Il Napoli fuori forma e senza cattiveria: tutti gli errori fatti con la Juve

Napoli, La prova del nove non è stata superata, dopo otto giornate di campionato passate in beata solitudine al comando della classifica. Ma all’esame della verità con la Juventus, apparentemente in difficoltà e staccata di quattro punti alla vigilia dello scontro diretto del San Paolo, il Napoli si è presentato nelle condizioni psicofisiche peggiori: con molti giocatori fuori forma e senza la necessaria cattiveria agonistica, a dispetto della spinta dei 56 mila spettatori (record stagionale di presenze) accorsi allo stadio di Fuorigrotta. C’erano già stati degli scricchiolii abbastanza minacciosi, solo in parte mascherati dalla stentata vittoria di domenica scorsa sul campo dell’Udinese.

Maurizio Sarri non se l’è sentita tuttavia di mischiare un po’ le carte: né dal punto di vista tattico, con la conferma a oltranza del modulo 4-3-3, né cercando di pescare un po’ di forze fresche nella sua panchina, dove almeno a centrocampo le alternative non gli mancano. L’allenatore ha concesso uno spezzone di gara solo Zielinski, ignorando per l’ennesima volta i suoi mediani più dotati dal punto di vista atletico: Diawara (che avrebbe fatto comodo al posto dello spento Jorginho) e Rog.

Napoli, Hamsik: “Ci abbiamo provato ma la Juve si è difesa bene”

L’errore più grave degli azzurri è stato però esporsi al contropiede degli avversari, che hanno sbloccato subito il risultato e poi hanno avuto gioco relativamente facile a difendere il loro vantaggio per tutto il resto della sfida, complice l’appannamento evidente di Callejon e Mertens. L’unico a provarci veramente è stato Insigne, condizionato peraltro da un infortunio. L’attaccante di Frattamaggiore, costretto a chiedere il cambio del finale, è in dubbio per la trasferta di Champions League di mercoledì a Rotterdam, contro il Feyenoord.    Piove dunque sul bagnato, per il Napoli, già penalizzato dalle lunghissime assenze di Milik e Ghoulam.

La coperta è corta soprattutto in avanti, dove Sarri ha sfiduciato pubblicamente il franco algerino Ounas (“È un ragazzino, acerbo e anarchico”) e non ha alternative al tridente titolare. Ma Callejon, Mertens e Insigne sono stremati e solo all’inizio di gennaio arriverà dal Chievo il nuovo acquisto Inglese. L’unica soluzione, nel frattempo, potrebbe essere una leggera modifica del modulo tattico, sfruttando meglio l’abbondanza di qualità a centrocampo. L’allenatore toscano non ne vuole sapere, però. “Eravamo imbattuti in campionato da 9 mesi, per chi lo avesse già dimenticato”. Non sarà il ko con la Juventus a fargli cambiare idea, insomma. E nemmeno la eventuale uscita dalla Champions League,  in cui gli azzurri hanno bisogno dell’aiutino del Manchester City. Hamsik ci crede, nonostante la cocente delusione al San Paolo. “Ci dispiace non aver vinto specialmente per i nostri tifosi, che avevano creato una grande atmosfera per noi. Abbiamo dominato per settanta minuti, senza tuttavia superare la solida difesa dei bianconeri. Ora dobbiamo pensare subito all’Europa”. Ma anche il capitano, di nuovo insufficiente, avrebbe bisogno di tirare un po’ il fiato.

Fausto Brizzi con la moglie Claudia Zanella e la figlia Penelope Nina: le prime immagini insieme dopo lo scandalo – ESCLUSIVO

Dopo le accuse, la difesa della moglie, le ritrattazioni… ecco la famigliola di nuovo insieme per la prima volta. Nelle foto esclusive del settimanale Oggi

Fausto Brizzi con la moglie Claudia Zanella (scura in volto), che porta in braccio la figlia Penelope Nina: sono le prime immagini dopo lo scandalo che ha travolto il regista, accusato di molestie sessuali da oltre 10 attrici (GUARDA). Le pubblica in esclusiva il settimanale Oggi, sul numero in edicola – FOTO | VIDEO 1 | VIDEO 2

Fausto Brizzi, parla la moglie Caludia Zanella: “Su di lui, solo voci” – ESCLUSIVO

LA COVER DI OGGI IN EDICOLA clicca la foto per ingrandirla

OG50P001S.pdfLE IMMAGINI ESCLUSIVE – Claudia Zanella ha la faccia scura. Fausto Brizzi abbassa spesso gli occhi sull’asfalto. Ma sono insieme, in pubblico, uno accanto all’altra, con la figlia Penelope Nina. Per la prima volta, da quando lo scandalo delle presunte molestie alle attrici ha sconvolto l’esistenza del regista di Notte prima degli esami, il settimanale Oggi pubblica, nel numero in edicola, le foto della coppia. L’uscita consiste in una missione molto pratica: recarsi a fare compere in un negozio di articoli per l’infanzia.

Fausto Brizzi, parla la grande accusatrice Clarissa Marchese: “Deve far

Campidoglio, Meloni attacca i grillini sulla “salva-Tredicine” poi ritratta ma è già fuori

Le scuse non bastano al fedelissimo di Casaleggio lo staff prepara il trasloco e Raggi studia la sostituzione del “tecnico” non allineato

arando zeppier_news

Un post allunga la vita. Specie se di scuse. Da ieri sera lo sa bene l’assessore al Commercio Adriano Meloni, dato per tutto il giorno a un passo dall’addio al Campidoglio dopo lo scambio su WhatsApp pubblicato dal Messaggero in cui ribattezzava ” Coidicine ” il consigliere grillino e presidente della commissione Commercio Andrea Coia e adombrava dubbi su una presunta combine tra la famiglia di venditori ambulanti Tredicine e il M5S per l’affidamento dei banchi della festa della Befana a piazza Navona.

Il dietrofront è arrivato al termine di una giornata ad alta tensione. Prima i consiglieri 5S si sono scatenati in chat contro Meloni. Poi, nel pomeriggio, Coia è piombato in Campidoglio per chiedere spiegazioni e il via libera a un piccato post di replica. Quindi è arrivata la chiamata della sindaca Virginia Raggi all’assessore. Dura, durissima. Tanto da convincere Meloni a cospargersi il capo di cenere sui social: ” Non c’è alcun legame tra il M5S e la famiglia Tredicine, meno che mai in merito all’organizzazione della Festa della Befana: chi scrive il contrario afferma il falso. Mi scuso con Andrea Coia per alcuni spezzoni di una chat privata riportati dalla stampa: si tratta di parole sicuramente fuori luogo. Abbiamo lavorato insieme per la manifestazione e continueremo a farlo “.

Tutto in ordine? Neanche per sogno. Perché ormai l’assessore al Commercio è con un piede fuori dal team Raggi. ” Quasi due, si tratta solo di attendere qualche altra settimana ” , spiega uno degli assessori più vicini alla prima cittadina. La tregua firmata via social ieri sera è a tempo. E non sembra destinata a durare poi troppo: il tempo di trovare un sostituto o la giusta formula per spacchettare le deleghe di Meloni e poi ognuno per la sua strada. Senza troppi rimpianti, come accadde pure nel caso dell’ex assessore all’Urbanistica Paolo Berdini. Da mesi i colleghi si lamentano per le ripetute assenze di Adriano Meloni alle riunioni di giunta: ” E anche quando c’è sembra che abbia sempre la testa da un’altra parte”.

Dall’altra parte della barricata c’è l’assessore, uomo della Casaleggio Associati – anche per questo ieri è stato salvato dai vertici del Movimento – con la risposta sempre pronta per i cronisti: ” Se non mi cacciano, non me ne vado ” . I collaboratori, a partire dal capo staff Leonardo Costanzo, gli restano fedeli: ” Noi continuiamo a lavorare come se nulla fosse accaduto “. Ma a loro volta avrebbero già iniziato a far circolare il curriculum in vista della più che probabile fine del loro rapporto con il Campidoglio.

Conoscono l’assessore, lo chiamano “l’uomo delle dichiarazioni” e sanno che altre uscite del genere non sono escluse. Anche perché Meloni ha il dente avvelenato con il M5S. “Non sono un grillino, sono un tecnico ” , ha ribadito in più di un’occasione alla buvette di Palazzo Senatorio. Lasciandosi di fatto le mani libere, soprattutto dopo essere rimasto invischiato nel caso Marra: l’assessore è finito nella bufera scatenata dalla nomina di Renato Marra, dirigente dei vigili urbani e fratello dell’ex braccio destro della sindaca Raffaele, alla direzione Turismo. Quella promozione il 9 gennaio potrebbe costare alla prima cittadina grillina il rinvio a giudizio per falso. E a Meloni è costata già una discreta dose di grattacapi: interviste concesse e poi rettificate, una gita in procura e un’indesiderata sovraesposizione mediatica. Alla fine, come se non bastasse, ha dovuto pure assumersi la parziale paternità della nomina.

A quel punto, poi, è partito il braccio di ferro con il consigliere M5S Andrea Coia. Prima sulla delibera sul commercio ambulante, poi sul bando per l’assegnazione delle postazioni per la festa della Befana di piazza Navona: Meloni avrebbe eliminato volentieri il requisito dell’anzianità,

quello che ha permesso alla famiglia Tredicine di fare man bassa di banchi di giocattoli e dolciumi. Ma non è stato ascoltato. Quindi, in serie, sono arrivati lo sfogo contro Coia, gli attacchi del Pd (spettatore gongolante della lite in atto nel condominio 5S) e il post di scuse firmato Meloni. Che ora attende solo il benservito dalla sindaca per fare i bagagli. Mentre i Tredicine non mollano: vogliono che a pagare per la sicurezza e il presepe in piazza Navona sia il Comune

Sentenza a Torino: alla moglie divorziata va il 40% del tfr dell’ex marito. Anche dopo 10 anni

Berlusconi: “M5s l’avversario da battere. La sinistra si è messa fuori gioco”

In videomessaggi inviati a iniziative di Forza Italia a Benevento e Grosseto l’ex premier individua il “pericolo più grave” nel “ribellismo, giustizialismo, pauperismo di questi grillini”. E lancia un programma per “far ripartire il Paese” a suon di tagli alle tasse

 ROMA – “Oggi il più grande obiettivo è quello di far ripartire l’Italia, dovete lavorarci con tutte le vostre forze, solo noi ci possiamo riuscire. E’ una sfida diversa dal passato, non più contro la sinistra che si è messa fuori gioco da sola ma contro un pericolo più grave: il ribellismo, il giustizialismo, il pauperismo di questi grillini”. Silvio Berlusconi individua nel Movimento 5 stelle l’avversario da battere alle prossime elezioni politiche. Nei videomessaggi inviati a iniziative di Forza Italia a Grosseto e Benevento l’ex premier afferma che “le ricette” di M5s “devasterebbero la nostra economia, massacrerebbero in particolare il ceto medio sotto i colpi di una tassazione insostenibile”. In quel raggruppamento politico, continua, “ci sono persone che non hanno mai lavorato, che non hanno mai amministrato neppure un condominio. L’87% dei grillini prima di entrare in Parlamento non aveva mai neppure fatto una dichiarazione dei redditi. Dobbiamo fermarli”. Per tutti questi motivi, secondo l’ex Cavaliere, “l’Italia è di fronte a un bivio molto rischioso, dopo il fallimento di quattro governi di sinistra che non sono mai stati votati dagli italiani”.

“Dobbiamo vincere – prosegue Berlusconi – per salvare l’Italia e farla ripartire, e per vincere dobbiamo ridare una speranza agli italiani, delusi da una vecchia politica che non piace neanche a noi”. La “nuova politica della quale l’Italia ha bisogno” è ovviamente quella di Fi: “Siamo un movimento politico capace di aprirsi a società, categorie, professioni, a chi lavora, fa impresa, fa cultura o ricerca scientifica, si distingue nel volontariato. Il mio obiettivo è che proprio da qui, dalla trincea del lavoro, vengano in politica i protagonisti del futuro, con le loro idee, la loro capacità, la loro concretezza”.

Quella che l’ex presidente del Consiglio definisce “rivoluzione liberale, positiva, concreta, moderata nei toni ma radicale nei contenuti” passa per “un programma che farà ripartire l’Italia partendo da un taglio generalizzato delle tasse, dalla flat tax fissata ad un’aliquota conveniente per tutti, dall’abolizione delle tasse sulla prima casa, sulla prima auto, sulle donazioni

e le successioni”. Promesse che si contrappongono alla minaccia rappresentata dai 5 stelle: “Loro distruggerebbero l’Italia, il ceto medio in particolare, con un’ondata di nuove tasse, dalla patrimoniale alle tasse sulla casa e ad un’imposta di successione fino al 45%”.

Bari, 43enne muore sbalzato dall’auto dopo uno scontro su viale Giovanni XXIII

Per cause da accertare la macchina su cui viaggiava è entrata in collisione con la Lancia Delta su cui viaggiavano quattro persone ed è finita contro le mura di un istituto scolastico

Incidente mortale nella notte a Bari. Per cause da accertare una Smart con due persone a bordo, in marcia su viale Giovanni XXIII in direzione largo 2 Giugno, è entrata in collisione con una Lancia Delta, su cui viaggiavano quattro persone, all’altezza di via Giulio Petroni.

Nell’impatto la Smart è finita contro le mura di un istituto scolastico ad angolo e il passeggero dell’auto è stato sbalzato fuori dall’abitacolo. L’uomo, Gianluca Storelli, di 43 anni, ha riportato gravi ferite ed è morto poco dopo. Sulla dinamica dell’incidente indaga la polizia locale.

Correzione inverosimile per i cambiamenti climatici, dagli scudi solari alla depurazione dell’aria

Il primo impianto di captazione d'aria diretta del mondo è stato inaugurato in Svizzera a maggio.

(CNN)Nella lotta contro il cambiamento climatico, gli sforzi per ridurre le emissioni di gas nocivi come il biossido di carbonio hanno consumato la maggior parte dei titoli.

Ma molti scienziati dicono che la semplice riduzione dell’inquinamento provocato dall’uomo non è sufficiente a limitare il riscaldamento globale a due gradi Celsius, come concordato nell’accordo sul clima di Parigi del 2015: gli esseri umani devono anche escogitare altri mezzi per contribuire a raffreddare il pianeta.
Non c’è carenza di proposte fantasiose per raggiungere questo obiettivo. Alcuni includono l’aspirazione di anidride carbonica dall’atmosfera; altri, incluso uno scudo solare gigante basato sullo spazio, ridurrebbe la quantità di luce solare che raggiunge la Terra.
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Mentre molte di queste soluzioni sono considerate radicali e poco pratiche, altre sono operative da anni. Ma dati i costi spesso elevati, gli effetti collaterali significativi, l’ampiezza e l’impatto internazionale, c’è un sacco di scetticismo sulla fattibilità delle opzioni esistenti.
“Non c’è modo di ridurre le emissioni”, ha affermato Stefan Schaefer, responsabile del programma di ingegneria climatica presso l’Institute for Advanced Sustainability Studies di Potsdam, in Germania. “Senza quello, nessuna delle tecniche può fare qualcosa di utile.”
“Nessuno di loro può essere un proiettile d’argento”, ha aggiunto. “Ma investire un po ‘di soldi per la ricerca di questi approcci ha un senso.”
Ecco alcune delle tecnologie esistenti e uno sguardo su quanto sono realistici.

Sfregando l’aria

Il primo impianto DAC operativo del mondo.  Gli esperti dicono che molti altri avrebbero bisogno di essere costruiti per fare la differenza.

Mentre alcuni progetti rimuovono l’anidride carbonica alla fonte – come le centrali elettriche oi giacimenti di gas – prima che entrino nell’atmosfera, la cattura diretta d’aria (DAC) comporta l’estrazione di CO2 dall’aria e la sua conservazione, spesso in serbatoi sotterranei.
Le tecniche chimiche per l’acquisizione di CO2 – come il “lavaggio” (utilizzando un acido alcalino per assorbire CO2) – sono già utilizzate nelle centrali elettriche e potrebbero essere trasferibili a progetti DAC.
Altri metodi suggeriti includono l’uso di alberi artificiali per aspirare carbonio o costruire torri che aspirano l’aria e filtrano la CO2.
Professionisti:
  • Di vasta portata : il DAC può combattere le emissioni provenienti da fonti disparate, comprese case e veicoli, non solo singoli punti (come le centrali elettriche).
  • Mobile : Poiché la tecnologia è mirata alla CO2 nell’atmosfera, le strutture DAC possono essere installate ovunque sulla Terra.
Contro:
  • Costi elevati : Factoring nella costruzione di impianti e montaggio di nuove infrastrutture, il DAC è molto costoso, sia dal punto di vista finanziario che in termini di input di energia.
  • Rischi legati allo stoccaggio : alcuni scienziati sono preoccupati per lo stoccaggio di CO2 sotterraneo a causa della possibilità di perdite e della domanda su chi sarebbe responsabile del monitoraggio del gas nel tempo.
Quanto è realistico?
A differenza di altre tecnologie, DAC lo ha reso oltre il tavolo da disegno.
Il primo impianto DAC commercialmente funzionante al mondo è stato inaugurato in Svizzera a maggio. I fan aspirano aria in filtri che assorbono anidride carbonica. Il gas viene quindi convogliato in serre e utilizzato come fertilizzante per la coltivazione.
Ma Schaefer è scettico riguardo alla portata di questa tecnologia: “La domanda con la cattura diretta dell’aria è: quanto può effettivamente raggiungere? Quanta CO2 può effettivamente rimuovere dall’atmosfera? E in che misura dovresti scalarla fino a impatto sul clima globale? “
La costruzione di centinaia o migliaia di impianti DAC richiederebbe una grande quantità di energia e materiali e produrrebbe CO2 nel processo, contribuendo al problema che le piante hanno lo scopo di aiutare a risolvere.
Richard Darton, professore emerito e condirettore dell’Oxford Geoengineering Program presso l’Università di Oxford, è più fiducioso. Ha detto che se le piante stesse usano energia rinnovabile per funzionare, la loro impronta di carbonio potrebbe essere molto piccola.

Buoni alberi vecchio stile

Dagli anni '70, la Cina ha piantato miliardi di alberi nel tentativo di trattenere l'invasione del deserto del Gobi.  La fascia della foresta è conosciuta come il Grande Muro Verde.

Potrebbe sembrare obsoleto, ma la piantumazione di alberi è uno strumento vitale nella battaglia contro i cambiamenti climatici e una delle soluzioni più semplici possibili.
Mentre il rimboschimento reintroduce gli alberi per sbarcare solo recentemente deforestati, l’imboschimento significa piantare alberi in aree che sono rimaste senza foreste per molto tempo (o che non hanno mai sostenuto foreste).
Gli alberi assorbono e immagazzinano l’anidride carbonica, riducendo la concentrazione del gas nell’atmosfera.
Professionisti:
  • Basso costo : l’imboschimento è uno dei modi più semplici ed economici per rimuovere la CO2 dall’atmosfera.
  • Fattibile : alcuni paesi hanno già progetti di imboschimento di piccole o medie dimensioni, che potrebbero essere facilmente ampliati o replicati altrove.
  • Effetti collaterali : Oltre all’effetto positivo sul clima, piantare alberi porta molti altri benefici, tra cui la creazione di posti di lavoro e il miglioramento della fertilità del suolo.
Contro:
  • Alimenti più costosi : l’imboschimento di massa potrebbe portare ad aumenti dei prezzi del cibo attraverso la competizione per la terra.
  • Più riscaldamento : il cambiamento delle praterie nella foresta oscura quella zona della superficie terrestre, il che significa che più l’energia del sole viene assorbita, il che potrebbe contribuire ad aumentare (piuttosto che ridurre) la temperatura della Terra.
  • Effetti collaterali : gli habitat sono distrutti e gli ecosistemi interrotti con conseguenze a lungo termine imprevedibili.
Quanto è realistico?
“Un primo passo utile è smettere di abbattere gli alberi,” ha detto Schaefer. “Succede ancora su larga scala.”
Darton è d’accordo, e vede un grande valore nell’incoraggiare l’imboschimento sulla terra che è adatto.
Ma le nuove aree della foresta devono essere vaste per influenzare il clima globale – generando i problemi sopra descritti – e gli effetti positivi non sono permanenti.
“C’è sempre il problema che nel corso della vita della foresta, il carbonio tornerà nell’atmosfera”, ha detto Darton. “Potrebbe farci guadagnare i decenni di cui abbiamo bisogno, ma a lungo termine non è una soluzione.”

Basta aggiungere lime

L'aumento dell'alcalinità dell'oceano richiederebbe grandi quantità di calcare per influenzare in modo significativo il clima.

Aggiungere altra calce o altri materiali alcalini nell’oceano potrebbe essere un altro modo per rimuovere la CO2 dall’aria. Questa tecnologia è nota come miglioramento dell’alcalinità dell’oceano. Rocce come calcare o silicati verrebbero sminuzzati e dispersi nell’oceano per aumentare la sua capacità di immagazzinare carbonio.
Il calcare viene dapprima estratto, quindi scomposto in calce viva ad alte temperature in un processo che produce anche anidride carbonica. Ma se quella calce viva viene scaricata nell’acqua di mare, gli scienziati dicono che può assorbire circa il doppio di CO2 rilasciata nella prima reazione.
Professionisti:
  • Permanente : il gas reagisce con la roccia sott’acqua e diventa inorganico, il che significa che rimane nell’oceano in modo permanente.
  • Doppia vittoria : l’aggiunta di calce negli oceani potrebbe anche aiutare a correggere l’aumento dell’acidità oceanica – un pericoloso effetto collaterale dell’aumento delle emissioni di CO2 – e la riduzione dei livelli di CO2 nell’atmosfera.
Contro:
  • Logistica : per ottenere un impatto significativo sul clima, enormi quantità di calcare dovrebbero essere estratte, trasportate e abbattute.
  • Nuova CO2 prodotta : riducendo i livelli di CO2 a lungo termine, il processo stesso genera anidride carbonica.
  • Effetti collaterali : gli effetti sugli ecosistemi esistenti – che si sono sviluppati per adattarsi a un ambiente sempre più acido – sono imprevedibili e potrebbero essere gravi.
Quanto è realistico?
Sempre più persone si interessano a questa tecnologia, ha spiegato Schaefer, che ha affermato che affrontare l’acidificazione degli oceani è qualcosa che poche altre opzioni di geoingegneria possono fare.
Ma sia Schaefer che Darton hanno paura degli effetti sui mari del mondo. “Molti di noi sono piuttosto nervosi riguardo alla distribuzione di sostanze chimiche nell’ambiente marittimo”, ha affermato Darton. “Non sappiamo molto sul mare e su come reagirà ai cambiamenti chimici”.
Per fare qualche significativo passo avanti nella riduzione del carbonio, il miglioramento dell’alcalinità degli oceani dovrebbe essere implementato su una scala molto ampia. Darton ha detto che sono necessarie ulteriori ricerche sugli effetti a lungo termine di questo approccio.
“Sono dubbioso che questo sia qualcosa che potremmo o dovremmo fare a lungo termine”, ha detto.

Ombrelloni nello spazio

Uno scudo solare funzionerebbe come un enorme ombrello sospeso nello spazio.

Nel lontano 1989, l’americano James Early suggerì di installare un gigantesco parasole nello spazio per compensare l’effetto dei gas serra nell’atmosfera terrestre. Immaginava un rifrattore di vetro così grande e pesante che avrebbe dovuto essere costruito sulla luna.
Proposte più recenti progettate per ridurre la quantità di luce solare che raggiunge il nostro pianeta includono uno sciame di sottili dischi metallici riflettenti, un anello simile a Saturno di particelle di polvere iniettate nello spazio dalla Terra o una maglia superfine di fili di alluminio.
Gli scienziati stimano che la riduzione della quantità di luce solare che raggiunge la Terra di appena il 2% potrebbe compensare gli effetti dei livelli di CO2 nell’atmosfera raddoppiata.
Professionisti:
  • Effetto immediato : una volta posizionato, lo schermo solare ridurrebbe la temperatura dell’atmosfera terrestre molto rapidamente (entro pochi anni).
  • Potenziale illimitato : in teoria, non c’è limite al livello di aumento della temperatura globale che uno scudo solare potrebbe combattere.
Contro:
  • Costi elevati : i costi di implementazione sarebbero più alti della maggior parte delle altre tecnologie di geoingegneria.
  • Tempestività : occorreranno decenni (se mai) prima che alcuni di questi approcci diventino realtà, a causa delle enormi richieste logistiche.
  • Effetti collaterali : gli effetti a catena sui climi regionali e sui cicli idrologici potrebbero essere significativi.
Quanto è realistico?
“In questo momento è molto più fantascientifico di qualsiasi altra cosa”, ha detto Schaefer. “Ad un certo punto in futuro potrebbe essere qualcosa che le persone considererebbero, ma questa è una lunga strada lungo la strada”.
Qualsiasi scudo solare spaziale avrebbe dovuto affrontare enormi costi finanziari e problemi logistici, ha spiegato.
Darton ha evidenziato un altro problema, comune ai progetti di gestione della radiazione solare. “Se li spegni, tutti i modelli mostrano che la temperatura aumenta molto rapidamente”, ha detto. Se implementiamo queste tecnologie, “siamo sposati con loro”.

Iniezioni di zolfo

L'effetto di iniettare aerosol nella stratosfera può essere previsto studiando i vulcani, che pompano anche piccole particelle nell'atmosfera terrestre.

Gli aerosol sono particelle minuscole – meno di un milionesimo di un metro di larghezza – sospese nell’atmosfera. Gli aerosol artificiali esistono nella lacca per capelli e nella vernice spray, ma provengono anche da fonti naturali.
Molti aerosol naturali presenti nell’atmosfera diffondono luce dal sole, rimandando parte dell’energia solare nello spazio. Questo processo esercita un effetto di raffreddamento sul clima terrestre.
Iniettando artificialmente particelle di solfato – un tipo di aerosol – nell’atmosfera usando aerei da combattimento o palloni giganti, gli scienziati potrebbero aumentare la quantità di luce solare inviata nello spazio e intensificare l’effetto di raffreddamento.
Professionisti:
  • Imita il processo naturale : pompando altri aerosol nell’atmosfera si replica ciò che accade quando un vulcano esplode in modo esplosivo – un evento naturale che fa abbassare le temperature, anche se solo temporaneamente.
  • Scioglimento inverso : le attuali tendenze climatiche come lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento del livello del mare potrebbero essere invertite.
Contro:
  • Danni all’ozono : gli aerosol solfati nella stratosfera producono acido solforico, che danneggia lo strato di ozono. Ciò significa che vengono assorbiti meno raggi ultravioletti del sole, aumentando il rischio di cancro della pelle e danni agli occhi.
  • Costi elevati : i costi per far entrare le particelle nella stratosfera potrebbero essere enormi e in corso.
  • Effetti collaterali : la tecnologia potrebbe causare siccità a livello regionale, produrre meno luce solare per l’energia solare e rendere meno blu il cielo.
Quanto è realistico?
Schaefer non pensa che vedremo questa tecnologia nei prossimi anni. “In effetti, sarebbe uno sviluppo molto preoccupante”, ha aggiunto.
“Il lato tecnico delle cose non sembra così difficile da risolvere”, ha detto Schaefer, “ma quello che sembra molto più difficile è il lato sociale e politico, che è fondamentalmente insormontabile”.
Anche se un paese finanzia e implementa un programma di aerosol, le conseguenze potrebbero essere avvertite in tutto il mondo.
“Chi si assumerebbe la responsabilità per i danni causati da un tale intervento?” Schaefer ha chiesto.