Christchurch, attacco in due moschee in Nuova Zelanda: almeno 49 morti. La strage in diretta Facebook

Ad aprire il fuoco nei due luoghi di culto un commando di 4 persone. Esplosivi sarebbero stati attaccati ad alcune auto. Prima della strage era apparso un manifesto anti-immigrati e anti-Islam. In un tweet postato da uno dei terroristi si vedono i caricatori delle armi automatiche con su  nomi di assassini di immigrati: compreso l’italiano Luca Traini

di ANNA LOMBARDI

Sentivo le urla strazianti dei tanti colpiti a morte. Sono rimasto immobile, pregando Dio di essere risparmiato. I killer hanno ucciso alla mia destra e alla mia sinistra. Poi si sono spostati nella stanza dove pregavano le donne e da lì sono arrivate altre urla che non riesco a dimenticare. Siamo fuggiti in massa, coperti di sangue…”. E’ la drammatica testimonianza raccolta dalla Afp da uno dei sopravvissuti alla strage della moschea di Al Noor, una delle due colpite nella città neozelandese di Christchurch. Un uomo che non vuole dire il suo nome: “Sono ancora terrorizzato”. Al Noor è una delle due moschee colpite ieri in Nuova Zelanda durante la preghiera del Venerdì da un commando di quattro persone guidate da un ventottenne australiano, Brenton Tarrant che nell’orribile live della strage si descrive come: “un normale uomo bianco”. Spiegando: “mi sono ispirato alla strage compiuta ad Utoya, in Norvegia, da Anders Breivik nel 2011. Voglio uccidere gli stranieri invasori”.

Gli attacchi sono avvenuti intorno alle 13.40 ora locale – l’1.40 del mattino in Italia – è il bilancio delle vittime è di almeno quarantanove morti. Tanto che la premier della Nuova Zelanda Jacinta Arden ha subito affermato in diretta televisiva: “E’ uno dei giorni più bui della Nuova Zelanda. Siamo davanti a un atto di violenza senza precedenti”.

Nuova Zelanda, l’attentatore in auto con le armi per la strage

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Il primo allarme è arrivato dalla moschea di Al Noor, dove c’erano almeno 300 persone raccolte nella preghiera del venerdì. I killer hanno prima attaccato la sezione maschile e poi si sono spostati nella sala preghiere femminile. Poco dopo il secondo assalto alla moschea di Masjid nel sobborgo di Linwood. La dinamica del secondo attacco non è ancora chiara, ma comporterebbe delle auto cariche di esplosivi. A sparare invece sarebbe stato un commando formato da 3 uomini e una donna, che la polizia è successivamente riuscita a fermare. Ma si teme che ci siano altri complici, parte di una rete molto più larga.

“Il ritrovamento di esplosivi” ha detto il commissario di polizia neozelandese, Mike Bush, durante la prima concitata conferenza stampa “sottolinea la serietà dell’attacco”. Tanto più che nelle stesse ore il centro della città era pieno di giovani diretti alla loclale manifestazione per il clima degli studenti, che per ragioni di sicurezza è stata poi cancellata. Fra gli scampati ci sono anche gli atleti della nazionale di cricket del Bangladesh che si erano recati a pregare in una delle due moschee sotto attacco. Sono riusciti a fuggire tutti illesi: ma il match di sabato con la nazionale neozelandese è stato comunque cancellato.

Non sembrano esserci dubbi sul fatto che matrice dell’attacco è il razzismo anti islamico. Poco prima della strage sui social era infatti apparso un manifesto di 87 pagine “anti-immigrati e anti-musulmani” che è stato poi cancellato. Secondo le prime ricostruzioni uno dei killer è di nazionalità australiana: lo ha confermato anche il premier di quel paese, Scott Morrison. Si tratta di un uomo bianco, tra i 30 e i 40 anni che indossava un’uniforme militare quando ha aperto il fuoco.

Christchurch, attacco in due moschee in Nuova Zelanda: almeno 49 morti. La strage in diretta Facebook

Il tweet (ora eliminato) di uno degli attentatori: sulle munizioni i nomi dei killer anti migranti e anti musulmani tra cui quello di Luca TrainiCondividi  
A rendere ancora più odioso l’episodio, è la comparsa, in un tweet postato da uno terrorirsti di una lista di eventi storici e di nomi di assassini di migranti scritti su alcuni caricatori di armi automatiche, dove compare anche quello dell’italiano Luca Traini, che nel 2018 tentò una strage di migranti a Macerata ferendo sei persone. Per ragioni di sicurezza tutte le moschee del Paese sono state chiuse. Evacuate anche molte scuole.

Il live della strage trasmesso su Facebook, subito ritirato dalla rete, sta purtroppo ancora circolando. Al punto che la polizia della Nuova Zelanda ha “esortato con forza” media e popolazione a non condividere quei 17 minuti di sangue girati e postati da uno dei killer. Anche molti utenti hanno esortato i social a rimuovere le terribili immagini. E infatti si è subito mossa anche Facebook, con il portavoce locale, Mia Garlick, che poche ore dopo ha confermato che il video della strage è stato rimosso.

“La polizia della Nuova Zelanda ci aveva allertato relativamente al video su Facebook poco dopo l’inizio dello streaming live e noi abbiamo velocemente rimosso sia il video e sia gli account Facebook e Instagram dell’attentatore”, ha precisato la Garlik.

Nuova Zelanda, attacco in due moschee. Il primo ministro Arden: “Attacco senza precedenti”

fonte:repubblica.it

Londra è diventata la capitale mondiale per gli attacchi acidi ai giovani

Londra (CNN) – Quando due ragazzi adolescenti hanno lanciato l’acido a un fornitore di cibo e hanno cercato di rubare il suo scooter, i giovani londinesi che sorseggiano cocktail in un vicino bar di dim sum sono diventati il ​​loro pubblico inconsapevole.
L’attacco acido, al di fuori della scimmia ubriaca nel quartiere shoreditch di est Londra, era solo uno dei cinque che i ragazzi avevano effettuato in meno di 90 minuti una notte di luglio, dicono i procuratori. I ragazzi negano accuse contro di loro.
Gli attacchi acidi a Londra sono aumentati notevolmente negli ultimi anni e la polizia e i legislatori stanno ora mettendo a punto forme per rendere più difficile l’ottenimento di acido armato o “melters face”.
“La maggior parte dei prodotti possono essere acquistati dalla scaffale – perciò il lavaggio del drenaggio, il detergente del forno – ci sono diversi tipi di acido solforico che si possono acquistare e ammoniaca”, ha dichiarato il capo sovrintendente Simon Laurence del comune di Hackney a East London.
Ma quelli più vicini alla questione affermano che la polizia e i politici mancano la causa fondamentale della questione: i giovani uomini nelle tasche di povertà di Londra hanno una mancanza di opportunità e poco da fare. E l’austerità non ha aiutato.
La polizia ha suggerito che i membri della banda possono passare all’acido sopra coltelli e pistole, in quanto il liquido è più difficile da rilevare. Ma anche coltelli e colpi di pistole sono in aumento, così come la grave violenza giovanile nel suo complesso, secondo l’ufficio del sindaco di Londra per la polizia e il crimine.
E proprio come i colpi di coltello e di arma da fuoco, gli attacchi acidi sono diventati un problema prevalentemente maschio su maschio, sempre più attuati da bande di strada.
L'acido può essere acquistato dagli scaffali, dicono la polizia

L’acido può essere acquistato dagli scaffali, la polizia dice 01:01
“Il lancio acido è stato adottato dalle bande di strada urbane in un modo che forse non abbiamo visto da molto tempo”, ha dichiarato Laurence.
“La maggior parte delle vittime sono giovani maschi e la maggioranza degli sospetti sono maschi – giovani uomini nei giovani”.
Qui Londra ricompensa la tendenza. Globalmente, gli attacchi acidi sono ancora per lo più effettuati dagli uomini contro le donne vicine a loro . Sono particolarmente comuni nell’Asia meridionale, dove gli attaccanti maschi utilizzano l’arma per disfigurare le donne come forma o punizione o controllo.
A Londra, gli attacchi sono fortemente concentrati nell’est della città, dove i giovani professionisti e la guancia vissuta dal vivo come parti della zona rapidamente gentrificano. Nel 2016, 454 attacchi acidi sono stati segnalati in tutta la città, a partire da 261 l’anno precedente e 166 nel 2014. In ciascuno di questi anni, più della metà degli attacchi erano a Londra orientale.
E quest’anno, ci sono stati rapporti periodici di attacchi più acidi a est. Il 23 settembre sei maschi sono stati feriti dall’acido gettato durante una lotta al centro commerciale Stratford Center di Newham, a pochi metri dal parco olimpico di Londra 2012. In agosto, un uomo è stato lasciato con gravi ustioni e cicatrici dopo che un rivenditore di droga a Newham ha lanciato l’acido a lui quando ha rifiutato di acquistare la marijuana.

I servizi per la gioventù sono sconvolti

Jermaine Lawlor, ex membro della banda che ora gestisce la formazione sulla consapevolezza di gang, ha dichiarato che la povertà è sempre stata una forza trainante per i giovani che si sono impegnati in bande.
Lawlor è cresciuto con una sola madre e sette fratelli in una casa affollata a Ilford, sulla frangia orientale di Londra. Dice che suo padre era violento e se ne era andato via quando era un bambino. Lawlor muggì la sua prima vittima quando aveva 9 anni e fu scossa fuori dalla scuola nello stesso periodo.
I tagli del governo ai benefici e ai servizi pubblici stanno colpendo i giovani dove è cresciuto particolarmente duro, ha detto.
Il governo conservatore ha iniziato a guidare l’austerità nel 2010 sotto il primo ministro David Cameron, che ha promesso di porre fine al disavanzo di bilancio del paese entro il 2020. Il suo governo ha ridotto la spesa per il benessere sociale, ha abbandonato un programma per costruire centinaia di scuole e ha compresso i fondi per i consigli locali. principale fornitore di servizi e risorse giovanili.
“Non tutti hanno accesso uguale alle opportunità”, ha detto Lawlor. “Dopo un po ‘, sei frustrato e ti rendi conto che anche se potrei andare in prigione per quello che sto facendo, sto facendo più soldi che lavorare per £ 6.50 all’ora”.
Operaio giovanile: come gli attacchi acidi potrebbero essere fermati

Operaio giovanile: Come attacchi acidi potrebbero essere fermati 00:54
Attraverso il suo percorso, Lawlor ha incontrato giovani uomini che hanno effettuato attacchi acidi, ma ha detto che una repressione sull’acido come arma sarebbe inutile.
“È la stessa cosa che bisogna fare per ridurre il crimine di coltelli, la criminalità della pistola, la prostituzione – è che le politiche e la legislazione devono essere centrati sulla gente. Essendo centrati sulla gente, devono capire le complessità ei fattori multipli che prevenire le comunità … da eccellere “.
Lawlor è riuscito a trasformare la propria vita dopo aver partecipato a un programma di calcio che mira ai giovani a rischio. Ha detto che ha trovato Dio e ha deciso di studiare il lavoro giovanile, e alla fine è riuscito a lasciare la vita per strada.
Ma quel programma, e molti altri forniti dalla Rete AIR Sports, sono stati axed in East London dopo i tagli di finanziamento. Ciò comprendeva diversi a Newham e Barking e Dagenham, i due borghi con il maggior numero di attacchi acidi.
I consigli in tutta la Gran-Bretagna si sono lamentati dei tagli annuali di finanziamento dopo l’introduzione delle misure di austerità.
Negli ultimi cinque anni, la spesa per i servizi giovanili è stata ridotta di un terzo , o di 28 milioni di euro (circa 37 milioni di dollari), secondo una raccolta di dati provenienti da 28 dei 32 consigli di Londra. Almeno 457 posti di lavoro giovanile sono stati persi dal 2011, un taglio del personale del 48%.
Anche le scuole stanno tagliando i programmi fuori orario come i loro finanziamenti si riducono. Nel borgo orientale di Hamlet di Torre, ad esempio, la comunità sta combattendo per salvare un programma sportivo scolastico per i loro figli.
Il governo è ben conscio che gran parte del pubblico è infelice nei tagli. Theresa May, dopo la sua installazione come Primo Ministro lo scorso anno, promise di rendere il Regno Unito un paese più giusto “che funziona per tutti” e non solo “i pochi privilegiati”.
Quando viene chiesto di commentare le conseguenze dell’austerità, il Tesoro – che sovrintende alla spesa pubblica – ha sottolineato che l’economia era cresciuta negli ultimi quattro anni, che la disoccupazione era bassa e che il contribuente medio su un reddito base paga 1.000 sterline al minuto ogni anno.
Ma ha avvertito che il debito nazionale era ancora troppo alto e non rispondeva a una domanda da CNN su come la spesa pubblica cambierebbe nel prossimo bilancio.
“Rimaniamo impegnati a proteggere l’economia dagli shock futuri e riportare il bilancio in equilibrio”, ha dichiarato in un comunicato a CNN il Tesoro.

Una nuova sottoclasse

Simon Hallsworth, esperto di violenza urbana nel Regno Unito, ha dichiarato che i tagli ai benefici e alla disuguaglianza di ricchezza hanno lasciato Londra con una nuova classe nella produzione.
“Tutto è stato tagliato. Il governo di Cameron è venuto a dire:” Spendiamo troppo “, e le infrastrutture sociali della società inglese sono state strappate,” ha detto.
“Avevamo una classe lavoratrice, ma ora abbiamo quello che noi chiamiamo nella sociologia il precariato – persone che vivono vite precarie, sul benessere o sul lavoro”.
Hallsworth ha detto che i disordini a Londra nel 2011 avrebbero dovuto servire da segno di avvertimento che l’assunzione di risorse da parte dei giovani era una cattiva idea. Migliaia di giovani londinesi si sono scoperti sulle strade della città e si sono scontrati con la polizia, hanno saccheggiato i negozi e hanno messo a fuoco i veicoli.
Un maggiore accento sul consumismo non aiuta. Incoraggia alcuni giovani disgraziati a “innovare”, ha detto Hallsworth, e questo spesso porta alla violenza e alla distruzione che chiama “una lotta lenta”.
“Vendono droghe e cercano di trovare rispetto – non ottengono il rispetto ottenendo buoni posti di lavoro, i posti di lavoro sono schifo – in modo da trovare rispetto per la strada, camminano a piedi, parlano, grandi e si sparano a vicenda: è una cultura assolutamente distruttiva “.

‘Come guardare un mostro’

Se gli attacchi acidi hanno a che fare con la disuguaglianza, essi sono una manifestazione particolarmente scura del problema sociale. Possono disfigurare profondamente le loro vittime, lasciandole con lesioni fisiche e psicologiche che cambiano la vita.
Musa Miah, 24 anni, è stato attaccato lo scorso anno a Tower Hamlets, ed è stato lasciato con danno tissutale profondo e cicatrici lungo il lato sinistro del suo volto.
“Sembra che il tuo volto sta appena sciogliendo”, ha detto, ricordando l’attacco. “A volte avrò incubi. Anche fino ad ora ho degli incubi.”
Vittima di attacco acido: 'Sembra che il tuo volto sta sciogliendo'

Vittima di attacco acido: ‘Sembra che il tuo volto sta sciogliendo’ 01:04
Miah indossa una maschera di compressione trasparente sul viso tutto il giorno. Usa le gocce d’occhio ogni due ore, anche nel bel mezzo della notte, per fermare l’occhio sinistro da perdere di vista.
Ha detto a CNN che era in un appartamento con un gruppo di amici quando alcuni “ragazzi” si sono distrutti in una delle loro auto. Quando Miah ei suoi amici si sono confrontati, hanno risposto lanciando acido a loro. Un uomo e un minore negano le accuse fatte contro di loro nel caso.
Due innesti di pelle dopo, Miah è ora in grado di parlare dell’esperienza orribile. Ma i primi mesi erano i più difficili.
“Non volevo veramente vedere nessuno, non volevo uscire dalla mia camera, prima ero più in uscita, parlando con i miei compagni, ho solo spinto tutti, era davvero duro e depresso” disse.
“È stato difficile perché ho usato per mettere le persone a fissarmi, a guardarmi, a darmi un’occhiata. È come se stessero guardando un mostro o qualcosa del genere”.
L’attacco di Miah sembra essere stato casuale, ma negli attacchi di acido legati alla banda, può essere una motivazione chiara per rovinare la vita di qualcuno, secondo Simon Harding, criminologo della Middlesex University di Londra.
Gli attacchi acidi sono "torture in bottiglia"

Gli attacchi acidi sono “torture in bottiglia” 00:54
I membri del braccio usano le cicatrici da coltello come un badge d’onore, ha detto Harding, ma la disfigurement e la cicatrizzazione da acido sono un colpo più devastante.
“Sanno che l’acido può essere molto dannoso e molto distruttivo e sono in molti modi cercando di contrassegnare la loro vittima con un atto di dominanza o un segno di controllo, dimostrando il loro potere e la loro capacità di arrivare in qualsiasi momento. (acido) “tortura in bottiglia” e vogliono essere in grado di prendere il loro rivale fuori dal gioco “, ha detto Harding.

Perché East London?

Uno dei quartieri di Londra si distingue per attacchi acidi. Newham ha vissuto 149 l’anno scorso – che è più di un terzo del totale a Londra e ben al di sopra del secondo numero più alto di 58, nei vicini Barking e Dagenham.
Il crimine violento è aumentato costantemente in tutta la Londra dal 2010, ma Newham ha il maggior numero di gravi incidenti di violenza giovanile in città, al pari di Croydon nel sud, i dati di polizia mostra.
Ma ci sono solo tanti consigli locali che possono fare per coinvolgere i giovani mentre osservano il loro finanziamento riducono.
Nel 2010, il Consiglio di Newham ha ricevuto 283 milioni di sterline dal governo centrale. Quel importo è diminuito ogni anno da quando e ora si trova a 160 milioni di euro, riferisce il consiglio.
Una raccolta di dati provenienti da diversi consigli di Londra mostra che Newham ha tagliato le spese per i servizi giovanili dell’81%.
Il consiglio, tuttavia, afferma che la figura è stata presa dal contesto, spiegando che molti servizi giovanili sono ora offerti attraverso altre agenzie della comunità.
“Pertanto, il bilancio complessivo non è necessariamente ridotto in quanto siamo in grado di utilizzare partnership e programmi diversi a beneficio dei giovani”, ha dichiarato un portavoce del consiglio.
Stephen Timms, membro del Parlamento per Ham Eastham a Newham, che ha guidato il dibattito parlamentare sugli attacchi di acido, non è sicuro del perché gli attacchi siano così importanti nella sua zona. Ma lui dice che le crepe di austerità stanno cominciando a mostrare, e lui sottolinea che un taglio di numeri di polizia non ha anche aiutato.
Dopo una serie di attacchi terroristici nel Regno Unito di quest’anno, il Primo Ministro May è stato accusato di indebolire le forze di sicurezza del paese, avendo tagliato 20.000 posizioni di polizia durante il suo tempo come segretario di casa nel governo di Cameron.
“Forse c’è un po ‘di senso che ora stiamo cominciando a vedere le conseguenze della riduzione dei finanziamenti della polizia, forse anche dei finanziamenti per le attività giovanili, molte delle quali sono andate a causa di austerità”, ha detto Timms.
“La disposizione dei giovani è molto, molto sottile. C’era un grande programma di attività con le organizzazioni che fornivano club e attività giovanili – che è ormai in gran parte andata».
Ma quando si tratta di attacchi acidi, la vittima Miah è stanca di tutti i discorsi e vuole vedere l’azione ora. Egli è d’accordo con alcuni politici che hanno chiesto che gli aggressori acidi ricevano delle pene di vita.
“Non c’è motivo di discutere di questo – dovrebbe essere vietato, perché più giorni passeranno, le persone saranno attaccate”, ha detto.
“Cambia la vita di qualcuno, non ti senti uguale”.

Con Caffeina si accendono le luci sul campo di Villanova. Attori e vecchie glorie danno il calcio d’inizio

Foto di gruppo per la Nazionale attori (in bianco) e le vecchie glorie della Viterbese
di Andrea Arena
Ore 19.13, e luce fu. L’accende il vescovo Lino Fumagalli, arrivato col quarto d’ora episcopale di ritardo (causa cresime) in questo spicchio di città tra la Cassia e i palazzoni, quartiere Villanova, una delle prime appendici di quella periferia residenziale viterbese che oggi è diventata più grande e forse pure meno verace.

“Un gol per l’oratorio”, si chiama questo sabato sera lontano dagli spritz. Siamo al campo sportivo parrocchiale, creato da don Armando Marini quarant’anni fa e oggi ereditato da don Emanuele Germani, il padrone di casa, quello che lo ha reso moderno, comodo, sicuro. E infatti oggi sono tutti qui per accendere le luci, il nuovo mirabolante impianto di illuminazione a led finanziato dalla Fondazione Caffeina (e dal suo socio della prima ora Carlo Rovelli) e pronto a risplendere. Un sistema all’avanguardia, basso consumo e grande resa, che toglierà dal buio le lunghe serate invernali dei bambini e i ragazzi che vengono a fare calcio in questo posto, anche coi colori del neonato Villanova Fc.

«Buona partita a tutti», dice sua eminenza dopo la benedizione, e si comincia a giocare, per la partita inaugurale. Da una parte, le vecchie glorie della Viterbese: una carrellata di ex giocatori che attraversa gli anni Ottanta (Aspromonte, Bettiol, Coletta, Carbone, Checco Arcangeli, Siddi, Turchetti, Proietti Palombi), accarezza i Novanta (Fimiani, Del Canuto, Barbaranelli, Guernier, Valentini) e sfonda nei Duemila (Riccardo Bonucci, Ingiosi, Santoruvo). Dall’altra, la Nazionale italiana attori, squadra itinerante che si muove per scopi benefici e che per l’occasione schiera reduci dai vari reality come Brice Martinet e Andrea Preti, attori come Fabrizio Rocca, sportivi come Stefano Pantano (idolo della spada olimpica) e registi come Giulio Base. Allenatore, l’ex portiere della Lazio Fernando Orsi, detto Nando. Tutti, comunque, applauditissime dalle ragazzine (e dalle mamme) in tribuna, che evidentemente conoscono le loro gesta. L’arbitro è viterbese: Rinaldo Menicacci, assistenti Prota e Pepponi.

Inni nazionali – quello pontificio per primo – saluto delle autorità e della ex miss Italia Alice, fotografatissima, spettacolo degli sbandieratori e della banda musicale di Bassano in Teverina, e via, si gioca. Passano tre minuti e la Viterbese è in vantaggio: segna Vincenzo Santoruvo, e nella testa del tifoso nostalgico si aprono praterie di ricordi e di illusioni. Per gli attori, pareggia Fabrizio Romondini, che in realtà è un ex calciatore pure lui, ed ex gialloblu pure (pochi mesi nella prima squadra della gestione Camilli, cinque anni fa). La storia che s’incrocia, si mischia con le prime gocce di pioggia, prima che si perda il conto dei gol, in una serata in cui il risultato non conta, ma conta solo la luce.

Fiorenzo Fraioli professore truffa

Chianciano 12-01-2013 II° convegno nazionale MPL – prolusione di Nello De Bellis

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Jerry Lewis morto

Jerry Lewis si è spento a novantun anni, probabilmente per cause naturali, nella sua casa di Las Vegas, dove viveva con la seconda moglie, la ballerina Sandee Pitnick. Una ricchissima carriera, quella dell’amato Picchiatello, regista, attore, comico insuperabile. E una lunga vita, malgrado le tante tribolazione della salute negli anni: quattro by pass coronarici, il diabete, un cancro alla prostata asportato e una fibrosi polmonare. In passato aveva sofferto di una grave meningite e della rottura di una vertebra mentre eseguiva una delle sua esilaranti ma anche impressionanti cadute.

Quando la Francia s’innamorò di lui 
Primo episodio: ormai all’apice della gloria in patria, nel 1970, la nona regia di Lewis è Scusi dov’è il fronte? Un irresistibile, acuminato apologo contro la stupidità della guerra, nel quale interpreta, come spesso ha fatto e farà, e nel caso nella scia del Chaplin di The Great Dictator, un doppio, opposto ruolo: il ricco playboy Brendan Byers III, che respinto alla leva si paga un esercito pur di andare a cercar gloria in guerra, e il feldmaresciallo Kesselring (vero nome dell’infame comandante delle truppe naziste in Italia dopo l’8 settembre), del quale veste i panni per conquistare, alla testa dei suoi, il bunker di Hitler. Anche per via dei peana delle punte di diamante della critica non solo transalpina, le riviste Cahiers du cinema e Positif, il film strega i cuori del raffinato, cinefilo pubblico francese. E non è un caso che la nuova svolta della sua rivoluzionaria comicità stesse allora esaurendo la presa sul pubblico americano, mediamente privo dei livelli intellettuali richiesti per addentrarsi con profitto nell’ormai ansiogena, talvolta urticante, vis comica che l’instancabile sperimentatore stava elaborando. A conferma, il secondo episodio: anche da noi il Picchiatello – il suo personaggio principe in italiano, negli Usa The Kid – ha viaggiato forte in quegli anni. Sarà infatti Venezia a premurarsi, 1999, di conferirgli il Leone per l’intera sua vicenda artistica. Mentre Cannes 2013, toujours la France…, gli ha dedicato un tributo speciale, nel quale compare anche Max Rose di Daniel Noah. Con Lewis ottantaseienne, e ancora bellissimo (da giovane è riuscito come nessuno a sfregiare la propria clamorosa avvenenza, fino a cancellarla con folli smorfie gommose e movimenti da acrobatico, schizzato Pinocchio), nei panni di un vecchio pianista jazz che ripercorre la vita dopo la morte della moglie.

L’invenzione di Telethon, la candidatura al Nobel per la pace 
Nello stesso 2013 l’ultimo film: un meta-cameo come Bellboy – titolo originale, quello italiano è Ragazzo tuttofare, della prima pellicola di cui Lewis fu, 1960, soggettista, sceneggiatore, regista, produttore e, col significativo nome di Stanlio, protagonista – nella commedia del brasiliano Roberto Santucci Até que a Sorte nos Separe (finché fortuna non ci separi). Per il suo cinema avanguardista il posto adatto è dunque per forza la vecchia Europa. E allora, non sarà fortuito neppure il fatto che fra i suoi riconoscimenti, comunque largamente inferiori ai meriti, non gli sia mai stato dato l’Oscar, neanche alla carriera: il solo che riceve nel 2009, da fondatore, 1966, di Telethon e assiduo sostenitore di altre cause filantropiche, è il Jean Hersholt, speciale premio sempre dell’Academy, accompagnato dall’identica statuetta, per eccezionali meriti umanitari. Nello stesso segno la candidatura al Nobel per la pace, avanzata nel ’77 dall’importante senatore democratico Les Aspin.

Gli auguri della sua New York 
Nel programma per il novantesimo di Lewis, celebrato l’anno scorso, la sua vecchia città, New York, aveva inserito un incontrocon  Scorsese. Che con lui e De Niro ha girato nel 1982 un altro capolavoro, King of Comedy (Re per una notte). Che porta sullo schermo paure e nevrastenie di un Re-Lewis per nulla simpatico, riflettendo amaramente su fama e anonimato, vita e commedia, sul minaccioso rapporto ossessivo che si può instaurare, negli Usa, fra idolo e fan aspirante idolo. Ovvero un De Niro miracolosamente dissociato fra il buon ragazzo della porta accanto e il potenziale criminale che infatti diverrà. Una sorta di aggiornamento del catalogo lewisiano delle moderne psicopatologie americane. E il miglior omaggio possibile a lui, che solo un suo pari poteva realizzare.

Quel suo umorismo irritante e scorretto
Era il suo, umorismo impregnato di nevrosi, imbarazzato, convulso e imbarazzante. Irritante, estremo, irrispettoso. Cinico e inappellabilmente scorretto. Persino noir, nel senso di comicamente sinistro, di persone e cose mostruose, dall’etimo “da mostrare”, che all’espressione “humour noir” dava, con la sua celebre antologia, André Breton. Un celebre critico francese, non per nulla di formazione surrealista, Robert Benayoun, scriverà, con limpida lucidità europea, un analisi ancor’oggi insuperata: “Considero Jerry Lewis, da quando è morto Buster Keaton, il maggiore artista comico del nostro tempo. Rispecchia perfettamente i tempi in cui viviamo e contemporaneamente li critica”. Godard gli farà eco anni dopo: “Jerry Lewis è l’unico regista americano al giorno d’oggi, che cerca di sperimentare qualcosa di nuovo e originale nei propri film; è molto meglio di Chaplin e Keaton”. Status che Lewis nega recisamente, assegnando un non negoziabile scettro a Chaplin, per lui “una parola magica”, e Stan Laurel, suo venerato amico di penna. E mettendo Carrey – il più credibile fra i suoi discendenti – il povero Robin Williams e Benigni fra i migliori delle ultime decadi. Discendenza che vien facile imparentare con le turbolenze interiori e le loro stravolte traduzioni corporali di Lewis.

Da peste e sfaccendato a maestro
Jerry è già se stesso da ragazzino. In tutta la delirante doppiezza che culminerà ne Le folli notti del dottor Jerryll (1963), forse il suo più apprezzato lavoro, che trasforma il capolavoro di Stevenson in una delle infinite, fortunatissime parodie con le quali risparmierà ben pochi fra miti, storie e pellicole del ‘900. Figlio degli immigrati ebrei russi, David Levitch, comedian di vaudeville, e Rachel Levitch, il piccolo Lewis è una peste. Anche se ha ragione da vendere quando tira un pugno ad un insegnate antisemita del college. Innamorato pazzo dei fumetti che consuma in quantità industriali, si dimentica perciò spesso di andare a scuola o ci arriva in puntuale ritardo. Mentre segue i genitori nei teatri di provincia dove il padre si esibisce, ottiene i primi buoni successi imitando compagni di scuola e insegnanti. Come il suo proprietario, la vocazione del Picchiatello già strilla e scalcia in cerca di un palco. Nella girandola di impieghi da nulla che infatti non prende con la minima serietà – commesso, magazziniere, quel fattorino d’hotel che, come altri impieghi in altri film, tornerà in Ragazzo tuttofare – finché arriva quello buono.

L’incontro fatale con Dean Martin
Perché il cinema-teatro di Broadway dove fa la maschera, gli regala uno spazio e il tempo per provare le imitazioni in playback di celebri ugole d’allora. L’uomo-spettacolo totale, come lo chiameranno i francesi, è pronto. Nel ’44 il primo tour. Due anni più tardi, 26 giugno 1946, già amico di un altro debuttante di superlusso, Dino Crocetti, figlio di un’altra minoranza più noto come Dean Martin, lo trascina in scena causa assenza di un collega. Complice la storia, è fatta. La comicità Usa d’anteguerra, generi e star, dai Marx a Laurel e Hardy, che per l’epilogo sceglieranno pure loro l’Europa, è in articulo mortis. La coppia Lewis-Martin imbocca a passo di carica la via per la gloria a colpi di risate fresche di conio. Lo schema “il bellone e lo sfigato” è infatti novissimo e funziona a meraviglia. La loro diventa in fretta una cavalcata trionfale che durerà fino al ’56: dalle prime affermazioni nei night club ai grandi teatri, la radio, la tv, il cinema, i dischi e i fumetti. Perché quei due sono così stelle che dal 1952 al 1957 il colosso DC comics pubblica un’acclamata striscia tutta per loro, che col solo Lewis arriverà addirittura al 1971, facendolo duettare con Batman, Superman e altri eroi di carta. Da La mia amica Irma (1949) a Hollywood o morte! (1956), anno della tutt’altro che pacifica separazione, il solito scontro di eghi, sono ben sedici in sette anni i loro film, fra i quali il fondamentale Nipote picchiatello. Tutti o quasi diretti da un quartetto di artigiani capaci di servire – come a suo tempo fecero i Marx con Leo McCarey – col debito garbo e ottimo mestiere i due mattatori: George Marshall, Hal Walker, Frank Tashlin, Norman Taurog. Ai quali seguiranno per Lewis, in anni più vicini, anche Billy Cristal e Emir Kusturica. Una volta separati, come si sa, per Jerry e Dean altri fiumi di gloria scorreranno. E a lungo.

Una vita molto complicata
Non è nuovo né esagerato affermare che Lewis è uno dei più grandi uomini di spettacolo del XX secolo. Dato che ha saputo essere nel tempo attore dalle sbalorditive risorse, specie mimico-fisiche, intrattenitore sublime, soggettista e sceneggiatore, musicista, docente di cinema (fra i suoi allievi i ragazzi prodigio Spielberg e Lucas), e il regista che sappiamo. Un vero uomo-cinema. Capace inoltre di rinnovarlo alla base. Come fece negli anni Paramount, dove imperversava col solito manicale perfezionismo in ogni fase della produzione e dove inventò il video assist, la camera con monitor che gli mostrava in tempo reale i giornalieri. Di fatto una profezia del digitale. Immediatamente, va da sé, ripresa da tutti. Come quasi tutti i geni che si rispettino, Lewis ha avuto una vita molto complicata, alla quale ha risposto con eccezionale forza di carattere, messa di nuovo alla prova anche pochi anni fa, 2009, dal dolore per la morte del figlio più giovane, Joseph, a causa di un’overdose di barbiturici. Una vita non facile, e non solo per gli incalcolabili guai di salute, ma anche per via d’un carattere disastroso. D’altronde, come si usa dire: non esistono cattivi caratteri, ma solo caratteri. Pare tagliata da un sarto per il Picchiatello. Che in questo non diverge troppo dagli strani, malinconicissimi predecessori “tristi, solitari y final” Buster Keaton, Stanlio e Ollio, né dal poco simpatico sex addicted Charlie Chaplin. La fatica di essere comici. Di avere, in generale, una tale sensibilità che il maggior problema diventa difendersene. In Lewis si intrecciano la dissacrante tradizione ebraica, la modernità vertiginosa e nevrotica dell’America moderna, un’impressionante consapevolezza dei propri talenti e limiti, regolare oggetto di sulfurea autoironia, il naturale esibizionismo e la sfrontatezza che stanno nella valigia dei migliori uomini di spettacolo. Specie i comici.

Nudi e mediocri nel suo specchio deformante
Sembrerà azzardato, ma pensando all’estremismo della comicità e alle cosiddette gaffe di Lewis, par d’intravedere Lenny Bruce. La sua incoercibile necessità di seguire, fino ad oltrepassare i limiti di leggi e convenienze sociali, il proprio istinto comico e non, intinto nel nero cupo di ciò che di noi e del mondo risolutamente neghiamo né vogliamo vedere e sapere. Cosa permessa fin dall’antichità solo a comici e tragici: dire, sorta di oracolo e medium, le cose come si pensa che stiano, senza mediazione alcuna. Mostrandoci a noi stessi e agli altri come mai vorremmo scoprire di essere. Nudi, goffi, mediocri e senza difese. Come riflessi in uno specchio deformante, scandaloso e però veritiero. Lewis, come i comici di razza, attira quel greve fardello sulle sue sole spalle. Fermandosi solo un po’ prima della perfetta, mortale coincidenza vita-spettacolo di Lenny. Dicendoci di noi tutte le bassezze che persone come loro han già da tempo scoperto e accettato. Più che in scena, in una terra di nessuno di battute rubate o citate fuori contesto, Lewis, con le sue fin troppo enfatizzate gaffe, s’è mostrato talvolta svelandosi al di là di sé e della propria volontà e controllo.

Gli Usa puritani e il grande fool
Momentanei smarrimenti di coscienza e falle del super io, di nuovo la fatica di essere comici. Perdite di controllo che in pubblico, nei puritani Usa, anche per un comico di oggi, qualora, come Lewis o il più estremo Lenny, sia vero pronipote del fool shakespeariano (giullare ma anche pazzo, dunque autorizzato a tutto dire, fornendo così all’autore, come un dissociato, più personalità), è infinitamente più vietata, o meno ammissibile, che nella Vecchia Europa. È anche e soprattutto in questa luce che, per davvero comprendere le indignatissime e, per noi europei, un po’ ridicole reazioni dei benpensanti Usa, vanno collocate le presunte offese a spastici e distrofici, che certo mal si attagliano alla generosità di filantropo di lunghissimo corso, ma delle quali Jerry infatti si è abbondantemente scusato; l’uso in una diretta tv e un’intervista della parola “fag” (frocio, in inglese è termine assai spregiativo); le battutacce sulle donne-comico (“mi urtano un po’ i nervi”), dalle quali si difende con buonsenso e l’ennesima contraddizione ricordando i suoi undici film con una spalla femminile. In fondo quattro sciocchezze, se paragonate a quanto ha saputo dare. Tenendo invece presente di quanto sangue grondi la questione delle armi illegalmente detenute in America, la pistola non autorizzata e funzionante rinvenuta in una borsa di Lewis ad un controllo bagagli nell’aeroporto McCarran di Las Vegas, 2008, desta uno scalpore francamente modesto. Anche se il suo manager si affrettò a definirlo un innocuo pezzo da collezione, mentre lo showman peggiorò goffamente

le cose qualche tempo dopo – momentanea fuoriuscita del Picchiatello nella vita vera? – rivelando che era il dono di un fan. Ma diciamocelo. Per farla breve, un comico buono o simpatico non sarebbe mai diventato Jerry Lewis.  Addio Picchiatello, eterno adolescente! E grazie di tutto.

Il Gang Stalking cose?

Il Gang Stalking è un azione persecutoria organizzata ai danni di un “Individuo Bersaglio” o “Target Individual” che si perpetra atraverso un insieme di atti ostili non sigolarmente imputabili come reati o violenze esplicite ma che nell’insieme risultano essere pesantemente lesive per salute psichica e fisica della vittima. L’azione vessatoria produce stress che, protratto, induce al disturbo da disadattamento (DDS), il quale può provacare, asocialità, aggressività, misantropia, crisi di panico, attacchi d’ansia, insonnia, comportamenti ossessivi-compulsivi, e nei casi più gravi indurre al suicidio o all’omicidio. Lo stress prodotto dall’azione vessatoria induce inoltre la sindrome del disturbo post traumatico da stress nelle sue diverse forme, depressiva e ansiosa (DPTS), cfr Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali.
Gli obiettvi che esso si prefigge sono il condizionamento degli individui, il loro controllo, “programmazione” o eliminazione attraverso l’induzione alla paranoia o al suicidio. Il Gang Stalking ha molte somiglianza con il Mobbing con la differenza che quest’ultimo viene praticato sul posto di lavoro mentre il secondo abbraccia ogni momento della vita del perseguitato.
Il Gang Stalking è praticato e coordinato da organizzazioni di intelligence statali e parastatali per perseguire le motivazioni suddette. Esistono anche fenomeni spontanei di Gang Stalking, probabilmente formati da gruppi che hanno precedentemente lavorato per lo stato o le organizzazioni che l’hanno praticato, si tratta di “organizazioni canaglia” che operano secondo criteri del tutto arbitrari. Questi gruppi si possono attivare per divertimento, fanatismo religioso o settario, persecuzione di genere, di razza, apartenenza politica, ecc. Probabilmente anche la pratica del malocchio e della magia nera si servono di questi mezzi per ottenere efficacia sulle sue vittime.

Come possiamo difenderci dagli attacchi? Ecco le contromisure da mettere in atto

Come possiamo difenderci dagli attacchi? Ecco le contromisure da mettere in atto

Le misure sono le stesse da quando ci furono i raid di Parigi nel 2015 ma ora vengono rafforzate. A Milano nuove barriere all’ingresso della Galleria, a Roma un muro di blindati ai Fori imperiali

Livello di allerta 2

L’Italia convive con il livello di allerta 2, quello immediatamente precedente all’«attacco in corso», dagli attentati di Parigi di novembre 2015. Le misure di sicurezza nel nostro Paese sono rimaste, quindi, le stesse, anche se il Viminale ha chiesto a prefetti e questori un’ulteriore «sensibilizzazione». Blocchi in cemento come a Milano nella zona del Duomo (e da ieri sono comparsi anche agli ingressi laterali della Galleria Vittorio Emanuele) fioriere sul lungomare di Napoli, blindati a protezione dei siti più frequentati di Roma come il Colosseo o San Pietro. Armi che ci difendono dai possibili attacchi terroristici. Ma che in ogni caso non garantiscono la sicurezza assoluta, specie contro accoltellamenti improvvisi o furgoni lanciati sulla folla.

Gli attimi immediatamente successivi all’attacco del 17 agosto a Barcellona (LaPresse)Gli attimi immediatamente successivi all’attacco del 17 agosto a Barcellona (LaPresse)