Disagi da Trastevere a piazza Bologna. I commerciati: “Pronti a chiedere i danni ad Acea per la merce persa”


“Nell’anno del Signore 2018 la nostra attività è costretta in data odierna a chiudere grazie a ripetuti disservizi di Acea Energia. Ci scusiamo con la clientela ” . Un cartello affisso alla saracinesca di un bistrot in via di San Francesco a Ripa, racconta la strage del commercio nel rione caro al Trilussa. Nel triangolo “del buon gusto” compreso tra piazza San Cosimato, via Natale del Grande, viale Trastevere, più di 20 attività sono in emergenza da giorni, a causa dei blackout prolungati, fino a un massimo di otto ore, alla rete elettrica. La corrente salta all’improvviso e costringe i ristoratori a mandar via la clientela seduta ai tavoli. I guasti coinvolgono centinaia di residenti nei palazzi del quadrante: famiglie con i bambini piccoli, anziani soli.
L’emergenza si estende a macchia di leopardo in tutta la città, da Trastevere a piazza Bologna, non risparmia i residenti in piazza Biffi, alla Garbatella, che tre giorni fa sono rimasti senza luce per oltre quattro ore, il giorno successivo per un’altra ora e mezza.
Ma è nel dedalo di stradine che si intrecciano intorno a piazza San Cosimato che monta la rivolta. ” Non ne possiamo più – attacca Eugenia Magliocchetti, la 22enne responsabile del ristorante in via di San Francesco a Ripa, 141 – con gli altri esercenti abbiamo avviato una raccolta fondi per comprare un generatore, vogliamo nominare un avvocato e chiedere i danni ad Acea, così non si può andare avanti”.
Un’iniziativa motivata dai fatti. “Oggi (ieri, Ndr) abbiamo dovuto mandare via 20 clienti – spiega Magliocchetti – alle 13 è saltata la corrente, abbiamo finito di lavorare”. I dipendenti però sono rimasti inchiodati nel locale con le braccia incrociate, ” perché le nostre serrande sono elettriche – spiega ancora la responsabile – come fai a chiudere? ” . Il giorno prima è andata peggio: ” Martedì la corrente è andata via alle 12 ed è tornata solo alle 20 – prosegue Magliocchetti – in due giorni abbiamo incassato 400 euro, quando normalmente non scendiamo sotto i 1500. Senza contare il valore della merce in frigo, abbiamo dovuto buttare via tutto ” . Materie prime di qualità, per un valore di migliaia di euro.
La conta dei danni prosegue pochi civici più avanti, al bar d’angolo con viale Trastevere. Angelo Pispico, il 51enne titolare del ” Caffè Trastevere” è disperato. “Il mancato incasso è il fatto meno grave – sottolinea – martedì abbiamo dovuto buttare 35 chili di gelato artigianale, più altri 600 euro di cremini industriali. Chi ci risarcisce?”.
Le prime avvisaglie del problema risalgono a quattro mesi fa. Ieri, per resistere all’ennesimo down elettrico, Pispico ha steso una prolunga al centro della strada fino all’ingresso della farmacia di fronte al suo bar: ” Noi dipendiamo da un’altra centralina – conferma la farmacista, Silvia Rossacco – abbiamo spento un condizionatore e l’abbiamo fatti attaccare, almeno oggi salva i gelati ” . Rischia più di altri, Simona Rossetti, la titolare della gioielleria di famiglia aperta dal 1961: ” La porta blindata adesso non funziona – rileva – la luce non c’è, per non annullare tutti gli appuntamenti ci siamo ridotti a mostrare l’oro. le pietre preziose sul palmo di mano in strada, vi rendete conto? “.
Le 28 famiglie al civico 45 sopravvivono al buio, con il frigo staccato, il citofono fuori servizio: “Uno scenario da terzo mondo – esclama Maria Inger, 65 anni – senza ventilatore si soffoca”. A Trastevere come in piazza Bologna. ” Martedì siamo stati 7 ore senza corrente – denuncia Mariangela Bucciarelli – sono dovuta uscire dal parrucchiere con i capelli bagnati”. Per fortuna il sole non era ancora tramontato