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Anche l’Unità operativa di Ortopedia dell’Ospedale Perrino di Brindisi ha aderito alla rete di accoglienza e assistenza medica per i profughi ucraini, promossa dalla Società italiana di Ortopedia e traumatologia. Assieme al nosocomio brindisibo sono presenti, al momento, il Policlinico Gemelli di Roma, l’Istituto Galeazzi e la Clinica Pini di Milano e per la Puglia, il Policlinico di Bari.

“La Asl di Brindisi. dall’inizio del conflitto, ha aperto le porte ai profughi provenienti dall’Ucraina. Il Dipartimento di Prevenzione ha preso in carico finora 321 cittadini ucraini, tra cui 44 bambini con meno di cinque anni, 85 minori in età scolare tra cinque e sedici anni e dieci ragazzi tra i sedici e i diciassette anni. Accanto a questi anche venti minori non accompagnati. – ha sottolineato il direttore generale Flavio Roseto – L’obiettivo è da un lato quello di creare corridoi umanitari per trattare profughi con problemi ortopedici urgenti e dall’altro raccogliere strumenti chirurgici e kit sanitari, in particolare materiale per il trattamento delle ferite da arma da fuoco e la fissazione delle fratture, da destinare all’ospedale ucraino di Khmelmitskyi.