Comincia a delinearsi il profilo del nuovo Governo con il Premier incaricato Mario Draghi che ieri è stato impegnato nel secondo giro di consultazioni nel corso delle quali l’ex Presidente della BCE non si è limitato all’ascolto ma ha iniziato a tratteggiare i confini programmatici: riforme su PA, giustizia e fisco, inserite in una forte cornice europeista con un richiamo all’atlantismo.

Sulle sfide, secondo quanto riportato dal senatore Nencini, Draghi “è arrivato a mettere sul tavolo la questione di un bilancio comune europeo e quindi una visione che non riguarda soltanto il presente ma un’impostazione futura”.

Centrale nell’agenda l’ambiente che “innerverà” tutti gli ambiti di investimenti, nell’ottica di una “riconversione ambientale” del sistema produttivo. E la scuola: a partire dalla rimodulazione del calendario di quest’anno fino a fine giugno per recuperare i giorni persi. Si punta anche al potenziamento del corpo docenti con l’obiettivo di non farsi trovare impreparati quando si riprenderà a pieno regime il prossimo settembre. Al vaglio assunzioni perché non si verifichi di nuovo il problema delle cattedre vacanti e studenti che riprendono la scuola senza professori assegnati.

Per il Premier incaricato, logistica e produzione saranno aspetti determinanti per accelerare la campagna di vaccinazione. Solo quando il piano avrà raggiunto un livello alto di vaccinazione della popolazione, “si potrà tornare a lavorare” e “a spendere”.

Oggi, altra giornata densa dalle 11 alle 17.15. I primi a sedersi di nuovo al tavolo con Draghi saranno i cosiddetti ‘responsabili’, il gruppo di Europeisti-Maie-Centro democratico nato al Senato dopo le dimissioni di Conte. Poi Leu, Italia viva, Fratelli d’Italia, Pd, Forza Italia, Lega e M5s. A questo punto, il quadro dovrebbe essere chiaro per far scattare la sintesi del super banchiere. C’è chi scommette che la riserva potrebbe essere sciolta domani, mercoledì, dopo l’incontro con le parti sociali.

Intanto, arriva anche le parole del Consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina: “Un Governo Draghi può accelerare la crescita del nostro Paese e portare lo spread a 50-60 punti“, ha detto nel corso di una intervista a Bloomberg Tv.

 “Tutto ciò – ha aggiunto – sarà molto positivo per l’Europa intera e non solo per l’Italia. Sarà positivo anche per il comparto bancario”. L’Italia ha dei “fondamentali solidi ed è un Paese forte”, ha aggiunto Messina. Le priorità da affrontare sono la “crescita del Pil, le riforme e un piano per utilizzare i fondi del Recovery fund”, ha concluso.