Ci sono tanti mezzi che ci permettono di viaggiare. Auto, treni, aerei, ma anche libri, film, documentari e… il cibo. Attraverso la cucina le distanze si accorciano, e mondi anche molto distanti si incontrano e si scoprono a vicenda creando nuove abitudini e tradizioni. Accade questo anche a Torino, da Jigeenyi, lo spazio dedicato alla cultura e alla cucina dove ha trovato casa il progetto Ricette d’Africa. Qui si preparano, si assaggiano e si condividono piatti tipici di molti Paesi africani, dal Senegal al Madagascar fino all’Etiopia e al Nord Africa, in un tripudio di sapori capace di stimolare la curiosità anche dei palati sabaudi. A guidarci all’interno di questo progetto che fa del cibo il cuore dell’integrazione sono Claudia Nicola e Giulia Gozzelino, coordinatrice del progetto e presidente del circolo Jigeenyi.

Ricette d’Africa, dal Senegal a Torino

L’avventura di Ricette d’Africa nasce all’interno dell’associazione Renken che, dal 2006, si occupa di cooperazione internazionale in Senegal. “Ci siamo avvicinate alla cucina locale durante i nostri viaggi di lavoro e abbiamo notato come l’idea che abbiamo in Europa a proposito di cosa si mangia in Africa è molto distante dalla realtà” ci racconta Claudia.

Nel 2015 prende piede un primo progetto che permette di partire dalle cucine africane per realizzare eventi, incontri e occasioni che permettessero di superare gli stereotipi e di avvicinare le persone. “Abbiamo creato un gruppo eterogeneo di 20 donne afrodiscendenti – residenti a Torino, seconde generazioni, richiedenti asilo e persone fragili – e offerto un corso di formazione che aveva l’obiettivo di aiutarle a unire le loro competenze legate alla cucina tradizionale dei loro luoghi d’origine con le regole e i costumi del settore in Italia. Alla fine, alcune delle donne del gruppo hanno iniziato a lavorare durante gli eventi culturali che organizzavano in diversi luoghi di Torino, unendo la divulgazione dei programmi di cooperazione internazionale con la scoperta della cucina dei vari luoghi.”

Jigeenyi/facebook.com

Dal 2015, Ricette d’Africa si è evoluto fino a trasformarsi in un’associazione di promozione sociale oggi affiliata ad ARCI, è cresciuto anche il numero di persone coinvolte e, di conseguenza, anche lo spettro di sapori, ricette e tradizioni che trovano spazio in questo racconto corale delle cucine africane. Il sogno era un luogo dove stabilire il quartier generale e la cucina e dove poter proporre a sempre più persone i piatti. Un sogno diventato realtà nel 2021 con l’apertura di Jigeenyi che in lingua wolof significa “donne”.

Jigeeny, una casa per la cultura e le cucine africane

Ci troviamo all’interno di Bunker, un grande centro culturale nella zona che apparteneva all’ex scalo ferroviario di Vanchiglia a Torino. Interessata nel 2015 da un’opera di riqualificazione, oggi l’area è destinata ad eventi, attività culturali e ricreative, ed è proprio qui che Ricette d’Africa ha trovato una casa che potesse essere aperta anche ai torinesi con continuità. “Eravamo convinte che fosse possibile contribuire all’educazione alla cittadinanza globale attraverso il cibo, ma volevamo un luogo dove poter diventare più professionali” spiega Giulia, presidentessa del circolo inaugurato a giugno 2021.

Jigeenyi oggi è aperto dal giovedì alla domenica e propone una cucina che parte dai piatti tipici africani e un modo di stare insieme che richiama i momenti conviviali più europei, un mix culturale e di gusto con obiettivi nobili. “La doppia sfida per noi è far partecipare anche persone di origine africana alle nostre iniziative e avvicinare un pubblico torinese a diverse culture rispetto alle quali esistono ancora molti stereotipi.”

Jigeenyi/facebook.com

L’obiettivo è, dunque, culturale e il cibo lo strumento più adatto per creare opportunità di incontro. A tavola si mangia insieme e si abbattono molte barriere, ma, come ci raccontano Claudia e Giulia, non è sempre facile. Innanzitutto perché le cucine africane sono molte, diverse tra loro e non sempre conosciute a tutte le cuoche di Ricette d’Africa. Loro stesse sono coinvolte in un percorso di formazione continua, fatto di esperimenti e assaggi anche dietro le quinte.

Sapori di “casa” dal Senegal, Somalia, Madagascar e oltre

“La proposta per chi frequenta il circolo è composta da piatti per tutti, onnivori e vegetali, che siano ‘casa” per le persone di origine africana e per i locali. Proponiamo quindi menù stagionali che seguono, quindi, per la maggior parte la disponibilità delle materie prime in Piemonte e che valorizzano le competenze delle persone che lavorano in cucina.” Qualche esempio? La Fataya senegalese, il riso speziato come si prepara in Somalia, il pollo allo zenzero congolese, il Fried Rice nigeriano. “Aggiungiamo poi anche un po’ di creatività” conclude Giulia, “ci piace sfidarci e mettere insieme idee e spunti da ciò che noi amiamo mangiare.”

Jigeenyi/facebook.com

Mentre il programma degli eventi organizzati da Ricette Africa viene svelato, mese dopo mese, non si ferma il processo creativo e l’immaginazione a proposito di cosa diventerà Jigeenyi. Claudia e Giulia sono d’accordo: “ci piacerebbe creare un laboratorio dove organizzare corsi di formazione per persone fragili che possano, così, costruire una propria strada lavorativa nel campo della ristorazione. E poi, perché no, anche workshop di cucina senegalese, congolese oppure somala rivolti direttamente al pubblico che, dopo aver scoperto qui che buone sono le cucine africane, vorrà preparare qualcosa anche a casa!”

Così anche a Torino c’è spazio per conoscersi a tavola, come già accade in altre parti d’Italia: dal Laboratorio di Antropologia del Cibo di Milano al ristorante Roots di Modena. Il cibo si conferma, dunque, un potente strumento per superare le barriere e scoprire qualcosa di nuovo sugli altri e anche sui propri gusti.

Conoscete alcune ricette di cucine africane?