non vi sbagliate: Emily Armi è stata fra le protagoniste della serie tv “Vite Parallele”, ha rappresentato la Nazionale Italiana di Ginnastica Artistica a tre Europei e due Mondiali, portandosi a casa un argento a squadre e un bronzo individuale ai Giochi del Mediterraneo del 2009.
La sorella Fanny, di tre anni maggiore, nel 2007 si è laureata Campionessa Italiana ed è salita sul podio anche negli Italiani Junior e Senior di Firenze e Ancona. Insomma, sportive e senza troppi fronzoli, orgogliosamente toscane – per la precisione di Montevarchi – e più che mai richieste dai fotografi italiani per set, shooting, progetti fuori dal comune. Entrambe testimonial di brand di abbigliamento e accessori, Fanny Armi è oggi una performer acrobata richiesta in ogni parte d’Italia e non solo.
Se lo rifarebbero? Emily Armi non ha dubbi, lei che ha vissuto gli anni d’oro di una regina della Ginnastica Artistica Italiana come Vanessa Ferrari: “Sì, lo rifarei per arrivare a livelli ancor più alti. Ma devo dire grazie alla Ginnastica Artistica perché oggi mi sta dando l’opportunità di lavorare in questo mondo che sono tornata a sentire mio dopo aver smesso con le gare. In quel di Napoli, come Responsabile tecnico regionale del Centro Sportivo Educativo Nazionale (CSEN), si occupa di crescere le nuove leve della ginnastica e di aggiornare i docenti, istruendoli per far sì che ogni allenamento sia sempre più personalizzato.
Sarà per il corpo atletico, sarà per quel sorriso sempre splendente, fatto sta che anche Emily Armi è diventata testimonial per vestiti, costumi e accessori di numerosi brand italiani. Una ribalta che ha accresciuto la sua enorme popolarità ricevuta dall’aver partecipato a Vite Parallele, che tramite Mtv ha aperto all’Italia intera le porte della disciplina dell’Artistica: “Un mondo dove, purtroppo, non è tutto così vero come sembra e in cui la fatica dell’allenamento non è sempre ripagata in maniera corretta”.
Ne sa qualcosa la sorella Fanny, atleta promettente ad inizio Millennio che ha poi chiuso con l’Artistica dopo qualche esperienza tutt’altro che da raccontare. Cosa che fanno crescere. Per una porta che si è chiusa, un’altra se n’è spalancata. Occhi magnetici, capelli scuri, fisico scultoreo e sorriso perenne. I fotografi hanno iniziato a richiederla appena maggiorenne ed oggi, a 25 anni di età, ha all’attivo decine di shooting, qualche copertina patinata sulle riviste di moda, pubblicità, servizi per fotografi internazionali e un elenco interminabile di animazioni notturne.
Il suo essere ballerina e performer l’ha portata nel teatro delle navi da crociera, alla sfilata di Expo Milano 2015 e ancora alla Spring Break Invasion. “Sono performer, insegno pole dance e burlesque, non smetto mai di migliorarmi per poter essere originale”. Originale, proprio come i nomi delle due sorelle Armi: “Mamma voleva due figlie fuori dal comune, direi che le ha avute…”.
Alberto T.

Vaccini, Zaia sospende decreto di moratoria

Ci risiamo, stanno provando a dare una svolta alla befana di Piazza Navona. Non siamo sicuri che sia quella che vogliono i romani, non siamo sicuri che sia quella della tradizione e non siamo sicuri che gli errori del passato, i privilegi a pochi, per parlarci chiaro a poche famiglie di bancarellari scompariranno d’incanto. Provare per credere. Per ora ci sono dei criteri. Giudicherà il mercato, e cioè la gente. Intanto ci saranno 48 banchi invece di 103 e più possibilità di gioco per i bimbi. I criteri di scelta saranno «a favore dell’ambiente» e premieranno «l’uso di prodotti ecocompatibili». Introdurre una concorrenza più aperta e trasparente tra gli operatori sarà uno degli obiettivi. Sono questi i requisiti principali del bando per la Befana presentato in Campidoglio, la cui volontà è «ripristinare la tradizione di una festa davvero a misura di bambino, assicurando il decoro e il rispetto del prestigio storico-architettonico che si devono a piazza Navona». In piazza ci saranno 28 banchi per il commercio e 20 per l’artigianato. E poi, come da tradizione, la giostra, il teatro dei burattini e il grande presepe artigianale. L’avviso pubblico predisposto dal dipartimento Attività produttive prevede lo svolgimento della festa ogni anno dal 1° dicembre al 6 gennaio (solo quest’anno si inizierà il 2) e introduce alcune rilevanti novità sul fronte della selezione. La più importante è che fino all’80% del punteggio attribuibile sarà legato alla qualità dei prodotti e dell’offerta, al rispetto dell’ambiente, alla tutela sociale. L’anzianità di impresa invece varrà solo per il 20% . Per garantire maggiore concorrenza non potrà essere assegnata allo stesso soggetto più di una concessione per ogni tipologia di posteggio, alimentare e non. La concessione durerà nove anni. I vincitori dovranno allestire a proprie spese il banco secondo le prescrizioni della Soprintendenza archeologia, ma quest’anno sarà consentito l’uso di strutture autoportanti di colore bianco. Saranno premiati i dolciumi natalizi con marchio di certificazione di qualità; l’utilizzo di ingredienti biologici; la presenza di prodotti per celiaci. Nel settore artigianale, più punti per addobbi e presepi realizzati a mano e sul posto e con materiali naturali o riciclati. Spazio anche alla solidarietà, con la previsione di un punteggio aggiuntivo per chi offre prodotti provenienti dalle zone colpite dai terremoti. Per la prima volta entreranno nella festa spazi per la dimostrazione di tecnologie innovative, come la stampa digitale. Premiati anche gli esercenti che si impegneranno a usare sacchetti e contenitori ecocompatibili e che utilizzeranno lampadine a risparmio energetico. Ci piacera?

Terremoto devastante in Messico, 8,1. Allarme tsunami

E’ salito a 32 vittime il bilancio del terremoto di magnitudo 8.2 che ha colpito il Messico nella notte. Secondo quanto riferito dal presidente Enrique Pena Nieto, che ha parlato al termine di una riunione del Centro nazionale di prevenzione dei disastri: le vittime sono state registrate nello stato di Oaxaca, nel Chiapas e nello stato di Tabasco. La scossa è stata avvertita con molta forza anche a Città del Messico, in gran parte restata senza corrente. Molti i cittadini scesi in strada.
Si teme che il bilancio delle vittime possa aggravarsi. Ci sono ancora 4 persone intrappolate nell’hotel “Ane Centro”a Matias Romero, nell’Istmo di Tehantepec (Oaxaca). L’albergo, di sei piani, è crollato dopo il terremoto. Lo riferisce la protezione civile, precisando che l’hotel è crollato parzialmente ed è rimasto appoggiato su uno dei lati. Diversi i feriti mentre i soccorsi lavorano per rimuovere le macerie. Altri 5 ospiti dell’albergo sono stati tratti in salvo.
Nella vicina località di Juchitan è crollata una piccola chiesa, oltre al palazzo municipale, alcune abitazioni e negozi: si teme quindi che ci possano essere delle vittime. Il governatore dello stato del Chiapas, Manuel Velasco, aveva chiesto di evacuare le aree abitate della costa a seguito dell’allerta tsunami, poi rientrato all’alba, dopo il forte terremoto di questa notte in Messico avvertita con forza anche nella capitale.
Il governatore di Tabasco, Arturo Nunez, ha reso noto che una delle due giovani vittime è morta in seguito al crollo di un muro. Il secondo, un neonato, a causa del black out nell’ospedale in cui era ricoverato e quindi del blocco della macchina da cui dipendeva per respirare.
Molto forti anche le scosse di assestamento: se ne sono giù avvertite oltre 40. Le persone sono uscite dagli edifici nel sud ovest del paese. Il Servizio Sismologico Nazionale del Messico ha stimato in 8,2 Richter la magnitudo del terremoto che ha colpito il Paese ieri sera. Xyoli Perez, responsabile del Servizio, ha detto che si è trattato del sisma di maggior magnitudo mai registrato nella storia del Paese.
Anche se non in modo strutturale, alcune autostrade messicane hanno subito danni per il terremoto nella notte nel paese: lo rende noto Luis Felipe Puente, responsabile della protezione civile. A subire dei danni sono stati anche alcuni ospedali pubblici nello stato di Oaxaca, ha aggiunto Puente, precisando che i pazienti ricoverati sono stati fatti evacuare per poter valutare i danni. Sempre a Oaxaca, il terremoto ha d’altro lato provocato l’esplosione di una raffineria. Non ci sono stati feriti nè danni.
L’allerta tsunami era stato diramato ancche sulla costa occidentale di Messico, Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.
L’epicentro del sisma è stato registrato a 165 chilometri da Tapachula, al largo delle coste dello stato meridionale del Chiapas, ad una profondità di 35 chilometri. Anche gran parte di Città del Messico è restata senza luce.
Anche se distante dalla capitale, numerose persone hanno abbandonato le case e sono scese in strada al buio.
Circa 50 milioni di persone hanno avvertito la scossa: lo ha detto il presidente del Paese, Enrique Pena Nieto. In una breve dichiarazione a Televisa, il capo dello Stato ha invitato la popolazione a stare all’erta, in vista di possibile repliche nelle prossime 24 ore.
Venerdì 8 Settembre 2017 – Ultimo aggiornamento: 16:16

venerdì 26 dicembre 2008

venerdì 26 dicembre 2008

Durc: è sufficiente applicare il solo contratto nazionale
Anche l’impresa che non aderisce agli accordi territoriali ha diritto al Durc
di Rossella Calabrese
23/12/2008 – Un’azienda che sia aderente o abbia conferito mandato ad una organizzazione datoriale firmataria di un contratto collettivo, ma che non abbia stipulato o aderito ad un accordo collettivo territoriale ha diritto al rilascio del Durc. È quanto afferma il Ministero del Lavoro con l’interpello n. 54 del 19 dicembre 2008.Il quesito è stato posto dalla Confartigianato che ha chiesto conferma al Ministero della correttezza del diniego, espresso da una Cassa edile industriale appartenente al circuito ANCE, alla richiesta di rilascio del DURC da parte di un’impresa artigiana che applica ai propri dipendenti il solo CCNL edilizia artigiana, non essendo vigente sul territorio di competenza alcun contratto integrativo territoriale.
Il Ministero ha ricordato che il contratto collettivo di diritto comune è valido unicamente nei confronti degli iscritti alle associazioni sindacali che lo hanno stipulato per conto dei lavoratori o dei datori di lavoro, ma può comunque essere applicato ogni qual volta sia ravvisabile una esplicita o implicita adesione allo stesso ad opera delle parti individuali del rapporto di lavoro: ad esempio quando il contratto individuale rinvii a un dato contratto collettivo (c.d. rinvio materiale), oppure alla contrattazione collettiva vigente di quel dato settore produttivo (c.d. rinvio formale), oppure ancora per la “perdurante ed uniforme applicazione di clausole o di istituti tipici di un contratto collettivo post corporativo, compiuta senza alcuna riserva e condizione”.
Ne consegue che un’impresa che sia aderente o abbia conferito mandato ad una organizzazione datoriale che sia firmataria di un dato CCNL, ma che non abbia stipulato o aderito ad un accordo collettivo territoriale, non sembra ritenersi obbligata alla applicazione di tali disposizioni collettive di II livello, a meno che il datore di lavoro non vi dia esplicita adesione o spontanea applicazione.
Resta tuttavia ferma la possibilità, da parte della contrattazione collettiva e delle Casse edili, di concordare una diversa determinazione della base retributiva imponibile convenzionale per gli adempimenti contributivi nei confronti delle stesse Casse.
(riproduzione riservata)
www.edilportale.com

NESSUN COMMENTO:

POSTA UN COMMENTO

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami

Messico, terremoto di magnitudo 8,2: almeno 15 morti. Rientrato allarme tsunami
(ansa)

L’epicentro sarebbe al largo della costa sud occidentale del Paese, ma la potenza della scossa ha fatto tremare la Capitale dove la gente ha abbandonato i palazzi. L’allarme per un possibile maremoto era stato diffuso fino al El Salvador e Costa Rica

Invia per email
Stampa

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 8.2 è stata avvertita nella notte alle 23.49 (6.49 ora italiana) a Città del Messico. L’epicentro è stato individuato sotto l’oceano Pacifico, 87 km a sudovest di Pijijiapan, a una profondità di 69,7 km. Al momento confermate quindici vittime:10 persone hanno perso la vita nella zona dell’Istmo di Tehuantepec, a Oaxaca, tre persone sono morte in Chiapas, e due minori a Tabasco. “È stato il più forte dal 1932”, ha detto il presidente messicano, Enrique Peña Nieto, ed è stato avvertito da 50 milioni di persone in diverse zone del Paese. “È un sisma di grande scala, più potente di quello del settembre 1985”, ha proseguito il presidente, aggiungendo che ci sono già state 65 repliche e che il rischio è che entro 24 ore ce ne siano altre, anche potenti e pericolose.
L’alalrme tsunami è rientrato in tarda mattinata (ore italiane). Nonostante ciò, il governatore del Chiapas Manuel Velasco ha chiesto di evacuare comunque le aree abitate della costa perchè sono state registrate onde molto alte dal Centro di allerta tsunami del Pacifico. Peña Nieto ha poi annunciato che il Chiapas è in stato di emergenza: in questo modo lo Stato, il più colpito dal sisma, riceverà più facilmente gli aiuti necessari.

<blockquoteclass=”twitter-tweet” data-lang=”it”>

#ÚltimaHora @VelascoM_ urge a poblacionescosterasevacuar trasalertade oleajetras#temblor https://t.co/FGvnsnoQdJ pic.twitter.com/h0lnmRcgVQ

— ElUniversal (@El_Universal_Mx) 8 settembre 2017</blockquoteclass=”twitter-tweet”>

Ci sono state stime contrastanti sulla magnitudo del sisma: per il Centro di allerta tsunami del Pacifico è stata di 8,2 (dato ufficializzato dal presidente Peña Nieto), per il Servizio Sismologico Nazionale del Messico di 8,4, per il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) di 8,1. Il meccanismo che ha generato questo terremoto, ha osservato il sismologo Alessandro Amato dell’Ingv, è legato alla placca oceanica che spinge sotto quella continentale americana. Ha tremato anche l’Angelo dell’indipendenza, lo storico monumento che si trova sul ‘Paseo de la Reforma’ nella Capitale, della quale è uno dei simboli. La colonna, che è stata eretta nel 1910, è crollata durante il terremoto del 1957.

Il forte sisma è stato seguito da altre sei scosse di magnitudo tra 4,4 e 5,7. Lo Us Geological Survey pochi minuti dopo la forte scossa aveva diramato un allerta tsunami che dalla costa occidentale del Messico ha interessato poi Ecuador, Nicaragua, Panama, Guatemala, Honduras, El Salvador e Costa Rica.

Terremoto a Città del Messico: gli abitanti si riversano in strada

La potenza della scossa è stata tale da far tremare anche i palazzi della Capitale, distante dall’epicentro quasi mille chilometri, provocando fughe di massa nelle strade. Le sirene degli allarmi hanno suonato, in alcuni quartieri di Città del Messico è andata via la corrente elettrica e migliaia di persone hanno lasciato le abitazioni. Il governo messicano ha reso noto che le scuole nella Capitale, Città del Messico, oggi rimarranno chiuse “per poter precedere ad una revisione delle infrastrutture”.

Tomamos la decisión de suspender las clases mañana en todo el estado en tanto se realizan labores de evaluación de edificios.

Sulla città pochi minuti dopo l’allarme hanno cominciato a volare elicotteri della protezione civile per verificare che non vi fossero stati crolli. La compagnia petrolifera statale, Pemex, ha annunciato l’avvio di verifiche sugli impianti, in particolare sulla raffineria di Salina Cruz che si trova nella regione dell’epicentro. Le autorità del Salvador hanno messo in preallarme le comunità locali per un’eventuale evacuazione della popolazione dalle zone costiere.
Come sempre accade in casi di crisi, guerre e calamità, tante informazioni arrivano attarverso i social. Ed è Twitter, in questo caso, a dare la notizia di persone intrappolate nell’Hotel Anel a Oaxaca.