Il racconto falso di un’utente è stato smontato su Twitter dalla giornalista Annalisa Camilli di Internazionale, a bordo della nave: “Lo hanno messo le volontarie per tranquillizzarla e farla parlare dopo lo shock”


ROMA – Lo smalto è di colore rosso acceso, un segno di rinascita e ritrovata femminilità dopo aver rischiato la vita in mezzo al mare. Sono proprio le unghie curate di Josefa, le cui lacrime hanno fatto il giro del mondo, a scatenare i complottisti. Ancora una volta.
Josefa lo smalto ce l’ha, glielo hanno messo le volontarie a bordo della Open Arms, la nave che l’ha salvata, perché i piccoli gesti possono aiutare a tornare alla vita, piano piano, dopo aver rischiato di perderla.
In rete però gira una ricostruzione fake: la foto in cui la donna, appena soccorsa, avrebbe avuto le unghie pitturate è stata scattata successivamente rispetto a quanto raccontato da un’utente. “Inoltre le mani non hanno l’aspetto spugnoso, tipico di quelle mani che restano in acqua per ore. Scusate, ma io non ci credo al 100%”, è l’accusa. Come se una donna che fugge da guerra e miseria non debba avere di default diritto allo smalto (nel caso lo avesse avuto).
A smontare la bufala ci ha pensato Annalisa Camilli, giornalista di Internazionale a bordo della nave e che su Twitter ha risposto all’utente indignata: “Josefa ha le unghie laccate perché nei quattro giorni di navigazione per raggiungere la Spagna le volontarie di Open Arms le hanno messo lo smalto per distrarla e farla parlare. Non aveva smalto quando è stata soccorsa. Serve dirlo?”.