Visite Articolo:
89

Diverse grandi imprese dell’indotto ex Ilva si sono dimesse da Confindustria Taranto formando un Comitato che parteciperà ai successivi tavoli di confronto convocati dal Ministero.

“Attaccare questa fabbrica è una follia, è saggio difenderla aiutando a migliorarla. – si legge nella nota – Per questo abbiamo lanciato messaggi di allarme al Governo e al Parlamento”. Per la cronaca, le imprese in questione sono le stesse che avevano difeso strenuamente l’ultimo decreto salva-Ilva e censurato le iniziative di mobilitazione dei sindacati e le prese di posizione degli enti locali prima del vertice ministeriale del 19 gennaio scorso.

“Tutte le aziende dell’indotto associate a Confindustria Taranto si sono dimesse in massa dopo aver constatato che occorre aprire una fase nuova. – affermano – A peggiorare il clima e l’incertezza ha contribuito l’inerzia della rappresentanza della Confindustria tarantina, che aveva ormai derubricato in una routinaria questione tra semplici privati, le problematiche complesse della Metalmeccanica e della Siderurgia, delegandole alla competenza regionale e a loro dire nazionale”.