Web content, non possono essere Facebook o Google a stabilire cosa è illecito online

Web content, non possono essere Facebook o Google a stabilire cosa è illecito online

E’ una comunicazione ponderata, articolata, ricca di contenuti quella che la Commissione europea ieri ha trasmesso al Parlamento e al Consiglio in materia di lotta ai contenuti illeciti online.

Si sbaglierebbe – come forse un po’ troppo frettolosamente taluni hanno fatto – a bollarla come un semplice ultimatum a FacebookGoogleTwitter & C. perché si diano più da fare per tenere pulita la rete dai terabyte di contenuti spazzatura che i quasi 4 miliardi di suoi utenti vi riversano quotidianamente e si sbaglierebbe, allo stesso modo, a considerarla il punto di arrivo di una riflessione che, evidentemente, al contrario, non è ancora sufficientemente matura, equilibrata e bilanciata.

Ci sono alcuni principi condivisibili e, anzi, sacrosanti e ce ne sono altri che lasciano perplessi e, anzi, stridono o, almeno, rischiano di produrre derive stridenti, con taluni principi fondamentali nei quali i Paesi dell’Unione europea si riconoscono.

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