I primi trenta sono già al lavoro, come volontari, nella pulizia delle piazze. Appello al Terzo settore per iniziative simili


 
BOLOGNA – I primi 30 richiedenti asilo sono già impegnati, come volontari, nel ripulire gli spazi pubblici. Ora il Comune di Bologna è in cerca di idee e proposte per estendere questa iniziativa, e bussa alla porta del Terzo settore con  un avviso pubblico “per la formulazione di proposte di collaborazione con l’amministrazione comunale per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani, finalizzate all’integrazione di soggetti adulti richiedenti asilo o rifugiati”.
Saranno Asp e Prefettura a occuparsi dell’individuazione dei rifugiati e richiedenti asilo attualmente ospiti nelle strutture di prima e seconda accoglienza del territorio di Bologna, compreso l’Hub di via Mattei, che si renderanno disponibili ad essere inseriti nei progetti. Agli interventi di formazione, invece, penseranno i soggetti della rete Case Zanardi-Insieme per il lavoro, già selezionati dall’Istituzione per l’inclusione sociale. Tra gli obiettivi esplicitati nell’avviso c’è la volontà di “contrastare stereotipi, pregiudizi e discriminazioni delle comunità locali nei confronti dei richiedenti asilo e rifugiati, attraverso attività di cittadinanza attiva ed inclusione sociale”.
Possono presentare proposte di collaborazione gli enti del Terzo settore “che intendono proporre azioni-progetti di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani- spiega il bando- che abbiano come caratteristica principale il coinvolgimento attivo di soggetti rientranti nello status di richiedenti asilo o rifugiati”.Tra gli esempi citati: cura del verde e degli spazi pubblici (arredi urbani, aiuole, parchi e aree verdi), pulizia dei muri e pulizia straordinaria di strade, piazze, portici, aree scolastiche ed edifici.