Aldo Vincent lecamarille LE CAMARILLE


Fenomenologia di Maurizio Costanzo
(tessera P2 n.1819),

Girano da tempo nel Web le liste della P2 (1972) sequestrate al tenero Gelli.
Del Cavaliere si conosceva persino il numero della tessera ( 1816) ma riguardando le liste salta all?occhio il numero progressivo dei fascicoli, come se si fosse trattato di un?iscrizione in massa:
Roberto Gervaso fascicolo 622
Gustavo Selva 623
M. De Carolis 624
$ilvio Berlusconi 625
Maurizio Costanzo 626
G.F. Petricca 627
Sembrano i saldi di fine stagione?

(Che manovri un potere occulto lo dimostra il fatto che e? il meno telegenico nella storia della televisione ad andare in video.)

A soli diciotto anni va a Paese Sera. L’anno dopo è redattore al Corriere Mercantile e a partire dal 1960 diventa responsabile della redazione romana del settimanale Grazia.
Dal 1962 e? autore Rai (di vero talento. In quegli anni compone ?Se telefonando? per Mina)

Va in video nel 1976 con “Bontà loro”, il primo talk-show della televisione italiana. Seguiranno “Acquario”, “Grand’Italia”, “Fascination” e “Buona Domenica”.
Nel 1978 e? direttore della Domenica del Corriere che affossa in appena due anni. Grazie agli amici degli amici fonda un quotidiano ?L?occhio? e prende un bagno pazzesco tornando in tivu con ?Contatto? un nuovo programma per la televisione di Rizzoli.
Scoppia lo scandalo della P2 e lui, che teneva una rubrica su Sorrisi e Canzoni, si fa intervistare dal direttore Vesigna e nega. Poi davanti alle telecamere ammette e Vesigna s?incazza di brutto cacciandolo ignominiosamente.

Nel 1986 si candida col Partito Radicale che in quell?epoca li prendeva un po? tutti: da Cucciolina a Toni Negri. Grazie a Dio, lo trombano.
Nel 1987:
Passata e? la tempesta
Odo Gelli far festa
e il muratorino Berlusconi gli offre uno spazio in seconda serata che lui, furbescamente, si produce da solo al Parioli e lo consegna chiavi in mano (il Maurizio Costanzo Scio? ) che chiudera? dopo la bellezza di 22 anni accumulando potere e cariche finche? nel 1999 dopo aver condotto la promozione che porto? la Fininvest in Borsa, diventa presidente di Mediatrade che produce le fictions. Per capirci, e? il luogo della Galassia Berlusconi dove passano i maggiori soldi in contanti (dopo il feudo di Lorenzano che comprava programmi in America spendendo mille miliardi all?anno ?ed erano anni, lo ricordo, che se ti beccavano con cinquecentomila lire alla dogana, ti mettevano in prigione).

Maurizio Costanzo e? un bulimico della scrittura, cosi? come Giuliano Ferrara lo e? del cibo e Berlusconi del danaro. E per questo si riscontrano negli anni Mediaset una serie di lavori e cariche da far paura.
Scrive una sit-com ?Orazio? in cui e? pure il protagonista
E? sceneggiatore di vari film
Autore teatrale e regista
Scrive una caterva di libri
Confeziona articoli e rubriche per vari quotidiani e settimanali
Insegna alla Sapienza di Roma tecniche di comunicazione (di questo vi parlero? in seguito)
E? consulente d?immagine di D?Alema e Berlusconi CONTEMPORANEAMENTE !! E quel boccalone di D?Alema crede che questo vada a suo vantaggio per l?inciucio.
Organizza conferenze, dibattiti, convegni e comparsate mentre l’ultima nata tra le sue attività risulterebbe la società costituita con Alessandro Benetton, la “Maurizio Costanzo Comunicazione”. Presente su Internet, con lo scopo di aiutare le aziende a gestire la propria comunicazione di immagine ( ma lo faceva mooolto prima di quel dilettante di Klaus Davi)..

E in tutto questo tempo, trova pure il tempo di dedicarsi alla famiglia.
Perche? Costanzo ama tanto la famiglia da avercene una mezza dozzina.
Aveva sposato una tardona e l?aveva lasciata per la moglie di Alberto Michelini ( dalla quale avra? due figli ambedue imbucati in RAI) durante le riprese di ?Orazio? impalma Simona Izzo che molla per Marta Flavi. Nel frattempo (lo scrive signorilmente lui in uno dei suoi libri di memorie) ha una relazione con la moglie dello sceneggiatore: la Sampo?.
Va a Venezia a fare da moderatore ad un convegno di videocassette e modera talmente bene da sposarsi l?organizzatrice del convegno: la De Filippi.
Bulimico anche con la mona?.

SUL WEB:

Alessandro Benetton e Maurizio Costanzo: Istituto alta formazione
Il Centro organizza percorsi formativi attraverso l’attivazione di Master e corsi
di alta specializzazione rivolti a laureati e laureandi che intendono …
www.corsi-formazione-comunicare-impresa.org/ alessandro-benetton.htm – 8k –

Università degli studi di Teramo – Comunicati Stampa
MAURIZIO COSTANZO ALL’UNIVERSITÀ DI TERAMO Teramo, 14 novembre 2002 – Maurizio
Costanzo incontrerà docenti e studenti della Facoltà di Scienze della …

Jazzitalia – Forum di discussione
Oggetto:, maurizio costanzo tenor saxophonist – sigh!! Messaggio. Ma secondo
voi , apro un dibattito, Maurizio Costanzo suona sul serio il sassofono ? …
www.jazzitalia.net/forum/display_message.asp?mid=913 – 13k – Copia cache – Pagine simili

ZEUS News – Notizie dall’Olimpo informatico
Un disco con la voce di Maurizio Costanzo chiederà ai clienti di pazientare se
c’è attesa al 187 e al 12. [ZEUS News – www.zeusnews.it – 27-04-2004] …
www.zeusnews.it/ index.php3?ar=stampa&cod=3021&numero=487 – 26k ?

BNL Noi Insieme
Intervista a Maurizio Costanzo. … Cosa ha voluto comunicare BNL, con il supporto
della Maurizio Costanzo Comunicazione, con il Progetto Cinque Stelle? …
www.bnl.it/ita/economia/editoria/454.asp – 32k –

Jumpy – Suonerie
Maurizio Costanzo Show Sigla. POLI. ir90P. Info e costi suonerie polifoniche.
Ricordati che per scaricare una suoneria polifonica devi avere il cellulare …
www.jumpy.it/suonerie/download_polifonica.shtml?164 – 15k – 23 lug 2005 ?

Suonerie MAURIZIO COSTANZO SHOW Nokia Gratis – Mr.Tones
suonerie maurizio costanzo show, suonerie film/tv.
www.mrtones.it/suonerie_nokia/ suonerie_maurizio_costanzo_show/9003/ – 32k ?

Index Media
MAURIZIO COSTANZO Direttore del Laboratorio di Comunicazione e Nuovi Contenuti RTI.
Oggi parliamo della televisione che, arrivata a 50 anni, …
www.gruppomediaset.it/indexmedia.jsp?page=/ iniziativa/iniziativaMediaset621.jsplang=IT – 20k ?

Maurizio Costanzo | Legambiente | Festambiente – Encanta.it
Maurizio Costanzo diventa responsabile comunicazione di Legambiente.
www.encanta.it/maurizio_costanzo.html – 16k –

Sirmione: il Catullo a Francesco Cossiga e Maurizio Costanzo
Sirmione: il Catullo a Francesco Cossiga e Maurizio Costanzo Premiati anche Enzo
Bettiza e Massimo Ranieri (ANSAweb) – SIRMIONE (BRESCIA), 1 LUG – Il …
it.edintorni.net/news/lombardia/20050701/50586.html – 9k ?

MASTER MASTER UNIVERSITARI Università Test ammissione MASTER …
Per insegnare Teoria e Tecnica del Linguaggio radio-televisivo, è stato chiamato
il Prof. Maurizio Costanzo, conosciutissimo giornalista e conduttore TV. …
www.universinet.it/modules.php?op=modload& name=Sections&file=index&req=viewarticle&artid=… – 42k ?

Senato della Repubblica Italiana – Procedura: Udienze Informative …
Scheda della procedura Audizione del dottor Maurizio Costanzo sulle modalità di
garanzia del pluralismo nella comunicazione radiotelevisivia – 14ª …
www.senato.it/loc/link.asp?leg=14& tipodoc=sproc&id=7426 – 19k ?

Il sito dell’on. Cesare Campa – Aderisce Maurizio Costanzo. Primi …
Il sito dell’on. Cesare Campa, eletto Deputato di Forza Italia (coalizione della
Casa delle Libertà) alla Camera dei Deputati per la Circoscrizione di …
www.cesarecampa.it/news_01.asp?ni=582 – 27k ?

Facoltà di Scienze della Comunicazione – Università di Roma “la …
Maurizio Costanzo. Docente a contratto Telefono: 06/49918390 … Maurizio Costanzo
è all’undicesimo anno di insegnamento presso la Facoltà di Scienze della …
www.comunicazione.uniroma1.it/docentepag. asp?iddocente=3584&idcattedra=1397 – 6k –

[PDF] IL LABORATORIO DIGITALE DI COMUNICAZIONE TELECOM ITALIA CON …
Formato file: PDF/Adobe Acrobat – Versione HTML
MAURIZIO COSTANZO HA CONCLUSO IL SUO PRIMO ANNO DI ATTIVITA?. Si è concluso il
primo anno accademico del Laboratorio Digitale di Comunicazione Telecom …
www.telecomitalia.it/progettoitalia/ ita/cultura/pdf/lab_comunicazione.pdf ?

Universit à di Pisa : News – La redazione del Maurizio Costanzo …
La redazione del Maurizio Costanzo Show sta cercando ragazzi per il pubblico
parlante della prossima stagione. Nei primi giorni di Settembre si terranno a …
www.unipi.it/studenti/news-st/archivio/ 2004/20040715mauriziocostanzo.doc_cvt.htm – 12k – 23 lug 2005 ?

TeleFree.it
Piero Marrazzo, intervistato da Maurizio Costanzo venerdì 22 a Formia …
Si tratta della prima occasione in cui Maurizio Costanzo, neo consulente a titolo …
www.telefree.it/modules.php?name=Live_ News&func=LiveNewsView&nid=15747 – 68k ?

Pippo Baudo e Maurizio Costanzo in cattedra a Salerno | Romanzieri …
La televisione può cambiare la natura umana, modificando i codici della comunicazione
ei meccanismi della formazione stessa delle idee?
www.romanzieri.com/archives/000267.php – 20k –

(continua?.)

Riferimenti: ALDO VINCENT

“Brigate di Abi Hafs Al Masri”

24 Luglio 20051 commento


“Brigate di Abi Hafs Al Masri”
“Un messaggio che rinnoviamo a Roma… a te Berlusconi.
La permanenza dei soldati italiani in Iraq, non è che un cimitero per loro, che scaveranno con le loro mani. I soldati dell’Islam non rimarranno fermi, anzì i prossimi giorni, come abbiamo promesso, saranno colpi severi ed in luoghi che non vi aspettate.Non vedrete da noi altro che il sangue, fino a quando un solo soldato italiano rimane sulla terra della Mesopotamia”.
“Nel Nome di Dio Misericordioso e Compassionevole. Amiamo la morte come voi amate la vita…

Falso. Il testo che avete appena letto, e? risultato falso. Ma non ce l?hanno detto i nostri ineffabili Servizi Segreti. No, ce l?hanno detto i terroristi che anzi, hanno dato l?impressione di voler rassicurare il nostro governo: tranquilli, finche? non romperete le palle ai nostri centri d?addestramento, non vi succedera? un kazzo.
Firmato: Al Qaeda che oggi rappresenta la piu? grande iniziativa di merchandising del mondo. Altro che la Cocacola!! Questa ti vende la melassa, tu ci metti l?acqua e gli paghi le royalties rendendola di fatto l?azienda con il piu? basso investimento del mondo, con utili vertiginosi.
Al Quaeda fa lo stesso: qualunque attentato si perderebbe negli infiniti rivoli dell?informazione. Se pero? ha il marchio Al Qaeda ha in se? un surplus che ne aumenta il valore aggiunto.
E con pochi investimenti: c?e? da prendere qualche testa calda, inserirlo in un ciclo virtuale (gi eroi patriottici) che monta fino ad impedir loro di uscirne vivi, e poi una chilata di tritolo e via.

Appropo?

Ma dove lo prendono tutto questo tritolo?
Chi lo fabbrica, chi lo vende?
Davvero credete che le fabbriche siano disperse tra le oasi e vengano trasportate sui cammelli?
O non sara? invece qualche multinazionale coi pacchetti azionari nei paradisi fiscali, che approfitta del trend positivo?

Mah

Arippropo?

Parlo un poco dei kazzetti miei.
In questo momento, su un eminente Forum svizzero e? in corso una specie di referendum per vedere se sia il caso di sbattermi fuori. La motivazione? Inciterei con i miei scritti alla violenza.
Alla violenza, capito?

In un altro Forum la moderatrice, che si sente investita da chissa? quale proprieta? transitiva, sta tentando di raccogliere consenso per cancellare i miei post perche?, secondo lei io insulterei la gente.
Il thread sotto il quale si e? scatenata tanta bagarre era quello in cui dicevo:

Hanno abbattuto le Torri Gemelle per spaventare gli americani
Con le bombe sui treni hanno spaventato gli spagnoli
L?attentato alla metropolitana ha spaventato gli inglesi.
Per spaventare gli italiani e? bastata una caffettiera fuori da un Centro culturale a Barcellona.

E poi:

Insomma,
dopo gli attentati Bush ha rinnovato il Patriot Act senza che nessuno fiatasse
Blair ha ridotto alcuni spazi democratici e imporra? la carta d?identita? per chi viaggia in treno
Berlusconi ha rinnovato la nostra presenza in Iraq
Pisanu ha concesso alla polizia di poter menare i sospetti per 48 ore senza avvocato
I mussulmani moderati sono visti come diavoli che camminano

Secondo la logica del ?a chi giova?? c?e? da chiedersi chi siano i bombaroli?

Sono insulti, questi?
O non sono piuttosto considerazioni un po? controcorrente?
Che si possono non condividere. Nel qual caso basta saltare il post e andare oltre.
Legittimo per carita?.

Anzi, vi diro? di piu?: se andate su Google e digitate il mio nome, compariranno 40.000 pagine di roba scritta da me e ospitata in vari Siti sul Web.
Bene, andate a caso, se trovate un insulto partito da me nei confronti di chi non condivide le mie idee, segnalatemelo, ed io vi ospitero? con tutta la famiglia nel miglior albergo di Corfu?.
Promesso.

***
?Tutti qui hanno paura. Che devo dire? Bisogna avere fortuna?. È l?unica frase sensata ascoltata in televisione (Tg3, 22 luglio, ore 12) L?ha detto Valentino Rossi appena arrivato a Londra.
L?inter invece non ci va.
Poi vi chiedete come mai hanno dato al nostro Centauro una laurea honoris causa per la comunicazione?

Vabbe?, buonanotte.

Riferimenti: ALDO VINCENT IL GELATAIO DI TEHERAN

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Fenomenologia di KlausaDavi

23 Luglio 2005Commenti chiusi


Fenomenologia di KlausaDavi

Dopo aver scritto quella di Piercoso Diaco, ho ricevuto richieste per fare altrettanto con Klaus Davi.
Accondiscendo volentieri sia per completare l?opera, che per la granitica convinzione che i coglioni vanno sempre a due per volta.

CHI E?

Faccia come il Q, svizzero, e gay, ma non diteglielo.
Eh si?, perche? come tutti gli svizzeri, se gli dite svizzero s?incazza. (Veramente m?incazzerei anch?io se mi dicessero svizzero?) dichiara 35 anni e d?essersi laureato alla Statale di Milano in Filosofia Morale, professione: massmediologo.
Ora, sono certo che qualcuno di voi si chiedera?: ma che kazzo di professione e? massmediologo?
Rispondo facendo un esempio. Avete presente quei quadri del Bruegel o di Bosch pieni di gente piccola piccola, disseminati di personaggi minuti e indaffarati che se ne togliete uno nessuno se ne accorge perche? non influisce minimamente nell?allegoria?
Ecco, nel panorama televisivo quello e? Klaus Davi, massmediologo, che se nella lunga fila degli opinionisti del grande fratello, la fattoria, la music farm, o tra gli ospiti di quelli che il calcio o la domenica sportiva, invece di lui ci trovate una sedia vuota, non influisce minimamente sulla qualita? della trasmissione che e? gia? pessima di suo.

Dice di aver lanciato la Herzegova e Letizia Casta ma l?unica smutandata che la gente ricorda e? Flavia Vento, quella sciroccata che entro? in politica e durante il comizio invito? la gente ad abbassare il silenzio. Chi se la ricorda? Prese sei voti e si rovino? la vita perche? in famiglia sono in sette ed ora se ne sta in casa rancorose non ha ancora capito chi e? stato il franco tiratore!

Dice di essere il curatore d?immagine di Fassino ma quando lo vedi in tivu per le sue consuete comparsate (e sono tante!) con quei suoi coordinati alla Steve Wonder, Ray Charles, Jose? Feliciano (che sono giustificati perche? ciechi) ti domandi se non sia lui ad avere bisogno di un curatore d?immagine?

COSA FA

Scrive, minchia quanto scrive!
E tiene una rubrica sul settimanale di attualità “CHI”,Sulla Stampa su MicroMega. Scrive anche Estero su Estero, la rubrica su Il Foglio di Giuliano Ferrara, scrive per gli ebrei, per i gay e Rai3 lo stipendia per farsi tradurre un paio di articoletti che lui pesca su internet (come se non ci fosse nessuno in grado di farlo in redazione).
Ma la chicca l?ho trovata in un Sito web ( di Giovanni Dall’Orto) dove ha scritto – Il Corano e l’omosessualità – Vita underground dei gay nei paesi arabi che in un colpo solo ha accontentato un sito sull?Egitto, il popolo Gay, la comunita? ebraica e il pezzo glielo ha pagato La Stampa di Torino
( 28 febbraio 20 05 ).
Non c’è tregua per i gay in Egitto. Nel silenzio più generale ?

Recentemente ho trovato interviste sul Giornale, Libero, la Provincia di Como e Sette, Klaus si occupa del comune di Gela, ed e? disposto, dietro compenso a dare la sua preziosa opinione su tutto.
Per esempio: un cervellone del comune di Riccione ha messo cartelli con scritto: RI C 1 (laddove il numero andrebbe pronunciato all?inglese one). Proteste della popolazione e le autorita? organizzano un convegno in cui lui partecipa come opinionista.
Ma lui questo tipo di consulenze le fa pure per la Regione Lazio e la Regione Piemonte, la Questura di Terni, la Fiera del Levante e la Confindustria a dimostrazione che qualche volta i coglioni sono molto piu? di due?

Organizza sondaggi con quesiti travolgenti, tipo: le donne devono entrare in politica?
Oppure: uomini e donne sono uguali?

APPARIZIONI TELEVISIVE

Delle ignobili comparsate abbiamo gia? parlato.
Compare al Costanzo Scio?
La domenica compare in video al TG3 per dare la sua opinione sulle notizie estere e un paio di volte l?ho visto casualmente seduto davanti ad un gigantesco manifesto con la pubblicita? della sua Compagnia (chissa? chi gli fa e per cosa, queste marchette)

Conduce una rubrica all’interno della trasmissione televisiva di Canale 5 ::”NONSOLOMODA”,

Partecipa al Processo di Biscardi ed ogni tanto se ne esce con osservazioni storiche, tipo:
? Ci stanno guardando dal Canada??? oppure: ?Dalla Turchia ti stanno dando ragione??

E domenica, Gnocchi.
Nel senso che per fortuna a quelli che il calcio c?e? il prodigioso Gene che lo usa come zimbello altrimenti con le sue domande inopportune agli ospiti di passaggio, farebbe venire il latte alle ginocchia.
Una chicca. Una volta agita un volume del Larousse e invita i genitori a comprare l?enciclopedia per i loro figli perche? Internet non serve a una sega.
Poi scopri che l?editore Rizzoli e? suo cliente?

LE SUE OPINIONI

Capirete anche voi che uno che va in televisione a sparare cazzate, in fondo danni non ne subisce, perche? come diceva il Mc Luhan ?il mezzo e? il messaggio? e apparire in televisione conta molto piu? di quello che si dice.
Quando pero? le opinioni vengono scritte, la? cominciano i dolori, perche? non solo carta canta, ma Google non cancella.
Faccio qualche esempiuccio.
La velina Elisabetta Canalis e? balzata all?onore delle cronache oltre per la sua bellezza, anche per la sua laison con Vieri. Al termine del suo lavoro a Striscia decide di fare il grande passo e corre voce che voglia posare nuda. Leggete qui:

esclusiva! ELISABETTA NUDA, L’OPINIONE DELL’ ESPERTO:
Ritengo che il nudo sia controproducente per l’immagine di una artista televisiva di varietà. esso ha spesso bruciato la credibilità di soggetti che vi si sono esposti e comunque hanno ridimensionato il valore di certe artiste come per esempio Sabrina Ferilli. Credo che lo strumento stesso del calendario sia superato e vada fatto esclusivamente con finalità benefiche molto chiare e trasparenti. Tra l’altro l’immagine della Signora Canalis è estremamente positiva con un calendario sexy le verrebbe meno il prezioso appoggio del pubblico femminile che l’ha sostenuta in tv. klaus davi. (11/06/2002)

Detto fatto, la Canalis vende il suo calendario come mai era successo prima e ci costruisce sopra la sua carriera d?attrice. Alla faccia dell?opinionista.

Altro esempio:

Sulla Stampa del 16 maggio e’ apparso un articolo firmato Klaus Davi in cui si annuncia che il gay pride previsto in agosto a Gerusalemme e’ stato annullato e il giornalista conclude con amara malinconia che il clima “asfittico” della Capitale non tiene conto del fatto che i gay “servono a Israele”.
Piu’ che altro e’ Israele che “serve” ai gay, quelli palestinesi, che vi trovano rifugio scappando dai territori e da morte sicura e neanche tanto indolore poiche’ prima di essere assassinati vengono accuratamente torturati e mutilati.
Klaus Davi insinua che il ritiro da Gaza sia solo una scusa per proibire la manifestazione perche’ in realta’, udite udite, il ritiro non ci sara’.

Invece il gay pride viene solo rimandato e il ritiro da Gaza e? cosa di questi giorni

LA POLITICA

Prima delle elezioni, su un articoletto di Repubblica, Klaus Davi, divenuto il vero ispiratore delle tecniche comunicative dell’Ulivo dice che secondo le sue ricerche poiche’ l’elettorato di centro sinistra e’ deboluccio nella fascia giovanile la tecnica da usare per avvicinare un simile target potrebbe essere condensata nell’assunto: meno comizi e piu’ SMS.
Della serie: scaviamoci la fossa con le nostre stesse mani.
“A fronte di un calo d’investimento su marche pubblicitarie, la gente smette poi di comprarle, cioé le aziende che disinvestono in pubblicità subiscono un rallentamento delle vendite.
Traslando il marketing sulla politica, si può immaginare che ci sia una conseguenza abbastanza forte poi sulle intenzioni di voto”

SPAZI TV: LA SINISTRA PARLA MOLTO DI SE STESSA, POCO DELLA CLASSE OPERAIA
La classe operaia non e’ più l’argomento primario trattato delle forze politiche del centrosinistra nelle trasmissioni tv, nemmeno per quella parte della coalizione che, almeno a fini di consenso, dovrebbe occuparsene quotidianamente.Secondo un?analisi dell’Osservatorio di Klaus Davi pubblicata da L’Espresso, l’argomento lavoro/classe operaia langue al quattordicesimo posto dei temi più trattati dal centrosinistra in televisione nel periodo che va dal 15 agosto al 15 ottobre. In un autunno caratterizzato da crisi aziendali e rinnovi contrattuali, la nascente “GAD” non ha ritenuto di dare la priorità all’argomento.

Qualche perplessità, invece, Klaus Davi ce l’ha proprio sul manifesto ulivista …

Insomma, si mostra pessimista.
Poi il centro sinistra sbaraglia la Destra alle regionali e lui

Su Libero, ieri, il massmediologo Klaus Davi.
Il risultato dello studio condotto da Klaus Davi & Co tramite focus group?
di Piero Fassino e il massmediologo Klaus Davi , consulente dei DS. ?. alle amministrative, a giudizio di Davi ancora una volta troppo trionfalista e … A nulla sono servite le esortazioni di Davi a mantenere un profilo più basso e …

Che se mi permettete questa opinione Fassino poteva averla anche tornando a casa.
La moglie: – com?e? andata?
Fassino: – Abbiamo vinto 12 a 1?
La moglie:- Non devi essere troppo trionfalista?devi tenere un profilo basso?
Questi consigli Fassino poteva averli pure gratis risparmiando quella carrettata di soldi (del partito e quindi del contribuente) che spende per le opinioni di Davi.

CONCLUSIONE

Eh si?, coniglietti miei, mala tempora currunt.
Che il buon Fassino, uomo onesto e rispettabile (nella misura in cui possono essere onesti e rispettabili i politici) abbia piu? volte aspramente criticato i condizionamenti del Cavaliere nel settore dell?informazione e poi faccia fuori Furio Colombo all?Unita? e ci metta Padellaro che e? riuscito nell?intento di trasformare il giornale in un foglio in cui potresti accartocciarci il pesce PRIMA DI AVERLA LETTA! E poi si tiene stretti stretti questi due campioni della comunicazione quali Slurpino Diaco e Klaus Davi, e? cosa che fa pensare.

O no?

Fenomenologia di Piercoso Diaco ( detto Slurpino)

22 Luglio 2005Commenti chiusi


Fenomenologia di Piercoso Diaco ( detto Slurpino)

Per alcune persone occorrerebbe il dovuto silenzio perche? qualunque cosa anche di cattivo si dica di lui (compreso questo post ) nell?era dell?apparire non fa che portare acqua al suo mulino. Pero?, Hitler insegna, a lasciar correre poi si e? costretti ad affrontare guai ben peggiori. E quindi eccoci qua:

Venne definito da Panorama ?il piccozza?
e l?indiscretino Roberto D?Agostino uno dei suoi piu? velenosi nemici, ( buono, pure quello) lo ha definito Slurpino, delizioso onomatopeismo per indicare l?azione sottintendendo la bassa parte anatomica dove viene esercitata.

LA CARRIERA

Dichiara25 anni, romano. Interrompe gli studi per esordire in Radio a soli 16 anni (dice sempre lui), con Claudio Cecchetto. Questo inizio da DJ lascera? la sua impronta professionale nel nostro Eroe che non riuscira? mai a liberarsi di quel misto Cecchetto/Ferrara che insieme al suo immenso Ego forma una massa critica che gli implode dentro facendogli dire cazzate.

Nel ’95 fa la sua prima esperienza televisiva conducendo “TMC Giovani”, il telegiornale dei ragazzi.

A Radiorai compie veri e propri sfracelli affossando in tre anni il prestigio di una trasmissione storica come 3131, e programmi musicali notturni: ?Pittore? con Ivano Fossati e un Rock anni 50 che non hanno lasciato il segno.

Nel 2002 collabora con Hit Channel dove cura le News e conduce Onorevole DJ che contemporaneamente va in onda su Rtl.

Dal 2001 per Il Foglio cura la rubrica “Dj e Ds” poi lascia Ferrara scrivendogli una lettera d?amore e altre imbarazzanti lettere d?amore scrive a Giordano Bruno Guerri, il nuovo direttore del nuovissimo Indipendente.

Su SKY TG24 conduce C’è Diaco, rotocalco giornalistico quotidiano di informazione, costume e società ma si dimette quasi subito per: ?”FORTI INCOMPRENSIONI COL DIRETTORE” IL CONDUTTORE LASCIA PER MANCANZA DI LIBERTA’ E ACCUSA CARELLI?(Ansa )

Compaiono i primi articoli sulle doti professionali di Diaco. Ne ricordo un paio di titoli:
SOTTO LA CONSOLLE, MONICO LEWINSKY
LO ZERBINO UMANO.
?VIENI AVANTI, SLURPINO?

Per un po? non succede nulla e lui vaga di terrazza in party facendosi fotografare con Irene Ghergo (l?unica ?donna? apparsa al suo fianco, se si esclude la Montalcini) Mastella, Previti, Martelli, e altri personaggi che vanno per la minore.

Dice:
?Mi piacerebbe che la destra si prendesse il merito di mettere Mieli sopra il cavallo di Viale Mazzini e smettesse di cercarsi nelle righe di Dagospia con l?ambizione di trovarsi tra le righe di giornali veri e riviste più prestigiose?.

Poi si associa a Giuliano Ferrara nel tentativo velleitario di gettare uova marce a Roberto Benigni durante il suo monologo a Sanremo.
Scrive di lui Filippo Facci (buono pure quello):
?Devi prendere Diaco e devi picchiarlo, devi dirgli “Va’ a lavorare, va’ in miniera” e resistere. Perché se nel 2006 vincerà lui, io lo ucciderò.

Ma non e? necessario. Bastano quei fanigotoni della Banda Ricci/Striscia la notizia per annullarne ogni azione con un paio di torte in faccia. E succede l?imprevedibile.
Come Saulle sulla strada per Damasco, Piercoso Diaco viene illuminato da Sinistra saggezza e cambia sederi da slurpare.
Scrive Grasso ( che lo definisce ?inesistente?) che Diaco e? stato lanciato da Curzi.
E bravo pelatone! Ma gia? che stavi per lanciarlo dalla Rai, potevi farlo direttamente dal settimo piano! Invece no.

Sotto le regionali si distingue perche? via internet organizza e promuove il suo nuovo ?Partito della felicita? ? di cui non ha sentito parlare nessuno ma che tanto lustro gli ha dato agli occhi di quei boccaloni dell?opposizione che per riconoscenza scavalcano una redazione coi fiocchi a RaiNews e impongono una nuova trasmissione politica giornaliera: la famigerata 21,15 che non e? il numero delle fette in cui riduce i nostri maroni, ma l?ora in cui va in onda e che e? anche il titolo della trasmissione ( complimenti per la fantasia )
Alla conferenza stampa di presentazione ci tiene a sottolineare che ci sarà spazio per il dibattito, la provocazione, il sorriso e soprattutto per il pudore ??valore dimenticato da molti miei stimati colleghi???.

LO STILE

Prima di fare qualsiasi domanda si esibisce in lodi sperticate all?interlocutore:
?lei che e? una persona per bene?? dice e si capisce che la? fuori sono tutti figli di puttana.
L?interlocutore ammicca ma e? perplesso perche? sa che da domani la? fuori ci sara? pure lui.
?Qui non facciamo gossip come altri giornalisti, ma?? dimenticando che fu lui a lanciare lo scoop della sua vita dal titolo: GNOCCHI ALLA SELVAGGIA ventilando (eh, si?, Slurpino ventila ) una laison tra Gene Gnocchi e la tettuta Selvaggia Lucarelli.
Poi si lancia nel gossip piu? bieco e lo fa tenendo le manine avanti con le dita che si toccano tutte tra di loro come per dire kekkazz? vuoi?

Ma la cosa che piu? lo contraddistingue: le sue domande sono piu? lunghe delle risposte che gli danno gli interlocutori e questo la dice lunga sul suo desiderio di ascoltarsi.

SCRIVONO DI LUI

Roberto D’Agostino. «L’agitarsi dei maschi scalatori è così pervasivo da oscurare perfino le abili strategie femminili. Le nuove arene sono le presentazioni dei libri e dei prodotti, luoghi aperti dove puoi avvicinare i potenti. I più indaffarati? I giornalisti, tutti discendenti del protagonista di Bel Ami» dice D’Agostino. «E come George Duroy si servono delle donne chaperon e dell’adulazione. Sì, al giornalista Pier Luigi Diaco il soprannome Pier… slurpino l’ho dato io. E non me ne pento».

Slurpino Diaco è uno dei più sfacciati arrampicatori che abbia mai visto. Iniziò in radio qualche anno fa come dj, e già allora suonava falso come Bin Laden che fa la comunione. Lo vidi per la prima volta nel 1999 ad un concerto degli Avion Travel, trasmesso in diretta su RadioRai da via Asiago. Egli (o è meglio “esso”?) pretendeva di presentare la serata. Infilò una serie di castronerie imbarazzanti sul gruppo , dimostrando di non sapere minimamente di cosa stava parlando. E visto che si parlava di un gruppo musicale, per un supposto (mi piace questa parola associata a Diaco)dj non è cosa da poco. E’ seguita una fulminante quanto immotivata carriera, che lo ha portato nell’ultimo anno a condurre una trasmissione storica della Rai come “3131″, e ad avere una rubrichetta di leccate di piedi sul Il Foglio. Per avere un’idea un esempio lo trovi qui: http://risoamaro.splinder.it/1057837996#409607
Posted by: risoamaro

Nel concorso a premi promosso da Dagospia per la conquista del Cretin-Ager d’oro 2001, la gara è rude e gagliarda, una partita dura e senza esclusione di colpi. Letterine, veline, schedine, marchettine? Si inventano numeri che non c’erano mai stati con pallonari e briatorini. Chiuso l?ombrellone, aperto l?ombrello, nella ideale classifica di fine agosto il primo premio va all’insuperabile décolleté cerebrale di Pierluigi Diaco, che è ormai una categoria del pensiero rovesciato

Diaco è un paraculo e un ruffiano, e Facci vuole ucciderlo
Articolo di Filippo Facci per Il Foglio:
Pierluigi Diaco, professione giovane e dj, creativo, nientologo del tutto, tuttologo del niente, e mi intrufolerò in qualsiasi discussione col mio fare mellifluo da ruffiancello e spacconcello romano, dovrete fare i conti con me, io vi punterò, perché io divido, vi farò credere di essere un furbo che gioca a fare lo stordito (coi furbi) oppure uno stordito che gioca fare il furbo (con gli storditi) col risultato spettacolare di sembrare stordito a tutti. Che birba. Che genio.

L?altra sera a ?TV7? c?era Diaco: il giovane, il dj, il ragazzo intelligente per definizione catodica. Diaco, che, certe volte, farebbe molto meglio a starsene a casa a giocare con la Playstation. Alla trasmissione serviva un giovane? Hanno chiamato lui. S?intende, che Diaco non ha deluso manco un po? i curatori del programma: si è messo subito a sparare tutte le cose che ci si potesse aspettare da un James Dean delle ospitate televisive. Anche le più sorprendenti. Nessuno però l?abbia mai zittito. Soltanto Vittorino Andreoli, a dire il vero, a un certo punto, gli ha detto che forse, in certi casi, sarebbe meglio, molto meglio per tutti, non avere troppe certezze. Dimenticavo, il tema della trasmissione riguardava Erika e Omar, il duplice delitto di Novi Ligure. In studio c?era anche Don Luigi Ciotti, l?unico che avrebbe potuto sferrare a Diaco un bel calcio in culo, peccato che non lo abbia fatto. Un vero peccato.
Fulvio Abbate

C?è Diaco, cambia canale
Fantastica performance di Pierluigi Diaco, l?enfant prodige (?) del giornalismo (??) italiano, di recente migrato da Sky, dove la sua professionalità aveva incontrato inusitati ostacoli, a RaiNews24, la rete di stretta osservanza marxista-zapatista-zapaterista del cosiddetto servizio pubblico. Ieri sera, il nostro brillante e saccente tardo-adolescente si è prodotto in una memorabile intervista genuflessa a Romano Prodi, nei locali della leggendaria Fabbrica del Programma. Quaranta minuti di frasi fatte, luoghi comuni e domande talmente incisive ed incalzanti da far apparire Bruno Vespa come un inviato di guerra?
Se non avete di meglio da fare, e volete verificare direttamente cosa è la nouvelle vague del giornalismo italiano, sintonizzatevi ogni sera su RaiNews24 alle 21.15. Il watchdog Diaco vi aspetta ringhiando, accucciato sulle ginocchia del politico di turno.
(da Plastidio.net )

IL SUO LIBRO

Ebbene si?, Slurpino Diaco ha scritto (pure lui! ) un libro. Eccone alcune parti essenziali per carpirne il pensiero:

“Nel mio libro ci sono dei pensieri.?

“A voi il mio individualismo sovversivo. Ridetene pure, sino a quando il mio morso non sarà giunto a fondo nelle vostre carni. Allora dovrete invitarmi a cena, e parlarne con me”.

“posizioni sempre minoritarie, sempre dolcemente dissociate dal pensiero comune”
“La maggior parte dei ragazzi della mia età si fa le canne. Anche io me le faccio”.
Ah, ecco. Dalla Bignardi aveva dichiarato: ?Io mi masturbo?? adesso abbiamo scoperto come passa il tempo libero il nostro Diaco.

“D’inverno servono maglioni buoni e caldi, mai sentire freddo?
D’estate indosso camicie leggere”.
Ingegnoso.Davvero. Ma chi l?avrebbe mai detto?

“Perché nei numerosi incontri col santo padre non gli hanno chiesto se lui ha il telefonino?”.
Angosciante.

“L’individualista, la politica, la fa. La fa con gli amici e con l’arte, la fa passeggiando in una mattina d’inverno con il proprio cane”. E dopo un po’, forse, con un po’ di pazienza, la farà anche il cane.

MASCHIA LETTERA DI DIMISSIONI

Caro Giuliano, l?assenza da sempre di un padre se, da una parte, mi ha spinto a incalzare la vita più precocemente, dall?altra mi ha reso inevitabilmente un ragazzo ossessionato dalla ricerca.
Ecco, da qualche tempo sento nuovi bisogni, ho un po? freddo e mi appassionano altri giochi. E? stato un percorso complesso e difficile quello che mi ha portato ad acquistare la forza di comunicarti il desiderio di interrompere la mia prosa quotidiana che il tuo giornale ha generosamente ospitato in questi anni. Sono grato a te per la dolcezza e la protezione che mi hai offerto, e sono grato ai lettori per la simpatia e le severe riserve che mi hanno dedicato.
Avrei voluto non buttare la cosa sul sentimentale, ma è sempre stato un sentimento a legarmi a te.
Con amore, tuo

28 Febbraio 2001

*

lo disse Umberto Eco:
– ci farà morire nella sazia convinzione che tutti gli altri sono dei coglioni ?

O forse?
Diaco è solo un’altro piccolo BUG del sistema

P.S.
Questo post e? dedicato a Piero Di Pasquale e spero lui capisca il perche?

Perche? non faccio piu? il gelato

21 Luglio 20051 commento

Perche? non faccio piu? il gelato

Mi hanno chiesto di scrivere un commento sull?attuale situazione in Iran.
Certo, chiedere ad un gelataio la sua opinione sulla politica iraniana e? un po? come scendere dal carrozziere e chiedergli il fixing del dollaro. Forse la confusione nasce dal fatto che ho passato qualche tempo in Iran ed ho chiesto il permesso di soggiorno per lavoro; ecco che essere stato da quelle parti farebbe di me un testimone attendibile.
Nulla di piu? fuorviante. Andatevi a rileggere il Marco Polo e vedrete quante puttanate ha scritto pure quel titolato testimone delle cose cinesi.

Vi racconto solo due episodi, tanto per capirci.
Sceso dall?aereo a Teheran, i funzionari dell?Ambasciata (greca) che mi hanno accolto, per prima cosa mi hanno fatto le condoglianze per la morte del Papa.
E? morto il Papa? Loro lo sapevano ed io no.
Era venerdi?, giorno di festa, e mi hanno portato un po? in giro. Ogni persona che incontravo, ci facevamo le condoglianze.
Accidenti, dico io, questi sono proprio attenti alle cose nostre!! Invece di un equivoco si trattava perche le condoglianze LE FACEVAMO NOI A LORO perche? ? coincidenza ? era morto un Ayatollah molto venerato. Quando mi spiegano le cose, siamo in fila davanti ad una casa con un enorme drappo nero sulla facciata.
Accidenti, penso tra di me. Mi tocchera? presenziare ad un rito funebre. Entriamo in fila ed in silenzio, le donne con lo chador, gli uomini fumano con gli occhi bassi.
Saliamo lentamente tre rampe di scale e dopo mezz?ora finalmente siamo davanti ad una porta dove un uomo in smoking ci chiede se abbiamo prenotato.
ERA UN RISTORANTE e lo avevo scambiato per un funerale.

Secondo episodio:
Andiamo in un elegante centro commerciale dove il mio accompagnatore vuole farsi riparare costosissimi occhiali Armani che non valgono la spesa. C?e? da aspettare ed io approfitto per dare un?occhiata in giro. Vedo una folla accalcata e mi trovo davanti all?inaugurazione di una splendida gioielleria. Scicchissima. Tutta bordata di nero, i gioielli risaltano come stelle in cielo. Fiori profumatissimi e gente sorridente accetta dolcetti che il personale offre passando tra gli invitati. Sono imbarazzato, ma con un sorriso mi invitano a servirmi. I dolci sono buonissimi, alcuni a base di zafferano, altri sono frutti canditi ricoperti di cioccolato. Ne prendo tre e li porto ai miei amici. Poi, ritorno alla festa.
Musica e sorrisi e mi offrono altri canditi. Ne gusto alcuni e altri li prendo per i miei amici. Lo so, e? da cafone, ma non ci bado.
Il mio accompagnatore termina le sue faccende e mi chiede dove si svolge la festa. Lo porto fino la?. Accidenti, mi dice, si tratta del funerale del titolare del negozio.
Questa volta ho scambiato il funerale per un?inaugurazione.
Questo per dire quanto contano i testimoni oculari.

Ma cosa stavo dicendo?
Mioddio, sto invecchiando e ho perso il filo.
Ah si?, la situazione politica iraniana.

Le elezioni sono state vinte a sorpresa da Mahmud Ahmadinejad.
Sorpresa per chi non ricorda la storia. Perche? subito prima delle elezioni alcune bombe a Teheran e dintorni hanno causato 9 morti e 90 feriti sprofondando nel panico il Paese.
Le bombe, come si sa, favoriscono sempre il Potere a mantenere il potere?

Sembra iniziato un giro di vite sui costumi e le opinioni. Ad un giovane sono stati cavati gli occhi secondo la legge islamica, due minorenni sono stati impiccati in piazza perche? omosessuali e consumatori d?alcol, la polizia religiosa sta facendo controlli per riportare il chador a livelli ortodossi, e sono diminuite vertiginosamente le puttane.
(http://www.donneiran.org/ )

Il premier iracheno Ibrahim al Jaafari sabato scorso era a Teheran. Sono tutti sciiti ed e? una buona base per qualche accordo. Tentare di cancellare l?odio tra i due popoli mi sembra cosa ardua, perche? hanno fatto tanta propaganda che ora non possono piu? tornare indietro senza perdere la faccia. Occorreranno generazioni.

Lunedì 18 Luglio 2005, 19:32 (Adnkronos/Xinhua) – Per l’ayatollah Ali Khamenei, massimo leader religioso dell’Iran, un Iraq sicuro e indipendente rappresenta una garanzia per i futuri rapporti tra i due Paesi (http://it.fc.yahoo.com/i/iran.htmlhttp://it.fc.yahoo.com/i/iran.html )

Eppoi la notizia piu? importante ( almeno per me):
Non mi e? stato concesso il visto di ingresso in Iran perche? persona non gradita.
Forse e? dipeso da quando mi hanno arrestato ( ho tenuto un diario su www.ciaoteheran.com ). Anche la persona che mi ha ospitato ha ricevuto una nota di biasimo ed e? stata (promossa e) trasferita.
Le mie macchine per il gelato sono rimaste la? ed io sono tornato in Grecia dove mi godo la mia disoccupazione.

Inchallah

Lettera aperta al Prof. Romano Prodi

16 Luglio 2005Commenti chiusi


Lettera aperta al Prof. Romano Prodi

Esimio,
le dico subito che io sono un po? trepidino all?idea della sua rielezione, non perche? non la stimi, anche se sono molto critico su quanto ha fatto nello scorso mandato.
Ricordo la rottamazione, per esempio, soldi finiti nelle tasche dei padroni senza una contropartita, e le conseguenze sotto gli occhi di tutti.
Non mi e? piaciuto il caso Nomisma, le cosiddette privatizzazioni che hanno tolto pacchetti azionari allo Stato per farli finire nei paradisi fiscali cosi? da formare mostri come Tim di Tronchetti Provera, Cirio e Tanzi Parmalat con i risparmiatori parzialmente scremati?

Secondo me non depone a suo favore nemmeno l?aver perso il governo per un voto, segno che forse sa fare bene i conti ma non sa contare. E non m?e? piaciuto nemmeno quel Bertinotti che brindo? all?evento e che ora risulta essere il suo alleato piu? affidabile?

Insomma, lei e? una minestra riscaldata, senza uno straccio di nuovo programma, nuove facce, nuove idee se non il vantaggio di avere un avversario indecente?

Vabbe?, vorra dire che ci tureremo montanellianamente il naso.
Pero?, ora che riparte la campagna elettorale, vorrei pregarla di un chiarimento.
Legga questo verbale:

«Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perche’ era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno ne sapeva qualcosa e visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stato Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto e’ che il nome era sconosciuto, e allora ho riferito immediatamente»

Con queste parole, il 10 giugno del 1981, davanti alla Commissione Moro, lei rievoco? la seduta spiritica che si svolse nell’aprile del ’78 nel casa di campagna di amici.
Ma dopo tanti anni, quando non e’ stato ancora chiarito se fu fatto tutto il possibile per salvare Moro.
Galloni ( che recentemente e? stato colpito da una grave forma di recupero della memoria) mette in dubbio la ricostruzione fatta in Parlamento (nell’81, davanti alla Commissione Moro) da lei che ha sempre detto di aver riferito personalmente a Umberto Gavina, che riferi’ a Zaccagnini, che riferi’ a Cossiga allora Ministro degli Interni..
«Fu Paolo Prodi, allora professore all’Universita’ di Trento, a venire da noi durante i 55 giorni per riferire della segnalazione». La ricostruzione di Galloni e’ questa.
Ma nel giro di poche ore arrivo’ la secca smentita di Paolo Prodi:
«Non solo non e’ vero ma non ci sono nemmeno gli appigli per una veridicita’. Si tratta di un’invenzione assoluta, forse Galloni fa confusione».
Suo fratello disse anche: «Della seduta spiritica seppi da Romano, qualche giorno dopo che era stata fatta. Lo andai a trovare e lui mi fece il racconto con molta tranquillita’… ».
Sono passati trent’anni ma quella seduta spiritica non ha mai convinto nessuno. Lo stesso Belzebu’-Andreotti quando ha deposto davanti alla commissione stragi ha sussurrato alla sua maniera:
«Non credo allo spiritismo»

E allora, Romano, via un bel gesto di coraggio. Lo so chi il coraggio non ce l’ha non e’ che possa farselo venire, ma sono passati tanti anni e non c’e’ piu’ nessuno da proteggere e non c’e’ piu’ niente di cui vergognarsi.
Sta ripartendo per un’altra delle sue campagne elettorali in cui predichera’ lealta’ e sincerita’. E allora, faccia uno sforzo e dica agli italiani quello che si aspettano che lei dica da trent’anni: Che la spiata le venne da alcuni componenti di Autonomia di Bologna.
La smetta di prenderci in giro con gli spiriti e con i medium, altrimenti, come faremo a darle il prossimo voto?

D.S.

Una preghiera pure per Fassino.
Salterella da un concetto all?altro e da uomo probo e onesto qual?e? si intuisce il disagio che prova a frequentare i salotti bene torinesi e difendere gli operai. Non si pronuncia sulla tassazione delle rendite finanziarie ed elogia Ricucci.
Pero? una promessa potrebbe farcela.
Se la sinistra va al governo, ci vuole togliere dalle palle Klaus Davi e Diaco, che tanti sfracelli stanno facendo alla credibilita? di un?informazione di sinistra equa e indipendente?

Con affetto
Aldo Vincent
Il gelataio senza gelato

Sabotare il mondo

15 Luglio 20051 commento


Sabotare il mondo

Dopo la caffettiera, la pentola a pressione.
La polizia di Barcellona teme che gli attentati contro gli italiani siano da parte di un gruppo anarchico che si batte contro Lagostina e Bialetti. Nel mirino il Pinguino De Longhi.

Scherzi a parte, leggo che e? stato ritrovato un manuale sospetto per la confezione di bombe rudimentali. Io ce l?ho nel mio archivio dal 2003. Bastava, dopo il primo ritrovamento andare su Google e digitare: SABOTARE IL MONDO che e? il titolo del manuale.
I potenti mezzi dell?antiterrorismo italiano ci sono arrivati ieri.
Evviva!

http://www.guerrasociale.org/TESTI.htm

Ad ognuno il suo: 1000 modi per sabotare questo mondo (s.e., 2003)
Se pensi che la natura totalitaria del potere non ha eliminato le possibilità della rivolta; se non vuoi gestire diversamente un sistema di morte, ma solo distruggerlo; se non disdegni le incursioni in quell’armeria collettiva dove le esperienze passate diventano presenti; se senti che le passioni smisurate non possono che diventare azione, questo libro è in buone mani. Nunc Est Delendum. (Euro 4,00)

Catalogo testi:

CRIMINALI DI TUTTO IL MONDO, UNITEVI!

La vita non è in vendita – Alcuni ladri anarchici,
Del sabotaggio come una delle belle arti – Istituto Asturiano di Vandalismo Comparato
La frattura morale – Alfredo Bonanno
Che fare? Rapine dovunque – Comontismo
Dichiarazione di Alexandre Marius Jacob davanti ai giudici – 8 marzo 1905
Ravachol – 1892

?

LE FRONTIERE DELLA DEMOCRAZIA:
IMMIGRATI UCCISI, RIBELLI IN CARCERE

Giovedì 12 maggio, cinque anarchici leccesi sono stati arrestati nel quadro dell’ennesima inchiesta per “associazione sovversiva con finalità di terrorismo” (270 bis), in base alla quale sono stati perquisiti case e spazi anarchici in mezza Italia. Il Capolinea occupato di Lecce è stato chiuso e sottoposto a sequestro giudiziario. Conosciuti per la loro opposizione costante e senza compromessi a quei lager che la lingua di Stato chiama “centri di permanenza temporanea”, questi compagni stavano dando troppo fastidio. Ora che le brutalità del CPT di Lecce sono emerse in modo talmente evidente che il suo direttore, don Cesare Lodeserto, è stato arrestato con l’accusa di violenza privata e sequestro di persona; ora che diversi immigrati rinchiusi hanno cominciato a ribellarsi con coraggio e continuità, la voce di chi da tempo smaschera le responsabilità di un intero sistema concentrazionario andava zittita. Questi compagni vengono accusati di una serie di attacchi contro le proprietà dei gestori e finanziatori del CPT di Lecce, di alcuni sabotaggi contro la Esso e di qualche azione diretta contro la Benetton. Non sappiamo se siano innocenti o colpevoli, e nemmeno ci interessa. Ciò che consideriamo giusto non lo cerchiamo tra le righe dei codici dello Stato. Se sono innocenti, hanno la nostra solidarietà. Se sono colpevoli, ce l’hanno ancora di più.
Rispondere con determinazione a chi rinchiude donne e uomini la cui unica colpa è quella di essere poveri e di non avere i documenti in regola; presentare un piccolo conto a chi si arricchisce con il genocidio della popolazione irachena (come la Esso) o con la deportazione dei Mapuche (come la Benetton), sono pratiche assolutamente condivisibili. Dai bombardamenti ai CPT, dalle banche alle multinazionali, i nemici degli sfruttati non sono forse ovunque gli stessi?

Mentre questi nostri compagni vengono arrestati, in un solo giorno a Torino la polizia sgombera un campo nomadi, uccide a freddo un senegalese a un posto di blocco, provoca la morte di un altro immigrato che cerca di sottrarsi ad un rastrellamento. Vi basta? Da settimane gli internati di via Corelli a Milano sono in sciopero della fame, protestano sui tetti, urlano la loro voglia di libertà. Intanto centinaia di profughi vengono internati in “centri di accoglienza” da cui cercano ad ogni costo di evadere.
Sono urla che ci giungono dalle macerie di questo mondo in rovina.
Possiamo fare finta di non sentirle. Possiamo festeggiare ipocritamente la lotta armata contro il nazifascismo senza accorgerci che i lager non sono il nostro passato, ma il nostro presente. Possiamo rifugiarci dietro il rispetto della legge – quella stessa legge in nome della quale si affama e si bombarda, quella stessa legge che viene quotidianamente sospesa per milioni di dannati della Terra. Oppure possiamo decidere di alzare la testa, trovando in noi stessi il senso di ciò che è giusto, armando il nostro cuore e le nostre braccia. Possiamo nasconderci, oppure batterci.

Il modo migliore per essere solidali con gli anarchici di Lecce ci sembra quello di continuare la lotta per la chiusura dei lager, per inceppare la macchina delle espulsioni. Per un mondo senza frontiere.

SALVATORE, SAVERIO, CHRISTIAN, MARINA, ANNALISA LIBERI!
FUOCO AI CPT, LIBERI TUTTI!

CPT e CROCE ROSSA
VENERDI 24 GIUGNO, DALLE 18:00, PIAZZA DEL FERRARESE, BARI

Com’è ormai tristemente noto, anche Bari è stata provvista di un CPT (centro di permanenza temporanea), cioè di una struttura in cui rinchiudere e segregare uomini e donne la cui unica colpa è quella di aver varcato dei confini senza autorizzazione, senza essere riusciti ad ottenere un foglio chiamato “permesso di soggiorno”.
Queste persone sono costrette dalla fame, dalla miseria, dalle guerre, dalle persecuzioni, a lasciare le loro terre d’origine nella speranza di condurre, altrove, un’esistenza priva di stenti e paura. Queste persone non possono fermarsi di fronte a lenti iter burocratici, perchè hanno fretta di scappare dalle terribili condizioni di vita che lo stesso ricco occidente, per potersi sostenere, crea nei loro Paesi. Queste sono le persone che finiscono nei CPT, all’ombra di muri altissimi e filo spinato, di telecamere montate perfino nei bagni e di guardie pronte ad abusare del proprio potere con vessazioni e repressioni continue.
Il CPT di Bari sarà messo in funzione tra breve e, come al solito, ad occuparsi della sua gestione ci sarà un’organizzazione filogovernativa che da sempre siamo abituati a vedere a fianco degli eserciti, a costituire una necessaria “facciata umanitaria”: la CROCE ROSSA ITALIANA. Già da altri CPT è giunta la testimonianza della sua incommensurabile “umanità”, fatta di somministrazione di sedativi, di manette per legare uomini e donne morenti alle barelle, ecc.

CHE LA PAURA CAMBI DI CAMPO
(segue)

catturato il braccio destro di Zarqawi

14 Luglio 20052 commenti


Hanno catturato il braccio destro di Zarqawi
Mai che riescano a prenderlo tutto, quello li?.

Scherzi a parte, ma fateci caso. L?esercito piu? potente del mondo se ne esce periodicamente sulle prime pagine mondiali per la QUASI cattura di questo eminente nuovo aiuto di Bush. Gli ultimi titoli:

– 16 giugno 2005: Gli USA affermano di aver catturato il leader di Al Qaeda nell?area di Mosul

– 5 giugno 2005: Arrestato militante collegato a Zarqawi

– 25 maggio 2005: Importante militante di al-Zarqawi arrestato a Nord di Baghdad

– 25 maggio 2005: USA: arrestati militanti di al-Zarqawi

– 9 maggio 2005: Miglioramenti visibili dopo il nuovo arresto di militanti di al-Zarqawi

– 19 aprile 2005: Le Forze di Sicurezza irachene catturano due sostenitori di Zarqawi

– 9 marzo 2005: Un ?principe? di una cella di Zarqawi e altri sei catturati a Baluba,

Una cosa sola e? certa: se, dio non volesse, capitasse qualcosa a Bin Laden, ecco bell?e che pronto il suo sostituto nell?immaginario fantastico dei piu? teneri?

Appropo?

Appello urgente:
Gli ospedali iracheni attaccati e danneggiati dalle forze USADahr Jamail, PeacelinkFonte: Iraq Dispatcheshttp://www.dahrjamailiraq.com/email_list/
– 26 giugno 2005
Richiesta urgente di aiuto dall’Iraq occidentale
Una crisi umanitaria urgente sta avendo luogo nell’Iraq occupato occidentale. Doctors for Iraq Society (Dotti per la società irachena) ti chiede di agire ORA.I soldati occupanti degli Stati Uniti hanno condotto delle operazioni militari nelle città ad ovest dell’Iraq. Tra il maggio e il giugno del 2005, i più duri tra questi attacchi hanno avuto luogo nelle città di Haditha ed Al-Qa’im. Queste città e i villaggi della periferia sono casa di almeno 300.000 persone.I testimoni oculari e il personale medico dell’area hanno descritto come i soldati statunitensi abbiano impedito che cibo e medicinali raggiungessero Haditha ed Al-Qa’im, oltre ad aver sparato agli ospedali principali delle due città, allo staff medico e alle ambulanze.I soldati USA hanno violato la Convenzione di Ginevra e il diritto internazionale impedendo ai civili di accedere alle cure mediche. I testimoni oculari hanno riportato che almeno un paziente è stato ucciso da un arma da fuoco mentre era nel suo letto presso un reparto dell’ospedale di Haditha. Ai dottori è stato impedito di assistere i pazienti ed i civili che ne avevano bisogno. Molti dottori e altri membri del personale medico sono stati uccisi negli attacchi ed altri sono stati arrestati dalle forza USA nell’ospedale. In seguito sono stati rilasciati, insieme al direttore dell’ospedale, detenuto per due giorni.Le vaste operazioni militari nell’area hanno causato dei danni di vaste proporzioni e un numero non noto di civili è stato ucciso o ferito nel corso dell’attacco.Dei filmati ripresi dai dottori mostrano gravi danni al magazzino e alle sale operatorie dell’ospedale di Haditha. Il magazzino conteneva medicinali e strumenti per tutti gli ospedali e centri medici nell’Iraq occidentale. Lo staff e i pazienti dicono che i danni sono stati compiuti da “soldati statunitensi violenti e barbari”.Doctors for Iraq Society e altre organizzazione irachene che lavorano nell’area stanno chiedendo aiuti urgenti dall’estero per aiutare ad equipaggiare gli ospedali con i medicinali e altri strumenti essenziali.Lo staff medico necessita di medicinali, set chirurgici, vestiario e strumenti per il laboratorio.Doctors for Iraq Society sta chiedendo alle organizzazioni per i diritti umani di condurre un’indagine urgente su quel che è successo ad Haditha e ad Al-Qa’km, e di intervistare i testimoni oculari e lo staff medico nell’area.Tradotto da Carlo Martini per www.peacelink.itIl testo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali citando le fonti, l’autore e il traduttore.Note:Per altre informazioni sull’attacco e le condizioni dell’ospedale, potete contattare Doctors for Iraq Society: info@doctorsforiraq.org Oppure il Dr. Salam Ismael: salam.obaidi@gmail.com Per interviste da parte dei media: salam.obaidi@doctorsforiraq.org Dr. Salam T. IsmaelSegretario generaleDoctors for Iraq Society- salam_ismael@hotmail.com – salamelobaidi2003@yahoo.com Telefono fisso (Regno Unito): 0044 (0) 2085209489Telefono mobile (Regno Unito): 0044 (0) 7891022381Telefono fisso (Baghdad): 00964 1 4437512Telefono mobile (Baghdad): 00964 7901 963 257

Visto?
Sono cominciate le grandi frasi come li beccheremo ovunque essi siano, occorrono leggi speciali, retate con 300 arresti, sospensione dello shenger, controllo delle mail, carta d?identita? inglese per poter viaggiare, e Bush, Blair e Berlusconi, chiedono ai rispettivi parlamenti altri soldi per rimanere in Iraq.
Intanto cala un silenzio tombale sull?Iran
Lo stesso silenzio che avvolse Dalla Chiesa (lui si?, debello? il terrorismo) prima di farlo ammazzare come un cane.

Il caso Riotta questi giorni ha aperto un ampio dibattito sul Web il cui tema e?:
davvero dobbiamo credere a tutte le puttanate che si scrivono su Internet?
Ma no, ma no.
Siamo avvolti da una cosi? grande massa di informazioni che quasi si annullano da sole.
Ognuno di noi poi, segnala quello che gli sembra piu? aderente alla realtà, tentando di scernere tra la paglia e il fieno.
Da parte mia, io ho una cartina tornasole che reputo attendibile: se i direttori dei quotidiani di carta o del Web pubblicano le mie amenita?, forse siamo nella giusta direzione.

Altri non hanno alcuna controprova, ma non desistono, secondo il saldo principio di Poirot, la testa d?uovo creato da Agata Christe: ?Una coincidenza e? solo una coincidenza, due coincidenze sono due coincidenze, tre coincidenze costituiscono un INDIZIO?

?

?la guerra all?Iraq di Saddam Hussein è stata ed è fondamentale per combattere il terrorismo islamico??
Un certo Gasparri su Rai3 poco prima di tentare d?imporre le sue domande alla Berlinguer (ha trovato proprio quella giusta?)

Riferimenti: SATIRA POLITICA CLICCA QUI

Tanto per dire dell?inaffidabilita? delle notizie internet:

13 Luglio 2005Commenti chiusi


Tanto per dire dell?inaffidabilita? delle notizie internet:
(consideriamolo il seguito di Riotta, faccia come il Q)

Affari pubblica in esclusiva la clamorosa testimonianza di Flaminia Caldani, un’italiana che era nella capitale britannica per studiare inglese quella tragica mattina del 7 luglio. Un racconto che apre scenari e interrogativi inquietanti.

Londra, ma la polizia sapeva?

Credo di aver viaggiato sul treno della morte, non ne sono sicura, ma questo pensiero non mi abbandona, e mi tormenta da quando Londra è stata colpita nel cuore. Per ben due volte ho fuggito la morte, che come un cane fedele teneva il passo dietro di me, lasciando ad ogni fermata del mio tragitto una scia di sangue e di cadaveri.

Il mio college si trova a Wolburn Street a pochi passi dall?autobus esploso. Ogni mattina, da un mese e mezzo a questa parte, percorro in metro lo stesso tragitto, sulla Piccadilly Line, da Fulham Brodway a Russel Square; trenta minuti circa per arrivare puntuale alla lezione delle nove.

Presa dal ritmo di questa città, mi lancio in una corsa frenetica con la gente, che ingorga quotidianamente la Tube; dove a volte non hai neanche lo spazio per tenerti stabile e il solo modo per non cadere è fare pressa con gli altri corpi dei viaggiatori, di cui senti e respiri i profumi dolciastri e l?odore delle rasature appena fatte. E giovedì è un giorno come tanti.

Sono arrivata alle 8.50 alla stazione di Russel Square. Ricordo di aver fatto caso all?ora, convinta di essere in ritardo, perché quel giorno c?era qualcosa che non andava. Fermate interminabili lungo i tunnel del metro e continui cambi, preannunciavano già qualcosa di terribile. Nessuno, come me, sembrava farci caso, presi come sempre dall?abitudine di leggere o di sentire la musica con le cuffie.

Alla stazione di Russel Square, uomini della sicurezza, appostati davanti agli ascensori, ci comunicano che a causa di un guasto elettrico dobbiamo risalire attraverso le scale. Non era, per me, un idea brillante, perché la scala è infinita, ma quella sembrava l?unica via percorribile.
Arrivata finalmente in superficie, una voce ci ha spronato ad uscire velocemente fuori e una sensazione d?incertezza e sbalordimento mi ha travolta. In strada un uomo mi si è avvicinato e mi ha offerto una bottiglia d?acqua, inizialmente ero perplessa e ho pensato: ?Gentili questi inglesi? ma guardando più attentamente ho notato che intorno alla stazione erano schierati uomini della sicurezza con casse d?acqua per tutti. Ignoravo ancora, che di li a pochi minuti, il treno su cui viaggiavo sarebbe esploso, privando ventidue persone della propria vita. E chissà quante altre. (continua sul sito )

http://canali.libero.it/affaritaliani/londrareportage.html?pg=1

Gianni Riotta e? una faccia come il Q?

12 Luglio 2005Commenti chiusi


Gianni Riotta e? una faccia come il Q?

Ci risiamo.
Adesso scrivo di Gianni Riotta e i piu? antichi del Web, mi rinfacceranno di polemizzare con lui per quell?antica querelle che riempi? il Web nel 1998 e che fece alquanto scalpore.
Riepilogo per i piu? teneri:
Lui era tenutario con Umberto Eco di uno dei primi blog/forum o qualcosa di simile che si chiamava golem (a pagamento, off corse).
Io – e me lo appunto al petto come una medaglia – non ero stato ammesso, cosi? imperversavo con le mie deliranti amenita? su Gnomiz e Affaritaliani.it e successe che entrammo in collisione sull?affermazione del Riotta che attribuiva la scoperta dello scandalo Clonton/ar-Monica a bocca ad un sito spazzatura del Web, mentre date alla mano, la notizia l?aveva data Newsweek.
Ne scaturi? una polemicuccia basata sul disprezzo per la spazzatura di internet e gli allocchi che lo frequentano che rimbalzo? fin sul corriere e fece un gran bene alla sua credibilita? (del Riotta, perche? il corriere l?aveva gia? perduta da un pezzo).
Infatti, se andate a cercare le origini del Coso-Clinton troverete che ha ragione lui, e la notizia di Newsweek non viene menzionata.
Io la chiamo la riscrittura della storia da parte dei vincitori.
Acqua passata.

Oggi pero? leggo, sempre sul corriere della sega, un tiro incrociato tra lui e il PG Battista, in cui con fiero disprezzo si avvisa il popolo bue di non dar retta alle trame dietriste che cominciano a circolare sul Web:
?Lo sapevate? Qualche minuto prima della strage di Londra, due agenti di Scotland Yard si sono recati presso l?ambasciata di Israele e hanno avvertito l?ex primo ministro di Gerusalemme Netanyahu, che si trovava là in riunione, di non uscire in strada. Non vi basta come teoria del complotto? Bene, allora sentite questa: come mai l?ex sindaco di New York Rudolph Giuliani si trovava a Londra il 7 luglio, come a Manhattan l?11 settembre? Tutte le prove del complotto sul sito www.ctrl.org , archivio di chi vede dietro ogni figura un?ombra e dietro ogni luce un buio: i complottisti. ?
e via di seguito. L?articolo intero lo trovate sul Corriere di oggi.

Tralascio il pezzo di Battista, tanto lo sappiamo tutti il valore di cotanto giornalista ed i motivi professionali che lo portarono (con scarso successo) ad occupare indebitamente lo spazio che fu di Enzo Biagi in televisione.

Vorrei pero? soffermarmi sul Riotta e sullo sprezzante giudizio che lui da? delle notizie su internet e delle oscure trame che vengono da tempo taciute dalla stampa .

E? sotto gli occhi di tutti che le notizie piu? clamorose le hanno date giornalisti attenti che sanno navigare tra le notizie dei bloggers, dalle foto delle prigioni irachene, a Guantalamo, ai telefonini che fotografarono le bare americane, eccetera.
Ho gia? citato il libro di McKenzie Wark, docente alla New School University di New York, che analizza i termini del nuovo conflitto sociale nel libro: ‘Un manifesto Hacker? (Feltrinelli), unendo alla rilettura di Marx il pensiero libertario che ha accompagnato lo sviluppo di Internet.
Parla di conflitto tra classe vettoriale (per esempio Berlusconi e il possesso dei mezzi di comunicazione) e quelli come me che forniscono nuove informazioni da dati non pre- elaborati, che hanno il fine di estrarre nuova conoscenza e liberano il virtuale nell?attuale.
Quelli come me, lui li definisce: Hacker ma in una nuova accezione del termine. (Meno male)

Fermo restando che le opinioni che esprime Riotta possano essere legittime e rispettabilissime.
Pero? per scrivere sardonicamente su poteri occulti il Riotta dovrebbe avere uno straccio di credibilita?. Ora, per carita? non e? solo perche? fa il vicedirettore di un giornale con sede a Milano e lui se ne sta a NY sia meno credibile di altri.
Pero? dovrebbe spiegarci cosa ci fa il suo nome tra i frequentatori del Bilderberg che e? la piu? potente, la piu? chiacchierata, la piu? occulta organizzazione segreta del mondo a cui fanno parte economisti, miliardari e politici che annualmente si riuniscono per discutere le strategie per un miglior funzionamento delle nostre vite.
Non vi tedio con la spiegazione di cosa sia Bilderberg perche? ho una documentazione di qualche megabyte. Andate, se volete, ad aggiornarvi da soli.

Daniel Estulin su www.comedonchisciotte.org

2005: Il programma segreto del gruppo Bilderberg
Tratto da www.infowars.com/articles/nwo/bilderberg_secret_agenda_2005.htm
Traduzione per disinformazione a cura di Arianna Ghetti (arianna_ghetti@yahoo.it)

Bilderberg: lista dei partecipanti 2004 a Stresa (Italia)
Tratto da http://www.bilderberg.org/2004.htm:

?Il primo che riconosco è Gianni Riotta, giornalista del Corriere della Sera. Nel corso della giornata gli arrivi si moltiplicano. Arriva Henry Kissinger, la regina d’Olanda, David Rockfeller, Trichet, presidente della Banca europea, Tronchetti Provera, Mario Monti, commissario Europeo Antitrust, Couchepin, ministro degli interni svizzero, Vernan Jordan consigliere legale di Bill Clinton, Pedro Solbes, governo Zapatero, Jaki Elkhan, nipote degli Agnelli e nuovo vice presidente della Fiat, Tommaso Padoa Schioppa, De Bortoli, ex direttore del Corriere della sera.
Questi sono solo alcuni delle 120 personalità invitate?. ?

Insomma, caro Gianni ( e? cosi? tanto tempo che ci siamo cordialmente antipatici, che ho deciso di passare al tu) lo capisci anche tu, ma che dico, lo capirebbe anche PG Battista che per scrivere sardonicamente contro la spazzatura del Web e le trame oscure, occorrerebbe almeno non far parte di un?organizzazione segreta !!
Evvia, altrimenti mi costringi a definirti UNA FACCIA COME IL Q ed e? la terza volta!

parentopoli COTA Piemonte

parentopoli COTA Piemonte

Parentopoli in Piemonte: la giunta Cota piazza i parenti in Regione

La figlia di un capogruppo che lavora con il governatore. I gruppi consiliari che assumono fratelli di consiglieri e assessori….

La figlia di un capogruppo che lavora con il governatore. I gruppi consiliari che assumono fratelli di consiglieri e assessori. Coppie “sistemate”. Per la serie: quando la politica tiene famiglia. La giunta Cota tiene famiglia. E fa di tutto per piazzarla in Regione.

Senza 
escludere nessuno: fratellifiglimariti mogli. parenti di esponenti sia PdL che Lega, indistintamente. C’è un po’ di tutto nella “parentopoli” che prende corpo nelle stanze della Regione Piemonte, raccontata stamane da Tommaso Labate de Il Riformista: “La figlia del capogruppo che lavora col presdiente, la moglie dell’assessore assunta alle dipendenze di un altro assessore, la sorella di un onorevole che ha un contratto col gruppo consiliare“. Gli organigrammi consiliari sembrano davvero un gigantesco stato di famiglia. Ed è divertente scorrere l’elenco dei fortunati familiari dei politici eletti in Piemonte assunti con contratti a tempo determinato, contratti di collaborazione e consulenze. I PARENTI DEGLI AMICI – C’è Michela Carossafiglia del capogruppo della Lega Mario, che lavora nella segreteria del governatore Roberto Cota, come “addetto collaboratore dell’ufficio comunicazione“. C’è Paola Ambrogiomoglie dell’assessore all’Ambiente Roberto Ravello, che lavora alla segreteria dell’assessore regionale ai Trasporti William Casoni, dove svolge “attività di direttiva istruttoria complessa a supporto dell’assessore nelle materie delegate“. Piazzata pure Maria Cristina Tosellisorella del consigliere regionale Francesco, lavora al gruppo del Popolo delle Libertà. Una delle sue colleghe è Daniela Rasellofiglia del consigliere regionale Rosanna Costa. Con loro siede in scrivania anche Giovanna Armosino, sorella di Maria Teresa, presidente della provincia di Asti, e deputata nazionale per il partito berlusconiano. FAMIGLIE INTERE IN REGIONE – In Regione c’è pure Sabrina Giovine, sorella del capogruppo dei Pensionati con Cota, Michele, che lavora a stretto contatto col suo familiare. Anche il gruppo degli ambientalisti di centrodestra, i Verdi Verdi, ha avuto la stessa idea. A lavorare in regione ha piazzato i parenti del leader nazionale Maurizio Lupi (omonimo del più noto parlamentare PdL): la moglie Lorella, la figlia Sara, i fratelli Alberto e Alessandro. Ci sono anche le famiglie non imparentate coi politici ma adeguatamente accontentate. Sorprendente la cura con cui è stato affidato un incarico a due coniugi: Giuseppe Cortese Isabella Arnoldi. Il primo è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Cota, la seconda è responsabile dell’Ufficio comunicazione di Massimo Giordano, braccio destro del governatore e Assessore allo Sviluppo Economico. Coincidenze?

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parentopoli ATENEI

Ecco parentopoli dei prof
le grandi dinastie degli atenei

Sorprendenti risultati di una ricerca sull’omonimia: in alcune università è 10 volte superiore alla media. Per arginare il fenomeno sono stati bloccati dei concorsi e i ricercatori protestano: a pagare sono i figli di nessuno. Dove ci sono maggiori intrecci la qualità della produzione è inferiore agli standard

di DAVIDE CARLUCCI e GIULIANO FOSCHINI

IL 13 SETTEMBRE a Palermo, un ragazzo, un cervello italiano, è volato dall’ultimo piano della facoltà di Filosofia. Si è suicidato. Aveva 27 anni, si chiamava Norman Zarcone, era un dottorando in Filosofia del linguaggio e, racconta il padre, da qualche tempo era particolarmente deluso, depresso: gli avevano fatto capire, senza mezzi termini, che per lui non c’era spazio nell’università italiana. Qualche mese prima un altro ragazzo, cinque anni più giovane, Gianmarco Daniele, aveva presentato a Bari, capitale del nepotismo accademico italiano, una tesi di laurea: “L’università pubblica italiana: qualità e omonimia tra i docenti”, una ricerca nata per raccontare come le università italiane siano in mano a un gruppo di famiglie. E per documentare come esista un nesso scientifico tra nepotismo e il basso livello della didattica e della ricerca. Daniele ora è all’estero, con una borsa di studio europea. Ma davvero nell’università italiana non c’è spazio per questi talenti, solo per i parenti? Quali sono le grandi dinastie di casa nostra? E a due anni dalla “svolta anti-baroni” annunciata dal ministro Maria Stella Gelmini – che ora torna a invocarla per giustificare nuovi tagli – i baronati stanno davvero segnando il passo? O sono ancora loro a comandare?

LA TOP TENA Bari, nella facoltà di Economia, la stessa dove si è laureato Daniele, è cambiato poco. L’economista Roberto Perotti, italiano formatosi al Mit di Boston, in un saggio del 2008 “L’università truccata” (Einaudi) aveva indicato quello come il caso limite, “tanto incredibile da raccontare in tutto il mondo”. A Economia 42 docenti su 176 hanno tra loro legami di parentele, il 25 per cento, record assoluto in Italia. I leader indiscussi a Bari e in Italia nella classifica delle famiglie restano così i Massari. Commercialisti affermati, con un passato nel Partito socialista di Craxi, in cattedra hanno almeno otto esponenti, tutti economisti. Uno di loro doveva essere anche in commissione durante la laurea di Daniele, peccato che quel giorno avesse un impegno. “Abbiamo vinto tutti concorsi regolarissimi”, rispondono loro, quando vengono tirati in ballo. I capostipiti della dinastia sono i tre fratelli, Lanfranco, Gilberto e Giansiro, che hanno in mano il dipartimento di Studi aziendali e giusprivatistici e, seppur nell’ombra, l’intera facoltà. Le nuove leve sono invece Antonella (ordinaria a Lecce), Stefania, Fabrizio (tutti e tre figli di Lanfranco), Francesco Saverio e Manuela. A fare concorrenza ai Massari, in facoltà, c’è la famiglia Dell’Atti (6) e quella dell’ex rettore Girone, con cinque parenti in cattedra: ci sono Giovanni e la moglie Giulia Sallustio, ormai in pensione, il figlio Gianluca, la figlia Raffaella e il genero Francesco Campobasso. A Foggia conta ancora molto la dinastia dell’ex rettore, Antonio Muscio, secondo con 7 parenti nella top ten nazionale con la new entry Alessandro, assunto nell’ultimo giorno di rettorato del papà e nella sua stessa facoltà, Agraria. Nell’ateneo lavoravano anche mamma Aurelia Eroli (dirigente amministrativa, ora in pensione), la figlia Rossana, la nipote Eliana Eroli, il genero Ivan Cincione e la sorella Pamela.

A Roma le grandi casate sono due: i Dolci e i Frati. Un figlio di Giovanni Dolci, uomo chiave dell’odontoiatria italiana, è Alessandro, ricercatore a Tor Vergata. La moglie, Alessandra Marino, è ricercatrice alla Sapienza. Dove lavora anche il genero di Dolci, Davide Sarzi Amedè, marito di Chiara, a sua volta odontoiatra al Bambin Gesù. Un altro figlio di Dolci, Federico, lavora a Tor Vergata, mentre Marco è ordinario a Chieti. Accanto a papà Frati invece c’è sua moglie Luciana Angeletti e sua figlia Paola (insegnano a medicina, ma non sono medici) e il figliolo Giacomo.

Sempre molto forti le famiglie a Palermo, come aveva avuto modo di accorgersi Norman Zarcone. Il record è dei Gianguzza, cinque tra Scienze e Medicina. Ma le dinastie palermitane sono cento, sparse in tutte le facoltà, per un totale di 230 docenti “imparentati”. Economia è il regno dei Fazio (Vincenzo, Gioacchino, Giorgio), a Giurisprudenza ci sono i Galasso (Alfredo, il figlio Gianfranco, la nuora Giuseppina Palmieri), a Lettere i Carapezza (i fratelli Attilio e Marco, ora associato, il cugino Paolo Emilio, suo figlio Francesco), a Ingegneria (18 famiglie, 38 parenti) i Sorbello o gli Inzerillo, a Matematica i Vetro (Pasquale, la moglie Cristina, il figlio Calogero), Agraria è nelle mani di 11 nuclei familiari. Coincidenze statistiche? Davvero è così nel resto d’Italia e in tutta Europa?

LA RICERCASecondo i dati raccolti nella tesi di Daniele, no. Lo studente ha infatti sviluppato un indice medio che misura la percentuale di omonimia in ogni facoltà di ogni ateneo e la percentuale media di omonimia in campioni della popolazione italiana in numero uguale ai docenti presenti nella facoltà osservata. Il risultato è incontrovertibile: in quasi tutti gli atenei l’indice di omonimia è più elevato rispetto alla media nazionale. Dieci volte di più a Catania, poco meno a Messina.

Molto superiori alla media sono anche la Federico II di Napoli, Palermo, Bari, Caserta, Sassari e Cagliari. Le più virtuose sono invece Trento, Padova, il Politecnico di Torino, Verona, Milano Bicocca. Certo: non sempre avere lo stesso cognome significa essere parenti. Ma considerando anche che spesso molti familiari di professori hanno cognomi diversi, il dato è un’attendibile quantificazione statistica, per approssimazione, della diffusione del nepotismo. Anche perché gli atenei segnati con la penna rossa da Daniele sono proprio quelli al centro delle inchieste giornalistiche e della magistratura.

“Il dato italiano – spiega Daniele – è in controtendenza con il resto d’Europa: quasi ovunque il tasso di omonimia nelle università è minore della media nazionale. Gli atenei tendono ad attrarre docenti da fuori, con cognomi diversi da quelli locali”. Lo studio confronta poi i dati sulle omonimie con le valutazioni del Censis sulla qualità delle università. E in media gli atenei con più omonimi sono quelli che producono meno e viceversa. Ma davanti a questi numeri, la politica e il mondo accademico come si comportano? Sono nemici o complici delle grandi famiglie che hanno in mano l’università italiana?

LA RESISTENZA“Ci prendono in giro”, ha tuonato il presidente della conferenza dei Rettori, Enrico Decleva, la cui moglie Fernanda Caizzi è stata condannata in appello, e poi prescritta, per aver pilotato un concorso a Siena nel 2001. “Il qualunquismo sulle parentopoli è una giustificazione per uccidere l’università pubblica”. La legge Gelmini approvata al Senato a luglio prevede un codice etico obbligatorio per tutti. Ma a Bari (il primo ateneo ad approvarlo, quattro anni fa) gli escamotage fanno scuola. Virginia Milone è stata assunta quando il padre si è impegnato a trasferirsi nella sede decentrata di Taranto.

“Capirai: la nostra facoltà è diventata la valvola di sfogo dei parenti”, dice il rappresentante degli studenti Francesco D’Eri. La docente Maria Luisa Fiorella, otorino come il padre, era stata respinta dalla facoltà (a scrutinio segreto). Ora, con un colpo di coda, i baroni vogliono tornare a votare: con l’alzata di mano. Il codice è servito solo a Farmacia: Giulia Camerino ha rinunciato al concorso da ricercatrice bandito nel dipartimento della madre. “Ho studiato tutta una vita, non volevo vivere con un bollino che non meritavo”.

“Se parliamo di baronati è tutto come prima – dice Mimmo Pantaleo, segretario nazionale della Flc della Cgil – E se le università non bandiscono concorsi, a pagare sono solo i ricercatori figli di nessuno”. Il ministro Gelmini promette di trasformarne, con il nuovo piano di programmazione, diecimila in associato. Vuol cambiare la progressione di carriera con un contratto triennale, una successiva valutazione, e quindi un ulteriore contratto triennale per diventare associato. Ma per ora quelli che salgono di grado hanno sempre cognomi pesanti: a Cagliari è appena stato promosso ordinario Francesco Seatzu, figlio d’arte sardo. A valutarlo, in commissione, c’era Isabella Castangia, con la quale Seatzu ha lavorato gomito a gomito negli ultimi anni. “Tutto è come prima, più di prima”, attacca Tommaso Gastaldi, professore di Statistica alla Sapienza, instancabile fustigatore del malcostume universitario. L’ultimo esempio, racconta, è la nomina di due docenti: lui aveva previsto i loro nomi già nel 2008. I soliti noti, nonostante i proclami del Governo, continuano a comandare. E non vogliono lasciare il campo ai giovani. Che si ribellano: l’Air, l’associazione italiana dei ricercatori, ha indetto una petizione per bloccare “l’eccessiva “discrezionalità” nei criteri di valutazione dei concorsi universitari”.

GLI OVER 70Molti docenti con più di 70 anni ricorrono ai tribunali amministrativi per posticipare il loro pensionamento, accelerato da una norma voluta dall’ex ministro Fabio Mussi. Vuole rimanere in servizio Emilio Trabucchi, ordinario di Chirurgia e presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano. Nipote dell’omonimo luminare della Biomedicina e deputato Dc morto nel 1984, Trabucchi ha due nipoti nell’università, Emilio Clementi, straordinario nel dipartimento di Scienze precliniche “Lita Vialba”, e Francesco Clementi, ordinario di Farmacologia. “Abbiamo specializzazioni diverse. E in tutti i casi parlano le pubblicazioni”, precisa Trabucchi. Ha scelto di ritirarsi, invece, Vittorio La Grutta, nobiltà accademica palermitana: medico il nonno, professore il padre, rettore il fratello (dell’ultima leva è rimasta la figlia, Sabina, psicologa).

“Quando siamo saliti in cattedra, eravamo orfani. Ma ce l’abbiamo fatta lo stesso, senza favori”. Diverso il destino dei Cannizzaro, altra famiglia storica siciliana. “Stanislao, il grande chimico, era un mio avo – racconta Gaspare, che ora è in pensione ma ha due figli docenti – ma io non sono figlio d’arte. In famiglia c’è sempre stato interesse per la scienza: è una tradizione”. A Sassari resistono al pensionamento Mariotto Segni (il cui padre, Giovanni, oltre che presidente della Repubblica è stato rettore) e Giulio Cesare Canalis, il papà della showgirl Elisabetta, direttore della Clinica radiologica. Ma soprattutto l’ex rettore Alessandro Maida, tuttora potentissimo – spinge per bandire 52 concorsi – e ancora per un po’ collega dei figli Carmelo e Ivana, piazzati nella sua facoltà, Medicina, del cognato, Giorgio Spanu, della moglie Maria Alessandra Sotgiu, e di altri nipoti e cugini. A Udine, dopo la fusione tra ospedale e università, sono stati nominati i nuovi direttori di dipartimenti. Nessuna sorpresa: i manager, ben pagati, sono tutti baroni di lungo corso come l’ultrasettantenne Fabrizio Bresadola, che ha piazzato il figlio Vittorio, la nuora Maria Grazia Marcellino e un altro figlio, Marco. Laureato in Filosofia ma non per questo escluso: insegna storia della

«Parentopoli» All’Università di Bari il caso di mariti e mogli

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI – La legge Gelmini ha un buco, un buco che sta spaccando il mondo accademico e in particolare l’Università di Bari, dove sono in arrivo i bandi per reclutare 31 nuovi professori associati. Nell’eterna lotta al familismo universitario si pone un problema non da poco: sebbene sia vietato assumere chi ha «parenti o affini fino al quarto grado» nello stesso dipartimento, quel divieto non vale per mogli o mariti
IL CASO – Università del Salento: bando «riservato»
«Parentopoli» All'Università di Bari il caso di mariti e mogli
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 

BARI – Forse si è trattato di una svista. Forse, ed è più probabile, di un calcolo ben ponderato. Fatto sta che la legge Gelmini ha un buco, un buco che sta spaccando il mondo accademico e in particolare l’Università di Bari, dove sono in arrivo i bandi per reclutare 31 nuovi professori associati. Nell’eterna lotta al familismo universitario si pone un problema non da poco: sebbene sia vietato assumere chi ha «parenti o affini fino al quarto grado» nello stesso dipartimento, quel divieto non vale per mogli o mariti. E a Bari, tra quanti aspirano a un posto da professore, ce ne sono parecchi. Il problema è stato sollevato dal Collegio dei garanti, che ha fatto emergere le incongruenze tra la legge (e il nuovo regolamento di Ateneo) e il codice etico dell’Università di Bari, in cui – oltre ai parenti fino al quarto grado – è vietata anche l’assunzione del coniuge.

In una lettera, il presidente del Collegio, Ugo Villani, ha dunque invitato i colleghi a una interpretazione «costituzionalmente orientata» della legge Gelmini: «Sarebbe irragionevole – scrive – sancire il divieto per gli affini entro il quarto grado e non per il coniuge». Al telefono, il professor Villani è ancora più esplicito: «Non posso chiamare in dipartimento il cugino di mia moglie, che magari non ho mai visto in vita mia, ma posso chiamare mia moglie. È una situazione assolutamente irragionevole, ed ecco perché mi sembrava giusto sollevare una questione che ha una indubbia rilevanza etica: per questo proponiamo una interpretazione della legge Gelmini che a noi pare giusta, ed è sostenuta da una sentenza del Consiglio di Stato».

I giudici amministrativi hanno infatti annullato un assegno di ricerca che l’Università di Teramo aveva assegnato alla moglie di un ricercatore dello stesso dipartimento: «Se l’affinità presuppone il coniugio – hanno scritto i giudici -, la ragione di incompatibilità riferità all’affinità a maggior ragione vale per il coniugio»: in caso contrario, hanno avvertito, si rischia di istituzionalizzare «il biasimevole, ma non infrequente, fenomeno detto del familismo universitario».
Ma per il momento il corpo docente barese si è mostrato scettico. Il codice etico, fanno notare in molti, è obsoleto (è stato emanato prima della legge 240, quando esistevano ancora le facoltà, e parametrava le incompatibilità ai settori scientifico-disciplinari), e spesso le relazioni personali tra colleghi nascono proprio in dipartimento.

Altre Università (Milano Bicocca, Firenze, Venezia) hanno però emanato regolamenti che vietano anche mariti e mogli, seppur con sfumature diverse (in alcuni casi il divieto vale solo per i nuovi ingressi e non per le progressioni di carriera). Bari, invece, ha emanato un regolamento – non ancora in vigore – che richiama parola per parola il testo della legge Gelmini, e dunque salta a piè pari il problema dei coniugi. «Sono impegnatissimo a difendere il codice etico – dice il rettore Antonio Uricchio – ma quella del Collegio dei garanti non è una interpretazione univoca. Per questo motivo ho convocato per venerdì il Senato accademico, in quella sede il professor Villani rappresenterà le sue conclusioni e decideremo».

È probabile che si arrivi a una votazione, ed a quel punto potrebbe accadere di tutto: anche che il Senato voti per ammettere ai concorsi mariti e mogli. Anche perché le prime 31 assunzioni secondo la legge Gelmini preludono a una successiva infornata di professori associati: se i vincitori dei concorsi (una procedura comparativa telematica) risulteranno già in servizio presso l’Università, infatti, i singoli dipartimenti potranno utilizzare le risorse economiche liberate per effettuare chiamate dirette a chi ha conseguito l’ido – neità nel concorso nazionale.

A Bari i casi di marito professore e moglie ricercatore nello stesso dipartimento (o viceversa) sono diverse decine. A Giurisprudenza, a Medicina, ma anche (e forse soprattutto) nelle facoltà scientifiche. La legge Gelmini ha eliminato la figura del ricercatore a tempo indeterminato, quelli che ci sono sono destinati a diventare tutti (prima o poi) professori. E c’è una vera guerra per chi deve entrare per primo.

Parentopoli
Quando l’università è affare di famiglia

Il libro-denuncia che svela il malcostume dell’Università italiana 

«I nostri figli sono più bravi perché hanno la forma mentis tipica di noi professori». È normale, per questo docente, che il figlio abbia vint o il concorso universitario. È una questione di geni, di educazione, di ambiente. Una “selezione naturale”. E gli altri candidati? Spariti prima della prova. Senza speranza. Senza… forma mentis.
Da questa storia pubblicata sul sito di Corriere.it è nato un libro-inchiesta, scritto grazie alle centinaia di e-mail spedite da tutta Italia. Il web s’è scatenato: proteste, denunce, nomi e cognomi, testimonianze di innumerevoli concorsi truccati. Ecco svelata l’Università Italiana divenuta ormai Affare di Famiglia. Come al bar, nelle botteghe, nelle aziende, anche nei dipartimenti universitari, più membri di una stessa famiglia lavorano fianco a fianco. E i Magnifici Rettori? Sono tra i primi ad assumere figli, mogli, nipoti e portaborse. Chi paga? Noi, ovviamente.
Il professore con quattro figli in ateneo. Il rettore che comanda da 25 anni. La famiglia con otto docenti. Il candidato più bocciato. Ecco i racconti dei casi limite e gli sforzi della giustizia per riportare la legalità nelle cattedre. Ecco le loro storie incredibili in un ironico viaggio attraverso interviste ai protagonisti e improbabili giustificazioni. Da Torino a Palermo, passando per Milano, Bologna, Modena, Firenze, Roma, Messina e tante altre città italiane.
Infine, gli intrecci familiari nelle dinastie accademiche di Napoli e la sanità campana. Il tutto accompagnato dall’urlo di rabbia e di vergogna che emerge dalle lettere dei cervelli non in fuga all’estero, ma costretti ad andarsene. In cerca di una nuova… forma mentis.

Nino Luca nato a Sydney nel 1968 è giornalista e videoreporter di Corriere.it, il sito internet del «Corriere della Sera». Siciliano, professionista dal 1995, ha lavorato in diverse emittenti televisive in Sicilia prima di vincere il concorso di giornalista all’Ifg di Milano. Ha lavorato per il quotidiano «Cronaca Padana», per l’ufficio grafico del «Corriere della Sera», ha diretto l’agenzia infografica Sei di Milano ed è stato videoreporter per l’agenzia stampa Agr.

email: nino.luca@parentopoli.com

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parentopoli ALEMANNO

Atac, parenti, amici e una ex cubista:
854 assunzioni a chiamata diretta

Autobus dell'Atac
ROMA (27 novembre) – Assunzioni sospette all’Atac, una vera e propria parentopoli con mogli, figli, generi di potenti della politica romana e anche una ex cubista. Il sindaco Gianni Alemanno ordina un’inchiesta e l’opposizione grida allo scandalo.

«In relazione agli articoli di stampa relativi all’azienda Atac, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, ha dato mandato al nuovo amministratore delegato Maurizio Basile, di effettuare un’inchiesta interna per verificare la veridicità di quanto pubblicato, controllando i criteri di assunzione che sono stati utilizzati dalle precedenti amministrazioni nell’ultimo decennio. I risultati di questa verifica saranno presentati dall’amministratore delegato entro massimo 15 giorni, adottando le iniziative conseguenti. A gennaio sarà presentato il nuovo piano industriale di Atac attraverso il quale si garantirà il processo di riassetto dell’azienda di trasporto pubblico romano». Lo comunica l’Ufficio Stampa del Campidoglio.

Alemanno, insomma vuole capire cosa è successo nell’azienda di trasporti romani da quando è sindaco ma anche cosa è successo negli ultimi dieci anni, cioè quando il capo dell’amministrazione capitolina era Walter Veltroni. Se il presunto scandalo coinvolgesse trasversalmente le due giunte, l’attuale opposizione non potrebbe alzare la voce come sta facendo ora. Per il Momento la parentopoli sarebbe una questione confinata negli ultimi due anni ma tra due settimane dovrebbe essere tutto più chiaro.

Valeriani: esposto alla Corte dei Conti. «È incredibile il declino non solo economico ma anche morale delle aziende del Gruppo Campidoglio oramai da due anni e mezzo. Dopo le note vicende in Ama adesso è la volta di Atac le cui 800 e passa assunzioni hanno fatto lievitare di circa 50 milioni di euro i costi dell’azienda. Di questa triste vicenda l’aspetto più rilevante che sembra emergere è la fitta rete di parentopoli e affiliati politici fino alla nota di colore di una cubista molto nota nei locali notturni romani. Mi auguro che al più presto Alemanno dica qualcosa. Tale situazione è così eclatante che sicuramente raccoglierà le attenzioni della Corte dei Conti ed io stesso preparerò un esposto». Lo dichiara in una nota il consigliere capitolino del Pd, Massimiliano Valeriani.

Miccoli: no all’aumento del biglietto in cambio di assunzioni di comodo. «Lo scandalo delle assunzioni di parenti e amici, e addirittura di una cubista nell’Atac di Alemanno è davvero vergognoso. Soprattutto perché l’azienda è a rischio fallimento e nei prossimi mesi il sindaco sarà costretto ad aumentare il biglietto ai romani per ripianare questo deficit. Ma il sindaco sappia che il Pd si batterà in ogni modo per evitare che i debiti dell’Atac causati da assunzioni vergognose, venga ripianato dai cittadini già tartassati dalle tasse di Alemanno e Berlusconi. Se i manager dell’Atac vogliono le cubiste se le paghino con i loro soldi». Lo afferma in una nota il coordinatore romano del Pd, Marco Miccoli.

Maruccio: insulto a tutti i romani. «Comincia ad essere chiara a tutti l’accezione che il centrodestra, e in particolare gli Alemanno boys, hanno del concetto di servizio pubblico: un luogo dove, a spese del pubblico, cioè tutti quanti noi, rendere un servizio a coniugi, parenti, figli, affini e conoscenti vari». Lo dichiara in una nota il segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. «La risposta a tutti quelli che si chiedevano da dove venisse il deficit che sta portando l’Atac sull’orlo del fallimento, e in particolare a coloro che dai banchi della maggioranza comunale si sono affrettati a scaricare le colpe sulle giunte precedenti, è semplice: 854 assunzioni per chiamata diretta negli ultimi 2 anni, per un costo di 50 milioni di euro l’anno. Un insulto a tutti i romani, coloro che usufruiscono di mezzi pubblici sempre più scadenti».

Roma, la parentopoli di Alemanno
Duemila assunti nelle municipalizzate

All’Atac (trasporti) chiamate 850 persone. All’Ama, l’azienda dei rifiuti, gli “arruolati” sono invece un migliaio. Procura e Corte dei Conti indagano per verificare eventuali responsabilità penali o erariali. Via il caposcorta del sindaco

ROMA – Non bastava la bufera esplosa sulla Parentopoli in Atac, la società del trasporto pubblico romano che dopo l’elezione di Gianni Alemanno in Campidoglio ha imbarcato più di 850 persone, tutte per chiamata diretta e legate da rapporti familiari o politici ad esponenti del centrodestra locale, dirigenti aziendali e sindacalisti. Ora, per il sindaco della capitale si apre un nuovo fronte: il reclutamento di un migliaio di nuovi dipendenti (sui 7mila totali) in un’altra ex municipalizzata, l’Ama, che si occupa di raccogliere e smaltire i rifiuti della città. Dove, partire dal 2008, sono stati assunti, tra gli altri, il genero dell’ad Franco Panzironi, braccio operativo della Fondazione alemanniana Nuova Italia; la figlia del caposcorta del sindaco, Giorgio Marinelli, il quale aveva già provveduto a piazzare il primogenito in Atac; la compagna dell’ex capogruppo pdl in Campidoglio, ora traslocato a La Destra, Dario Rossin; oltre alla solita pletora di mogli, cognati e cugini di vari pidiellini di secondo piano, ma assai utili in campagna elettorale.

La prova provata di come l’occupazione clientelare delle società controllate dal Comune sia ormai diventato un sistema. Ai confini del lecito. Tant’è che sia la Procura della Repubblica sia la Corte dei Conti hanno aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità sotto il profilo penale e del danno erariale.

Tutto parte da un’inchiesta di Repubblica che, da una decina di giorni, indaga sulla moltitudine di congiunti e sodali arruolati in Atac e in Ama nell’era del centrodestra. Nonostante le opposizioni abbiano subito chiesto la testa di Alemanno e dell’assessore ai Trasporti Sergio Marchi, finora l’unico a rimetterci è stato il caposcorta del primo cittadino che ieri si è dimesso dal suo incarico. Ad annunciarlo, lo stesso inquilino del Campidoglio: “Marinelli non è più il mio caposcorta, è ritornato in polizia”, decisione assunta “in via precauzionale per evitare speculazioni sull’accaduto”, ha spiegato Alemanno, negando tuttavia ogni suo coinvolgimento. “Non mi occupo di assunzioni, sull’Ama non mi risultano particolari scandali e poi non mi ricordavo neanche che quell’agente avesse una figlia”, ha tagliato corto.

E pazienza che l’azienda dei rifiuti abbia sostanzialmente confermato il numero dei dipendenti (954) arruolati a partire dal “9 agosto 2008, giorno di insediamento della nuova amministrazione”, e ammesso di aver effettuato, “come prevede la normativa vigente”, delle semplici selezioni affidate ad agenzie per l’impiego pubbliche e private. Per il sindaco sotto assedio ora è tempo di cambiare: “Bisognerebbe rendere obbligatoria la pratica dei concorsi anche per le municipalizzate, così come si fa al Comune, in modo da superare il problema delle chiamate dirette o dalle selezioni fatte da agenzie interinali”, dice ora che dalle sue parti tutto il sistemabile è stato sistemato.

Ma le opposizioni, che sul tema hanno già presentato interrogazioni in Parlamento e in Campidoglio, non intendono mollare. “Dopo l’Atac, le assunzioni clientelari all’Ama”, tuona il deputato ed ex assessore pd Jean Leonard Touadi. “Fino ad oggi Alemanno ha fatto finta di nulla: ora basta. Ha il dovere di rendere conto alla città di come lui e la sua amministrazione hanno gestito una materia tanto delicata”. Durissimo il segretario regionale dell’Idv Vincenzo Maruccio: “Cosa deve ancora emergere perché Alemanno si rassegni le dimissioni?”. E mentre il senatore dipietrista Stefano Pedica minaccia che “di qui a pochi giorni renderò noti gli elenchi delle assunzioni negli ultimi cinque anni alla Provincia, alla Regione, al Comune e in tutti gli enti controllati perché la Parentopoli, in un momento di crisi del lavoro, è uno schiaffo a tutti i cittadini onesti che fanno concorsi”, il capogruppo pd in Campidoglio profetizza: “Stavolta non sarà facile per il sindaco convincere i romani che lui non c’entra nulla. Ora chieda scusa”.

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE

parentopoli ENAV

Enav, la nuova parentopoli

La gestione dell’Ente nazionale di assistenza al volo inaugurata da Garbini doveva essere all’insegna della trasparenza. Ma continuano le assunzioni di figli di dirigenti, come nell’era Pugliesi. Mentre sul fronte della ‘spending review’ non è stato fatto nulla

di Martino Villosio

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Enav, la nuova parentopoli
Era il 22 novembre 2011 quando un governo Monti fresco d’insediamento nominava Massimo Garbini amministratore unico di Enav. Quattro giorni prima l’inchiesta della procura di Roma sugli appalti a Selex (Gruppo Finmeccanica) aveva portato agli arresti domiciliari il potente amministratore delegato Guido Pugliesi e travolto i vertici dell’azienda.

Sedici mesi dopo la svolta nel segno del rinnovamento e della trasparenza, l’Ente nazionale di assistenza al volo partecipato dal Ministero dell’Economia è tornato al centro della bufera. Tutta colpa di un fenomeno, quello delle assunzioni in azienda dei figli di dirigenti, che sembra unire con un unico filo la vecchia e la nuova gestione sotto il segno della continuità.

E’ di febbraio la notizia di un bando di selezione per controllori di volo che, partito due anni fa, sta portando all’assunzione del secondogenito ventiquattrenne di Massimo Garbini, Andrea. Mentre Simone, il figlio maggiore dell’ex direttore generale diventato amministratore unico, fa quel lavoro da anni. Con lo stesso bando (30 i giovani selezionati su circa 6000 domande) stanno entrano, dopo aver frequentato per un anno l’Academy di Forlì, i figli di altri quattro importanti dirigenti, la cognata del direttore della stessa Academy e due compagni di scuola di Andrea Garbini. Mentre il figlio del direttore generale di Enav, Massimo Bellizzi, lavora in azienda già dal 2011.

Una sfilza di cognomi combacianti, di fronte alla quale il numero uno dell’Ente non ha voluto replicare né rilasciare commenti.

Il sito de “l’Espresso”, spulciando nell’organico di Enav, ha trovato però un’altra corposa lista di figli di dirigenti assunti nel corso dell’era Pugliesi, con Garbini direttore generale.

“Quando un manager andava in pensione o c’era la volontà di sostituirlo, la prassi in aggiunta alla buonuscita era quella di assumergli il figlio”, è la voce che scivola fuori dai corridoi del palazzo di via Salaria.

Mattia Vecchio Domanti, per esempio, lavora al Servizio di Radiomisure presso l’aeroporto di Ciampino. E’ stato assunto poco dopo l’addio del padre, ex manager responsabile dell’area amministrativa che nel novembre 2011 ricevette insieme ad altri dirigenti un avviso di garanzia per corruzione nell’inchiesta sugli appalti Selex. Nello stesso periodo il congedo del dirigente di Radiomisure Giulio Inguscio, in rapporti burrascosi con Garbini, è stato rapidamente seguito dall’assunzione in amministrazione della figlia.

Il meccanismo si è riprodotto in molte altre occasioni: per esempio con l’uscita di scena dell’ex direttore del centro Enav di Catania Salvatore Chisari, che ha avuto come contraltare l’ingresso in azienda del figlio. E via assumendo, con dirigenti che – una volta in pensione – hanno lasciato in azienda anche più di un figlio.

L’Enav si difende e afferma che le procedure di selezione del personale, in particolare quelle per i controllori di volo, sono pubblicate sul sito “in conformità alla normativa nazionale e internazionale di riferimento”.

Tra le assunzioni che negli anni hanno sollevato perplessità però non ci sono solo quelle dei “figli di”. Si scopre per esempio che da tempo – assunto a chiamata diretta – lavora in Enav Germano Andrini. Da sempre militante nella galassia dell’estrema destra, fu condannato in secondo grado per lesioni aggravate con il gemello Stefano per il pestaggio di due giovani nel 1989. Proprio Stefano, nel 2010, fu travolto dalle polemiche insieme al sindaco Alemanno per la sua nomina alla guida di AMA Servizi ambientali. Germano invece, ora in amministrazione a livello “quadro”, in passato ha fatto anche il tecnico di volo retribuito con relative indennità. Un altro fratello, quello del segretario nazionale dell’UGL Trasporto Aereo Francesco Rocco Alfonsi, è stato invece assunto come magazziniere.

Mentre a guidare gli aeromobili della flotta Enav ci sono sei piloti messi in esubero da Alitalia e assunti con un bando nel 2010, quando il presidente era l’ex pilota di linea ed ex deputato AN Luigi Martini. Il requisito indispensabile per poter accedere alla selezione? Essere in cassintegrazione.

Scelte che appartengono alla gestione passata rispetto alla quale tutto doveva cambiare. Invece, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, sarebbe stato fatto poco anche sul fronte della “spending review” e dei tagli alle inefficienze: i dirigenti, da 70 che erano al 31 dicembre 2011, sono calati di poche unità e soltanto nel settore comunicazione sono in quattro; mentre la manutenzione dei quattro aerei Piaggio P180 utilizzati dal Servizio di Radiomisure, nonostante la presenza di tecnici certificati e maestranze esperte all’interno dell’organico, risulta affidata alla stessa Piaggio al costo di 1200 euro per ogni ora di volo.

E mentre in procura continuano ad arrivare esposti anonimi che invitano i magistrati a fare pulizia, non si placano le polemiche per la recente infornata di nuovi controllori, ragazzi che arriveranno a guadagnare con il tempo uno stipendio da 5.000 euro al mese. Una vicenda sulla quale anche il direttore generale del Ministero dell’Economia Franco Parlato, titolare dei poteri di controllo su Enav, era stato informato da una prima lettera anonima. “Ponete fine a questo schifo o ricorreremo alla procura”, c’era scritto. Nessuna risposta da via XX settembre alla nostra domanda se siano stati o meno avviati accertamenti.

Enav, la nuova parentopoli

La gestione dell’Ente nazionale di assistenza al volo inaugurata da Garbini doveva essere all’insegna della trasparenza. Ma continuano le assunzioni di figli di dirigenti, come nell’era Pugliesi. Mentre sul fronte della ‘spending review’ non è stato fatto nulla

di Martino Villosio

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Enav, la nuova parentopoli
Era il 22 novembre 2011 quando un governo Monti fresco d’insediamento nominava Massimo Garbini amministratore unico di Enav. Quattro giorni prima l’inchiesta della procura di Roma sugli appalti a Selex (Gruppo Finmeccanica) aveva portato agli arresti domiciliari il potente amministratore delegato Guido Pugliesi e travolto i vertici dell’azienda.

Sedici mesi dopo la svolta nel segno del rinnovamento e della trasparenza, l’Ente nazionale di assistenza al volo partecipato dal Ministero dell’Economia è tornato al centro della bufera. Tutta colpa di un fenomeno, quello delle assunzioni in azienda dei figli di dirigenti, che sembra unire con un unico filo la vecchia e la nuova gestione sotto il segno della continuità.

E’ di febbraio la notizia di un bando di selezione per controllori di volo che, partito due anni fa, sta portando all’assunzione del secondogenito ventiquattrenne di Massimo Garbini, Andrea. Mentre Simone, il figlio maggiore dell’ex direttore generale diventato amministratore unico, fa quel lavoro da anni. Con lo stesso bando (30 i giovani selezionati su circa 6000 domande) stanno entrano, dopo aver frequentato per un anno l’Academy di Forlì, i figli di altri quattro importanti dirigenti, la cognata del direttore della stessa Academy e due compagni di scuola di Andrea Garbini. Mentre il figlio del direttore generale di Enav, Massimo Bellizzi, lavora in azienda già dal 2011.

Una sfilza di cognomi combacianti, di fronte alla quale il numero uno dell’Ente non ha voluto replicare né rilasciare commenti.

Il sito de “l’Espresso”, spulciando nell’organico di Enav, ha trovato però un’altra corposa lista di figli di dirigenti assunti nel corso dell’era Pugliesi, con Garbini direttore generale.

“Quando un manager andava in pensione o c’era la volontà di sostituirlo, la prassi in aggiunta alla buonuscita era quella di assumergli il figlio”, è la voce che scivola fuori dai corridoi del palazzo di via Salaria.

Mattia Vecchio Domanti, per esempio, lavora al Servizio di Radiomisure presso l’aeroporto di Ciampino. E’ stato assunto poco dopo l’addio del padre, ex manager responsabile dell’area amministrativa che nel novembre 2011 ricevette insieme ad altri dirigenti un avviso di garanzia per corruzione nell’inchiesta sugli appalti Selex. Nello stesso periodo il congedo del dirigente di Radiomisure Giulio Inguscio, in rapporti burrascosi con Garbini, è stato rapidamente seguito dall’assunzione in amministrazione della figlia.

Il meccanismo si è riprodotto in molte altre occasioni: per esempio con l’uscita di scena dell’ex direttore del centro Enav di Catania Salvatore Chisari, che ha avuto come contraltare l’ingresso in azienda del figlio. E via assumendo, con dirigenti che – una volta in pensione – hanno lasciato in azienda anche più di un figlio.

L’Enav si difende e afferma che le procedure di selezione del personale, in particolare quelle per i controllori di volo, sono pubblicate sul sito “in conformità alla normativa nazionale e internazionale di riferimento”.

Tra le assunzioni che negli anni hanno sollevato perplessità però non ci sono solo quelle dei “figli di”. Si scopre per esempio che da tempo – assunto a chiamata diretta – lavora in Enav Germano Andrini. Da sempre militante nella galassia dell’estrema destra, fu condannato in secondo grado per lesioni aggravate con il gemello Stefano per il pestaggio di due giovani nel 1989. Proprio Stefano, nel 2010, fu travolto dalle polemiche insieme al sindaco Alemanno per la sua nomina alla guida di AMA Servizi ambientali. Germano invece, ora in amministrazione a livello “quadro”, in passato ha fatto anche il tecnico di volo retribuito con relative indennità. Un altro fratello, quello del segretario nazionale dell’UGL Trasporto Aereo Francesco Rocco Alfonsi, è stato invece assunto come magazziniere.

Mentre a guidare gli aeromobili della flotta Enav ci sono sei piloti messi in esubero da Alitalia e assunti con un bando nel 2010, quando il presidente era l’ex pilota di linea ed ex deputato AN Luigi Martini. Il requisito indispensabile per poter accedere alla selezione? Essere in cassintegrazione.

Scelte che appartengono alla gestione passata rispetto alla quale tutto doveva cambiare. Invece, nel corso dell’ultimo anno e mezzo, sarebbe stato fatto poco anche sul fronte della “spending review” e dei tagli alle inefficienze: i dirigenti, da 70 che erano al 31 dicembre 2011, sono calati di poche unità e soltanto nel settore comunicazione sono in quattro; mentre la manutenzione dei quattro aerei Piaggio P180 utilizzati dal Servizio di Radiomisure, nonostante la presenza di tecnici certificati e maestranze esperte all’interno dell’organico, risulta affidata alla stessa Piaggio al costo di 1200 euro per ogni ora di volo.

E mentre in procura continuano ad arrivare esposti anonimi che invitano i magistrati a fare pulizia, non si placano le polemiche per la recente infornata di nuovi controllori, ragazzi che arriveranno a guadagnare con il tempo uno stipendio da 5.000 euro al mese. Una vicenda sulla quale anche il direttore generale del Ministero dell’Economia Franco Parlato, titolare dei poteri di controllo su Enav, era stato informato da una prima lettera anonima. “Ponete fine a questo schifo o ricorreremo alla procura”, c’era scritto. Nessuna risposta da via XX settembre alla nostra domanda se siano stati o meno avviati accertamenti.

EREDI (giornalisti) Aldo Vincent lecamarille

EREDI (giornalisti)

Di cognome fanno Lerner, Mentana, Bettiza, Gambino. Ma non si tratta di Gad, Enrico, Enzo e Antonio. Bensì dei loro figli (e nipoti). Davide Lerner, Stefano Mentana (nella foto), Sofia Bettiza e Giulio Gambino lavorano tutti al The Post Internazionale e in rete, riporta il Giornale, sono un piccolo caso. Non per gli scoop del sito ma per un endorsement di Roberto Saviano che annuncia così la sua collaborazione: “Mi piace dare visibilità alla passione di giovani giornalisti” che riportano “i fatti dal mondo attraverso il lavoro di reporter italiani che si trovano sul campo e raccontano storie di prima mano senza rimasticare agenzie”.
Ma il web non perdona e il blogger e presentatore radio e tv Matteo Bordone ha presto fatto notare che il nome del sito unisce il i nomi di due testate giornalistiche già esistenti e molto cliccate, Il Post di Luca Sofri e Internazionale. Forse per riuscire a ottenere più visitatori sfruttando la notorietà dei due siti.
Insinuazioni a parte Sofri ammette: “In effetti in passato qualche lettore ci ha segnalato coincidenze e anche la pubblicazione di una traduzione di un articolo straniero. Che però noi avevamo pagato”. Tant’è. Questo sito, definito come “coraggiosa start up” ha sede in pieno centro a Roma, è stato battezzato da Eugenio Scalfari e Luigi Caraccioloe piò vantare una rubrica su Radio2.

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE

MARINA B.

La vera storia di Marina Berlusconi, erede al trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia

Sono rifatte, ma ha due palle più grosse di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il petto.
Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.
Purtroppo la memoria degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice, nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con un piede in galera.
Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.
Geniale è geniale impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.
Ha fatto eleggere, nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per 18 anni.
Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso, Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di regime.
Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.
Non per niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da uomini e donne, c’è posta per te ed il

 ballo dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di gelosia.
Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.
Tutte le elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.
Infatti la sua fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa  al potere costa miliardi di euro.
Il problema vero, che dilata a dismisura questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia, dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.
Non gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.
Non so se siamo all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.
Sembra impossibile ma, quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la vicenda  della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più spudorata di lui.
Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.
Non sottovalutiamo questa possibilità.
Abbiamo poche certezze, la prima è che l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre ha tentato di demolire per oltre 18 anni.

MARINA B.

La vera storia di Marina Berlusconi, erede al trono pronta alla politica per salvare gli affari di famiglia

Sono rifatte, ma ha due palle più grosse di quelle del padre le mette in mostra e si depila perfettamente il petto.
Marina è la consigliera preferita dal padre, d’altronde lei è nata e cresciuta nel mondo ambiguo ed oscuro che ha formato la fortuna economica della famiglia, nel senso siciliano mafioso della parola.
Purtroppo la memoria degli italiani, quelli dalla sua parte, è totalmente assente, o complice, nessuno ricorda che è sceso in campo con 7.000 miliardi di lire di debiti e con un piede in galera.
Fonte Fedele Confalonieri e se mettiamo in discussione anche l’amico e socio di una vita non c’è più religione.
Geniale è geniale impossibile negarlo, è riuscito a sfuggire alla giustizia senza darsi alla latitanza, senza nemmeno nascondersi in qualche bunker nelle sue ville e per rendersi invisibile è ricorso alla sovraesposizione mediatica, come quei caroselli che a forza di vederli non li ricordi nemmeno.
Ha fatto eleggere, nel suo partito personale, la schiera di suoi avvocati e molti dei suoi complici o subalterni garantendosi uno zoccolo duro che gli ha permesso di dominare per 18 anni.
Al resto ci hanno pensato le sue televisioni, le varie D’Urso, Zanicchi, De Filippi, Marcuzzi, che hanno inciso con l’oppio della televisione molto più di Emilio e di tutti i direttori dei suoi telegiornali di regime.
Ho sempre considerato la De Filippi la vera corazzata dei berlusconiani inconsapevoli, a induzione, risucchiati dal vortice della stupidità sino al coinvolgimento inconsapevole ed esagerato grazie all’azzeramento totale della cultura, di un minimo di riflessione.
Non per niente le truppe all’esterno del Tribunale di Milano erano sempre le sue e, se consideriamo che la maggioranza erano donne anche se stagionate, se ne ricava che lo spirito critico ed il rispetto per la donna è stato azzerato del tutto da uomini e donne, c’è posta per te ed il

 ballo dell’ultimo miglio. Alludo a quella pagliacciata di pensionati over 70, ed oltre, che giocano a fare i galletti con tanto di fiore alla giacca e scenate di gelosia.
Un doloroso esempio di come ci si possa ridurre andando avanti negli anni, dovrò dire a mio figlio che se mi vedesse ridotto in quelle condizioni di chiedere il mio ricovero per incapacità di intendere e di volere.
Tutte le elezioni dal 1992 ad oggi si sono risolte con una differenza di voti, tra uno schieramento e l’altro, inferiore ai due milioni e le corazzate dell’oppio guidate dal generale De Filippi ne coinvolgono molti di più.
Infatti la sua fine, ammesso che sia al capolinea, arriva per motivi economici e per l’impresentabilità ormai accertata in campo internazionale, lo molla persino la Confindustria , la Borsa e gli investitori, ogni giorno in più che passa  al potere costa miliardi di euro.
Il problema vero, che dilata a dismisura questa agonia, è lo stesso che lo ha spinto a scendere in campo il 26 gennaio del 1994, i suoi interessi economici ed il mettersi al riparo dalla Giustizia, dobbiamo fargli i complimenti è riuscito ad azzerare 7.000 miliardi di lire di debiti e diventare uno degli uomini più ricchi, e potenti, del mondo occidentale. Si è fatto depenalizzare il falso in bilancio, come primo ministro si è permesso di elogiare, giustificare, l’evasione fiscale garantendogli l’amicizia eterna di banditi come lui. Ha fatto condoni di tutti i tipi, dal fisco all’edilizia abusiva e ne vediamo i risultati ogni volta che piove.
Non gli è riuscito il condono, una amnistia, per gli amici mafiosi ma sul 41 bis qualcosa è riuscito a fare, pentiti a parte ai quali è stata tolta la protezione così imparano a non comportarsi da eroi come Mangano.
Non so se siamo all’ultimo miglio, la consigliera prediletta lo incita a resistere con una certa insistenza, ha già cominciato la campagna di propaganda del vittimismo di famiglia e di lesa maestà dei traditori e, soprattutto, non dimentichiamo che eticamente e moralmente è peggio di lui. Del resto Marina Berlusconi prova orrore per Roberto Saviano: si, avete capito bene, non prova orrore per la mafia, ma per Roberto Saviano.
Sembra impossibile ma, quello che ha dichiarato sulla sentenza che condanna al risarcimento per la vicenda  della Mondadori è la prova più evidente che Berlusconi non rappresenta il peggio della sua famiglia, la figlia prediletta lo supera, è ancora più spudorata di lui.
Staremo a vedere ma ricordiamoci una cosa, come la morte del duce non ha determinato la fine del fascismo, così la fine di Berlusconi non sarà la fine del berlusconismo e dobbiamo stare vigili che non scenda in campo a prendere il testimone la peggiore di tutti, la figlia Marina.
Non sottovalutiamo questa possibilità.
Abbiamo poche certezze, la prima è che l’Italia ne uscirà con la schiena rotta, massacrata moralmente ed economicamente dai decenni di berlusconismo e al seconda, un po’ più positiva per la famiglia Berlusconi, è che noi siamo democratici non sarà giustiziato e non sarà sepolto in un luogo segreto. Quando verrà il suo momento inaugureremo il mausoleo di Arcore e Marina non avrà bisogno di consegnarsi alla Corte dell’Aja. La Resistenza ci ha regalato la democrazia e la Costituzione, quelle che suo padre ha tentato di demolire per oltre 18 anni.

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE Giovani: Tutti disoccupati tranne i figli di papà… ecco la classifica dei raccomandati

GRANDI FIGLI DI

Giovani: Tutti disoccupati tranne i figli di papà… ecco la classifica dei raccomandati


A dicembre, per il terzo mese consecutivo, la disoccupazione giovanile (15-24 anni) in Italia è stata superiore al 30%. Un giovane su tre è disoccupato, il tre per cento in più del dicembre dell’anno prima. L’unica “ricetta” proposta dal governo “prevede” il licenziamento facile di chi è già a lavorare, ma così il reddito delle famiglie sempre a terra rimane! Mentre l’aumento dell’età pensionistica di sicuro non aumenta i posti di lavoro disponibili, anzi…

Ma mentre i giovani normali non trovano lavoro per i figli di papà la crisi non arriva mai! Ne stiliamo una prima temporanea classifica:

Marina, Piersilvio, Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi: 
I primi due sono già ai vertici dell’impero di Mediaset (Piersilvio presidente Mediaset, Barbara presidente Fininvest e Mondadori) la terza è nel consiglio di amministrazione del Milan Calcio, futura presidente. Per gli altri due presto in arrivo cariche equivalenti. Difficile negare l’effetto dello strapotere politico di papà sulle ricchezze ereditate… Consideriamoli in rappresentanza di tutti i “figli di” dei grandi poteri economici. A scriverli per intero non basterebbe un volume.

Renzo Bossi detto “il trota”: tre volte bocciato all’esame di maturità è consigliere regionale della Lombardia a oltre diecimila euro al mese e prossimo parlamentare europeo…

Michel Martone: ormai conosciamo tutti la storia del più giovane sottosegretario del governo Monti che ha definito “sfigati” gli studenti universitari in ritardo con gli studi. Il figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione ed ex-presidente dell’associazione nazionale magistrati. Il potentissimo papà chiamò nientemeno che Dell’Utri per trovare una sistemazione al figlio. Et voilà!

Mario Vattani, in arte “Katanga”: figlio di Umberto, uno dei diplomatici più potenti d’Italia. Già un anno dopo la laurea Mario era inserito nella carriera diplomatica per diventare giovanissimo console generale dell’Italia in Giappone. Purtroppo (per lui) il disprezzo fascista per la democrazia gridato a ogni esibizione musicale della sua doppia vita di naziskin ne ha improvvisamente interrotto la carriera. Richiamato in patria, ma vedrete che il papà rimetterà in moto le sue leve…

Cristiano Di Pietro: il figlio del leader dell’Idv, un parvenu della politica è stato candidato ed eletto alle elezioni regionali del Molise. Ma secondo Di Pietro senior “non è un trota”…


Cossiga Giuseppe: figlio di Francesco Cossiga, ex Presidente della Repubblica. Giuseppe è stato vice coordinatore sardo di Forza Italia e la scorsa legislatura faceva parte della commissione Difesa della Camera.

Elisabetta Fatuzzo: figlia di Carlo Fatuzzo, fondatore del mitico “partito dei pensionati”, che l’ha fatta eleggere consigliere regionale della Lombardia

Umberto Previti: figlio di Cesarone, custode di molti dei segreti più inconfessabili di Silvio Berlusconi. Umberto gioca a calcio e Cesare penso bene di raccomandarlo a Lotito. In una telefonata intercettata nel 2006 sul figlio giovanissimo Previti rinfaccia a Lotito “Claudio, io so’ stato sempre ‘na persona seria, ‘na persona perbene, lo sai, non ti ho mai detto niente de mi fijo, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà ‘a gloriosa maglia biancoceleste, io questo proprio non te lo consento proprio, io faccio un casino”. Detto fatto, Umberto diventò titolare delle giovanili dela Lazio..!

Giuseppe De Mita: nipote di Ciriaco De Mita. E che te lo dico a fare: attuale vicepresidente della giunta regionale della Campania

Geronimo La Russa: a soli 31 anni il figlio dell’ex-ministro della Difesa e post-fascista La Russa ha accumulato una quantità impressionante di incarichi e consulenze. Per la gran parte nelle società del gruppo Ligresti sodale del padre: ad esempio i posti del cda di Premafin, Finadin, Immobiliare Lombarda e della International strategy srl. Ma anche cariche elettiva come quella di vicepresidente dell’automobile club di Milano in quota al ministro Brambilla sempre durante il governo Berlusconi. Ma si potrebbe continuare…

Pietro Sbardella: figlio di Vittorio, famoso “squalo” della Dc. Entrato nel consiglio regionale del Lazio nelle file dell’Udc

Maura Cossutta: figlia di Armando, storico leader del pci di orientamento stalinista. Più volte eletta alla Camera dei Deputati prima con Rifondazione e poi con i Comunisti italiani. Finchè il padre non fu scalzato dal “trono” da Oliviero Diliberto

Alessandra Mussolini: difficile immaginare una carriera politica per Alessandra se non si fosse presentata come la “nipote del duce”….


Melchiorre Daniela: figlia del Generale della Guardia di Finanza Melchiorre e nipote del Cardinale Bovone. Prima avvocato e dopo magistrato militare, ha ricoperto la carica di vicesegretario regionale della Margherita in Lombardia. nel 2006 è stata nominata sottosegretario alla Giustizia del governo Prodi.

Pili Mauro: figlio di Domenico Pili, pezzo da ’90 del PSI in Sardegna. Giornalista, è stato presidente della Regione Sardegna (famoso il suo discorso d’insediamento in cui citava cifre e dati relativi alla Lombardia…).

Ludovica Casellati: figlia di Elisabetta Casellati. Che appena nominata sottosegretario del governo Berlusconi la assunse direttamente al ministero come portaborse. Cuore di mamma

Leonardo Impegno: figlio di Berardo potentissimo segretario cittadino del Pci di Napoli alla fine degli anni ’70. Leonardo ne ha “ereditato” i voti diventando già nel 2006 il più giovane presidente del consiglio comunale di Napoli.

Piero Marrazzo: figlio di Joe Marrazzo, storico giornalista Rai. Appena laureato entra in Rai, in breve diventa conduttore del Tg2 e da lì il salto è breve verso diversi format di successo. Un trampolino fondamentale per la discesa nel campo della politica che ne farà il governatore della regione Lazio. Prima delle note vicende che lo hanno messo un pò ai margini dal potere che conta.

E potremmo continuare a lungo!

Poi ci meravigliamo che, secondo l’Isfol, un giovane su tre è alla ricerca di una raccomandazione come unica soluzione possibile!? Con questi esempi…

ps: 
l’elenco si limita ai “figli di” politici potenti e in un caso stranoto alla “nipote di”.
Per gli altri gradi di parentela come la “moglie di” (Fassino, Mastella) o il “marito di” o altri tipi di nepotismo (professori universitari, stelle dello spettacolo, magistrati, super-manager, alta burocrazia militare, chierici…) appuntamento alle prossime puntate

CALCIOSCOMMESSE | LE CAMARILLE

5.000 ASSENTEISTI IN CAMPIDOGLIO

IL CAMPIDOGLIO DEL FANCAZZISMO – OGNI GIORNO A ROMA SI ASSENTANO DAL LAVORO 5MILA DIPENDENTI DEL COMUNE, UNO SU QUATTRO! – LA CAPITALE SUPERA MILANO, FIRENZE E NAPOLI – I PIU’ ASSENTI SONO NEI DIPARTIMENTI POLITICHE ABITATIVE, POLITICHE SOCIALI E RISORSE UMANE

Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla magistratura contabile in cui si chiede di aprire una indagine. “L’ assenteismo produce un danno economico evidente e elevato per i romani, attraverso servizi ridotti e spese a carico della collettività”…

CAMPIDOGLIO ROMA CAMPIDOGLIO ROMA
  

Pier Francesco Borgia per “il Giornale”
Forse è l’ aria di Roma a non rendere le cose facili per chi lavora. Fatto è che nella Città Eterna si registra un dubbio primato: quello dell’ assenteismo. Stiamo parlando naturalmente del più grande datore di lavoro della Capitale: il Campidoglio.
I cui dipendenti superano le 23mila unità. E, secondo quanto si evince dal rapporto reso pubblico dallo stesso Comune sulle presenze dei suoi dipendenti, nel 2015 sono stati a casa per malattia o per ferie o per permessi sindacali circa 5mila dipendenti ogni giorno.

ASSENTEISTI ROMA 2 ASSENTEISTI ROMA 2
  

Il tasso di assenza, infatti, secondo il documento dell’ Amministrazione capitolina, è di circa il 22% su base annua. La maglia nera per assenza dal posto di lavoro va al Dipartimento politiche abitative (66 dipendenti). Nei loro uffici il tasso di assenza annua è di circa il 28%. Per malattia l’ assenza è mediamente del 9% costante, tra l’ altro, in tutti i trimestri. Ovviamente nel periodo estivo alcuni servizi, causa ferie, sono meno affollati rispetto al resto dell’ anno. Spicca in questo contesto il 38% di assenze dell’ Avvocatura.

ASSENTEISTI ROMA 3 ASSENTEISTI ROMA 3
  

Anche il settore della polizia municipale (una grande fetta degli assunti capitolini con le sue 5.780 unità) risulta in buona posizione in questa speciale classifica. Oltre il 22% di assenza su base annua, il 4% delle per malattia. Davanti a loro, però, ci sono gli impiegati del Dipartimento delle politiche sociali (25%) e di quello delle Risorse umane (oltre il 26%), proprio l’ ufficio che ha stilato il rapporto. Di per sé i dati assoluti possono dir poco. Soltanto mettendoli in rapporto a quanto accade in altre realtà simili si può avere la misura di quanto vale questo rapporto.

ASSENTEISTI ROMA 4 ASSENTEISTI ROMA 4
  

Roma spicca in testa alla classifica davanti alle amministrazioni di Firenze, Milano e Napoli. Quest’ ultima ha un tasso di assenza comunque inferiore a quella registrata tra i lavoratori del capoluogo lombardo (16,2% contro il 18,6%).
Le municipalizzate romane ancora non hanno stilato rapporti sul tasso di assenza dei proprio dipendenti nell’ ultimo anno, però nel quadro della scarsa efficienza dei servizi capitolini sono ancora vive nella memoria dei romani due vicende che hanno animato la cronaca della passata primavera. Nel primo caso i vertici dell’ Atac (l’ agenzia dei trasporti) ha deciso il licenziamento di quattro autisti che avevano totalizzato ben 400 giorni di malattia in due anni.

IMPIEGATO COMUNE ROMA IMPIEGATO COMUNE ROMA
  

Gran parte dei quali, tra l’ altro, piazzati in prossimità di ferie o giorni festivi. Stessa sorte hanno subito due lavoratori dell’ Ama (l’ azienda incaricata della raccolta dei rifiuti). Da ottobre del 2014 al giugno del 2015, i due dipendenti Ama sono finiti sotto il mirino degli investigatori che hanno appurato che sfruttavano i vantaggi della legge 104 per fare shopping o andare in palestra.

ATAC ATAC 

Intanto il Codacons fa sapere che gli «abnormi dati» sull’ assenteismo al Comune di Roma finiranno alla Corte dei Conti del Lazio. Il Codacons ha deciso di presentare un esposto alla magistratura contabile in cui si chiede di aprire una indagine. «L’ assenteismo produce un danno economico evidente e elevato per i romani, attraverso servizi ridotti e spese a carico della collettività – afferma il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alla Corte dei Conti di verificare i danni per l’ Erario e per i contribuenti, e di procedere nei confronti dei responsabili».

ATAC ATAC 

ROMA - POLIZIA MUNICIPALE ROMA – POLIZIA MUNICIPALEPOLIZIA MUNICIPALE ROMA POLIZIA MUNICIPALE ROMA 

Aldo Vincent lecamarille cancioscomessa

DISINFORMAZIONE SUL WRB

Siti di disinformazione

Vi fornisco un mega listone di siti di disinformazione, pseudo scienza, pseudo medicina, complottismo e pseudo giornalismo, per capire cosa state leggendo e se la fonte è veritiera o meno.
Cominciamo dai siti di pseudo scienza, ovvero siti che propongono esperimenti, invenzioni, trattamenti che non hanno alcuna valenza scientifica, anche se loro vogliono che voi lettori lo crediate.
Evidenza Aliena
Ecologia sociale
Nexus Edizioni
Pianeta Blu News
Segni dal cielo
Dionidream
La Stella


Passiamo ai siti di Pseudo giornalismo/politica, ovvero siti che usano il linguaggio giornalistico per scrivere articoli spesso basati sul nulla che portino acqua al loro mulino, qualunque esso sia. Può trattarsi di politica, religione, ideali. Sono siti che fanno male, perché molti di quelli che li leggono sono li in quanto affini come idee, e non riescono a distinguere tra notizie reali e notizie alimentate solo dal tifo per questa o l’altra fazione.
AllNews24.eu (riporta notizie da altre testate senza farvi alcuna verifica)
ByoBlu
Catena Umana
CentroMeteoItaliano
Curiosity2013
DirettaNews
Eco Tricolore
Eticamente
Grande Cocomero
ImolaOggi
Informare X Resistere
Informatitalia
Jeda News, l’informazione alternativa
Kevideo . eu
La Gazzetta della sera
Lo Sai (e tutti i suoi corollari)
Mafia Capitale
Mattino.ch
Il Nord
Italia Hot Spot
NoCensura
Nuovo Illuminismo
Notizie dal web
Parola di Iugo
Piove Governo Ladro
Riscatto Nazionale
Sapere è un dovere
Senza Censura
Siamo La Gente
Signoraggio (.it)
TicinoLive
Tutti i crimini degli immigrati
VoxNews

Passiamo ai siti complottisti, ovvero siti e pagine Facebook che credono in una o l’altra teoria del complotto, dando per scontato che quello che dice l’ìinformazione Mainstream sia falso, non ho ancora capito se le menti dietro queste pagine siano “complici” di chi queste teorie se l’è inventate a scopo di lucro o se siano solo altri “truffati”
New Apocalypse
Tanker Enemy
Tanker Enemy – blog
Sù la testa – Gianni Lannes
Luogocomune
Misteri d’Italia
Mistero
Tactical Media Crew
USA Crimes
Disinformazione
Il MeteoSiamo quasi alla fine: passiamo ai siti di pseudo medicina, ovvero siti e pagine che spacciano cure che non hanno fondamento, spesso consigliando libri e trattamenti – a pagamento – venduti e scritti dagli stessi che si sono inventati queste cure miracolose.
La nuova medicina germanica
MedNat
La leva di Archimede
Autismo e Vaccini
InformaSalus
Alleanza della salute
Vaccini Informa
Comilva
Mamme In rete

Continuiamo con le pagine che pubblicano bufale solo per incrementare le visite e pubblicano notizie inventate per poi a volte pubblicarne la smentita qualche giorno solo per fare click
VNews24
AttivoTv

Ora attenzione a questi siti, sono siti nati apposta per perculare gli utenti e pubblicano notizie false e inventate, spesso per motivi di satira
Dangerous News /Notizie pericolose
Corriere del mattino
Corriere della Notte
Corriere del Corsaro
Chiave Orgonica
Il telegrafo
IoVivoaRoma
Lercio
Lo Specchio
repubblica.altervista
Il Matto quotidiano

Queste invece le pagine Facebook da cui stare proprio alla larga:
L’antipolitica
Scienza di confine
Adesso fuori dai coglioni
V per vera informazione
Catena Umana