(Teleborsa) – “L’attenzione posta a uno dei temi più importanti della società, cioè l’istruzione, non può che renderci pienamente soddisfatti. Da anni ribadiamo come sia necessario incrementare le risorse nelle zone che più necessitano di ausilio. È importante investire sul Mezzogiorno, nelle realtà in cui l’abbandono scolastico è una piaga. La scuola deve essere un luogo di salvezza. È necessario riscattare i territori disagiati e assicurare certezza e ristoro per i ragazzi che sono a rischio di abbandono scolastico. Questa è una scommessa e credere nel fatto che la scuola sia speranza viva è il modo migliore per vincerla”. Questo il commento del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico sul

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza “Next Generation Italia” contente le Linee di indirizzo per la bozza da sottoporre al CdM.

Tra i punti sottolineati dall’Anief figurano le misure previste per favorire la parità di genere che nel campo dell’istruzione sono volte a sostenere l’accesso da parte delle donne all’acquisizione di competenze STEM. Per quanto concerne i giovani, – sottolinea il sindacato – “viene riportato come digitalizzazione e innovazione, sostenibilità ambientale e inclusione sociale sono le priorità strategiche del PNRR e si caratterizzano per il ruolo e l’importanza che le nuove generazioni assumono come attori e beneficiari di queste linee di policy”. Infatti – prosegue l’Anief – “gli interventi del Piano mirano a importanti ricadute occupazionali a favore dei giovani grazie allo sviluppo di nuovi settori e opportunità. Gli impatti diretti sulle nuove generazioni sono presenti in tutte le missioni e in particolare in quella dedicata a Istruzione e ricerca: dal contrasto all’abbandono scolastico alla digitalizzazione della didattica, dai percorsi professionalizzanti al potenziamento della ricerca, gli obiettivi, i risultati attesi e l’impatto dei progetti riguardano essenzialmente i giovani. Nella missione Inclusione e coesione, l’Anief sottolinea “il potenziamento del servizio civile universale e gli interventi sulle politiche attive del lavoro e sulla formazione: interventi diretti a migliorare il funzionamento del mercato del lavoro e a vantaggio delle nuove generazioni”. La riforma e l’innovazione nella P.A., inoltre, per il sindacato, “coniugandosi al previsto turn over generazionale, diventano un rilevante fattore di attrazione e di opportunità per i giovani qualificati”.

Il documento registra anche un interesse per la questione Sud e riequilibrio territoriale. “In tal modo, – evidenzia l’Anief – è ulteriormente incrementata la dimensione e l’intensità nel Mezzogiorno degli interventi previsti nel Piano per le dotazioni infrastrutturali e sociali e per le politiche volte a migliorare la qualità e il livello dei beni e dei servizi pubblici essenziali (istruzione, ricerca, accesso alle tecnologie digitali, tutela e qualità dell’ambiente, infrastrutture per la mobilità sostenibile, infrastrutture sociali)”.

Anief sottolinea, inoltre, come sia importante prevedere delle misure indirizzate al basilare tema scolastico, come viene registrato dalla Missione 4 – Istruzione e ricerca: essa è atta “al potenziamento delle competenze e del diritto allo studio, alla lotta contro la povertà educativa e ai divari territoriali nella quantità e qualità dell’istruzione. La componente è stata significativamente rafforzata nella sua dotazione finanziaria. Le linee portanti sul contrasto ai divari territoriali sono costituite da un forte investimento su asili nido, scuole di infanzia e sezioni primavera, potenziato per colmare il divario nei confronti dei paesi europei più avanzati, in particolare nel Mezzogiorno, insieme a interventi sulle scuole con maggiore incidenza di abbandono ed esiti educativi deboli, e finanziamenti per alloggi per studenti. Per il potenziamento della didattica si prevedono interventi per la didattica digitale integrata, le competenze STEM e il multilinguismo, con un focus specifico alla formazione delle donne. È stato inserito un progetto da un miliardo per l’estensione del tempo pieno nelle scuole. Parallelamente si investirà, con maggiori risorse, nelle infrastrutture (cablaggio, laboratori, aule didattiche). Infine, si intende favorire una maggiore integrazione tra scuole superiori e università e il rafforzamento dell’istruzione professionalizzante rivolta al mondo del lavoro, una riforma e un investimento molto importanti per le nuove generazioni”.