Mertens come Maradona. De Laurentiis: «Incantato»

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Il belga segna un gol da antologia: «Mi diverto, il merito è soprattutto di Sarri». Callejon: «Felici di essere lì in alto, restiamo umili»

 

Palla che sfila, il lampo di genio assoluto: era il 24 febbraio 1985 e contro la Lazio Diego Armando Maradona consegnò agli annali uno dei gol più incredibili della storia del campionato italiano. Un tiro in totale squilibrio, che si infila in parabola calante e fa esplodere il San Paolo. Trentadue anni dopo, la reminiscenza per opera di Dries Mertens, che dopo l’uscita di Strakosha inventa un capolavoro simile sotto molti aspetti. “Sono molto contento di esserci riuscito. L’esultanza è una roba tra amici, mi piace fare stupidaggini dopo le reti; in questo ruolo mi sto divertendo”. Forse un pizzico più semplice, vista la posizione totalmente fuori dai pali del portiere albanese, ma altrettanto piacevole per gli occhi: “Era più difficile quello di Diego, non esageriamo!”. Sulle ali di questa prodezza e di una prestazione corale di altissimo livello nella ripresa, il Napoli si è imposto all’Olimpico contro la Lazio, nonostante un primo tempo giocato senza impressionare e chiuso sotto di una rete.
Il pareggio di Koulibaly è soltanto il preludio ad una parentesi travolgente della squadra di Maurizio Sarri, che propizia la rimonta. La rete del sorpasso è ad opera di José Callejon: “E’ vero che nel primo tempo non ci siamo espressi al meglio, poi abbiamo cominciato a giocare. Ne abbiamo parlato all’intervallo e abbiamo deciso di scendere in campo con una altra faccia. Abbiamo giocato contro squadre forti, la Lazio lo è e in casa ha fatto tanti punti. Hanno giocatori di qualità e sapevamo che comunque sarebbe stata una partita difficile. Nel secondo tempo abbiamo fatto molto bene e abbiamo portato la vittoria a casa. Mertens è eccezionale, ci dà tanto quando gioca, deve continuare a segnare e noi proseguire su questa strada”. L’analisi dello spagnolo si è poi spostata sulla prospettiva futura del campionato, che al momento vede il Napoli in una corsa a due con la Juventus. “Manca ancora tanto per la fine, siamo solo alla quinta partita. Stiamo lavorando bene e dobbiamo continuare così. Vogliamo stare in testa, la strada è quella giusta” ha concluso lo spagnolo.
La chiosa alla partita l’ha messa Jorginho, su calcio di rigore: “All’intervallo ci siamo detti che era necessario alzare i ritmi. Non penso che abbiamo fatto così male nel primo tempo, nella ripresa è complicato per chiunque difendere contro di noi. Se si hanno diverse opzioni per il passaggio tutto è reso più facile, grazie al movimento che facciamo senza palla”. Del futuro è ancora prematuro parlarne. “Il campionato è ancora lungo, dobbiamo sicuramente stare con i piedi per terra con umiltà e cercare di vincere ogni partita” ha commentato il centrocampista. Che è tornato sulla sua esultanza, spiegandola: “Dopo la rete ho voluto dedicare un pensiero ad uno dei miei migliori amici, che ha perso il padre poco fa e volevo fargli sentire la mia vicinanza. Sarebbe il massimo vincere lo scudetto e guadagnare un posto per il Mondiale: siamo a lavoro per realizzare i nostri sogni”.

10:32 21/09

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