Catalogna, il giorno del voto per l’indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti

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Catalogna, il giorno del voto per l'indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti
(afp)

La giornata in diretta. Polizia sfonda porte seggio Puigdemont, ferita un’anziana a Barcellona durante una carica degli agenti, usati proiettili di gomma. Prefetto: “Costretti a intervenire”. Agenti anti sommossa dei Mossos sono arrivati presso la Generalitat. Il governo autonomo aveva invitato a “votare in ogni seggio e anche con le schede stampate da casa”

BARCELLONA –  La polizia anti-sommossa spagnola ha fatto irruzione nel seggio elettorale dove era previsto votasse il presidente Carles Puigdemont a Girona sfondando le porte che era stato chiuse dai cittadini presenti. Gli agenti hanno fatto irruzione all’interno accolti dal grido “Voterem” degli elettori, che hanno poi iniziato a cantare Els Segadors, l’inno nazionale catalano. Le urne e le schede sono state portate via dai volontari catalani. Il ‘President’ è poi riuscito a votare in un altro seggio a Girona. Almeno tre i feriti, fra cui un’anziana signora nell’irruzione della polizia spagnola nel collegio Freire del quartiere di Roquetes a Barcellona. Gli agenti spagnoli, in tenuta antisommossa, sono intervenuti con la forza in diversi collegi elettorali dove si sono registrati tafferugli con i votanti.

• POLIZIA SPAGNOLA USA PROIETTILI DI GOMMA
La polizia spagnola avrebbe usato proiettili di gomma in diverse occasioni, in particolare contro le persone che cercavano di allontanarsi dal seggio Ramon Llull di Barcellona. Ci sarebbe almeno un ferito. Sui social network girano numerosi filmati. Un ricercatore di Princeton, Jordi Graupera, ha postato un video nel quale un membro della Guardia Civil spara verso la folla a Barcellona e una foto in cui si vede il proiettile di gomma, di color verde. Anche l’account Twitter di The Local Spain parla di polizia che usa proiettili di gomma.

Lunghe code e assembramenti davanti ai luoghi del voto. Migliaia di persone si sono radunate qui tutta la notte in quella che per i catalani diventa a questo punto anche una prova di forza e di propaganda contro il governo di Madrid, che ha messo in pratica ogni misura possibile per evitare il voto.

La mossa che Barcellona aveva annunciato ieri (“troveremo modo di far votare comunque”) è arrivata poco prima delle 8 del mattino, a un’ora dell’apertura prevista dei seggi. La Generalitat ha lanciato il ‘censo universal’, una misura che consente il voto di ogni elettore in “qualsiasi seggio elettorale aperto” anche se non è quello di appartenenza dell’elettore e la possibilità di votare con le schede stampate a casa.

Catalogna, il giorno del voto per l'indipendenza. Mossos stanno a guardare. Polizia nazionale carica la folla: 40 feriti

Secondo i media locali e testimonianze sui social network, la polizia catalana al momento non ha sequestrato il materiale elettorale – come invece aveva ordinato loro la procura spagnola – limitandosi a contare le persone presenti e a controlli sulla sicurezza, per poi andare via, in alcuni casi tra gli applausi dei cittadini che presidiano i seggi in vista dell’apertura delle urne.

Migliaia di poliziotti sono stati spediti da tutta la Spagna per impedire il referendum e tenere sotto controllo la situazione. Un convoglio di circa 30 furgoni della polizia non contrassegnati e un camion pieno di poliziotti hanno lasciato il porto di Barcellona poco dopo le 5 del mattino diretti verso le sezioni sedi di seggio.

Le sezioni dovrebbero aprire alle 9. Sui social media circolano già dall’alba le foto dei seggi allestiti nei diversi locali della Catalogna, con le urne che cominciano ad arrivare per essere predisposte al voto. Scuole già adibite a seggio sono pronte già a Barcellona, Badalona, Sant Joan Despì, Terrassa e Tremp. In alcune sezioni sono arrivate delle schede e le urne in plastica. Malgrado l’esplicito divieto delle autorità del governo centrale, moltissimi seggi sono rimasti presidiati dagli indipendentisti per l’intera nottata.

Barcellona, in centinaia accampati davanti ai seggi in attesa di votare

I giorni della vigilia sono stati un crescendo di accuse e di mosse e contromosse del governo spagnolo e del governo della Generalitat (la Regione) catalana. Oltre a sbarrare i seggi, il governo di Madrid ha preso il controllo del centro Telecomunicazioni Ctti della Generalitat, per staccare le applicazioni che consentono il conteggio dei risultati, ma anche un possibile ricorso al voto elettronico. Dura la reazione ufficiale degli indipendentisti: “È un attacco alla democrazia, votiamo lo stesso”. A prendere posizione è anche Pep Guardiola, l’allenatore catalano del Manchester City. “Io ho votato – dice -. Non si vota per l’indipendenza, ma per la democrazia

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