Gli utenti del social si chiamano Igers e uno degli obiettivi della community italiana è proprio la promozione del nostro patrimonio, spesso facendo conoscere delle vere e proprie ‘perle’ poco frequentate. E stavolta hanno deciso di imortalare alcuni angoli dell’Isola


Oltre un centinaio di persone da tutta Italia si sono date appuntamento in Sardegna ‘armate’ di macchine fotografiche, obiettivi e occhio clinico: sono i membri di Igersitalia, l’Associazione italiana fondata nel 2012 che riunisce gli appassionati di contenuti digitali, gli Igers appunto, e che quest’anno si è riunita in assemblea per tre giorni nell’Isola. Una passione, quella per gli scatti da condividere online, che si è concretizzata maggiormente su Instagram, il social network dedicato alla fotografia che, con il suo miliardo di utenti al mondo è la terza piattaforma social più utilizzata.

Quattro le mete dell’isola scelte per questa sesta edizione dell’Assemblea: Cagliari; Cabras, con il sito archeologico di Tharros; Alghero e Bosa. Tre giorni per scoprire la Sardegna ma, sottolineano Ilaria Barbotti e Alessandra Polo – rispettivamente presidente di Igers Italia e fondatrice di Igers Sardegna – “non ci siamo limitati a raccontare il mare ma, anche grazie al contributo della Regione, il territorio a 360 gradi. Infatti, uno degli obiettivi degli Igers di casa nostra è proprio la promozione del patrimonio italiano, spesso facendo conoscere delle vere e proprie ‘perle’ poco frequentate. È il caso della piscina naturale di Cane Malu, a Bosa, che ha attirato tantissimi turisti che si sono innamorati delle sue acque cristalline viste in uno scatto di @mariapiacossu. O della Foresta Fiorentina di Bultei: “Abbiamo organizzato un instawalk, cioè una camminata in questa foresta che è tra le più antiche della Sardegna – racconta Alessandra – e molti degli Igers che vivono lì vicino non l’avevano mai vista. La community ci permette di ammirare posti che altrimenti non avremmo conosciuto”.

Accanto alla passione per la fotografia, Igersitalia porta avanti anche una battaglia contro il buco legislativo che riguarda i social network. “Vorremmo che sia riconosciuto il lavoro su Instagram e che ci sia chiarezza sui contenuti pubblicitari – spiega Ilaria -. Per questo abbiamo stilato un codice etico, in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori e con l’Istituto autodisciplina pubblicitaria, che possa distinguere gli scatti ‘spontanei’ da quelli sponsorizzati e retribuiti”. Infine, un augurio a tutti gli operatori turistici: “Servirebbe per loro più formazione, molte aziende non hanno ancora un proprio account social che potrebbe metterle in contatto con più clienti”.
Una giornata da instagrammer. Una macchina fotografica o l’obiettivo del telefono, un buon programma di post-produzione e soprattutto un buon ‘occhio’ per osservare i dettagli dei luoghi che ci circondano: perché non basta scaricare l’app di Instagram sul proprio cellulare per diventare dei buoni Igers e per avere successo in questo social network. Lo spiegano Enrica e Danilo, due dei partecipanti ai tre giorni del raduno, che anticipano ridendo: “Siamo due avvocati, fidanzati, ma pensiamo i nostri scatti in modo completamente opposto”. Enrica – che su Instagram è @fluoaci e vanta ben 18800 follower – ha iniziato a utilizzare il social network per condividere le foto delle sue passioni: i viaggi e la street photo, un genere che rappresenta le persone nella loro vita di tutti i giorni nei luoghi pubblici. “Per i miei scatti – racconta – aspetto che la strada sia occupata, devono esserci persone che la attraversano e che le diano dinamicità”.