Corrente al debutto, 268 viaggi e 1700 utenti

Il bilancio del car sharing elettrico, qualche problema per le registrazioni


Numeri buoni per il debutto di Corrente, il car sharing di auto elettriche (ecco come funziona). Sono 963 le persone che si sono registrate sulla app dopo averla scaricata dagli Store Android e IOS e che hanno inserito tutti i documenti ed i dati richiesti. A questi si aggiungono altri 800 utenti che hanno già scaricato l’app e che potranno così completare la registrazione.
In totale oltre 1700 persone hanno scelto la mobilità a flusso libero elettrica

Nelle 24 ore di debutto sono stati 268 i viaggi, sui quali non si sono registrati particolari inconvenienti relativamente all’utilizzo della vettura. Alcuni problemi in più nella gestione delle fasi di registrazione

I bolognesi, a giudicare dalle prime ore, sembrano aver condiviso l’opportunità di provare questa nuova offerta

Roma, morì in strada. I motociclisti ricordano il compleanno di Elena Aubry

Graziella Viviano: “Mia figlia avrebbe compiuto 26 anni”. Alla “festa” anche la mamma di Noemi Carrozza, la ragazza morta in un incidente sulla strada per Ostia


“Mia figlia non c’è più, lo so. Ma nessuno di noi la dimenticherà mai ecco perché abbiamo comunque voluto festeggiare il suo compleanno e lo abbiamo voluto organizzare a Ostia, dove è morta”. È commossa Graziella Viviano mentre ricorda sua figlia Elena Aubry, morta lo scorso 8 maggio sbalzata dalla sella della sua moto per un dosso sulla via Ostiense all’altezza del multisala di Ostia, Cineland.

Motociclisti, amici, parenti si sono dati appuntamento al Curvone di Ostia per festeggiarla con palloncini bianchi e un brindisi: “Avrebbe compiuto 26 anni e invece non c’è più. Ma ora dobbiamo lottare perché qualcosa cambi sulle strade di questa città e non dobbiamo mai dimenticarla”, spiega Graziella che non si è mai arresa e che si è fatta promotrice di diverse iniziative di protesta contro le buche killer della capitale. Intanto l’inchiesta per accertare la dinamica dell’incidente della figlia Elena è ancora aperta: “Siamo in attesa degli ultimi test eseguiti sull’asfalto. Non mi darò mai pace per la morte di Elena: non si può morire per una buca”.

Alla commemorazione ha partecipato anche la famiglia di Noemi Carrozza, la campionessa di nuoto sincronizzato morta due settimane dopo su via della Villa di Plinio, ad appena tre chilometri dal luogo in cui è morta la centaura: “Ci siamo abbracciati a lungo con i genitori di Noemi — racconta ancora Graziella — le nostre famiglie sono legate non solo dalla tragedia ma anche dalla voglia di rendere giustizia alle nostre figlie”.

Roma, protesta a staffetta: dopo il Mamiani occupato il liceo Virgilio

Si allarga il fronte delle agitazioni studentesche


Dopo quelli del Mamiani, gli studenti del Virgilio hanno occupato la scuola di via Giulia, in Centro. È successo intorno alle 21 di domenica sera: i ragazzi sarebbero entrati da una finestra per poi prendere l’istituto. Una protesta annunciata: nei giorni scorsi hanno infatti aderito a un manifesto di lotta studentesca collettiva contro il governo e i mancati investimenti sulla didattica e l’edilizia scolastica. E non sarebbe finita qui: quando gli studenti lasceranno la scuola, probabilmente sabato, sarà poi il turno di un altro liceo scientifico, sempre in zona Prati.

Ora, però, tanto per cominciare, dovranno capire come gestire i rapporti con una parte di studenti contrari all’occupazione ma anche col nuovo preside Giuseppe Baldassarre dopo l’occupazione discussa dello scorso anno cominciata a causa della caduta di una porzione di tetto. Il dirigente scolastico, a inizio anno, si era detto pronto a tentare di evitare ogni tipo di protesta pesante proponendo agli studenti dei giorni di didattica alternativa: proposta che però, a quanto pare, non ha avuto esito positivo. A guidare l’occupazione sono gli studenti del Collettivo Autorganizzato del Virgilio: quest’anno niente festini — lo scorso anno si parlò di droga e di un video hard, tutto poi smentito dalla questura — ma solo tanti corsi per lo più sulla politica, sulle condizioni della città con focus sulle emergenze sociali, sulla mancanza di investimenti adeguati sulla scuola, specialmente sul diritto allo studio e sull’edilizia scolastica.

Maltempo: oggi a Roma scuole chiuse. La sindaca annulla il viaggio in Argentina

L’ordinanza firmata dalla sindaca Raggi. Pioggia e vento a “livello tempesta”. Gli studenti esultano sui social. Lezioni sospese anche alla Sapienza


Lunedì 29 ottobre, le scuole di ogni ordine e grado nella città di Roma resteranno chiuse per gli studenti. A seguito dell’allerta meteo diramata dalla Protezione civile della Regione Lazio, che prevede forti venti, piogge intense e temporali, a “livello tempesta”, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha firmato un’ordinanza che prevede la sospensione dell’attività educativa e scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, compresi asili nido e scuole dell’infanzia, su tutto il territorio cittadino.
Gli istituti, comunica il Campidoglio, saranno comunque presidiati dai dirigenti scolastici e dai funzionari comunali dei servizi educativi e scolastici. Il provvedimento si è reso necessario per prevenire situazioni di pericolosità per l’incolumità dei bambini e degli studenti, nonché per motivi attinenti alla sicurezza e circolazione stradale.

Annullato il viaggio in Argentina

Intanto la sindaca su Instagram ha annunciato di aver “annullato il mio viaggio in Argentina, dove da oggi avrei dovuto partecipare all’U20, il summit sul clima delle capitali dei principali paesi del mondo. Ho ritenuto doveroso, vista l’allerta, restare in città per coordinare gli interventi ed essere vicina ai cittadini che dovessero vivere disagi e difficoltà”. Nel post la sindaca fa il punto sull’emergenza maltempo e le misure prese, menziona il piano straordinario spazzamento foglie e pulizia caditoie, gli oltre 130 interventi di rimozione di rami e alberi caduti e i 170 posti per l’accoglienza dei senza dimora e sottolinea che particolare attenzione sarà riservata nelle prossime ore agli insediamenti lungo le sponde del fiume Aniene.

L’allerta per la pulizia delle caditoie
“Il Coc – aggiunge – riunisce nella sede della Protezione Civile di Roma Capitale tutte le strutture interessate alla gestione dell’allerta: dipartimenti del Campidoglio competenti, Polizia Locale, Municipi, società di pubblici servizi. Già dalla giornata di ieri abbiamo attivato misure per fronteggiare il rischio allagamenti, avviando un piano straordinario di spazzamento foglie e pulizia delle caditoie, ed effettuando oltre 130 interventi di rimozione di rami e alberi caduti”.

Gli insediamenti lungo le sponde del fiume Aniene
“Particolare attenzione viene dedicata agli insediamenti presenti lungo le sponde del fiume Aniene, con squadre della Polizia Locale e della Sala operativa sociale che stanno lavorando per allontanare le persone dalle aree a rischio. Abbiamo già a disposizione 170 posti per l’accoglienza dei senza dimora. Le strutture comunali sono tutte in allerta e pronte a intervenire, insieme a oltre 60 organizzazioni di volontariato. La nostra sala operativa è attiva H24, al numero verde 800854854 o al numero 0667109200. Chiedo ai cittadini di prestare attenzione agli aggiornamenti meteo e alle indicazioni della Protezione civile della Regione Lazio”, conclude la sindaca.

Gli studenti esultano sui social 
Da “Virginia una di noi” a “quando fai ste cose sei più bella de mi madre” fino a “te amo tanto, ma solo quando fai così” a “l’anno prossimo ti voto”. Sono i commenti di giubilo, scherzosi e in romanesco, che tanti studenti romani stanno riversando sotto l’annuncio fatto dalla sindaca di Roma delle scuole chiuse domani. “Allora hai un cuore”, scrive un utente. “Mi hai salvato per italiano”, aggiunge un altro. “Niente interrogazione di storia”, esulta un terzo. Mentre un quarto chiede: “A Virgi chiudile pure martedì che c’ho la verifica di latino e storia”. Ma non mancano nemmeno gli appunti ironici: “Rega l’ha chiuse perché non ci stavano abbastanza motoscafi messi a disposizione del Comune”, “Però mo devo restituire la canoa”.

Lezioni sospese anche alla Sapienza
Lezioni sospese anche alla Sapienza. La notizia la twitta proprio l’account ufficiale dell’università, spiegando che attività come tesi ed esami in sedi esterni sono invece confermate.

Effetto maltempo, domani Alessandria chiude tutte le scuole: dalle materne alle superiori

Nell’Ossola già caduti 150 millimetri di pioggia, prime nevicate sopra i duemila metri. Sorvegliati speciali i fiumi


Scuole di ogni ordine e grado chiuse ad Alessandria, domani, lunedì 29 ottobre. Lo ha deciso il sindaco, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, “permanendo – spiega una nota di Palazzo Rosso – fino alle 24 di domani, lo stato di allerta meteo arancione”. “La Prefettura, attraverso il Servizio di Protezione Civile Provinciale – informa ancora l’amministrazione comunale – ha disposto l’apertura dei Centri Operativi Misti e il monitoraggio del territorio”. E’ la prima concreta misura legata all’ondata di maltempo che da sabato ha investito tutto il Nord Ovest, con intensità particolare sulla parte della regione più prossima agli Appenini (fino a 240 millimetri nell’Alessandrino) e nell’Alto Piemonte (tra Biellese e Verbano sono caduti in 48 ore fino a 200 millimetri).

Susa, “ingresso vietato a nigeriani e senegalesi dopo il delitto Desirée”: annuncio choc di un circolo privato, aperta inchiesta

Pioggia di critiche al “Salottino del Ponte” su Facebook, post rimosso con scuse. Ma ora indagano i carabinieri che potrebbero ipotizzare il reato di incitamento all’odio razziale


“Ingresso vietato a nigeriani e senegalesi”. L’avviso choc è comparso questo pomeriggio sulla pagina Facebook del “Salottino del Ponte” di Susa, un circolo privato aperto da alcune settimane: “Per solidarietà alla famiglia di Desiree(sic), la ragazza stuprata e uccisa da quelle quattro m. – si legge  – l’ingresso è vietato a nigeriani e senegalesi e finti profughi in generale. Questo è l’unico modo che abbiamo per protestare. Condividete affinché altri facciano uguale. Ciao piccola stella”.

I titolari del locale che hanno provato a lanciare questa “campagna” sono stati invece subissati di critiche e anche qualche insulto, tanto che dopo poche ore hanno deciso di cancellare il post con tante scuse: “Non volevamo essere razzisti”. dicono. Ma nemmeno il post riparatore frena l’ondata di sdegno verso un cartello che ricorda tanto le campagne antisemite della Germania nazista e dell’Italia fascista: “Facile cercare di mettere le pezze dopo solo a causa della pessima pubblicità che vi siete fatti. Il vostro pensiero rimane ben chiaro a tutti” scrive una utente. E un altro aggiunge: “Non volevate essere razzisti, ma lo siete stati. Non volevate urtare la sensibilità, ma avete offeso il concetto di civiltà, le persone ed anche la vostra intelligenza. Non mi sento arrabbiato o indignato, mi sento deluso. Solo deluso”. 

I gestori del locale spiegano su Facebook come il gesto volesse essere piuttosto “un attestato di solidarietà” nei confronti della ragazza massacrata a Roma: “È stata una provocazione un po’ troppo forte dettata da una rabbia immensa per un omicidio disumano di una bambina .L’onestà e la correttezza non c’entrano col colore della pelle. La nostra voleva essere solo una denuncia ma non a sfondo razzista”, ribadiscono i gestori.

Il post però non è sfuggito all’attenzione dei carabinieri che ora stanno svolgendo verifiche su quello che è comparso sul web nel pomeriggio. Nonostante la ritrattazione la procura potrebbe ipotizzare il reato di istigazione all’odio razziale.

Tav, disfida in Sala Rossa a Torino tra imprenditori e “grillini”

I vertici del M5S: l’atto contro l’opera sarà discusso e approvato


presidenti di nove associazionid’impresa in Sala Rossa per protestare contro il documento che trasforma Torino in un comune No Tav non cambieranno i piani del Movimento Cinque Stelle che in Comune ha la maggioranza e ha presentato l’ordine del giorno della discordia per sottolineare la contrarietà all’opera. Lo confermano Fabio Versaci, presidente del Consiglio comunale e Valentina Sganga, capogruppo dei grillini a Palazzo di Città.

Dunque, alle 14, nella Sala Rossa andrà in scena una disfida nel nome della Tav. Sui banchi dell’aula i consiglieri comunali del M5S – senza la sindaca, ufficialmente, in missione a Dubai per cercare investitori per Torino – pronti al sì, dalla parte del pubblico i presidenti di nove associazioni in rappresentanza di tutte le categorie produttive della città: dagli industriali agli artigiani, dai commercianti ai costruttori edili. “Vogliamo vedere in faccia chi non vuole la Tav, Torino sta facendo solo passi indietro” sottolinea Corrado Alberto presidente dell’Api, l’associazione che riunisce le piccole imprese di Torino. La capogruppo Sganga replica: “E’ positivo che i presidenti delle associazioni vengano ad ascoltare le nostre posizioni. Magari capiranno che si potrà ripartire da nuovi modelli di spesa pubblica che non siano legati ad opere inutili come la Tav”.

E cade nel vuoto anche l’appello del presidente della Regione Sergio Chiamparino che alla luce della storica svolta da parte delle imprese (“un segnale importante per la città e il Piemonte, non mi sento più solo”) ha chiesto di rinviare l’approvazione dell’ordine del giorno a quando sarà presente la sindaca. “Chiamparino pensi a governare la Regione. Non c’è alcun motivo per rinviare un voto: Chiara da tempo ha detto no alla Tav” ribattono Versaci e Sganga.

Il capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo, sottolinea che “Appendino condanna Torino ad essere la periferia d’Italia”, mentre il segretario cittadino Mimmo Carretta chiama “tutti a raccolta per la difesa di Torino e per dare alla città un futuro” ricordando anche il No ai Giochi. I Democratici daranno filo da torcere insieme con tutta l’opposizione per cercare di far slittare il documento. I Cinque Stelle, oltre alla sindaca, devono fare i conti con altre due assenze: Antonino Iaria e Daniela Albano.

In piazza ci sarà anche un presidio dei Radicali e di + Europa per dire sì alla costruzione dell’alta velocità: “Appendino e i Cinque Stelle abbiano il coraggio di indire un referendum se pensano che la maggioranza sia contro l’opera”, dicono i Radicali. Annunciati anche i metalmeccanici della Fim Cisl “per evitare che Torino torni all’Ottocento” chiosa il leader Claudio Chiarle. Non mancheranno nemmeno i No Tav, sia dentro sia fuori Palazzo Civico, per far sentire il loro appoggio al documento che rischia, politicamente, di essere un macigno per la realizzazione della linea.

Elezioni Brasile, Bolsonaro è il nuovo presidente

Il candidato di estrema destra Jair Bolsonaro si è imposto su Fernando Haddad, l’erede politico di Lula da Silva, con il 56% contro il 44%, secondo i primi exit poll della Ibope, diffusi dopo la chiusura dei seggi per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Brasile.
Immediata la reazione di Salvini: “Anche in Brasile i cittadini hanno mancato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”. Lo scrive il leader della Lega su Twitter complimentandosi con Jair Bolsonaro per l’elezione a presidente del Brasile.

La vittoria di Bolsonaro rappresenta una frattura storica per il Brasile, dopo una fase di quattro governi consecutivi del Pt, chiusasi nell’agosto del 2016 con l’impeachment di Dilma Rousseff, e il breve intermezzo dell’amministrazione di Michel Temer, che arriva alla fine del suo mandato battendo tutti i record storici di impopolarità.

Ozono, il buco non si ripara

Un nuovo studio internazionale ha analizzato la salute dello strato di ozono che circonda il nostro pianeta, confermando i miglioramenti all’altezza dei poli, ma svelando un costante diradamento della barriera protettiva sul resto del globo

LA BUONA notizia era arrivata giusto lo scorso 5 gennaio: il buco nell’ozono si sta finalmente riducendo, e sarebbe già ridimensionato del 20% rispetto al 2005. Ad appena un mese dall’annuncio però, una nuova ricerca sembra già destinata a ridimensionare l’ottimismo della comunità scientifica: se ai poli infatti lo strato di ozono sembra effettivamente in crescita, a latitudini inferiori – dove tra l’altro si concentrano le aree più popolate del pianeta – la situazione sarebbe molto diversa, e ben poco rassicurante. È l’allarme che arriva da uno studio internazionale apparso sulle pagine della rivista Atmospheric Chemistry and Physics, che ha analizzato la distribuzione dell’ozono nell’atmosfera utilizzando una innovativa tecnica satellitare.

LO STUDIO

I risultati dello studio, infatti, sono stati resi possibili dallo sviluppo di un nuovo algoritmo di analisi, con cui diversi team di scienziati di tutto il mondo hanno potuto mettere in comune i dati raccolti durante molteplici rilevazioni satellitari. In questo modo hanno ottenuto una lunga e robusta serie storica di misurazioni, che permette di studiare le oscillazioni dell’ozonosfera (la parte della nostra atmosfera in cui si concentra lo strato di ozono che protegge la superficie del pianeta dai raggi Uv) a partire dal 1985.

Nasa, il buco nell’ozono dal 1979 a oggi: “Visibili miglioramenti”

I RISULTATI
Osservando il trend degli ultimi decenni, gli scienziati hanno potuto notare una situazione ambivalente. Da un lato, infatti, il buco dell’ozono propriamente detto (quell’ampia area al di sopra dei poli in cui lo strato protettivo di gas si stava assottigliando a ritmi vertiginosi) ha effettivamente iniziato a riprendersi. Ma dall’altro, il calo lento ma inesorabile dell’ozono atmosferico in tutte le altre aree del pianeta sembra addirittura peggiorato.

Un fenomeno – spiegano gli autori dello studio – che interessa un’area piuttosto estesa compresa tra i 60 gradi di latitudine Nord e i i 60 Sud. E che sarebbe particolarmente accentuato nelle parti più basse della stratosfera, tra i 15 e i 24 chilometri di altezza. Altitudini che si situano proprio ai margini della troposfera, la fascia più bassa dell’atmosfera dove l’ozono viene prodotto come gas inquinante dalle attività umane (quella sorta di caligine, chiamata propriamente smog fotochimico, che si osserva in estate nelle giornate particolarmente soleggiate). Una circostanza che, a parere degli autori dello studio, ha probabilmente aiutato a mascherare il fenomeno fino ad oggi.

·LATITUDINI A RISCHIO
“I livelli di ozono hanno continuato a diminuire globalmente più o meno a partire dagli anni ’80”, commenta Joanna Haigh, climatologa dell’Imperial College London che ha partecipato alla ricerca. “Ma se la messa al bando dei Cfc oggi sta producendo un miglioramento nella zona dei poli, a latitudini inferiori non sembra avere la stessa efficacia. E i potenziali danni potrebbero essere anche più drammatici di quelli che temevamo per il buco dell’ozono propriamente detto. La diminuzione è meno drastica di quella che si osservava ai poli prima del protocollo di Montreal, è vero, ma in queste aree le radioazioni Uv sono molto più intense, e vi abita un numero di persone molto maggiore”.

·LE SOSTANZE INQUINANTI
Le conclusioni della ricerca – assicurano gli autori – sono piuttosto solide. Quel che bisognerà accertare, piuttosto, sono le possibili conseguenze del fenomeno per la salute umana e la sopravvivenza degli ecosistemi terrestri. E – ancor più importante per pensare a una possibile soluzione – le sue cause. Per ora le ipotesi principali sono due: da un lato, i cambiamenti climatici degli ultimi decenni potrebbero aver modificato i pattern di circolazione atmosferica, determinando un maggiore prelievo di ozono dalle sue aree di produzione, situate grosso modo nella zona dei tropici, a beneficio delle zone polari. La seconda, forse anche più inquietante, è che esistano altre sostanze (oltre ai Cfc) in grado di danneggiare lo strato di ozono del pianeta. I candidati principali in questo caso sarebbero sostanze definite Vsls (very short-lived substances), prodotte in quantità crescente dall’attività umana e forse – azzardano i ricercatori – sottostimate dai modelli climatici attuali in quanto al loro potenziale impatto sull’ozonosfera.

Maltempo, allerta arancione della protezione civile sul Lazio per le prossime 24-36 ore

Allarme a partire dalle 24 di sabato: piogge molto intense a partire dalle prime ore di domenica


“L’Agenzia Regionale di protezione civile della Regione Lazio ha emesso l’allertamento del sistema di protezione civile su tutto il territorio regionale con un codice di criticità idraulica ed idrogeologica “arancione” dalla mezzanotte di oggi e per 24-36 ore. I modelli previsionali preannunciano precipitazioni molto intense su tutta la regione dalle prime ore di domani con probabile intensificazione nella giornata di lunedì.

L’Agenzia ha provveduto a richiamare l’attenzione dei sindaci sulla necessità di attivare i piani di emergenza comunali ed informare la popolazione sui rischi connessi all’attuale fase di criticità. L’Agenzia ha predisposto circa cento squadre di specialità idraulica-idrogeologica che dalla mezzanotte di oggi saranno in “pronta partenza” per dare supporto alle amministrazioni comunali in difficoltà. Già dagli scorsi giorni le Prefetture sono state informate di questa situazione di criticità per una più efficace attività di raccordo con le autorità locali.

Per questa emergenza la sala operativa regionale sarà integrata da personale dei Vigili del Fuoco ed è stata data analoga disponibilità alla protezione civile di Roma Capitale per coordinare al meglio gli interventi sul territorio e dare alla stessa il supporto necessario per fronteggiare criticità che non sia in grado di affrontare autonomamente.

L’Agenzia raccomanda a tutti i cittadini di limitare allo stretto necessario gli spostamenti e di osservare le norme di autoprotezione consultabili al link: http://iononrischio.protezionecivile.it/alluvione/sei-preparato/.
La sala operativa regionale risponde h24 al numero verde 803555 per ogni eventuale richiesta di soccorso”