TIZIANO RENZI Panama Papers

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TIZIANO RENZI Panama Papers

Donzelli: “Dai paradisi fiscali 8 milioni per le società del giro renziano”

Giovanni Donzelli, capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d’Italia, mostra i documenti camerali sui passaggi societari incriminati

“Passaggi di denaro anomali per 12,5 milioni di euro di cui 8,1 milioni provenienti daiparadisi fiscali e finiti nelle casse di tre società riconducibili al giro d’affari composto dai soci del papà del premier Tiziano Renzi e dei finanziatori del presidente del Consiglio”.
È quanto ha rivelato Giovanni Donzelli, coordinatore dell’esecutivo nazionale e capogruppo in Regione Toscana di Fratelli d’Italia, in conferenza stampa mostrando i documenti camerali sui passaggi societari incriminati.
“Se un cittadino onesto paga fino all’ultimo centesimo le tasse – commenta Donzelli – il premier Matteo Renzi ha il dovere di spiegare le anomalie in cui sono coinvolti i soci di suo padre Tiziano, Ilaria Niccolai, l’amico e primo finanziatore del premier Andrea Bacci, l’ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi e l’arrivo dei fondi dai paradisi fiscali. Le società in questione sono Mall Re, che si è occupata della realizzazione dell’outlet di Reggello (Firenze), la Dil Invest e la Egnazia Shopping Mall, nata per la realizzazione dell’outlet che sta per sorgere a Fasano (Brindisi), operazione che ha visto un impegno diretto da parte di Tiziano Renzi. L’amministratore di tutte queste società è Luigi Dagostino, regista delle operazioni di realizzazione degli outlet in varie città d’Italia. E anche fra i soci della Riviera Mall e la Costa Azzurra Re, nate per la realizzazione degli outlet di Sanremo (IM), figurano società con sede nei paradisi fiscali”.
“Fra i movimenti il più sostanzioso riguarda la cessione avvenuta il 5 maggio 2015 da parte della Nikila di Ilaria Niccolai del 75% della Mall Re alla società Staridea Investments con sede nel paradiso fiscale di Cipro: quote del valore nominale complessivo di 37.500 euro (500 euro ciascuna) vendute a 7,5 milioni di euro (100 mila euro). Una crescita di prezzo di 200 volte. Eppure soltanto tre mesi e mezzo prima (il 17 dicembre 2014) nella stessa società era avvenuta una cessione di quote del 25% al prezzo di 20 mila euro. Emblematico anche il caso avvenuto nella Egnazia Shopping Mall il 10 febbraio 2016 la società Syntagma di cui è socio e amministratore unico l’ultimo presidente di Banca Etruria Lorenzo Rosi, ha venduto al regista dell’operazione outlet Luigi Dagostino quote da 1.100 euro al prezzo di 1.100 euro. Lo stesso giorno, 26 minuti dopo, è stata firmata un’altra doppia cessione alla società Uk Development and Investments, con sede nel Regno Unito: La Castelnuovese (a lungo amministrata da Lorenzo Rosi) ha ceduto al prezzo di 130 mila euro 500 euro di quote e Mora Real Estate – fondata dai fratelli Moretti di Arezzo, creatori del marchio Lebole – ha ceduto 1.200 euro di quote al prezzo di 430 mila euro. Nella vicenda rientrano anche i paradisi fiscali con sede a Panama il 30 settembre 2015 Nikila ha ceduto alla Tressel Overseas, società rappresentata in più occasioni dal regista dell’operazione outlet Luigi Dagostino, il suo 30% (3.000 euro di quote) della società Egnazia Shopping Mall al prezzo di 125 mila euro. Lo stesso Dagostino ha ceduto il 18% (1.800 euro di quote) per 75 mila euro”.
Fonte—>il Giornale


6 apr 2016 20:52

1. LA TEMPESTA DEI PANAMA PAPERS BUCA LO SCHERMO DELLA TV. C’È ANCHE BARBARA D’URSO, INFATTI, TRA GLI ITALIANI CITATI NELL’ARCHIVIO DELLO STUDIO LEGALE MOSSACK FONSECA
2. LA D’URSO RISULTA “DIRECTOR”, CIOÈ AMMINISTRATRICE, DELLA SOCIETÀ MELROSE STREET LTD, REGISTRATA NEL 2006 ALLE ISOLE SEYCHELLES. TRA L’ALTRO, A PARTIRE DAL 2012 I DOCUMENTI CONTABILI SONO STATI CONSERVATI PRESSO IL DOMICILIO DELLA CONDUTTRICE TV
3. LO STUDIO LEGALE DI BARBARA D’URSO PRECISA: “INFORMAZIONI LACUNOSE. QUELLA SOCIETÀ, APERTA AI FINI DI UN’OPERAZIONE IMMOBILIARE NON CONCRETIZZATA, È STATA CHIUSA
4. NELL’INCHIESTA IN EDICOLA DA VENERDÌ, ‘’L’ESPRESSO’’ DARÀ CONTO DEI PRIMI 100 NOMI DI ITALIANI CHE COMPAIONO NELL’ARCHIVIO PANAMENSE. NOMI CHE VANNO AD AGGIUNGERSI A QUELLI ANTICIPATI COME LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO E IL PILOTA JARNO TRULLI

Matteo Renzi e Barbara Durso  
Matteo Renzi e Barbara Durso
  

La tempesta dei Panama Papers buca lo schermo della tv. C’è anche Barbara D’Urso , infatti, tra gli italiani citati nell’archivio dello studio legale Mossack Fonseca, svelati al mondo in questi giorni dalla più grande fuga di notizie della storia della finanza. Come scrive l’Espresso nel numero in edicola da venerdì 8 aprile, Maria Carmela D’Urso, nome all’anagrafe della popolare presentatrice televisiva, risulta “director”, cioè amministratrice, della società Melrose street ltd, registrata nel 2006 alle isole Seychelles.

barbara durso sulla copertina di playboy  
barbara durso sulla copertina di playboy
  

I file panamensi contengono una serie di carte che associano la star di Mediaset alla offshore delle Seychelles, paradiso fiscale oltre che delle vacanze. Tra l’altro viene segnalato che a partire dall’agosto 2012 i documenti contabili di Melrose Street ltd sono stati conservati presso il domicilio della conduttrice tv.
«Informazioni lacunose», ha reagito lo studio legale che assiste Barbara D’Urso. Quella società, spiega una nota inviata dagli avvocati, «è stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la signora D’Urso intendeva compiere in Costa Azzurra». Un’operazione che poi non si è concretizzata, prosegue la nota, e quindi Melrose è stata chiusa. In base ai documenti dell’archivio Mossack Fonseca la offshore delle Seychelles è stata liquidata alla fine del 2014.

fonseca fonseca 

Nell’inchiesta in edicola da venerdì, l’Espresso darà conto dei primi 100 nomi di italiani che compaiono nell’archivio panamense ottenuto dall’International Consortium of Investigative Journalists (Icij). Nomi che vanno ad aggiungersi a quelli anticipati già domenica scorsa dal sito del settimanale, come Luca Cordero di Montezemolo , il pilota Jarno Trulli , il manager Donaldo Nicosia , sotto inchiesta per truffa insieme all’ex senatore di Forza Italia, Marcello Dell’Utri.

barbara durso selfie barbara durso selfie 

Nell’inchiesta pubblicata domenica l’Espresso ha dato anche conto del coinvolgimento di due grandi gruppi finanziari come Unicredit e Ubi banca . Entrambi negli anni scorsi, secondo quanto emerge dalle carte, hanno avuto rapporti d’affari con lo studio Mossack Fonseca.

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