Ragazzo ucciso, il ricercato maledetto anche dalla figlia

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«Se sei stato tu meriti di fare la peggiore fine». Sull’uomo di Montesilvano (Pescara) ricercato per l’omicidio di Antonio Bevilacqua, il rom di 21 anni ucciso con un colpo di fucile la notte tra venerdì e sabato nel risto pub Birra Mi di via Verrotti, cade ora anche la maledizione della figlia Amanda, che su facebook posta un lungo sfogo contro il padre. Senza giri di parole, lo accusa di essere un violento e di aver costretto per questo, 20 anni fa, la madre a lasciarlo. E anche la mamma del ricercato, in un video, supplica di consegnarsi. Terra bruciata da parte della famiglia, insomma. Amanda non si fa capace, anche perché lei Antonio lo conosceva e pure bene. Era stato suo compagno di scuola. «Mi ricorderò di te tra i banchi. Riposa in pace Antó», aveva scritto sabato dopo aver letto la notizia del delitto. Non poteva neppure immaginare il coinvolgimento di suo padre come principale sospettato per l’assassinio del suo amico. E sono state proprio le parole della ragazza a tenere banco ieri al funerale del giovane rom. Parole che hanno colpito tutti

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