Frosinone, rivoluzione su trasporto pubblico e mobilità al palo E c’è il caso bici elettriche

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di Alessandro Redirossi
Nuovo bando del trasporto pubblico atteso da anni e non ancora pubblicato. Progetti sulla mobilità alternativa all’auto che arrancano. Il Comune di Frosinone resta per ora al palo per quella rivoluzione della mobilità necessaria per contrastare i preoccupanti livelli di inquinamento.
TRASPORTO PUBBLICO: IL BANDO CHE NON C’È
L’accelerazione più importante è quella attesa da anni sul servizio di trasporto pubblico. Il nuovo bando di gara comunale, più volte annunciato, ancora non è stato pubblicato. Nel novembre del 2016 il Consiglio comunale ha approvato gli indirizzi programmatici per il nuovo bando, evidenziando come l’implementazione del servizio sia fondamentale anche per il contrasto all’inquinamento da polveri sottili. Diverse le novità nella delibera consiliare: chi vincerà la gara dovrà gestire anche ascensore inclinato e servizio bike sharing;  installare paline intelligenti alle fermate (che indichino orario e attese per i mezzi pubblici); dare vita a un’applicazione per i telefoni smartphone che permetta di acquistare online i biglietti e monitorare in tempo reale il percorso e gli orari dei mezzi. Nella relazione sulle performance sottoscritta il 31 gennaio dal dirigente comunale del settore competente, Antonio Loreto, si legge: «il procedimento ad evidenza pubblica sarà avviato nel corso del primo semestre 2017». Semestre finito da quasi due mesi, senza che nella sezione del sito comunale dedicata ai bandi di gara sia apparso l’avviso pubblico. Come si evince da una determina del dirigente  del 28 giugno scorso, il Comune ha inviato le bozze del capitolato di appalto all’Agenzia regionale per la Mobilità Lazio (Aremol) ai fini di ottenere un’assistenza tecnica per lo svolgimento della gara. Attualmente quindi si starebbero definendo i dettagli, prima della pubblicazione del bando. Intano per la Geaf è arrivata un’ulteriore proroga per la gestione del servizio fino al 31 ottobre in attesa della gara.
BICI A PEDALATA ASSISTITA: IL PROGETTO NON PARTE, MANCANO I FONDI
Per quanto riguarda la mobilità alternativa, da anni i cittadini e le associazioni chiedono a gran voce l’implementazione dei percorsi ciclabili in città. Aspetto che incide anche sull’utilizzo del servizio di bike sharing, attraverso il quale i cittadini possono noleggiare le bici presso le ciclostazioni comunali. Negli ultimi due anni le bici del servizio sono state più ai box per manutenzione che in strada a disposizione dei cittadini. Una vicenda emblematica in tema di mobilità alternativa è quella delle bici a pedalata assistita ad alto rendimento e ad emissioni zero. Nel 2013 il Comune di Frosinone è rientrato fra i 40 centri ammessi dal Ministero dell’Ambiente alla sperimentazione rivolta degli Enti alle prese con l’inquinamento. Il progetto prevede l’assegnazione al Comune di 10 bici elettriche per Vigili, dipendenti comunali e amministratori e 10 da assegnare ad associazioni. Al di là della fornitura delle 20 bici elettriche, il progetto prevedeva il finanziamento del 50% dei costi del programma a carico del Ministero. Parliamo dei costi collegati ad esempio all’acquisto delle rastrelliere per il ricovero e la ricarica delle bici elettriche. Il 29 aprile 2013 la Giunta approva il piano operativo di sperimentazione dei 20 prototipi di bici a pedalata assistita, individuando la quota di cofinanziamento comunale in 24mila euro. Le bici e il restante 50% del finanziamento sarebbero quindi stati garantiti dal Ministero. Dalla relazione del dirigente comunale competente emerge che, dopo l’approvazione ministeriale, il programma non è stato attuato dal Comune «per mancanza di fondi per la realizzazione delle opere collegate». Ora il programma, stando al dirigente, sarà «definito nel corso del 2017». Risorse permettendo.

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