In carcere con un ordine di cattura per 5 anni e 7 mesi per reati contro il patrimonio la donna imparentata con le ladre fermate per il furto in casa del sindaco del 27 maggio scorso


La suocera di una delle ladre arrestate per il furto a casa del sindaco di Milano Giuseppe Sala è stata arrestata dalla Polizia in esecuzione di un ordine di cattura per 5 anni e 7 mesi per reati contro il patrimonio. Ieri pomeriggio gli agenti sono tornati nella villetta di Bollate (Milano) che le ladre rom avevano trasformato in una sorta di bazar della ricettazione, per consegnare alcuni documenti e in quell’occasione hanno eseguito l’arresto nei confronti di Saveta G., 70 anni.
L’appartamento del sindaco Sala era stato svaligiato nel weekend del 26-27 maggio da tre giovani: Gina Beltrami, 19enne nata in Germania e residente a Varese, la coetanea Claudia Riesteviski, e una 14enne, che avevano prelevato un Rolex d’epoca.

Milano: borse, pellicce, gioielli: la refurtiva di lusso delle ladre d’appartamento

Quando succede ti dici: sono stato un po’ pirla, perché nella fretta di prendere il treno per andare in Liguria nel week-end non ho messo l’antifurto. Purtroppo, come vedete, capita anche a me”, aveva commentato con autoironia il sindaco. E ne approfitta per un consiglio a tutti: “Quindi chi ha l’antifurto lo utilizzi. Anche con la questura concordiamo che bisogna fare tutto il possibile per ridurre i furti in casa”.
A poche ore dal fermo due delle tre donne erano state scarcerate. Per una di loro Gina B., 19 anni, il giudice ha infatti disposto l’obbligo di dimora e di firma ma non la custodia in carcere perché è mamma di una bimba di 7 mesi. Il difensore aveva poi prodotto documenti per dimostrare che un’altra delle fermate avrebbe solo 13 anni e non essendo imputabile era stata dunque rimessa in libertà e affidata ad una comunità.