Gli studenti del Liceo artistico Argan di Roma e dell’Istituto Tor Carbone li hanno analizzati come opere d’arte in ricordo del cuoco stellato scomparso in un tragico incidente nel 2018.

Uno schizzo di colore, una pennellata di salsa, una goccia d’olio. Elementi di un piatto o di un quadro. In alcuni casi due mondi che si fondono, quello della cucina e quello dell’arte. Come nella storia dello chef  Alessandro  Narducci, considerato  il  Pollock  della  cucina  italiana, scomparso tragicamente nel 2018 in un incidente stradale. Per ricordare la sua “arte” gli studenti del Liceo artistico Argan di Roma e dell’Istituto alberghiero Tor Carbone, il primo della Capitale, hanno analizzato i piatti del più giovane chef stellato d’Italia, come se fossero opere d’arte.

Un laboratorio organizzato dal professore Giuseppe Varone e dal professore Tommaso Del Lungo intitolato “La cucina al museo” e realizzato nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.

Sono nate così le Ekphrasis, termine di derivazione greca che indica la descrizione verbale di un’opera d’arte visiva di alcuni piatti emblematici dello chef Narducci. E’ il caso del “Salmoriglio”, del “Raviolo non alla norma”, del “Polpo scordato” o ancora di “Birra e noccioline”.

Vividi racconti

È così che Sebastiano Borrello, studente della VP del liceo Argan descrive in maniera critica il piatto a lui assegnato, uno degli iconici dello chef, Tataki di ricciola con panzanella “Come a Roma”: “Chiamarlo semplicemente piatto è riduttivo: è incontestabile che questa è una vera e propria opera”.

Alberto Blasetti

Tataki di ricciola con panzanella “Come a Roma” dello chef Narducci

“Partiamo analizzando la ‘mezzaluna’ che conduce al cibo, di un’elevatissima precisione e di un

colore brillante – scrive lo studente – La particolarità del piatto è anche il suo spazio ‘vuoto’, pulito da tutto, senza eccessi, senza ingombri, senza macchia”.

Oppure Federica Bellavia che racconta così il “Salmoriglio”: “Di questo piatto la prima cosa che si percepisce sono i colori lucenti. Potrebbe rappresentare una ghirlanda, o potrebbe descrivere l’anima e il corpo”.

Alberto Blasetti

“Salmoriglio”, piatto dello chef Narducci

“Lo scopo di un’artista, e quindi anche di uno chef, è creare una freccia capace di trafiggere anche un cuore di pietra, per farlo rompere in mille pezzi e farne rinascere altrettanti mille con uno scopo magari anche migliore. L’aver utilizzato un piatto bianco mostra la purezza dietro questo concetto, che probabilmente rispecchia quella del suo creatore Alessandro Narducci”.

Lo chef Narducci

Alessandro Narducci, chef Aquolina

Alessandro Narducci era considerato una promessa della cucina italiana, era stato la più giovane stella Michelin a 26 anni.

Era cresciuto ai fornelli al fianco di grandi nomi come Heinz Beck; aveva collaborato con lo chef Angelo Troiani, suo grande sostenitore, per aprire successivamente il suo ristorante Acquolina, in via del Vantaggio a pochi passi da piazza del Popolo, con il quale aveva meritato la stella Michelin.

È scomparso nel giugno del 2018 a Roma in un incidente stradale mentre era in sella al suo scooter in compagnia di una sua amica, Giulia Puleio, deceduta anche lei. Il motorino è stato centrato in pieno da un’auto, il conducente, Fabio Feola è stato condannato a quattro anni di carcere per duplice omicidio stradale al termine del rito abbreviato.

Il premio Internazionale

Per ricordare il nome di Narducci e proseguire la sua eredità i genitori Alessandra e Maurizio hanno istituito insieme all’Alberghiero Tor Carbone il “Premio Internazionale Alessandro Narducci”.

Il premio è alla fase finale e i vincitori si conosceranno a maggio di quest’anno. L’obiettivo principale è promuovere la cultura gastronomica italiana nel mondo. Il concorso è rivolto a tutti gli studenti e agli chef dilettanti non italiani che nutrono una passione per la cucina e la cultura enogastronomica italiana e che vogliono trasformare il loro talento in una professione.

In palio uno stage onnicomprensivo di tre mesi presso il ristorante “Acquolina” di Roma, casa professionale dello chef Narducci, al fianco di un team di chef stellati.