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“Ritorna a Matera, dopo la pandemia, la celebrazione della ricorrenza del 25 aprile dove l’Ugl con un messaggio vuole attenzionare tutto rivolto al futuro, alla libertà, bene più prezioso dell’essere umano. Trarre dalla bandiera italiana, il tricolore, il valore dell’unità, della coesione di un popolo, della volontà di salvaguardare libertà e democrazia con  la possibilità di fare le proprie scelte, di autodeterminarsi, di esprimere le proprie idee tutelando la democrazia, l’uomo al centro di tutto, il lavoro senza del quale non c’è libertà anche nell’ambito familiare”.

A Matera, su gradito invito del Sindaco di Matera,  Domenico Bennardi, ha partecipato l’Ugl Matera con Pino Giordano, Francesco Stigliano e Francesco D’Adamo alle celebrazioni del 77° anniversario della Liberazione, “il giorno in cui è nata l’Italia moderna, più libera e democratica, più giusta e bella”. Per i sindacalisti, “bello è, essere liberi dopo due anni in versione ridotta a causa della pandemia oggi 25 aprile 2022 al tradizionale protocollo in occasione del 77° anniversario della Liberazione dall’oppressione nazi-fascista della seconda guerra mondiale: è per l’Ugl motivo di profonda riflessione per un sistema occupazionale di grande portata negativa per il territorio e che tale ricorrenza dove quest’anno ricade in un periodo storico segnato dall’attacco bellico della Russia all’Ucraina e proprio per questo, ancora più carica di significati e spunti di riflessione. Essere liberi, deve voler dire avere anche un lavoro, oggi – proseguono Giordano, Stigliano e D’Adamo –, e solo così possiamo definire il popolo italiano capace di sfidare una competizione sociale, politica, economica, culturale, tra le famiglie che vivono oggi più che mai in un lastrico sociale. Noi sindacato tutto, facciamo parte delle Istituzioni che rappresentano il popolo nella sua globalità anche nei momenti di sconforto. Tutti dobbiamo contribuire a costruire e mantenere un clima pacifico e a vigilare sul rispetto della libertà. Grandissimo valore oggi per l’Ugl è stato il gesto della deposizione delle Corone di alloro al Cippo di via Lucana nella chiesa di San Francesco d’Assisi di Monsignor Giuseppe Antonio Caiazzo, arcivescovo della diocesi Matera–Irsina dove sempre di più la Chiesa è vicina alla famiglia e al lavoro. Un lavoro che per noi deve essere sicuro, deve significare sicurezza, legalità e dove gridiamo ad alta voce: ‘Basta morti sul lavoro’. Tutti insieme abbiamo il dovere di concedere parte delle nostre energie per salvaguardare la libertà che quotidianamente viene minacciata in ogni angolo della nostra comunità materana. Abbiamo il dovere di onorare coloro che hanno fatto sacrifici inimmaginabili, donando anche la loro vita, per consegnarci uno Stato più libero, che tende al benessere, ma che deve ritrovare e rinnovare ragioni e valori condivisi. Come dobbiamo provare a fare lo sforzo di capire che le Istituzioni sono il luogo dell’unità, anche tutto il sindacato materano e lucano deve fare identico sforzo nel segno dell’idee uniche e unite a vantaggio del lavoro e della tenuta occupazionale del nostro territorio. Tutti invochiamo la pace a cui la lotta di liberazione ha dato un alto contributo di sangue e di vite umane. La pace è  una meta sempre intravista e mai ancora pienamente raggiunta. Ciò che conta per ognuno di noi è la nostra scelta di fondo, il nostro orientamento decisivo verso i valori della pace, della solidarietà e della giustizia sociale. È il monito da farne tesoro noi sindacalisti, che ci viene dalle tante vittime della violenza di ieri e di oggi e di quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà  e la democrazia. Questo è il messaggio augurale dell’Ugl Matera, fiduciosi che a conclusione della Festa della Liberazione vada a scuotere i cuori dei potenti affinché ci sia veramente tanta serenità tra i popoli e in tutto il mondo, – concludono Giordano, Stigliano e D’Adamo”.