Estorsione informatica in Bitcoin, 7 fermi in provincia Frosinone

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20170928_video_10551039.jpg_982521881.jpgRoma, (askanews) – Spargevano un virus per bloccare i pc di utenti in tutta Italia, i quali per sbloccarlo erano costretti a pagare un riscatto in bitcoin, del controvalore di circa 400 euro: dopo sei mesi di indagini, i militari del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno fermato in provincia di Frosinone 7 persone, indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata all estorsione, alla frode informatica ed all autoriciclaggio. Due membri dell’organizzazione sono finiti in carcere, gli altri cinque hanno l’obbligo di firma.

I soldi venivano accreditati su carte di credito ricaricabili intestate a soggetti prestanome e comunque nella disponibilità del vertice dell organizzazione. Su questa carte di credito è transitato almeno 1 milione di euro.

Nell’operazione denominata “Virtual Money” è stato sequestrato inoltre il capitale sociale, il complesso aziendale di una società e di tutte le disponibilità finanziarie giacenti sui conti correnti riconducibili all’organizzazione.

 

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