(Teleborsa) – La finestra per la presentazione formale dei Piani nazionali di ripresa e resilienza (PNRR) da parte degli Stati membri, dovrebbe aprirsi “da metà febbraio fino a fine aprile“. È quanto ha sostenuto oggi a Bruxelles la portavoce per l’economia della Commissione europea, Marta Wieczorek.

Una condizioni affinchè i piani possano essere presentati è che entri in vigore il regolamento RRF, che è già stato oggetto di un accordo politico a tre tra la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio UE a dicembre e di cui ora si prevede l’approvazione definitiva a metà febbraio. Una volta superata questa formalità, i vari Paesi potranno presentare i piani, che dovranno conterranno i progetti da finanziare con i fondi RRF (Recovery and Resilience Facility, lo strumento più importante del NexGenerationEU).

“Siamo impegnati da ottobre in dialoghi informali con gli Stati membri. Finora 17 Paesi hanno presentato le bozze, complete o parziali, dei loro piani nazionali”, ma “c’è ancora molto lavoro da fare“, ha sottolineato la portavoce della Commissione UE. Comunque, ha aggiunto, “la presentazione formale potrà avvenire a cominciare dalla metà di febbraio, quando speriamo sarà adottato il regolamento RRF, e la fine di aprile”.

Durante il briefing quotidiano online della Commissione, a una domanda sull’ipotesi che l’Italia, visto l’imminente nuovo governo Draghi, presenti un nuovo piano per il Recovery plan, Wieczorek ha risposto: “Siamo in contatto con tutti gli Stati membri e non speculo sull’ipotesi che alcuni di essi vogliano rielaborare i loro piani. Noi restiamo in contatto con gli Stati membri affinchè elaborino dei progetti dei piani nazionali in linea con il regolamento, e con i criteri che saranno utilizzati per valutarli”.

In risposta a un’altra domanda, sulle possibilità di un ritardo nella presentazione formale del piano italiano, la portavoce ha aggiunto: “La finestra è indicativa, ma il regolamento prevede la scadenza del 30 aprile, di norma. Sta agli Stati membri decidere il timing dell’elaborazione dei piani nazionali, per poi sottoporli alla Commissione quando sono finalizzati. La Commissione avrà poi due mesi di tempo per valutarli e sottoporli al Consiglio UE per l’approvazione finale”, ha concluso Wieczorek.

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