Chikungunya, altri 10 casi nel Lazio: cinque sono a Roma

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Lo comunica la Regione, aggiornando i dati forniti il 19 settembre. In totale, i contagi sono 86. Gli altri cinque nuovi si registrano ad Anzio. Allo Spallanzani isolato il virus

“Ad oggi al Servizio regionale di Sorveglianza Malattie infettive sono pervenute un totale di 86 notifiche di casi di Chikungunya. Dunque, 10 casi in più rispetto all’ultima rilevazione effettuata nella giornata di ieri martedì 19 settembre”. Così, con l’ormai consueto bollettino, la Regione Lazio aggiorna i casi di contagioper il virus portato dalle zanzare infette. Di questi 10 nuovi casi, la Regione specifica che “5 sono residenti o hanno riportano un soggiorno nel Comune di Anzio nei 15 giorni precedenti all’esordio dei sintomi”. I restanti 5 nuovi casi, invece, “sono residenti nel Comune di Roma e non hanno collegamenti con Anzio”. Soltanto martedì, si erano registrati 11 casi nuovi a cui si sono aggiunti quelli di oggi.

La Direzione regionale Salute e Politiche sociali ha poi comunicato che “è stato isolato dal laboratorio di Virologia dell’Istituto nazionale per le Malattie infettive ‘Lazzaro Spallanzani’, laboratorio di riferimento regionale per gli agenti patogeni umani, il virus che sta causando l’epidemia di Chikungunya nel Lazio”. Il virus isolato è stato denominato “CHIKV/ITA/Lazio-INMI1-2017 – si legge ancora nella nota – ed è stato caratterizzato su base molecolare. La sequenza è stata depositata al National Center for Biotechnology Information del National Institute of Health, negli Usa, e a breve sarà accessibile per la comunità scientifica”.

L’isolamento del virus della Chikungunya è stato realizzato in modo autonomo anche all’Istituto superiore di Sanità. Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Istituto, spiega che l’isolamento non servirà per la produzione di un vaccino o per particolari trattamenti dei casi. “Non ha ricadute immediate, ma può essere utile per comprendere meglio di che ceppo si tratta e valutare la competenza delle nostre zanzare nella trasmissione della malattia”, ha precisato Rezza.

E sempre la nota della Regione

Lazio, infine, spiega che “in aree dove si segnalano casi autoctoni singoli o focolai epidemici autoctoni (2 o più casi) scattano le misure di disinfestazione previste dal Piano nazionale di Sorveglianza 2017 del ministero della Salute ovvero trattamenti su suolo pubblico e privato, trattamenti adulticidi con prodotti abbattenti, trattamenti dei focolai larvali, replica di tutti gli interventi in caso di pioggia e ripetizione dell’intero ciclo dopo la prima settimana”

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