"Basta spot con modelle e champagne: la montagna è natura e fatica"

Un servizio fotografico di moda sulla Marmolada L’associazione Alpinistica trentina contesta le pubblicità che danno dei monti un’immagine sbagliata. “Così arriva gente non preparata ai pericoli, a quello che troverà sulle vette. Il risultato?  Persone che si aspettano hotel a cinque stelle nei rifugi, rovinano sentieri e abbandonano rifiuti in quota. Mancano cultura ed educazione”

“Spot, pubblicità anche istituzionali a base di modelle e champagne rovinano la montagna. Danno un’immagine non vera delle nostre vette, attirano turisti che non sanno come muoversi in alta quota, e poi finiscono nei guai e hanno bisogno di soccorsi. Cercano hotel a cinque stelle dove ci sono rifugi, buttano rifiuti come se  fossero discariche” Parla con passione Claudio Bassetti presidente della Sat, società alpinistica trentina che gestisce più di 30 rifugi e con i volontari tiene puliti seimila chilometri di sentieri.
Il motivo di questo scempio?
” Ormai si arriva in alto senza il filtro della fatica. Funivie, auto, moto portano in quota velocemente anche gente non preparata alla montagna.  Per questo dico basta alle pubblicità dei nostre vette con modelle fra ostriche e champagne, non parlo solo di quella istituzionale, ma anche di spot con le montagne usate  come sfondo per splendide  donne in bikini, che si calano dagli elicotteri. Si manda  il messaggio sbagliato, bisogna far conoscere la montagna per quello che è veramente: bellezza e fatica, natura da rispettare” dice Bassetti che allarga  poi il discorso all’educazione. Parla di conoscenza, informazione della montagna, per evitare il ripetersi di incidenti, come accade tutto l’anno,  da parte spesso di sprovveduti che non ne conoscono i pericoli. Parla di rispetto dei luoghi che pagano il conto del cambio climatico.
Che fare?
“Dobbiamo agire tutti in modo da preservare un bene comune, ormai manca l’acqua anche in vetta, si restringono i ghiacciai, bisogna imparare quindi ad usarne tutti meno se si vuole che i rifugi restino aperti dopo la nostra partenza”.
Anche perche la montagna è tornata di moda d’estate
“Si, ed è una fortuna, ma il turismo di massa porta a volte, come è accaduto questa estate in Trentino, a villeggianti per caso montanari improvvisati, che non guardano neppure le previsioni meteo finendo nei guai. E poi turisti insoddisfatti perché si aspettavano menu da mastecherf e servizi da cinque stelle in un rifugio che è cosa ben diversa, per appassionati”.
Il presidente racconta di montagne prese d’assalto da chi non le conosce e forse per questo non le rispetta. Da chi non sa cosa aspettarsi e cosi arriva sui tacchi in mezzo alla neve, quasi si stupisce di non trovare un divano tra gli alberi per godersi la vista senza troppo sforzo. Guarda, usa il paanoma e poi con

 indifferenza abbandona rifiuti nel verde, in alta quota come se fosse una pattumiera. “Il problema è che se uno ha senso civico lo ha in città e anche in montagna.Solo che qui, luoghi una volta incontaminati, tutto il brutto, lo sfregio, si vede di più”.