Governo, carabinieri e Servizi segreti, il grande intrigo dell’affare Consip

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Nessun complotto, tante partite incrociate all’ombra dell’esecutivo. Dall’intercettazione tra Renzi e il generale Adinolfi al ruolo di Ultimo: ecco le trame di potere dietro le indagini giudiziarie

Che storia racconta la sequenza di manipolazioni, infedeltà, segreti violati nell’inchiesta Consip? Davvero si è trattato di un complotto? Un’inchiesta di Repubblica, di cui oggi viene pubblicata sul quotidiano la prima di due puntate, consente di dare una prima risposta. L’affaire Consip non è stata una macchinazione. Piuttosto, è stato la gallina dalle uova d’oro intorno alla quale hanno danzato Politica, Intelligence, Arma dei Carabinieri, magistratura, stampa, giocando ciascuno una propria partita. Governati da un proprio interesse. Quasi sempre di corto respiro: carriere, ricadute politiche, visibilità. Tutti consapevoli della straordinaria opportunità che gli era stata data. Giocare di sponda con il destino politico dell’uomo che nella Primavera del 2016, anno del “giudizio universale” referendario,

aveva in pugno il Paese, o almeno così riteneva: il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

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