Scrittore e corrispondente di guerra, il 41enne è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel suo appartamento a Kiev
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KIEV – Il giornalista e scrittore russo Arkadi Babchenko, oppositore del regime del presidente Vladimir Putin, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Kiev. “Era nella sua casa nel distretto di Dniprovski. Sua moglie era in bagno e ha sentito un colpo molto forte. Quando è uscita, ha visto suo marito ricoperto di sangue”, ha dichiarato la polizia ucraina alla France Presse. Un portavoce della polizia, Yaroslav Trakalo, ha confermato che Babchenko è “morto nell’ambulanza”. “E’ stato colpito tre volte alla schiena sulle scale del suo edificio al ritorno da un negozio”, ha scritto su Facebook uno dei suoi colleghi, il giornalista Osman Pashaiev.
Nel suo ultimo post su Facebook, sette ore prima di essere ucciso, Babchenko aveva raccontato un episodio di quattro anni fa postando l’immagine di un elicottero militare della guardia nazionale ucraina che proprio quel 29 maggio avrebbe dovuto imbarcarlo ma, a causa della mancanza di spazio, lo lasciò a terra. L’elicottero subito dopo venne abbattuto dai separatisti filorussi, provocando la morte di 14 persone. “Sono fortunato, è stato come avere due compleanni”.