Una crisi che era nell’aria ma alla quale, forse, nessuno aveva creduto fino in fondo. Il 2021 inizia con la rocambolesca giocata di Matteo Renzi che, il 13 gennaio, ha annunciato le dimissioni dei ministri Teresa Bellanova e Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Quello che accadrà nessuno può saperlo (in teoria); in fondo la politica è l’arte del possibile e, da qualche anno, anche dell’impossibile.

Dall’ormai celebre “Enrico stai sereno” al “se perdo il referendum lascerò per sempre la politica”, Matteo Renzi ci ha dimostrato che da lui, veramente, ci si può aspettare di tutto. E allora, nel momento più complesso per il Paese, eccolo di nuovo al centro della scena ad aprire una grottesca crisi di governo.

Sia chiaro, neanche durante una pandemia la democrazia può essere sospesa e gli inglesi ci hanno dimostrato che si può sostituire un primo ministro anche nel bel mezzo di un conflitto mondiale, ma quanto avvenuto in queste ore in Italia rasenta il ridicolo.

Una crisi aperta per puro tatticismo, per la necessità di Italia Viva di riposizionarsi all’opposizione e provare, in un ultimo disperato tentativo, di recuperare – da qui al 2023 – quei consensi necessari per non essere condannata all’irrilevanza, insieme al suo leader.

Perché Renzi, in cuor suo, sa benissimo che i “responsabili” verranno fuori e che, con il taglio dei parlamentari approvato con lo scellerato referendum del 20 e 21 settembre 2020, in molti, tra gli attuali senatori e deputati, perderanno il seggio e lo stipendio.

E allora, senza viaggiare troppo con la fantasia, all’orizzonte vediamo un Conte Ter, che potremmo ridefinire anche il governo “Conte – Mastella”. In fondo – secondo chi scrive – Conte, pur di vendicare la lesa maestà compiuta da Renzi, sarebbe capace di tirare dentro la sua maggioranza un po’ chiunque. Un po’ come fece con l’atro Matteo, passando dal governare con Salvini al governare con Franceschini.

Scenari che, non fossimo in mezzo ad una pandemia e non ci stessimo giocando il futuro del Paese, potremmo definire quasi comici.

Invece, nei mesi e negli anni del Recovery Fund, ci troveremo ancora una volta con un governo debole e improvvisato. Da Renzi a Conte, da Italia Viva al Partito Democratico, ognuno ha messo avanti il proprio ego, dimenticando che quello che loro si giocano è il futuro di un Paese che a loro ha dato tanto, forse troppo.

E allora ognuno persegue le proprie piccole strategie, facendo finta di cambiare tutto affinché si possa continuare a campicchiare. Alla fine, si raffazzonerà una nuova maggioranza e tutti avranno vinto e saziato la voracità del proprio ego.