Roma, falso Modigliani venduto a un americano: fermata una truffa da 9 milioni

Il dipinto era stato esposto anche all’Avvocatura di Stato. Poi è finito in una banca fino al sequestro avvenuto nel 2015. Adesso la conferma: E’ una patacca”

Come riportato del prestigioso giornale repubblica Il falso Modigliani scoperto a Roma ROMA – Uno dei più grandi artisti italiani del Novecento. Opere di inestimabile valore. E falsi che, oramai, non si contano più. E sì perché delle sculture e dei quadri di Amedeo Modigliani si occupano ormai diverse procure. Dopo il caso esploso a Genova che indaga su 20 quadri falsi su 21, esposti durante la mostra internazionale su Modigliani a Palazzo Ducale, adesso è la volta di un’inchiesta aperta da parte dei pm romani.

Un facoltoso appassionato americano dovrà ringraziare a vita l’intervento dei carabinieri tutela patrimonio culturale che hanno scoperto il tutto. I militari della sezione falsificazione del reparto operativo (coordinati dal colonnello Nicola Candido e dal capitano Fabio Castagna) sono arrivati pochi giorni prima che si concludesse, nell’estate del 2015, il mega affare. Nove milioni di euro che l’acquirente Usa stava per versare sul conto del mediatore d’opere d’arte per avere in cambio il quadro dell’artista toscano, la Jeune femme à la guimpe blanche.

Peccato che il grande pittore quell’opera non l’avesse mai realizzata. Lo statunitense aveva perfino sponsorizzato nel 2009, a Roma, un’esposizione allestita dal Modigliani Institut, concepita appositamente per la Jeune femme nella Sala Vanvitelli dell’Avvocatura Generale dello Stato. Il finanziamento dell’evento aveva garantito all’appassionato un diritto di prelazione sull’acquisto qualora i proprietari, una famiglia ungherese (la cui esistenza è dubbia in internet è presente un documento su una contesa giudiziaria del quadro) avesse deciso di venderlo.   

Intanto l’opera riposava, come un vero pezzo pregiato, in un caveau di una banca a piazza Venezia. Messo lì in letargo, nel cuore della Capitale, per accrescerne il valore ed essere poi definitivamente piazzato al ricco americano. Certo, invece, dell’autenticità dell’opera è l’ideatore – il pubblico ministero Tiziana Cugini gli contesta il falso e il riciclaggio – dell’astuto piano di vendita.  L’uomo, comunque, ha chiesto una nuova perizia dell’opera per confutare quella redatta dagli esperti della procura. Il mediatore è infatti convinto che l’artista livornese eseguì il quadro nel 1916. Per lui si tratterebbe, senza alcun dubbio, dell’unico ritratto di Simone Thiroux, studentessa di medicina  con cui il pittore intrecciò una relazione brevissima dalla quale, nel  1917, nacque Gèrald. Modigliani rifiutò sempre di incontrare il figlio e di concedergli il cognome. Una storia, quest’ultima, ricavata da uno scambio epistolare tra il pittore toscano e l’ex amante. Lettere esibite nella “mostra- evento” nell’Avvocatura dello Stato per confermare l’autenticità dell’opera

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