Elina Dmitrieva: la fotomodella Russa con la passione per l’italia

Chi è Elina Dmitrieva? ecco l’intervista esclusiva con la modella russa presti in Italia: eleganza disarmante e molta classe.

Quali sono i colori che ami indossare di più?

Il nero è il mio amore. Amo indossarlo per qualsiasi evento…

Qual è la tua icona della moda o fonte di ispirazione?

Queste sono donne diverse da tempi diversi. Mi piace molto Irina Shayk, Kate Moss, Bella Hadid, se parliamo di bellezza, modellistica e stile nel nostro tempo. Ma sono ispirato: Monroe, Bardo, Shiffer. Penso che sia molto evidente nella mia immagine)

Che cosa hai provato durante il tuo primo servizio fotografico?

Dopo le prime riprese, mi sono detto: “Non sarò mai nel campo della modellazione”. Avevo 16 anni. Ancora non capisco come sia successo.

Una domanda frivola. Qual è il tuo vestito preferito?

“Dai alla donna delle belle scarpe e conquisterà il mondo!” Non posso fare nulla con me stesso) scarpe comode, scarpe da ginnastica, ecc. È bello, naturalmente, ma come cambiano le scarpe di una ragazza. Adoro i tacchi, anche se sono molto piccoli: cambia il tono, la postura e l’andatura.

Qual è il tuo rapporto con instagram?

Io non sono una  blogger. Condivido la mia vita reale nelle “storie”. Ho qualcosa da scrivere e da raccontare, ma non lo faccio per motivi personali “personale – deve rimanere personale”.

Come ti definisci donna e modella?

Una donna semplice ma complessa…

Qual è l’importanza che dei ai social network?

Purtroppo molto, tutti utilizziamo piattaforme social per conoscere nuova gente.

E iniziamo a creare. Cosa ti piace della moda?

Non mi piace ciò che entra in moda e tutto inizia a consumarsi per strada. Questo è il più alto grado di cattivo gusto.

C’è un fotografo con cui ti piacerebbe lavorare?

Terry Richardson e forse Mert Alas.

Come funziona la moda? Cos’è significa per te essere modella?

Per qualcuno, questo è inteso come un “gancio”, per qualcuno una bella faccia, ma una modella dovrebbe avere la propria presentazione e carattere. Per essere in grado di trasmetterlo attraverso la fotocamera. Conosco un sacco di modelli non più belli, ma la loro reincarnazione di fronte alla telecamera è come un miracolo. Inoltre, puoi avere i parametri ideali, ma essere completamente vuoto. Quindi, carattere, duro lavoro, il tuo nucleo interiore è molto più importante del componente Fisico.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

Non è un segreto che più di una foto – amo solo il film. Ho già avuto esperienza. Ci sto lavorando anche io, studiando. Per quanto riguarda la modellazione: ho alcune idee. Come ad esempio: vorrei aggiungere a questo mondo della moda più bellezza, femminilità, e ritornare in qualche misura ai vecchi ideali della bellezza femminile. Questa naturalezza, sessualità e femminilità. Vedremo)

Ultima domanda il senso della vita?

È abbastanza facile per me rispondere a questa domanda. Avere una famiglia viene nel mondo della moda, fare quello che mi piace cosa vuoi di più?

La cupola di cemento sui test atomici Usa nel Pacifico si sta sgretolando, e la ‘bara nucleare’ perde scorie radioattive nell’oceano

La Cupola di cemento costruita su uno dei crateri causati dai test nucleari Usa nel Pacifico. Giff Johnson/AFP/Getty ImagesTra il 1946 e il 1962 l’esercito americano condusse 105 test nucleari atmosferici sul “Pacific Proving Grounds”, un eufemismo per chiamare le Isole Marshall e altri atolli del Sud Pacifico.

Alla fine degli anni Settanta nel tentativo di ripulire i detriti radioattivi lasciati da quelle esplosioni, il Governo americano asportò 111.000 metri cubi di terreno dagli atolli Bikini e Rongelap e li depositò sull’isola di Runit.Su quest’isola infatti, vi era un cratere largo circa 115 metri che era stato prodotto da un precedente test nucleare da 18 chilotoni chiamato “Cactus”.

Ricoprire quella fossa radioattiva gigante costò al Governo quasi 250 miliardi di dollari e ci vollero 3 anniper completare il lavoro. Il risultato fu un’enorme cupola di circa 9.000 metri quadrati costituita da 358 giganteschi pannelli di cemento che hanno uno spessore di 45 centimetri. La cupola che è stata descritta da Antonio Guterres, attuale Segretario delle Nazioni Uniti, come una “specie di bara per le popolazioni locali”. Negli ultimi anni infatti, ha dato segni di cedimento e dalle crepe che si sono formate alcuni elementi radioattivi stanno penetrando nella porosa roccia corallina dell’isola e finiscono nell’Oceano Pacifico.

La cupola dall’alto. Esercito Usa

Le preoccupazioni si sono intensificate negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici, in quanto l’aumento del livello del mare che sta invadendo le parti più basse dell’isola sta minacciando sempre più l’integrità strutturale della cupola. Jack Ading, un rappresentante del Parlamento di Marshall ha definito la cupola una vera e propria “mostruosità”. “E’ piena di contaminanti radioattivi – ha detto Adig – tra i quali il plutonio-239, una delle sostanze più tossiche che l’uomo conosca.  La bara sta riversando il suo veleno nell’ambiente circostante e a rendere la situazione ancora peggiore è il fatto che ci viene detto di non preoccuparci di questa perdita perché il problema non è così grave”.

Al momento le vere cause del cedimento del cemento della cupola non sono chiare, tuttavia la situazione è così grave che già nel  2013 un’indagine commissionata dal Governo degli Stati Uniti diceva che la ricaduta radioattiva nell’area della laguna di Enewetak aveva già raggiunto livelli così elevati che anche se vi fosse stato un crollo definitivo della cupola il dosaggio delle radiazioni non sarebbe aumentato più di tanto.

Quella “coperta di cemento” è diventata un simbolo del caos lasciato dal programma di test nucleari degli Stati Uniti negli anni ’50 e ’60. Molti isolani vennero evacuati forzatamente dalle loro terre ancestrali e vennero fatti rientrare successivamente quando ancora però le ricadute radioattive non erano terminate. Dopo che l’esercito americano si ritirò dagli atolli il governo delle isole Marshall accettò ufficialmente un accordo “completo e definitivo” chi serviva per indennizzare i gravi impatti lasciati dai test e nucleari. Nel corso degli anni però ci sono state lamentele sul fatto che l’indennizzo pagato da Washington era decisamente inadeguato. Alcune settimane or sono Guterres ha risollevato la questione dopo aver incontrato il Presidente delle isole Marshall Hilda Heine, denunciando la fuga radioattiva dalla cupola di Runit.

Un cartello indica l’area contaminata. Esercito Usa

“Il Pacifico è stato vittimizzato in passato e, come tutti sappiamo,  le conseguenze sono state drammatiche in relazione alla salute e all’avvelenamento delle acque attorno a quelle isole”,  ha detto Guterres. Rhea Moss-Christian, che presiede la National Nuclear Commission della Marshall Islands, ha affermato che il paese “ha bisogno del supporto della comunità internazionale per affrontare le drammatiche sfide sanitarie e ambientali nel Pacifico”.

“Noi speriamo vivamente che si faccia qualcosa e presto –  ha detto Ading –  perché non vorremmo che quella cupola diventi la nostra bara”.

Come rimuovere una notizia non desiderata su google

Oggi per la rubrica dedicata alla web Reputation Roma abbiamo incontrato il manager Cristian Nardi che opera a stretto contatto con studi legali di diverse città italiane, Residente a Teramo in Abruzzo opera tra Pescara, Roma, Milano e Torino. Fondatore dellapiattaforma web privacygarantita.it la sua attività principale è  occuparsi del delicato compito di cancellare notizie negative e video, immagini dal web. Un’attività che sta diventando indispensabile per molti privati e professionisti di qualsiasi settore. Nardi negli anni si è occupato di diversi casi complessi internazionali  più volte citato dalle più importati giornali europei come the Atlantic per le sue battaglie contro i colossi del web. Nardi spiega che molte sono le soluzioni da intraprendere esempio in caso di diffamazione mezzo stampa ci si può rivolgere al  corecom, oppure in altri casi alla Polizia Postale esistono molte vie di uscita tra cui il diritto all’oblio, purtroppo in molti casi rivolgersi ad un istituzione prevede tempi lunghi, la rimozione dei link non è un mestiere del tutto semplice, le molte difficoltà per rimuovere una notizia indesiderata, anche lì dove esiste la possibilità di ottenere il  diritto all’oblio. Ma allora come cancellare una notizia da Google?  Con questa intervista vogliamo mettere a fuoco alcuni aspetti fondamentali della gestione della reputazione lasciando spazio ad un esperto in materia di rimozione di contenuti lesivi dalla rete che ci illustra diverse possibilità soprattutto chi contattare in casi si è al centro di uno scandalo.

Affluenza in aumento, in Italia alle 19 è del 43,10%. In Germania mai così alta dalla riunificazione. Exit poll francesi: Le Pen primo partito

Il nostro Paese elegge 73 europarlamentari (più 3 che saranno in carica solo dopo la Brexit). Ma sono importanti anche i verdetti delle amministrative: dalle regionali in Piemonte al voto in 3.800 Comuni

Finalmente al voto. Si sono aperti ufficialmente alle 7, e resteranno aperti fino alle 23, i seggi per le elezioni europee in Italia (saremo gli ultimi a chiudere le operazioni di voto nel continente). E alla rilevazione delle 19 regge l’affluenza: i dati non definitivi del Viminale dicono che si è recato alle urne il 43,10 per cento degli elettori, una percentuale un po’ più alta rispetto alle analoghe elezioni del 2014 (40,71%). Nel 2014 l’affluenza finale alle ore 23 fu del 58,6%, mentre alle Politiche del 2018 (Camera) alle 19 fu del 58,4%.

Dopo una campagna elettorale durata mesi in cui si è litigato fino all’ultimo su tutto, parlando poco di Unione europea la parola è passata agli elettori  Sono quasi 51 milioni i cittadini chiamati a rinnovare il Parlamento europeo. L’Italia eleggerà 76 eurodeputati: 73 eletti si insedieranno subito mentre i restanti tre potranno farlo quando l’addio del Regno Unito all’Ue sarà giuridicamente effettivo.

Nel resto d’Europa

L’affluenza al voto è la più alta negli ultimi venti anni: secondo le stime diffuse dal portavoce del Parlamento europeo per i 27 Paesi si avvicina al 51%. In Francia alle 17 aveva votato il 43% degli elettori. Anche in Danimarca il dato è in aumento del 4% e in Romania del 6%. In Polonia raddoppia passando dal 7 al 14%. In Spagna si conferma l’alta affluenza: alle 18 aveva votato il 48,54% degli aventi diritto, il 14,5% in più rispetto al 34,07% del 2014. Boom in Ungheria, dove alle 15 l’affluenza era pari al 30,52%, già più alta di quella complessiva di cinque anni fa. Anche in Estonia affluenza al 34%, in lieve aumento rispetto al 2014.

I primi exit poll

In Slovacchia, dove si è votato ieri, gli exit poll danno avanti i filo-europeisti. A Cipro secondo i primi exit poll vincono i conservatori del Disy con il 28-32% dei voti, che appartiene alla famiglia del PPE. Al secondo posto il partito comunista Akel, membro del gruppomeuropeo Gue/Ngl col 26-30%. Molto più indietro i socialdemocratici di DIKO (13-15,5%) e di Edek (9-11%). In crescita anche il partito di estrema destra Elam, che raggiunge il 7,5-9,5%, mentre nel 2014 aveva ottenuto il 2,69%.

In Austria secondo primi exit poll il Partito popolare (Oevp) del cancelliere Sebastian Kurz è in testa con il 34,5% dei voti, con circa sette punti in più rispetto al 2014. Segue il Partito socialdemocratico (Spoe) con il 23,5%, stabile rispetto alle elezioni europee precedenti. Nonostante lo scandalo del cosiddetto Ibiza-gate, l’estrema destra del Partito delle libertà (Fpoe) ottiene il 17,5%: un risultato simile, se confermato dai dati ufficiali, a quello ottenuto nel 2014 quando registrò il 19,7%.

In Germania – dove l’affluenza al 60% è la più alta dal 1989, anno della riunificazione – è in vantaggio, secondo i primi exit poll, la Cdu di Angela Merkel con il 27,5%, ma perde il 7,8%. L’Spd otterrebbe 15,6%, perdendo l’11,9%. Successo dei Verdi: arrivano al 20.5%, con un +9.8%, ben oltre le attese, e diventano il secondo partito. L’estrema destra dell’AfD sta al 10.5%, +3,4%. In Francia si registra il sorpasso della lista sovranista di Marine Le Pen su quella del presidente Emmanuel Macron.

In Grecia invece Nuova Democrazia, il partito di centrodestra guidato da Kyriakos Kyriakos Mitsotakis, sarebbe arrivato in testa nelle elezioni europee superando il partito del primo ministro Alexis Tsipra. Nuova Democrazia avrebbe ottenuto tra il 32 e il 36% centro il 25-29% di Syriza. Al terzo posto il partito socialista Kinal, erede del Pasok, con il 5-7%. L’estrema destra Alba Dorata avrebbe ottenuto tra il 5 e il 7% dei voti.

Malta si conferma la netta vittoria del partito laburista del premier Joseph Muscat, al 55%, secondo le stime delle 18 sulle Europee. I centristi del partito nazionalista seguono al 37%. Nell’arcipelago si è votato ieri. Anche in Olanda  i laburisti del PvdA di Frans Timmermans ottengono il 18,10%, seguiti dai liberal-conservatori (VVD) del premier Mark Rutte al 15%, mentre i Cristiano democratici (CDA) sono al 12,3%. In Ungheria, invece, vola Fidesz, il partito del premier ungherese Vitkor Orban. Secondo exit poll condotti dall’istituto Nezopont, avrebbe ottenuto il 56% dei voti, pari a 14 dei 21 seggi assegnati all’Ungheria nel Parlamento europeo. I nazionalisti di Jobbik sarebbero invece quarti, dietro ai socialisti e alla coalizione democratica di sinistra. In Irlanda il Fine Gael (Ppe, europeista) del
premier Leo Varadkar si conferma primo partito con un 29% di voti e una previsione di 4 seggi. Mentre restano al palo gli storici rivali del Fianna Fail (Alde) che nelle parallele elezioni locali sono testa a testa col partito di governo, ma alle europee rischiano di cedere persino il secondo posto ai Verdi, che volano dall’1,6 al 15%. In Finlandia conservatori in testa, populisti battuti. Conservatori avanti anche in Bulgaria.

Sonia Sangiorgio Lookmaker Professione Bridal Stylist

Ogni sposa vuole apparire più bella, elegante e raffinata nel giorno del suo Matrimonio. Ma quando si tratta di trovare l’abito da sposa perfetto, gli accessori giusti, il trucco e l’acconciatura che più esaltino la sua bellezza, tra le tante cose da considerare, tutto diviene difficile e tal volta non si sa proprio da dove cominciare.

Occorre una Bridal Stylist! Un servizio oggi, sempre più apprezzato e ricercato, anche dalla Sposa italiana che desideri avere accanto a se, una professionista capace di consigliarla e prendersi cura di lei in modo esclusivo. Ecco che Sonia Sangiorgio Lookmaker è una figura completa che ogni sposa vorrebbe avere nel giorno il più importante della vita, come quello delle nozze. Attenta ai particolari Sonia Sangiorgio offre da sempre un servizio Bridal Stylist completo, che inizia fin dal primo appuntamento con un incontro conoscitivo, tenendo conto del tuo stile personale, del budget e dello stile di nozze per poterti offrire un servizio su misura.

Un secondo incontro sarà dedicato prima alla consulenza d’immagine a 360° in cui colore, forma e stile saranno determinanti per consigliarti, nella scelta del make-up e dell’acconciatura più adatti a te, per poi accompagnarti in atelier per il momento più importante la scelta dell’abito dei tuoi sogni, come accessori, colori e tessuti dovranno esaltare la tua persona e allo stile del matrimonio affinché tutto sia perfetto!

Una figura strategica quella di Sonia Sangiorgio Wedding Lokmaker che offrendo da anni il servizio Bridal stylist faciliterà decisamente la scelta dei vostri acquisti, risparmiando tempo e fatica oltre ad una buona parte di stress che inevitabilmente si accumula, prima del gran giorno.

trovato cadavere a Montesilvano : era scomparso a Pineto circa un mesa fa

(ANSA) – PESCARA, 24 MAG – Il cadavere di un uomo è stato trovato ieri sera in mare da un diportista, al largo di Montesilvano (Pescara), a circa un miglio e mezzo dalla foce del fiume Saline. Ricevuta la segnalazione, la zona è stata raggiunta dalla Guardia Costiera, intervenuta con una motovedetta e con l’elicottero. Il corpo è stato trasportato in obitorio ed è stato sottoposto a sequestro, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Al momento non è possibile procedere al riconoscimento, per via dell’avanzato stato di decomposizione. Degli accertamenti si occupa la Capitaneria di Porto di Pescara.
    Sono in corso verifiche sulle persone scomparse in zona negli ultimi tempi. Mentre si attendono gli accertamenti del medico legale.
    Tra gli scomparsi anche Roberto Sciarra, istruttore di fitness di 42 anni di cui si erano perse le tracce nella notte tra venerdì 19 e sabato 20 aprile scorsi a Pineto (Teramo).

Tenet il nuovo film di Christopher Nolan: a presto il nuovo Official Trailer [HD]

Dopo numerose speculazioni e rumor nel corso degli ultimi mesi, ecco arrivare finalmente le prime conferme sul nuovo attesissimo film di Christopher Nolan. Stando a un nuovo report di Variety, infatti, il lungometraggio si chiamerà Tenet, e vedrà un ricchissimo cast composto da Robert Pattinson, John David Washington, Elizabeth Debicki, Aaron Taylor-Johnson, Kenneth Branagh, Clémence Poésy, Dimple Kapadia e l’immancabile Michael Caine.

La fonte svela che il film verrà girato in 7 nazioni (tra cui l’Italia e l’Estonia secondo un update di Discussing Film), e che sarà un epico action ambientato nel mondo dello spionaggio internazionale. Nolan stesso ha firmato la sceneggiatura, e per le riprese, utilizzerà della pellicola 70mm e Imax. Nel reparto tecnico, invece, avremo Hoyte van Hoytema (Dunkirk, Interstellar) come direttore della fotografia, Nathan Crowley (The Greatest Showman; First Man – Il primo uomo) come scenografo, Jennifer Lame(Manchester by the Sea; Hereditary – Le radici del male) come montatrice e Jeffrey Kurland (Inception; Erin Brockovich) come costumista. A comporre la colonna sonora, infine, sarà Ludwig Göransson (Black Panther; Creed – Nato per combattere).

Insomma, una squadra esplosiva già sulla carta! Quanto hype per il nuovo lavoro del rinomato cineasta?Tenet, ricordiamo, uscirà nelle sale il 17 luglio dell’anno prossimo, e di sicuro, nei prossimi mesi avremo maggiori dettagli sulla storia!

Fonte: Variety

Addio a Niki Lauda, una leggenda della Formula 1

Nel 1976 l’incidente in cui ha rischiato di perdere la vita. Nell’estate del 2018 un complicato trapianto di polmoni. Aveva 70 anni

La Formula 1 ha perso uno dei campioni più grandi della sua storia: Niki Lauda è morto lunedì in una clinica svizzera. Aveva 70 anni. «Con profondo dolore annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente circondato dalla sua famiglia lunedì 20 maggio 2019. I suoi successi unici come sportivo e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili», hanno comunicato i familiari in una nota inviata agli organi di stampa. Nell’estate del 2018 Niki Lauda aveva dovuto sottoporsi ad un complicato trapianto di polmoni. A causa di problemi ai reni era stato trasferito in un centro di riabilitazione per una dialisi proprio alla vigilia dell’inatteso decesso.

Era nato a vienna il 22 febbraio del 1949. È stato campione del mondo di Formula 1 nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari e poi nel 1984 con la McLaren. Ha fondato e diretto due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki e dal 2012 era presidente esecutivo della scuderia tedesca Marcedes Amg F1. Era soprannominato «il computer» per la sua meticolosità e la sua capacità di individuare anche il più piccolo difetto della vettura che guidava. Di lui molti ricordano il drammatico incidente sul circuito del Nurburgring nell’agosto del 1976 che gli lasciò il volto sfigurato. Ma poco dopo è tornato in pista sottolineando come la l’auto si «guida con il sedere» e non con la faccia. È considerato tra i migliori piloti di sempre. Nel corso della sua carriera ha disputato 171 Gran Premi vincendone 25 e segnando 24 pole position e altrettanti giri veloci.

L’esordio e la carriera
Il padre di Niki Lauda, Hans Lauda, ricco uomo d’affari, non ha mai sostenuto la passione del figlio. Così, nel 1968, il rampollo dell’alta società austriaca abbandonò gli studi universitari prendendo in prestito del denaro per finanziare la sua carriera. Partecipò al campionato di Formula Vee e successivamente passò alla Formula 3, ma la sua attività da professionista prese il via grazie a un altro prestito bancario, coperto da un’assicurazione sulla vita, che gli consentì di ottenere un posto presso il team March in Formula 2. Il suo esordio in gara avvenne il 15 agosto 1971, quando debuttò nel Gran Premio d’Austria a Zeltweg, ritirandosi quasi a metà. La coppia Niki Lauda e Ronnie Peterson non consegui’ buoni risultati nel campionato di F1, ma Lauda dimostrò il suo talento come pilota regolare in F2. Dopo aver ottenuto un altro prestito, l’austriaco decise di spostarsi presso la BRM in F1, dove fece coppia con Clay Regazzoni per la stagione 1973. Tornato alla Ferrari, Regazzoni mise una buona parola su Niki Lauda con Enzo Ferrari, che decise di convocare l’austriaco a Maranello.

Durante la stagione 1974, Niki Lauda esordì in Argebtuba con un secondo posto in sella alla Ferrari 312 T, e vinse il suo primo gran premio a Jarama, in Spagna. Dopo aver vinto anche in Olanda, ebbe l’opportunità di competere per il titolo mondiale con Regazzoni, Emerson Fittipaldi (McLaren) e Jody Scheckter (Tyrrell).

L’incidente del 1 agosto 1976
Il ricordo del rogo in cui ha rischiato la vita lo ha portato indelebile sul viso. Era il primo agosto del 1976 quando la sua Ferrari prese fuoco e lui si salvò solo per l’intervento di alcuni colleghi (Guy Edwards, Brett Lunger, Herald Ertl e Arturo Merzario) che scesero dalle loro auto interrompendo la gara per soccorrerlo. Niki Lauda tornò stoicamente in sella solo 42 giorni dopo il terribile schianto. Nel 1979 annunciò il ritiro dalle gare ma tornò in pista nel 1981 con la scuderia McLaren e riuscì a laurearsi campione del mondo per la terza volta nel 1984. L’anno successivo fu l’ultimo nel mondo della Formula 1.

Il rivale di sempre, James Hunt
Un’agguerrita rivalità ma anche una leale amicizia passata alla storia quella tra il pilota inglese James Hunt e Niki Lauda tanto che il regista Ron Howard ha deciso di celebrarla in un film `Rush´ uscito nel 2013. Lauda e Hunt «sono due persone diverse ma accomunate dalla folle corsa per raggiungere il livello più alto possibile», osservò Howard presentando la pellicola sui due campioni, l’istintivo playboy Hunt e il suo metodico avversario Lauda. Hunt è morto il 15 giugno del 1993.

Uccise padre violento a Monterotondo, Deborah torna libera. Il procuratore: “Ha agito per difendersi”

La giovane di 19 anni che domenica scorsa ha sferrato un colpo fatale al padre che da tempo vessava la famiglia con violenze e aggressioni, era ai domiciliari. L’accusa derubricata in eccesso colposo di legittima difesa

Torna libera Debora Sciacquatori, la ragazza di 19 anni che domenica scorsa ha sferrato un colpo fatale al padre, poi morto, che da tempo vessava la famiglia con violenze e aggressioni a Monterotondo, vicino a Roma.

DALLA NOSTRA INVIATA MARIA ELENA VINCENZILa Procura di Tivoli ha firmato il decreto di remissione in libertà. Debora era ai domiciliari: l’accusa nei suoi confronti è stata derubricata da omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa.

DI MARCO LODOLI
“Papà fermati, non fare più niente”.  Prima di colpirlo e ucciderlo la ragazza aveva scongiurato e implorato l’uomo di fermarsi. Un tentativo disperato quanto vano. Le parole della 19enne sono confermate dal procuratore di Tivoli e riferite da alcuni testimoni.

“Al momento la ragazza è indagata per eccesso colposo di legittima difesa, ma non è escluso che, nelle prossime 2 settimane, si possa chiedere al gip l’archiviazione perché la ragazza, allo stato degli atti a nostra conoscenza, ha agito per difendersi”, ha detto il procuratore capo di Tivoli, Francesco Menditto. Che ha aggiunto: “Non possiamo colpevolizzare Deborah per non averlo denunciato prima e neanche sua madre, forse siamo responsabili anche noi, le istituzioni che non sono riuscite a riscuotere la fiducia necessaria”.

Una denuncia che in realtà era stata presentata da Antonietta, mamma di Deborah, nel 2014. Per quell’episodio Lorenzo Sciacquatori, l’ ex pugile di 41 anni, era stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti.

Terremoto in Puglia, scossa di 3,9 gradi a Barletta. Anche a Bari scuole e uffici evacuati

picentro a 4 chilometri dal capoluogo della Bat. Sisma avvertito lungo tutta la costa adriatica pugliese. Non ci sono feriti, a Trani danni alla chiesa di San Domenico

Una scossa di terremoto di intensità di 3,9 gradi Richter è stata avvertita in Puglia alle 10.13 Secondo quanto registrato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’epicentro è stato registrato a quattro chilometri sud-est da Barletta a una profondità di 34 chilometri. E’ stata distintamente avvertita anche a Bari.

Sono al lavoro i tecnici dell’Osservatorio sismologico dell’Università di Bari. Venerdì 17 maggio era stata registrata una lieve scossa di magnitudo 2 tra le province Bat e Foggia. L’epicentro collocato a cinque chilometri da Canosa.

Nelle scuole, soprattutto nei comuni della Bat più vicini all’epicentro, alunni e studenti per precauzione sono stati fatti scendere in strada e la polizia municipale ha immediatemente avviato controlli e verifiche nelle strutture.

A Bari il personale in servizio negli uffici giudiziaria nel palazzo ex Telecom a Poggiofranco sono scesi tutti in strada. Gli studenti dei dipartimenti di Giurisprudenza e Scienze Politiche nel palazzo di piazza Cesare Battisti sono stati fatto evacuare dopo che è scattato l’allarme previsto in situazioni di questo tipo. Anche in diverse scuole gli alunni sono stati fatti uscire dopo la scossa.

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Condividi  A Trani, subito dopo la scossa delle 10.13, è crollato un pezzo del timpano della facciata barocca della chiesa di San Domenico, vicino alla villa comunale. Il sagrato però era già interdetto al transito a causa delle precarie condizioni dell’edificio sacro.

La Asl Bat ha disposto immediati controlli nelle strutture sanitarie di sua competenza. Non sono risultati danni in nessuno dei comuni mentre c’è stato solo qualche momento di panico tra i degenti e i pazienti in attesa di visite. “Siamo pronti, naturalmente, a rispondere alle eventuali emergenze”, ha detto il direttore generale Alessandro Delle Donne.

Il terremoto ha causato disagi alla circolazione ferroviaria, sospesa per oltre un’ora – dalle 10,30 alle 11,30 – fra le stazioni di Bisceglie e Molfetta, a cavallo fra le provincie di Bari e della Bat. “È stato necessaria per le verifiche all’infrastruttura da parte dei tecnici di Rete ferroviaria italiana. Nel corso della sospensione – precisano dalla società ferroviaria – i convogli hanno subìto ritardi fino a 60 minuti, mentre un regionale è stato limitato nel percorso”