Cinema Fiorenzo Fraioli: Early birds:

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Early birds

Oggi ho incontrato un amico (di destra) che mi ha chiesto “per chi votiamo alle prossime politiche?“. Lui è un orfano di Fini (Gianfranco) il quale, a suo dire, è andato a prendere un caffè e non è più tornato. Dunque chiede a me, che percepisce come un amico di sinistra (ma non “de sinistra”) per chi votare alle prossime politiche.

Vi prego di notare il plurale: intendeva dire io e lui. Sa (sappiamo) di essere dalla stessa parte della barricata, lui di destra e io di sinistra, ma non abbiamo una bandiera sotto cui riunirci. Oddio, una ci sarebbe, la Costituzione del 1948, ma il partito della Costituzione dov’è? E come mai non c’è? Mi sono ricordato di una conferenza dello storico Alessandro Barbero (Alle origini della comunicazione aziendale: gli ordini religiosi del Medioevo) che vi invito a visionare.

Barbero fa un interessante paragone tra i modelli odierni di comunicazione aziendale e quelli adottati dagli ordini religiosi nel medio evo, per concludere che vi sono evidenti analogie e similitudini tra di essi. In entrambi i casi la comunicazione era ed è fondamentale per il raggiungimento di tre obiettivi: l’occupazione di un segmento di mercato, la crescita, contrastare la concorrenza di altri attori. Il successo essendo determinato dal numero di adesioni dal basso e da cospicui finanziamenti dall’alto.
Credo che quel che vale per il successo di una multinazionale e di un ordine religioso sia valido anche nel caso di un nuovo partito politico: servono le adesioni dal basso e i finanziamenti dall’alto. Ora immagino, considerata la platea dei pochi lettori di questo blog, che mentre le adesioni dal basso saranno considerate in modo positivo, seppure come un desiderio difficilmente realizzabile, l’idea della necessità di finanziamenti dall’alto, al contrario, susciterà un’impressione negativa. Devo purtroppo deludervi, ribadendo che è nella mia natura essere una persona con una visione poco romantica della realtà politica, e non solo. Devo dunque ricordare che, allo stesso modo in cui i nostri nemici sono capaci di allearsi con segmenti della classe lavoratrice elargendo mance e mancette al fine di dividerci, anche noi siamo obbligati ad agire nello stesso modo, ovvero a cercare nella schiera avversa quei gruppi di interesse disposti ad allearsi con noi in vista di un fine comune. A coloro che non sono d’accordo faccio notare che “scienze politiche” e “scienze morali” sono due indirizzi di studio diversi.
Il problema nasce dal fatto che ad oggi, in vista delle elezioni che si svolgeranno probabilmente nel 2017, o almeno (salvo eventi luttuosi per la democrazia) nel 2018, non esiste uno straccio di ordine religioso, pardon organizzazione politica, dal basso che sia così ampia da potersi proporre come soggetto al quale valga la pena indirizzare finanziamenti dall’alto in funzione di un’alleanza contro il nemico comune. Il quale, al contrario, ha costruito negli ultimi decenni una solida alleanza che vede come contraenti i grandi potentati finanziari e industriali dell’occidente e larghi strati sociali popolari e medio borghesi. Sono stati persi anni durante i quali i fondatori di ordini religiosi, pardon organizzazioni politiche dal basso, accecati dall’emergere improvviso di una nuova domanda del mercato politico, si sono fatti travolgere dallo spirito della concorrenza reciproca invece di coordinare gli sforzi al fine di alimentarla e farla crescere ulteriormente. Ed eventualmente, ma solo a quel punto, competere tra loro. Questi early birds della politica vanno dunque presi per quello che sono, uccelli mattinieri dal piumaggio variamente colorato, il cinguettio più o meno suadente e nulla più. Spariranno al primo colpo di fucile dei cacciatori, per altro prossimo perché l’apertura della stagione di caccia al dissidente è vicina, e di loro non resterà che il ricordo.
Per cavalcare la Storia, che è femmina, un buon arnese è condizione necessaria ma non sufficiente. Ci vogliono anche le palle. Avere le palle nella lotta politica significa non dare importanza a sé stessi, ma concentrare tutte le forze sull’obiettivo; significa non dare importanza al fatto di essere arrivati per primi ma, al contrario, rallegrarsi per ogni nuovo arrivo, nella speranza che possa raccogliere il testimone. Avere le palle in politica significa scegliere di essere dimenticati, purché la propria parte vinca, piuttosto che perdere ed essere ricordati.
Moriremo tutti, e l’unica consolazione sarà aver avuto coraggio. Odo in lontananza colpi di fucile…

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